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Maltempo, scuole chiuse in Campania e allerta meteo arancione e gialla per temporali mercoledì 21 ottobre: l’elenco

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(Adnkronos) – Ancora una giornata di maltempo sull’Italia. Per domani, mercoledì 21 ottobre, non solo la Protezione civile sta diramando allerte meteo per temporali ma molti sindaci stanno anche firmando ordinanze per la chiusura delle scuole a scopo precauzionale, a partire da alcuni comuni della Campania, dove ci sarà allerta arancione dalla mezzanotte di oggi e per le successive 24 ore. Ecco di seguito l’elenco in aggiornamento.  

La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo di colore Arancione valido dalla mezzanotte e in vigore per tutta la giornata di mercoledì 21 ottobre. Sulla zona 1 (Piana campana; Napoli; Isole; Area Vesuviana); zona 2 (Alto Volturno e Matese); zona 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini) e zona 4 (Alta Irpinia e Sannio). Si prevedono, infatti, soprattutto nella prima parte della giornata, precipitazioni locali o sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, localmente di moderata o forte intensità. 

Per questo, alcuni sindaci hanno già deciso di tenere chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Niente lezioni in provincia di Napoli a Ischia, Serrara Fontana, Procida,
Torre del Greco. Stessa decisione in provincia di Benevento a Piana di Monte Verna e in provincia di Avellino a Cervinara. L’elenco è in aggiornamento.  

In attesa che la Protezione civile comunichi tutte le allerte meteo per domani, di certo resta in vigore fino alle 6 di domani l’allerta meteo arancione per temporali e piogge diffuse in provincia di Genova. A partire dalle 6 e fino alle 9 di domani l’allerta sarà invece gialla, sempre per temporali e piogge diffuse. La Protezione Civile invita a seguire gli aggiornamenti sull’evoluzione delle condizioni meteorologiche e dell’allerta. 

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cronaca

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Verona, al Filarmonico danza e opera con “Jeu de cartes” e “Amelia al ballo” dal 25 ottobre

Il 25 ottobre alle 15.30 debutta al Filarmonico il dittico di Stravinsky e Menotti. Sabato 24 il teatro propone visite alle Sale della Musica, il balletto per le famiglie e Strictly Ballroom. In scena Davide Buffon ed Eleonora Bellocci; le repliche proseguono fino al 1° novembre.

Una partita a carte danzata e una commedia lirica ambientata nella New York degli anni Trenta riaprono la Stagione d’opera e balletto al Teatro Filarmonico. Domenica 25 ottobre, alle 15.30, Fondazione Arena presenta Jeu de cartes e Amelia al ballo, nuovo dittico che accosta Igor Stravinsky e Gian Carlo Menotti. Entrambi i titoli arrivano per la prima volta sulle scene veronesi, secondo quanto annunciato dalla Fondazione.

Le repliche sono fissate per mercoledì 28 ottobre alle 19, venerdì 30 alle 20 e domenica 1° novembre alle 15.30. La durata complessiva è di circa un’ora e quarantacinque minuti, compreso un intervallo di venti minuti. I biglietti per il dittico partono da 30 euro.

Dal Joker di Buffon all’Amelia di Bellocci

Per il balletto di Stravinsky, Matteo Levaggi firma una nuova coreografia con otto regine di cuori e un Joker interpretato da Davide Buffon, primo ballerino del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor. Nelle note di coreografia Levaggi legge il gioco come un equilibrio collettivo che l’arrivo di una figura irregolare mette in discussione: il tavolo diventa uno spazio teatrale in cui le regole possono cambiare.

Dopo la pausa, Eleonora Bellocci è la protagonista di Amelia al ballo. Gëzim Myshketa e Leonardo Cortellazzi interpretano il marito e l’amante; completano il cast Ana Victoria Pitts, Nicolò Donini, Manuela Schenale e Alessandra Andreetti. La vicenda ruota attorno alla determinazione di Amelia a partecipare a una festa, nonostante il conflitto fra i due uomini.

Filippo Tonon cura regia, scene e costumi. Per questa produzione trasferisce l’azione nella New York Art Déco degli anni Trenta: l’appartamento è in un grattacielo e l’ascensore guasto diventa il pretesto per una farsa di ingressi e uscite lungo le scale. Le luci sono di Fiammetta Baldiserri. Francesco Ommassini dirige Orchestra e Coro areniani, quest’ultimo preparato da Roberto Gabbiani; partecipa il Ballo della Fondazione.

