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Riscaldamenti, quando si accendono i termosifoni a Roma e Napoli: il calendario delle zone climatiche

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(Adnkronos) – Con l’avvicinarsi dell’inverno parte anche la corsa ai riscaldamenti. A partire dal 15 ottobre, infatti, a seconda delle zone climatiche in cui è divisa l’Italia, la legge permette l’accensione dei termosifoni. In alcune grandi città, come Milano e Torino, ciò è già consentito, ma cosa succede negli altri grandi centri come Roma e Napoli? 

 

Prima di tutto ricordiamo che nel nostro Paese non esiste un calendario differenziato per regioni, ma per zone climatiche comunali (in totale ne sono sei, alla A alla F), secondo quanto stabilito dal Dpr 74/2013. Le prime a poter accendere i riscaldamenti sono state le città della zona E, che comprende gran parte del Nord e diverse aree montane del Centro e del Sud, tra cui Milano e Torino. Il riscaldamento qui può essere acceso dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027. Il decreto fissa un massimo di 14 ore al giorno, anche frazionate, comprese tra le 5 e le 23. 

 

Lo stesso decreto stabilisce che a Roma e nella maggior parte dei comuni del Lazio, che rientrano nella zona D, i riscaldamenti sono consentiti dal’1 novembre al 15 aprile per un massimo di 12 ore al giorno. A Napoli, invece, che fa parte della zona C insieme ad altre grandi città come Bari, Lecce, Caserta, Salerno, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari, Ragusa e Imperia, l’accensione dei termosifoni è consentita dal 15 novembre fino al 31 marzo, per massimo 10 ore al giorno. Nelle zone A e B, in cui rientrano le aree più miti del Paese, si parte con l’accensione dei termosifoni il primo dicembre, mentre della F fanno parte le località più fredde per le quali non ci sono limitazioni né sul periodo e né sulle ore di accensione.  

 

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cronaca

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Manovra da 23,5 miliardi, famiglie al centro: coperture e voci più importanti

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(Adnkronos) –
Arriva la manovra da circa 23,5 miliardi di euro che destina la fetta più grande delle risorse a famiglie, fragili, difesa e imprese, finanziate con la flessibilità Ue (13,5 miliardi), il contributo di banche e assicurazioni, i tagli ai ministeri, le entrate dei giochi e altre voci minori per la restante parte (circa 10 miliardi nel 2027). 

Il governo ha puntualmente trasmesso a Ue e Parlamento il Documento programmatico di Bilancio atteso entro oggi secondo il calendario della governance comunitaria, e a breve seguirà l’articolato della manovra, non appena Bruxelles darà il via libera alle singole misure per l’efficienza energetica e la difesa. 

 

La voce più importante della Finanziaria del governo Meloni sono i circa 5 miliardi di interventi per la famiglia e il sociale (-0,21% impatto su pil), con attenzione ai fragili; al secondo posto la Difesa con quasi 5 miliardi (-0,19%); 3,5 miliardi alle imprese (-0,14%); 2,6 miliardi circa per le infrastrutture; (-0,13%); 2,4 miliardi per la Sanità; 2,3 miliardi per le misure fiscali; circa 250 milioni agli enti territoriali ( -0,01%); oltre 2 miliardi (-0,08%) al fondo sentenze e 350 milioni per altre spese. Le coperture – escludendo la flessibilità sul deficit chiesta a Bruxelles – arrivano in gran parte da banche e assicurazioni per circa 5 miliardi quest’anno (il contributo cala a quasi 2,6 mld nel 2028 e 2,4 nel 2029. Sul triennio l’onere per il settore finanziario è di circa 10 miliardi. A seguire i tagli ai ministeri che quest’anno ammontano a 1,2 miliardi circa (che salgono a quasi 2 miliardi in ciascuno dei due anni successivi); dai giochi quest’anno arriva circa 1 miliardo e poi ci sono quasi 3 miliardi di coperture in arrivo dalla generica voce “altre entrate”. 

 

L’equilibrio tra entrate e uscite, tra interventi e coperture trova quindi la difficile quadra. Adesso il governo accelera l’interlocuzione con la Commissione Ue che ha accordato l’uso della clausola sui conti per le spese per energia e difesa ma deve scrutinare i singoli interventi. Nel caso dell’energia infatti bisognerà rispettare il vincolo di misure per l’efficienza energetica, escludendo quindi i fossili. Sul fronte della difesa invece, secondo il Dpb, “particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”.  

