venerdì, Novembre 6, 2026
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Ascolti tv, 15 ottobre: ‘Doc – Nelle Tue Mani 4’ su Rai1 domina con 25,1% di share

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(Adnkronos) – La serie ‘Doc – Nelle Tue Mani 4’, in onda ieri su Rai1, vince la sfida della prima serata con 4.002.000 spettatori, raggiungendo il 25,1% di share. A debita distanza si piazza Canale 5 che con la serie turca ‘Tutto per la mia Famiglia’ ha raggiunto 1.618.000 spettatori e l’11% di share mentre Rai2 con ‘Ore 14 Sera’ ha interessato 928.000 spettatori (6,6% share). Fuori dal podio troviamo ‘Le Iene’ su Italia 1 che ha totalizzato 893.000 spettatori (7,3% share) mentre ‘Piazzapulita’ su La7 ha registrato 770.000 spettatori (5,7% share).  

Seguono: Rete4 con ‘Dritto e Rovescio’ (676.000 spettatori, 5,6% share); Rai3 co ‘Arthur the King – Insieme ad ogni costo’ (494.000 spettatori, 2,7% share); Tv8 con ‘Europa League: Benfica-Celtic’ (306.000 spettatori, 1,6% share) e Nove con ‘Buy it Now – Mai Più Senza’ (304.000 spettatori, 1,8% share). 

In access prime time Stefano De Martino batte Gerry Scotti. ‘Affari tuoi’ su Rai1 ha conquistato 4.478.000 spettatori (22.5% share) mentre ‘La Ruota della fortuna’ su Canale 5 ha interessato 4.147.000 spettatori (20,8% share). Da segnalare il risultato di ‘Otto e Mezzo’ su La7 che ha incollato allo schermo 1.756.000 spettatori (8.9% share). 

 

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spettacoli

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Inflazione a settembre sale al 4,2%, pesano i rincari sull’energia

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(Adnkronos) – A settembre la crescita annua dell’inflazione al 4,2% (da +3,3% di agosto) è ancora influenzata dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici (da +17,1% a +22,6%). Lo sottolinea l’Istat commentando il dato sull’inflazione. Nel settore alimentare, continua la nota, la dinamica tendenziale dei prezzi evidenzia un’accelerazione (da +1,0% a +1,7%) dovuta interamente alla componente non lavorata (da +3,8% a +5,5%), che si riflette anche sul “carrello della spesa” (da +0,9% a +1,5%). Un sostegno all’inflazione si deve poi alle tensioni sui prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a + 2,9%) e a quelli relativi ai trasporti (da +0,8% a + 1,6%). L’inflazione di fondo si porta a +1,6% (da +1,5%) e la variazione media annua, acquisita a settembre, a +3,1%.  

 

Nel mese di settembre 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,7% e una tendenziale a +4,2% (da +3,3% di agosto), confermando la stima preliminare, rileva l’Istat. 

L’accelerazione dell’inflazione è dovuta perlopiù all’andamento dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (da +18,6% a +25,8%) sia non regolamentati (da +17,0% a +22,5%), e degli Alimentari non lavorati (da +3,8% a +5,5%); crescono a ritmo più sostenuto anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,8% a +1,6%). 

A settembre l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale (da +1,5% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,7% a +2,0%). 

L’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei Beni (da +4,1% a +5,4%) è più marcato di quello dei Servizi (da +2,4% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni si amplia, passando da -1,7 a -2,8 punti percentuali. Si accentua la crescita tendenziale sia dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,5%) sia di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3% a +5,2%). 

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+5,8%) e non regolamentati (+4,6%), degli Alimentari non lavorati (+2,2%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%) e dei Beni durevoli (+0,4%). Diminuiscono su base mensile i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-2,5%) e quelli degli Alimentari lavorati (-0,6%). 

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,1% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +2,1% su base mensile, per effetto della fine dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +4,2% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +4,1%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale di +0,6% e una tendenziale di +4,0%. Nel terzo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+4,4%), rispetto a quelle con i livelli più alti (+2,9%). 

