venerdì, Settembre 11, 2026
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Marevivo, 40 anni dalla parte del mare. Successi e sfide per il futuro

ROMA (ITALPRESS) – Dallo stop all’uso dei cotton fioc alla battaglia per fermare lo scempio ambientale della pesca illegale dei datteri di mare; dalla lotta alle spadare all’istituzione della prima Area Marina Protetta d’Italia, quella di Ustica: sono solo alcune delle battaglie vinte da Marevivo, la storica associazione, oggi Fondazione, per la tutela del mare che quest’anno celebra 40 anni di attività. Successi importanti che hanno portato a leggi più stringenti per la tutela dei nostri mari. Tanti ancora gli obiettivi da raggiungere per assicurare un futuro al nostro Pianeta Blu. E’ stato il tema della giornata celebrativa che si è tenuta oggi presso la storica sede galleggiante sul Tevere, un’occasione per fare un bilancio delle attività di questi quattro decenni.
Era il 1985 quando, da un’intuizione di Rosalba Giugni, nasceva Marevivo con una precisa mission: difendere l’ecosistema marino. Consapevoli della necessità di preservare questa immensa risorsa, in un’epoca in cui molti ne ignoravano il ruolo essenziale – ai tempi non si parlava ancora di inquinamento, sovra-pesca e crisi climatica – Marevivo avviava le prime attività di pulizia delle spiagge e dei fondali per rimuovere plastica, rifiuti e reti abbandonate, che all’epoca sembravano i soli nemici del mare. A quei tempi non si immaginava ancora la deriva verso la quale il Pianeta si stava velocemente dirigendo, solo negli ultimi decenni si è compresa l’enorme portata del problema ambientale, gli impatti sugli oceani e sulla salute umana.
Attraverso le campagne nazionali e internazionali messe in campo in questi anni, la Fondazione ha raggiunto obiettivi straordinari. La tutela della Posidonia oceanica a livello europeo, la legge sulla messa al bando delle reti cosiddette “spadare”, che dall’Italia è stata estesa anche all’Europa, il divieto di pesca dei datteri di mare e delle oloturie, organismi essenziali per il mantenimento della biodiversità. Marevivo ha contribuito all’istituzione della prima Area Marina Protetta in Italia a Ustica, in Sicilia, nel 1988 e nei decenni a seguire ha lavorato per far sì che altre aree potessero godere dello stesso regime di tutela. Oggi si contano 32 AMP anche grazie al suo continuo lavoro.
La Fondazione è stata, inoltre, tra le prime realtà in Italia a richiamare l’attenzione sull’impatto nocivo della plastica monouso dispersa in mare e sulla pericolosità delle microplastiche, la cui presenza è stata addirittura rilevata negli organi umani, mettendo a repentaglio la salute dell’uomo. Grazie a questo lavoro di sensibilizzazione e alle attività di lobbying parlamentare, dal 2019 una legge in Italia vieta l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici da risciacquo e la produzione dei cotton-fioc in plastica.
Nel 2022 a coronamento delle tante battaglie portate avanti in questi anni, Marevivo è riuscita ad ottenere l’emanazione della “Legge Salvamare”, di cui ciascun articolo rappresenta un’azione concreta a tutela dell’ecosistema marino. Uno degli elementi essenziali presenti in questa norma è il riconoscimento della necessità di divulgare la conoscenza dell’ambiente e del mare nelle scuole di ogni ordine e grado, tema su cui si basa l’attività della Fondazione che da anni promuove progetti di educazione ambientale nelle scuole, con il coinvolgimento di decine di migliaia di studenti. Secondo Marevivo è fondamentale diffondere una maggiore consapevolezza soprattutto tra le giovani generazioni sulla necessità di proteggere il mare per la stessa sopravvivenza dell’uomo sul Pianeta. Non ultimo l’impegno per salvaguardare il Parco Sommerso di Gaiola – istituito nel 2002 grazie a Marevivo – patrimonio naturalistico e archeologico prezioso, inserito all’interno della “Rete Natura 2000” dell’Unione Europea, recentemente minacciato dal rischio di raddoppio dello scarico del troppo pieno. Pur essendo un’Area Marina Protetta viene messa sotto attacco da decisioni politiche inaccettabili, alle quali Marevivo e altre realtà ambientaliste si sono opposte legalmente.
L’ultima campagna internazionale di Marevivo, la sedicesima, sulla transizione ecologica “Only One. One Planet, One Ocean, One Health”, che ha fatto il giro del mondo a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, racchiude tutti i temi per fronteggiare gli impatti che stanno mettendo in crisi l’equilibrio raggiunto in quasi 4 miliardi di anni che ha consentito la vita sulla Terra.
Queste sono solo alcune delle complesse battaglie portate avanti in questi anni, a dimostrazione dell’impegno costante e sempre in prima linea della Fondazione nella conservazione del mare e dei suoi preziosi organismi. Ma c’è ancora molto da fare per contrastare le gravi criticità che affliggono il mare tra cui: la crisi climatica, l’overfishing, l’inquinamento, la perdita della biodiversità e lo sfruttamento dei fondali marini profondi (deep-sea mining).
“Sono napoletana, figlia di armatori e subacquea. Quando 40 anni fa sono arrivate le plastiche a deturpare il mio meraviglioso mare non ho girato la testa dall’altra parte e insieme a Carmen di Penta siamo partite per la grande avventura, fondando un movimento per difendere ciò che amavamo”, racconta Rosalba Giugni, Presidente Marevivo. “Da una visione a un metodo, il nostro percorso in questo lungo tempo è passato dalle pulizie delle spiagge, dalle nostre prime azioni definite inutili, alle leggi per proteggere l’ecosistema marino. Abbiamo capito che, per incidere in maniera seria e duratura, bisognava avere il mondo della scienza al nostro fianco, fare educazione attraverso le scuole e le grandi campagne di sensibilizzazione e infine promuovere regole comuni per affrontare gli assalti che subisce il mare. Tanti successi, tante sconfitte e tanti progetti futuri. Non ci fermiamo mai, contando sempre in un effetto domino che faccia cambiare la rotta ad una civiltà che sta portando la nostra specie, e non solo, alla sesta estinzione di massa”, conclude la Presidente.
-foto ufficio stampa Marevivo –
(ITALPRESS).

