venerdì, Novembre 6, 2026
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Prosegue la protesta dei tir, blocchi sull’A30 a Nola ed Avellino Est: oggi l’incontro con Salvini

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(Adnkronos) – Prosegue la protesta dei tir contro il caro carburanti. In attesa dell’incontro della categoria degli autotrasportatori con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, previsto per oggi, in Campania i camionisti sono ancora in presidio al casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e si registrano blocchi a oltranza nella zona di Avellino Est. La protesta ha coinvolto anche la barriera di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove si sono registrate forti ripercussioni sulla circolazione in direzione Caserta.  

La mobilitazione è legata soprattutto all’aumento del costo del gasolio, che pesa sui bilanci delle imprese di autotrasporto e sui lavoratori del settore. I manifestanti attendono ora l’esito del confronto con il Governo per capire se saranno adottate misure concrete a sostegno della categoria.Gli automobilisti sono invitati a prestare attenzione alla situazione del traffico e a verificare gli aggiornamenti sulla viabilità prima di mettersi in viaggio. 

 

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cronaca

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Pellissier e il modello Chievo: persone, organizzazione e appartenenza per competere

Il modello Chievo torna nelle riflessioni di Sergio Pellissier: il lavoro delle persone e un progetto condiviso aiutarono il club a confrontarsi con avversari più ricchi. L’ex capitano riconosce il peso delle risorse economiche, ma richiama il valore della struttura societaria e dell’appartenenza.

Sergio Pellissier riparte dalle fondamenta del Chievo dei primi anni Duemila. Nell’intervista a News.Superscommesse.it, le cui riflessioni sono riprese da ViPiù.it sul rapporto tra organizzazione e risultati sportivi, l’ex capitano individua nelle persone una componente decisiva della capacità di competere con società dotate di mezzi superiori.

Il modello Chievo e la forza del progetto comune

La domanda riguarda l’ingrediente di quella squadra che vorrebbe ritrovare nel gruppo attuale. Pellissier allarga la risposta oltre le qualità dei singoli calciatori: il riferimento è al contributo di chi lavorava nel club, alla professionalità e alla convinzione di partecipare a un percorso comune.

Dirigenza, staff e squadra entrano così nella stessa valutazione. Secondo l’ex attaccante, la loro collaborazione permetteva di ridurre almeno in parte la distanza economica dalle formazioni maggiori. L’appartenenza al progetto accompagnava il lavoro quotidiano e dava continuità all’organizzazione.

La sua lettura comprende anche un limite: oggi riunire queste caratteristiche nella medesima società è più difficile. La disponibilità finanziaria rimane necessaria per affrontare gli investimenti del calcio contemporaneo. Il richiamo al passato, quindi, non cancella il peso dei bilanci nella costruzione di una squadra competitiva.

Un’identità legata al calcio veronese

Il percorso del Chievo portò un quartiere di Verona nella massima serie, dove il club rimase a lungo. Pellissier ne ha attraversato la storia da giocatore e ha successivamente partecipato al rilancio del nome e dell’identità sportiva gialloblù.

Il presente cittadino passa anche dal pareggio per 1-1 tra Virtus Verona e Chievo dell’11 ottobre: al Gavagnin, nella settima giornata di Serie D, il vantaggio di Bane è stato raggiunto dal rigore di Luppi al 90′. Una cronaca recente che si affianca alla riflessione dell’ex capitano sulle condizioni necessarie per dare solidità a un progetto calcistico.

Scuola, occupato a Roma Iss Leopoldo Pirelli: ragazzi alla finestra con maschere

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(Adnkronos) –
Occupato oggi martedì 20 ottobre l’Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli di Roma. I ragazzi hanno esposto uno striscione a una finestra dell’immobile: ‘Pirelli occupato – I mostri del Pirelli’ e si sono affacciati con delle maschere sul viso. E’ stato anche acceso un fumogeno rosso. L’Istituto d’Istruzione Superiore Tecnico Economico – Tecnologico – Linguistico ha una sede in via Rocca di Papa e un’altra in via Assisi, in quelli che erano i locali della fabbrica dismessa della Pirelli. 

