“Una nefrite cronica comporta una vita molto complessa. Fondamentale una diagnosi precoce per evitare complicanze. È necessario poter accedere ai farmaci in tempi brevi e in maniera equa su tutto il territorio nazionale. Le differenze tra i sistemi sanitari regionali rischiano di alimentare disuguaglianze.” Queste le parole di Antonella Celano, presidente Apmarr Aps Ets al convegno promosso dall’associazione presso il Ministero della Salute.
Cni, rigenerazione urbana da aprire alle aree interne del paese
(Adnkronos) – La rigenerazione delle aree interne e la cultura legata alla rigenerazione come strumento di arricchimento e di coesione sociale. Questi i due focus di approfondimento al centro della quarta tappa, tenutasi a Potenza, di ‘Traiettorie urbane e territoriali’, le giornate di approfondimento che il Consiglio nazionale degli ingegneri dedica alla rigenerazione urbana. L’iniziativa parte dalle attività promosse dal Gruppo di lavoro sulla rigenerazione urbana (costituito da presidenti e consiglieri degli ordini territoriali, esperti della tematica e da componenti del Censu), coordinato dalla consigliera nazionale delegata Irene Sassetti.
I lavori sono stati introdotti da Giuseppe D’Onofrio (componente GdL Rigenerazione Urbana del Cni) ed hanno visto i saluti istituzionali di Pasquale Pepe (vicepresidente della Regione Basilicata), Vincenzo Telesca (sindaco di Potenza), Benedetto Manganelli (Direttore dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata), Giuseppe Sicolo (assessore all’Urbanistica del Comune di Matera e presidente del Dipartimento Scuola di formazione Fondazione Cni), Teresa Bengiovanni (presidente dell’Ordine ingegneri di Matera), Carmine Rocco Mecca (vicepresidente vicario dell’Ordine Ingegneri di Potenza). I saluti per il Cni sono stati portati dal vicepresidente Elio Masciovecchio che ha sottolineato l’importanza di prendersi cura delle aree interne del Paese: “Il famoso meridionalista Manlio Rossi Doria divideva il mezzogiorno tra polpa e osso. Da una parte le pianure e le coste ricche e popolose, dall’altra le colline dell’interno. Da ingegnere se sento la parola osso non penso alla parte povera bensì alla struttura che regge il tutto”.
Ad inizio lavori Irene Sassetti (consigliera tesoriere del Consiglio nazionale degli ingegneri con delega all’Urbanistica) illustrando la posizione e le proposte del Cni in merito alla rigenerazione urbana si è espressa così: “Questa giornata mira in maniera particolare ad evidenziare la funzione della rigenerazione urbana nella valorizzazione delle aree interne. E’ indispensabile affrontare questo tema attraverso una sinergia tra i diversi attori coinvolti. Gli ingegneri sanno fare urbanistica ma è fondamentale rapportarsi alle amministrazioni e alle istituzioni. La rigenerazione urbana noi la intendiamo come qualcosa che abbia soprattutto un valore sociale, componente da tenere presente nella fase della progettazione e della pianificazione urbana. La rigenerazione poi è legata al tema ambientale, in particolare il consumo del suolo. Poi c’è il tema della transizione energetica che sarebbe meglio declinare in termini di transizione ecologica, quindi l’idea del verde come strumento di rigenerazione urbana. In questo scenario è lecito chiedersi quale legge urbanistica serva. A nostro avviso, si deve andare verso un’urbanistica prestazionale, con monitoraggio costante nella realizzazione dei piani approvati, in modo da poterli perfezionare agendo ponendosi delle priorità”.
