WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Stiamo lavorando molto duramente per porre fine a questa guerra. Penso che abbiamo fatto molti progressi. Penso che le cose si stiano muovendo piuttosto rapidamente”. Così il presidente Donald Trump nel corso della conferenza congiunta alla Casa Bianca con il primo ministro britannico Keir Starmer. Per l’occasione Trump ha anche ribadito di aver avuto numerose telefonate con il presidente Putin, dicendo di essere fiducioso che il conflitto in Ucraina possa finire presto.
xp6/mgg/gsl
Ucraina, Trump “Fatti progressi per porre fine alla guerra”
Intelligenza Artificiale, per l’Europa un ritardo da colmare
MILANO (ITALPRESS) – Negli investimenti sull’intelligenza artificiale l’Europa è molto indietro rispetto a Stati Uniti e Cina, e rischia di essere sorpassata anche da altre aree del mondo, come gli Stati arabi. Ne ha parlato Francesco Di Costanzo, fondatore e presidente dell’associazione PA Social e della Fondazione Italia Digitale, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
gsl/sat/gtr
America Week – Episodio 8
NEW YORK (ITALPRESS) – Trump porta avanti la sua agenda con un’efficienza spietata. Per i suoi sostenitori dimostra determinazione nel rispettare le promesse; per gli oppositori solo forza distruttiva che dovrebbe far impallidire anche coloro che lo hanno votato. Trump cavalca una presidenza che appare sempre più “imperiale”, con due campi principali d’azione dai segnali più preoccupanti: l’abbandono dell’Ucraina e, sul fronte interno, la demolizione delle agenzie federali eseguita da Elon Musk.
Sull’Ucraina Trump ha ribaltato tutto, definendo Zelensky il dittatore responsabile della guerra invece che Putin. Zelensky mentre parliamo è in volo verso Washington per firmare alla Casa Bianca un accordo sulle terre rare con Trump. Ma più che un’intesa tra i leader di due paesi alleati, questa ormai appare come un’estorsione in pieno stile mafioso, con una differenza: almeno un boss assicura protezione in cambio del pizzo. Don Donald, invece, vuole le materie prime ucraine senza offrire alcuna garanzia di sicurezza in cambio. L’intesa dovrebbe concedere infatti alle aziende americane il controllo sulle risorse strategiche ucraine, come litio e titanio, mentre Trump rifiuta di impegnare gli USA in un accordo di sicurezza che possa realmente proteggere Kyiv.
Zelensky non ha scelta: questa firma richiesta da Don Donald è come accettare un affare “che non si può rifiutare”.
Ancora più scioccante per il mondo intero, quando alle Nazioni Unite questa settimana gli Stati Uniti hanno rifiutato di condannare l’invasione russa dell’Ucraina. Washington all’Assemblea Generale si è dissociata dalla risoluzione degli alleati e ha votato insieme a Russia, Bielorussia e Corea del Nord. Poi al Consiglio di Sicurezza, ecco approvata una risoluzione americana “per la pace” che assolve la Russia: Francia e Regno Unito non hanno avuto il coraggio di porre il veto, ma insieme agli altri paesi europei del Consiglio hanno mostrato il dissenso astenendosi. Il francese Macron e il britannico Starmer vanno alla Casa Bianca e implorano Trump che non si può correre il rischio di una pace che premia la Russia. Trump fa finta di nulla e semmai sfodera la sua arma preferita: le tariffe. Ha confermato che il 4 marzo partiranno quelle del 25% per Messico e Canada e un 10% in più per la Cina. All’Europa unita, accusata da Trump di essersi formata “per fregare gli Stati Uniti”, dazi al 25% senza eccezioni. Col Regno Unito, Trump – almeno in pubblico – usa i guanti e ricevendo il premier Keir Starmer alla Casa Bianca, parla di accordi commerciali molto proficui per entrambi. E quindi eccoci alla questione del DOGE di Elon Musk, con l’aggressione senza precedenti contro lo Stato federale. Trump ha dato al Dipartimento per l’Efficienza Governativa il via libera per demolire le agenzie ritenute “inutili”. Musk ha annunciato che con Doge punta a ridurre il debito pubblico di 3 mila miliardi di dollari entro settembre 2025, cioè deve tagliare 10 miliardi di dollari al giorno. Musk ha sottolineato l’urgenza di queste misure, dichiarando che la nazione rischia la bancarotta. I ministri di Trump lo ascoltavano prima impietriti, poi applaudendo al segnale del presidente che annuncia ai giornalisti in sala che tutti, nel suo governo, amano il lavoro che Musk sta facendo.