 

Ma la priorità del governo sono le famiglie e i fragili, colpiti dai rincari energetici che hanno fatto schizzare l’inflazione. “Il Governo pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti. In particolare, la tutela del potere di acquisto si inserisce in una più ampia strategia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia, in continuità con l’azione già intrapresa dal Governo, salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica”, si legge nel Documento programmatico di bilancio.  

Fari anche sulle imprese, con Confindustria che da mesi porta avanti il suo pressing. “Gli interventi destinati alle imprese saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti” si legge ancora nel Dpb.  

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economia

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Ucraina senza missili Patriot, Kiev senza difesa. Macron: “Forniremo tutti i mezzi necessari”

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(Adnkronos) –
L’Ucraina ha esaurito i missili per il sistema di difesa aerea Usa Patriot, diventando così più vulnerabile agli attacchi russi con missili balistici. E’ quanto riferisce la ‘Cnn’ che cita una fonte a conoscenza della situazione. Una notizia che arriva in un momento in cui lo scontro tra Trump e Zelensky si fa sempre più aspro. Negli ultimi giorni, la Casa Bianca ha concluso un accordo per importare diesel russo e ha aumentato le pressioni sull’Ucraina affinché interrompa gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe. Zelensky ha dichiarato di sentirsi tradito dall’intesa raggiunta da Trump con Putin e ha successivamente annunciato che l’Ucraina continuerà a colpire le raffinerie russe. 

Da mesi, sottolinea la ‘Cnn’, Zelensky avverte ripetutamente che l’Ucraina sta esaurendo i missili intercettori statunitensi per i sistemi Patriot, tra le poche armi difensive in grado di abbattere un missile balistico. Una fonte ha affermato alla Cnn che “quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati a causa di sistemi specializzati nella difesa”. 

 

A margine dell’incontro con Zelensky Macron ha ribadito in un post su ‘X’ la ferma determinazione della Francia e dei suoi alleati a rimanere al fianco del popolo ucraino. Di fronte a una Russia che sceglie di intensificare il conflitto, Macron ha sottolineato come sia fondamentale fornire collettivamente all’Ucraina tutti i mezzi necessari per difendersi e per proteggere le infrastrutture e la popolazione civile.  

Oltre al supporto materiale e difensivo, la Francia ha confermato il proprio impegno nella ricerca di una pace solida e duratura, assicurando che continuerà ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nello scenario internazionale. 

 

Intanto Zelensky ha espresso in un post su X una ferma condanna nei confronti delle ultime azioni militari di Mosca: “La Russia ha ignorato in modo plateale la proposta del presidente americano di una tregua nel settore energetico. Ora sta approfittando dei problemi nel funzionamento di Starlink per provocare la massima distruzione possibile a tutto ciò che garantisce la vita quotidiana”. Sottolineando l’importanza del sostegno internazionale per contrastare la strategia del Cremlino, Zelensky ha aggiunto: “Apprezziamo il fatto che la Francia stia facendo tutto il possibile per individuare soluzioni in risposta all’escalation russa. Durante il nostro incontro, la Russia ha lanciato l’ennesimo vile attacco con droni contro le infrastrutture energetiche ucraine a Lutsk. In città si stanno verificando interruzioni di corrente. Purtroppo, questo tipo di terrorismo russo, sfacciato e vile, si ripete quasi sempre in questi giorni”.  

Per fronteggiare la crisi, i due leader hanno concordato una serie di misure operative cruciali, descritte dallo stesso presidente ucraino: “Macron e io abbiamo discusso diverse modalità per contrastare questa situazione. In particolare, nel corso di questo mese saranno forniti nuovi pacchetti di aiuti per rafforzare la nostra aviazione da combattimento. Stiamo inoltre accelerando sul sistema di difesa antimissile paneuropeo Freyjia che deve diventare operativo entro la fine dell’anno. Sono grato alla Francia: abbiamo già ottenuto tutte le licenze per la produzione di armamenti che avevano promesso all’Ucraina. È importante procedere rapidamente anche alla loro attuazione a livello operativo”. 

 

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Chi è Alphadjo Cisse, il più giovane italiano riuscito a segnare una tripletta nelle coppe europee

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(Adnkronos) – “Io capocannoniere del Milan? Questa cosa passa in secondo piano, l’importante era vincere e l’abbiamo fatto. Siamo contenti”. Alphadjo Cisse entra nella storia del calcio italiano di prepotenza, ma tiene i piedi per terra dopo la tripletta rifilata al Salisburgo in Europa League. “Quello che dice di me Amorim – ha spiegato ai microfoni di Sky Sport – può essere una spinta, ma ho anche avuto dei compagni che mi hanno accolto molto bene e per me è stato tutto più facile”. Con i tre schiaffi alla squadra austriaca, ‘Alpha’ è diventato il più giovane italiano riuscito a segnare una tripletta nelle coppe europee. Con una carta d’identità che dice 19 anni e 358 giorni… 

