domenica, Novembre 1, 2026
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Verona, italiano gratuito per mamme straniere a Santa Lucia: lezioni con baby parking

Il corso di italiano a Santa Lucia prende il via il 20 ottobre nei locali di San Giovanni Evangelista. Due mattine alla settimana sono dedicate alle mamme straniere, mentre i figli da zero a tre anni vengono accolti dalle volontarie. Il percorso gratuito prosegue fino al 5 giugno 2027.

Imparare la lingua senza dover rinunciare alla cura dei bambini: è la formula del progetto promosso dall’Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia – Regione Veneto-Trentino ODV ETS, in collaborazione con il Rotary Club Verona e con il patrocinio della quarta circoscrizione.

Corso di italiano a Santa Lucia: giorni e orari

Le lezioni si tengono il martedì e il giovedì dalle 9.30 alle 11.30, negli spazi della parrocchia di San Giovanni Evangelista, in via del Quadrato 2. Dopo l’avvio di martedì 20 ottobre, il calendario indica gli appuntamenti del 22, 27 e 29 ottobre, seguiti da quello del 3 novembre. La conclusione del percorso è fissata al 5 giugno 2027.

Il Comune presenta l’iniziativa gratuita per le mamme di altra lingua madre nella scheda “Imparo io – Impariamo noi”; nella descrizione il progetto è denominato “Imparo io – Impariamo insieme”. L’attività unisce la formazione linguistica a un servizio di baby parking durante le ore in aula.

Insegnanti Cestim e volontarie per i bambini

I corsi sono affidati a insegnanti abilitati del Cestim. La custodia dei figli nella fascia da zero a tre anni è invece curata dalle volontarie della San Vincenzo, formate da una pedagogista dello stesso Cestim. L’organizzazione consente quindi di affiancare alle lezioni uno spazio dedicato ai più piccoli.

Collaborano al progetto anche l’Istituto Comprensivo 12, la Rete Tante Tinte e il Servizio Bibliotecario del Comune di Verona. La scheda comunale indica come riferimento l’Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia.

Nella stessa circoscrizione, l’orientamento delle famiglie comprende anche la guida Nascere in Quarta ai servizi per bambini da zero a sei anni, che raccoglie le opportunità educative e culturali presenti nei quartieri.

Ora solare 2026, quando cambia?

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Gozi (Renew): “Grande opportunità geopolitica, ma senza riforme l’Ue rischia la paralisi”

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“L’allargamento è una grande opportunità geopolitica ed economica per l’Unione europea, ma per unificare il continente bisogna riformare l’Unione”. Lo ha detto l’eurodeputato Sandro Gozi (Renew Europe), segretario del Partito Democratico Europeo, a “Voci dal Parlamento” per Adnkronos, a margine della plenaria di Strasburgo dedicata ai rapporti su Ucraina, Moldova e Serbia. Su quest’ultima, l’eurodeputato ha criticato duramente il governo Vučić: “Vuole i fondi europei, ma viola i valori europei: questa contraddizione non è più accettabile”.

Champions, oggi Napoli-Bodo Glimt: orario, probabili formazioni e dove vederla

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(Adnkronos) – Il Napoli torna in campo in Champions League. Oggi, martedì 20 ottobre, la squadra di Massimiliano Allegri ospita il Bodo Glimt allo stadio Maradona nella terza giornata della fase campionato, dopo le sconfitte contro Arsenal e Villarreal nelle prime due uscite europee. Gli azzurri stanno vivendo un momento negativo e sono chiamati alla reazione dopo la sconfitta contro il Venezia, nell’ultimo turno di Serie A. I norvegesi arrivano invece dal successo per 1-0 contro il Borussia Dortmund nell’ultima gara di coppa, dopo il ko all’esordio contro il Bayern Monaco.  

