SALERNO (ITALPRESS) – Questa mattina la Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari a carico di 10 indagati, emessa dalla Sezione GIP-GUP del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, i quali, a vario titolo, sono ritenuti responsabili dei delitti di scambio politico elettorale politico mafioso; tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso; estorsione aggravata dal metodo mafioso; detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo e favoreggiamento personale. Gli arresti sono stati eseguiti a Torchiara, Capaccio Paestum, Baronissi, nel salernitano e a Terni Sulmona, in provincia dell’Aquila.
ROMA (ITALPRESS) – Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Roma Centro per dare esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia – che dispone misure cautelari nei confronti di 18 persone, di cui 8, associate in carcere, gravemente indiziate di essere i promotori e membri di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti mentre le altre 10 sottoposte alla misura degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione in caserma poiché gravemente indiziate di plurime condotte di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.
Le indagini dei Carabinieri, avviate dal monitoraggio dei canali di approvvigionamento di un pusher dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area della movida di Piazza Navona e Piazza del Fico, hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di una struttura criminale di tipo associativo con base logistica nel quartiere San Basilio, dedita alla stabile gestione dello spaccio di stupefacenti – prevalentemente cocaina e crack – nel quadrante nord-est della Capitale, con propaggini appunto fino al centro storico.
La manovra investigativa ha consentito non solo di ipotizzare la struttura piramidale dell’organizzazione, con a capo Alessio Capogna, parente di storici personaggi del narcotraffico capitolino, nonché la suddivisione interna dei ruoli ma anche e soprattutto lo schema operativo prescelto con l’utilizzo del “modello itinerante” di piazza di spaccio, a discapito del classico sistema statico, nel quale le cessioni avvenivano principalmente attraverso un “delivery service“, a domicilio ovvero in punti d’incontro fissi, previa ordinazione tramite un “centralino” disponibile 24 ore su 24.
ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e finalizzata alla lotta contro la pedopornografiaonline, ha dato esecuzione a 8 decreti di perquisizione nei territori di Palermo e provincia, procedendo all’arresto di 5 soggetti e alla denuncia di ulteriori 3 per divulgazione, cessione e detenzione di immagini e video pedopornografici.
L’articolata attività di indagine è stata condotta congiuntamente dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Sicilia Occidentale e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale. Durante le perquisizioni gli operatori hanno sequestrato numerosissimi file video e immagini che documentano lo sfruttamento sessuale di minori, anche in tenerissima età, confermando le ipotesi investigative circa la sistematica attività di detenzione e distribuzione di materiale pedopornografico da parte degli indagati sulla Rete Internet.
Il materiale e i dispositivi rinvenuti sono attualmente sottoposti agli accertamenti necessari per fare luce su ulteriori aspetti dell’inchiesta, compresa l’identificazione delle piccole vittime.
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – All’evento del Women’s History Month è poi seguita la conferenza stampa in cui il presidente Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 25%su tutte le auto non prodotte negli Stati Uniti. “E’ l’inizio della liberazione dell’America – ha detto il capo della Casa Bianca -. Ci riprendiamo i soldi che ci sono stati portati via da altri Paesi”. Per i cittadini degli Usa che compreranno auto americane saranno previste deduzioni fiscali, ha aggiunto Trump, annunciando che i dazi sulle auto importate entreranno in vigore “dal 2 aprile”.
Secondo il presidente l’imposizione di nuove tariffe sulle auto porterà “alla costruzione di numerosi impianti, in particolare di fabbriche di automobili”. I dazi sulle auto entreranno in vigore a partire dal 2 aprile e secondo quanto annunciato da Trump saranno permanenti per il resto del suo mandato. Rispondendo ad una domanda della stampa Trump ha anche dichiarato di non essersi confrontato con il patron di TeslaElon Musk in merito alle tariffe sulle auto. Trump ha sottolineato quanto sia importante che il Congresso approvi una legge in modo che gli interessi sulle auto possano essere dedotti dalle tasse se l’auto è prodotta in America: “Penso che la gente rimarrà impressionata – ha affermato – Saremo molto giusti, saremo molto gentili, in realtà. Non siamo stati trattati bene dagli altri paesi e penso che la gente sarà piacevolmente sorpresa, ma renderà il nostro paese molto ricco, perché siamo il salvadanaio da cui tutti rubano e lo fanno da molti anni, da decenni, e non permetteremo che accada ancora. Avremo una vigilanza molto forte per far rispettare le tariffe sulle auto prodotte negli Stati Uniti”.
