sabato, Novembre 7, 2026
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Ai, ‘In sanità investimenti in crescita ma resta il nodo della formazione’

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(Adnkronos) – Il gruppo di lavoro di Welfair ‘Osservatorio per l’Ai in Sanità’, nato con l’obiettivo di accompagnare le strutture sanitarie nell’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale, ha avviato una mappatura delle applicazioni già presenti nelle strutture italiane, dalla diagnostica per immagini al supporto alle decisioni cliniche, dalla refertazione automatizzata alla telemedicina e alla gestione dei processi. L’obiettivo – informa una nota – è offrire un framework di riferimento che vuole offrire a direttori sanitari, manager e professionisti strumenti utili per valutare le tecnologie disponibili, individuare i requisiti di sicurezza e orientare le scelte di investimento. 

Un’esigenza sempre più urgente alla luce della crescita degli investimenti: nel 2025 la spesa italiana per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti specifici in AI e analytics sono passati da 121 milioni di euro nel 2022 a 228 milioni, crescendo di quasi il 90% in tre anni. A questa accelerazione non corrisponde ancora un’adeguata preparazione degli operatori: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una formazione sull’intelligenza artificiale, appena il 2% degli specialisti possiede competenze considerate buone o ottime e il 73% dei direttori generali segnala una preparazione digitale del personale ancora insufficiente. 

A Welfair 2026 – La fiera del fare Sanità, promossa da Roma Fiera e B-Sanità by Experience, si sono riuniti ben quattro tavoli per discutere di come l’intelligenza artificiale stia cambiando la sanità italiana.  

 

“La sua diffusione – spiega Andrea Lisi, presidente di Anorc – impone inoltre un ripensamento della governance sanitaria e delle responsabilità cliniche. A Welfair abbiamo affrontato una questione cruciale: chi risponde quando un sistema di intelligenza artificiale commette un errore? La legge 132/2025 ribadisce il ruolo decisionale del medico ma resta aperto il problema della distribuzione delle responsabilità tra professionisti, strutture sanitarie e produttori delle tecnologie, anche sotto il profilo assicurativo. Parallelamente, il quadro normativo europeo richiede alle aziende sanitarie di integrare sicurezza, protezione dei dati e valutazione dei rischi nell’intero ciclo di utilizzo delle tecnologie. La sfida non è quindi soltanto introdurre nuovi algoritmi ma ripensare l’organizzazione sanitaria garantendo trasparenza delle decisioni, un’evoluzione in senso pieno e sostanziale della tutela del consenso clinico infornato e centralità della relazione di cura. Una trasformazione che richiede di passare dalla sperimentazione a modelli di utilizzo sicuri, verificabili e sostenibili, capaci di tradurre l’innovazione in benefici concreti per pazienti e operatori”.  

Tra le diverse pratiche Ai citate figurano, dettaglia la nota: un algoritmo per individuare in anticipo lo sviluppo del tumore del colon; un algoritmo per identificare i segni del tumore alla laringe nella voce e che potrebbe divenire una app trasformando lo smartphone in point of care; un algoritmo per calcolare il rischio di caduta a tre anni dalla prima visita per il Parkinson. Altro grande tema della Ai è la lentezza della concessione dei dati da parte delle strutture sanitarie per l’addestramento dei sistemi Ai, superabile utilizzando sempre più i cosiddetti ‘dati sintetici’. Questi ultimi sono informazioni artificiali che replicano le proprietà statistiche e matematiche di un dataset reale, senza contenere dati personali o sensibili.  

L’addestramento degli algoritmi è un tema in se stesso: bisogna che tenga conto delle differenze tra generi e non solo. Per esempio il tumore al colon nelle donne è molto diverso che negli uomini: è più alto nell’intestino, a sinistra, tardivo e sanguina tendenzialmente negli stadi molto avanzati. Per essere efficaci, ricerche e nuovi strumenti devono considerare la diversità non solo tra i generi ma anche, per esempio, tra persone normopeso e persone con obesità. 

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cronaca

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A Welfair nasce la Società italiana di Neuroestetica, arte e salute

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(Adnkronos) – È stata presentata oggi a Welfair – La fiera del fare Sanità in corso alla Fiera di Roma la Società italiana Neuroestetica arte e salute. È una società – informa una nota – che riunisce medici, infermieri sanitari, curatori ed esperti. L’obiettivo è formare le figure che possano fare da ponte tra arte e sanità. Secondo gli esperti, “la base scientifica dalla quale partiamo – oltre 3mila articoli di letteratura mappati dall’Oms – è l’evidenza che l’esperienza estetica fa crescere il cervello, lo rende più efficiente lungo tutta la vita ed è in grado di ‘riparare’ i danni da traumi e stress. Per questo la prescrizione sociale va considerata uno strumento clinico”. 

