sabato, Ottobre 31, 2026
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Bus turistico cade nel Po a Torino, morto l’autista

TORINO (ITALPRESS) – Un bus turistico, nel pomeriggio di oggi, è precipitato nelle acque del Po a Torino, a ridosso del ponte di piazza Vittorio Veneto, in pieno centro storico. L’autista è morto nonostante i soccorsi prestati dopo l’incidente. Il pullman, prima di sfondare il parapetto, ha investito tre donne, che sono state trasferite all’ospedale Cto.

Ora si sta verificando la presenza di eventuali altre persone in acqua e a bordo del bus, che al momento pare non trasportasse passeggeri.

Il pullman si è parzialmente inabissato, secondo i primi rilievi al suo interno c’era solo l’autista. Il mezzo ha sfondato il parapetto all’altezza dei Murazzi. A intervenire sono state le squadre dei vigili del fuoco, insieme ai sommozzatori.

Le tre donne investite dal bus turistico sono state trasportate all‘ospedale Cto ma non sono in pericolo di vita. Hanno rispettivamente riportato una frattura all’omero, un trauma al ginocchio e contusioni varie.

-Foto Vigili del Fuoco-
(ITALPRESS).

A Palazzo Lombardia la giornata regionale contro le mafie

MILANO (ITALPRESS) – “Oggi, ancora una volta, vogliamo ribadire ai ragazzi, sempre e con forza, l’importanza della lotta alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta e in generale ai sistemi criminali. Non solo a parole, ma con gli esempi concreti di chi ha perso la vita per mano della violenza mafiosa“. Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani introducendo questa mattina all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia la “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime“.

La Giornata, promossa dal Consiglio regionale della Lombardia in collaborazione con l’Associazione “Libera”, è stata dedicata a Domenico Falcone, Piero Carpita, Cristina Pavesi e a tutte le altre vittime innocenti delle mafie. Domenico Falcone, 22 anni, fu ucciso il 24 marzo 1990, poche settimane prima di sposarsi: il killer Liborio Trainito entrò nel bar “Caruso” di Bollate (MI) e sparò a Falcone, dopo aver freddato il vero obiettivo dell’agguato, Mario Di Corrado, 64 anni, suocero del boss Luigi Di Modica. Piero Carpita, 46 anni, nel pomeriggio del 15 settembre del 1990 in attesa di tornare al lavoro si era intrattenuto con due amici nel bar “Roma” di Bresso (MI) per una partita a briscola.

Uscito dal bar si è trovato coinvolto in uno scontro a fuoco tra due gruppi di rivali della ‘Ndrangheta. Carpita, ferito al torace, morirà poco dopo. Cristina Pavesi, studentessa universitaria veneta ventiduenne, il 13 dicembre 1990 stava tornano a casa sul treno sul treno Bologna-Venezia, dopo essere stata in Università per incontrare il relatore della sua tesi di laurea. All’altezza di Barbariga di Vigonza, in provincia di Padova, un’esplosione investì il treno di Cristina, che morì sul colpo. La mafia del Brenta del boss Felice Maniero aveva posizionato una carica di tritolo sui binari per spezzare in due il vagone blindato di un treno postale partito da Venezia e diretto a Milano.

“La storia di Domenico, Pietro e Cristina dimostra come le organizzazioni criminali non sono solo un problema dei magistrati o delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine – ha proseguito il Presidente Romani -. Le mafie sono una questione che coinvolge tutti. Ognuno di noi deve scegliere la legalità: ogni giorno, a scuola o sul posto di lavoro. Gli studenti lo hanno fatto a scuola, ripercorrendo con il linguaggio del teatro e dei video la vita di questi tre “eroi civili” senza retorica, ma in modo diretto. Ricordare queste donne e uomini, entrare nelle loro storie, è un dovere etico”. 

Gli studenti di tre istituti hanno raccontato, attraverso pièce teatrali e video, la storia di tre vittime innocenti della mafia: l’IIS “Albe e Lica Steiner” di Milano e il Centro di Promozione della Legalità (CPL) “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Milano con l’opera teatrale “Potevo essere io” hanno ricordato Domenico Falcone; i ragazzi dell’Istituto “Leonardo da Vinci – Ripamonti” di Como con il video “Memoria” hanno raccontato la vicenda di Cristina Pavesi; gli studenti del Liceo scientifico “Ettore Majorana” di Rho (MI) nel video “Non doveva andare così” hanno ripercorso la storia di Piero Carpita.

“Per diffondere la cultura della legalità dobbiamo entrare nelle scuole e coinvolgere i più giovani con l’esempio dei nostri comportamenti quotidiani – ha evidenziato Presidente della Commissione Speciale Antimafia Paola Pollini (Movimento 5 Stelle) – La Giornata regionale contro le mafie si inserisce in questo contesto e conclude un percorso didattico che ha portato gli studenti a conoscere le storie di chi è stato ucciso dalle mafie e, in questo modo, a coltivare la memoria”.