 

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cronaca

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Champions League, oggi Psg-Barcellona: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match in Champions League. Oggi, martedì 20 ottobre, il Paris Saint-Germain ospita il Barcellona – in diretta tv e streaming – nella terza giornata della massima competizione europea. I parigini sono reduci dalla bella vittoria di Manchester, dove hanno battuto il City per 4-2, mentre i catalani hanno dominato a Istanbul contro il Galatasaray, superato per 4-1. 

 

Il big match tra Psg e Barcellona è in programma oggi, martedì 20 ottobre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Psg (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Zaire-Emery, Vitinha, Fabian Ruiz; Akliouche, Dembelé, Doué. All. Luis Enrique. 

Barcellona (4-3-3): Garcia; Espart, Cubarsì, Koundé, Joao Cancelo; Rodri, Fermin Lopez, Pedri; Yamal, Dani Olmo. All. Flick. 

 

Psg-Barcellona sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

 

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sport

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Independence Day

L’indipendenza europea passa dalla capacità di decidere e assumersi responsabilità. La provocazione di una ricorrenza il 20 gennaio riapre il confronto sull’autonomia strategica, sulle alleanze e sul rapporto con Washington: una riflessione tra ironia e consapevolezza dei propri interessi.

Indipendenza europea: autonomia e responsabilità tra alleati

Il confronto sull’indipendenza europea si intreccia con la questione dell’autonomia economica dell’Europa nei rapporti con gli Stati Uniti.

Il 20 gennaio, una data da ricordare? Quando le imprevedibili mosse di un presidente americano aiutano l’Europa a scoprire che, per camminare con le proprie gambe, non occorre chiedere il permesso a Washington.

Nella nostra agorà domenicale, la piazza cittadina, davanti a un fresco e delizioso sorbetto al limone – perché anche la geopolitica, ogni tanto, merita di essere affrontata con la gola rinfrescata – si discute, come di consueto, delle ultime rappresentazioni offerte dal teatro planetario.

Tra un avvenimento e l’altro, Nicodemo, profondo conoscitore di diverse discipline scientifiche e incline a collegare i puntini dove altri vedono soltanto una costellazione di problemi, prende la parola.

«Direttore», esordisce, rivolgendosi affettuosamente a chi scrive, «ho letto con estremo interesse il suo articolo di ieri, Grazie, Mr. President! E mi è venuta un’idea. Se ogni anno, il 9 maggio, celebriamo la Giornata dell’Europa, perché non proporre ai nostri rappresentanti a Bruxelles l’istituzione di una seconda ricorrenza? Una giornata dedicata all’indipendenza europea».

La proposta, sulle prime, appare sibillina. Nicodemo, però, non è uomo da lanciare idee per poi abbandonarle a metà strada. E così, dopo una breve pausa, completa il ragionamento:

«La data potrebbe essere il 20 gennaio».

Una data precisa, dunque: il 20 gennaio 2025, quando, a mezzogiorno in punto, Donald Trump ha iniziato il suo secondo mandato alla Casa Bianca.

A questo punto, il sorbetto rischia quasi di sciogliersi senza che nessuno se ne accorga. La spiegazione merita attenzione.

«Gli Stati Uniti festeggiano il loro Independence Day il 4 luglio. E perché l’Europa non dovrebbe celebrare il proprio il 20 gennaio? Non per ricordare una liberazione militare, naturalmente, ma una presa di coscienza. Perché proprio da quella data, tra dichiarazioni imprevedibili, pressioni e ripetuti interrogativi sulla solidità delle alleanze, gli europei hanno cominciato a comprendere meglio una verità elementare: l’amicizia con gli Stati Uniti è preziosa, ma non può trasformarsi in una dipendenza psicologica».

Il ragionamento, bisogna riconoscerlo, ha una sua logica. E anche una certa malizia.

