venerdì, Settembre 11, 2026
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Ucraina, Rubio “Contatti con Mosca”, ma Cremlino frena su proposte

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Sono previsti in giornata dei contatti tra Washington e Mosca sul dossier ucraino. Lo ha reso noto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, secondo quanto riferisce il Guardian. Gli Stati Uniti, ha aggiunto Rubio, sperano di avere una risposta positiva da Mosca e “sollecitano fermamente i russi a porre fine a tutte le ostilità”. Nel frattempo, i colloqui di ieri tenuti in Arabia Saudita tra le delegazioni di Washington e Kiev hanno visto accettare, da parte ucraina, la proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni. Un’ipotesi su cui oggi il Cremlino frena in attesa di “informazioni dettagliate”. “Ieri, parlando con la stampa, sia Rubio che (il consigliere per la sicurezza della Casa bianca) Waltz hanno detto che ci avrebbero trasmesso informazioni dettagliate sull’essenza della conversazione avvenuta a Gedda”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ai giornalisti nel corso di un punto stampa. “Per prima cosa dobbiamo ottenere queste informazioni. In questi giorni abbiamo pianificato anche dei contatti con gli americani, durante i quali contiamo di ricevere informazioni complete”, ha precisato Peskov. Sicuramente uno dei temi sul tavolo, ieri a Gedda, ha riguardato il delicato tema di eventuali “concessioni territoriali”. A renderlo noto, oggi, è sempre il segretario di Stato Usa Rubio. Un risultato tangibile e immediato è intanto emerso dai colloqui in Arabia Saudita ed è decisamente a favore di Kiev. Gli Stati Uniti hanno infatti deciso di ripristinare la fornitura di armi e soprattutto lo scambio di informazioni d’intelligence, vitali al fronte per poter prevenire le mosse russe.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Lexus all’avanguardia nell’innovazione tecnologia dei veicoli elettrici

ROMA (ITALPRESS) – Lexus ha riaffermato il suo status strategico di leader nella tecnologia dei veicoli elettrici a batteria del gruppo Toyota annunciando oggi le innovazioni tecniche che porterà sul mercato europeo dei BEV nel prossimo anno.

In occasione dell’anteprima mondiale del suo nuovo SUV elettrico di lusso RZ a Bruxelles, l’azienda ha rivelato che questo modello introdurrà sia il sistema steer by wire che l’Interactive Manual Drive, un sistema basato su software che replica l’esperienza del cambio manuale.

Queste innovazioni mostrano come Lexus stia integrando hardware avanzato e software all’avanguardia per concretizzare la sua visione di sviluppare veicoli fortemente basati sul software. RZ sarà uno dei tre nuovi BEV che Lexus lancerà nei prossimi 12 mesi.

Questi annunci sono stati fatti in un periodo di vendite record e di rapida crescita della domanda dei clienti per i modelli elettrici a batteria e ibridi plug-in di Lexus. “Il contributo di Lexus a questa strategia è fondamentale, non solo per il numero di veicoli ma anche per il progresso delle tecnologie elettrificate. Mentre ci concentriamo sull’elettrificazione e sul piacere di guida, o sulla creazione di nuove esperienze di guida, rimaniamo vigili e attenti rispetto alla voce dei nostri clienti” ha dichiarato Pascal Ruch, Lexus Europe e Value Chain Vice President. “In quest’ottica, seguiamo il principio del ‘prodotto giusto, nel posto giusto, al momento giusto, senza lasciare indietro nessuno”.