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cronaca

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Ballando, è polemica sulla ‘gelosia’ d’Urso-Muti: la critica di Ramazzotti

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(Adnkronos) – La querelle sulla gelosia è ormai sulla bocca di tutti a Ballando con le stelle. Nella nuova puntata di ‘Ballando segreto’, disponibile su RaiPlay, emerge come i concorrenti siano rimasti colpiti dal bacio portato in scena da Pasquale La Rocca e Ornella Muti, e il successivo botta e risposta tra la coppia di ballo e la giurata Barbara d’Urso.  

“Ma che storia è la cosa della gelosia?”, chiede Monica Guerritore all’attrice che replica con tono scocciato: “Ma come si fa? Fare mezz’ora di discussione, ma veramente?”, ha detto, spostando poi l’attenzione al bacio scambiato con La Rocca.  

A commentare la discussione sono anche Massimo Ghini e Aurora Ramazzotti. L’attore si chiede quale sia il significato dietro il senso di tutto questo dibattito sulla gelosia. “È solo televisione”, dice. “Sta cercando di capire – replica Ramazzotti – che giudice è Barbara d’Urso perché non lo è mai stata prima d’ora. E quindi vorrebbe trovare lo sbocco per andare ad approfondire…”, risponde la figlia di Michelle Hunziker, cercando di dare una spiegazione all’approccio della giurata.  

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spettacoli

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Turismo: Dubrovnik dice addio all’overtourism, è un modello vincente di sostenibilità

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(Adnkronos) – Gestire il numero di turisti introducendo soluzioni smart, abbracciando la digitalizzazione e impegnandosi per la sostenibilità, ma soprattutto contemperando i desideri dei visitatori con la qualità della vita dei residenti. In una parola: turismo sostenibile. E’ il ‘modello Dubrovnik’, un approccio integrato basato sui dati, sul coinvolgimento efficiente della comunità locale e sulla pianificazione di lungo periodo che consente la gestione intelligente dei flussi turistici. Un modello considerato vitale per il futuro del turismo europeo, tanto da aver valso alla ‘perla dell’Adriatico’ il titolo di ‘Green Pioneer of Smart Tourism’ per il 2026.  

Un riconoscimento conferito dalla Commissione europea alle destinazioni ‘vincenti’ nella via verso il turismo sostenibile e intelligente, che riconosce il lavoro fatto dall’amministrazione di Dubrovnik sul piano della sostenibilità, dell’innovazione digitale, dell’accessibilità e della conservazione del patrimonio culturale. Un modello nel destination management che segna una svolta per una meta presa tutti i giorni ‘d’assalto’ da masse di visitatori cui si uniscono i crocieristi che sbarcano dalle navi che fanno tappa in questo angolo a sud della Croazia, sulla via del Mediterraneo, dalla storia gloriosa di Repubblica marinara. 

Tutti si riversano nel centro storico, un affascinante labirinto di stradine, piazzette, scalinate, cinte dalle possenti mura, che è patrimonio Unesco sin dal 1979 e che rischiava di ‘scoppiare’ di gente. Persino l’ampia via principale, la Placa, chiamata comunemente Stradun, che nel pomeriggio diventa un vero e proprio ‘salotto’, con il passeggio anche dei residenti e i tavoli all’aperto dei bar, sembra a volte non farcela a contenere tutti. Gruppi di turisti, ciascuno con la propria guida (quasi 200 quelle accreditate in città), che si fermano ad ammirare gli incantevoli monumenti che si aprono sulla piazza principale, la Luža (Loggia), tra la Torre dell’orologio e la colonna di Orlando simbolo di libertà, i palazzi di impronta veneziana, come quello dei Rettori, la Cattedrale con il suo Tesoro e la Chiesa del venerato patrono San Biagio. 

