sabato, Ottobre 31, 2026
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Emettevano fatture false, la Guardia di Finanza di Padova sequestra beni per 4,8 milioni a sette società

PADOVA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Padova e Este ha ottenuto dalla Procura della Repubblica di Rovigo un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Rovigo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie pari a 4,8 milioni euro, nei confronti di sette società aventi sede in territorio della bassa padovana e dei rispettivi amministratori, i quali, in ipotesi accusatoria attraverso un insidioso meccanismo di false fatturazioni, hanno generato crediti IVA inesistenti utilizzati per compensare contributi previdenziali dei propri dipendenti.

Il provvedimento è stato posto in esecuzione il 19 marzo dalla Procura della Repubblica di Rovigo ed eseguito dalla Guardia di Finanza di Padova ed Este e rappresenta l’epilogo delle investigazioni svolte dai finanzieri della Compagnia di Este a partire dal 2023 nei confronti di 7 società di capitali operanti nella realizzazione di edifici, le quali – per il tramite dei rispettivi rappresentanti legali, uniti anche da strette relazioni di parentela – in ipotesi accusatoria hanno utilizzato fatture oggettivamente inesistenti per oltre 14 milioni di euro, emesse da società situate nelle province di Crotone, Parma, Reggio Emilia, Verona.

Queste ultime, in particolare, risultate essere evasori totali privi di asset aziendali, secondo l’ipotesi accusatoria hanno “concluso” contratti di noleggio di attrezzatura edile mai esistita ovvero utilizzata nei cicli produttivi. L’utilizzo ritenuto fraudolento dei documenti fiscali inesistenti ha consentito alle società, nei periodi d’imposta dal 2019 al 2022, di generare un credito IVA di circa 2,5 milioni di euro, da utilizzare per compensare i contributi I.N.P.S. dovuti dalle società datrici di lavoro a favore dei propri dipendenti, così permettendo alle società stesse di apparire virtuose da un punto di vista contributivo e non incorrere in limitazioni nello svolgimento dell’attività di impresa.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

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Ucraina, Tajani “Serve compromesso con assenso kiev e coinvolgimento Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Kiev ha già accettato le intese, ora tocca a Mosca voler dimostrare di voler portare avanti veramente il percorso verso la pace. E’ la Russia che deve decidere se vuole la pace oppure no, una pace che deve essere giusta e duratura, basata su principi chiari che abbiamo ribadito, da ultimo, alla riunione dei ministri degli esteri G7 in Canada delle scorse settimane”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nelle comunicazioni alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle missioni internazionali.
“In primo luogo ogni compromesso deve essere deciso con l’assenso dell’Ucraina e con il coinvolgimento dell’Unione Europea – ha aggiunto -, come ho avuto modo di ribadire al segretario di Stato Rubio, con cui ho avuto un lungo colloquio in Canada. Lui stesso ha riconosciuto per l’Europa un vero ruolo al tavolo negoziale”.
Per il ministro Tajani “nulla può essere deciso sul futuro dell’Ucraina senza gli ucraini, nulla può essere deciso sulla sicurezza dell’Europa senza gli europei. Una soluzione duratura implica anche garanzie di sicurezza e su questo la posizione del governo è molto chiara ed è stata ribadita più volte dal presidente del Consiglio Meloni, che oggi è a Parigi per discutere questo tema centrale con i nostri principali partner. Siamo impegnati nella costruzione, insieme ai nostri alleati europei e occidentali, a partire dagli Stati Uniti, di garanzie di sicurezza solide ed efficaci per l’Ucraina che trovano fondamento nel contesto euro atlantico”.

– Foto IPA Agency –

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Parapendista disperso ad Arbus, ricerche in corso dalla notte

ARBUS (ITALPRESS) – Sono proseguite per tutta la notte e continuano senza sosta le operazioni di ricerca di un parapendista disperso tra Scivu e Capo Pecora, nel territorio di Arbus, in provincia del Sud Sardegna. L’allarme è scattato nella tarda serata di ieri, mercoledì 26 marzo, quando l’uomo ha fatto perdere le sue tracce nella zona costiera, caratterizzata da terreni impervi e scogliere a picco sul mare.