Marevivo, 40 anni dalla parte del mare. Successi e sfide per il futuro

ROMA (ITALPRESS) – Dallo stop all’uso dei cotton fioc alla battaglia per fermare lo scempio ambientale della pesca illegale dei datteri di mare; dalla lotta alle spadare all’istituzione della prima Area Marina Protetta d’Italia, quella di Ustica: sono solo alcune delle battaglie vinte da Marevivo, la storica associazione, oggi Fondazione, per la tutela del mare che quest’anno celebra 40 anni di attività. Successi importanti che hanno portato a leggi più stringenti per la tutela dei nostri mari. Tanti ancora gli obiettivi da raggiungere per assicurare un futuro al nostro Pianeta Blu. E’ stato il tema della giornata celebrativa che si è tenuta oggi presso la storica sede galleggiante sul Tevere, un’occasione per fare un bilancio delle attività di questi quattro decenni.
Era il 1985 quando, da un’intuizione di Rosalba Giugni, nasceva Marevivo con una precisa mission: difendere l’ecosistema marino. Consapevoli della necessità di preservare questa immensa risorsa, in un’epoca in cui molti ne ignoravano il ruolo essenziale – ai tempi non si parlava ancora di inquinamento, sovra-pesca e crisi climatica – Marevivo avviava le prime attività di pulizia delle spiagge e dei fondali per rimuovere plastica, rifiuti e reti abbandonate, che all’epoca sembravano i soli nemici del mare. A quei tempi non si immaginava ancora la deriva verso la quale il Pianeta si stava velocemente dirigendo, solo negli ultimi decenni si è compresa l’enorme portata del problema ambientale, gli impatti sugli oceani e sulla salute umana.
Attraverso le campagne nazionali e internazionali messe in campo in questi anni, la Fondazione ha raggiunto obiettivi straordinari. La tutela della Posidonia oceanica a livello europeo, la legge sulla messa al bando delle reti cosiddette “spadare”, che dall’Italia è stata estesa anche all’Europa, il divieto di pesca dei datteri di mare e delle oloturie, organismi essenziali per il mantenimento della biodiversità. Marevivo ha contribuito all’istituzione della prima Area Marina Protetta in Italia a Ustica, in Sicilia, nel 1988 e nei decenni a seguire ha lavorato per far sì che altre aree potessero godere dello stesso regime di tutela. Oggi si contano 32 AMP anche grazie al suo continuo lavoro.
La Fondazione è stata, inoltre, tra le prime realtà in Italia a richiamare l’attenzione sull’impatto nocivo della plastica monouso dispersa in mare e sulla pericolosità delle microplastiche, la cui presenza è stata addirittura rilevata negli organi umani, mettendo a repentaglio la salute dell’uomo. Grazie a questo lavoro di sensibilizzazione e alle attività di lobbying parlamentare, dal 2019 una legge in Italia vieta l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici da risciacquo e la produzione dei cotton-fioc in plastica.