La strategia multi-tecnologica di Lexus, che consiste nel fornire ai clienti una gamma di opzioni di propulsione elettrificata, ha contribuito a far registrare vendite da record sia in Europa che a livello globale, a testimonianza della più completa gamma di modelli del brand. Nel 2024 la performance europea ha raggiunto un nuovo massimo, con un aumento del 20% rispetto al totale dell’anno precedente, superando le 88.000 unità e diventando uno dei Brand automobilistici a più rapida crescita in Europa. Questi risultati hanno anche assicurato una quota di mercato del 2,5%, la maggiore mai raggiunta da Lexus. A questo successo hanno contribuito in modo determinante il nuovissimo crossover compatto LBX, che ha venduto quasi 24.000 unità nel 2024, i modelli ibridi plug-in (PHEV), che hanno rappresentato il 20% del totale delle vendite, e i modelli elettrici a batteria, che hanno raddoppiato il volume delle vendite rispetto all’anno precedente.

La solida performance in Europa ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di un nuovo record di vendite globali per il Brand, che sono aumentate del 3,3% superando gli 850.000 veicoli. Lo slancio delle vendite è proseguito nel 2025, con i risultati dei primi due mesi che mostrano un nuovo aumento delle vendite di oltre il 20%.

Il nuovo RZ vanta miglioramenti in tutte le aree, riflettendo il ruolo di Lexus come leader del gruppo Toyota nelle tecnologie dei veicoli elettrici a batteria, per aggiungere innovazione ed emozione all’esperienza di guida. E’ il primo modello a offrire il nuovo sistema di sterzata “steer-by-wire” di Lexus. Questo sistema assicura un controllo facile, fluido e intuitivo con circa 200 gradi di rotazione da un fine corsa all’altro (lock to lock). Debutterà anche il nuovo Interactive Manual Drive di Lexus, un sistema di cambio manuale virtuale.

Questo sistema sarà disponibile sulla RZ 550e F SPORT, l’ammiraglia della nuova gamma. Il guidatore utilizzerà i paddle al volante come se stesse azionando un vero cambio a otto velocità, contribuendo a massimizzare i vantaggi del propulsore a trazione integrale.
Lexus ha anche migliorato il sistema di trazione integrale intelligente DIRECT4, con l’eAxle posteriore che ora eroga una potenza paragonabile a quella anteriore: questo si traduce in ancora più flessibilità nella distribuzione anteriore-posteriore della forza motrice. Grazie all’aumento della potenza dell’assale posteriore, il bilanciamento della coppia motrice anteriore/posteriore risulta più flessibile, aumentando la stabilità e la trazione e incrementando il livello di gratificazione del guidatore.

La revisione completa del sistema BEV di RZ comprende una batteria agli ioni di litio di maggiore capacità da 77 kWh che contribuirà a garantire fino a 100 km di autonomia in più (a seconda della versione e dell’omologazione finale). Insieme a una nuova funzione di precondizionamento della batteria e a un caricatore di bordo più potente da 22 kW, questo sistema ridurrà anche i tempi di ricarica. Il nuovo RZ sarà introdotto in Europa a partire dall’autunno 2025.

foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

(ITALPRESS).

L’Indonesia tratta con l’Italia la cessione della porta aeromobili Garibaldi e dei caccia AV-8B

ROMA (ITALPRESS) – La Marina indonesiana (TNI-AL) sta esplorando la possibilità di acquisire la porta aeromobili della Marina Militare italiana Garibaldi (C 551),  messa in riserva nell’ottobre 2024. Nell’accordo potrebbero essere inclusi alcuni aerei da combattimento AV-8B Harrier II STOVL (a decollo corto e atterraggio verticale), che la Marina sta gradualmente sostituendo con i caccia di 5° generazione F-35B STOVL.