I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Cagliari hanno immediatamente predisposto un posto di comando avanzato, dotato di Unità di Comando Locale (UCL), con il supporto di personale specializzato in topografia applicata al soccorso (TAS). Sul posto è presente anche il Funzionario di Guardia per coordinare le operazioni di ricerca. Le squadre di soccorso stanno battendo l’area con il supporto di unità SAF (Speleo Alpino Fluviali), intervenute per esplorare le zone più difficili da raggiungere via terra.

Contestualmente, il nucleo sommozzatori è impegnato nelle perlustrazioni in mare, mentre i droni del nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) stanno sorvolando la zona alla ricerca di indizi utili. Anche la squadra di pronto intervento del distaccamento di Sanluri sta partecipando alle operazioni. Alle ricerche collaborano attivamente la Guardia Costiera, un elicottero dell’Aeronautica Militare e il personale del Soccorso Alpino Speleologico, per un intervento congiunto che punta a localizzare il disperso nel più breve tempo possibile.

– Foto Vigili del Fuoco –

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Crosetto “Interesse dell’Italia non è riarmo ma costruire difesa”

ROMA (ITALPRESS) – “Si sente spesso parlare di riarmo. Noi
continuiamo a sostenere che l’interesse dell’Italia non è quello di perseguire il riarmo ma di costruire la difesa”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle missioni internazionali.
“Nostro interesse è dare a questo Paese uno strumento di difesa efficiente e in grado di assolvere i compiti che le leggi e la Costituzione danno dalla difesa di un Paese – ha aggiunto -. Oggi la mancanza di investimenti, che dopo la caduta del muro di Berlino sono scesi drasticamente, richiede un’accelerazione, sia dal punto di vista del personale, perchè i numeri sono stati tarati in un’altra epoca storica, sia sulla formazione e gli investimenti in difesa”.
“La domanda che il ministro della Difesa deve porsi ogni giorno non è quella di rispondere alle provocazioni giornalistiche, ma chiedersi “Se domani mattina l’Italia ricevesse un attacco di tre ore come quello ricevuto da Israele sarebbe in grado di difendersi?”. Se la risposta è no deve agire – ha sottolineato Crosetto -. Il tempo in cui deve rispondere è una risposta politica, ma la necessità di agire è quello che deve fare il ministro della Difesa, qualunque sia la coalizione che lo regge. La scelta politica è sulla quantità di tempo che deriva dal giudizio che quella maggioranza dà sulle prospettive di peggioramento delle crisi internazionali – ha proseguito -. Ci sono Paesi europei che sono convinti che saranno in guerra nei prossimi 2-3 anni, come i Paesi baltici e la Polonia, che agiscono come se la guerra fosse alle porte. C’è la necessità di prevenire anche scenari negativi, nessuno può organizzare la difesa prevedendo scenari bucolici, anche se li vorremmo tutti. La pace è un equilibrio di forze”.

– Foto IPA Agency –

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A Salerno 10 arresti per scambio elettorale politico mafioso

SALERNO (ITALPRESS) – La Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari a carico di 10 indagati, emessa dalla Sezione GIP-GUP del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, i quali, a vario titolo, sono ritenuti responsabili dei delitti di scambio politico elettorale politico mafioso; tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso; estorsione aggravata dal metodo mafioso; detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo e favoreggiamento personale. Gli arresti sono stati eseguiti a Torchiara, Capaccio Paestum, Baronissi, nel salernitano, a Terni e Sulmona, in provincia dell’Aquila.
(Fonte video: DIA Salerno)

tvi/mca3/Italpress
(ITALPRESS).