Soltanto due giorni fa, in Champions League, Nicolò Tresoldi aveva stabilito lo stesso primato grazie alla tripletta messa a segno contro l’Inter a San Siro, all’età di 22 anni e 54 giorni. L’impresa del baby talento rossonero ha riscritto subito le statistiche, portando il limite anagrafico al di sotto dei vent’anni, bruciando – come fatto da Tresoldi – il vecchio record di Del Piero, che nel 1998 segnò tre gol a 23 anni e 144 giorni, durante una sfida di Champions contro il Monaco. Cisse, grande sorpresa dell’avvio di stagione del Diavolo, ha vissuto tutto con naturalezza: “Se ho fatto gol da centravanti? I movimenti sono un po’ anche quelli, in Nazionale ho giocato da attaccante, è un’esperienza che mi porto dietro”. 

Ma chi è Cisse? Nato a Treviso il 22 ottobre 2006 da genitori guineani, ‘Alpha’ ha mosso i primi passi nella Polisportiva Indomita 21, prima di approdare al Giorgione di Castelfranco Veneto. Qui, a meno di 14 anni, ha attirato l’attenzione degli osservatori del Verona, entrando nel vivaio gialloblù e completando il suo percorso di crescita fino all’esordio in Serie A, il 26 maggio 2024 contro l’Inter.
 

La svolta nell’estate del 2025, con il trasferimento in prestito al Catanzaro. Cisse si è imposto in Calabria come uno dei trascinatori della squadra di Alberto Aquilani, mettendo a segno quattro reti nelle prime nove partite.  

Nel finale dell’ultimo mercato invernale, il Milan ha poi bruciato la concorrenza del Psv, chiudendo con il Verona l’acquisto a titolo definitivo per una cifra inferiore ai 10 milioni di euro. Con un accordo che ha previsto la permanenza in prestito al Catanzaro fino al termine della stagione (conclusa per lui con un infortunio e un intervento in Finlandia). In estate, Cisse si è preso il Milan guadagnandosi pian piano la fiducia di Amorim fino all’esordio con gol in Serie A contro il Torino. 

Poi la rete allo Stadium contro la Juventus e una tripletta destinata a lasciare il segno. Un po’ come fatto anche con l’Under 21 di Silvio Baldini, segnando contro l’Armenia qualche settimana fa, per regalare tre punti preziosi agli Azzurrini. Ora, dopo le varie tappe con le selezioni giovanili azzurre, Cisse potrebbe ambire a un ulteriore salto di qualità nella Nazionale di Mancini, che a novembre dovrà diramare una nuova lista di convocati per il doppio appuntamento di Nations League contro Francia e Belgio. ‘Alpha’, qualche messaggio, lo ha già mandato.  

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sport

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Sparatoria in una scuola elementare in Oregon: diversi feriti, ucciso l’aggressore

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(Adnkronos) – Ci sono alcuni feriti nella sparatoria avvenuta in una scuola elementare a Bend in Oregon. La scuola Silver Rail era stata evacuata, dopo la segnalazione di un uomo armato che, come riferito da un portavoce della polizia, è stato successivamente ucciso. Sul posto è intervenuto un ingente contingente di forze dell’ordine e personale di soccorso, ambulanze e un mezzo dei vigili del fuoco. 

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Spalletti lo cambia, Conceicao è una furia: cos’è successo in Celta Vigo-Juve

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(Adnkronos) – La rabbia prima, il ritorno in panchina dopo qualche minuto. Non è passata inosservata la reazione di Francisco Conceicao nel secondo tempo di Celta Vigo-Juventus, al momento della sostituzione nella gara di Europa League di oggi, giovedì 15 ottobre. Al 64’, con Spalletti deciso a inserire Nico Gonzalez al suo posto, l’esterno portoghese ha dato sfogo al proprio nervosismo colpendo più volte la panchina con i pugni dopo essere uscito dal campo. Poi, come raccontato dalle immagini, c’è stato un confronto animato con un membro dello staff tecnico e la fuga verso gli spogliatoi, senza sosta a bordo campo. Una scena durata pochi minuti, prima del successivo rientro del giocatore, che ha raggiunto i compagni accomodandosi in panchina. 