Ecco le probabili formazioni di Napoli-Bodo Glimt, in campo alle 21: 

Napoli (3-4-2-1) Milinković-Savić; Rrahmani, Rafa Marin, Badiashile; Politano, Gilmour, McTominay, Di Lorenzo; Giovane, De Bruyne; Højlund. All. Allegri 

Bodo Glimt (4-3-3) Haikin; Sjovold, Gundersen, Aleesami, Bjørkan; Auklend, Berg, Fet; Blomberg, Helmersen, Hauge. All. Knutsen 

La sfida di Champions League tra Napoli e Bodo sarà trasmessa in diretta tv sui canali Sky (Sky Sport Uno e Sky Sport 253) e in streaming su Sky Go e Now.  

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sport

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Prosegue la protesta dei tir, blocchi sull’A30 a Nola ed Avellino Est: oggi l’incontro con Salvini

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(Adnkronos) – Prosegue la protesta dei tir contro il caro carburanti. In attesa dell’incontro della categoria degli autotrasportatori con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, previsto per oggi, in Campania i camionisti sono ancora in presidio al casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e si registrano blocchi a oltranza nella zona di Avellino Est. La protesta ha coinvolto anche la barriera di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove si sono registrate forti ripercussioni sulla circolazione in direzione Caserta.  

La mobilitazione è legata soprattutto all’aumento del costo del gasolio, che pesa sui bilanci delle imprese di autotrasporto e sui lavoratori del settore. I manifestanti attendono ora l’esito del confronto con il Governo per capire se saranno adottate misure concrete a sostegno della categoria.Gli automobilisti sono invitati a prestare attenzione alla situazione del traffico e a verificare gli aggiornamenti sulla viabilità prima di mettersi in viaggio. 

 

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cronaca

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Pellissier e il modello Chievo: persone, organizzazione e appartenenza per competere

Il modello Chievo torna nelle riflessioni di Sergio Pellissier: il lavoro delle persone e un progetto condiviso aiutarono il club a confrontarsi con avversari più ricchi. L’ex capitano riconosce il peso delle risorse economiche, ma richiama il valore della struttura societaria e dell’appartenenza.

Sergio Pellissier riparte dalle fondamenta del Chievo dei primi anni Duemila. Nell’intervista a News.Superscommesse.it, le cui riflessioni sono riprese da ViPiù.it sul rapporto tra organizzazione e risultati sportivi, l’ex capitano individua nelle persone una componente decisiva della capacità di competere con società dotate di mezzi superiori.

Il modello Chievo e la forza del progetto comune

La domanda riguarda l’ingrediente di quella squadra che vorrebbe ritrovare nel gruppo attuale. Pellissier allarga la risposta oltre le qualità dei singoli calciatori: il riferimento è al contributo di chi lavorava nel club, alla professionalità e alla convinzione di partecipare a un percorso comune.

Dirigenza, staff e squadra entrano così nella stessa valutazione. Secondo l’ex attaccante, la loro collaborazione permetteva di ridurre almeno in parte la distanza economica dalle formazioni maggiori. L’appartenenza al progetto accompagnava il lavoro quotidiano e dava continuità all’organizzazione.

La sua lettura comprende anche un limite: oggi riunire queste caratteristiche nella medesima società è più difficile. La disponibilità finanziaria rimane necessaria per affrontare gli investimenti del calcio contemporaneo. Il richiamo al passato, quindi, non cancella il peso dei bilanci nella costruzione di una squadra competitiva.

Un’identità legata al calcio veronese

Il percorso del Chievo portò un quartiere di Verona nella massima serie, dove il club rimase a lungo. Pellissier ne ha attraversato la storia da giocatore e ha successivamente partecipato al rilancio del nome e dell’identità sportiva gialloblù.

Il presente cittadino passa anche dal pareggio per 1-1 tra Virtus Verona e Chievo dell’11 ottobre: al Gavagnin, nella settima giornata di Serie D, il vantaggio di Bane è stato raggiunto dal rigore di Luppi al 90′. Una cronaca recente che si affianca alla riflessione dell’ex capitano sulle condizioni necessarie per dare solidità a un progetto calcistico.

