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40 azzurrini all’assalto dei Mondiali Giovani e Cadetti in Cina

ROMA (ITALPRESS) – Quaranta azzurrini all’assalto dei Mondiali Giovani e Cadetti “Wuxi 2025” guidati dalla pluri-olimpionica Valentina Vezzali come capo delegazione. La Federazione Italiana Scherma ha ufficializzato le convocazioni per la kermesse iridata in programma in Cina dal 7 al 15 aprile.

I commissari d’arma Andrea Aquili e Andrea Terenzio per la sciabola, Simone Vanni per il fioretto e Dario Chiadò per la spada hanno puntato sulla continuità rispetto all’eccellente Europeo giovanile di Antalya, eccezion fatta per qualche variazione. I quattro convocati Under 20 per ciascuna specialità gareggeranno sia a livello individuale che a squadre, solo prove individuali invece per i tre Under 17. Due cadetti, gli sciabolatori Leonardo Reale e Vittoria Mocci, saranno protagonisti anche tra i Giovani, mentre avranno il ruolo di riserve per la categoria “maggiore” gli under 17 del fioretto Giorgia Ruta ed Emanuele Iaquinta. Sono 32 le società italiane, considerando anche le riserve in patria, complessivamente rappresentate per il Mondiale cinese in cui la spedizione della Fis potrà contare sulla “guida” speciale di Valentina Vezzali, nella nuova veste di delegata ai rapporti istituzionali del presidente federale Luigi Mazzone. Questo l’elenco dei convocati.

Sciabola femminile Giovani: Elisabetta Borrelli (Club Scherma Roma), Gaia Karola Carafa (CS Carabinieri), Vittoria Mocci (Accademia Musumeci Greco Roma), Mariella Viale (Fiamme Oro). Riserva: Maria Clementina Polli (CS Carabinieri). Sciabola maschile Giovani: Cosimo Bertini (Fides Livorno), Edoardo Reale (Frascati Scherma), Leonardo Reale (Frascati Scherma), Valerio Reale (Frascati Scherma). Riserva: Massimo Sibillo (Champ Napoli). Sciabola femminile Cadetti: Vittoria Fusetti (Petrarca Padova), Francesca Romana Lentini (Club Scherma Roma), Vittoria Mocci (Accademia Musumeci Greco Roma). Riserva: Anna Torre (Fides Livorno). Sciabola maschile Cadetti: Christian Avaltroni (Lazio Scherma Ariccia), Leonardo Reale (Frascati Scherma), Andrea Tribuno (Società del Giardino Milano). Riserva: Davide Vivaldi (Fides Livorno).

Fioretto femminile Giovani: Ludovica Franzoni (Club Scherma Roma), Letizia Gabola (Schermabrescia), Matilde Molinari (Fiamme Gialle), Vittoria Pinna (Centro Sportivo Esercito). Riserva: Giorgia Ruta (Fides Livorno). Fioretto maschile Giovani: Mattia De Cristofaro (CS Carabinieri), Matteo Iacomoni (Fiamme Oro), Elia Pasin (Scherma Treviso M° Geslao), Andrea Zanardo (Circolo Scherma Mestre). Riserva: Emanuele Iaquinta (Frascati Scherma). Fioretto femminile Cadetti: Sofia Mancini (Frascati Scherma), Giorgia Ruta (Fides Livorno), Alessandra Tavola (Comense Scherma). Riserva: Maria Elisa Fattori (Club Scherma Jesi). Fioretto maschile Cadetti: Nicolò Collini (Comini Padova), Emanuele Iaquinta (Frascati Scherma), Marco Panazzolo (Comini Padova). Riserva: Mattia Gianese (Scherma Mogliano).

Spada femminile Giovani: Allegra Cristofoletto (Scherma Treviso M° Geslao), Benedetta Madrignani (Genova Scherma), Eleonora Orso (Pro Vercelli), Giulia Paulis (Fiamme Oro). Riserva: Elisa Treglia (Club Scherma Formia). Spada maschile Giovani: Matteo Galassi (CS Carabinieri), Marco Francesco Locatelli (Polisportiva Scherma Bergamo), Fabio Mastromarino (Scherma Pistoia 1894), Cristiano Sena (Fiamme Oro). Riserva: Ettore Leporati (Pro Vercelli). Spada femminile Cadetti: Carola Calogiuri (Lame Azzurre Brindisi), Maria Roberta Casale (Cus Catania), Ludovica Costantini (Club Scherma Foligno). Riserva: Margherita Raiteri (Club Scherma Casale). Spada maschile Cadetti: Francesco Delfino (Circolo Ravennate della Spada), Riccardo Magni (Circolo Schermistico Forlivese), Nicolò Sonnessa (Circolo Schermistico Forlivese). Riserva: Luca Iogna Prat (Lame Friulane).