L’episodio è stato commentato dal giocatore al termine della partita, ai microfoni di Sky Sport: “Cos’è successo? Non ho litigato con nessuno dello staff, non abbiamo avuto un dialogo. Sono andato dentro, ho cambiato la maglia e poi sono tornato fuori. Devono uscire cose vere e non questo. Parliamo del secondo tempo della partita che abbiamo fatto, che è stato importante”. Poco prima ne aveva parlato anche
Luciano Spalletti: “La rabbia di Conceicao? Gli conviene essere arrabbiato con sé stesso, sennò se ne può parlare insieme” aveva chiosato l’allenatore bianconero. 

La reazione si inserisce in una serata (e in un momento generale) non esaltante per il giocatore, autore di una prestazione sottotono come diversi compagni di squadra. Già a Cagliari, nell’ultimo turno di campionato, Spalletti aveva deciso di sostituirlo all’intervallo, dopo un primo tempo deludente. Stavolta, la decisione è arrivata al 64’. E la reazione è stata plateale. 

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sport

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Mentana, Piazzapulita e il lapsus sul programma di Formigli

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(Adnkronos) – “Dopo il Tg, c’è Otto e mezzo con Lilli Gruber. E dato che è giovedì, c’è Passaparola con Corrado Formigli”. Enrico Mentana chiude il Tg La7 con un lapsus prima di cedere il testimone a Lilli Gruber per Otto e Mezzo e poi a Piazzapulita, il programma condotto ogni giovedì da Corrado Formigli. Dopo il break pubblicitario, la correzione. 

 

“Mi hanno detto che ho fatto un lapsus di cui non mi sono minimamente accordo. Ho chiamato Passaparola il programma di Corrado Formigli, non merita questo lapsus. Diranno che l’ho fatto apposta o che è una gaffe freudiana perché voglio tornare a Mediaset. Tutte queste stupidaggini… Mi scuso, è solo un innocente lapsus…”, chiude Mentana. 

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politica

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Atalanta-Pafos 3-1: Elmas, Raspadori e Scamacca firmano il successo al debutto europeo

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(Adnkronos) – Esordio da applausi per l’Atalanta nella fase campionato di Conference League. Alla Dea bastano appena 46 secondi per sbloccare il risultato contro il Pafos alla New Balance Arena: il vantaggio porta la firma di Elmas, che griffa l’1-0 al termine di una bella azione orchestrata da Raspadori e rifinita dal velo di Scamacca. È lo stesso Raspadori a raddoppiare dal dischetto al 18′, trasformando il rigore conquistato da Zalewski, ma nell’occasione è costretto a lasciare il campo per infortunio. 

Prima dell’intervallo arriva anche il guizzo di Scamacca (44′), che completa un primo tempo da incorniciare per i nerazzurri. Poche emozioni nella ripresa: da segnalare, nel finale, il gol del Pafos con Biel all’88’. Dea a quota 3, per Sarri arrivano i primi punti della campagna europea. 

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sport

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SuperEnalotto, estrazione di oggi 15 ottobre 2026: numeri vincenti

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(Adnkronos) – Estratta la combinazione vincente del SuperEnalotto di oggi, giovedì 15 ottobre. Nessun 6 nè 5+1, mentre in 10 hanno centrato il montepremi a disposizione dei Punti 5, incassando rispettivamente 16.576,09 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei Punti 6 sale così a 41.100.000,00 euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

– con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

– con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

– con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

– con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

– con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente di oggi è 16, 24, 46, 49, 77, 80; Numero Jolly: 53; SuperStar 52.  

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cronaca

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Pellegrini: “Io gareggiavo anche con 40 di febbre”. È polemica, interviene Bassetti

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(Adnkronos) – “Io ho gareggiato anche con 40 di febbre”. È bastata una frase a far storcere il naso a molti, anche a Matteo Bassetti. E quando a dirla è Federica Pellegrini, la polemica è dietro l’angolo. In un video condiviso sui social, la Divina durante un allenamento con i suoi atleti li esorta a spingere al massimo dentro la vasca, in qualsiasi situazione, positiva o negativa che sia. In particolare, nel suo discorso motivazionale la campionessa olimpica ha lanciato un messaggio che molti utenti hanno giudicato “sbagliato”.  

Cosa succede se la sera prima di una gara se il corpo manda segnali negativi? “Gareggiamo comunque, anche con la febbre. Io ho gareggiato anche con 40 di febbre, con una spalla che non girava. Poi dipende da quanto uno lo vuole, è sempre quello il parametro che dobbiamo tenere in considerazione”. Per Pellegrini è tutta questione di mentalità, che va costruita allenamento dopo allenamento. Che tu abbia il 50 per cento da dare o il 70, “l’importante è dare il massimo”. Questa è la modalità corretta, secondo il discorso di Pellegrini, per affrontare una gara. Il nuoto, continua la campionessa, è uno sport “stronzissimo” perché “dobbiamo stare in acqua tutti i giorni della nostra vita per tre gare all’anno”. Che sia mal di pancia, mal di testa, mal di denti, se succede in gara “potete affrontarlo, perché è già successo”.  

