sabato, Ottobre 31, 2026
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Congresso Sumai Assoprof, Magi: “Case della comunità rischiano di restare vuote”

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(Adnkronos) – “La riforma della sanità territoriale italiana è arrivata a uno snodo cruciale. I muri edificati con le risorse del Pnrr sono quasi pronti, ma rischiano di trasformarsi nell’ennesima cattedrale nel deserto se non si deciderà, con urgenza, come e con chi riempirli”. È il messaggio con cui Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof, ha aperto, alla presenza del ministro della Salute, Orazio Schillaci, il 58° Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali, in svolgimento a Roma fino al 21 ottobre. 

Il titolo scelto per l’assise ‘La Casa della Comunità non si inaugura… si organizza’- riferisce una nota – sintetizza la distanza tra le promesse istituzionali e la realtà sul campo. I dati dell’ultimo monitoraggio Agenas descrivono infatti un quadro preoccupante: “Sulle 1.715 Case della Comunità programmate nel Paese, appena 66 (meno del 4%) risultano oggi pienamente operative e dotate di tutti i servizi e della presenza medico-infermieristica continuativa. Nella maggior parte dei casi, le Regioni si sono limitate a cambiare l’insegna a vecchi poliambulatori o ad avviare strutture incomplete, prive delle figure chiave e di una reale integrazione con la rete specialistica”. Sullo sfondo pesa poi la contraddizione strutturale del Pnrr: il Piano europeo “ha finanziato l’edilizia sanitaria con circa 2 miliardi di euro, ma i costi del personale e della gestione ordinaria ricadono interamente sul Fondo sanitario nazionale, storicamente sotto pressione dopo un decennio di definanziamento e tetti di spesa”. 

“Una Casa della comunità non è un semplice sportello dove rinnovare ricette o fare visite rapide, ma il luogo che deve farsi carico di oltre 12 milioni di cittadini affetti da patologie croniche”, ha evidenziato Magi nella sua relazione. Oggi, invece, ci si trova di fronte a un sistema frammentato e privo di regole contrattuali uniformi, che finisce per pagare lo stesso lavoro a cifre totalmente sproporzionate: si va dai 31,35 euro lordi all’ora per gli specialisti ambulatoriali interni ai 40-60 euro per i medici di medicina generale, fino ai 100 euro lordi orari riconosciuti agli specialisti ospedalieri in prestazione aggiuntiva. Un disordine organizzativo che, secondo le stime del Sumai, “rischia di costare oltre un miliardo di euro all’anno in più del dovuto per la sola copertura dei turni”. 

 

Per superare l’impasse, il sindacato non si limita alla denuncia ma mette sul tavolo risposte immediate e soluzioni strutturali. La prima risorsa – spiega la nota – è già a disposizione del sistema: i circa 18 mila specialisti ambulatoriali attualmente in servizio lavorano con una media di 27,8 ore settimanali a fronte di un massimale contrattuale di 38 ore. Pubblicare ed estendere queste 143 mila ore inespresse permetterebbe di immettere subito sul territorio l’equivalente di oltre 3.700 specialisti a tempo pieno, senza bisogno di attendere lunghi concorsi pubblici. La proposta portante del congresso riguarda tuttavia la riforma dei contratti e dell’organizzazione del lavoro, attraverso la creazione di un Acn Unico della Specialistica convenzionata interna diviso nelle sezioni Territorio e Ospedale e l’introduzione del cosiddetto ‘doppio canale’. L’idea è di consentire alle Aziende sanitarie, in occasione del fisiologico turnover dei medici dipendenti, di scegliere in modo motivato se coprire i posti vacanti in dipendenza o in convenzione. 

I numeri dell’analisi tecnica illustrata da Magi nel corso della sua relazione, e che sarà presentata anche al ministero dell’Economia – continua la nota – confermano la convenienza di questo modello: con un costo aziendale orario compreso tra i 47 e i 58 euro per la convenzione contro i 63 euro della dipendenza (e fino agli 85 euro delle cooperative e dei gettonisti), l’adozione del doppio canale genererebbe un risparmio cumulato per i bilanci regionali pari a 4,8 miliardi di euro nel decennio 2027-2036. 