Nel 2022 a coronamento delle tante battaglie portate avanti in questi anni, Marevivo è riuscita ad ottenere l’emanazione della “Legge Salvamare”, di cui ciascun articolo rappresenta un’azione concreta a tutela dell’ecosistema marino. Uno degli elementi essenziali presenti in questa norma è il riconoscimento della necessità di divulgare la conoscenza dell’ambiente e del mare nelle scuole di ogni ordine e grado, tema su cui si basa l’attività della Fondazione che da anni promuove progetti di educazione ambientale nelle scuole, con il coinvolgimento di decine di migliaia di studenti. Secondo Marevivo è fondamentale diffondere una maggiore consapevolezza soprattutto tra le giovani generazioni sulla necessità di proteggere il mare per la stessa sopravvivenza dell’uomo sul Pianeta. Non ultimo l’impegno per salvaguardare il Parco Sommerso di Gaiola – istituito nel 2002 grazie a Marevivo – patrimonio naturalistico e archeologico prezioso, inserito all’interno della “Rete Natura 2000” dell’Unione Europea, recentemente minacciato dal rischio di raddoppio dello scarico del troppo pieno. Pur essendo un’Area Marina Protetta viene messa sotto attacco da decisioni politiche inaccettabili, alle quali Marevivo e altre realtà ambientaliste si sono opposte legalmente.
L’ultima campagna internazionale di Marevivo, la sedicesima, sulla transizione ecologica “Only One. One Planet, One Ocean, One Health”, che ha fatto il giro del mondo a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, racchiude tutti i temi per fronteggiare gli impatti che stanno mettendo in crisi l’equilibrio raggiunto in quasi 4 miliardi di anni che ha consentito la vita sulla Terra.
Queste sono solo alcune delle complesse battaglie portate avanti in questi anni, a dimostrazione dell’impegno costante e sempre in prima linea della Fondazione nella conservazione del mare e dei suoi preziosi organismi. Ma c’è ancora molto da fare per contrastare le gravi criticità che affliggono il mare tra cui: la crisi climatica, l’overfishing, l’inquinamento, la perdita della biodiversità e lo sfruttamento dei fondali marini profondi (deep-sea mining).
“Sono napoletana, figlia di armatori e subacquea. Quando 40 anni fa sono arrivate le plastiche a deturpare il mio meraviglioso mare non ho girato la testa dall’altra parte e insieme a Carmen di Penta siamo partite per la grande avventura, fondando un movimento per difendere ciò che amavamo”, racconta Rosalba Giugni, Presidente Marevivo. “Da una visione a un metodo, il nostro percorso in questo lungo tempo è passato dalle pulizie delle spiagge, dalle nostre prime azioni definite inutili, alle leggi per proteggere l’ecosistema marino. Abbiamo capito che, per incidere in maniera seria e duratura, bisognava avere il mondo della scienza al nostro fianco, fare educazione attraverso le scuole e le grandi campagne di sensibilizzazione e infine promuovere regole comuni per affrontare gli assalti che subisce il mare. Tanti successi, tante sconfitte e tanti progetti futuri. Non ci fermiamo mai, contando sempre in un effetto domino che faccia cambiare la rotta ad una civiltà che sta portando la nostra specie, e non solo, alla sesta estinzione di massa”, conclude la Presidente.
-foto ufficio stampa Marevivo –
(ITALPRESS).

Lazio Regione d’Onore della National Italian American Foundation

ROMA (ITALPRESS) – Un fitto programma di iniziative, eventi e collaborazioni, previste per tutto il 2025, anno in cui il Lazio è Regione d’Onore della National Italian American Foundation (NIAF), orientate a rafforzare i rapporti tra Regione Lazio e USA in ogni settore, dal turismo alle relazioni economiche, è stato presentato stamane presso la sede della Regione Lazio.

