venerdì, Ottobre 30, 2026
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Turismo: futuri professionisti dell’hospitality puntano su carriere internazionali, crescita e leadership

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(Adnkronos) – Carriere internazionali, rapida crescita professionale e una forte attenzione alle opportunità di sviluppo nel lungo periodo. Sono questi alcuni dei trend che emergono dal Luxury & Hospitality Career Index 2026, il primo studio realizzato da Sommet Education – leader mondiale nella formazione nei settori dell’ospitalità, del lusso e delle arti culinarie – in collaborazione con Dlg (Digital Luxury Group), piattaforma di riferimento per la crescita strategica di alcune delle più prestigiose maison del lusso a livello globale. Lo studio analizza il percorso professionale degli alumni di Glion Hospitality & Luxury Business Education, terza scuola al mondo nel QS Ranking 2026 per Hospitality & Leisure Management, e di Les Roches Global Hospitality Education, seconda nella medesima classifica, esplorando le loro esperienze lavorative, le aspettative nei confronti dei datori di lavoro e le aziende considerate più attrattive per lo sviluppo della propria carriera.  

L’indagine si basa sulle risposte di 451 alumni raccolte tra aprile e agosto 2026 e offre una fotografia aggiornata delle opportunità professionali nei settori dell’ospitalità, del lusso e della più ampia ‘experience economy’. L’Index considera tre dimensioni fondamentali: l’esperienza maturata presso il datore di lavoro, l’attrattività delle organizzazioni e i risultati ottenuti in termini di carriera, ruolo, mobilità internazionale e preparazione professionale. Uno dei dati più significativi riguarda la forte dimensione internazionale dei percorsi professionali intrapresi dagli alumni. Oltre la metà degli intervistati (53%) lavora infatti oggi al di fuori del proprio Paese di origine, confermando come la mobilità globale continui a rappresentare una caratteristica distintiva delle professioni legate all’hospitality e al lusso. 

La crescita professionale risulta altrettanto significativa: il 48% degli alumni ricopre già posizioni manageriali di livello intermedio o superiore, mentre quasi un intervistato su tre ha raggiunto ruoli di senior management o executive. Ancora più interessante è il dato relativo all’imprenditorialità: il 16% degli alumni è oggi proprietario o fondatore di un’attività, segnale di una forte propensione a creare nuove iniziative e modelli di business. Risultati particolarmente rilevanti se si considera che oltre il 40% del campione si è laureato a partire dal 2020, rendendo evidente la rapidità con cui molti professionisti stanno costruendo percorsi di successo all’interno del settore. 

 

L’analisi evidenzia come gli alumni attribuiscano grande importanza alle possibilità di crescita offerte dalle organizzazioni per cui lavorano. Il 78% degli intervistati ritiene che il proprio ruolo attuale contribuisca allo sviluppo di competenze utili per il futuro professionale, mentre il 76% afferma che l’azienda presso cui opera abbia rafforzato il proprio profilo professionale. Anche la reputazione aziendale continua a giocare un ruolo importante: il 71% degli alumni riconosce al proprio datore di lavoro una forte credibilità e autorevolezza all’interno del settore di riferimento. 

Le competenze maggiormente associate al percorso formativo emergono con chiarezza. L’80% degli alumni dichiara di sentirsi ben preparato o estremamente preparato nella comunicazione interculturale, il 74% nella comprensione delle dinamiche del settore luxury e hospitality e il 69% nella costruzione di relazioni professionali.  

“L’Index dimostra l’ampiezza delle opportunità professionali che oggi una formazione nel settore dell’hospitality può offrire. Gli alumni di Glion e Les Roches stanno costruendo carriere internazionali, assumendo ruoli di leadership e sviluppando percorsi imprenditoriali apprezzati da alcune delle organizzazioni più prestigiose al mondo nei settori dell’ospitalità e del lusso. Pur avendo identità e punti di forza distintivi, entrambe le istituzioni condividono la capacità di fornire agli studenti una visione internazionale, una profonda conoscenza del settore e le competenze umane necessarie per realizzare una carriera di lungo periodo in un contesto in continua evoluzione”, afferma Christophe Julliard, Chief Marketing & Revenue Officer di Sommet Education. 