Si tratta – per il segretario generale del Sumai Assoprof – di “risorse preziose che rimarrebbero interamente all’interno del Servizio sanitario nazionale e che potrebbero essere immediatamente riallocate per abbattere le liste d’attesa, incentivare i professionisti che oggi mancano all’appello”. Le Case della comunità “rappresentano il bivio decisivo della sanità italiana: possono trasformarsi nella più grande rete di prossimità d’Europa o nella più grande opera incompiuta del Pnrr. La differenza – ha aggiunto- non la faranno le mura degli edifici, ma le scelte concrete che la politica compirà sulle persone, sui contratti e sulle risorse nei prossimi ventiquattro mesi”. 

“La sanità italiana è certamente da criticare, ma sta ancora funzionando. Per continuare a farla funzionare dobbiamo trovare soluzioni legate proprio alla qualità dell’attività degli specialisti ambulatoriali”. “Nella tavola rotonda, che ha visto la partecipazione dei diversi stakeholder e del senatore Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, Lavoro, Previdenza e Affari sociali del Senato, è emerso quanto sia importante il ruolo della specialistica ambulatoriale”, ha spiegato Magi, richiamando i dati sulla sanità italiana che evidenziano una maggiore aspettativa di vita e un numero di ricoveri inferiore rispetto ad altri Paesi Ocse. “Il lavoro degli specialisti è fondamentale perché consente di prendere in carico il paziente sul territorio, evitando che debba arrivare in ospedale. È un indicatore concreto dell’importanza della specialistica, che negli anni è stata un po’ abbandonata e che oggi dobbiamo rilanciare e potenziare”, ha aggiunto. 

Per Magi, un ruolo centrale spetta alle Case della comunità, dove gli specialisti dovranno contribuire non soltanto a erogare prestazioni, ma anche a garantire una presa in carico continuativa. “Dobbiamo gestire il paziente cronico lungo tutto il suo percorso di vita, per evitare che le sue condizioni di salute peggiorino e prevenire così il ricovero ospedaliero”, ha concluso. 

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Zaffini: “Dal 2027 priorità professionisti Case comunità”

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(Adnkronos) – “A partire dal 2027 il tema cambia completamente: la priorità diventa quella dei professionisti che devono far funzionare le Case della comunità e gli Ospedali di comunità. La sanità la fanno le persone che ci lavorano dentro, non le macchine, i muri o gli strumenti”. Lo ha detto Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, lavoro, previdenza e affari sociali del Senato della Repubblica, intervenendo al Congresso nazionale Sumai Assoprof in corso a Roma. 

“Fino a oggi l’agenda è stata dettata dalle scadenze del Pnrr – ha continuato Zaffini – soprattutto per quanto riguarda l’edilizia sanitaria e la realizzazione delle strutture. Ora dobbiamo concentrarci su chi dovrà renderle operative, valorizzando gli specialisti e tutti i professionisti della sanità territoriale”. Richiamando i dati Ocse, che indicano per l’Italia un’aspettativa di vita superiore alla media e livelli di ospedalizzazione più bassi, il presidente della commissione ha sottolineato che “noi abbiamo una sanità del territorio che funziona, fondata su tre pilastri: il medico di medicina generale, lo specialista ambulatoriale e i distretti della sanità pubblica territoriale. Attraverso la valorizzazione di queste professionalità possiamo migliorare ulteriormente i risultati”. Zaffini ha quindi evidenziato la necessità di riconoscere economicamente il maggiore impegno richiesto agli specialisti nelle Case della comunità: “Aspettiamo il coinvolgimento di questi professionisti che, al pari dei medici di medicina generale, devono essere pagati per lavorare di più. Nessuno – ha concluso – può essere chiamato a lavorare di più guadagnando uguale”. 

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Chivu fa mea culpa per le due sconfitte in Champions: “Io il responsabile, devo trovare la chiave giusta”

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(Adnkronos) – “Devo migliorare io”. L’allenatore dell’Inter Cristian Chivu parte da qui, da un esame di coscienza che, alla vigilia del match di Champions League con lo Shakhtar Donetsk, va oltre le scelte tattiche e la necessità di cambiare qualcosa dopo i due ko nelle prime due giornate della fase campionato di Champions League. Il tecnico nerazzurro non cerca alibi, non punta il dito contro i suoi giocatori e non si nasconde dietro gli episodi. Se qualcosa non ha funzionato, il primo a dover fare un passo avanti è lui. “Sono io il responsabile, devo trovare la chiave giusta, devo spiegarmi meglio e trasmettere alla squadra quello che serve. Mi prendo sempre le responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare”.  