– foto Federscherma –

(ITALPRESS).

La desertificazione commerciale avanza, dal 2012 spariti 118 mila negozi

ROMA (ITALPRESS) – Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante; in crescita le attività di alloggio e ristorazione (+18.500). Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi, si registra una forte crescita di imprese straniere (+41,4%) mentre quelle a titolarità italiana segnano solo un +3,1%. E del totale della nuova occupazione straniera nell’intera economia (+397mila occupati negli ultimi 12 anni) il 39% si concentra nel commercio, nell’alloggio e nella ristorazione (+155mila); nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno.

Nei Comuni al centro dell’analisi sono spariti, negli ultimi 12 anni, quasi 31mila esercizi al dettaglio in sede fissa, riduzione che si accompagna a quella degli sportelli bancari che tra il 2015 e il 2023 sono passati da 8.026 a 5.173 (-35,5%). Tra i settori merceologici, nei centri storici si riducono le attività tradizionali (carburanti -42,1%, libri e giocattoli – 36,5%, mobili e ferramenta -34,8%, abbigliamento -26%) e aumentano i servizi (farmacie +12,3%, computer e telefonia +10,5%) e le attività di alloggio (+67,5%) al cui interno si registra un vero e proprio boom degli affitti brevi (+170%), dovuto alla forte accelerazione nell’ultimo anno, mentre gli alberghi tradizionali calano del 9,7%. Questi i principali risultati dell’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentata oggi.

A livello territoriale, le regioni del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio, mentre al Centro-Sud si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall’analisi, ai primi 5 posti si collocano Ancona (-34,7%), Gorizia (-34,2%), Pesaro (-32,4%), Varese (-31,7%) e Alessandria (-31,1%); nelle ultime 5 posizioni i Comuni che registrano la migliore tenuta sono Crotone (-6,9%), Frascati (-8,3%), Olbia (-8,6%), Andria (-10,3%), Palermo (-11,2%).

La desertificazione commerciale continua, dunque, a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani che, tenendo conto anche della contestuale riduzione del numero di sportelli bancari, rischia di trasformarsi in un vero e proprio declino delle città. E’ un fenomeno che va contrastato con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività e in questa direzione va il progetto Cities di Confcommercio che ha elaborato le prime proposte locali per la rigenerazione delle città.

Nel complesso, i dati dell’analisi rendono sempre più preoccupante il fenomeno della desertificazione commerciale delle nostre città, ma il commercio fisico resta vitale e produce comunque esternalità positive di cui le politiche pubbliche dovrebbero tener conto: vivibilità delle città, presidio contro il degrado, attrattività turistica. E proprio in tema di politiche pubbliche, contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale è uno degli obiettivi del progetto Cities di Confcommercio per migliorare i centri urbani e rafforzare le economie di prossimità promuovendo il ruolo del terziario di mercato nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo urbano basato su sostenibilità, comunità e identità. Queste, in sintesi, le principali proposte di Cities elaborate dalle Associazioni territoriali di Confcommercio.

Rigenerazione dello spazio pubblico e dei quartieri: rafforzare il coinvolgimento delle economie di prossimità e delle loro rappresentanze nella rigenerazione degli spazi pubblici e delle aree degradate, attuata attraverso interventi di trasformazione fisica delle infrastrutture, di mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, di urbanistica tattica e di placemaking. In questi percorsi, la collaborazione strutturata tra istituzioni e associazioni può generare ecosistemi di supporto per rendere tangibili i progressi e promuovere un’identità di quartiere più forte.

Mobilità e logistica sostenibili per la città della prossimità: si propongono Piani Urbani della Mobilità e della Logistica (PUMS e PULS) che integrino trasporti, urbanistica ed economia locale. Piani caratterizzati da misure concrete che includono, tra le altre: piattaforme di smistamento merci con magazzini di prossimità urbana per ridurre il traffico e la congestione, sistemi di logistica a basso impatto ambientale (inclusi mezzi a zero emissioni e cargo bike) per ridurre l’inquinamento.