 

Quando viene chiesto di indicare spontaneamente le aziende in cui vorrebbero lavorare, gli alumni individuano nei principali gruppi alberghieri internazionali i datori di lavoro più ambiti, con alcune lievi differenze tra le due comunità di alumni. Nella classifica complessiva, Four Seasons occupa il primo posto con 106 citazioni, seguito da Marriott International (79), Mandarin Oriental (56), Aman (53) e Rosewood (37). Entra nella top ten anche Lvmh, mentre nel complesso i grandi gruppi alberghieri internazionali rappresentano il 65% di tutte le preferenze espresse.  

Per gli alumni di Glion, il gruppo più desiderato è Marriott, seguito da Four Seasons e Mandarin Oriental. Tra le aziende più citate figurano inoltre Lvmh/Cheval Blanc, Chanel ed Hermès. Gli alumni di Les Roches, invece, indicano al primo posto Four Seasons, seguito da Marriott, Mandarin Oriental e Rosewood. Nelle preferenze emergono inoltre Hilton, Hyatt, Accor e Lvmh/Cheval Blanc. A livello generale si conferma dunque l’interesse verso percorsi professionali internazionali nei principali gruppi dell’ospitalità e la crescente convergenza tra hospitality, luxury ed ‘experience economy’, ambiti nei quali eccellenza del servizio, leadership e orientamento al cliente assumono un’importanza sempre maggiore.  

In questo contesto, le aziende ricercano con crescente interesse professionisti capaci di coniugare competenze manageriali, visione internazionale, intelligenza emotiva e capacità relazionali. Secondo i feedback raccolti nell’ambito dello studio, gli alumni di Glion e Les Roches sono particolarmente apprezzati per il loro orientamento al servizio, la professionalità, l’apertura internazionale e la preparazione operativa maturata nel settore dell’ospitalità. Se la reputazione aziendale continua a essere importante, gli intervistati attribuiscono un valore ancora maggiore alle opportunità di sviluppo professionale e di crescita nel lungo periodo. Mentre le organizzazioni dei settori hospitality, lusso e lifestyle investono sempre più nell’esperienza del cliente come elemento distintivo di competitività, cresce la domanda di professionisti dotati di visione internazionale, competenze manageriali, intelligenza emotiva e capacità relazionali necessarie a progettare, gestire e valorizzare tali esperienze. 

 

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lavoro/professionisti

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Il Milan di Cardinale sta con i suoi tifosi: “Biglietti troppo cari in trasferta, serve un calcio più equo”

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(Adnkronos) – Il Milan si è schierato “con fermezza con i propri tifosi nella loro battaglia contro i prezzi eccessivi dei biglietti per le partite in trasferta”. Mentre la squadra di Amorim si prepara alla sfida in casa dell’Udinese, i tifosi organizzati della Curva Sud nei giorni scorsi hanno annunciato che non prenderanno parte alla trasferta a causa dell’eccessivo costo dei biglietti nel settore ospiti, 65 euro per l’occasione. “I nostri sostenitori hanno annunciato che boicotteranno la prossima partita contro l’Udinese, dopo che è stato loro applicato un prezzo per i biglietti del settore ospiti significativamente più alto rispetto a quello richiesto ai tifosi di altri club. Comprendiamo la loro frustrazione e appoggiamo pienamente la loro posizione. Seguire la propria squadra in trasferta comporta già un notevole impegno economico. Oltre al biglietto, i tifosi devono sostenere i costi di carburante, pedaggi autostradali, trasporti e, in molti casi, pernottamento. Proprio per questo è ancora più importante che i tifosi vengano trattati in modo equo, indipendentemente dal club che sostengono”, sottolinea il club di Cardinale. 