Il discorso è stato ampiamente criticato dagli utenti, inclusi specialisti: “Mi spiace ma questo discorso non è per nulla sano e giustificarlo come motivazione è una cavolata. La salute, il rispetto del proprio corpo, gli eventi che ti succedono, anche negativi, fanno parte del prendersi cura di se stessi. Del volersi bene”, scrive un medico psichiatra tra i commenti. 

A intervenire sulla polemica anche Matteo Bassetti che sui social ha condiviso il suo punto di vista elogiando il percorso olimpico della campionessa, ma criticando le sue parole: “Non si gareggia con 40 di febbre. Non è un atto di eroismo. Federica Pellegrini è una campionessa straordinaria. Una delle più grandi che lo sport italiano abbia mai avuto. L’abbiamo ammirata, abbiamo gioito per le sue vittorie e riconosciuto il suo talento, la sua determinazione e i suoi sacrifici. Ma proprio per questo è importante fare una distinzione. Raccontare di aver gareggiato con 40 di febbre, con una spalla infortunata o dopo aver avuto problemi fisici non deve diventare un messaggio che normalizza il fatto di spingere il proprio corpo oltre ogni limite”, scrive il medico su Instagram.  

Secondo Bassetti, ci sono alcuni segnali che il corpo manda e che non dovrebbero essere ignorati: “Il dolore non è sempre un segno di forza. E ignorare i segnali del proprio corpo non è necessariamente sinonimo di coraggio. Con 40 di febbre non si dovrebbe gareggiare: una febbre così alta può essere il segnale di una condizione importante e sottoporre il corpo a uno sforzo intenso può comportare rischi seri. Anche in presenza di un infortunio, la decisione di allenarsi o competere deve essere presa sulla base di una valutazione medica. Perché lo sport deve essere passione, disciplina, sacrificio e ambizione. Ma deve essere anche tutela della salute”.  

Poi, si rivolge alla campionessa “con tutto il rispetto e l’ammirazione per l’atleta che sei”, e sottolinea “c’è una differenza fondamentale tra raccontare la propria esperienza e trasmettere un messaggio che altri, soprattutto i più giovani, potrebbero interpretare come un esempio da seguire. Sei una grandissima atleta. Ma i consigli sulla salute e sull’idoneità a gareggiare devono venire dai medici, dai medici dello sport e dai professionisti che hanno le competenze per valutare i rischi. Un campione non deve dimostrare di essere invincibile. Deve anche contribuire a insegnare che la salute viene prima di una medaglia. Perché nessuna gara vale il rischio di compromettere il proprio benessere. La vera cultura sportiva non consiste nel gareggiare a qualsiasi costo. Consiste anche nel sapere quando fermarsi”. 

 

“Dott. Bassetti, Federica stava raccontando una storia di sport, di sacrificio e di ambizione”. Così interviene anche Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini, tra i commenti sotto al post di Bassetti. “Stava parlando di gare, di Olimpiadi, di atleti che lavorano quattro anni per avere un’occasione e che, quando arriva quel momento, sono disposti a stringere i denti pur di realizzare il proprio sogno, e gareggiare con una spalla malconcia o 40 di febbre. Perché lo sport di alto livello è anche questo”, spiega l’allenatore, intervenendo in difesa della campionessa, e spiegando il suo punto di vista, che a parer suo, è stato frainteso.  

“Un atleta che sogna di diventare un campione non si ferma alla prima difficoltà, a un mal di pancia, a un mal di testa o a un piccolo risentimento muscolare. Impara a conoscere il proprio corpo, a gestire la fatica e a distinguere un disagio momentaneo da un problema che richiede di fermarsi e affidarsi a un medico. La differenza tra un buon atleta e un campione non è soltanto il talento. È la fame. La fame di arrivare, di migliorarsi, di non lasciare nulla di intentato quando arriva il momento per cui hai lavorato una vita. E se vogliamo parlare ai ragazzi tra i 13 e i 17 anni che sognano di arrivare in alto, dobbiamo insegnare anche questo: non avrai sempre voglia, non sarai sempre motivato, non ti sentirai sempre al massimo. È la disciplina che ti permette di andare avanti quando la motivazione viene meno. Nessuno sta dicendo di mettere a rischio la salute. Ma raccontare un’impresa estrema per trasmettere determinazione non significa prescrivere un comportamento medico. Federica raccontava cosa significa avere fame di un sogno. Non stava scrivendo un manuale di medicina”. 

  

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