 

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economia

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Sciopero della scuola, oggi cortei in tutta Italia: a Roma schierato dispositivo sicurezza, a Torino slogan contro il governo

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(Adnkronos) – Venerdì di fuoco da Nord a Sud per lo sciopero della scuola: non solo docenti e dirigenti sono scesi in piazza per chiedere un salario più equo, ma anche gli studenti stanno protestando. A Roma per la manifestazione ‘No Meloni day’ è stato schierato un massiccio dispositivo di sicurezza a viale Trastevere dove si trova il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Caos anche a Genova e Torino: qui otto persone identificate da polizia perché a volto coperto. A Treviso studenti fuggono da finestre istituto per unirsi a corteo, 10 fermati per cassonetti bruciati a Verona. 

 

Tutti gli aggiornamenti in diretta. 

 

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cronaca

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Melanoma, in Italia oltre 12.900 casi l’anno, Imi: “Personalizzare prevenzione e cure”

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(Adnkronos) – Ogni anno, in Italia, più di 12.900 persone si ammalano di melanoma e oltre 221mila pazienti vivono con questa diagnosi. La sopravvivenza a 5 anni supera il 90%, ma si registrano ancora circa 2.500 decessi l’anno. Da qui l’esigenza di incentivare la prevenzione con percorsi personalizzati in base al rischio individuale, garantendo controlli mirati alle persone più vulnerabili. Anche l’intelligenza artificiale (Ai) può contribuire a vincere questa sfida purché sia utilizzata come supporto e non come sostituto del clinico. Lo sostengono gli specialisti dell’Intergruppo melanoma italiano (Imi) che apre oggi a Bologna il suo congresso annuale: per i prossimi 3 giorni, dermatologi, oncologi, chirurghi, anatomopatologi e altri professionisti sanitari si ritrovano per discutere le ultime novità scientifiche sulla neoplasia.  

“Il melanoma risulta in crescita in quasi tutti i Paesi occidentali, ma si può sconfiggerlo anche grazie ad un approccio multidisciplinare – afferma Daniela Massi, professoressa e presidente Imi – È così inoltre possibile ottenere una maggiore personalizzazione dei trattamenti. Oltre al genere sono diversi gli aspetti di cui dobbiamo tenere conto perché è un tumore molto eterogeno. Nel percorso diagnostico e terapeutico, la precisione dell’anatomia patologica è fondamentale per guidare le scelte cliniche. Oggi la biologia molecolare, la digital pathology e l’intelligenza artificiale offrono davvero opportunità senza precedenti. In particolare, l’Ai può agire come un ‘copilota specializzato’ al fianco dell’anatomopatologo e offrire un supporto di valore inestimabile, soprattutto nella diagnosi. Inoltre, la digitalizzazione non è solo un processo tecnologico ma anche culturale e organizzativo. Servono regole, standard ed ecosistemi digitali accessibili per garantire diagnosi sempre più accurate e trattamenti davvero su misura del singolo paziente”.  

“Il melanoma costituisce un problema sanitario crescente – prosegue Vincenzo De Giorgi, segretario Imi – La prima sfida riguarda la riduzione dei comportamenti a rischio ed è quindi fondamentale promuovere una corretta fotoprotezione: non può essere limitata solo alle vacanze estive, ma va estesa alla vita quotidiana con particolare attenzione alle donne e ai più giovani. Poi è necessario diagnosticare il cancro precocemente e meglio. Le moderne tecniche non invasive, come la dermoscopia o l’imaging avanzato, permettono di identificare melanomi sempre più piccoli e sottili. L’aumento della sensibilità diagnostica deve però accompagnarsi a una maggiore specificità, per evitare un numero eccessivo di asportazioni di lesioni benigne, con conseguenze per i pazienti e per il sistema sanitario. È su questo equilibrio tra efficacia, appropriatezza e sostenibilità che dovrà concentrarsi la prevenzione dermatologica dei prossimi anni”. Ogni anno nel mondo si registrano circa 100mila nuovi casi di melanoma e la sua incidenza è raddoppiata negli ultimi 10 anni. “È una crescita che è andata di pari passo all’incremento ed evoluzione delle terapie – sottolinea Roberto Patuzzo, consigliere Imi – L’approccio chirurgico è profondamente cambiato e, in contesti selezionati, vi è stata una riduzione dell’invasività degli interventi. È un fatto importante dal momento che la prospettiva di una lunga sopravvivenza è sempre più frequente e quindi sono più rilevanti le conseguenze degli interventi: cicatrici, dolore persistente, linfedema e limitazioni funzionali possono accompagnare il paziente per diversi anni”. 