Il pensionamento del Garibaldi, varata nel 1983 e entrata in servizio nel 1985, coincide con l’ingresso in linea nella Squadra Navale del Trieste, una Landing Helicopter Dock (LHD) multiruolo. Se l’accordo per la portaerei e quello per gli aerei dovessero concretizzarsi, la presenza di jet da combattimento STOVL potrebbe essere in contrasto con la precedente dichiarazione del capo della Marina indonesiana, secondo cui la portaerei avrebbe supportato principalmente operazioni umanitarie e non di combattimento. Tuttavia, potrebbe anche indicare che la Marina intende utilizzare la Garibaldi e il Carrier Air Wing come piattaforma di addestramento in attesa del completamento e della consegna delle future LHD. La TNI-AL ha fissato l’obiettivo di acquisire un paio di LHD entro il 2045 come parte del suo piano strategico a lungo termine. La ITS Giuseppe Garibaldi è stata la prima portaerei italiana costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, progettata principalmente per i caccia STOVL e gli elicotteri navali. La nave misura 180,2 metri di lunghezza, 33,4 metri di larghezza e ha un dislocamento a pieno carico di circa 13.850 tonnellate. Alimentata da quattro turbine a gas Rolls-Royce Olympus TM3B, può raggiungere una velocità di 30 nodi e può ospitare un equipaggio di circa 550 persone.

Originariamente progettata per operare un mix di caccia AV-8B Harrier II ed elicotteri come SH-3 Sea King e NH90, la nave ha una capacità totale di ala aerea fino a 18 velivoli. È equipaggiata con missili terra-aria Albatros (Aspide) e cannoni Oto Melara da 40 mm per l’autodifesa.

Allo stesso tempo, la prospettiva che l’Indonesia acquisti l’AV-8B Harrier II è stata accolta con scetticismo dagli analisti della difesa del Paese. Sono state sollevate preoccupazioni circa l’età dell’aereo, le potenziali difficoltà di manutenzione e la fattibilità operativa. Se la Marina indonesiana procederà all’acquisto di questi jet STOVL, saranno necessarie misure e preparativi significativi per garantire che non diventino un peso logistico e operativo.

L’eventuale acquisizione del Garibaldi si allineerebbe al più ampio programma della Minimum Essential Force (MEF) dell’Indonesia, che prevede una flotta comprendente almeno quattro portaelicotteri, quattro cacciatorpediniere e diversi pattugliatori armati di missili per rafforzare le capacità marittime.

