Torna a Palazzo dell’Informazione a Roma l’appuntamento con Adn Q&A, giunto alla quarta edizione e intitolato ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’. Il panel di chiusura della giornata di lavori interamente dedicata alla sostenibilità, alle sue declinazioni, alle sfide che comporta ma anche alle opportunità che offre, ha dato voce alle aziende.
Ue, il giorno di Zelensky al Consiglio europeo
In corso la seconda giornata del vertice: sul tavolo Ucraina, attacchi ibridi, Medio Oriente e migrazione. Ieri stallo su Ets e bilancio dopo 14 ore di negoziati. (Videonews di Otto Lanzavecchia)
Sanremo, 13enne cosparge di benzina e dà fuoco a clochard
(Adnkronos) – Un ragazzino di 13 anni ha dato fuoco a uomo di circa 40 anni, senza fissa dimora. E’ successo nella notte tra il 7 e l’8 ottobre a Sanremo, in provincia di Imperia, nella zona di porto Vecchio. Il giovane, di origini tunisine, avrebbe prima cosparso benzina sulle gambe dell’uomo, che stava dormendo, e poi appiccato il fuoco.
L’uomo, che ha riportato ustioni alle gambe, è stato ricoverato due giorni all’ospedale Borea di Sanremo e poi dimesso. A individuare il giovane le immagini delle telecamere di sorveglianza del porto. Le indagini su quanto accaduto e sulle cause, sono affidate ai carabinieri. Il tredicenne, a causa dell’età, non è imputabile.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Banda della minicar a Roma, la procura dei Minori apre fascicolo: gli interrogatori fissati il 20 ottobre
(Adnkronos) – La procura per i Minorenni, dopo aver ricevuto gli atti dalla procura di Roma, ha aperto un fascicolo nei confronti dei due ragazzi accusati delle aggressioni avvenute tra il 4 e 5 ottobre in minicar a Roma, fra cui quella all’attore Davide
Iacopini (che resta in prognosi riservata). I reati per cui si procede sono di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso.
La procura guidata dalla procuratrice Giovanna Lebboroni ha fissato gli interrogatori per i due giovani per il 20
ottobre. Gli autori, rei confessi, di sedici e diciassette anni, quest’ultimo figlio di un carabiniere, sono stati individuati dopo le indagini dei militari dell’Arma e della polizia locale, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani, e denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni.
Una volta ricevuti gli atti, la procura minorile, dopo l’apertura del fascicolo, potrebbe decidere di disporre eventuali misure cautelari o chiedere di condurre ulteriori accertamenti.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ucraina, da ufficiale russo a spia di Kiev: la storia di Stupnikov ‘il disertore’
(Adnkronos) –
L’ufficiale russo Lev Stupnikov, diplomato all’Accademia militare del corpo di segnalazione Budyonny di San Pietroburgo, ha fornito informazioni alle forze ucraine che hanno portato all’uccisione di più di 300 soldati russi, prima di passare la linea del fronte per combattere al fianco del Corpo dei volontari russi, nel luglio del 2024. Non è l’unico. Sono migliaia i russi con cui gli ucraini comunicano, dai militari al fronte alle casalinghe che risiedono vicino al campo di battaglia, scrive il Wall Street Journal che oggi racconta la storia di Stupnikov. Ma anche quella del crescente malcontento fra i russi. Obiettivo degli ucraini non è solo quello di fermare l’invasione delle forze di Mosca ma anche costruire un esercito di voltagabbana russi, addestrati e determinati, per poter un giorno dare il via a una rivolta armata in Russia e contribuire alla fine del regime di Putin.
Una storia, quella della diserzione di Stupnikov, che inizia con l’invio di messaggi con le coordinate per localizzare un convoglio di 120-150 soldati russi impegnato in preparativi per una offensiva contro Vuhledar, un mese dopo essere stato reclutato dagli ucraini, all’inizio del 2024. Ha scattato una foto, senza farsi notare. Ha inviato un messaggio al suo contatto filo ucraino che, a sua volta, gli ha chiesto di confermare che aveva abbandonato la postazione, per evitare che fosse colpito.
Gli ucraini hanno in quell’occasione ucciso 68 militari russi, fra cui dieci ufficiali, incluso il colonnello Gusein Musayev, comandante della 36esima brigata di fucilieri (la leggendaria unità russa che si era avvicinata a Kiev la notte dell’inizio dell’invasione ma che dopo mesi di guerra era popolata in larga misura da violenti e non addestrati ex detenuti) da lungo obiettivo delle forze ucraine, e feriti altri 60.
“Siamo russi (russky). La nostra patria storica è la Russia”, era il leitmotif con cui era cresciuta e da cui si era presto distaccata, dopo il suo arrivo in Russia. La madre, abbandonata dal marito, non voleva che suo figlio prestasse servizio. Respinto alla scuola per piloti a 17 anni, per il suo rifiuto a comperare l’ammissione, si era presto reso conto che il pagamento era la normalità anche all’Accademia, dove per ottenere un permesso, prendere vacanze più lunghe o scegliere la base di destinazione dopo il diploma era necessario foraggiare qualcuno.