Secondo quanto reso noto da Trump, la tariffa del 25% sarà applicata ai veicoli come berline, suv, crossover, minivan, furgoni e ai camion leggeri, nonché ai principali componenti delle automobili come motori, trasmissioni, componenti del gruppo propulsore e componenti elettrici, con procedure per ampliare le tariffe su ulteriori componenti. Tra i funzionari presenti nello Studio Ovale al momento dell’annuncio figuravano Peter Navarro, Karoline Leavitt, il presidente della Camera Mike Johnson, il capo dello staff Susie Wiles e il segretario al Commercio Howard Lutnick.
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Un’operazione imponente dell’Arma dei Carabinieri ha portato all’arresto di nove persone, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. Il blitz, che ha visto impiegati oltre 100 militari dell’Arma, si è concentrato nel quartiere di Arghillà. L’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria tra novembre 2024 e marzo 2025 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta da Giuseppe Lombardo, ha permesso di ricostruire l’intensa rete di traffico e detenzione di armi clandestine, evidenziando il ruolo di primo piano del gruppo criminale nell’approvvigionamento e nella distribuzione di armamenti illegali.
Gli arrestati erano in grado di reperire e movimentare con estrema facilità un vasto arsenale, grazie a solidi legami con altre organizzazioni malavitose e a una fitta rete di complicità. I militari dell’Arma hanno accertato come il gruppo avesse stabilito un sistema ben organizzato per il trasporto e la custodia delle armi, sfruttando abitazioni private, magazzini e persino edifici abbandonati. La logistica del sodalizio criminale era tale da consentire la rapida movimentazione degli armamenti, che venivano trasferiti da un luogo all’altro per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine. Inoltre, l’indagine ha rivelato come il traffico di armi fosse strettamente collegato ad altre attività illecite, tra cui estorsioni e regolamenti di conti.
L’inchiesta ha documentato diversi episodi di violenza: in più occasioni, colpi di arma da fuoco sono stati esplosi in luoghi pubblici, generando pericolo per la popolazione locale. Le armi venivano utilizzate per risolvere controversie tra gruppi rivali e per atti intimidatori, contribuendo a un clima di forte tensione nel quartiere. Gli investigatori hanno accertato che il gruppo criminale disponeva di numerosi nascondigli, sfruttando garage, sottotettie aree comuni per occultare il proprio arsenale e renderlo immediatamente disponibile all’occorrenza.
L’operazione aveva già condotto, nei mesi scorsi, al sequestro di decine di fucili e pistole, di diverso calibro e modello, tra cui armi di fabbricazione artigianale e modificate per aumentarne la potenza. Sono state inoltre recuperate migliaia di munizioni, comprese cartucce per armi automatiche e da guerra. Il sequestro più allarmante ha riguardato il ritrovamento di panetti di tritolo con detonatori e componenti elettrici, materiale altamente pericoloso e pronto per essere utilizzato nella realizzazione di ordigni esplosivi telecomandati. L’arsenale era ben conservato e costantemente rifornito, segno di una gestione meticolosa da parte dell’organizzazione criminale.
MILANO (ITALPRESS) – “La legge italiana sulla cooperazione assegna un ruolo importante anche al settore profit, perché ritiene che ci siano competenze, know-how, expertise, oltre che finanze, e anche un’importante capacità di innovazione, che nel settore privato devono essere mobilitate per poter essere messe a disposizione dei nostri partner della cooperazione e dello sviluppo”. Lo ha detto Marco Riccardo Rusconi, Direttore Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, a margine della presentazione a Milano del libro “Un’impresa non facile”.
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BRASILIA (BRASILE) (ITALPRESS) – La Corte suprema del Brasile ha accolto la richiesta della Procura generale di rinviare a giudizio l’ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. L’accusa è di aver partecipato ad un presunto colpo di Stato per impedire a Inacio Luiz Lula da Silva di assumere la carica di presidente dopo le elezioni da lui vinte nel 2022. Bolsonaro ha reagito alla notizia definendo le accuse “gravi e infondate“.
Secondo l’ex capo dello Stato, le accuse rappresentano un “attacco alla democrazia” e servono a scongiurare la sua partecipazione alle prossime presidenziali, fissate nel 2026. Bolsonaro rischia una pena che va da 12 a 43 anni di prigione. Oltre a Bolsonaro saranno imputati nel processo quattro suoi ex ministri, ovvero quello della Giustizia Anderson Torres, quello della Difesa Walter Braga Netto, un altro titolare del dicastero della Difesa,Paulo Sergio Nogueira, e l’ex responsabile della Sicurezza istituzionale, Augusto Heleno. Andranno a processo anche l’ex direttore generale dell’intelligence, Alexandre Ramagem, e l’ex comandante della Marina militare Almir Garnier oltre che il tenente colonnello Mauro Cid, che è diventato poi collaboratore di giustizia.