A fare gli onori di casa, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che, assieme al vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, ha accolto il presidente della Niaf, Robert Allegrini, e il capo dipartimento per il Mercato del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Amedeo Teti.

La National Italian American Fondation, punto di riferimento per gli oltre 20 milioni di italoamericani che vivono negli Stati Uniti, ha scelto il Lazio come Regione d’onore del 2025, anno Giubilare durante il quale, tra l’altro, l’associazione celebrerà anche il suo 50° anniversario. Si tratta di un’opportunità importante per mostrare i punti di forza del Lazio negli Stati Uniti, attraverso eventi che porteranno anche alcune pmi, startup e imprese medio-grandi laziali oltre oceano per promuovere partenariati e collaborazioni con aziende americane.

Questa collaborazione “in termini di sviluppo significa l’opportunità di far conoscere il nostro territorio, di far venire il ‘turismo delle radici’; la comunità Italo-americana è molto attiva e molto forte anche nel settore dell’impresa, quindi anche per il nostro sistema imprenditoriale questa è una grande vetrina e opportunità per ampliare i nostri orizzonti” ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, “Parteciperemo a New York ad un evento che ha al centro il mondo delle imprese, poi verrà il board del NIAF a giugno dove faremo visitare il meglio delle nostre startUp e delle attività di impresa, i luoghi meravigliosi meno conosciuti della Regione. Tutto si concluderà a Washington a ottobre, probabilmente anche alla presenza del presidente USA, questo a sottolineare l’importanza che la comunità Italo-americana e il nostro Paese rappresenta per tutti”, conclude.

“Siamo contenti che la Regione che definiamo ‘d’onore’ quest’anno sia il Lazio, è stata una scelta importante per noi perché quest’anno è il 50esimo anniversario della NIAF e volevano essere nella Regione della Capitale d’Italia. Faremo molte cose insieme, ad iniziare dal gala di aprile con una delegazione dal Lazio, da lì partiremo con il nostro viaggio della delegazione NIAF a giugno dove porteremo anche i nostri studenti Italo-americani nel Lazio” afferma Robert Allegrini, presidente NIAF.

“L’anno si concluderà con il grande gala di ottobre a Washington dove sarà previsto il presidente USA e il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oltre alla presenza di Andrea Bocelli. Le opportunità economiche per le Regioni sono tante, ma anche dal punto di vista culturale perché NIAF è un ponte tra Italia e USA”, aggiunge.

Tra le tappe salienti c’è il Business Forum di New York, che si svolgerà dall’8 al 10 aprile 2025, organizzato in collaborazione con la NIAF, il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Transatlantic Investment Committee (TIC) e con le istituzioni del Sistema Italia operanti a New York.

L’appuntamento mira a favorire partenariati industriali, stimolare occasioni di incontro sul tema dell’innovazione per migliorare l’integrazione delle imprese laziali nel mercato statunitense e supportare la competitività di startup e pmi, fungendo da punto d’incontro per lo scambio di informazioni e per la collaborazione e la crescita nei settori innovativi. Per questo, la Regione Lazio, attraverso Lazio Innova, ha aperto un bando che darà la possibilità a 20 startup e pmi innovative operanti nei settori Aerospazio, Life Sciences, Energia, e Intelligenze Artificiale, di partecipare al Business Forum di New York.

Altro momento importante sarà la visita del Board della NIAF, composto da una delegazione di leader influenti della comunità italoamericana, che sarà nel Lazio dal 1° al 9 giugno.

– Foto Ufficio stampa Regione Lazio –

(ITALPRESS)