Nel febbraio del 2022, l’atmosfera al campus era cambiata dall’oggi al domani, con i pochi ‘dissidenti’ costretti al silenzio. A coloro che avevano chiesto di lasciare l’Accademia, non viene data risposta per mesi. Stupnikov è attento a nascondere le sue opinioni. A giugno, si diploma. Viene mandato alla sua base nell’estremo oriente russo. A novembre del 2023, viene inviato al fronte. Al villaggio di Mykilske, con la 36esima brigata di fucilieri motorizzati, come capo segnalatore di un battaglione incaricato di catturare Vuhledar, nel Donbass. Il suo compito era assicurare la comunicazione fra i comandanti e le loro unità, e il flusso di informazioni dai droni da ricognizioni e le telecamere per la sorveglianza.
“Sono pronto a lavorare con te e ad arrendermi”, gli ha scritto Stupnikov quella sera stessa. A questo primo contatto, hanno fatto seguito appuntamenti settimanali, con aggiornamento delle informazioni sui militari russi. Unica condizione dell’ufficiale: nessun pagamento. Dopo la prima operazione, nei dintorni di Vuhledad, Stupnikov si è liberato del suo telefono. E ha continuato a collaborare con gli ucraini, per esempio sabotando telecamere di sorveglianza o batterie su droni da ricognizione. A giugno, era rimasto l’unico ufficiale della sua unità ancora in vita. Sempre più impaurito di essere scoperto. A luglio, dopo aver rischiato di essere ucciso, per aver dato agli ucraini per errore le coordinate della cantina in cui si trovava, riceve da Karpenko l’appuntamento alle porte di Mykilske, oltre la linea del fronte, per l’esfiltrazione. Una camminata di 40 minuti guidato da un drone di Kiev. Fino a quando non ha udito le anatre, il segnale del suo arrivo al bordo dello stagno dell’appuntamento. Parola d’ordine: “negozio di arachidi”.
Dopo la perquisizione, la telefonata alla madre, a Omsk. “Sono arrivato dove dovevo arrivare”. Dopo un paio di giorni di isolamento, l’incontro con Denis Kapustin, il comandante del corpo dei volontari russi, l’unità delle forze ucraine composta da russi che si oppongono al regime di Putin. Agli ucraini, Stupnikov ha dato il suo smartphone con le password di diversi canali di comunicazione russi che le forze di Kiev avrebbero usato per mesi per accedere ai feed in tempo reale di una decina di droni e telecamere di sorveglianza russe. L’ufficiale ha accettato l’offerta di Kapustin, di rimanere con la sua unità fino alla fine della guerra. La moglie Liza decide di rimanere in Russia, la madre Tatiana e la sorella, figlia di secondo letto della madre, Alisa, hanno lasciato la Russia nel febbraio del 2025 per stabilirsi in Moldova, dopo essere entrate a piedi in Ucraina.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Commercio, per quello di prossimità rischi da burocrazia e mancato ricambio
(Adnkronos) – Più di un imprenditore su due vuole restituire competenze ai giovani ma il ricambio generazionale e la burocrazia frenano l’impresa. Sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine Il valore dell’esperienza civile ed economica degli imprenditori senior, ideata e promossa da Fondazione 50&Più e Fondazione Giuseppe Orlando, presentata – per la prima volta in Italia – all’appuntamento ‘Contro il deserto urbano. Proposte e strategie intergenerazionali per il commercio di prossimità’. L’incontro si è svolto nei giorni scorsi, presso la Sala Orlando di Confcommercio, a Roma. All’evento oltre ai presidenti delle fondazioni anche Valeria Baglio, assessora alle Attività produttive del Comune di Roma, e Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio. Al confronto, moderato da Stefania Marignetti dell’Adnkronos, hanno partecipato, con la loro testimonianza di passaggio generazionale, Ines Di Lelio e sua figlia nn Chiara Cuomo, titolari dell’attività ‘Il vero Alfredo’ a Roma che portano avanti la tradizione di famiglia, avviata nel 1908.
Costi di gestione dell’attività troppo elevati (41,5%), concorrenza della grande distribuzione (37,2%), crescita degli acquisti on line (34%) e burocrazia (30,3%): sono queste le cause che negli ultimi anni hanno accentuato il fenomeno della desertificazione commerciale e hanno provocato conseguenze non solo economiche ma anche sociali, tra cui l’aumento progressivo dei locali sfitti (71,4%), minore vivibilità dei centri urbani (68.8%) e indebolimento delle relazioni sociali (65,1%).
”Di certo incidono costi e peso normativo, ma anche la mancanza di un ponte strutturato verso le nuove generazioni ha un suo peso”, ha commentato Pierluigi Ascani, presidente della società di ricerca Format Research che ha condotto l’indagine. Proprio sul valore umano della transizione si è soffermato Sebastiano Casu, presidente di Fondazione 50&Più ETS: ”La successione deve diventare un cantiere educativo che si avvia con anni di anticipo. Oltre il 62% dei senior vorrebbe trasmettere competenze pratiche ai giovani». E sulla dimensione identitaria del negozio è intervenuta Marisa Tiberio, presidente di Fondazione Giuseppe Orlando ETS: «Per l’80% dei titolari l’attività è stata il pilastro della propria identità, per questo il passaggio non può essere ridotto a mera pratica burocratica”.