Scuola, occupato a Roma Iss Leopoldo Pirelli: ragazzi alla finestra con maschere

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(Adnkronos) –
Occupato oggi martedì 20 ottobre l’Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli di Roma. I ragazzi hanno esposto uno striscione a una finestra dell’immobile: ‘Pirelli occupato – I mostri del Pirelli’ e si sono affacciati con delle maschere sul viso. E’ stato anche acceso un fumogeno rosso. L’Istituto d’Istruzione Superiore Tecnico Economico – Tecnologico – Linguistico ha una sede in via Rocca di Papa e un’altra in via Assisi, in quelli che erano i locali della fabbrica dismessa della Pirelli. 

 

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cronaca

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Champions League, oggi Psg-Barcellona: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match in Champions League. Oggi, martedì 20 ottobre, il Paris Saint-Germain ospita il Barcellona – in diretta tv e streaming – nella terza giornata della massima competizione europea. I parigini sono reduci dalla bella vittoria di Manchester, dove hanno battuto il City per 4-2, mentre i catalani hanno dominato a Istanbul contro il Galatasaray, superato per 4-1. 

 

Il big match tra Psg e Barcellona è in programma oggi, martedì 20 ottobre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Psg (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Zaire-Emery, Vitinha, Fabian Ruiz; Akliouche, Dembelé, Doué. All. Luis Enrique. 

Barcellona (4-3-3): Garcia; Espart, Cubarsì, Koundé, Joao Cancelo; Rodri, Fermin Lopez, Pedri; Yamal, Dani Olmo. All. Flick. 

 

Psg-Barcellona sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

 

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sport

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Independence Day

L’indipendenza europea passa dalla capacità di decidere e assumersi responsabilità. La provocazione di una ricorrenza il 20 gennaio riapre il confronto sull’autonomia strategica, sulle alleanze e sul rapporto con Washington: una riflessione tra ironia e consapevolezza dei propri interessi.

Indipendenza europea: autonomia e responsabilità tra alleati

Il confronto sull’indipendenza europea si intreccia con la questione dell’autonomia economica dell’Europa nei rapporti con gli Stati Uniti.

Il 20 gennaio, una data da ricordare? Quando le imprevedibili mosse di un presidente americano aiutano l’Europa a scoprire che, per camminare con le proprie gambe, non occorre chiedere il permesso a Washington.

Nella nostra agorà domenicale, la piazza cittadina, davanti a un fresco e delizioso sorbetto al limone – perché anche la geopolitica, ogni tanto, merita di essere affrontata con la gola rinfrescata – si discute, come di consueto, delle ultime rappresentazioni offerte dal teatro planetario.

Tra un avvenimento e l’altro, Nicodemo, profondo conoscitore di diverse discipline scientifiche e incline a collegare i puntini dove altri vedono soltanto una costellazione di problemi, prende la parola.

«Direttore», esordisce, rivolgendosi affettuosamente a chi scrive, «ho letto con estremo interesse il suo articolo di ieri, Grazie, Mr. President! E mi è venuta un’idea. Se ogni anno, il 9 maggio, celebriamo la Giornata dell’Europa, perché non proporre ai nostri rappresentanti a Bruxelles l’istituzione di una seconda ricorrenza? Una giornata dedicata all’indipendenza europea».

La proposta, sulle prime, appare sibillina. Nicodemo, però, non è uomo da lanciare idee per poi abbandonarle a metà strada. E così, dopo una breve pausa, completa il ragionamento:

«La data potrebbe essere il 20 gennaio».

Una data precisa, dunque: il 20 gennaio 2025, quando, a mezzogiorno in punto, Donald Trump ha iniziato il suo secondo mandato alla Casa Bianca.

A questo punto, il sorbetto rischia quasi di sciogliersi senza che nessuno se ne accorga. La spiegazione merita attenzione.