Patti locali per la riapertura dei negozi sfitti: si propone di attivare accordi tra Comuni, associazioni e proprietari per agevolare la definizione formale di canoni di locazione calmierati, in particolare nei quartieri e nei quadranti più fragili e rendere accessibili gli immobili anche alle imprese nascenti o in difficoltà. Questi accordi possono anche contribuire alla riqualificazione dei luoghi, promuovono un uso più efficiente del patrimonio immobiliare esistente e riducono i rischi per tutti gli attori in campo.

Gestione partecipata e collettiva delle città: occorre promuovere la città come “bene comune”, quel modello di sviluppo urbano in cui la città è vista come un patrimonio collettivo da gestire in modo partecipativo, equo e sostenibile. Questo approccio considera lo spazio urbano, i servizi pubblici e le risorse della città come beni comuni, cioè accessibili a tutti, con imprenditori e cittadini attivi nella rivitalizzazione dei luoghi, nella creazione di servizi per la comunità e nella promozione di iniziative culturali e commerciali, per valorizzare il tessuto urbano e rafforzare la coesione sociale.

Politiche per il commercio locale più efficaci grazie all’uso di tecnologie digitali: l’uso dei Big Data e dell’Urban Analytics può guidare politiche più efficaci per il commercio locale. Cities ha sviluppato e sperimentato sul campo, con il fondamentale contributo delle Associazioni territoriali, un applicativo di monitoraggio (web-dashboard basata su dati di telefonia mobile) che analizza i flussi pedonali e le dinamiche commerciali nelle vie del commercio dei centri urbani. Lo scambio di dati con Comuni e istituzioni e la collaborazione con istituti di ricerca e università per la loro analisi può contribuire alla programmazione degli eventi e delle campagne di marketing, al miglioramento dell’accessibilità dei luoghi e all’ottimizzazione degli interventi di arredo urbano.

“La desertificazione commerciale minaccia vivibilità, sicurezza e coesione sociale delle nostre città – sottolinea il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Occorre sostenere le attività di vicinato e il nostro progetto Cities punta a riqualificare le economie urbane con il contributo di istituzioni e imprese. Senza commercio di vicinato, non c’è comunità”.

– foto ufficio stampa Confcommercio –

(ITALPRESS).

Desertificazione commerciale, è allarme. Le proposte di Confcommercio

ROMA (ITALPRESS) – Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante; in crescita le attività di alloggio e ristorazione. Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi, si registra un forte aumento di imprese straniere, mentre quelle a titolarità italiana segnano solo un +3,1%. E ancora, nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Sono alcuni dei risultati dell’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. La desertificazione commerciale continua dunque a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani; un fenomeno che va contrastato con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività. In questa direzione va il progetto Cities di Confcommercio che ha elaborato le prime proposte per la rigenerazione delle città: dai patti locali per la riapertura dei negozi sfitti alla gestione partecipata e collettiva delle città; dall’uso di tecnologie digitali a Piani di Mobilità e logistica sostenibili.

