ROMA (ITALPRESS) – “La strada per la pace è la forza. La debolezza genera altra guerra. Sosterremo l’Ucraina, intraprendendo allo stesso tempo un aumento della difesa europea”. Così su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annunciando di stare andando a Londra “per evidenziare il continuo sostegno dell’Europa all’Ucraina che può portare a una pace giusta e duratura in Ucraina”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
Ursula von der Leyen “La via per pace è la forza, l’Ue sostiene Kiev”
Nba, Warriors sconfitti a sorpresa dai Philadelphia 76ers
ROMA (ITALPRESS) – Sconfitta a sorpresa per Golden State Warriors nella notte italiana dell’Nba. La vittoria va ai Philadelphia 76ers per 126 a 119 che arrivavano da ben nove sconfitte di fila. Il neo arrivato Quentin Grimes mette a referto ben 44 punti. Dall’altra parte 29 punti e 13 assist per Steph Curry.
Bella vittoria per Milwaukee Bucks che passano in casa dei Dallas Mavericks per 132 a 117; successo firmato da Giannis Antetokounmpo (29 punti, 9 rimbalzi e 9 assist) e Damian Lillard (28 punti e 6 assist). Per Dallas la sicurezza porta sempre il nome di Kyrie Irving che segna 31 punti.
Washington Wizards fa sua la sfida tra le ultime a Est con
Charlotte Hornets per 113-100.
Vittoria per Detroit Pistons su Brooklyn Nets per 115 a 94: Cade Cunningham mette a referto 15 punti con 9 assist e 7 rimbalzi.
Vittoria all’ultimos econdo per i San Antonio Spurs in casa dei
Memphis Grizzlies (130-128): opera di DèAaron Fox (20 punti e 7 assist) che regalare la vittoria in trasferta ai suoi. Ai padroni di casa non basta Jaren Jackson Jr, miglior realizzatore con 42 punti.
Altra vittoria esterna per Sacramento Kings contro Houston Rockets per 113 a 103 trascinagi da DeMar DeRozan (21 punti e 6 assist) e Zach LaVine (20 punti e 6 rimbalzi). Per Houston
doppia doppia da 30 punti e 10 rimbalzi.
– Foto: Ipa Agency –
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Starmer “Francia e Gran Bretagna lavorano a piano di pace per l’Ucraina”
ROMA (ITALPRESS) – La Gran Bretagna e la Francia stanno collaborando per mettere a punto un piano per la fine dei combattimenti in Ucraina. Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico Keir Starmer.
“Il Regno Unito, insieme alla Francia e forse a uno o due altri, collaboreranno con l’Ucraina per un piano per porre fine ai combattimenti, e poi ne discuteremo con gli Stati Uniti”, ha spiegato Starmer.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
Starmer “Francia e Gran Bretagna lavorano a piano di pace per l’Ucraina”
ROMA (ITALPRESS) – La Gran Bretagna e la Francia stanno collaborando per mettere a punto un piano per la fine dei combattimenti in Ucraina. Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico Keir Starmer.
“Il Regno Unito, insieme alla Francia e forse a uno o due altri, collaboreranno con l’Ucraina per un piano per porre fine ai combattimenti, e poi ne discuteremo con gli Stati Uniti”, ha spiegato Starmer.
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Gentiloni “L’eclissi dell’Occidente in diretta, Meloni scelga”
ROMA (ITALPRESS) – “Adesso tocca a noi, oggi è naturale che prevalga un sentimento di angoscia. E’ stato uno spettacolo tragico: non so se sia stata una trappola orchestrata in cui Zelensky è caduto, o se sia venuta così, ma certo è qualcosa di mai visto. Abbiamo assistito all’eclissi dell’Occidente in diretta tv”. Così, in una intervista a la Stampa, in merito allo scontro alla Casa Bianca, l’ex commissario Ue, Paolo Gentiloni, secondo cui “Trump si è comportato come se la differenza tra chi ha invaso e chi si difende gli fosse indifferente. Anzi, definendo Zelensky dittatore e dicendo che ha già perso una guerra che invece è in uno stallo terribile e sanguinoso, avalla le opinioni di Putin. Già solo questo è enorme”.