«Gli Stati Uniti festeggiano il loro Independence Day il 4 luglio. E perché l’Europa non dovrebbe celebrare il proprio il 20 gennaio? Non per ricordare una liberazione militare, naturalmente, ma una presa di coscienza. Perché proprio da quella data, tra dichiarazioni imprevedibili, pressioni e ripetuti interrogativi sulla solidità delle alleanze, gli europei hanno cominciato a comprendere meglio una verità elementare: l’amicizia con gli Stati Uniti è preziosa, ma non può trasformarsi in una dipendenza psicologica».

Il ragionamento, bisogna riconoscerlo, ha una sua logica. E anche una certa malizia.

Per anni, l’Europa ha beneficiato della protezione americana, talvolta affidandosi a essa con una tranquillità che non sempre ha incoraggiato la costruzione di una piena autonomia strategica. Poi è arrivato Trump, con il suo modo tutto personale di interpretare le relazioni internazionali, e molte certezze hanno cominciato a vacillare.

Il risultato, almeno in parte, è stato paradossale: proprio chi sembra voler ridimensionare il peso dell’Europa potrebbe aver contribuito a risvegliarne la consapevolezza.

Naturalmente, l’indipendenza non si proclama con un brindisi, né si conquista cambiando semplicemente interlocutore. Richiede capacità di difesa, solidità economica, energia, coesione politica e, soprattutto, la volontà di assumersi responsabilità che per troppo tempo è stato più comodo delegare.

Ma la trasformazione culturale è forse già cominciata. Un’Europa più consapevole dei propri interessi, capace di scegliere le proprie alleanze senza rinunciare ai propri principi, può diventare un interlocutore più credibile per gli amici e più rispettato dagli avversari.

Perché l’autonomia non significa voltare le spalle a Washington, così come la fedeltà a un’amicizia non impone di rinunciare alla propria personalità. Tra alleati si collabora; non si vive in affitto nella volontà altrui.

Nella nostra agorà, la proposta di Nicodemo viene accolta con entusiasmo. Non è ancora una mozione parlamentare, Bruxelles non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale e il calendario europeo, per il momento, può dormire sonni tranquilli. Ma l’idea ha il merito di porre una questione seria attraverso una provocazione sorridente.

E chissà che un giorno altri Paesi non decidano di celebrare il proprio Independence Day in senso politico e simbolico: non necessariamente liberandosi da qualcuno, ma imparando finalmente a contare su se stessi.

Nicodemo, prima di congedarsi, richiama una riflessione di Abraham Lincoln, particolarmente adatta ai tempi inquieti che attraversiamo: «I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso». E conclude con le parole che ne esprimono il senso più attuale: occorre pensare e agire in modo nuovo, emancipandosi dagli schemi che non sono più sufficienti a comprendere la realtà.

La conversazione si avvia alla conclusione. Il sorbetto è ormai quasi finito, ma la questione rimane sul tavolo.

Forse il 20 gennaio non diventerà mai una festa europea. Ma se servisse a ricordare che l’autonomia non si riceve in dono e che la dignità non si delega, avremmo già trovato un buon motivo per brindare.

Naturalmente, con un altro sorbetto al limone. Questa volta, però, all’indipendenza del pensiero.

Giuseppe Arnò

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Foto: Bing.com

Guidesi (Regione Lombardia): “Con Officina Ai fabbrichiamo intelligenza artificiale”

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Officina Ai “significa fabbricare e produrre intelligenza artificiale, ovvero avere un nuovo distretto, una nuova filiera e un nuovo ecosistema che si occuperà di produrre IA a beneficio di tutte le altre zone di innovazione e sviluppo che nasceranno in Lombardia. È un’opportunità di autosostenibilità anche dal punto di vista tecnologico ed economico”. Così Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, intervenendo a Milano all’incontro organizzato da Assolombarda in collaborazione con Regione Lombardia e Made per firmare la delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”.