Nasce “La Voce della Difesa”, nuovo notiziario dell’Italpress

ROMA (ITALPRESS) – La Voce della Difesa è il nuovo notiziario di settore dell’agenzia di stampa Italpress dedicato alla Difesa e ai temi della Sicurezza. L’iniziativa è stata presentata – nel corso di un dibattito – dal fondatore e direttore responsabile dell’agenzia di stampa, Gaspare Borsellino, nella sala refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati. Sono intervenuti il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago e il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini. A moderare il giornalista Claudio Brachino.
Un notiziario “dedicato non solo agli addetti ai lavori, ma al mondo delle aziende, dei corpi militari e anche ai cittadini, perchè credo che oggi, più che mai, debbano esserci dei cittadini sempre più informati con consapevolezza e in maniera trasparente”, ha spiegato il direttore dell’agenzia Italpress, Gaspare Borsellino.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo messaggio di saluto ha sottolineato che “il ruolo delle forze armate e delle forze dell’ordine è cruciale per la stabilità del nostro Paese e per la tutela dei nostri interessi strategici, sia a livello nazionale che internazionale”, ma “troppo spesso è oggetto di semplificazioni e di narrazioni alterate”. Per questo “la nascita di un canale tematico dedicato alla difesa e alla sicurezza nazionale, rappresenta un passo significativo. L’impegno di Italpress per promuovere un’informazione trasparente, autorevole e basata su fonti verificate costituisce un contributo essenziale per rafforzare la consapevolezza collettiva su questi temi”.

Per il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, la voce della difesa “va ascoltata e va aiutata, perchè è la voce di un Paese che non si arrende alla propaganda o alla retorica di chi identifica la difesa soltanto con uno sforzo bellico o di riarmo. Bisogna sostenere questa iniziativa perchè va nella direzione di spiegare, di fare cultura della difesa, di fare informazione e uno dei grandi limiti nell’approccio alla difesa, oggi, è che troppo spesso si fa disinformazione”.
Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Alberto Barachini, “avere un tono di voce adatto per raccontare la difesa non è assolutamente semplice, è una sfida che richiede grande professionalità, grande approfondimento ed esperienza. Mi sembra che non ci sia momento più opportuno di questo per trattare i temi che afferiscono alla sicurezza nazionale, alla difesa nazionale e internazionale. Viviamo due profonde crisi internazionali e un impegno delle nostre forze armate senza precedenti. E’ fondamentale – come stiamo vedendo anche nei meccanismi di difesa europei – capire cos’è la difesa e come si può supportare questo sforzo in un momento così delicato”, ha sottolineato.
Per il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago “è importante diffondere la cultura della difesa perchè difesa e sicurezza sono un fondamento della nostra civiltà”.
Bisogna che i cittadini siano “informati su quelle che sono le funzioni e gli scopi delle forze armate e dell’industria della difesa, che concorre a rafforzare le nostre istituzioni e quel senso di consapevolezza in un momento storico molto critico in cui viviamo, in cui l’Italia insieme all’Europa deve fare la propria parte nella difesa de Continente e dei nostri valori di democrazia e libertà”, ha aggiunto.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Fontana “Criminalità minorile realtà allarmante, dare opportunità”

ROMA (ITALPRESS) – “La criminalità minorile è una realtà allarmante. Nel nostro Paese, il numero di minori che commettono reati, anche violenti, è in costante aumento. Le cause sono molteplici. Oltre a quelle di ordine sociale, culturale ed economico, purtroppo oggi si osserva anche una preoccupante indifferenza e apatìa alla base dei minori che delìnquono. In un simile scenario, il tema dell’educazione assume un ruolo centrale”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, intervenendo alla presentazione del reportage dal titolo “La Cattiva strada – viaggio nelle carceri minorili italiane”.
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(Fonte video Camera dei deputati)

Palermo, Dionisi “Con la Cremonese con più coraggio dell’andata”

PALERMO (ITALPRESS) – Concedere il bis al successo dell’andata per trovare ulteriori motivazioni nella rincorsa ai play-off: questo l’obiettivo del tecnico del Palermo Alessio Dionisi, che ha parlato in conferenza stampa al centro sportivo di Torretta alla vigilia della sfida con la Sampdoria. “Non è ancora iniziato il countdown play-off – sottolinea, – Ogni partita è fondamentale e va vissuta senza pensare alle precedenti o alle successive: se vincessimo domani faremmo un bel balzo, ma in questo momento i valori in Serie B sono assottigliati e saranno tutti scontri diretti. Nel girone d’andata abbiamo fatto poche vittorie, dobbiamo farne di più per raggiungere il nostro obiettivo”.