fsc/gtr

La desertificazione commerciale avanza, dal 2012 spariti 118 mila negozi

ROMA (ITALPRESS) – Tra il 2012 e il 2024, in Italia, sono spariti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante; in crescita le attività di alloggio e ristorazione (+18.500). Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi, si registra una forte crescita di imprese straniere (+41,4%) mentre quelle a titolarità italiana segnano solo un +3,1%. E del totale della nuova occupazione straniera nell’intera economia (+397mila occupati negli ultimi 12 anni) il 39% si concentra nel commercio, nell’alloggio e nella ristorazione (+155mila); nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Nei Comuni al centro dell’analisi sono spariti, negli ultimi 12 anni, quasi 31mila esercizi al dettaglio in sede fissa, riduzione che si accompagna a quella degli sportelli bancari che tra il 2015 e il 2023 sono passati da 8.026 a 5.173 (-35,5%). Tra i settori merceologici, nei centri storici si riducono le attività tradizionali (carburanti -42,1%, libri e giocattoli – 36,5%, mobili e ferramenta -34,8%, abbigliamento -26%) e aumentano i servizi (farmacie +12,3%, computer e telefonia +10,5%) e le attività di alloggio (+67,5%) al cui interno si registra un vero e proprio boom degli affitti brevi (+170%), dovuto alla forte accelerazione nell’ultimo anno, mentre gli alberghi tradizionali calano del 9,7%. Questi i principali risultati dell’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentata oggi.
A livello territoriale, le regioni del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio, mentre al Centro-Sud si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall’analisi, ai primi 5 posti si collocano Ancona (-34,7%), Gorizia (-34,2%), Pesaro (-32,4%), Varese (-31,7%) e Alessandria (-31,1%); nelle ultime 5 posizioni i Comuni che registrano la migliore tenuta sono Crotone (-6,9%), Frascati (-8,3%), Olbia (-8,6%), Andria (-10,3%), Palermo (-11,2%).
La desertificazione commerciale continua, dunque, a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani che, tenendo conto anche della contestuale riduzione del numero di sportelli bancari, rischia di trasformarsi in un vero e proprio declino delle città. E’ un fenomeno che va contrastato con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività e in questa direzione va il progetto Cities di Confcommercio che ha elaborato le prime proposte locali per la rigenerazione delle città.
Nel complesso, i dati dell’analisi rendono sempre più preoccupante il fenomeno della desertificazione commerciale delle nostre città, ma il commercio fisico resta vitale e produce comunque esternalità positive di cui le politiche pubbliche dovrebbero tener conto: vivibilità delle città, presidio contro il degrado, attrattività turistica. E proprio in tema di politiche pubbliche, contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale è uno degli obiettivi del progetto Cities di Confcommercio per migliorare i centri urbani e rafforzare le economie di prossimità promuovendo il ruolo del terziario di mercato nell’ambito di un nuovo modello di sviluppo urbano basato su sostenibilità, comunità e identità. Queste, in sintesi, le principali proposte di Cities elaborate dalle Associazioni territoriali di Confcommercio.
Rigenerazione dello spazio pubblico e dei quartieri: rafforzare il coinvolgimento delle economie di prossimità e delle loro rappresentanze nella rigenerazione degli spazi pubblici e delle aree degradate, attuata attraverso interventi di trasformazione fisica delle infrastrutture, di mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, di urbanistica tattica e di placemaking. In questi percorsi, la collaborazione strutturata tra istituzioni e associazioni può generare ecosistemi di supporto per rendere tangibili i progressi e promuovere un’identità di quartiere più forte.
Mobilità e logistica sostenibili per la città della prossimità: si propongono Piani Urbani della Mobilità e della Logistica (PUMS e PULS) che integrino trasporti, urbanistica ed economia locale. Piani caratterizzati da misure concrete che includono, tra le altre: piattaforme di smistamento merci con magazzini di prossimità urbana per ridurre il traffico e la congestione, sistemi di logistica a basso impatto ambientale (inclusi mezzi a zero emissioni e cargo bike) per ridurre l’inquinamento.
Patti locali per la riapertura dei negozi sfitti: si propone di attivare accordi tra Comuni, associazioni e proprietari per agevolare la definizione formale di canoni di locazione calmierati, in particolare nei quartieri e nei quadranti più fragili e rendere accessibili gli immobili anche alle imprese nascenti o in difficoltà. Questi accordi possono anche contribuire alla riqualificazione dei luoghi, promuovono un uso più efficiente del patrimonio immobiliare esistente e riducono i rischi per tutti gli attori in campo.
Gestione partecipata e collettiva delle città: occorre promuovere la città come “bene comune”, quel modello di sviluppo urbano in cui la città è vista come un patrimonio collettivo da gestire in modo partecipativo, equo e sostenibile. Questo approccio considera lo spazio urbano, i servizi pubblici e le risorse della città come beni comuni, cioè accessibili a tutti, con imprenditori e cittadini attivi nella rivitalizzazione dei luoghi, nella creazione di servizi per la comunità e nella promozione di iniziative culturali e commerciali, per valorizzare il tessuto urbano e rafforzare la coesione sociale.
Politiche per il commercio locale più efficaci grazie all’uso di tecnologie digitali: l’uso dei Big Data e dell’Urban Analytics può guidare politiche più efficaci per il commercio locale. Cities ha sviluppato e sperimentato sul campo, con il fondamentale contributo delle Associazioni territoriali, un applicativo di monitoraggio (web-dashboard basata su dati di telefonia mobile) che analizza i flussi pedonali e le dinamiche commerciali nelle vie del commercio dei centri urbani. Lo scambio di dati con Comuni e istituzioni e la collaborazione con istituti di ricerca e università per la loro analisi può contribuire alla programmazione degli eventi e delle campagne di marketing, al miglioramento dell’accessibilità dei luoghi e all’ottimizzazione degli interventi di arredo urbano.
“La desertificazione commerciale minaccia vivibilità, sicurezza e coesione sociale delle nostre città – sottolinea il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Occorre sostenere le attività di vicinato e il nostro progetto Cities punta a riqualificare le economie urbane con il contributo di istituzioni e imprese. Senza commercio di vicinato, non c’è comunità”.