 

Dopo gli anni bui della guerra per l’indipendenza della Croazia, tra il 1991 e il 1995, seguita allo sfaldamento della ex Jugoslavia, che ha colpito duramente in questa parte più isolata del paese causando danni enormi al patrimonio architettonico dell’antica Ragusa, la città, dopo una resistenza eroica, si è risollevata. Il centro – che nella sua secolare storia aveva già conosciuto la devastazione del terremoto nel 1667, cui seguì la ricostruzione secondo i canoni dello stile barocco – è stato restaurato quasi interamente, pur conservando a futura memoria i segni di quegli attacchi scellerati.  

Come nel Monastero Francescano, dove si trova la farmacia più antica del paese, che conserva all’interno tracce visibili dei bombardamenti subiti nell’assedio del dicembre 1991. O la casa-atelier del pittore Ivo Grbić, bruciata durante i bombardamenti e diventata un memoriale visivo, con le immagini esposte sulla facciata ricostruita. C’è poi la galleria War Photo Limited, dedicata al fotogiornalismo di guerra, la Stanza della memoria, al piano terra del Palazzo Sponza, ex sede della Dogana, una sala commemorativa che raccoglie i ritratti di coloro che morirono difendendo la città, e un Museo della Guerra d’Indipendenza nella Fortezza Imperiale sul Monte Srđ, raggiungibile con la funivia, che fu fatto costruire all’epoca dell’invasione napoleonica che pose fine ai 450 anni di indipendenza dell’antica Ragusa. 

Oggi Dubrovnik è la metà più visitata della Croazia, resa ancor più popolare per essere stata set della famosa serie ‘Il Trono di Spade’. Una destinazione internazionale facilmente raggiungibile grazie alla presenza dell’aeroporto che offre collegamenti con gran parte dell’Europa (voli diretti con diverse città italiane) e anche con gli Stati Uniti, che infatti rappresentano il secondo mercato dopo il Regno Unito per l’incoming. Nel 2025 il numero totale di pernottamenti – a fronte di una popolazione di 41mila abitanti – è stato di quasi 4,3 milioni e nella prima metà di quest’anno sono già stati superati i 2 milioni, tornando ai livelli pre-Covid. Città d’arte, località balneare e tappa per crociere, che sostano nel grande porto che si trova insieme ai principali alberghi nel quartiere nuovo, a Dubrovnik l’overtourism è una minaccia tangibile. Una sfida che l’amministrazione locale è riuscita ad affrontare con successo negli ultimi anni. 

 

“Credo che tra i progetti che abbiamo portato avanti sin dal 2017 – afferma il sindaco di Dubrovnik, Mato Franković – ‘Respect the city’ sia quello chiave, che ha riportato Dubrovnik alla normalità rispetto al problema dell’overtourism. Prima del 2017 abbiamo sofferto molto come città, avevamo tanti problemi con una massa di turisti presenti nello stesso momento nel centro storico. Quindi, qualcosa andava fatto. Così, attraverso questo progetto, ‘Respect the city’, e degli strumenti smart, abbiamo dimostrato che è possibile gestire il turismo nelle città storiche. Non è facile e non c’è un modello che si possa applicare a tutti, perché ogni città è differente e ogni modello deve essere ‘tailor made’. Abbiamo implementato in particolare due strumenti ‘smart’, con una migliore organizzazione rispetto agli arrivi delle navi da crociere e ai visitatori giornalieri. E alla fine Dubrovnik ha avuto successo nel risultato”. 

I cartelloni ‘Respect the city’ campeggiano sulle monumentali porte di accesso alla città vecchia, Porta Pile e Porta Ploče, e per varcarle si seguono le frecce che ordinano i flussi in entrata e in uscita. “Il dato interessante è che se si confronta il numero dei visitatori di oggi con quello del 2017 – riferisce il sindaco – si nota che oggi abbiamo un 35% di turisti in più. Ma ora il numero è distribuito nell’arco della giornata, della settimana, del mese e anche dell’anno. E questo è un punto cruciale: nonostante l’aumento del numero dei turisti, non abbiamo avuto problemi, anzi abbiamo persino avuto una maggiore capacità nell’accoglienza in termini di letti e di posti a sedere”.  

“E il successo del nostro modello – assicura – non è semplicemente una storia che si racconta, abbiamo dati scientifici: tutti gli ingressi nella città vecchia sono conteggiati da contatori di persone, tutti i punti sono aperti a tutti e così si possono vedere quante persone sono all’interno del centro storico. Allo stesso tempo, con l’Università di Dubrovnik abbiamo elaborato un documento che abbiamo chiamato ‘Carrying capacity’, che mostra come il numero massimo che consente di godersi la visita è circa di 11.000 persone e quest’anno non abbiamo superato i 10.700 e solo in un paio di giorni. Quindi questo ci consente di verificare, è una prova, che tutte le misure che abbiamo implementato sono state misure di successo”. 