 

“Preservare tessuti e funzioni, garantire la riabilitazione e la gestione degli esiti – continua – sono ormai parti essenziali della cura. Il percorso deve assicurare continuità assistenziale, controlli personalizzati e attenzione alle priorità della persona. L’obiettivo finale è integrare il controllo della malattia con la tutela della qualità di vita, lungo tutto il percorso del paziente”. Per Mario Mandalà, Past President Imi, “anche i trattamenti medici sono cambiati negli ultimi decenni e i più utilizzati sono adesso le terapie target e l’immunoterapia. L’implementazione di queste cure ha portato benefici ai pazienti ma anche all’inevitabile necessità di gestire le tossicità. I clinici devono assicurare sempre una corretta informazione a malati e caregiver: migliora la consapevolezza dei pazienti, perfeziona il rapporto medico-malato e può contribuire ad instaurare una relazione di fiducia. Le diagnosi precoci del tumore cutaneo e la gestione multidisciplinare garantiscono poi una migliore risoluzione anche degli eventi avversi. Di solito sono l’oncologo e lo specialista d’organo che devono farsi carico della riduzione dell’impatto delle tossicità croniche a lungo termine”.  

Al congresso di Bologna ampio spazio viene dedicato anche alla ricerca sul melanoma. “Promuovere studi indipendenti è uno dei principali obiettivi della nostra Associazione – sottolinea Anna Maria Di Giacomo, consigliere Imi – Purtroppo la ricerca no profit in Italia attraversa una fase critica e negli ultimi 15 anni le sperimentazioni non finanziate dall’industria farmaceutica sono calate del 57%. In questo contesto difficile gruppi cooperativi, come Imi, possono davvero avere un ruolo importante, per esempio, promuovendo trial su farmaci innovativi ma in setting o in popolazioni di pazienti spesso esclusi dagli studi registrativi. Altro ambito rilevante è il disegno di studi che prevedano una forte componente traslazionale, finalizzata anche all’identificazione di biomarcatori predittivi di risposta e tossicità ai trattamenti”.  

“L’evoluzione delle terapie e della ricerca ha portato a risultati davvero rilevanti nel contrasto a una neoplasia insidiosa come il melanoma – evidenzia Massi – Lo stesso vale per le nuove tecnologie che dovrebbero sempre essere garantite a pazienti e clinici. I test di Next Generation Sequencing (Ngs) permettono di identificare alterazioni genetiche cruciali per accedere a farmaci mirati. Tuttavia, non esiste ancora un pannello diagnostico o prognostico dedicato e rimborsato nel tariffario. La criticità è elevata nei tumori melanocitari atipici o a incerta definizione, dove la diagnosi è molto complessa e così come il rischio di sotto-trattamento o sovra-trattamento. Come Imi abbiamo chiesto al ministero della Salute di inserire nel nomenclatore tariffario la prestazione: ‘Test Ngs per tumori melanocitari atipici ad incerto potenziale maligno/melanocitoma’. Auspichiamo inoltre – conclude – un investimento mirato per individuare i centri di riferimento regionali connessi in rete per l’esecuzione degli esami innovativi”. 