Dopo le due sconfitte con Real Madrid e Brugge il tecnico romeno vuole tornare a fare punti contro gli ucraini. “Siamo consapevoli che abbiamo perso due partite, vogliamo ritrovare energia e sensazioni. Si parla troppo di quello che non abbiamo fatto, ci dobbiamo concentrare su cosa fare per vincere la partita”. Quando gli viene ricordato che l’Inter è andata in svantaggio sei volte in stagione, riuscendo in quattro occasioni a ribaltare il risultato, il tecnico spiega. “L’ideale è non subire gol, ma non siamo perfetti, abbiamo anche noi dei problemi. Quello che mi interessa è che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato”. 

Chivu sa che la partita contro lo Shakhtar di domani non si presenta scontata. “Affrontiamo avversari preparati, evoluti, che sanno giocare, che hanno un certo tipo di ambizione, di determinazione”. Una squadra che arriva a San Siro con la voglia di essere protagonista e che, proprio perché ha meno pressione addosso, può diventare un avversario insidioso. “Io voglio che i miei si divertano nelle difficoltà, si divertano anche nelle avversità, che le capiscano, che reagiscano ma non voglio vedere che se l’Inter perde una partita diventa un dramma nazionale, perché non lo è”. 

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Scomparsa Kata, gip dispone archiviazione del procedimento a carico degli zii indagati

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(Adnkronos) – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, con decreto depositato oggi, 20 ottobre, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale relativo alla scomparsa di Mia Kataleya Chicllo Alvarez, nota come Kata, la bambina peruviana scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex Hotel Astor di Firenze, all’epoca occupato da decine di famiglie straniere. 

Il procedimento riguardava Argenis Abel Alvarez Vasquez e Marlon Edgar Chicllo Romero, rispettivamente lo zio materno e lo zio paterno di Kata, indagati per il presunto sequestro di persona a scopo di estorsione della minore e, per le rispettive posizioni, per ulteriori ipotesi di reato. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, rilevando che gli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti dei due indagati. Le attività investigative svolte, pur numerose, non hanno consentito di ricostruire con sufficiente certezza le circostanze della sottrazione e dell’allontanamento della bambina, spiega il gip, né di individuare elementi probatori specifici idonei ad attribuire agli indagati le condotte contestate. Le diverse ipotesi investigative esaminate non hanno trovato riscontri sufficientemente solidi da sostenere l’accusa in giudizio. 

Il provvedimento di archiviazione, spiega il presidente del Tribunale, Angelo Antonio Pezzuti, in un comunicato, definisce pertanto il procedimento nella sua attuale configurazione probatoria, sulla base degli elementi disponibili, senza che sia ragionevolmente prevedibile, allo stato, una pronuncia di condanna. Nel decreto viene inoltre richiamato l’articolo 414 del codice di procedura penale, che consente la riapertura delle indagini su richiesta motivata del Pubblico Ministero, qualora emergano nuove esigenze investigative e sia ragionevolmente prevedibile l’individuazione di nuove fonti di prova, da sole o congiuntamente a quelle già acquisite, tali da poter giustificare l’esercizio dell’azione penale. Il richiamo alla possibilità di riaprire le indagini chiarisce la portata del provvedimento e non costituisce una valutazione anticipata sull’eventuale acquisizione di nuovi elementi. 

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Colite ulcerosa, nuovi dati dallo studio Verdict su vedolizumab

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(Adnkronos) – Takeda ha annunciato nuovi risultati dello studio di fase 4 Verdict, il primo trial prospettico e randomizzato per valutare, nella colite ulcerosa, un approccio treat-to-target finalizzato al raggiungimento della disease clearance, un obiettivo terapeutico che integra la remissione sintomatica, endoscopica e istologica in assenza di corticosteroidi.  

Lo studio, condotto in adulti con colite ulcerosa da moderata a severa – informa una nota del gruppo – ha mostrato che, nei pazienti che hanno raggiunto il target assegnato, il raggiungimento della disease clearance ha prolungato significativamente il tempo alla prima complicanza correlata alla malattia rispetto alla sola remissione sintomatica, con una riduzione del rischio di circa il 70%. Il 52,1% dei pazienti assegnati al target più stringente ha raggiunto la disease clearance entro 48 settimane, dimostrando la concreta raggiungibilità di questo obiettivo terapeutico nella colite ulcerosa. Lo studio Verdict ha inoltre fornito evidenze macroscopiche e microscopiche di riparazione del tessuto intestinale associata al raggiungimento della disease clearance, nella maggior parte dei casi in pazienti naïve ai biologici. Il profilo di sicurezza osservato nelle 96 settimane dello studio si è confermato complessivamente coerente con quello già noto di vedolizumab, senza evidenziare nuovi segnali di sicurezza.  