Dieci arresti nel Salernitano per scambio elettorale politico mafioso

SALERNO (ITALPRESS) – Questa mattina la Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari a carico di 10 indagati, emessa dalla Sezione GIP-GUP del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, i quali, a vario titolo, sono ritenuti responsabili dei delitti di scambio politico elettorale politico mafioso; tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso; estorsione aggravata dal metodo mafioso; detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo e favoreggiamento personale. Gli arresti sono stati eseguiti a Torchiara, Capaccio Paestum, Baronissi, nel salernitano e a Terni Sulmona, in provincia dell’Aquila.

Foto: screenshot ufficio stampa Dia

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A Roma operazione di DDA e Carabinieri, 18 gli arresti

ROMA (ITALPRESS) – Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Roma Centro per dare esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia – che dispone misure cautelari nei confronti di 18 persone, di cui 8, associate in carcere, gravemente indiziate di essere i promotori e membri di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti mentre le altre 10 sottoposte alla misura degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione in caserma poiché gravemente indiziate di plurime condotte di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

Le indagini dei Carabinieri, avviate dal monitoraggio dei canali di approvvigionamento di un pusher dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area della movida di Piazza Navona e Piazza del Fico, hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di una struttura criminale di tipo associativo con base logistica nel quartiere San Basilio, dedita alla stabile gestione dello spaccio di stupefacenti – prevalentemente cocaina e crack – nel quadrante nord-est della Capitale, con propaggini appunto fino al centro storico.

La manovra investigativa ha consentito non solo di ipotizzare la struttura piramidale dell’organizzazione, con a capo Alessio Capogna, parente di storici personaggi del narcotraffico capitolino, nonché la suddivisione interna dei ruoli ma anche e soprattutto lo schema operativo prescelto con l’utilizzo del “modello itinerante” di piazza di spaccio, a discapito del classico sistema statico, nel quale le cessioni avvenivano principalmente attraverso un “delivery service“, a domicilio ovvero in punti d’incontro fissi, previa ordinazione tramite un “centralino” disponibile 24 ore su 24.

– Foto Ufficio stampa Carabinieri –

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In cinque in manette a Palermo per pedopornografia, 5 arresti

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e finalizzata alla lotta contro la pedopornografia online, ha dato esecuzione a 8 decreti di perquisizione nei territori di Palermo e provincia, procedendo all’arresto di 5 soggetti e alla denuncia di ulteriori 3 per divulgazione, cessione e detenzione di immagini e video pedopornografici.

L’articolata attività di indagine è stata condotta congiuntamente dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Sicilia Occidentale e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale. Durante le perquisizioni gli operatori hanno sequestrato numerosissimi file video e immagini che documentano lo sfruttamento sessuale di minori, anche in tenerissima età, confermando le ipotesi investigative circa la sistematica attività di detenzione e distribuzione di materiale pedopornografico da parte degli indagati sulla Rete Internet.

Il materiale e i dispositivi rinvenuti sono attualmente sottoposti agli accertamenti necessari per fare luce su ulteriori aspetti dell’inchiesta, compresa l’identificazione delle piccole vittime.

foto: screenshot video Polizia di Stato

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Trump annuncia “Dazi del 25% sulle auto prodotte fuori dagli Usa”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – All’evento del Women’s History Month è poi seguita la conferenza stampa in cui il presidente Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 25% su tutte le auto non prodotte negli Stati Uniti. “E’ l’inizio della liberazione dell’America – ha detto il capo della Casa Bianca -. Ci riprendiamo i soldi che ci sono stati portati via da altri Paesi”. Per i cittadini degli Usa che compreranno auto americane saranno previste deduzioni fiscali, ha aggiunto Trump, annunciando che i dazi sulle auto importate entreranno in vigore “dal 2 aprile”.