Il primo panel della giornata, quello politico-istituzionale, è stato moderato da Biagio Bisignani (componente GdL Rigenerazione Urbana del cni e direttore all’urbanistica del comune di Catania) che ha sottolineato come la dicotomia tra consumo del suolo e spopolamento delle città ponga una sfida nuova alla rigenerazione. Beniamino Murgante (professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Università degli Studi della Basilicata), partendo dalla questione dei cambiamenti climatici, dalla constatazione che l’80% delle emissioni avviene in città e che si prevede un grande fenomeno migratorio a livello mondiale dalle aree rurali alle città, ha sottolineato la necessità di ragionare su opere che possano migliorare la qualità della vita, come ad esempio le infrastrutture veri. Tra le esperienze che ha citato c’è quella del Bosco verticale di Pisticci. Paolo La Greca (presidente del Censu) ha ripercorso l’evoluzione delle politiche urbane in Italia, dal recupero edilizio degli anni ’70 alla riqualificazione urbana degli anni ’90, fino all’attuale stagione della rigenerazione urbana. Quest’ultima si distingue per un approccio integrato, che supera la dimensione puramente edilizia e affronta le criticità urbanistiche, ambientali e socioeconomiche delle città, ponendo al centro la sostenibilità e il contenimento del consumo di suolo. Rosalia Smaldone (dirigente Ufficio parchi, biodiversità, pianificazione e paesaggio) ha analizzato il ruolo della rigenerazione urbana come una delle principali strategie di governo del territorio regionale, orientata alla riduzione del consumo di suolo, alla valorizzazione del patrimonio esistente e al rafforzamento della coesione territoriale. Giuseppe Sicolo ha ripercorso la rigenerazione urbana nella città di Matera a partire dagli anni ’60, approfondendo il passaggio dall’abbandono degli anni ’50 fino al successo della riqualificazione degli anni recenti.
Il secondo panel è stato dedicato al tema della rigenerazione delle aree interne ed è stato moderato da Stefano Di Napoli (componente GdL Rigenerazione Urbana Cni). Tra gli interventi, da segnalare Massimo Giuntoli (consigliere Cnel) che ha ripercorso il lavoro istituzionale che, attraverso un percorso di analisi, confronto e costruzione di proposte, è culminato nella formulazione del Disegno di legge sulla rigenerazione e il ripopolamento delle aree interne e montane, approvato dal Cnel il 28 gennaio 2026. Il messaggio è che rigenerare le aree interne non significa soltanto recuperare edifici o finanziare infrastrutture, ma ricostruire comunità, opportunità, servizi e condizioni di cittadinanza. Roberto Pella (vicepresidente vicario Anci con delega Aree Interne) ha ricordato che le aree interne rappresentano il 53% della superficie territoriale e che i cittadini che vivono in esse hanno diritto di godere la medesima considerazione rispetto a quelli delle aree urbane.
Alle opere infrastrutturali vanno accompagnati altri interventi, soprattutto in termini di servizi pubblici, che favoriscano la crescita anche delle aree marginali. Marco Bussone (presidente Uncem) si è concentrato sulla rigenerazione nelle aree montane. Non si tratta di salvare territori destinati a scomparire, ma di riconoscerli come protagonisti di una nuova geografia dello sviluppo nazionale. Una geografia nella quale montagne e città non siano contrapposte, ma interdipendenti, e nella quale la qualità delle comunità, le economie territoriali e la capacità di costruire legami diventino le vere misure della rigenerazione. Francesco Monaco (dirigente Fondazione Ifel-Anci) ha ricostruito gli investimenti Pnrr rivolti alle aree interne. L’obiettivo deve essere quello di definire una mappa, integrando questa tipologia di interventi con quelli definiti nei programmi co-finanziati dai fondi europei e nel fondo nazionale di sviluppo e coesione. Prima di progettare altri investimenti, serve una valutazione di impatto degli investimenti realizzati. La tavola è stata completata dagli interventi tecnici di docenti universitari ed esperti.
Il terzo ed ultimo panel è stato dedicato al rapporto tra cultura e rigenerazione urbana, con particolare riferimento all’identità dei territori. Moderato da Alessandro Bucci (componente del GdL Rigenerazione Urbana del Cni) ha visto, tra gli altri, l’intervento di Ledo Prato (segretario generale di Mecenate 90) che ha maturato una grande esperienza su progetti di rigenerazione urbana a base culturale, molti dei quali hanno visto una forte partecipazione delle comunità interessate. Prato ha notato che laddove i processi partecipativi sono stati efficaci, c’è stato un salto di qualità nella successiva gestione degli spazi realizzati. Quest’ultimo aspetto è fondamentale e spesso si nota una mancanza di idee e risorse per la fase di gestione. Quanto alla rigenerazione urbana in quanto tale, Prato ha affermato che essa si declina in forme e modalità che si differenziano profondamente da città a città. Carmelo Colelli (direttore del Museo Archeologico Nazionale della Siritide) ha affrontato il rapporto tra rigenerazione e cultura come strumento di rafforzamento dell’identità del territorio attraverso il caso dell’ecomuseo di Policoro (MT).