Per anni, l’Europa ha beneficiato della protezione americana, talvolta affidandosi a essa con una tranquillità che non sempre ha incoraggiato la costruzione di una piena autonomia strategica. Poi è arrivato Trump, con il suo modo tutto personale di interpretare le relazioni internazionali, e molte certezze hanno cominciato a vacillare.

Il risultato, almeno in parte, è stato paradossale: proprio chi sembra voler ridimensionare il peso dell’Europa potrebbe aver contribuito a risvegliarne la consapevolezza.

Naturalmente, l’indipendenza non si proclama con un brindisi, né si conquista cambiando semplicemente interlocutore. Richiede capacità di difesa, solidità economica, energia, coesione politica e, soprattutto, la volontà di assumersi responsabilità che per troppo tempo è stato più comodo delegare.

Ma la trasformazione culturale è forse già cominciata. Un’Europa più consapevole dei propri interessi, capace di scegliere le proprie alleanze senza rinunciare ai propri principi, può diventare un interlocutore più credibile per gli amici e più rispettato dagli avversari.

Perché l’autonomia non significa voltare le spalle a Washington, così come la fedeltà a un’amicizia non impone di rinunciare alla propria personalità. Tra alleati si collabora; non si vive in affitto nella volontà altrui.

Nella nostra agorà, la proposta di Nicodemo viene accolta con entusiasmo. Non è ancora una mozione parlamentare, Bruxelles non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale e il calendario europeo, per il momento, può dormire sonni tranquilli. Ma l’idea ha il merito di porre una questione seria attraverso una provocazione sorridente.

E chissà che un giorno altri Paesi non decidano di celebrare il proprio Independence Day in senso politico e simbolico: non necessariamente liberandosi da qualcuno, ma imparando finalmente a contare su se stessi.

Nicodemo, prima di congedarsi, richiama una riflessione di Abraham Lincoln, particolarmente adatta ai tempi inquieti che attraversiamo: «I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso». E conclude con le parole che ne esprimono il senso più attuale: occorre pensare e agire in modo nuovo, emancipandosi dagli schemi che non sono più sufficienti a comprendere la realtà.

La conversazione si avvia alla conclusione. Il sorbetto è ormai quasi finito, ma la questione rimane sul tavolo.

Forse il 20 gennaio non diventerà mai una festa europea. Ma se servisse a ricordare che l’autonomia non si riceve in dono e che la dignità non si delega, avremmo già trovato un buon motivo per brindare.

Naturalmente, con un altro sorbetto al limone. Questa volta, però, all’indipendenza del pensiero.

Giuseppe Arnò

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Foto: Bing.com

Guidesi (Regione Lombardia): “Con Officina Ai fabbrichiamo intelligenza artificiale”

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Officina Ai “significa fabbricare e produrre intelligenza artificiale, ovvero avere un nuovo distretto, una nuova filiera e un nuovo ecosistema che si occuperà di produrre IA a beneficio di tutte le altre zone di innovazione e sviluppo che nasceranno in Lombardia. È un’opportunità di autosostenibilità anche dal punto di vista tecnologico ed economico”. Così Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, intervenendo a Milano all’incontro organizzato da Assolombarda in collaborazione con Regione Lombardia e Made per firmare la delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”.

Taisch (Made): “Ai il più grande acceleratore di produttività dei prossimi anni”

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“Oggi la sfida legata all’intelligenza artificiale è ancora più complicata e alta, perché si tratta di una tecnologia in qualche modo lontana dal percepito dell’imprenditore medio, difficile da comprendere, in cui gli algoritmi rappresentano ormai una commodity. Made è chiamata a insegnare come si possa adottare l’Ai, che sarà il più grande acceleratore di produttività dei prossimi anni. Non possiamo perdere questo treno”. Lo afferma Marco Taisch, presidente di Made – Competence Center Industria 4,0, in occasione dell’incontro, a Milano ‘AI e Physical AI, l’impatto nel mondo reale’, organizzato da Assolombarda in collaborazione con Regione Lombardia. Durante il convegno è stata firmata la delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”. Promossa da Assolombarda, attuale capofila, la Zis vedrà Made Competence Center assumere il ruolo di hub e soggetto gestore.