L’Indonesia ha già ampliato la propria flotta navale, in particolare con l’acquisto di due pattugliatori polivalenti d’altura della classe PPA (Pattugliatore Polivalente d’Altura) dai cantieri italiani di Fincantieri. Queste navi, originariamente denominate Marcantonio Colonna e Ruggiero di Lauria, sono state acquistate per 1,18 miliardi di euro (1,23 miliardi di dollari) e sono state ribattezzate KRI Brawijaya (320) e KRI Prabu Siliwangi (321). Previste in servizio entro il 2025, saranno le più grandi navi da guerra in servizio con la TNI-AL.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Buonfiglio “Obiettivo sei finali e tre medaglie ai Mondiali”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo partiti quattro anni fa a preparare l’evento, con una candidatura che ha battuto rivali formidabili come Parigi, Berlino e Sydney perchè quando la federazione canoa approccia un appuntamento cerca di farlo nel migliore dei modi”. Non c’è dubbio: l’appuntamento clou per la canoa azzurra in questo 2025 sono i Mondiali all’Idroscalo di Milano, in programma dal 20 al 24 agosto. Ottanta nazioni partecipanti, duemila atleti in acqua, un indotto stimato è di circa settemila presenze al giorno. Dati che non spaventano certo il presidente della Federazione Italiana Canoa e Kayak, Luciano Buonfiglio, certo che la rassegna iridata sarà un successo, sotto ogni punto di vista. “Abbiamo ottenuto la condivisione delle istituzioni, del Coni e di Sport e Salute perchè siamo convinti che solo con una squadra ben coesa sul territorio si possa fare bella figura – spiega Buonfiglio in un’intervista nella sede romana dell’Italpress – E organizzare un evento non è solamente un momento agonistico, ma un’occasione per dare corpo all’immagine del nostro Paese, dare una mano al territorio e al turismo e naturalmente valorizzare i nostri atlete e atleti”. All’Idroscalo andranno in scena i primi Mondiali di canoa sostenibili dal punto di vista ambientale ed una rassegna che vedrà gareggiare, nello stesso evento, atleti normodotati e paralimpici. E, in acqua, è lecito attendersi dai canoisti azzurri risultati importanti: “Siamo appena tornati dalle Olimpiadi, dove abbiamo vinto una medaglia d’argento con Tacchini e Casadei, e siamo ripartiti ristrutturando la direzione tecnica con la partecipazione molto più ampia dei tecnici societari. Abbiamo messo al centro di tutte le nostre attività le società sportive e i loro tecnici per costruire una base più ampia e ripartire all’inizio del quadriennio olimpico con una squadra più giovane di quella che ha compiuto l’impresa alle Olimpiadi, ma al tempo stesso che abbia veramente la preparazione per arrivare al risultato. Stiamo lavorando in sinergia con il Coni e l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport per mettere i nostri atleti nelle migliori condizioni, il nostro obiettivo sono sei finali e tre medaglie”, svela il dirigente campano. Inoltre, ricorda il numero uno della Fick, “sarà un Mondiale inclusivo perchè sosterremo con il nostro budget trenta atleti di paesi in condizioni economiche non adeguate a partecipare e, negli intervalli delle manifestazioni, l’attività dell’associazione Pink Lady, le donne operate al seno. E produrremo la sintesi di alcuni nostri progetti di sostenibilità, innanzitutto con la scuola Sant’Anna di Pisa, che abbiamo sviluppato con la federazione internazionale. Insomma, facciamo tante cose perchè vogliamo essere protagonisti, non solo nell’agonismo”. Buonfiglio è stato il primo a candidarsi alla presidenza del Coni mentre in molti auspicherebbero un prosieguo dell’attuale numero uno Giovanni Malagò almeno fino alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, superando così il limite fisiologico dei tre mandati. “Sono una persona che quando dice una cosa la mantiene. Da sempre sono il primo tifoso di Giovanni Malagò, per la sua leadership e per quanto fatto in questi anni, non solo per le medaglie olimpiche. Certo, in questo momento il tempo corre veloce, e poichè credo che lo sport abbia bisogno di certezze, mi sono messo a disposizione dello sport. Mi piace mantenere ferma la parola data: finchè ci sarà la possibilità per il presidente Malagò sarò fermo, quando non ci sarà più saremo pronti. Dico saremo perchè non sono il solo a pensarla così”. Canoisti forse si nasce, ma di sicuro si diventa: per questo la Fick lavora alacremente per avvicinare ulteriormente i giovani a questa disciplina: “Il futuro si costruisce sempre prima, noi abbiamo sviluppato sul territorio oltre 320 società e più di ventimila tesserati, stiamo cercando con dei progetti mirati di entrare in maniera solida nelle scuole. Stiamo sviluppando tutte le attività, non solo la velocità e lo slalom, ma anche la canoa da mare, la discesa, il turismo. Insomma, la canoa per tutti, perchè sia una strumento di divertimento: oggi contiamo circa 180mila appassionati e dobbiamo essere sempre più attrattivi perchè le nostre coste, laghi e fiumi sono presidiati dalle nostre società – conclude Buonfiglio – e contiamo di essere sempre più presenti per lo sport italiano e per l’immagine del nostro meraviglioso Paese”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