Sabato 24 ottobre il teatro apre le Sale della Musica alle visite guidate, con due turni alle 10.30 e alle 12 e biglietto da 5 euro. Il percorso consente di conoscere gli spazi in cui lavorano artisti e tecnici e prendono forma gli spettacoli.

Nel fine settimana il teatro affianca al cartellone lirico la proiezione di Strictly Ballroom del 24 ottobre, alle 18. Gli appuntamenti di Musica in Famiglia propongono invece separatamente il balletto il 24 ottobre e l’opera il 31, entrambi alle 15.30, con un formato rivolto ai bambini. Il 24 il balletto sarà preceduto da una breve lezione di danza aperta al pubblico, per osservare la preparazione in palcoscenico. I biglietti della rassegna costano da 5 a 10 euro. La Fondazione annuncia inoltre l’apertura del teatro e delle sue Sale anche ai piccoli da 0 a 4 anni.

Inchingolo (Gruppo FS): “Onore presentare nuovo spot alla Festa del Cinema di Roma, ferrovie

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“A noi piace dire che abbiamo contribuito in modo importante a costruire l’Unità d’Italia e stiamo continuando a farlo anche oggi con l’alta velocità. Quindi rappresentare questo passato proiettato con il futuro fatto di innovazione, tecnologia e velocità ci sembra un’operazione importante”. Così Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate Gruppo FS nel corso della presentazione del nuovo spot di Ferrovie dello Stato in occasione della Festa del Cinema di Roma.

Spot Fs alla Festa del Cinema di Roma, Cantamessa (Dg Fondazione FS): “Nostre stazioni set ideale”

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Luigi Cantamessa, Direttore generale Fondazione FS Italiane, ricorda come “presentare qui il nuovo spot di Ferrovie dello Stato alla Festa del Cinema cementa il legame tra il viaggio in treno, la commedia italiana, il cortometraggio che da sempre connatura le nostre stazioni”.

Energia, Assopannelli: per pannelli a base legno costi produttivi fuori controllo

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(Adnkronos) – “Energia e materie prime sempre più costose, margini sotto pressione e condizioni competitive che rischiano di penalizzare le imprese europee rispetto ai concorrenti internazionali. La filiera italiana dei pannelli a base legno si trova ad affrontare una situazione complessa, nella quale l’incremento simultaneo di diverse voci di costo mette a rischio la capacità delle aziende di investire per mantenere la propria competitività. L’urea, utilizzata nei processi produttivi, raggiunge nel secondo semestre un aumento del 51%; il costo dell’energia elettrica addirittura del 106% e quello del gas dell’85%. Una dinamica particolarmente critica per un comparto caratterizzato da processi produttivi ad alta intensità energetica”. A lanciare l’allarme dal Sicam di Pordenone è il presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo, Paolo Fantoni, nel corso di una conferenza stampa. 

Fantoni evidenzia come “la concomitanza di questi aumenti renda particolarmente complessa la gestione industriale delle imprese, chiamate ad assorbire rincari rilevanti senza poterli necessariamente trasferire integralmente sui prezzi finali”. La pressione riguarda anche le materie prime legnose, essenziali per l’attività produttiva: i tronchi di legno da triturazione, ad esempio, registrano un aumento di circa il 23%, una situazione che le aziende del settore definiscono insostenibile, anche alla luce dell’escalation dei prezzi del pellet che registrano un +35%.  

”Operiamo in un mercato globale – spiega Fantoni – ma sosteniamo oneri che molti concorrenti extraeuropei non affrontano. Chiediamo quindi alle istituzioni di intervenire per ridurre il differenziale dei costi energetici e ristabilire condizioni di concorrenza più equilibrate, a partire dagli obblighi ambientali che ci impone l’Europa. Gli obiettivi di sostenibilità sono per noi irrinunciabili, ma devono essere accompagnati da politiche capaci di evitare che le aziende europee, impegnate a rispettare standard ambientali elevati, vengano penalizzate nel confronto con operatori provenienti da mercati meno regolamentati. Non possiamo chiedere alle imprese di investire nella transizione ecologica e, allo stesso tempo, lasciare che l’aumento dei costi ne comprometta la capacità di farlo”. Le criticità attuali sono tali da richiedere una risposta che si basi sul riconoscimento del valore strategico della filiera dei pannelli a base legno, attraverso un confronto concreto e tempestivo tra Governo italiano, istituzioni europee e sistema produttivo nel suo complesso. 