Secondo il presidente l’imposizione di nuove tariffe sulle auto porterà “alla costruzione di numerosi impianti, in particolare di fabbriche di automobili”. I dazi sulle auto entreranno in vigore a partire dal 2 aprile e secondo quanto annunciato da Trump saranno permanenti per il resto del suo mandato. Rispondendo ad una domanda della stampa Trump ha anche dichiarato di non essersi confrontato con il patron di Tesla Elon Musk in merito alle tariffe sulle auto. Trump ha sottolineato quanto sia importante che il Congresso approvi una legge in modo che gli interessi sulle auto possano essere dedotti dalle tasse se l’auto è prodotta in America: “Penso che la gente rimarrà impressionata – ha affermato – Saremo molto giusti, saremo molto gentili, in realtà. Non siamo stati trattati bene dagli altri paesi e penso che la gente sarà piacevolmente sorpresa, ma renderà il nostro paese molto ricco, perché siamo il salvadanaio da cui tutti rubano e lo fanno da molti anni, da decenni, e non permetteremo che accada ancora. Avremo una vigilanza molto forte per far rispettare le tariffe sulle auto prodotte negli Stati Uniti”.

Secondo quanto reso noto da Trump, la tariffa del 25% sarà applicata ai veicoli come berline, suv, crossover, minivan, furgoni e ai camion leggeri, nonché ai principali componenti delle automobili come motori, trasmissioni, componenti del gruppo propulsore e componenti elettrici, con procedure per ampliare le tariffe su ulteriori componenti. Tra i funzionari presenti nello Studio Ovale al momento dell’annuncio figuravano Peter Navarro, Karoline Leavitt, il presidente della Camera Mike Johnson, il capo dello staff Susie Wiles e il segretario al Commercio Howard Lutnick.

– Foto IPA Agency –

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Sgominata a Reggio Calabria una rete di “armieri”, in 9 in manette

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Un’operazione imponente dell’Arma dei Carabinieri ha portato all’arresto di nove persone, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. Il blitz, che ha visto impiegati oltre 100 militari dell’Arma, si è concentrato nel quartiere di Arghillà. L’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria tra novembre 2024 e marzo 2025 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta da Giuseppe Lombardo, ha permesso di ricostruire l’intensa rete di traffico e detenzione di armi clandestine, evidenziando il ruolo di primo piano del gruppo criminale nell’approvvigionamento e nella distribuzione di armamenti illegali.

Gli arrestati erano in grado di reperire e movimentare con estrema facilità un vasto arsenale, grazie a solidi legami con altre organizzazioni malavitose e a una fitta rete di complicità. I militari dell’Arma hanno accertato come il gruppo avesse stabilito un sistema ben organizzato per il trasporto e la custodia delle armi, sfruttando abitazioni private, magazzini e persino edifici abbandonati. La logistica del sodalizio criminale era tale da consentire la rapida movimentazione degli armamenti, che venivano trasferiti da un luogo all’altro per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine. Inoltre, l’indagine ha rivelato come il traffico di armi fosse strettamente collegato ad altre attività illecite, tra cui estorsioni e regolamenti di conti.

L’inchiesta ha documentato diversi episodi di violenza: in più occasioni, colpi di arma da fuoco sono stati esplosi in luoghi pubblici, generando pericolo per la popolazione locale. Le armi venivano utilizzate per risolvere controversie tra gruppi rivali e per atti intimidatori, contribuendo a un clima di forte tensione nel quartiere. Gli investigatori hanno accertato che il gruppo criminale disponeva di numerosi nascondigli, sfruttando garage, sottotetti e aree comuni per occultare il proprio arsenale e renderlo immediatamente disponibile all’occorrenza.

L’operazione aveva già condotto, nei mesi scorsi, al sequestro di decine di fucili e pistole, di diverso calibro e modello, tra cui armi di fabbricazione artigianale e modificate per aumentarne la potenza. Sono state inoltre recuperate migliaia di munizioni, comprese cartucce per armi automatiche e da guerra. Il sequestro più allarmante ha riguardato il ritrovamento di panetti di tritolo con detonatori e componenti elettrici, materiale altamente pericoloso e pronto per essere utilizzato nella realizzazione di ordigni esplosivi telecomandati. L’arsenale era ben conservato e costantemente rifornito, segno di una gestione meticolosa da parte dell’organizzazione criminale.

foto: ufficio stampa Carabinieri

(ITALPRESS).