Nel corso della mattinata si è svolto un talk, coordinato dal giornalista e referente di “Libera Lombardia” Lorenzo Frigerio, con le testimonianze della Coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano Alessandra Dolci, di Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, il Commissario liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato l’11 luglio 1979, e del giornalista Fabrizio Feo.

Un momento musicale curato dagli artisti del Dipartimento Pop-Rock del Politecnico delle Arti di Bergamo ha concluso l’evento. Sono intervenuti, inoltre l’Assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa e la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia Luciana Volta. Hanno partecipato i Consiglieri regionali Carlo Borghetti (PD), Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia), Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), Marisa Cesana (Lombardia Ideale), Miriam Cominelli (PD), Luca Marrelli (Lombardia Ideale), Simone Negri (PD), Michela Palestra (Patto Civico), Paolo Romano (PD) e Riccardo Vitari (Lega).

– Foto Ufficio stampa Regione Lombardia –

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La Fgi rimuove Maccarani, Facci “Ciclo esaurito, andiamo avanti”

ROMA (ITALPRESS) – La Fedeginnastica taglia con il passato e guarda al futuro con energia e positività. Il Consiglio Direttivo Federale, che si è riunito questa mattina nella seconda seduta del nuovo corso del presidente Andrea Facci, ha deciso per la risoluzione anticipata del contratto di Emanuela Maccarani, al centro delle note vicende che la vedono accusata di abusi e maltrattamenti nei confronti di alcune atlete.

Questo vuol dire che, oltre ad essere stata rimossa dal ruolo di direttrice tecnica della ginnastica ritmica, non potrà più entrare nell’accademia di Desio. “Abbiamo ritenuto che il ciclo fosse esaurito. Ora si va avanti, si producono nuovi progetti, si valuta la possibilità di crescere ancora di più, magari in maniera differente”, spiega Facci, che ha assunto la guida della ritmica ad interim fino al 30 giugno. Tutte le guide tecniche, tranne appunto quella della ritmica, “sono state posticipate al 30 giugno per poter permettere la rivisitazione del budget della struttura federale e poter fare, poi, il nuovo bilancio”.

Inoltre, sono stati nominati vicepresidenti Franco Mantero e Fabrizia D’Ottavio. Tra le delibere prese dal Cf figura anche il via, entro 30 giorni, alla procedura di selezione del nuovo procuratore federale, dopo che il precedente, Michele Rossetti, era stato rimosso per le intercettazioni in cui insultava le atlete che avevano accusato Maccarani.

L’altra novità importante riguarda il campionato italiano: “Dal 2026 faremo un grosso sforzo e cercheremo di organizzare le prove di cartello creando una cornice unitaria – l’annuncio di Facci -. Oggi l’organizzazione è demandata ai singoli club con prestazioni diverse, vorremmo metterci in prima linea per innalzare il livello. Stiamo mettendo in campo delle idee che svilupperemo”. Dal punto di vista dei risultati sportivi, “il primo anno dopo le Olimpiadi è molto interlocutorio, un anno di transizione dove non c’è la pressione del risultato e sappiamo di dover stare vicini a tecnici e atleti per iniziare un nuovo percorso insieme”.

Facci, che ha voluto sottolineare ancora una volta la giovane età del Consiglio Federale e l’alto numero di ‘quote rosa’ (“Non amo questo concetto, ma in un contesto come quello sportivo è un’inversione di tendenza che dobbiamo tutti intraprendere”, spiega il presidente), ha anche ribadito la necessità di “far sentire le società parte di un progetto profondo. Hanno bisogno del nostro supporto e per questo stiamo implementando la nostra presenza. Abbiamo bisogno di palestre e attrezzature perché abbiamo situazioni logistiche più complesse rispetto ad altri sport – conclude – Uno dei punti su cui stiamo lavorando è l’impiantistica federale: su questo stiamo avendo una serie di interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche”.

-Foto spf/Italpress-
(ITALPRESS).