Parlando dell’avversario, Dionisi evidenzia come “la Cremonese è una delle squadre più forti del campionato, vorrà riprendersi la Serie A dopo che l’anno scorso gli è sfuggita per poco: da gennaio abbiamo conquistato i loro stessi punti, eppure sappiamo che avremmo potuto farne ancora di più. Servirà una partita coraggiosa più dell’andata, ma firmerei comunque per un altro 1-0 perché a volte può andare bene essere meno belli ma più efficaci”.

Sulle scelte di formazione persiste ancora qualche dubbio, a cominciare dal sostituto dello squalificato Pierozzi: “Diakité ha già ricoperto quel ruolo, ma non è l’unica possibilità: ho un organico ampio e tanti giocatori duttili. Vasic è pure un’opzione sulla fascia, a Genova non stava bene e ho deciso di non schierarlo. Gomes e Blin sono due giocatori importanti per l’equilibrio della squadra, ma mi dispiace dover togliere minuti a Segre: ho tante scelte a disposizione, compreso Ranocchia che sta interpretando benissimo il suo ruolo attuale. La decisione su chi gioca a centrocampo dipende anche dalla disponibilità in attacco e io per ora ne ho tanta”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Appalti truccati a Lecce, dieci gli arresti

LECCE (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce hanno dato esecuzione a un provvedimento di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 10 persone, 3 dei quali agli arresti in carcere e 7 agli arresti domiciliari, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Sono state inoltre emesse misure interdittive del divieto di contrattare con Pubblica Amministrazione nei confronti di ulteriori 6 indagati.
mca3/mgg/

Realizzato murale di Falcone e Borsellino vicino al covo di Messina Denaro

CAMPOBELLO DI MAZARA (TRAPANI) (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato a Campobello di Mazara, nel trapanese, un murale in memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’opera, realizzata dall’artista Hira, raffigurante il celebre scatto di Tony Gentile del marzo ’92, è stata collocata in via Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal covo in cui ha trascorso gli ultimi anni di latitanza il boss Matteo Messina Denaro, prima di essere catturato dai Carabinieri del ROS il 16 gennaio 2023, dopo 30 anni di latitanza, presso la clinica “Maddalena” di Palermo.

Il volto dei due magistrati immortalato in un convegno, in cui erano relatori, si dicono qualcosa e ridono. Un’immagine diventata iconica che oggi campeggia a pochi passi dal “covo” dove ha trascorso gli ultimi anni “Iddu“. L’iniziativa è promossa dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno. Presente, tra gli altri, anche Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione Falcone.

“Certamente la missione della Fondazione Federico II vuole essere quella di portare la gente a capire quali siano veramente le strade da seguire e questo è il nostro claim. Purtroppo la Sicilia è conosciuta per essere la terra di Riina, Provenzano, Matteo Messina Denaro, invece noi riteniamo che la Sicilia sia differente, sia la Sicilia di Falcone, Borsellino, Boris Giuliano, Carlo Alberto della Chiesa. Allora abbiamo voluto intraprendere questo percorso all’interno delle nove province siciliane e adesso devo dire che a macchia d’olio oggettivamente sembra che stia attecchendo sempre di più una voglia di riscatto di quella Sicilia assolutamente differente dagli stereotipi a cui ci associano”.

Così all’Italpress Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, a margine della cerimonia di inaugurazione nel comune di Campobello di Mazara, nel trapanese, del murale in memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nell’ambito del progetto “Le Strade da Seguire…”, ideato e portato avanti proprio dalla Fondazione Federico II.

Uno dei tanti già realizzati nell’isola e sono decine le opere pronte a essere realizzate da est a ovest, da sud a nord della Sicilia. “Lo Stato anche se in un periodo lungo vince sempre – sottolinea all’Italpress Maria Falcone, presente alla cerimonia di inaugurazione -. E quindi dobbiamo andare avanti in questa direzione, cercando che la società di domani sia migliore di quella di oggi. Certo, in questi trent’anni che ci separano dalla strage di Capaci, ci sono stati vari momenti, varie illusioni e varie delusioni. Una delle ultime delusioni è vedere che, nonostante tutto, la mafia continua a esserci, con gli arresti che sono stati fatti ultimamente: 180 mafiosi in carcere. Però li abbiamo messi in carcere”.