“L’attrattiva globale del calcio italiano dipende in larga misura dalla fedeltà e dalla passione dei tifosi di club come Ac Milan. Imporre a quegli stessi tifosi prezzi eccessivi per le partite in trasferta non è solo ingiusto, ma mina l’unità della lega in un momento in cui il calcio italiano ha bisogno di fare fronte comune per competere con la Premier League e gli altri campionati europei. Questo comportamento non fa altro che approfondire le divisioni tra i club e alimentare un antagonismo malsano tra grandi e piccole squadre della Serie A”, spiega il Milan in una lunga e articolata nota dove spiega anche cosa intende fare.  

“Sotto la guida di Gerry Cardinale, AC Milan intende contribuire a risolvere questo problema a beneficio di tutti i tifosi della Serie A. Ci impegneremo per introdurre un tetto a livello di campionato sui prezzi eccessivi dei biglietti in trasferta. Siamo inoltre pronti ad adottare una politica di reciprocità: i club che applicano ai nostri tifosi prezzi superiori alla media dovranno aspettarsi che i loro sostenitori paghino prezzi più alti quando verranno a San Siro, nel rispetto delle normative vigenti. Gli eventuali proventi aggiuntivi saranno devoluti a Fondazione Milan per sostenere iniziative benefiche a favore delle comunità locali. È arrivato il momento che il calcio italiano si unisca, come campionato e come comunità di tifosi, soprattutto in un periodo in cui questa importante istituzione culturale non è mai stata messa così alla prova. Il calcio italiano non può crescere trattando i tifosi in modo diverso a seconda delle dimensioni del loro club. Siamo tutti sulla stessa barca, e chiediamo a ogni club di Serie A di abbracciare un futuro più equo e sostenibile per il nostro sport”. 

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sport

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Scontri Milano, Sala: “Ora controllo e repressione, non contrario ad arrivo 500 militari. Preoccupazione per sabato, si temono anarchici”

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(Adnkronos) – “Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni. Voglio non rischiare proprio di essere ambiguo: non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo gli scontri del weekend a Milano. I parà, ha spiegato il sindaco, “avranno un ruolo anche dinamico”, perché “non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere”. Al comitato per l’ordine e la sicurezza hanno partecipato anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il vicepremier Matteo Salvini. 

“C’è preoccupazione” per il prossimo sabato, ha affermato Sala, “che ci sia in piazza certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi anarchici”. 

Il sindaco ha detto che “bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi: è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze. Sabato è una giornata che può essere delicata per la città, io non è che voglio fare inviti ai cittadini di stare tutti a casa eccetera eccetera, però sabato può essere una giornata delicata e sarà il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa”, ha evidenziato il primo cittadino.  

“Non mi sono pentito” di aver detto che c’erano poche forze dell’ordine a difendere il centro di Milano lo scorso sabato, ha affermato ancora. “Come ho detto a tutti i colleghi, a mio giudizio – ho osservato ore e ore la diretta – c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione. Nel mio ruolo e nel mio stile non indulgo nella provocazione, era solamente un’osservazione”, ha aggiunto il sindaco. 

“Sono soddisfatto, non ho nessun rilievo da muovere” alle forze dell’ordine sugli interventi dello scorso fine settimana in occasione dei disordini a Milano. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. “La reazione c’è stata, il numero degli arresti è eloquente, se uno dice che non c’erano le forze di polizia, chi li ha fatti gli arresti?”, ha chiesto Piantedosi, evidenziando a più riprese di non essere “affatto insoddisfatto di quello che è successo nell’ultimo fine settimana dal punto di vista della capacità di reazione” e dopo le centinaia di fermi per identificazione e gli arresti, c’è “tutta un’attività anche d’indagine che prosegue, per cui stanno proseguendo delle attività d’indagine, di ricostruzione dell’identità e quindi poi addirittura di attribuzione di responsabilità a singoli soggetti”. 

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cronaca

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Verona, piano regionale contro gli incendi boschivi: osservazioni entro il 12 novembre

Il piano antincendi boschivi del Veneto entra nella consultazione pubblica: anche i cittadini veronesi possono inviare osservazioni entro il 12 novembre. Il Comune segnala i documenti da esaminare e il modulo da trasmettere via PEC alla Direzione regionale Protezione Civile.