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A gennaio avanzo commerciale extra Ue in forte calo
A gennaio l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una riduzione congiunturale per le esportazioni (-1,0%) e un aumento per le importazioni (+3,6%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di energia (-9,4%), beni di consumo durevoli (-4,4%) e non durevoli (-4,0%); crescono, invece, le vendite di beni intermedi (+1,8%) e beni strumentali (+1,3%). Dal lato dell’import, l’incremento congiunturale è spiegato dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+12,7%), beni intermedi (+7,6%) e beni di consumo durevoli (+7,0%) mentre si riducono le importazioni di energia (-4,7%) e beni strumentali (-1,9%). A gennaio l’export cresce su base annua del 2,7% (era +4,2% a dicembre 2024): a sostenere la crescita sono le maggiori vendite di beni intermedi (+9,2%) e beni di consumo non durevoli (+3,3%). L’import registra un forte incremento tendenziale (+17,9%), generalizzato e più ampio per beni di consumo durevoli (+42,9%) e non durevoli (+27,1%) e beni intermedi (+27,0%).L’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +252 milioni (+3.031 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico (-4.577 milioni) è di poco superiore rispetto a un anno prima (-4.410 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si riduce da 7.441 milioni di gennaio 2024 a 4.829 milioni di gennaio 2025.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
Bosch, a Torino percorso di formazione in carcere “Ricomincio da me”
TORINO (ITALPRESS) – Un percorso di formazione all’interno della casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino per favorire la crescita personale e professionale dei detenuti e facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro e, in particolare, nel settore della climatizzazione residenziale. Questo l’obiettivo della terza edizione di “Ricomincio da me”. Il progetto è stato ideato dalla Corporate Academy Bosch TEC, in collaborazione con Seconda Chance, un’associazione del Terzo Settore impegnata, con il supporto del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel reinserimento sociale dei detenuti. Partner dell’iniziativa sono Gi Group, e LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners. Quattordici detenuti del carcere di Torino hanno avuto così la possibilità di seguire un corso di formazione della durata di 82 ore per acquisire non solo nozioni tecniche, ma anche soft skills utili per la propria crescita personale. Nelle prossime settimane, i partecipanti verranno inoltre coinvolti in una sessione orientamento al lavoro a cura di Gi Group che permetterà loro di apprendere come scrivere un curriculum vitae efficace e sperimentarsi in un colloquio di lavoro. Il progetto “Ricomincio da me” vuole restituire fiducia e motivazione a coloro che non sono inseriti nella società educativa, formativa e produttiva, fornendo gli strumenti utili per acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro, per costruire un nuovo futuro ricominciando da se stessi.
(ITALPRESS).
-Foto: ufficio stampa Bosch-
Di Costanzo “Su digitale e IA investire nella conoscenza”
ROMA (ITALPRESS) – Sul tema dell’intelligenza artificiale “non voglio dire che siamo fermi, ma quasi. L’Europa è molto indietro, dobbiamo recuperare terreno”, il rischio è che “altre aree del mondo, come gli Stati arabi ed altri, che invece fanno tanti investimenti, ci possono sorpassare”. Lo ha detto Francesco Di Costanzo, fondatore e presidente di PA Social – Associazione nazionale per la comunicazione e informazione digitale – e della Fondazione Italia Digitale, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Più che una corsa, è una rincorsa perchè dobbiamo recuperare terreno rispetto a quegli Stati che stanno guidando sul tema dell’intelligenza artificiale: parlo ovviamente degli Stati Uniti, da dove noi prendiamo la maggioranza degli strumenti, delle piattaforme, della tecnologia e anche dell’innovazione. In seconda posizione c’è la Cina che sta investendo tantissimo e sta recuperando terreno. L’Europa invece si colloca in una posizione di rincorsa”, spiega. Le regole europee “vanno benissimo, però devono essere accompagnate da una politica industriale e da investimenti importanti su ricerca e sviluppo di tecnologia”, sottolinea Di Costanzo.
“L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale sono strumenti nè buoni, nè scorretti – prosegue -: la differenza la fa la qualità dell’utilizzo. E’ fondamentale che, anche a livello di governo e di enti locali, ci sia un grande piano di cultura digitale a livello nazionale ed europeo”.
Sulla svolta digitale “siamo molto più avanti di quello che si racconta: l’Italia è ricca di buone pratiche di settore, con tanti professionisti che da Nord a Sud fanno un lavoro straordinario nel mettere a disposizione servizi di formazione, comunicazione, dialogo e interazione con i cittadini. I professionisti ci sono, forse dobbiamo aiutarli un pò di più” riconoscendo “professionalità, nuovi modelli organizzativi del lavoro, anche con un grande investimento culturale di conoscenza”, aggiunge Di Costanzo.