Intesa Qualivita-MICO per formare gli ambasciatori dell’agroalimentare

Intesa Qualivita-MICO per formare gli ambasciatori dell’agroalimentare

ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare il legame tra formazione accademica, tutela delle produzioni certificate e valorizzazione del patrimonio enogastronomico e turistico italiano.
È l’obiettivo della nuova collaborazione istituzionale avviata tra l’Università per stranieri di Perugia, attraverso il corso di laurea “Made in Italy, Cibo e Ospitalità” (MICO) e la Fondazione Qualivita. Il percorso formativo porta alla formazione di una figura professionale altamente qualificata, capace di coniugare la cultura del Made in Italy agroalimentare di qualità con competenze specifiche nei settori dell’ospitalità e del turismo. Nell’ambito del percorso, il contributo di Qualivita riguarderà in particolare i prodotti Dop Igp e il Turismo Dop, avvalendosi della collaborazione dei principali Consorzi di Tutela italiani, tra cui quelli di Mozzarella di Bufala Campana Dop Aceto Balsamico di Modena Igp olio Riviera Ligure Dop Burrata di Andria Igp, Prosciutto di Parma Dop. Il corso di laurea MICO, si pone l’obiettivo di professionisti in grado di promuovere e valorizzare la specificità e l’eccellenza dello stile italiano nel mondo. I laureati di questo corso, saranno dei veri e propri “ambasciatori del Made in Italy”, con un approccio interdisciplinare e sistemico che integra competenze culturali, tecniche, manageriali e scientifiche nei settori del cibo, del turismo e dell’ospitalità.
mgg/mrv

L’Ue sblocca 90 milioni di aiuti italiani alla produzione agricola

L'Ue sblocca 90 milioni di aiuti italiani alla produzione agricola

ROMA (ITALPRESS) – La Commissione europea ha approvato lo schema di aiuti di stato varato dal governo italiano di 90 milioni di euro per promuovere la produzione agricola primaria, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli. Il programma, durerà fino al 31 dicembre 2029 e ha l’obiettivo di riorganizzare le filiere agricole a livello locale per creare migliori relazioni di mercato e vantaggi per il settore agricolo in termini di reddito, resilienza, sostenibilità e innovazione. Nello specifico, il regime consentirà alle aziende situate in un distretto alimentare di identificare le proprie esigenze e di essere supportate sulla base di un ‘contratto di distretto’ con il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste. Gli aiuti saranno in forma di sovvenzioni dirette e servizi agevolati e, secondo le stime Ue, andranno a beneficio di 250-300 beneficiari, il 99% dei quali dovrebbe essere costituito da micro, piccole e medie imprese. Il regime fornirà sostegno agli investimenti, consentendo al contempo ai produttori di partecipare a regimi di qualità, azioni di conoscenza e informazione, servizi di consulenza, nonché misure di cooperazione e promozione. La Commissione, ha ritenuto il regime necessario e appropriato per incoraggiare gli investimenti e le azioni pertinenti a sostegno delle aziende attive nel settore agricolo a livello locale. Si tratta, inoltre – ha spiegato la Commissione – di un regime proporzionato in quanto è limitato al minimo necessario e avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri.
mgg/mrv

Buonfiglio “Pronti per ospitare all’Idroscalo i Mondiali di canoa”

Buonfiglio

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo partiti quattro anni fa a preparare l’evento, con una candidatura che ha battuto rivali formidabili come Parigi, Berlino e Sydney perché quando la federazione canoa approccia un appuntamento cerca di farlo nel migliore dei modi”. L’appuntamento clou per la canoa azzurra in questo 2025 sono i Mondiali all’Idroscalo di Milano, in programma dal 20 al 24 agosto. “Abbiamo ottenuto la condivisione delle istituzioni, del Coni e di Sport e Salute perché siamo convinti che solo con una squadra ben coesa sul territorio si possa fare bella figura – spiega Buonfiglio in un’intervista nella sede romana dell’Italpress – Siamo appena tornati dalle Olimpiadi, dove abbiamo vinto una medaglia d’argento con Tacchini e Casadei, e siamo ripartiti ristrutturando la direzione tecnica con la partecipazione molto più ampia dei tecnici societari. Il nostro obiettivo sono sei finali e tre medaglie”.
(ITALPRESS).
mc/mrv

Marina militare, ammiraglio Credendino “Servono 9 mila uomini in più”

ROMA (ITALPRESS) – L´ammiraglio Enrico Credendino, capo di stato maggiore della Marina militare, dice che mancano novemila uomini per farla funzionare. “Le marine francesi e britannica, simili a noi come numero di navi, hanno 10 mila persone in più. Noi siamo fermi a 30 mila. E questo ha un impatto sulla resilienza degli equipaggi che restano in mare per mesi e sulla vita delle loro famiglie. Anche se tutti tornano entusiasti dalle missioni”, sostiene in un’intervista rilasciata a Repubblica .