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lavoro

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Festa del Cinema di Roma: presentato “Viaggiare in Italia, viaggiando nel tempo”, il nuovo spot di

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Lo spot, presentato da Ferrovie dello Stato, in occasione della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, racconta un pezzo di storia dell’Italia ma soprattutto le emozioni che milioni di persone hanno vissuto a bordo di uno dei mezzi più iconici utilizzati per raggiungere ogni luogo del Paese. Un viaggio fra carrozze d’epoca e treni storici per ripercorrere l’evoluzione del treno nelle sue varie fasi, un racconto per riscoprire il legame profondo tra il territorio e la storia, attraversando città, sogni e ispirazioni.

Verona, cinque proroghe urbanistiche verso il no: decide il Consiglio, sì proposto ad Albere

La Giunta propone al Consiglio di negare cinque proroghe urbanistiche tra Quinzano, Avesa, Porto San Pancrazio e Genovesa. Un’altra istanza non è accoglibile dopo una sentenza del TAR. Via libera proposto per la riqualificazione collegata alla rotatoria tra Albere, Spianà e T4-T9.

Cinque richieste di proroga di previsioni urbanistiche decadute arrivano in Consiglio comunale con la proposta di diniego della Giunta di Verona. Le aree si trovano a Quinzano, Avesa, Porto San Pancrazio e Genovesa. L’esecutivo ha licenziato sette delibere su altrettante istanze: oltre ai cinque no, una domanda è indicata come non accoglibile per gli effetti di una sentenza del TAR Veneto e una sola viene proposta per l’approvazione.

La decisione definitiva spetta al Consiglio. Le previsioni erano decadute senza l’approvazione dei relativi Piani urbanistici attuativi. Il Comune comunica che la valutazione delle proroghe segue i criteri ricavati dal Documento preliminare del nuovo Piano di assetto del territorio, ancora in itinere, e approvati dal Consiglio con la delibera 61 dell’11 novembre 2025.

Le cinque aree e l’intervento con la nuova rotatoria

A Quinzano la proposta di diniego interessa un’area naturale di circa 21.000 metri quadrati al limite sud del centro storico. Il comunicato comunale ne richiama il paesaggio pedecollinare, l’antico muro in sasso del brolo e il rapporto con il torrente e con le architetture rurali e religiose circostanti.

Due aree sono ad Avesa: una di circa 3.800 metri quadrati e una di circa 5.000. Entrambe, secondo la descrizione dell’amministrazione, sono sostanzialmente inedificate, in continuità con il contesto collinare e in parte coperte da vegetazione forestale. A Porto San Pancrazio il no proposto riguarda circa 21.000 metri quadrati in via Lazzaretto, affacciati verso il parco dell’Adige sud. Alla Genovesa sono invece circa 6.200 metri quadrati liberi da edifici, in territorio agricolo, accanto a una corte rurale.

L’unica proroga ritenuta accoglibile riguarda un intervento che comprende la demolizione di fabbricati produttivi inutilizzati e una riqualificazione urbana. È collegato alla realizzazione di una rotatoria a cinque bracci all’incrocio tra via Albere, via Spianà e la tangenziale T4-T9. L’opera stradale, già prevista dal Piano degli interventi, sarebbe realizzata dal soggetto attuatore.

Per la settima istanza, il Comune riferisce che una sentenza del TAR Veneto ormai definitiva ha inciso sul contenuto della previsione, richiedendo all’ente di rideterminarsi: la proroga non sarebbe quindi più attuabile nei termini richiesti.

I tre criteri comunali premiano la rigenerazione e il riuso senza frammentare il territorio agricolo, la compresenza di funzioni o il sostegno alle attività lavorative, e gli interventi per mobilità sostenibile, servizi pubblici o edilizia sociale. Per ottenere la proroga è richiesta la coerenza con almeno due criteri. La Giunta presenta le proposte come parte del passaggio dall’espansione edilizia alla riqualificazione della città esistente; sarà ora il voto consiliare a definirne l’esito.