 

Il progetto ‘Respect the city’ mira a mitigare gli effetti dell’overtourism in stretta cooperazione con la comunità locale. “Ci sono anche misure che possono sembrare pesanti – ammette Franković – e, del resto, ogni volta che metti in atto qualcosa la gente all’inizio è molto contraria. Ma avevamo chiaro l’obiettivo, quindi quando abbiamo tagliato il numero di tavoli e sedie nel cuore del centro storico del 30% sapevamo che in realtà stavamo aprendo uno spazio extra all’interno della città vecchia, ma sicuramente i proprietari di bar e ristoranti non ne erano molto felici. Ora, invece, hanno capito che a volte ‘less is more’, perché le persone stanno godendo di più della città, si trattengono più a lungo nei bar o ristoranti e spendono anche di più, quindi alla fine ci sono molti più posti di quelli che si sono visti tagliare all’inizio. Allo stesso modo, per ogni altra misura abbiamo avuto quelli che erano contrari ma che alla fine in realtà ne riconoscono il successo”.  

Uno degli strumenti chiave nella gestione dell’overtourism è il Dubrovnik Pass, che dà accesso alle principali attrazioni e al trasporto pubblico e al tempo stesso consente di monitorare i flussi in tempo reale. E’ anche un’importante fonte di entrate per l’amministrazione comunale, da redistribuire in investimenti in infrastrutture e conservazione del patrimonio culturale. Lo scorso anno ne sono stati venduti 486.550, il 25% in più rispetto all’anno precedente, con un incasso che ha superato i 20 milioni di euro. Nel 2026 il dato continua a crescere con 389.752 pass venduti a fine agosto, mese che da solo ha visto un aumento del 15% rispetto ad agosto 2025 (+16,5% da inizio anno, per oltre 16 milioni di euro di entrate).  

“Ora siamo nella fase finale del Dubrovnik Pass, che è la card culturale più venduta in Europa, un unico biglietto – spiega il sindaco – a un prezzo conveniente e digitalizzato con un QR Code: al prezzo di un ingresso alle mura si ottiene l’ingresso anche alle altre attrazioni, più tre corse in bus. Dall’anno prossimo diventerà obbligatorio per coloro che lo acquistano prenotare un turno quando devono visitare le varie attrazioni incluse. Così vogliamo fare un ulteriore passo nel rendere pienamente sostenibile ogni attrazione, dalle mura cittadine ai musei, controllando e contando gli ingressi. A beneficio anche dei visitatori, perché quando qualcuno compra un biglietto si aspetta di non fare la fila, di non trovarsi con centinaia di persone intorno, vuole godersi la visita, fare foto, fare l’esperienza e questo è quello che vogliamo offrire come servizio extra per il futuro”. 

 

C’è poi il capitolo della mobilità e degli spazi pubblici. “Anche qui – sottolinea Franković – abbiamo implementato alcune misure. Innanzitutto il car sharing, che abbiamo trovato molto interessante. Abbiamo visto che a Lubiana funzionava e abbiamo avviato la stessa cosa: la possibilità di prendere un’auto elettrica dall’altra parte di Dubrovnik e recarsi nel centro storico e parcheggiare in spazi riservati e sempre a disposizione. Questo è stato molto positivo, specialmente per gli abitanti di Dubrovnik, e non troppo costoso”.  

“La seconda cosa che abbiamo implementato – prosegue – è stata una zona a traffico limitato attorno alla città vecchia, per far fronte al traffico pesante che c’è soprattutto per i taxi che girano attorno alle mura. Basti pensare che a un certo punto avevamo raggiunto il numero di novemila tassisti, una follia che impediva alla gente di vivere normalmente, con attese anche di 45 minuti per avvicinarsi alla città vecchia o solo per guidare attorno alle mura. Quindi era dura vivere in quest’area; per questo abbiamo introdotto, peraltro per primi in Croazia, una zona a traffico limitato che agevola i cittadini di Dubrovnik, in particolare chi vive attorno alle mura ma anche chi normalmente arriva e riparte a fine giornata, e che devono avere la priorità”.  