– foto ufficio stampa Confcommercio –
(ITALPRESS).

Cambio alla guida del governo in Tunisia, Zenzri nuova premier

TUNISI (TUNISIA) – Il presidente della Repubblica della Tunisia, Kais Saied, ha deciso di rimuovere il premier Kamel Madouri, figura tecnica che era stata nominata ad agosto, per affidare l’incarico alla ministra delle Infrastrutture Sarra Zaafrani Zenzri alla quale ha dato l’incarico di formare e guidare il governo.

Il capo dello Stato ha anche nominato Salah Zouari ministro al posto di Sarra Zaafrani Zenzri.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Due danesi restituiscono all’Italia quattro reperti archeologici etruschi

ROMA (ITALPRESS) – Nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Copenaghen, l’Ambasciatrice, Stefania Rosini, ha accolto il Generale Pietro Francesco Salsano, Comandante della Divisione Unità Mobili Specializzate dell’Arma dei Carabinieri, per la cerimonia di riconsegna di quattro reperti archeologici che erano nella disponibilità di due cittadini danesi a seguito di lasciti ereditari di famiglia. Trattasi di tre buccheri etruschi del tipo “kantaros” frammentari e di un bucchero etrusco del tipo “oinochoe”, riconducibili al VI secolo a.C. e provenienti da siti dell’Etruria Centro-Meridionale. Valore approssimativo quantificato in circa 5.000 euro.

I quattro manufatti, per le caratteristiche morfologiche e stilistiche, sono riconducibili a note zone archeologiche del territorio italiano quali Cerveteri e Tarquinia, probabilmente in passato sottratti illecitamente da quelle terre ricche di produzioni ceramiche e venduti all’estero tramite il mercato illegale. I beni presentano ancora i residui terrosi e le fratture tipiche del prelievo forzato tramite gli scavi illeciti. L’Ambasciata d’Italia a Copenaghen, su richiesta dei due cittadini danesi, ha proceduto alla presa in carico dei quattro reperti, esprimendo formale ringraziamento per la spontaneità del gesto volto alla restituzione in favore dello Stato italiano.

– foto ufficio stampa Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale –

(ITALPRESS).

Squillo Ferrari in Cina, Hamilton partirà in pole position nella Sprint

SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Pole position per Lewis Hamilton (Ferrari) nelle prime Qualifiche Sprint della stagione nel Gran Premio di Cina. 1’30″849 e record della pista per il britannico sette volte campione del mondo, che batte di 0″018 l’olandese e iridato in carica Max Verstappen (Red Bull). Terzo Oscar Piastri (McLaren) a 0″080, Charles Leclerc (Ferrari) è quarto a 0″208. Lando Norris (McLaren) non va oltre il sesto posto a 0″544. In mezzo George Russell (Mercedes). Completano la top ten Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), Yuki Tsunoda (Racing Bulls), Alexander Albon (Williams) e Lance Stroll (Aston Martin).

Le dichiarazioni

“Non mi aspettavo questo risultato, ma sono felicissimo e orgoglioso della giornata di oggi. Melbourne era stato un disastro e sapevamo di non aver estratto tutto il potenziale della macchina. Abbiamo fatto qualche aggiustamento, ma non mi aspettavo la pole”. Queste le parole di Lewis Hamilton dopo la pole position in Cina: “Sono migliorato gradualmente nel corso delle qualifiche. Domani faremo la prima vera simulazione di gara, la McLaren e Verstappen sembrano veramente veloci”, conclude il britannico, sette volte campione del Mondo.