SP 11 a Brentino Belluno, chiusura dal 26 ottobre: le date fino a maggio e le deviazioni

La SP 11 chiuderà tra Turan e Preabocco dal 26 ottobre al 18 dicembre e dall’11 gennaio al 28 maggio. Tra le due fasi si viaggerà a senso unico alternato. Deviazioni sulla statale del Brennero e sulla Napoleonica; la ciclabile Adige-Sole resta aperta fino a nuova ordinanza.

La SP 11 della Val d’Adige sarà chiusa a Brentino Belluno da lunedì 26 ottobre per i lavori contro la caduta massi tra Turan e Corvara-Preabocco. La Provincia di Verona ha comunicato il calendario delle limitazioni e gli itinerari alternativi. Il tratto interessato va dal chilometro 13+270 al 14+350: la prima sospensione partirà alle 8 del 26 ottobre 2026 e terminerà alle 18 del 18 dicembre.

La seconda fase di chiusura scatterà alle 8 dell’11 gennaio 2027 e proseguirà fino alle 18 del 28 maggio. Queste sono le date fissate dall’ordinanza 444 del 20 ottobre, che rettifica il provvedimento 442 del giorno precedente. Il documento iniziale riportava per errore l’8 gennaio come data di ripresa della chiusura, sovrapponendola alla finestra di riapertura natalizia.

SP 11, deviazioni e transito durante le feste

Da sabato 19 dicembre a domenica 10 gennaio la strada sarà percorribile a senso unico alternato. Negli altri due periodi indicati lo stop riguarderà entrambe le direzioni e tutte le categorie di utenti, con l’eccezione dei veicoli impegnati nel cantiere.

Il traffico proveniente da nord sarà deviato sulla statale 12 del Brennero e sulla provinciale 27/a Napoleonica. Chi arriva da sud, oppure dalla zona di Affi e Caprino, seguirà lo stesso itinerario in direzione inversa. La segnaletica indicherà le deviazioni. L’ordinanza precisa che gli orari effettivi potranno risentire delle operazioni necessarie per sistemare i segnali lungo i percorsi alternativi.

La pista ciclabile Adige-Sole resterà invece transitabile fino a un eventuale nuovo provvedimento specifico. È prevista la riapertura anticipata della strada qualora cessassero prima le esigenze del cantiere.

Lunedì inizieranno le principali operazioni in parete, a partire dal disgaggio, cioè la rimozione controllata delle rocce instabili. Seguiranno la posa di 3.650 metri quadrati di barriere e la costruzione della galleria paramassi. Il progetto provinciale di messa in sicurezza vale complessivamente 10,5 milioni di euro e comprende una galleria a doppia corsia lunga oltre 150 metri.

Rispetto al calendario indicativo del cantiere annunciato a settembre, sono ora definiti i periodi di interruzione, i percorsi sostitutivi e il senso unico alternato durante le festività.

Caro Vita, Palmisano (M5S): “”Sud in crisi tra carovita e proteste, governo Meloni muto””

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“Il Sud è in crisi: autotrasportatori, agricoltori, produttori sono scesi in piazza per manifestare in maniera credo dignitosa, e noi eravamo accanto a loro in queste piazze e stiamo cercando di gridare la loro voce anche qui al Parlamento europeo”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Palmisano, intervenendo a Strasburgo sulle proteste contro il carovita e il caro carburante nel Mezzogiorno. Palmisano ha denunciato come le richieste del comparto siano “strofinate dal carovita e dal carocarburante”, impedendo a famiglie e lavoratori di far fronte alle esigenze quotidiane e di sopravvivere dignitosamente.

Caro Vita, Tridico (M5S): “”Tassare extraprofitti petrolio per creare credito d’imposta su

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“La crisi sta mordendo famiglie, ma anche produttori, allevatori, agricoltori. Noi abbiamo delle idee, abbiamo proposto non solo la tassa sugli extraprofitti per tassare le multinazionali che appunto stanno speculando e hanno accumulato 76 miliardi di euro soltanto nel 2026 di extraprofitti sul petrolio”. Lo ha dichiarato il capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, intervenendo a Strasburgo. Tridico ha spiegato la proposta di ridistribuire questo gettito “attraverso un programma europeo di sgravio fiscale per gli autotrasportatori, gli agricoltori, come credito d’imposta sul carburante”.