MILANO (ITALPRESS) – “’Un’impresa non facile’ è un libro che è nato come momento di restituzione, di intelligenza collettiva per pensare un po’ a quello che era il trascorso di questi sette anni di Fondazione Aurora nel supporto alle imprese africane ad impatto sociale”. Lo ha detto Marta Sachy, Direttrice di Fondazione Aurora, a margine della presentazione a Milano del volume “Un’impresa non facile”. “In questo libro – aggiunge – abbiamo voluto chiamare i diretti interessati, ovvero gli imprenditori sociali, a parlare di quello che significa fare impresa, impresa sociale, quindi occuparsi d’ambiente, di acqua, di caffè, di agricoltura, per migliorare quello che è l’impatto nelle proprie comunità. La mission di Fondazione Aurora è creare lavoro, ma soprattutto creare lavoro endogeno in Africa, con quella pillola del sociale che si lega alla sostenibilità”.
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ROMA (ITALPRESS) – “Per garantire la sicurezza globale non si può pensare che non ci siano guerre o aggressioni: l’abbiamo visto alle porte dell’Europa e dovremo attrezzarci per rintuzzare le minacce ed essere pronti come paese, dopo ottant’anni trascorsi a pensare che la pace fosse un bene dovuto”. Lo afferma a Cinque minuti, intervistato da Bruno Vespa, su Rai1Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo.
“È difficile riuscire a utilizzare tutti gli investimenti europei sulla difesa in breve tempo e in un’azione unica e coordinata – aggiunge Cingolani – Una scorciatoia per avere più sinergie ed essere più forti nella difesa è creare grandi alleanze industriali, in cui la collaborazione tra aziende consente di accelerare il processo di fabbricazione di macchinari molto competitivi e sicuri che magari da soli non avremmo fatto: noi dobbiamo agire come sherpa per i governi e aprire una strada, ma poi tocca alla politica decidere dove andare. Mezzi per la difesa come aerei, elicotteri, navi e carri armati non è che siano proprio traslabili rapidamente sul sistema di produzione automotive: ci sono però prodotti per la difesa che si fanno in grandi numeri con tecnologie più semplici che potrebbero essere traslati, come ad esempio i droni. Sono studi da fare con grande cura perché la riconversione industriale costa molto, richiede tempo e se si commette un errore lo si paga il doppio”.
“La situazione del debito va tenuta sotto controllo: gli investimenti vanno fatti con cognizione di causa e le sinergie tra industrie vanno sviluppate, però la sicurezza è un bene primario e uno dei settori in cui investire di più – ha proseguito Cingolani – . La Germania spesso grazie alla sua potenza economica si è permessa di fare operazioni come quella recente – aggiunge – Non vedo così scontato il fatto che avendo tanti soldi ci sia un impatto rapido sulla difesa. La loro industria della difesa in alcuni settori è forte, ma in altri non c’è; anche la Germania farà grandi alleanze europee e mi auguro diventi uno dei componenti principali in tema di difesa europea”.
Il futuro della difesa – specifica Cingolani – sarà la costellazione di satelliti da cielo a terra e in questo nessuno ce la fa da solo: l’Italia è messa abbastanza bene e al di là delle collaborazioni con i francesi ha i programmi per creare le sue costellazioni; su questo si pensa immediatamente a Musk con le comunicazioni satellitari, ma ci sono anche costellazioni che fanno osservazioni della terra per proteggere le infrastrutture. Lo spazio è appena iniziato e qualcuno è partito con uno scatto molto veloce, ma c’è da fare una maratona e se non perdiamo troppo tempo come Europa riusciamo a recuperare: in altri settori sarà un po’ più delicato”.
Presentata oggi a Palazzo Trissino, la mostra “Scultura centrale”, che si terrà dal 12 aprile al 22 giugno presso l’ex Centrale del Latte di Vicenza, rappresenta un’importante iniziativa artistica che pone in risalto le migliori esperienze nel campo della scultura contemporanea. L’esposizione, ad ingresso libero, sarà inaugurata il 12 aprile dalle 15 alle 20 e sarà aperta al pubblico il giovedì e venerdì dalle 15 alle 20, e la domenica dalle 10 alle 20. Curata da Alberto Zanchetta, professore all’Accademia di Belle Arti di Venezia, e Paolo Dosa, fondatore della galleria AndreA Arte ContemporaneA, la mostra promette di essere un evento significativo non solo per la città, ma anche per il territorio circostante.