Il taglio degli aiuti militari all’Ucraina “sarebbe gravissimo, ma lo considero improbabile. Ora si tratta di lavorare a ricostruire quel che è possibile del rapporto tra Trump e Zelensky. Molto dobbiamo fare noi europei. L’Ucraina non è sola”. “E’ giusto – sottolinea Gentiloni – restare aggrappati alla relazione transatlantica, e hanno fatto bene Macron e Starmer nei giorni scorsi a cercare di tenere in vita quel che si può. Hanno fatto questo tentativo senza sacrificare l’Ucraina. Lo stesso dovrebbe fare chi immaginasse un ruolo simile da pontiere per il governo italiano, che però non mi pare scontato. Perchè la coalizione di governo ha posizioni diverse”. Per quanto riguarda la premier Giorgia Meloni, “cerca di essere in sintonia con l’estrema destra americana sui temi identitari e ideologici, senza rompere con gli europei sulle questioni economiche e di geopolitica. Ma, con l’accentuarsi delle divisioni, stare in questi due binari diventa impraticabile”. Pertanto, anche la Presidente del Consiglio dovrà scegliere, “per forza, difficile per l’Italia sottrarsi”. Sul tema della difesa comune, secondo Gentiloni, “non basta qualche decimale in più di spesa in ordine sparso: serve un finanziamento comune che superi le resistenze a produrre in Europa e ad acquistare sistemi di difesa europei”. Poi, osserva: “Siamo affezionati alle nostre democrazie, al nostro welfare, ai diritti civili, alla pace. Questi valori vanno difesi perchè sono minacciati in un mondo abitato da tensioni e da autocrazie: l’Europa non può restare l’unica erbivora in un mondo di carnivori. Ho il massimo rispetto per le posizioni pacifiste o addirittura di disarmo: ma tra chi ha responsabilità di governo nessuno in Europa si sta sottraendo, tranne Orban. E riguardo l’ipotesi di truppe di pace europee in Ucraina, è difficile discuterne in astratto. E non è utile dividersi tra chi è a favore e chi è contrario a qualcosa di cui non si conoscono i contorni”. Ed in merito ai dazi, dice: “L’Europa non ha nulla da temere, se non le proprie divisioni. Lavoriamo per evitare una guerra commerciale: ma se Trump la inaugura, non siamo più deboli degli americani. Penso che il momento dovrebbe spingerci nella direzione esattamente opposta a quella dei rapporti bilaterali: a cercare la forza e l’unità dell’Europa”.
– foto Ipa agency –
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Gentiloni “L’eclissi dell’Occidente in diretta, Meloni scelga”
ROMA (ITALPRESS) – “Adesso tocca a noi, oggi è naturale che prevalga un sentimento di angoscia. E’ stato uno spettacolo tragico: non so se sia stata una trappola orchestrata in cui Zelensky è caduto, o se sia venuta così, ma certo è qualcosa di mai visto. Abbiamo assistito all’eclissi dell’Occidente in diretta tv”. Così, in una intervista a la Stampa, in merito allo scontro alla Casa Bianca, l’ex commissario Ue, Paolo Gentiloni, secondo cui “Trump si è comportato come se la differenza tra chi ha invaso e chi si difende gli fosse indifferente. Anzi, definendo Zelensky dittatore e dicendo che ha già perso una guerra che invece è in uno stallo terribile e sanguinoso, avalla le opinioni di Putin. Già solo questo è enorme”.
Il taglio degli aiuti militari all’Ucraina “sarebbe gravissimo, ma lo considero improbabile. Ora si tratta di lavorare a ricostruire quel che è possibile del rapporto tra Trump e Zelensky. Molto dobbiamo fare noi europei. L’Ucraina non è sola”. “E’ giusto – sottolinea Gentiloni – restare aggrappati alla relazione transatlantica, e hanno fatto bene Macron e Starmer nei giorni scorsi a cercare di tenere in vita quel che si può. Hanno fatto questo tentativo senza sacrificare l’Ucraina. Lo stesso dovrebbe fare chi immaginasse un ruolo simile da pontiere per il governo italiano, che però non mi pare scontato. Perchè la coalizione di governo ha posizioni diverse”. Per quanto riguarda la premier Giorgia Meloni, “cerca di essere in sintonia con l’estrema destra americana sui temi identitari e ideologici, senza rompere con gli europei sulle questioni economiche e di geopolitica. Ma, con l’accentuarsi delle divisioni, stare in questi due binari diventa impraticabile”. Pertanto, anche la Presidente del Consiglio dovrà scegliere, “per forza, difficile per l’Italia sottrarsi”. Sul tema della difesa comune, secondo Gentiloni, “non basta qualche decimale in più di spesa in ordine sparso: serve un finanziamento comune che superi le resistenze a produrre in Europa e ad acquistare sistemi di difesa europei”. Poi, osserva: “Siamo affezionati alle nostre democrazie, al nostro welfare, ai diritti civili, alla pace. Questi valori vanno difesi perchè sono minacciati in un mondo abitato da tensioni e da autocrazie: l’Europa non può restare l’unica erbivora in un mondo di carnivori. Ho il massimo rispetto per le posizioni pacifiste o addirittura di disarmo: ma tra chi ha responsabilità di governo nessuno in Europa si sta sottraendo, tranne Orban. E riguardo l’ipotesi di truppe di pace europee in Ucraina, è difficile discuterne in astratto. E non è utile dividersi tra chi è a favore e chi è contrario a qualcosa di cui non si conoscono i contorni”. Ed in merito ai dazi, dice: “L’Europa non ha nulla da temere, se non le proprie divisioni. Lavoriamo per evitare una guerra commerciale: ma se Trump la inaugura, non siamo più deboli degli americani. Penso che il momento dovrebbe spingerci nella direzione esattamente opposta a quella dei rapporti bilaterali: a cercare la forza e l’unità dell’Europa”.