Michela Tiboni (professore ordinario in Tecnica e Pianificazione Urbanistica all’Università degli Studi di Brescia e Assessora del Comune di Brescia) ha presentato l’esperienza del progetto ‘Oltre la strada’ del Comune di Brescia, un programma integrato di rigenerazione urbana che ha interessato un territorio segnato dalla dismissione industriale e da significative criticità ambientali e sociali. Antonella Cascella (già presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di BAT), infine, ha presentato il progetto, promosso dal Comune di Marcon e realizzato grazie ai finanziamenti del Pnrr- Next Generation EU, che ha dato vita alla nuova sede municipale, al teatro Luciano Pavarotti e alla rinnovata Piazza della Libertà: un intervento di rigenerazione urbana che supera il concetto di sostituzione edilizia per configurarsi come una vera e propria infrastruttura civica contemporanea.
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lavoro/professionisti
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Salute, Ciocchetti (Fdi): “”Case della comunità e Testo unico per garantire cure e farmaci a tutti””
“Stiamo portando avanti una profonda riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale. Il tema è garantire al paziente accoglienza, presa in carico e diagnosi precoce. Le Case della comunità rappresentano una svolta, insieme a un’organizzazione integrata tra ospedale e territorio, per intervenire nel più breve tempo possibile e curare meglio” ha detto Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati al convegno promosso da da Apmarr Aps Ets presso il Ministero della Salute.
Salute, Clerici (Amcli): “”In 45-90 minuti identifichiamo microrganismi e resistenze agli
“La diagnostica microbiologica è fondamentale per individuare tempestivamente eventuali infezioni nei pazienti fragili. Oggi le tecnologie permettono di identificare il microrganismo e i suoi profili di resistenza in tempi che vanno dai 45 minuti a un’ora e mezza.” Lo ha detto Pierangelo Clerici, presidente dell’associazione Microbiologi Clinici Italiani, durante l’evento “Proteggere il futuro delle cure reumatologiche: dati, equità di accesso e nuove vulnerabilità dei pazienti reumatologici”, promosso da Apmarr Aps Ets, con il patrocinio del Ministero della Salute, a Roma.
“Russia pronta a avere rapporti con Italia ma Roma non va contro Ue”
(Adnkronos) –
La Russia è sempre pronta a riprendere una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa con l’Italia, ma a impedirlo è la politica “anti-russa” portata avanti dal governo di Roma. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla possibilità di rilanciare le relazioni bilaterali tra Mosca e Roma. “Siamo sempre stati pronti a sviluppare rapporti con tutte le forze costruttive che non professano la russofobia e che non agiscono contro il nostro Paese”, ha affermato Zakharova, citata dall’agenzia Interfax.
Secondo la portavoce, proprio a causa della linea adottata dal governo italiano, attualmente non esistono contatti a pieno titolo tra i due Paesi, nonostante i cittadini italiani siano “estremamente interessati” a mantenere relazioni adeguate con Mosca. “Alla Roma ufficiale manca una sufficiente volontà politica per agire nell’interesse dei propri cittadini, andando contro, per così dire, le richieste dei suoi padroni a Bruxelles e in altre capitali”, ha concluso Zakharova.
Le parole della portavoce arrivano a pochi giorni dalle dichiarazioni dell’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, all’agenzia Tass. “La maggioranza degli italiani resiste alle pressioni della propaganda ufficiale. Basta consultare i ‘social’ per imbattersi in centinaia e migliaia di pubblicazioni a sostegno della Russia dei cittadini italiani”, ha detto Paramonov fornendo la sua visione sulla posizione dell’Italia – dai cittadini ai politici, dagli intellettuali agli artisti – sul conflitto in Ucraina e sul coinvolgimento dell’Europa.
“Noi sentiamo anche la voce dell’altra Italia: quella dei politici dell’opposizione, degli attivisti e della società civile, degli studiosi, dei musicisti, dei sacerdoti, dei docenti universitari, degli imprenditori, dei giornalisti, degli insegnanti, dei medici, dei blogger, degli studenti, degli operai, degli agricoltori e dei semplici cittadini. Di chi si oppone al coinvolgimento dell’Italia in una guerra contro la Russia, obiettivo a cui lavorano con zelo le teste calde di Kiev e i loro mentori di Bruxelles. Di chi non ha dimenticato come si è conclusa, a suo tempo, l’adesione di Roma alla campagna di Russia del Terzo Reich, la marcia ‘nach Osten’. Di chi comprende come il conflitto ucraino sia stato provocato dalle forze che mirano a prendersi la rivincita sulle sconfitte geopolitiche del passato”, ha aggiunto Paramonov.