“Ho faticato sin dall’inizio delle qualifiche. Mi sono sentito un passo indietro rispetto a Hamilton. Ho avuto difficoltà nell’approccio di curva 1, 2 e 3, ma domani cercheremo di fare un’ottima gara insieme. Non sono nella posizione che vorrei, ma il quarto posto è nel complesso buono. Domani non sarà facile gestire le gomme nella Sprint Race”, ha spiegato un amaro Charles Leclerc, quarto con l’altra vettura di Maranello.

“Sicuramente siamo andati meglio della settimana scorsa, ma non è facile analizzare i dati tra una sessione e l’altra. Ci sarà tanto lavoro da fare. A Melbourne abbiamo faticato tanto a partire dalla qualifica e la pole di oggi darà tanta energia al team. Hamilton è stato davanti anche in Q1, è stata una giornata positiva”, ha aggiunto il team principal della Rossa, Fred Vasseur.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Mattarella “La mafia può essere vinta, dipende da noi”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 21 marzo rappresenta un giorno solenne di ricordo e di impegno civile per affermare valori essenziali per la salute della nostra comunità. L’impegno quotidiano per la pratica della legalità, la lotta contro tutte le mafie, contro le consorterie criminali che generano violenza e oppressione, contro zone grigie di complicità che ne favoriscono affari e diffusione, vede operare tutti i cittadini che desiderano vivere in una società coesa e rispettosa dei diritti di tutti”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

“Ricorrono trent’anni da quando Libera e altre associazioni hanno intrapreso un percorso importante di sensibilizzazione e mobilitazione civile fino a far sì che una legge dello Stato istituisse la ‘Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafiè, per esprimere doverosa solidarietà nei confronti delle vittime innocenti uccise dalla mano mafiosa”, aggiunge il capo dello Stato.

“Ogni ambito è stato colpito da questo flagello: servitori della Repubblica, donne e uomini che si battevano per migliorare la società, imprenditori e cittadini che hanno respinto il ricatto del crimine, persone semplici finite sotto il tiro degli assassini. I loro nomi sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori. La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano”, conclude Mattarella.

-Foto: Quirinale-

(ITALPRESS).

Londra, per un incendio chiuso l’aeroporto di Heathrow. Cancellati 1.300 voli

LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – A causa di un incendio scoppiato nella tarda serata di ieri in una sottostazione elettrica, l’aeroporto londinese di Heathrow resterà chiuso tutto il giorno. La chiusura interesserà almeno 1.351 voli da e per Londra.

“Prevediamo notevoli disagi nei prossimi giorni e i passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessuna circostanza. I passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessun caso finché l’aeroporto non riaprirà”, fanno sapere dallo scalo.

Secondo quanto reso noto dai vigili del fuoco, l’incendio si è verificato in una sottostazione di Hayes, una cittadina vicina nel distretto londinese di Hillingdon, che ha causato l’interruzione di corrente. Per precauzione circa 150 persone sono state evacuate.

L’aeroporto di Heathrow, il più trafficato d’Europa, gestisce oltre 80 milioni di passeggeri ogni anno, e una media di 1.300 voli al giorno, fra atterraggi e decolli. Al momento in cui è stata dichiarata la chiusura, in volo c’erano 120 aerei di linea diretti al principale scalo londinese.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Chiuso l’aeroporto di Heathrow a Londra per un incendio, cancellati oltre 1.300 voli

LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – A causa di un incendio scoppiato nella tarda serata di ieri in una sottostazione elettrica, l’aeroporto londinese di Heathrow resterà chiuso tutto il giorno. La chiusura interesserà almeno 1.351 voli da e per Londra.

“Prevediamo notevoli disagi nei prossimi giorni e i passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessuna circostanza. I passeggeri non devono recarsi in aeroporto in nessun caso finché l’aeroporto non riaprirà”, fanno sapere dallo scalo.

Secondo quanto reso noto dai vigili del fuoco, l’incendio si è verificato in una sottostazione di Hayes, una cittadina vicina nel distretto londinese di Hillingdon, che ha causato l’interruzione di corrente. Per precauzione circa 150 persone sono state evacuate.

L’aeroporto di Heathrow, il più trafficato d’Europa, gestisce oltre 80 milioni di passeggeri ogni anno, e una media di 1.300 voli al giorno, fra atterraggi e decolli. Al momento in cui è stata dichiarata la chiusura, in volo c’erano 120 aerei di linea diretti al principale scalo londinese.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).