“Una volta che completeremo questa fase, andremo avanti – annuncia il sindaco – con il sistema Park&Ride. Dubrovnik è una città piccola e stretta, con un’unica strada di grande scorrimento, e c’è sempre carenza di parcheggio, quindi vogliamo razionalizzare gli spazi nelle aree all’aperto, riservandone una parte agli abitanti della città, mentre i visitatori possono parcheggiare in questo che sarà il sistema di Park&Drive, il primo in Croazia, e da lì prendere il bus elettrico e in pochi minuti raggiungere il centro storico o le altre zone della città. Con questo pensiamo che agevoleremo la viabilità, consentendo di muoversi più rapidamente e agevolmente, e al tempo stesso di offrire un servizio ai visitatori durante tutto l’anno, che potranno più facilmente parcheggiare”. Il nuovo parcheggio integrato, che dovrebbe entrare in funzione per il 2028, offrirà 572 posti auto, stalli per i taxi, terminal dei bus e aree pedonali, e sarà anche dotato di un generatore di energia solare, un sistema di drenaggio delle acque e nuove piante. Un’attenzione, quella alle aree verdi, che ha portato anche alla riqualificazione del parco Gradac, risalente al 1898, con nuovi sentieri, spazio giochi e belvedere. La strategia verso la sostenibilità della città guarda anche a meccanismi contro lo spreco di acqua, alle energie rinnovabili soprattutto per l’illuminazione pubblica e a iniziative plastic-free. 

 

Ma la vera via verso un turismo sostenibile passa necessariamente attraverso la destagionalizzazione. “Dubrovnik, in quanto città di cultura, può attrarre turismo tutto l’anno. Ci sono molte cose da fare, indipendentemente se si è in inverno o estate. Ci sono sempre molte cose belle da vedere e a volte anche meglio in stagioni come l’autunno o l’inverno rispetto all’estate”, dichiara il sindaco Franković. Ad assecondare questo processo anche i numerosi eventi organizzati ‘fuori stagione’ proprio per offrire un motivo di appeal in più per una visita in periodi diversi. Nel mese di ottobre, ad esempio, si è svolto per due settimane il ‘Good Food Festival’, che si conclude questo weekend: un’occasione per assaporare la cucina dalmata grazie a menù a prezzo speciale nei 70 ristoranti aderenti, cene con chef ospiti e ancora workshop ed escursioni. 

Complice di questo trend è anche il riscaldamento globale, che rende le estati sempre più roventi e sempre meno attrattive per i visitatori. “Le estati – conferma il sindaco – stanno diventando così calde da rendere arduo camminare in città, percorrere le mura con 35-40 gradi. Mentre autunno e inverno sono molto belli, con un clima che è mite e quindi è piacevole visitare Dubrovnik e l’area circostante. Dal mio punto di vista, autunno e inverno saranno sempre più attrattivi soprattutto con il cambiamento climatico, perché in estate è davvero troppo caldo e quindi in 4-5 anni l’attuale bassa stagione credo diventerà alta stagione e viceversa. Già vediamo un trend di calo dei visitatori nell’alta stagione e di contro un aumento nel post alta stagione. L’autunno, ad esempio, è molto bello a Dubrovnik, l’acqua del mare è ancora abbastanza calda, la temperatura non è elevata e si può davvero godere della spiaggia, mentre quando ci sono 38 gradi nessuno ci va perché è davvero troppo caldo”.  

“E questo già lo riscontriamo: nel mese di settembre il numero di turisti è aumentato del 4% rispetto allo scorso anno, mentre in estate si è mantenuto stabile. Inoltre, sono aumentate le prenotazioni last minute e anche questo è un nuovo trend: la gente lo trova più conveniente o più comodo che non prenotare con largo anticipo. Quindi tutto è in evoluzione, soprattutto dopo il Covid, ma il cambiamento climatico è qualcosa a cui dobbiamo adattarci, realizzando che quella che era l’alta stagione sarà meno ricercata ora”, ribadisce. 