La locandina della mostra
L’incontro di presentazione, tenutosi nella Sala Stucchi, oltre ai due curatori ha visto la presenza degli assessori alle politiche giovanili Leonardo Nicolai e alla cultura Ilaria Fantin. Nicolai ha sottolineato l’importanza della Centrale del Latte e della sua rinascita come un luogo di aggregazione per il quartiere e un’opportunità per coinvolgere una comunità più ampia: «Questa mostra – ha spiegato – frutto di un lavoro strutturato su cui siamo al lavoro da novembre, ci consentirà di aprire gli spazi dell’edificio per due mesi in via continuativa, a cui poi si aggancerà la programmazione del bando Anci con una attività strutturata per un anno intero. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno lavorato per questo progetto a dimostrazione che la Centrale sta generando entusiasmo e questo è già un grande risultato».
Ilaria Fantin ha aggiunto che gli spazi rinnovati della Centrale hanno ispirato i curatori a proporre una mostra che si integra perfettamente con le architetture circostanti: «Abbiamo ritenuto – ha aggiunto – che l’apertura di una mostra di scultura di questo genere possa essere un’opportunità da cogliere e sperimentare in spazi come questi che si prestano all’innovazione e allo sviluppo della creatività. La proposta è di alto livello ma nello stesso tempo si inserisce in un quartiere e pertanto saprà dialogare con un linguaggio adeguato. Abbiamo a tal proposito pensato ad un orario di apertura protratto fino alle 20».
Il curatore Paolo Dosa ha descritto la mostra come un primo passo di un progetto più ampio, mirato a rendere l’arte contemporanea più accessibile: «Pensare a questa esposizione è stato facile: l’edificio di pregevole fattura è morfologicamente perfetto per un gruppo di artisti che sapranno stupire, divertire ed interessare il pubblico anche non perfettamente formato alla scultura contemporanea. La liberalità dello spazio, con aperture anche durante i fine settimana e le festività, tracciano la strada di un progetto aperto, inclusivo e stimolante, reso possibile grazie anche al contributo di tante persone e realtà territoriali che amano questa città ed hanno occhi attenti non solo per un passato molto importante, che spesso imprigiona, ma anche per tutto quello che di bello ed innovativo verrà».
L’altro curatore Alberto Zanchetta ha evidenziato il valore delle sculture nel contestualizzare l’ex Centrale del Latte come un luogo non solo di esposizione, ma anche di riflessione sociale e culturale. Ha citato Martin Heidegger, a detta del quale la scultura sarebbe il “farsi corpo di luoghi che, aprendo una contrada e custodendola, tengono raccolto intorno a sé un che di libero che accorda una dimora a tutte le cose e agli uomini un abitare in mezzo alle cose”: «Ebbene – ha ribadito Zanchetta – l’obiettivo finale è quello di stabilire relazioni, nel senso di “costruire” ma anche “insegnare” ad abitare i luoghi in modo poetico. E non per caso un grande artista romeno sosteneva che la scultura ha la sua ragione d’essere in un’esperienza vissuta»
La selezione degli undici artisti italiani in mostra si basa su un attento monitoraggio di professionisti con un forte curriculum espositivo. Questi i nomi degli autori coinvolti: Bertozzi & Casoni, Francesco Bocchini, Arthur Duff, Filippo La Vaccara, Chiara Lecca, Roberto Mascella, Nero/Alessandro Neretti, Adriano Persiani, Giorgia Severi, Silvia Vendramel, Willy Verginer. Ciascuno di loro avrà a disposizione uno spazio dedicato all’interno della struttura. Questa disposizione consentirà di enfatizzare il rapporto tra le sculture e gli spazi architettonici, creando un dialogo visivo e concettuale che arricchisce l’esperienza del visitatore.
Le opere saranno disposte in modo strategico per garantire che le pareti rimangano intatte, permettendo ai visitatori di fruire delle sculture a 360 gradi. Questo approccio mira a trasformare l’ex Centrale del Latte in un potenziale spazio museale, capace di favorire una pratica culturale attiva e di coesione sociale. Le sculture, scendendo dai loro piedistalli, sembrano voler “abitare” gli ambienti, invitando i visitatori a partecipare attivamente all’evento.