Biffi (Assolombarda): “Intelligenza artificiale futuro dell’industria”

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In Lombardia “abbiamo la più alta concentrazione di industria manifatturiera d’Europa nel nostro quadrilatero compreso tra Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il doppio di Bergamo e Brescia messe insieme, che pur rappresentano un’altra quota significativa della manifattura lombarda. A questo si aggiunge un’altra competenza fondamentale, quella degli Innovation Services. Questo connubio permette di affrontare al meglio la trasformazione che fonde il software e l’hardware, unendo la meccatronica all’informatica per arrivare alla fisica e all’Ia che è il mix di queste due componenti ed è il futuro dell’industria nei prossimi anni”. Sono le parole di Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, all’incontro organizzato a Milano per la firma della delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”. Promossa da Assolombarda, attuale capofila, la Zis vedrà Made Competence Center assumere il ruolo di hub e soggetto gestore.

Zoppas (Ice): “Chi non usa l’Ai rischia di rimanere indietro”

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“Il vero impatto dell’intelligenza artificiale si ha naturalmente anche sul prodotto, perché la ricerca e lo sviluppo di nuovi processi aziendali portano a miglioramenti continui molto più rapidi e veloci. C’è quindi un’accelerazione esponenziale per chi utilizza l’IA, che rischia di lasciare indietro chi non la impiega. Per continuare a essere e restare competitivi sul mercato, dobbiamo adeguarci ai best in class, ovvero ai migliori nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, altrimenti anche i settori e le categorie tradizionali rischiano di rimanere indietro”. Così Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), a margine del convegno organizzato a Milano “AI e Physical AI, l’impatto nel mondo reale”. Il convegno ha fatto da cornice alla firma della delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”.

Zoppas (Ice): “Ai treno che sta passando, impegnati a sostenere imprese sui mercati”

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(Adnkronos) – “L’intelligenza artificiale è un treno che sta passando e che dobbiamo assolutamente cogliere. La velocità con cui queste tecnologie acceleranti evolvono rende sempre più importante velocizzare l’adozione per sostenere la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali”. E’ quanto ha dichiarato Matteo Zoppas, presidente di Agenzia Ice, intervenendo all’evento “AI e Physical AI, l’impatto nel mondo reale” promosso da Assolombarda e Made Competence Center Industria 4.0 presso l’Auditorium Gio Ponti a Milano. 

“Non farlo significa trovarsi tra 5 o 10 anni a combattere sui mercati senza poter essere competitivi. L’adozione dell’AI – ha proseguito Zoppas – pervade tutte le funzioni aziendali, dalla ricerca e sviluppo alla produzione, dal marketing alle attività d’ufficio, fino alla progettazione di un prodotto o alla stesura di una lettera o di un ordine. Si tratta di un cambiamento organizzativo paragonabile a quello che ha accompagnato l’introduzione delle logiche Kaizen e del lean manufacturing. Se non acceleriamo nell’utilizzo degli strumenti offerti dall’AI, rischiamo di perdere terreno sui mercati internazionali sotto il profilo dei costi, della qualità e dell’autorevolezza dei nostri prodotti. Come Agenzia Ice siamo impegnati a sostenere le imprese in questo percorso: nel 2025 abbiamo realizzato oltre 90 iniziative internazionali dedicate all’innovazione e alle tecnologie avanzate, accompagnando 1.043 startup e Pmi innovative e favorendo l’arrivo in Italia di 171 operatori e investitori esteri. In questo quadro, il Ces, che abbiamo contribuito a portare in Italia, rappresenta un’importante occasione di confronto con le migliori tecnologie e le esperienze internazionali, offrendo alle nostre imprese la possibilità di comprendere l’evoluzione in corso e valutare il proprio livello di innovazione rispetto alle soluzioni più avanzate a livello mondiale”.  

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economia

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