I risultati sono stati presentati alla United European Gastroenterology Week 2026 e pubblicati sullo ‘United European Gastroenterology Journal’. 

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“Cose troppo personali per essere condivise”, Svitolina e il nuovo comunicato sul divorzio con Monfils

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(Adnkronos) – “Non tutti, soprattutto il mio pubblico internazionale, hanno compreso ciò che stavo cercando di dire. In quel post ho condiviso solo uno dei motivi che hanno influenzato la mia decisione e mi hanno fatto riflettere sulla mia vita e sul mio futuro. Ma la verità è che c’è molto di più e non si è mai trattato di un unico aspetto”. Inizia così il nuovo comunicato affidato ai social da Elina Svitolina, per tornare sulla discussa separazione con il marito Gael Monfils.  

La tennista ucraina è tornata sul tema dopo le tante critiche all’ex compagno: “Quando vivi la realtà della guerra da più di quattro anni e mezzo, affrontando tante situazioni diverse, emozioni e momenti difficili, inizi naturalmente a vedere la vita in modo diverso. La tua prospettiva cambia, i tuoi valori e le tue priorità mutano e inizi a capire che cosa vuoi veramente dalla vita”. La numero 6 del ranking Wta è stata chiara: “A un certo punto – ha spiegato – mi sono semplicemente resa conto che non volevo continuare a vivere una vita in cui non ero veramente felice. E credetemi, arrivare a questa decisione è stato tutt’altro che facile. Amo e rispetto moltissimo mio marito e lo amerò e lo apprezzerò sempre per la persona che è, ed è proprio per questo che per me era così importante essere onesta, sia con lui sia con me stessa”.  

La tennista ucraina ha precisato, dopo la pubblicazione del primo post: “Non è sempre possibile spiegare tutto ciò che sta dietro a decisioni così personali e difficili in un unico post. E, onestamente, alcune cose sono semplicemente troppo personali per essere condivise pubblicamente. Questa era ed è la mia posizione riguardo all’annuncio della fine del nostro matrimonio, ma come alcuni di voi avranno visto, la carriera di Gael si è interrotta bruscamente dopo che lui ha deciso di smettere a causa della nostra situazione. Purtroppo gli sono state rivolte molte accuse che non meritava. Per questo motivo, abbiamo deciso di rilasciare un comunicato congiunto. Spero che questo vi aiuti a capire un po’ meglio ciò che stavo cercando di dire, ma vi prego di essere gentili e comprensivi. In questo momento è incredibilmente difficile per entrambi“. 

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Furfari (Plastics Recyclers Europe): “Investire in qualità per obiettivi Ue al 2030”

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(Adnkronos) – “Nonostante le difficoltà attuali del settore, le prospettive di crescita del mercato europeo del riciclo della plastica al 2030 restano importanti.” È quanto sottolinea Antonino Furfari, direttore generale di Plastics Recyclers Europe, intervenuto a Modena in occasione dell’inaugurazione di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast per il riciclo delle plastiche rigide. “Le prospettive di crescita del mercato al 2030 sono importanti e per questo vediamo questo investimento di Aliplast come un importante traguardo”, ha dichiarato, definendolo una buona notizia per investire in qualità e innovazione e contribuire agli obiettivi europei. La crescita della domanda di materiali riciclati richiede un rafforzamento della capacità produttiva e standard elevati di qualità e tracciabilità. Per Furfari sarà inoltre necessario un intervento coordinato delle istituzioni per garantire condizioni di concorrenza equilibrate rispetto ai produttori extra Ue. 

“Oggi è una situazione molto difficile perché ci stiamo confrontando con tantissime importazioni che vengono dal Far East”. Tra i principali fattori di svantaggio per gli operatori europei, Furfari ha indicato i costi energetici e ambientali e gli aiuti pubblici disponibili in altri mercati. “Se si produce al di fuori dell’Europa, i costi dell’energia sono all’80% meno cari”, ha affermato. Per sostenere la filiera europea, ha aggiunto, “bisogna avere una comunicazione tra la politica industriale e la politica economica per poter proteggere il mercato europeo e avere un level playing field con gli altri Paesi non europei”. 