“Io credo che chi guarderà questo murale – aggiunge – si ricorderà che cosa ha significato per l’Italia tutta il 23 maggio e il 19 luglio del ’92. Però quelle date rappresentano uno spartiacque tra quello che era prima e quello che è dopo. Adesso, anche attraverso il loro lavoro che si è perpetuato negli anni, abbiamo tutti quei mezzi per combattere la mafia che prima non c’erano. Giovanni e Paolo hanno lavorato in un clima completamente diverso perché mancavano appunto i mezzi. Adesso i magistrati, le forze dell’ordine ce li hanno. Hanno una legislazione che ci invidia il mondo. Una legislazione antimafia che ci invidia il mondo. Quindi dobbiamo continuare in questa direzione. Soprattutto educando i giovani”.

Presente alla cerimonia di inaugurazione anche il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione: “Mi sono attivato per cercare di capire dove potevamo realizzare questo murale – spiega all’Italpress il primo cittadino -. Potevano essere tanti i posti da potere utilizzare, ma ho deciso di farlo in questo sito che è a pochi metri di distanza dall’ultimo covo di Messina Denaro, che ha rappresentato un momento nefasto per la nostra comunità”.

“Oggi questo murale – aggiunge – vuole rappresentare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il risveglio della città, anche con questo mezzo, così maestoso, che guarda proprio verso il covo di Messina Denaro per dire che lo Stato è più forte, che lo Stato vince e che la gente per bene sta da questa parte e non sicuramente dalla parte dove guarda il murale stesso. Questo è un significato che io voglio lanciare fortemente alla nostra città, ma soprattutto ai giovani. La scritta che ho deciso di fare appoggio sul murale è proprio rivolta ai giovani. Se i giovani negheranno la condivisione e il consenso, la mafia svanirà nell’obbligo. Questo è un messaggio forte e chiaro che io voglio lanciare ai giovani, su cui Campobello deve puntare e deve sperare per un futuro migliore della nostra Campobello”.

– Foto Xa3/Italpress –

(ITALPRESS).

 

Ad Asti arrestati due pakistani per sequestro di persona

ASTI (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Asti, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha arrestato due cittadini pakistani per sequestro di persona, rapina, tentata estorsione, tentato omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due sono accusati di aver sequestrato un concittadino, dopo avergli promesso di aiutarlo a lasciare illegalmente l’Italia.

Alla vittima sono stati sottratti il cellulare, il passaporto ed è stata richiesta un’ingente somma di denaro. Al suo rifiuto, prima è stato malmenato e poi trattenuto per diversi minuti a testa in giù dal balcone al terzo piano di una palazzina, fin quando i due aggressori lo hanno lasciato cadere. L’uomo è miracolosamente sopravvissuto, ma è tuttora ricoverato per tentare di recuperare la mobilità agli arti inferiori.

– Foto Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Istruzione: sono 258 milioni i bambini che non vanno a scuola

L’istruzione è un diritto inalienabile per l’umanità e rappresenta il primo e più importante passo verso una società libera e senza disuguaglianze.

Eppure, al giorno d’oggi più di 258 milioni di bambini nel mondo ancora non hanno accesso a un adeguato percorso scolastico, vivendo in condizioni di povertà che li privano anche dei diritti fondamentali.

Questo dato mette in evidenza una situazione piuttosto critica, che interessa moltissimi Paesi dove i più piccoli non possono quindi beneficiare di quella che è, a tutti gli effetti, un’importante possibilità di riscatto.

L’istruzione permette infatti di contrastare l’analfabetismo, ma anche le sue innumerevoli conseguenze, come la mancanza di opportunità, le disuguaglianze sociali, la scarsa conoscenza dei propri diritti e, soprattutto, l’incapacità di rivendicarli.

Africa subsahariana e Asia meridionale: dove la situazione è più critica

I Paesi in cui i dati sulla scuola sono più allarmanti sono quelli dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale, dove la povertà, i conflitti e l’instabilità politica privano ogni giorno i più piccoli del diritto fondamentale di aspirare a un futuro migliore.

In Etiopia, per esempio, attualmente più di 4,3 milioni di bambini non hanno accesso a un percorso di istruzione. Devastato da una lunga guerra civile, il Paese non dispone di adeguate infrastrutture scolastiche: molti edifici sono andati distrutti, mentre i pochi rimasti in piedi molto spesso non dispongono di servizi igienici né dei materiali didattici necessari a garantire un adeguato percorso di studi.