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cronaca

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Giallo di Pietracatella, ultima perquisizione informatica al liceo di Casacalenda

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(Adnkronos) – Quarta e ultima perquisizione informatica oggi, venerdì 16 ottobre, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, madre e figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, decedute nel dicembre 2025 dopo un avvelenamento da ricina. 

Su disposizione della Procura di Larin, gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso e del Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia di Stato sono entrati nel Liceo delle Scienze Umane ‘Silvio Di Lalla’ di Casacalenda, istituto in cui insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. 

Gli accertamenti puntano a stabilire quali ricerche siano state effettuate, in quale momento e da chi, attraverso la ricostruzione della possibile cronologia delle consultazioni sul web. Gli specialisti verificano anche l’eventuale presenza di un server proxy, un sistema che può fare da intermediario nel traffico internet e che potrebbe fornire indicazioni utili per comprendere come avveniva la navigazione dai computer della scuola. 

L’ispezione al liceo di Casacalenda rappresenta l’ultima tappa della serie di perquisizioni informatiche disposte dalla Procura di Larino in quattro istituti scolastici del Molise. Nei giorni precedenti, gli accertamenti hanno interessato l’Istituto Agrario di Riccia, il Liceo Scientifico della stessa località e il Liceo Classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso. 

Il filo conduttore delle verifiche è la ricerca di possibili tracce digitali riconducibili a consultazioni online sulla ricina. Gli investigatori puntano a stabilire se le ricerche eventualmente individuate possano essere collocate temporalmente e associate a specifiche postazioni o utenti. 

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cronaca

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Verona a Bruxelles, confronto su clima e città: Ferrari, Cona e Verzè nelle reti europee

Verona a Bruxelles per confrontare progetti su energia, casa e servizi urbani. Ferrari, Cona e Verzè hanno partecipato agli incontri europei dal 12 al 15 ottobre: al centro, le collaborazioni fra amministrazioni e le soluzioni locali per affrontare la transizione climatica e le esigenze dei cittadini.

La delegazione era composta dall’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari e dai consiglieri delegati Giacomo Cona, per le Politiche europee, e Beatrice Verzè, per le Pari opportunità. Il confronto tra amministratori europei si è svolto nell’ambito della Settimana europea delle Regioni e delle città e degli appuntamenti del Patto dei sindaci per il clima.

Verona a Bruxelles: energia e cooperazione fra città

Ferrari ha seguito i lavori del board di Energy Cities. Fra le esperienze veronesi portate al confronto figurano le comunità energetiche rinnovabili e la collaborazione fra pubblico e privato per migliorare l’efficienza degli edifici pubblici. Tutti e tre i rappresentanti hanno partecipato all’assemblea del Patto dei sindaci.

Il tema energetico coinvolge anche i quartieri: il percorso delle comunità energetiche a San Michele Extra ha proposto un incontro informativo il 12 ottobre. L’associazione C.E.R. Verona Green, costituita nel febbraio 2025, punta a realizzare impianti rinnovabili di proprietà collettiva. Fra i progetti in programma figurava il coinvolgimento del fotovoltaico comunale di Novaglie, da circa 100 kWp, subordinato alle necessarie procedure amministrative. La partecipazione interessa anche consumatori senza pannelli: l’adesione lascia invariati fornitore, contratto e contatore, mentre l’ammissibilità richiede la verifica dei dati della bolletta elettrica, incluso il codice POD. La condivisione avviene nell’area servita dalla stessa cabina primaria. I ruoli previsti comprendono consumatori, produttori che immettono energia rinnovabile e finanziatori degli impianti: una distinzione utile per orientare cittadini e famiglie interessati al progetto.

Casa, servizi e giovani amministratori

Cona ha richiamato l’importanza delle reti europee per affrontare questione abitativa, infrastrutture, digitalizzazione e servizi. Verzè è intervenuta nel programma Young Elected Politicians, rivolto agli amministratori under 35 dell’Unione e dei Paesi candidati.