Vertice di Governo sull’Ucraina “No a militari italiani sul campo”

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuta questa mattina a Palazzo Chigi una riunione convocata dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista della sua partecipazione al Vertice sulla pace e la sicurezza dell’Ucraina in programma domani a Parigi. All’incontro hanno preso parte il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani (in videocollegamento), il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Nel corso della riunione è stato riaffermato l’impegno alla costruzione, insieme ai partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti, di garanzie di sicurezza solide ed efficaci per l’Ucraina che trovino fondamento nel contesto euroatlantico – si legge in una nota di Palazzo Chigi -. Ciò anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington, ipotesi che sta riscontrando sempre più interesse tra i partner internazionali. L’incontro ha inoltre permesso di ribadire che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno. E’ stato, infine, affrontato il tema dell’attuazione e del monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, che il Governo italiano sostiene da tempo”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Russia e flotta “Ombra”, 400 tanker per trasporto petrolio e armi

ROMA (ITALPRESS) – L’esplosione della Seajewel vicino Savona; la collisione, la mattina del 10 marzo al largo della costa dello Yorkshire in Gran Bretagna, tra la della portacontainer Solong e la petroliera Stena Immaculate battente bandiera americana che si trovava all’ancora e trasportava 220.000 barili di carburante per aerei destinati alla Difesa americana, e il sequestro, la settimana scorsa, da parte della dogana tedesca della petroliera “Eventin” (con 100mila tonnellate di petrolio a bordo per un valore di 40milioni di dollari), battente bandiera panamense, alla fonda da gennaio al largo delle coste tedesche del Mar Baltico hanno riacceso i riflettori sulla presenza nei mari della cosiddetta “flotta ombra” russa.

Si tratta di un escamotage di Mosca per aggirare le sanzioni (di Usa e UE del 2022) e il tetto di 60 dollari a barile e quindi mantenere il flusso dei proventi derivanti dal traffico di greggio (dall’Asia all’Europa) ma anche di armi (verso il fronte ucraino).

E ancora, il Cremlino utilizzerebbe queste navi anche per azioni di sabotaggio contro i paesi Nato, per esempio con il trancio di cavi sottomarini. Secondo l’intelligence della difesa ucraina fanno parte della flotta da 387 tanker obsolete, di proprietà incerta o facenti capo a entità non trasparenti con indirizzi in Paesi non soggetti a sanzioni come gli Emirati Arabi Uniti o le Isole Marshall, e ora anche a società che possiedono o gestiscono le petroliere ombra in Cina – in particolare a Hong Kong – e in Russia.

Le stesse navi battono bandiera di luoghi come, appunto Panama, Gabon o le Isole Cook, di Comore, Curaçao, Gibuti, Guyana, Gambia, Sao Tomé e Príncipe e Tanzania, si legge nel rapporto. Il portale War&Sanctions ha pubblicato un elenco aggiornato delle navi della flotta ombra, che comprende 35 petroliere recentemente identificate. ùL’elenco aggiornato della flotta ombra include ora navi legate a operatori della flotta di navi cisterna russe, come Fractal Marine Shipping (Emirati Arabi Uniti), Gatik Ship Management (India), Sun Ship Management (Emirati Arabi Uniti) e Hennesea Holdings Limited (Emirati Arabi Uniti).

Oltre il 90% delle petroliere ombra elencate sul portale non dispone di un’adeguata assicurazione occidentale, il che significa che le nazioni costiere colpite da fuoriuscite o incidenti potrebbero non ricevere alcun risarcimento. Nel 2024, la Russia ha trasportato oltre il 60% delle sue esportazioni di petrolio via mare attraverso la flotta di navi cisterna ombra, tra cui il 78% delle esportazioni di petrolio greggio e il 37% dei prodotti petroliferi. “Le esportazioni totali di petrolio via mare della Russia sono stimate in oltre 80 miliardi di euro: 57 miliardi di euro di petrolio greggio e 26 miliardi di euro di prodotti petroliferi”, ha calcolato il GUR.

Un grosso contributo alla Russia per la sua guerra in Ucraina, in quanto il Cremlino può usare questi profitti per pagare la produzione di armi e altri beni per l’esercito. I proventi del petrolio promuovono la stabilità economica aiutando a tenere sotto controllo il deficit di bilancio e sostenendo il valore del rublo russo rispetto alle altre valute.

Il petrolio mantiene la bilancia commerciale russa in attivo, il che significa che la Russia vende più di quanto compra dal resto del mondo e ha denaro per pagare le importazioni. Di conseguenza, “la Russia non deve affrontare vincoli significativi sul suo bilancio o sulle spese di guerra”, hanno affermato gli esperti della scuola di Kiev nella loro ultima valutazione dell’economia russa.

Queste navi nascondono i dati relativi alla nave e al carico, disattivano i sistemi di navigazione e creano rischi per la sicurezza marittima. “I trasferimenti di petrolio STS (ship-to-ship) ad alto rischio sono ampiamente utilizzati – trasferendo il petrolio da una petroliera all’altra in acque aperte, rendendo più difficile rintracciare l’origine del petrolio”, ha riferito il GUR.

All’inizio di febbraio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che impone nuove sanzioni contro la Russia, mirando ai capitani delle navi della flotta ombra. Nel frattempo, all’inizio di marzo, gli Stati Uniti hanno respinto la proposta del Canada di formare una task force speciale per monitorare le violazioni delle sanzioni, concentrandosi in particolare sulle petroliere ombra della Russia.