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Millico (Inail): “”Prevenzione e innovazione a tutela lavoratori””

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“Siamo nella Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro e oggi vogliamo ricordare con forza l’intento del nostro Istituto per portare avanti le tematiche quotidianamente dibattute in termini di infortuni sul lavoro. L’Istituto si occupa di prevenzione, ma anche di innovazione, al fine di garantire nuove modalità di assistenza e protezione ai nostri lavoratori e nello stesso tempo la tutela, portando avanti l’operazione di assistenza che l’Inail è chiamata a svolgere”. Lo ha detto Maurizio Giuseppe Millico, Componente del Consiglio di Amministrazione dell’Inail, nel corso della prima giornata di lavori della Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, in svolgimento il 20, 21 e 26 ottobre a L’Aquila e promossa da Inail con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Comune dell’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Tre giornate di incontri, approfondimenti e formazione dedicate alla diffusione della cultura della prevenzione, tra aggiornamenti normativi, innovazione tecnologica, sicurezza nelle scuole e prevenzione degli incidenti stradali.

Iacono (Hera): “160mila tonnellate di riciclato all’anno entro il 2029”

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(Adnkronos) – Il Gruppo Hera punta a raggiungere 160mila tonnellate di plastica riciclata prodotta entro il 2029, rispetto alle 120mila attuali. Lo ha dichiarato Orazio Iacono, amministratore delegato del gruppo, in occasione dell’inaugurazione a Modena di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast per il riciclo delle plastiche rigide. “Questo non è un investimento, ma è guardare al futuro”, ha spiegato Iacono, sottolineando che “il mercato europeo del riciclo soffre di mancanza di materiali riciclati di qualità e la nostra risposta è investire sulla qualità”. L’impianto potrà trattare fino a 30mila tonnellate di polimeri all’anno. “Questo ci permette di consolidare il nostro primato in Italia e la seconda posizione in Europa”, ha aggiunto l’ad, indicando nella qualità dei materiali e nella capacità di anticipare le nuove esigenze del mercato le direttrici di sviluppo del gruppo. 

Concorrenza dei Paesi extra Ue e calo della domanda di materiali riciclati di qualità inferiore sono tra i fattori che stanno mettendo in difficoltà il settore del riciclo della plastica. “Manca materiale, materia prima seconda di qualità”, ha spiegato, indicando tra le criticità “la concorrenza dei Paesi extra Ue che non rispettano le regole europee” in materia di tracciabilità e qualità. A pesare, secondo Iacono, è anche “il calo della domanda di materie prime seconde di bassa qualità”. La risposta del gruppo è investire in tecnologie capaci di produrre materiali riciclati con prestazioni elevate. “Con questo impianto andiamo a produrre materiali riciclati di qualità equivalente al polimero vergine, questa è la nostra risposta industriale”, ha concluso l’ad. 

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Fiori (Inail): “”Prevenzione e sicurezza hanno valore da condividere””

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“Abbiamo scelto L’Aquila, per ospitare la Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, per il suo enorme, ma anche doloroso valore simbolico. Si tratta, infatti, di una città che ha sofferto, ferita proprio a causa della mancata prevenzione nel settore sismico. Vogliamo collegare il tema della cultura in generale alla cultura della prevenzione e a quella della sicurezza del lavoro. L’Aquila è un simbolo straordinario anche di rinascita e di come possono essere realizzati cantieri, in un settore strategico come quello dell’edilizia, in sicurezza. Siamo qui per riaffermare questi valori, che vanno condivisi con le istituzioni, l’organizzazione, i sindacati, i datori di lavoro, le imprese. E’ importante che tutta la comunità riconosca alla prevenzione e alla sicurezza il valore sociale che merita”. Così Marcello Fiori, Direttore generale Inail, partecipando alla Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, in svolgimento il 20, 21 e 26 ottobre a L’Aquila e promossa da Inail con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Comune dell’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Tre giornate di incontri, approfondimenti e formazione dedicate alla diffusione della cultura della prevenzione, tra aggiornamenti normativi, innovazione tecnologica, sicurezza nelle scuole e prevenzione degli incidenti stradali.