L’avviso pubblicato il 21 ottobre dal Comune di Verona apre alla partecipazione di cittadini e associazioni nella definizione della pianificazione. La proposta è stata adottata dalla Giunta veneta con la deliberazione 1087 del 1° ottobre, pubblicata nel Bollettino ufficiale del 13 ottobre. Si tratta di un passaggio del percorso che porterà il documento all’approvazione del Consiglio regionale.

Piano antincendi boschivi: come partecipare

La documentazione comprende la proposta di piano, le linee guida per i piani territoriali AIB e la proiezione futura del Fire Weather Index. Le osservazioni vanno raccolte nell’apposito modulo e inviate all’indirizzo protezionecivile@pec.regione.veneto.it entro il 12 novembre 2026. La consultazione riguarda quindi la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e contrasto degli incendi: il contributo dei residenti entra nella fase di elaborazione del documento.

La deliberazione regionale collega la revisione ai cambiamenti normativi, all’organizzazione delle strutture istituzionali e del volontariato e alle condizioni climatiche. Il lavoro è stato avviato nel 2023 e ha coinvolto, tra gli altri, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e ANCI Veneto.

Prevenzione, formazione e scenari climatici

Il piano AIB è parte integrante della pianificazione regionale di Protezione Civile. L’adozione della Giunta precede l’esame del Consiglio regionale, chiamato alla successiva approvazione. Il testo si articola in tredici capitoli: tratta pericolo e rischio, previsione, prevenzione, lotta attiva, interventi dopo l’incendio, formazione e sicurezza degli operatori. Comprende inoltre aree naturali protette, cambiamenti climatici e quadro economico-finanziario. Protezione Civile e ARPAV stanno lavorando al miglioramento del calcolo dell’indice di pericolo.

La conoscenza dei rischi passa anche dall’educazione: il percorso Scuola Sicura Veneto, presentato nel settembre 2025, comprendeva prove di evacuazione e simulazioni di incendio, terremoto o alluvione. La consultazione offre ora a singoli e gruppi un diverso strumento di partecipazione alla prevenzione.

Lessinia, foto di repertorio del 17 ottobre 2015: Luca scamperle / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Spaghetti all’arrabbiata, la ricetta di Beckham è un disastro

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Il figlio di David e Victoria si è cimentato con un piatto tipico italiano, ma senza grande successo #brooklynbeckahm #spaghetti #social

Coripet, i produttori italiani di reggetta aderiscono alla nuova filiera del riciclo

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(Adnkronos) – Tutte le aziende produttrici di reggette in Pet e Pp hanno già presentato domanda di adesione a Coripet, ottenendo l’accoglimento della richiesta da parte del Consorzio. Un’adesione che testimonia la volontà del comparto di dotarsi di un sistema organizzato per la raccolta e il riciclo di questi imballaggi, valorizzando l’esperienza maturata da Coripet nella gestione del ciclo chiuso delle bottiglie in Pet. Alla base della scelta delle imprese vi è proprio il modello bottle-to-bottle, che ha dimostrato come sia possibile costruire una filiera capace di collegare la produzione degli imballaggi alla loro raccolta e al successivo riciclo, trasformando il rifiuto in materia prima seconda da reimpiegare nel ciclo produttivo. Un modello che i produttori di reggette intendono ora replicare secondo il principio “da reggetta a reggetta”, con l’obiettivo di recuperare il materiale utilizzato e destinarlo alla produzione di nuovi imballaggi della stessa tipologia. 

La decisione delle aziende si inserisce anche nel percorso di adeguamento al PPWR, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, applicabile dal 12 agosto 2026, che introduce requisiti progressivamente più stringenti in materia di riciclabilità e utilizzo di materiale riciclato. In questo scenario, poter contare su una filiera strutturata, tracciabile ed efficiente per la gestione del fine vita degli imballaggi rappresenta un elemento strategico per le imprese, chiamate a garantire nel tempo la conformità dei propri prodotti alle nuove disposizioni europee. Il progetto avrà una connotazione prevalentemente industriale. A differenza delle bottiglie per bevande, le reggette vengono infatti utilizzate e accumulate soprattutto nei luoghi di produzione, nei poli logistici, nei centri di distribuzione e nelle strutture della grande distribuzione organizzata. 