 

Il 2026, dunque, è stato per Dubrovnik un anno di svolta nella via verso la sostenibilità, che la rende una best practice in tutta la Croazia, con tanto di riconoscimenti internazionali. Al Green Pioneer Smart Tourism, tra l’altro, si è aggiunto ad agosto il Virtuoso Global Stewardship Award 2026 nella categoria Destinazione, assegnato dal network di agenzie di viaggi sempre per l’impegno verso un turismo sostenibile e responsabile. Un anno che si è aperto con la cerimonia inaugurale alla presenza delle autorità europee, che si è tenuta nel complesso dei Lazareti, l’antica stazione di quarantena dove mercanti e viaggiatori dovevano sostare prima di essere ammessi in città, affacciata sul mare e sul porto vecchio di Dubrovnik e con vista anche sull’isola di Lokrum. E per celebrare il titolo di Green Pioneer Smart Tourism una scultura gigante con il simbolo e la scritta è stata installata nella piazza di fronte alla Porta Ploče dove resterà fino alla fine dell’anno. 

“Per chiudere l’anno di questo importante riconoscimento del Green Pioneer Smart Tourism – dice il sindaco – sicuramente avremo anche una cerimonia conclusiva. Siamo molto orgogliosi di questo titolo: è la prova che tutto ciò che abbiamo fatto per Dubrovnik negli ultimi dieci anni per raggiungere la sostenibilità era nella giusta direzione e siamo orgogliosi che qualcuno al di fuori della Croazia lo abbiamo visto e riconosciuto dandoci una gratificazione così importante. Alla fine dell’anno avremo sicuramente un’occasione speciale per ringraziare ancora una volta per questo riconoscimento a Dubrovnik e vedremo chi sarà il nostro successore”. 

Sarà importante ora mantenere alta l’asticella e proseguire con lo stesso impegno. “Per noi la sostenibilità è cruciale, non ci si può fermare e considerare tutto fatto, si commetterebbe un errore, bisogna continuare a sviluppare nuovi progetti. Il messaggio che sintetizza questo anno importante è proprio che bisogna perseverare nel prendere le decisioni che portano alla sostenibilità nel lungo periodo. Pensare solo al domani non è abbastanza, bisogna pensarci anche con largo anticipo per raggiungere la sostenibilità. Ed essere consapevoli che in quel momento il 90% delle persone non capirà quello che stai facendo, ma alla fine, quando vedranno i risultati, tutti ne saranno contenti. Quindi bisogna tenere duro, credere in se stessi e il successo arriverà”, conclude. 

(di Alessia Trivelli) 

 

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lavoro/dati

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Albume d’uovo richiamato dai supermercati Conad: “Rischio salmonella”

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(Adnkronos) –
Conad ha ordinato il ritiro dai propri supermercati in via precauzionale dell’albume d’uovo da allevamento a terra 500g Conad Piacersi per il rischio della presenza di salmonella.  

Nella nota si precisa che il prodotto interessato ha il Codice EAN 8003170102415, lotto K657113 e scadenza 29 ottobre 2026. “Nel corso di controlli, nel lotto indicato sono state riscontrate, specifiche microbiologiche non conformi: Salmonella spp. Al fine di scongiurare qualsiasi possibile rischio per la salute, i clienti che fossero in possesso del prodotto appartenente al medesimo lotto sono invitati a riportarlo al punto di vendita Conad dove è stato acquistato, che provvederà alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso. Si precisa che il consumo previa cottura (come riportato in etichetta), contribuisce all’inattivazione del microorganismo”, conclude la comunicazione.  

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cronaca

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Tangenziali di Verona, dal 19 ottobre rampe chiuse a Est e ispezioni ai ponti sulla Nord

Da lunedì 19 ottobre cambiano i percorsi sulle tangenziali veronesi: a Est chiudono due rampe per il cantiere dell’alta velocità, con riaperture tra fine ottobre e novembre. Sulla Nord, fino al 22 ottobre, ispezioni ai ponti dalle 9 alle 18: resta una corsia aperta in entrambe le direzioni.

Due interventi distinti interesseranno le tangenziali di Verona dal 19 ottobre 2026. Sulla Est scatteranno chiusure di rampe legate ai lavori ferroviari, mentre sulla Nord le ispezioni ai ponti comporteranno restringimenti di carreggiata in fascia diurna. A comunicare le modifiche sono rispettivamente Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova e il Comune di Verona.

Sulla Tangenziale Est, dalle 21 di lunedì 19 ottobre, sarà chiusa la rampa di immissione verso Verona per chi proviene da San Martino Buon Albergo. La riapertura è annunciata per il 31 ottobre, in configurazione provvisoria.

Alla stessa ora chiuderà anche la rampa di uscita dal Raccordo Autostradale verso San Martino Buon Albergo, in corrispondenza della zona commerciale. Per questa seconda rampa la riapertura al traffico è prevista il 7 novembre. Le deviazioni saranno segnalate sul posto.