Del fenomeno “flotta ombra russa” se n’è occupata anche Greenpeace con un dossier da cui emerge come diverse di queste navi (52 si legge) avrebbero operato al largo della Sicilia, ad Augusta, effettuando, da gennaio a novembre 2024, 33 trasferimenti di petrolio da una nave all’altra, in mare aperto, a poche miglia dalle acque territoriali italiane.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Per le missioni Portolano chiede “forze ad altissima prontezza operativa”

ROMA (ITALPRESS) – Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha fatto il punto di situazione sulle missioni internazionali delle Forze Armate italiane per il 2025 nel corso dell’audizione di fronte le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame congiunto della Deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata il 19 febbraio scorso.

Una relazione analitica su quanto fatto nel 2024 anche al fine di giustificare una proroga delle missioni internazionali in corso e gli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nelle aree di interesse per l´anno 2025. Il generale ha evidenziato due esigenze: “Sostenere la dimensione collettiva della sicurezza in ambito euro-atlantico e disporre autonoma capacità difensiva del territorio nazionale in un contesto di crescente ipercompetizione internazionale”. Per tenere fede agli impegni dettati dall’Alleanza per garantire prontezza di risposta in caso di crisi, saranno necessarie “forze ad alta e altissima prontezza operativa”, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa riportando i numeri della scheda contenuta nella Delibera che prevede “una forza massima di 2.867 unità, 339 mezzi terresti, 4 navali e 15 aerei in grado di gestire eventuali situazioni emergenziali e le esigenze operative Nato”.

Questo per quel che riguarda la prontezza di intervento. Attualmente l’Italia, con le sue Forze Armate, è impegnata in 39 tra missioni e operazioni internazionali (17 prorogate contro le 36 dell’anno precedente) con una consistenza media di 7.750 unità, un contingente massimo autorizzato di 12.100 unità, e un onere finanziario complessivo che ammonta 980 milioni per il 2025, a cui si aggiungerebbero 500 milioni per il 2026 per un totale di 1,48 miliardi di euro ripartito su due annualità. Aree di interesse, in uno scenario geopolitico definito “particolarmente complesso” che, per l’Italia, sono, secondo quanto relazionato dal generale Portolano, “il Mediterraneo, i Balcani, il Fianco Est della Nato, il Medio Oriente, il quadrante Sahel/Golfo di Guinea e il Corno d’Africa”.

Senza perdere di vista la rivalità per l’accesso alle risorse e gli effetti del cambiamento climatico. Aree influenzate dalla presenza di Russia e Cina i cui interessi, per “aumentare la loro sfera di condizionamento, strappando l’influenza occidentale”, si estendono dal Mediterraneo Allargato verso i Balcani dove le due potenze “stanno rafforzando il loro peso alimentando le dispute tra Serbia e Kosovo”, quindi in Africa dove “è in corso un processo di riconfigurazione degli allineamenti e degli equilibri di potere, con una crescente diversificazione delle partnership di Cina e Russia. In questo senso, la stabilità della Libia per noi rimane prioritaria, attesa la rilevanza sotto i profili migratori, energetico, securitario, e la permanente situazione di stallo politico in cui versa”.

Di rilievo l’impegno nel Mar Rosso, con l’operazione Aspides, che consente la salvaguardia e la sicurezza del traffico marittimo da e per il Mediterraneo attraverso Suez e quindi con un forte impatto sull’economia del Paese, minacciato dagli Houthi: “Si tratta di un’operazione fortemente voluta – ha ricordato Portolano -. Si potrebbe pensare di integrarla con l’operazione anti pirateria ‘Atalanta’, in quanto complementari e quindi si potrebbe pensare ad unico comando”.

– foto IPA Agency –

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A Milano esplode una fabbrica di chewing gum, nessun ferito

MILANO (ITALPRESS) – Squadre del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano si stanno dirigendo verso lo Stabilimento Perfetti di Lainate in via Clerici 30 a seguito di una esplosione che sarebbe avvenuta in un magazzino interno alla società produttrice di chewing gum. Una densa colonna di fumo nero è già visibile a distanza di alcuni chilometri.

L’incendio che ha interessato un magazzino dell’Azienda è sotto il controllo delle squadre dei Vigili del fuoco. All’interno erano depositati- secondo le prime informazioni – scarti di lavorazione. Non risultano persone coinvolte o feriti. A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’Azienda. I mezzi del Comando di Milano dei Vigili del Fuoco inviati sul posto sono otto ed un altro mezzo proveniente dal vicino Distaccamento di Saronno.

– Foto Vvf Milano –

(ITALPRESS)