 

L’ingresso dei produttori nel sistema Coripet rappresenta quindi il primo passo verso la costruzione di una filiera dedicata, in grado di coniugare le esigenze industriali del comparto con gli obiettivi europei di economia circolare. “Come produttori di reggetta in Pet possiamo dire di essere nati sostenibili, utilizzando fin dall’inizio Pet da riciclo (di altri prodotti), quando la sostenibilità non era ancora un obbligo istituzionale ma una scelta di valore, che conciliava etica ed economia – afferma Laura Pauletto, export manager Itistrap – Il nuovo progetto di Coripet ci ha entusiasmato subito, rappresentando un altro importante passo in avanti nella direzione che abbiamo sempre seguito”.  

“Abbiamo finalmente una proposta concreta per valorizzare i nostri prodotti con un riciclo virtuoso – aggiunge Mario Spiller, Baer Plast – offrendo importanti benefici ambientali e trasformando i materiali di scarto da problemi di smaltimento a preziose risorse industriali riutilizzabili”. “Mi fa particolarmente piacere che tanti colleghi abbiano scelto di aderire in tempi così rapidi a questo progetto – dice Massimiliano Ubertini, direttore di stabilimento di Messersì Packaging – È il segnale di un comparto industriale che ha compreso l’importanza di affrontare insieme le sfide poste dall’economia circolare e dalle nuove normative europee. L’esperienza di Coripet nel bottle-to-bottle ci offre un modello concreto dal quale partire per costruire una filiera altrettanto efficace per le reggette. L’obiettivo è dare nuova vita ai nostri prodotti, trasformando un imballaggio a fine utilizzo in una risorsa da reimpiegare nei processi produttivi”. “Per noi di Lapic – sottolinea l’amministratore Edo Di Goro – aderire a questo percorso significa contribuire concretamente allo sviluppo di una filiera sempre più sostenibile, valorizzando il riciclo delle reggette e promuovendo un modello di economia circolare capace di trasformare i materiali a fine vita in nuove risorse”.  

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economia

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Tenta di dare fuoco all’ex moglie con alcool e accendino: arrestato a Bari

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(Adnkronos) – Con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia, a Bari la Polizia ha arrestato un pregiudicato che è accusato di aver tentato di dare fuoco alla ex moglie, lo scorso 9 ottobre. La squadra mobile ha eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari, in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari.  

Quel giorno gli agenti sono intervenuti nel centro di Bari dove era stato segnalato, da parte di un uomo con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, un tentativo di dare fuoco alla ex moglie, prima cospargendola con alcool etilico su tutto il corpo e poi utilizzando un accendino che era caduto proprio nel momento in cui provava ad alimentare il fuoco dal pavimento. Ne è nata una breve colluttazione. 

La donna, presa dallo sconforto e stanca delle continue vessazioni, avrebbe raccolto l’accendino e lei stessa avrebbe tentato di darsi fuoco. Solo l’intervento della sorella ha impedito la tragedia perché con rapidità ha utilizzato acqua per evitare conseguenze. La Polizia ha acquisito la denuncia ed ha esaminato dei filmati che avevano ripreso l’intera scena. Poi ha ricostruito i numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subìti dalla donna già quando conviveva con l’indagato, maltrattamenti compiuti anche in presenza dei due figli minori. L’informativa ha portato all’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato rintracciato nella sua abitazione e poi accompagnato in carcere. 