Lo stesso accade in Malawi, un territorio che registra un’alta percentuale di scuole inagibili o fatiscenti, in cui manca praticamente ogni cosa, dalle sedie, ai banchi, alle lavagne. Ad aggravare la situazione c’è il fenomeno delle classi sovraffollate, talvolta composte anche da più di 70 bambini, che rende estremamente complesso garantire a tutti un’adeguata istruzione.

Anche in Mozambico la carenza di infrastrutture scolastiche costringe i più piccoli a rinunciare allo studio. In queste aree, solo il 20% degli adolescenti ha accesso a un percorso scolastico, mentre il 45% delle bambine in età scolare non ha nemmeno mai avuto l’opportunità di frequentare una scuola.

In Asia, invece, una delle situazioni più critiche si registra in Bangladesh, dove il 25% delle persone di età superiore ai 15 anni è completamente analfabeta. Per quanto riguarda l’istruzione, la percentuale maggiore di bambini che non frequenta la scuola si registra in particolare nelle zone rurali.

Guardando al fenomeno da una prospettiva più ampia, è possibile notare come la delicata situazione scolastica in Asia meridionale e nell’Africa subsahariana sia legata anche alla distanza che spesso separa gli istituti e i villaggi, che di fatto preclude ai bambini delle zone più remote la possibilità di accedere facilmente all’istruzione.

Talvolta, i percorsi scolastici sono invece così costosi da rappresentare un lusso per quelle famiglie che vivono in condizioni di povertà. In alcuni casi, le situazioni di disagio economico e sociale spingono i genitori a sottovalutare l’importanza dell’istruzione, con il risultato che molti bambini sono costretti ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della famiglia.

Tutto questo alimenta il fenomeno dell’abbandono scolastico, che priva i più piccoli del loro diritto all’infanzia, obbligandoli a fare i conti con un presente e un futuro di emarginazione. Nei contesti familiari più vulnerabili, inoltre, le bambine sono costrette a contrarre matrimoni precoci, andando incontro a un avvenire fatto di privazioni, violenza e sottomissione.

Favorire l’istruzione per un mondo migliore

La situazione scolastica critica che affligge molti Paesi a Sud del mondo solleva numerosi interrogativi sul ruolo che la società può avere per assicurare a tutti l’accesso all’istruzione.

Attualmente, esistono diverse organizzazioni internazionali indipendenti attive nel promuovere e tutelare questo diritto. Si tratta di realtà come ActionAid, da sempre impegnata nel sostenere chi vive in condizioni di marginalità con progetti e programmi di sostegno a distanza.

Per quanto riguarda nello specifico il diritto allo studio, gli interventi sono su più fronti: si va dal supporto alla costruzione di nuove infrastrutture scolastiche alla promozione di iniziative per sensibilizzare le famiglie sull’importanza dell’istruzione, fino ad arrivare a fornire alle scuole risorse come fondi, attrezzature e materiali didattici, indispensabili per assicurare ai bambini tutto ciò di cui hanno bisogno. Inoltre, ActionAid sollecita le autorità locali a garantire adeguati percorsi scolastici, incoraggiando contemporaneamente intere comunità a conoscere e rivendicare i propri diritti.

Il diritto all’istruzione è infatti sancito da numerose convenzioni internazionali, a cominciare dal Patto internazionale del 1966, che lo riconosce come fattore essenziale per permettere a ogni individuo di sviluppare il proprio potenziale e contribuire alla costruzione di società basate su uguaglianza, sicurezza e prosperità.

Anche la Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1990 riconosce questo diritto, esortando gli Stati ad adottare misure adeguate affinché ogni bambino possa ricevere un’istruzione, avere un’infanzia serena ed essere tutelato da ogni forma di abuso. Ma a sancire il diritto all’istruzione è anche la più recente Agenda 2030, che riconosce l’importanza di garantire a tutti i bambini l’accesso a percorsi scolastici equi, inclusivi e di qualità.

In ogni parte del mondo, del resto, l’istruzione rappresenta da sempre un importante strumento in grado di spezzare la spirale di diseguaglianza che, nei contesti più vulnerabili, è fonte di povertà, sfruttamento ed esclusione. Per i bambini è un diritto fondamentale, ma rappresenta anche un investimento per il benessere di intere comunità: un pilastro fondamentale su cui costruire un futuro di crescita, in cui tutti hanno pari opportunità di sviluppo e dignità.