“Con Fondazione Italia Digitale abbiamo proposto di inserire l’educazione al digitale in Costituzione, come è successo per l’ambiente e per lo sport. Sul tema dell’intelligenza artificiale ci sono un pò di resistenze anche da parte del mondo dell’istruzione, ma credo che certe rivoluzioni non le fermi: vanno governate e affrontate, anche con tanta conoscenza. Cosa ci aspettiamo per il futuro? E’ difficile dare una risposta, è un’evoluzione continua: credo che nel prossimo decennio avremo un forte ingresso dell’intelligenza artificiale anche sulle piattaforme social”.
Dal 2015 “ogni anno lavoriamo sulla divulgazione, sulla formazione e sulla ricerca, abbiamo anche un osservatorio dedicato, e portiamo avanti una battaglia che definirei politica, che è quella del riconoscimento professionale di tutti quelli che si occupano di comunicazione digitale: ci sono tante professionalità che oggi nel nostro ordinamento non sono riconosciute. Spero che nel lavoro attuale del governo sulla semplificazione della Pubblica Amministrazione si riesca finalmente ad arrivare a qualcosa di concreto”.
Nel 2025 “nell’ottica anche del festeggiamento del nostro decennale, l’obiettivo è soprattutto confrontarci sulle tendenze attuali e su quelle che arriveranno i prossimi anni, per poter permettere alle Pubbliche amministrazioni di rispondere ai cittadini”. Quest’anno “stiamo mettendo in campo tantissime iniziative: torneremo col Festival Digitale Popolare a ottobre a Torino, ci sono tante tappe del nostro tour del decennale: le prossime saranno a Perugia, a Napoli e a Cagliari, ma siamo stati recentemente a Roma, a L’Aquila e a Torino”, sottolinea Di Costanzo.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Di Costanzo “Su digitale e IA investire nella conoscenza”
ROMA (ITALPRESS) – Sul tema dell’intelligenza artificiale “non voglio dire che siamo fermi, ma quasi. L’Europa è molto indietro, dobbiamo recuperare terreno”, il rischio è che “altre aree del mondo, come gli Stati arabi ed altri, che invece fanno tanti investimenti, ci possono sorpassare”. Lo ha detto Francesco Di Costanzo, fondatore e presidente di PA Social – Associazione nazionale per la comunicazione e informazione digitale – e della Fondazione Italia Digitale, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Più che una corsa, è una rincorsa perchè dobbiamo recuperare terreno rispetto a quegli Stati che stanno guidando sul tema dell’intelligenza artificiale: parlo ovviamente degli Stati Uniti, da dove noi prendiamo la maggioranza degli strumenti, delle piattaforme, della tecnologia e anche dell’innovazione. In seconda posizione c’è la Cina che sta investendo tantissimo e sta recuperando terreno. L’Europa invece si colloca in una posizione di rincorsa”, spiega. Le regole europee “vanno benissimo, però devono essere accompagnate da una politica industriale e da investimenti importanti su ricerca e sviluppo di tecnologia”, sottolinea Di Costanzo.
“L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale sono strumenti nè buoni, nè scorretti – prosegue -: la differenza la fa la qualità dell’utilizzo. E’ fondamentale che, anche a livello di governo e di enti locali, ci sia un grande piano di cultura digitale a livello nazionale ed europeo”.
Sulla svolta digitale “siamo molto più avanti di quello che si racconta: l’Italia è ricca di buone pratiche di settore, con tanti professionisti che da Nord a Sud fanno un lavoro straordinario nel mettere a disposizione servizi di formazione, comunicazione, dialogo e interazione con i cittadini. I professionisti ci sono, forse dobbiamo aiutarli un pò di più” riconoscendo “professionalità, nuovi modelli organizzativi del lavoro, anche con un grande investimento culturale di conoscenza”, aggiunge Di Costanzo.
“Con Fondazione Italia Digitale abbiamo proposto di inserire l’educazione al digitale in Costituzione, come è successo per l’ambiente e per lo sport. Sul tema dell’intelligenza artificiale ci sono un pò di resistenze anche da parte del mondo dell’istruzione, ma credo che certe rivoluzioni non le fermi: vanno governate e affrontate, anche con tanta conoscenza. Cosa ci aspettiamo per il futuro? E’ difficile dare una risposta, è un’evoluzione continua: credo che nel prossimo decennio avremo un forte ingresso dell’intelligenza artificiale anche sulle piattaforme social”.