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cronaca

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Il Premio Dona compie 20 anni, edizione 2026 dedicata all’inventiva capace di leggere il cambiamento

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(Adnkronos) – Il ‘Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori’ il più importante evento sui consumi nel panorama italiano, festeggia i suoi vent’anno con un’edizione dedicata all’inventiva, giocando già dall’argomento del convegno con questo importante anniversario. L’inventiva non è semplicemente la creatività, ma è piuttosto la capacità di leggere il cambiamento, mettere in discussione modelli consolidati e immaginare strade nuove anche quando quelle tradizionali sembrano funzionare ancora. Per i consumatori è la risorsa che può decretare il successo nelle relazioni di consumo basate sull’ascolto del cliente. L’inventiva nasce quando l’azienda smette di comportarsi ‘come si è sempre fatto’ e inizia a chiedersi ‘come potrebbe essere fatto meglio’. Ma inventiva significa anche ripartire, reinventarsi e forse, più di ogni altra cosa, cominciare un viaggio alla scoperta di ciò che abbiamo di più importante in un’epoca di velocità sfrenata e intelligenza artificiale: un viaggio alla scoperta dei perché profondi della nostra esistenza e della nostra anima. 

“Per i consumatori – afferma Massimiliano Dona, presidente di Unione nazionale consumatori – l’inventiva è la risorsa che decide il successo nei rapporti di consumo, perché passa dall’ascolto del cliente. Non si tratta di semplice creatività, ma della capacità di leggere il cambiamento, mettere in discussione i modelli consolidati e immaginare percorsi nuovi, anche quando quelli tradizionali funzionano ancora. In un tempo fatto di velocità e di intelligenza artificiale, inventiva significa anche ripartire, reinventarsi e intraprendere un viaggio verso il perchè più profondo della nostra esistenza. Con questa ventesima edizione i nostri ospiti ci mostrano come può generare valore economico, sociale e, soprattutto, umano”. 

Per Nicolò Andreula, economista, consulente strategico e corporate trainer, “l’inventiva è una competenza, anche se non sembra, è qualcosa che ha ognuno di noi e va solamente accesa, esercitata, coltivata, con coraggio e disciplina; ed è esattamente quella che, insieme ai sussidi, alle infrastrutture, può fare la differenza per far fare il salto di qualità a tante aziende, nel sud come nel nord”. 

 

“L’inventiva – spiega Martina Caironi, campionessa paralimpica – è una risorsa che nasce dall’urgenza. Fin da bambina la curiosità guidava la mia costante voglia di esplorare lo sconosciuto. A soli 18 anni, un incidente ha stravolto ogni certezza: ho capito che servivano forza e inventiva per affrontare a testa alta questo nuovo mondo che mi si proponeva. La voglia di vivere mi ha spinto a riadattarmi, a reinventare i gesti quotidiani; poi è arrivato lo sport, anzi è tornato da me. Imparare a correre e saltare con una protesi ultratecnologica richiede ascolto, fantasia e coraggio. Sono diventata una ‘donna bionica’, gareggiando ai massimi livelli e raccogliendo enormi soddisfazioni. Ma oltre ai trofei, ciò che resta è lo spirito di creazione: trovare il la soluzione spingendosi oltre la nostra comfort zone è qualcosa che, come nello sport, si può allenare. Ed è ciò che inviterò tutti quanti a fare”. 

“L’inventiva – sostiene Francesco Oggiano, news creator – per me è la curiosità: è la consapevolezza di accettare che ci sia un mondo diverso da quello che sappiamo. E magari il desiderio di immaginarne uno nuovo”. Rick Du Fer, filosofo, autore, divulgatore, ricorda: “Dentro la parola inventiva che dà il titolo a questo evento c’è l’invenzione, certo, ma c’è anche qualcosa di più, nascosto. Per inventare, infatti, bisogna prima smettere di dare qualcosa per scontato. Ogni invenzione, in fondo, è una piccola rottura. Le vere innovazioni nascono quasi sempre da qualcuno che si ferma davanti a un gesto ordinario e si chiede: ‘Ma perché lo facciamo così? Deve per forza essere così?”. 