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Marc Marquez trionfa nella prima sfida della MotoGp in Thailandia
BURIRAM (THAILANDIA) – Stesso podio e stesse posizioni della Sprint. Marc Marquez, in sella alla Ducati Lenovo, vince il Gran Premio della Thailandia, disputato sul circuito di Chang. Secondo posto per Alex Marquez (Ducati Gresini): per la prima volta nella storia in top class due fratelli occupano le prime due posizioni di un gran premio. Terzo, invece, Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo). Non è stata una gara semplice per Marc Marquez, alle prese con un problema di pressione della gomma anteriore, probabilmente troppo bassa. Per evitare la penalità, dunque, l’otto volte iridato si è accodato volontariamente al fratello Alex per cercare di rimettere in temperatura lo pneumatico. A quattro giri dal termine lo spagnolo è poi ritornato in testa e ha trionfato con margine. Franco Morbidelli (Ducati Pertamina) e il rookie Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) sono rispettivamente quarto e quinto. Nell’ordine, completano la top ten Marco Bezzecchi, Johann Zarco, Brad Binder, Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio. Sono caduti Acosta e Mir.
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Tajani “Se l’Occidente si divide a vincere sono solo le autocrazie”
ROMA (ITALPRESS) – “Se l’Occidente si divide vincono le autocrazie”. Così, in una intervista al Messaggero, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, evidenziando che “i nostri valori sono comuni: libertà, pace, democrazia. Non si cancellano con un contrasto diplomatico”. E spiega: “Una divisione tra l’Europa e gli Stati Uniti significherebbe il tramonto dell’Occidente, che porterebbe alla vittoria di autocrazie, populismi e radicalismi. Questa vittoria sarebbe un danno gravissimo non soltanto per l’Occidente ma per tutto il mondo”.
Alla luce dello scontro tra Trump e Zelensky, aggiunge, “l’Italia chiede un vertice tra l’Europa e gli Stati Uniti. In questa fase storica, non è in gioco soltanto una questione politica. E’ in ballo l’unità dell’Occidente e il ruolo dell’Occidente nel mondo, per difendere i suoi valori fondanti. Quei principi di libertà, centralità della persona, difesa dello Stato di diritto, libero mercato, tutela della pace e della democrazia a proposito dei quali non potrà e non dovrà mai esserci spaccatura tra l’Europa e gli Stati Uniti che sono due facce della stessa medaglia”. “Io credo – osserva – che l’Occidente abbia tutte le potenzialità giuste per contare e una storia che è la sua forza ed è declinabile al futuro. Ma occorre stare insieme. Una divisione tra l’Europa e gli Stati Uniti significherebbe il tramonto dell’Occidente, che porterebbe alla vittoria di autocrazie, populismi e radicalismi. Questa vittoria sarebbe un danno gravissimo non soltanto per l’Occidente ma per tutto il mondo. L’Occidente ha vinto quando hanno vinto i suoi valori contro il nazismo e il comunismo che sono proprio la negazione dei valori occidentali”. “Ricordiamoci che gli americani sono quelli che ci hanno permesso di liberarci dai totalitarismi del ‘900, a prezzo di sacrifici enormi – ricorda Tajani -. Non dobbiamo dimenticare che, tra i tanti caduti dell’esercito alleato, c’erano tanti italo-americani e tanti europei. E’ impensabile i mettere in discussione il rapporto transatlantico perchè a Washington c’è un governo che non piace a tutti. L’Europa è un’identità che va ben oltre le questioni politiche. E quindi anche le scelte contingenti devono essere finalizzate a garantire l’unità dell’Occidente. L’Alleanza Atlantica non è soltanto un’alleanza militare, è molto di più. E’ una scelta, allo stesso tempo, ideale e strategica”. “Anche quando ci sono delle discussioni – prosegue il ministro degli Esteri -, dobbiamo tutti lavorare sapendo che c’è un patrimonio culturale e valoriale che è comune da sempre, da Tocqueville in poi. C’è un filo ideale che collega la democrazia di Atene a George Washington. D’altronde era stato Cristoforo Colombo a far da ponte tra i continenti. Condividiamo con l’America lingua e religione. Anche loro hanno un’identità giudaico-cristiana. Proprio come la nostra Europa che ora più che mai è il luogo della modernità e della libertà. Voglio dire, parlando di storia, che il vincolo spirituale euro-atlantico non può essere eliminato dal contrasto in un colloquio diplomatico o da dichiarazioni conflittuali. La diplomazia ha bisogno di tempo per risolvere i problemi ma sono sicuro che l’Occidente sarà unito anche per la trattativa di pace nell’Ucraina”.