E propone: “Sarebbe opportuno aumentare l´organico a 39 mila uomini. So che il ministro Guido Crosetto ci sta lavorando perché è molto sensibile alle esigenze del personale”.

L´Ucraina, i russi, gli Houthi Credendino racconta che in questi tre anni “lo sforzo della Marina è iniziato con invasione dell´Ucraina che ha visto l´aumento della flotta russa nel Mediterraneo: ci sono stati fino a tre sottomarini, di cui uno a propulsione nucleare con missili balistici, in azione contemporaneamente e abbiamo dovuto seguirli. Poi quando gli Houti nell´autunno 2023 hanno cominciato a colpire il traffico mercantile, si è aggiunto l´impegno sotto bandiera Ue nel Mar Rosso: è stata la prima missione combat dalla fine della seconda guerra mondiale. Gli ultimi attacchi sono avvenuti quattro settimane fa: uno sciame formato da droni e da un missile cruise è stato respinto dal cacciatorpediniere Duilio con i suoi missili e da una squadriglia di velivoli americani diretti dalla nostra nave”.

Gli aerei Usa e l´Italia, Credendino racconta che tutto è cominciato diversi mesi fa: “Una formazione di droni si è mossa verso la loro portaerei. Era il periodo dei monsoni, con condizioni meteo terribili, e i radar della loro ammiraglia non riuscivano a seguirli: più a nord c´era il cacciatorpediniere Duilio che aveva una buona visibilità e gli hanno affidato il controllo di una coppia di intercettori, che sotto la guida del Duilio hanno abbattuto tutti i sei ordigni”.

Secondo Credendino le risorse della Marina sono sufficienti “ma per un periodo limitato. Questo sforzo può durare per tre‐quattro anni, non oltre”. Per questo ci vorrebbero i novemila uomini in più. Invece sulle navi “non vedo problemi. È appena entrato in servizio il Trieste, che aumenta sensibilmente le nostre capacità di intervento anfibio. Può trasportare più mezzi, più truppe da sbarco e pure gli aerei F35B: può andare ovunque nel mondo e gestire per sei mesi un´operazione ad alta intensità. Dal 2029‐30 arriveranno pure le navi anfibie più piccole che sostituiranno la classe Santi. Ed è stata decisa la costruzione delle altre fregate Fremm Evo, dei pattugliatori e dei cacciatorpediniere Ddx. Stiamo già lavorando ai progetti della generazione successiva: potrebbe essere dotata di propulsori nucleari, grazie alla tecnologia dei nuovi reattori, sia per i caccia che per i sottomarini”.

Sulla proposta di Trump di ritirare le forze Usa dall´Europa per lasciare la difesa agli europei: “Quando l´amministrazione Obama ha spostato il baricentro nell´Indo‐Pacifico, il Mediterraneo è rimasto senza portaerei Usa: in futuro potrebbe accadere in maniera più strutturata. Per noi un mare insicuro è un mare costoso: la nostra economia dipende dalla capacità di tenere libere le linee di comunicazione navali. Il Mar Rosso lo ha fatto capire: i raid degli Houti hanno dimezzato il transito dei mercantili. Quando le portacontainer fanno il periplo dell´Africa e arrivano a Gibilterra, perché devono entrare nel Mediterraneo? Si rischia che vadano direttamente nei porti del Nord Europa. Gli armatori e i pescatori possono lavorare in sicurezza solo perché li proteggiamo ma proprio la missione Ue e quella internazionale per difendere la libertà di navigazione dagli attacchi degli Houti dimostrano che nessuno può fare da solo: per questo auspico un maggiore impegno dell´Unione europea”.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Intelligence italiana “Nel 2024 il maggior numero di conflitti dalla fine della seconda guerra mondiale”

ROMA (ITALPRESS) – Il quadro securitario mondiale è in costante deterioramento. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza redatto dall’Intelligence italiana. Il 2024 è stato l’anno con “il maggior numero di conflitti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: 56” si legge, a cui si aggiungono “attacchi sempre più forti alle fondamenta delle democrazie liberali”.