All’evento Valeria Baglio, assessora alle Attività Produttive di Roma Capitale ha sottolineato che ”Contrastare la desertificazione commerciale significa difendere la qualità della vita, le relazioni sociali e l’identità dei nostri quartieri. I negozi di prossimità non sono soltanto attività economiche, ma presidi di socialità e punti di riferimento per le comunità. Come Roma Capitale siamo impegnati a tutelare il commercio tradizionale, valorizzare le botteghe storiche e contrastare l’omologazione dell’offerta commerciale. Vogliamo una città attrattiva, capace di accogliere turisti e investimenti, ma che continui a essere prima di tutto un luogo in cui vivere e lavorare”.
Ha concluso i lavori Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio che ha sottolineato che ”Confcommercio si è impegnata nel progetto Cities, che vedrà il suo evento annuale a Bari tra un paio di settimane. È una giornata di mobilitazione nazionale in cui le Confcommercio territoriali porteranno ai sindaci proposte concrete per riportare funzioni economiche e vitali negli spazi oggi inutilizzati. Proponiamo di rivitalizzare i servizi di prossimità all’interno del modello italiano di pluralismo distributivo, nella convinzione che rigenerazione sia proprio questo, dare nuova vita all’esistente assumendosi la responsabilità delle città e dei territori, patrimonio collettivo come leva per il futuro, come bene comune”.
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
IA, Mauriello (Meritocrazia Italia): “La macchina non sostituisca l’uomo, servono regole”
(Adnkronos) – “L’intelligenza artificiale sostituisce l’uomo, non lo assiste. Dobbiamo creare un perimetro per arginare la sproporzione tra macchina e attività umana». Così Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia, illustra le priorità del congresso nazionale del movimento, dedicato all’intelligenza artificiale e alle sue ricadute sul lavoro, sulle professioni e sulla società. Meritocrazia Italia presenterà un testo unico articolato per professioni, lavoro, impresa, fiscalità e ricerca scientifica, con l’obiettivo di salvaguardare la componente umana nelle attività imprenditoriali e intellettuali. «Se dovesse venire meno la parte critica, culturale, la ricerca scientifica, verrebbe meno anche la competitività», avverte Mauriello, sottolineando la necessità di stabilire limiti all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Sul rapporto con le istituzioni, il presidente del movimento osserva: «Loro inseguono l’urgenza, noi programmiamo la visione». Una collaborazione che, secondo Mauriello, può contribuire a promuovere la meritocrazia anche attraverso un impiego consapevole dell’intelligenza artificiale.
Ma un algoritmo potrà diventare meritocratico? «Potrebbe diventarlo quando ci aiuta in una fase e noi la completiamo mettendoci la critica, la cultura e soprattutto la conoscenza», risponde Mauriello. «L’uomo deve essere sempre la guida». Senza il contributo umano, conclude, il rischio è quello di perdere non soltanto la capacità di creare, ma anche la volontà di difendere la democrazia.
—
politica
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
IA, Meritocrazia Italia lancia proposta di legge: “L’uomo non sia sostituito dagli algoritmi”
(Adnkronos) – Regolamentare l’intelligenza artificiale per tutelare il lavoro, la dignità della persona e i diritti fondamentali. È l’obiettivo della proposta di legge o emendamento alla legge di Bilancio 2026 presentata da Meritocrazia Italia, che sollecita disposizioni urgenti per un utilizzo etico e trasparente delle nuove tecnologie. Nel documento, il movimento riconosce le opportunità offerte dall’IA per migliorare l’efficienza dei processi, la qualità delle prestazioni e la ricerca scientifica, ma avverte sui rischi di una progressiva marginalizzazione dell’essere umano. Nel mirino, in particolare, la sostituzione dei lavoratori con algoritmi, software e robot sulla sola base della riduzione dei costi, senza un’adeguata valutazione delle conseguenze sociali. La proposta punta ad affermare il principio della centralità e dell’insostituibilità della competenza umana, sostenendo che l’intelligenza artificiale debba integrare il lavoro delle persone e non sostituirlo come modello ordinario di organizzazione delle attività economiche e professionali. L’obiettivo è garantire che l’innovazione tecnologica sia orientata alla tutela della dignità umana, della libertà personale, della salute, dell’uguaglianza sostanziale e della partecipazione democratica.
—
politica
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sparatoria a scuola, uccisi tre bambini e un adulto in Oregon
Tre bambini e un adulto sono rimasti uccisi nella sparatoria, avvenuta nella scuola elementare a Bend in Oregon. Lo riferiscono fonti delle forze dell’ordine riportate dalla Cnn. Secondo la polizia, al momento dell’arrivo degli agenti sul posto, l’autore della sparatoria, un ragazzo di 16 anni, era già stato colpito a morte all’interno dell’edificio scolastico. 🆕Segui il canale Youtube dell’Adnkronos per non perderti altre video notizie