In merito al summit di oggi a Londra, “in questo vertice, l’Italia farà sentire la sua voce per portare tutti al tavolo della pace – dichiara -. E tutti significa Europa, Stati Uniti, Ucraina e Russia”. “Noi, davanti a tutti, non dobbiamo avere paura di essere ciò che siamo – aggiunge -. Dobbiamo comportarci secondo la nostra bussola e tenendo sempre aperta la nostra scatola dei valori. Questo è il modo migliore per farci rispettare nel mondo. L’Europa e l’Occidente in generale significano apertura, curiosità, progresso. Pensiamo ai grandi viaggiatori come Marco Polo e Matteo Ricci, come Amerigo Vespucci e Vasco de Gama, come i naviganti delle Repubbliche marinare e si potrebbe continuare all’infinito con gli esempi. Avevano tutti una visione aperta della loro identità, volevano conoscere e farsi conoscere, crescere e far crescere. Potrei parlare anche dei grandi mercanti veneziani, inventori delle moderne assicurazioni. Ecco, la modernità è ciò che contraddistingue l’Europa e l’Occidente”. “Non dobbiamo assolutamente vivere con timore la nostra identità – prosegue Tajani -. Ma esercitarla nei fatti. Difendendo il nostro modello, difendiamo anche gli interessi dell’Italia, che è un Paese commerciale e aperto per vocazione. Così dev’essere tutta l’Europa. Il nostro esempio chi è? E’ Ulisse, un grande viaggiatore che poi ritorna sempre alla sua dimora, dove ci sono la moglie, il figlio e il cane Argo. C’è la sua famiglia e la sua patria. Questa è l’Europa, questo è l’Occidente. Bisogna farlo capire, perchè noi troppo spesso non parliamo dei valori che ci rappresentano”. Alla domanda se gli americani non stanno mollando l’Europa, risponde: “Credo che questo non potrà mai accadere. Anche perchè la nostra sicurezza e stabilità geopolitica dipendono da questo rapporto indissolubile tra i nostri due continenti”. “La Germania di Merz – dice – si ispira a quel popolarismo europeo di Adenauer, De Gasperi e Schuman che ha dato vita all’Europa del secondo dopoguerra. E voglio ricordare che, nei rapporti tra la Germania e l’Italia, le relazioni tra i partiti del Ppe sono state fondamentali. Lo saranno ancora grazie ai legami tra Forza Italia e Cdu-Csu”.
“Putin – ricorda Tajani – si era avvicinato alla Nato e all’Occidente con l’accordo di Pratica di Mare, propiziato da Berlusconi. Poi il presidente russo ha scelto di allontanarsi, spinto da sue strategie geo-politiche. Non mi sento di fare grandi rimproveri all’Occidente, per quanto riguarda il rapporto con la Russia. Ora guardiamo avanti, e lavoriamo tutti per la pace giusta che non può significare la sconfitta dell’Ucraina. Guardi, le dico un’ultima cosa: la speranza fa parte dell’identità occidentale”. “La speranza deve darci la forza di fare scelte coraggiose e di non rinchiuderci in una sindrome d’impotenza che non può minimamente appartenerci”, conclude il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
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In Thailandia Gonzalez vince in Moto2, out Vietti
BURIRAM (THAILANDIA) – In Moto2 Manuel Gonzalez (Kalex) vince il Gran Premio della Thailandia, portandosi così a casa i primi 25 punti stagionali. Sul circuito di Chang, per lo spagnolo è arrivato il secondo trionfo in carriera nella categoria, a seguito di una gara condotta praticamente sempre in solitaria. Secondo posto per Aron Canet (2″600), il suo ventesimo nella classe intermedia. Gradino più basso del podio, invece, per l’australiano Senna Agius (Kalex, +6″491), protagonista di un avvincente duello nel finale col brasiliano Moreira. Nel corso della gara, Agius è stato anche penalizzato con un long lap penalty, a seguito di un sorpasso troppo aggressivo su Celestino Vietti che ne ha provocato la caduta. Diogo Moreira (6″742) e Marcos Ramirez (9″561) sono rispettivamente quarto e quinto. Nell’ordine, completano la top ten Barry Baltus, Jake Dixon, Daniel Holgado, Filip Salac e Alonso Lopez. Tredicesimo posto in rimonta, invece, per Tony Arbolino.
– Foto: Ipa Agency –
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