Il documento evidenzia le principali direttrici di intervento lungo le quali, nel corso del 2024, gli Organismi Informativi hanno operato a tutela degli interessi nazionali, in aderenza ai principi costituzionali e agli obiettivi indicati dal Governo, e sotto il controllo del Parlamento. Come di consueto, riflette la diversificata gamma di minacce alla sicurezza nazionale che sono state alla prioritaria attenzione dell’Intelligence. Al moltiplicarsi degli scenari di crisi si associa, infatti, una loro sempre più profonda interconnessione. Ne derivano fenomeni di minaccia multiformi, sfide securitarie che attraversano domini e travalicano le tradizionali distinzioni operative. Dal rapporto emerge che la minaccia jihadista è tornata a riaffacciarsi in Europa: la guerra nella Striscia di Gaza ha influito non poco.

“Al Qaida e Daesh hanno sfruttato la crisi mediorientale per ispirare soprattutto i giovani – viene riportato -, in alcuni casi persino in età adolescenziale, già presenti in territorio europeo e spesso privi di legami diretti con le organizzazioni jihadiste, a compiere attacchi. Lo scorso anno sono stati 12 gli attentati, il doppio rispetto all’anno prima”. Gli attacchi sono stati prevalentemente compiuti attraverso l’utilizzo di armi bianche e, in misura minore, di armi da fuoco e ordigni esplosivi, da militanti che avevano in genere meno di trent’anni. Alcuni di loro addirittura minorenni.

E secondo l’Intel “anche l’Italia è nel mirino”: l’Italia, osservano i nostri 007, “continua a costituire oggetto di attenzione da parte della propaganda jihadista, in virtù della sua centralità nel mondo cristiano, l’impegno nella coalizione anti-Daesh (quindi la sua dichiarata posizione filo-israeliana) e la presenza, sul territorio nazionale, di luoghi simbolo della cultura e della storia occidentale”. In questo contesto vengono presi come chiari segnali “’attentato incendiario compiuto nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio 2024 contro il Consolato statunitense di Firenze” ma anche, pur se compiuta all’estero, “l’azione terroristica perpetrata il 28 gennaio 2024 contro la Chiesa cattolica italiana di Santa Maria a Istanbul, che ha causato un morto e un ferito; azione rivendicata dall’articolazione turca di DAESH come risposta alla chiamata della sua leadership a colpire ebrei e cristiani ovunque nel mondo”. I rischi arrivano soprattutto dal web, luogo in cui agisce la propaganda e la radicalizzazione, dove si “incita al compimento di atti violenti anche nel nostro Paese”. Un altro veicolo è la presenza o il passaggio “di cittadini centro-asiatici e nord- caucasici a vario titolo legati all’Isis della provincia di Khorasan”.