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internazionale/esteri
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Salute, Doria (Sir): “”Servono percorsi automatici dal medico di famiglia ai centri specialistici””
“Diagnosi precoce e terapia efficace fondamentale per garantire ai pazienti una prognosi migliore. Bisogna costruire percorsi organizzati e automatici. Quando sul territorio viene individuato un possibile paziente con una malattia sistemica grave, deve esserci la possibilità di inviarlo direttamente al centro specialistico.” Così Andrea Doria, presidente Sir, durante l’evento promosso da Apmarr Aps Ets al Ministero della Salute a Roma.
Salute, Gemmato (Ministero della Salute): “”Fibromialgia grave nei Lea, rafforzare presa in carico e
“Ssn è in grado di garantire strumenti di cura efficaci per i circa 10 milioni di italiani affetti da malattie reumatologiche. La presa in carico, però, deve essere migliorata e medici di medicina generale e pediatri possono contribuire alla diagnosi precoce” ha detto Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute, intervenuto all’evento promosso da Apmarr Aps Ets al Ministero della Salute.
Fecondazione, Welfair 2026 si chiude con una proposta di legge per tutelare la fertilità
(Adnkronos) – Si è conclusa la settima edizione di Welfair – La fiera del fare Sanità organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by magazine. Un’edizione record che ha fatto registrate la presenza di 700 relatori e 70 tavoli di lavoro. A chiudere i lavori, la presentazione di una proposta di legge per tutelare la fertilità. Composta da nove articoli, è il risultato del Gruppo di lavoro Pma “A favore della fertilità” coordinato da Rocco Rago, direttore della Uoc Fisiopatologia della riproduzione e andrologia dell’ospedale Sandro Pertini e del Dipartimento Materno infantile e della salute della donna della Asl Roma 2, e dall’Avvocato Marco Crispo. Gruppo di lavoro che ha lavorato a cavallo tra le edizioni 2025 e 2026 di Welfair e che oggi ha presentato ufficialmente – informa una nota – questa “proposta che vuole superare il concetto di social freezing e riconoscere la preservazione della fertilità come un intervento di prevenzione e tutela della salute riproduttiva”.
Nello specifico – si legge – la proposta di legge punta a introdurre un quadro normativo specifico per la preservazione programmata della fertilità riconoscendo la crioconservazione dei gameti, sia femminili sia maschili, come strumento di prevenzione e tutela della salute. L’obiettivo è favorire una maggiore informazione sulla salute riproduttiva e ampliare le possibilità di accesso alle tecniche di conservazione, tutelando la libertà di scelta delle persone rispetto ai propri progetti di genitorialità. “Non si tratta di una modifica della Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita – chiariscono gli esperti – ma di una normativa autonoma, fondata sulle evidenze scientifiche e pensata per rispondere ai cambiamenti sociali e demografici che hanno progressivamente spostato in avanti l’età della genitorialità. Un cambio di prospettiva che porta la tutela della fertilità all’interno delle politiche di prevenzione sanitaria, superando una concezione della crioconservazione legata esclusivamente alla scelta individuale di rinviare una gravidanza”.
“C’è un mito che va sfatato – spiega Rocco Rago – ovvero, che la possibilità di accedere alla fecondazione assistita (Pma) induca le coppie, e in particolare le donne, a ritardare la gravidanza. È falso. Quando la riduzione della fertilità non sia dovuta a condizioni patologiche, le ragioni che spingono le coppie a ritardare il momento della genitorialità sono socio-economiche. Quello che sanità e legislatori possono fare è gestire il nuovo modo di vivere, costruendo strumenti che tutelino salute e natalità nelle nuove condizioni”.
A contraddistinguere la terza e ultima giornata di Welfair la plenaria delle Associazioni di pazienti. 40 sigle si sono confrontate su “Quanto si sente la voce dei pazienti nel Ssn che cambia?”. A margine, le coordinatrici del tavolo, Marinella D’Innocenzo e Sandra Frateiacci, hanno spiegato che “le associazioni hanno proposto una piattaforma comune su alcuni temi trasversali del Ssn come accessibilità delle cure, liste di attesa e integrazione ospedale-territorio. Ma soprattutto hanno espresso la necessità di stabilire regole e modalità con cui la parola dei pazienti e le loro istanze possano produrre ascolto da parte delle istituzioni e dei decisori perché vogliono passare da una presenza formale a una presenza sostanziale nelle decisioni e nella co-progettazione dei percorsi all’interno del Ssn”.