“La gentilezza – sottolinea Daniel Lumera, autore e biologo naturalista – è una delle forze più potenti e rivoluzionarie a nostra disposizione. La Biologia della gentilezza ne dimostra le basi neurobiologiche svelando cosa accade al nostro corpo, alla nostra mente e alla società quando scegliamo consapevolmente di prenderci cura della vita in maniera gentile. Le convincenti ragioni per scegliere la gentilezza in tempi difficili, attraverso un viaggio tra neuroscienze, biologia e psicologia per comprendere in pratica come possa influenzare positivamente la salute, la gestione dello stress, le relazioni e il benessere collettivo. Ogni gesto gentile può diventare un piccolo atto di trasformazione, capace di generare effetti che si propagano ben oltre chi lo compie e chi lo riceve. In un’epoca segnata da solitudine, competizione e polarizzazione, abbiamo bisogno di riconoscere nella gentilezza una competenza da educare, una responsabilità sociale e una scelta evolutiva. Perché la vera rivoluzione del nostro tempo potrebbe iniziare proprio da qui: riscoprire che prenderci cura degli altri significa anche prenderci cura di noi stessi e del mondo che abitiamo”. 

 

Il Premio Vincenzo Dona è stata anche l’occasione per consegnare i riconoscimenti a chi nel corso dell’anno si è distinto per il suo impegno a favore dei consumatori. Ad aggiudicarsi il premio 2026, nella sezione ‘Personalità’ è Benedetta Giovanola, co-titolare cattedra Unesco ‘Ethics of AI and Practical Wisdom’. Per il suo contributo alla riflessione sull’etica dell’intelligenza artificiale e per l’impegno a favore di un’innovazione che resti al servizio della persona, riferimento prezioso per consumatori e imprese. 

Ad aggiudicarsi il Premio Dona 2026 nella sezione stampa è il giornalista e news creator Francesco Oggiano, ‘per essere stato tra i precursori di un nuovo modo di fare comunicazione sempre dalla parte delle persone, grazie ad una straordinaria capacità di raccontare utilizzando stili e canali diversi innovativi’. 

Il Premio per la miglior tesi di laurea in materia di tutela del consumatore è andato a Chiara Mennilli dell’Università di Pavia con una tesi dal titolo: ‘Consumer protection in the European Union in the era of globalisation: legal evolution and practical perspectives’. 

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lavoro/dati

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Primo ambulatorio pediatrico in Italia dedicato alla miopia al Bambino Gesù sede di Palidoro

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(Adnkronos) – Un problema per oltre 2 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni: è la miopia, un difetto della vista che in Italia interessa circa una persona su quattro. Un fenomeno in forte crescita, soprattutto tra bambini e adolescenti, che comporta un aumento delle forme più gravi e del rischio di complicanze oculari nell’età adulta. Una crescita legata anche ai cambiamenti degli stili di vita: più tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e computer, meno attività all’aria aperta. Per affrontare questo problema di salute pubblica, il Bambino Gesù attiva nella sede di Palidoro il primo ambulatorio dedicato esclusivamente alla miopia all’interno di un ospedale pediatrico italiano. Il nuovo servizio permetterà di seguire nel tempo i giovani pazienti con percorsi specialistici personalizzati e interventi mirati a rallentare la progressione del difetto visivo. “La miopia non è soltanto un difetto della vista da correggere con gli occhiali, ma una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute degli occhi in età adulta Intervenire durante l’infanzia per rallentarne la progressione significa proteggere la vista degli adulti di domani”, spiega il professor Luca Buzzonetti, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Bambino Gesù. 

La miopia è un difetto della vista che rende difficile mettere a fuoco gli oggetti lontani, generalmente causato da un eccessivo allungamento del bulbo oculare. Compare soprattutto tra i 6 e i 14 anni e tende a peggiorare durante la crescita. Nelle forme più gravi può provocare, in età adulta, complicanze come il distacco della retina, la maculopatia miopica e il glaucoma, con conseguenze anche gravi sulla capacità visiva. Le dimensioni del fenomeno sono destinate a crescere ulteriormente: entro il 2050 quasi 5 miliardi di persone, circa metà della popolazione mondiale, potrebbero essere miopi. Accanto alla predisposizione genetica, un ruolo importante è svolto dagli stili di vita: trascorrere molte ore davanti agli schermi o svolgere attività che richiedono una visione ravvicinata è associato a un maggior rischio di miopia, mentre il tempo trascorso all’aria aperta rappresenta un fattore protettivo. Tra i segnali da non sottovalutare ci sono la difficoltà a leggere la lavagna, la tendenza a strizzare gli occhi per vedere da lontano o ad avvicinarsi eccessivamente al televisore. Una visita oculistica permette di diagnosticare precocemente il disturbo e monitorarne l’evoluzione. 