Sciopero della scuola, oggi le manifestazioni – Video

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Giornata di sciopero per la scuola. Due le mobilitazioni in programma oggi: una a carattere nazionale e una limitata alle istituzioni scolastiche della provincia di Livorno. Quella a carattere nazionale interessa il corpo docente, i dirigenti e il personale ATA.

“Diana usciva da sola di notte per dare denaro alle prostitute”, la rivelazione

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(Adnkronos) – La principessa Diana era solita lasciare Kensington Palace da sola di notte per distribuire denaro alle prostitute e verificare come se la cavassero i senzatetto di Londra. Lo ha raccontato al Daily Mail l’ex addetto stampa della famiglia reale britannica Dickie Arbiter, aggiungendo che l’allora moglie del futuro Re riteneva che le uscite notturne fossero “qualcosa che doveva fare”, sebbene fossero anche motivate dalla solitudine e dalla “noia”. 

Parlando con il tabloid del suo nuovo libro in uscita ‘On Duty with the Royals: The Inside Story of the Modern Monarchy’, basato sui suoi 12 anni come addetto stampa della famiglia reale, Arbiter sostiene che, dietro i cancelli casa, la principessa del Galles si sentiva “molto sola” e che, per sfuggire alla sua guardia del corpo, si allontanava senza lasciare traccia per intraprendere queste missioni segrete di beneficenza.  

“Tutto ciò che aveva era un telefono per chiamare gli amici. I suoi amici erano riluttanti a superare i controlli di sicurezza. Doveva fornire alla sicurezza i nomi, gli indirizzi, le targhe delle loro auto, l’orario di arrivo e di partenza. Era estenuante come una maratona. Intratteneva gli ospiti a pranzo, ma non a cena, quindi era sempre alla disperata ricerca di qualcosa da fare”.  

“Diana cercava di scappare, dicendo alla sua guardia del corpo: ‘Stasera non vado da nessuna parte. Puoi prenderti una serata libera’ – racconta ancora Arbiter – E puntualmente, lei si metteva a guidare per Paddington. Non solo per dare soldi alle prostitute, ma anche per passare e vedere come se la cavavano i senzatetto. Era qualcosa che sentiva di fare e che faceva per necessità, ma anche per noia”. In un altro punto dell’intervista, Arbiter – che lavorò a stretto contatto con Re Carlo, allora principe del Galles, e la principessa Diana dal 1988, durante la loro separazione e il divorzio, ed è fu responsabile della gestione dei media per il suo funerale nel 1997 – ha criticato la nuova autobiografia di Earl Spencer ‘Swan Song: Diana, My Sister’ definendola “noiosa” e sostenendo che “è carente di accuratezza fattuale”. 

Arbiter ha commentato che semplicemente “non riconosce” la rappresentazione impietosa di Spencer riguardo Re Carlo, avendo lavorato a stretto contatto con lui dopo la morte di Diana. “Ero lì in prima linea – ha spiegato – Ero responsabile di tutte le operazioni mediatiche. Ci sono cose nelle memorie di Spencer che mi hanno fatto pensare: ‘Da dove le ha prese?’. Mi chiedo perché la gente non riesca a lasciare che Diana riposi in pace. Sono quasi 30 anni che sentiamo ripetere sempre le stesse cose. Non c’è niente di nuovo da dire. Non è proprio nella natura di Carlo essere il tipo di persona che Spencer descrive. Lo vidi poche ore dopo la morte di Diana. Quando scese da quell’aereo, non credo di averlo mai visto così sconvolto dalla morte del suo prozio, Lord Mountbatten. Era a pezzi. Che Spencer suggerisca che fosse come qualcuno che ha vinto alla lotteria è pura fantasia. È un mondo a parte”.  