Dal 2015 “ogni anno lavoriamo sulla divulgazione, sulla formazione e sulla ricerca, abbiamo anche un osservatorio dedicato, e portiamo avanti una battaglia che definirei politica, che è quella del riconoscimento professionale di tutti quelli che si occupano di comunicazione digitale: ci sono tante professionalità che oggi nel nostro ordinamento non sono riconosciute. Spero che nel lavoro attuale del governo sulla semplificazione della Pubblica Amministrazione si riesca finalmente ad arrivare a qualcosa di concreto”.
Nel 2025 “nell’ottica anche del festeggiamento del nostro decennale, l’obiettivo è soprattutto confrontarci sulle tendenze attuali e su quelle che arriveranno i prossimi anni, per poter permettere alle Pubbliche amministrazioni di rispondere ai cittadini”. Quest’anno “stiamo mettendo in campo tantissime iniziative: torneremo col Festival Digitale Popolare a ottobre a Torino, ci sono tante tappe del nostro tour del decennale: le prossime saranno a Perugia, a Napoli e a Cagliari, ma siamo stati recentemente a Roma, a L’Aquila e a Torino”, sottolinea Di Costanzo.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Usa, Borg “Trump sta facendo quello che ha promesso”
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il vice primo ministro e ministro degli Affari esteri maltese, Ian Borg, parlando alla televisione nazionale ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta facendo ciò che aveva detto in campagna elettorale. “A livello nazionale ha bisogno di sostegno per questa politica, ora dobbiamo vedere come reagiremo. Ancora una volta vediamo 27 opinioni diverse”. Alla domanda sulla posizione di Trump sulla guerra in Ucraina e sulle pretese di poter mediare un accordo con il presidente russo Vladimir Putin, Borg si è mostrato cauto ma chiaro nelle sue aspettative. “Voglio ancora comprendere appieno la strategia del governo americano. Credo che gli Stati Uniti abbiano le nostre stesse priorità, che qualsiasi accordo debba riflettere il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e chiedere conto ai responsabili di questa guerra”. Borg ha sottolineato che qualsiasi soluzione deve andare oltre gli accordi a breve termine e sottolineato l’importanza di un processo di pace che non sia solo rapido, ma anche giusto e sostenibile. “Sosteniamo tutti gli sforzi per fermare i combattimenti e raggiungere la pace, ma deve essere una pace giusta, fondata sui diritti e sul diritto internazionale. Altrimenti rischiamo di firmare un accordo oggi solo per ritrovarci domani ad affrontare un altro conflitto in Ucraina, Moldavia, Georgia o altri paesi vulnerabili”. Borg ha riconosciuto le divisioni interne dell’UE, in particolare nella politica estera. Sebbene c’e un ampio accordo sull’Ucraina, ha osservato che quando la discussione si sposta sul Medio Oriente le posizioni sono profondamente divise. “Siamo orgogliosi di avere 27 Stati sovrani con le proprie politiche estere, ma andando avanti dobbiamo decidere: vogliamo più Europa? Se è così, i Paesi dovranno fare alcune concessioni. Dubito che Malta sia tra coloro che sono desiderosi di mettere da parte i propri interessi nazionali a favore di una posizione europea più ampia. Abbiamo anche posizioni chiare. Oggi voteremo senza dubbio a favore dell’Ucraina e i responsabili di questa guerra sanno cosa ci si aspetta da loro”. Tuttavia, ha sottolineato, ciò non significa perseguire un approccio rigido a scapito dei negoziati. “Non possiamo essere testardi e scartare le opportunità di accordi, a differenza di alcuni colleghi che spingono fortemente in questa direzione”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto: ufficio stampa Dipartimento dell’Informazione di Malta-
Incontro Aran-sindacati, Anief chiede di valorizzare comparto scuola
ROMA (ITALPRESS) – Con la prima riunione all’Aran è partita la trattativa con i sindacati per il rinnovo del contratto scuola per il triennio 2022-24. Anief ha esortato il governo a colmare il gap tra il personale del comparto istruzione e ricerca e quello delle altre amministrazioni.
mgg/fsc/gsl
Milano, Sala “Su prolungamento M5 chiesto incontro con Salvini”
MILANO (ITALPRESS) – “L’incontro con i sindaci sulla M5 è andato molto bene nel senso che siamo tutti d’accordo. E’ chiaro che mancano dei fondi, ma la conclusione è stata di condividere la prosecuzione del progetto, ormai non ci sono più dubbi sulle fermate e sul tracciato. Manderemo rapidamente una lettera firmata da noi e dal presidente Fontana al ministro Salvini per chiedere un incontro e rappresentargli la situazione perché a questo punto i tempi sono stretti. Per potere partire e non perdere i fondi già assegnati bisogna entro giugno risolvere la questione”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala al termine dell’incontro con i Sindaci per il prolungamento della M5 fino a Monza.
xh7/pc/gsl