L’ultima giornata ha visto la consegna del ‘Premio Michele Leonardo Lo Tufo’ attribuito a enti o personalità che si sono distinti per rendere la “cosa pubblica più semplice, umana, efficiente e giusta”. Focus del premio 2026 l’accessibilità. I vincitori: Cdti Ets – Comune di Siena Premio per l’accessibilità alle cure delle persone con disabilità per il ‘Progetto Tobia – Dama’; Vittoria Doretti – Azienda Usl Toscana Sud Est Premio per l’accessibilità delle vittime di violenza e delle persone più vulnerabili. A conclusione dei lavori sono state annunciate le date per l’edizione 2027 che si svolgerà, sempre alla Fiera Roma dal 13 al 15 ottobre.
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cronaca
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Garlasco, i consulenti di Sempio: “Il killer di Chiara Poggi indossa scarpe taglia 40. Impronta 33? Non è di Andrea”
(Adnkronos) – L’impronta dell’assassino di Chiara Poggi corrisponde a una suola taglia 40, piuttosto che a una 42, numero indossato dal condannato Alberto Stasi e che non potrebbe appartenere all’indagato Andrea Sempio che sostiene di aver sempre calzato una 44. Lo affermano nelle loro consulenze gli esperti Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis nelle relazioni consegnate oggi in Procura a Pavia.
Sul pavimento della villetta di via Pascoli a Garlasco “sono state individuate complessivamente 25 tracce (o gruppi di tracce) riconducibili a un’unica tipologia di suola con disegno a ‘tasselli ovali/circolari’ (o a ‘pallini’)”, si legge.
“L’acquisizione tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la ‘traccia 6’ (sul pavimento del bagno, ndr) e con il modello prototipato in scala hanno permesso di verificare che l’impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la taglia 42” si legge nelle conclusioni dell’analisi dimensionale, morfologica e tridimensionale.
I consulenti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, “confermano l’affidabilità operativa del test Obti (che rileva le tracce ematiche, ndr)”, in tal senso rimarcano che “non è emersa alcuna prova scientificamente validata della presenza di sangue nella traccia 33” – la famosa impronta sul muro della cantina della villetta di via Pascoli a Garlasco – “né un’interferenza tale da falsare il test Obti negativo del 2007”, secondo quanto emerge nelle consulenza firmata da Marina Baldi, Armando Palmegiani e Katia Sartori consegnata in Procura a Pavia.
Il pool di esperti, secondo i quali quell’orma non è attribuibile a Sempio, “esclude la natura ematica della traccia in esame” a differenza di quanto sostenuto dai pubblici ministeri.
In particolare, nella relazione che si concentra sull’impronta impressa sulla parete delle scale ed evidenziata originariamente tramite ninidrina, i consulenti ricordano “la presenza di un’altra impronta analoga (situata al quinto/sesto gradino) con identica reazione alla ninidrina, ma cinematicamente ed eccezionalmente esclusa dalla dinamica del reato, confermando che tali depositi di natura eccrina possono essere preesistenti e slegati dall’evento criminoso”.
Infine, sulla presenza di un Dna riconducibile alla linea paterna dell’indagato su due unghie della mano della vittima, nelle controdeduzioni dei consulenti di Andrea Sempio alla consulenza dei genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani si legge che “l’aplotipo Y identifica un lignaggio paterno e non una persona. Nessun dato consente di stabilire come e quando il materiale si sia depositato”. Inoltre, gli esperti sottolineano che il Dna trovato sul quarto dito della mano sinistra della ventiseienne è un profilo genetico maschile non identificato, che apre a ipotesi alternative.
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cronaca
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Roma, 28enne investito da metro a Baldo degli Ubaldi: estratto vivo dai binari
(Adnkronos) – Un ragazzo di 28 anni è stato investito da un treno della linea A alla stazione Baldo degli Ubaldi, a Roma. L’incidente è avvenuto alle 15 di oggi.
La sala operativa del Comando dei vigili del fuoco di Roma ha inviato sul posto le squadre di Prati 9/A e della Centrale 1/A, insieme al carro sollevamenti. Una volta sul posto, i vigili del fuoco, in collaborazione con il personale della metropolitana e gli operatori sanitari del 118, hanno provveduto a estrarre il giovane, che al momento del soccorso risultava ancora in vita.
Sul posto presenti anche le forze dell’ordine per gli accertamenti di competenza.
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cronaca
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