 

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internazionale/royalfamilynews

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Sciopero della scuola, Ilaria Salis: “Sosteniamo chi si ribella e lottiamo insieme”

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(Adnkronos) –
Ilaria Salis sostiene lo sciopero della scuola. Oggi, venerdì 16 ottobre, studenti, docenti, dirigenti e personale ATA scendono in piazza per chiedere stipendi più alti e combattere il lavoro precario e i manifestanti hanno trovato l’appoggio dell’europarlamentare. 

Sul proprio profilo Facebook, Salis ha infatti voluto lanciare un messaggio per sostenere la loro causa: “Buono sciopero studentesco a tutte”, ha scritto allegando l’emoticon di un pugno alzato e di un cuore infuocato, “e un messaggio forte e chiaro al mondo degli adulti: diamo valore allo spirito critico e al dissenso”. 

“Sosteniamo chi protesta, chi rivendica migliori condizioni per sé e per tutti, chi si ribella. Hanno ragione loro! Con l’auspicio di ritrovarci presto in piazza, a lottare insieme, fianco a fianco”, ha concluso Salis. 

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politica

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Antidepressivi e cuore, studio Verona-Oxford: nessun aumento degli eventi precoci nei trial

Una ricerca con Università di Verona, Aoui e Oxford non rileva un aumento degli eventi cardiaci precoci nei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo. Restano differenze tra farmaci e profili individuali: i risultati riguardano le prime otto settimane, con limiti per gli eventi rari.

Antidepressivi e cuore: uno studio internazionale con la partecipazione di Verona non ha trovato evidenze di un aumento degli eventi cardiovascolari gravi precoci rispetto al placebo. Il risultato arriva da una ricerca che coinvolge il dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, la Cardiologia dell’Aoui e l’Università di Oxford. L’ateneo veronese ne ha diffuso oggi i risultati.

La ricerca pubblicata il 23 settembre sul British Medical Journal distingue due aspetti: le variazioni dell’intervallo QTc, una misura dell’attività elettrica del cuore corretta per la frequenza cardiaca, e la comparsa di eventi clinici gravi. Il prolungamento di questo intervallo non equivale automaticamente a un’aritmia.

Per studiare il QTc, i ricercatori hanno analizzato i dati individuali di 8.679 partecipanti a 35 studi, con dieci antidepressivi e placebo. Amitriptilina ed escitalopram sono risultati associati a un aumento medio dell’intervallo rispetto al placebo. L’effetto varia però anche in funzione delle caratteristiche individuali, tra cui età, valori iniziali del QTc, potassio e funzione renale.

Il contributo di Verona e i limiti dei risultati

Un’analisi aggregata di 139 studi, con 52.398 partecipanti, non ha individuato un’associazione tra uso di antidepressivi e aumento degli eventi cardiovascolari maggiori precoci o delle morti improvvise non suicidarie rispetto al placebo.

Il dato va letto nel suo perimetro: il lavoro riguarda adulti con disturbo depressivo maggiore e le prime otto settimane di trattamento. Gli autori precisano che la durata breve e la rarità di alcuni eventi non consentono risposte definitive sui rischi poco frequenti o sugli effetti delle terapie di mantenimento a lungo termine. Inoltre, i partecipanti agli studi clinici sono una popolazione selezionata: persone con più patologie o terapie concomitanti possono essere meno rappresentate.

Secondo la ricostruzione dell’Università, il progetto prese forma il 17 settembre 2010 durante un incontro di psichiatria al Policlinico di Verona. Flavio Luciano Ribichini e Andrea Cipriani, allora ricercatore nell’ateneo scaligero e poi trasferitosi a Oxford, partirono dall’osservazione clinica per indagare il rapporto tra farmaci, elettrocardiogramma ed eventi cardiaci.

Ribichini, direttore della Clinica cardiologica dell’Aoui e della Scuola di specializzazione veronese in Malattie dell’apparato cardiovascolare, sottolinea il valore dei dati per i medici prescrittori. La conclusione del lavoro mantiene centrale la valutazione del singolo paziente: caratteristiche personali, condizioni cliniche e altri trattamenti devono concorrere alla scelta dell’antidepressivo.