 

Il nuovo ambulatorio di Palidoro garantirà una presa in carico specialistica e continuativa dei bambini e degli adolescenti miopi, per individuare i casi a maggior rischio di progressione e adottare le strategie più appropriate per rallentarla. Si tratta di un ambulatorio di secondo livello: i pazienti con diagnosi confermata di miopia durante una visita presso il servizio di Oculistica dell’ospedale saranno indirizzati direttamente dagli specialisti al nuovo percorso dedicato. I controlli, con cadenza semestrale o annuale, saranno programmati sulla base dell’età del paziente, della velocità di progressione della miopia e della presenza di eventuali fattori di rischio. Attraverso esami diagnostici specifici sarà possibile seguire nel tempo l’evoluzione del difetto visivo e valutare, caso per caso, le opzioni terapeutiche disponibili. Accanto alla tradizionale correzione con occhiali o lenti a contatto, oggi esistono infatti trattamenti farmacologici e soluzioni ottiche specifiche che, secondo le evidenze scientifiche, possono rallentare la progressione della miopia in una percentuale significativa dei pazienti.  

L’obiettivo non è eliminare un difetto visivo già presente, ma limitarne l’aggravamento durante la crescita e ridurre il rischio di sviluppare miopie di grado elevato, associate a maggiori complicanze nell’età adulta. Il nuovo servizio contribuirà inoltre alla raccolta sistematica di informazioni cliniche ed epidemiologiche, particolarmente importanti in un Paese come l’Italia, dove mancano ancora dati sufficientemente solidi sulla diffusione e sull’evoluzione della miopia in età pediatrica. “Oggi – sottolinea Buzzonetti – disponiamo di strumenti diagnostici e opzioni terapeutiche che possono aiutarci a rallentare la progressione della miopia. Ma è fondamentale intervenire anche sulle abitudini quotidiane. Favorire le attività all’aria aperta e limitare l’uso prolungato e ravvicinato dei dispositivi elettronici può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare il disturbo, mentre i controlli oculistici permettono di individuarlo precocemente e seguirne l’evoluzione”. 

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cronaca

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Omicidio Jhoanna Quintanilla, ergastolo per il compagno Gonzalez Rivas

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(Adnkronos) –
Ergastolo per Pablo Gonzalez Rivas, 50 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere della compagna Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby sitter di 40 anni colpita a morte il 25 gennaio 2025 all’interno del loro monolocale di piazza dei Daini, in zona Bicocca a Milano. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’Assise di Milano presieduta da Antonella Bertoja. 

L’uomo denunciò la scomparsa della compagna dopo sette giorni e il corpo, messo in un valigia, fu ritrovato nel fiume l’Adda, all’altezza del comune di Zelo Buon Persico in provincia di Lodi, solo il 2 marzo oltre un mese dopo la scomparsa. Interrogato, aveva sostenuto di aver ucciso la donna involontariamente, ossia di averle spezzato il collo durante un gioco erotico. Versione che non ha mai convinto gli inquirenti: per l’autopsia la donna sarebbe stata picchiata, prima di essere soffocata.  

Applausi e lacrime in aula quando è stata pronunciata la sentenza. Le amiche della donna hanno mostrato alcuni cartelli con il volo sorridente di Johanna e la scritta ‘stop femminicidio’. “E’ la condanna giusta, non solo per lei ma per tutte le donne che non meritano di essere uccise. Mi dispiace che lui non sia qui, in questa aula, a sentire la sua condanna” dice Marlen. “Lui pensava che non avesse amiche, invece, noi siamo qui, siamo una comunità e siamo qui per dire che le donne non si toccano neanche con un dito”, aggiunge con la voce tremante. 

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cronaca

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