Capitolo conflitto russo-ucraino: la Russia, secondo l’Intelligence italiana, ha rafforzato il proprio ruolo di primo piano nelle offensive “ibride” nei confronti di governi che sostengono l’Ucraina.Il Cremlino sta ampliando la portata e il ritmo delle proprie operazioni asimmetriche contro gli Stati occidentali, compresi atti fisici di sabotaggio a siti militari o di aziende interessate al sostegno degli sforzi militari dell’Ucraina, affidandosi anche a persone che non hanno cittadinanza russa così da potere meglio argomentare la propria estraneità alle operazioni. La volontà russa di compiere azioni violente in Europa occidentale sarebbe il segnale di una strategia finalizzata alla manipolazione della percezione di sicurezza delle opinioni pubbliche europee e alla delegittimazione dei Governi schierati a fianco dell’Ucraina. La Comunità intelligence italiana non ha riscontrato casi accertati di azioni di sabotaggio da parte russa nel nostro Paese, né sono stati registrati eventi di natura violenta sul territorio italiano riconducibili a quella matrice”. Nel terzo anno di guerra, le forze di Mosca “hanno assunto l’iniziativa in quasi tutti i settori del fronte, concretizzando progressivi guadagni territoriali sempre più ampli, anche se al prezzo di perdite altissime, calcolate – lo scorso autunno – a oltre un migliaio di uomini, morti o feriti, al giorno”. Kiev di contro deve fare i conti con la propria “incapacità di reclutare e addestrare un numero di truppe sufficienti”, con le “gravi carenze nel munizionamento di artiglieria e di difesa aerea” e con la “debolezza delle linee difensive nel Donbass”.

Le organizzazioni terroristiche internazionali oggi dimostrano oltre una capacità di adattamento anche l’evoluzione nel modo di comunicare e operare. Le attività di propaganda, di reclutamento, di pianificazione ed esecuzione operativa vengono sviluppate in maniera efficace con l’Intelligenza Artificiale che “facilita e velocizza la creazione di messaggi e contenuti persuasivi personalizzati, utili ad attrarre nuovi sostenitori. Si tratta di un’opportunità a basso costo che permette di confezionare e diffondere discorsi d’odio, materiali di disinformazione, ideologie violente e appelli all’azione attraverso immagini, video e audio fake dall’alto livello di realismo. In relazione ai contenuti dottrinali, inoltre, l’IA agevola la creazione di testi meno complessi e maggiormente fruibili da un vasto pubblico, adattando il linguaggio ai target di destinazione”. Un ulteriore utilizzo dell’IA avviene per “il reclutamento in rete” si continua a leggere nel rapporto: “L’IA può infatti essere impiegata per identificare gli individui più vulnerabili alla radicalizzazione, effettuando poi una distribuzione mirata di contenuti e messaggi estremisti”.

Così, di fatto, l’aggressione arriva dalle reti, dall’uso strategico dell’informazione in un contesto geopolitico che vede l’occidente, Italia compresa, sempre più minacciato da un significativo aumento delle offensive cibernetiche portate contro obiettivi nazionali. E il dato che allarma è che i molteplici attori della minaccia appaiono “per capacità tecniche e disponibilità di risorse” verosimilmente “contigui ad apparati governativi stranieri”. Si parla di Advanced Persistent Threat (APT) o State sponsored: “operazioni particolarmente mirate e persistenti, in genere condotte mediante l’impiego di malware all’interno delle reti bersaglio al fine di mantenere attivi i canali impiegati per l’esfiltrazione di informazioni sensibili o confidenziali dalle infrastrutture di Information Technology (IT) del target”, riporta la Relazione annuale 2025 sulla politica dell’informazione per la sicurezza dal quale si deduce che la sicurezza dipenderà sì dalla difesa militare ma non solo: la strategia dovrà includere anche un piano economico e uno tecnologico.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Pordenone Capitale cultura 2027, il sindaco “Felici della vittoria”

Pordenone Capitale cultura 2027, il sindaco

PORDENONE (ITALPRESS) – “È un riconoscimento importante per un pezzo d’Italia che non è abituato ad avere addosso i riflettori e non entra di solito nell’immaginario collettivo nazionale. Questa volta ci siamo entrati”, dopo la proclamazione di Pordenone come Capitale italiana della Cultura 2027, queste le parole del suo sindaco, Alberto Parigi. “Ci consente di far vedere il nostro volto con una vitalità fuori dall’ordinario fondata anche sull’anti-convenzionalità. Uniamo impresa, cultura e lavoro. Questo è stato compreso. Siamo felici della vittoria”.

xl5/tvi/mca2