Le modifiche alla viabilità di Verona Est consentiranno l’avanzamento del cantiere del Consorzio Iricav Due per la linea AV/AC del lotto funzionale Verona–Vicenza, commissionata da Rete Ferroviaria Italiana. Il progetto aveva già comportato altre chiusure di rampe a settembre; il nuovo calendario riguarda ora gli accessi da e verso San Martino Buon Albergo.

Tangenziale Nord: il calendario delle ispezioni dal 19 al 22 ottobre

Sulla Tangenziale Nord T4–T9, tra Porta Nuova e Verona Nord, la Direzione Infrastrutture del Comune eseguirà controlli specialistici su diversi ponti. Da lunedì 19 a giovedì 22 ottobre la corsia di sorpasso sarà chiusa a turno nei tratti interessati, a partire dalle 9, con riapertura prevista entro le 18. La circolazione resterà garantita su una corsia in entrambe le direzioni.

  • Lunedì 19 ottobre: dal sottovia di viale Palladio al sottovia dello svincolo di Santa Lucia, verso l’A22 Verona Nord.
  • Martedì 20 ottobre: dal tunnel di San Massimo al sovrappasso di via Cason, sempre verso l’A22 Verona Nord. Le verifiche riguarderanno anche altre tre strutture nello stesso tratto.
  • Mercoledì 21 ottobre: dal sovrappasso di via Cason al tunnel di San Massimo, in direzione Verona città.
  • Giovedì 22 ottobre: dal sottovia dello svincolo di Santa Lucia al sottovia di viale Palladio, verso Verona città.

Il Comune richiama l’attenzione degli automobilisti nei punti in cui si passerà da due corsie a una. I restringimenti della Nord seguiranno quindi un calendario giornaliero, mentre le chiusure delle due rampe a Est proseguiranno fino alle rispettive date di riapertura annunciate.

Foto di repertorio: A4 nell’area di Verona, non riferita ai cantieri descritti. Foto Falk2 (Falk Arnhold), Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0; ridimensionata.

Emergenza sangue, a Roma scende in campo la musica con il Policlinico Umberto I

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(Adnkronos) – Le scorte di sangue sono in forte diminuzione e gli ospedali hanno urgente bisogno di nuove donazioni. “Di fronte a questa emergenza, è fondamentale sensibilizzare la cittadinanza e invitare tutti coloro che possono farlo a compiere un gesto concreto di solidarietà. Donare il sangue richiede pochi minuti, ma può fare una differenza enorme, contribuendo a salvare vite umane e a garantire il supporto necessario ai pazienti che ne hanno bisogno. Per questo motivo, si rinnova l’appello a tutti i cittadini di Roma: donare il sangue significa offrire una possibilità in più a chi sta affrontando una situazione difficile”. E’ il messaggio del Centro trasfusionale del Policlinico Umberto I di Roma, che inviata donare nella sua sede in viale del Policlinico tutti i giorni, dalle 7.30 alle 12. 

A sostegno dell’iniziativa, Opus Club e Nice Disco promuovono la sensibilizzazione e la vicinanza alla comunità, invitando tutti a partecipare e a diffondere l’appello attraverso i propri canali social e le proprie reti di contatti. A chi presenterà la ricevuta della donazione effettuata presso il Policlinico Umberto I sarà riconosciuto un ingresso gratuito e una consumazione omaggio presso i locali aderenti all’iniziativa, Opus Club e Nice Disco, secondo le modalità previste dagli organizzatori. L’obiettivo è trasformare un semplice gesto individuale in un’azione collettiva capace di raggiungere più persone e contribuire concretamente a fronteggiare la carenza di sangue. “Dona ora, passa la parola!”, è lo slogan. “In un momento in cui ogni donazione può essere preziosa, la solidarietà di ciascuno conta. Chi può donare è invitato a informarsi e a recarsi presso il Centro trasfusionale; chi non può farlo può comunque contribuire condividendo questo appello e aiutando a raggiungere nuovi potenziali donatori. Donare il sangue è un gesto di responsabilità, altruismo e amore per la vita. Oggi, più che mai, ogni contributo conta”. 

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cronaca

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Dalla cimice asiatica a quella dei letti, oltre 1.500 specie in Italia

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(Adnkronos) – Dalla cimice asiatica, che ha provocato enormi danni ai nostri frutteti, alla cimice dei letti che infesta ambienti domestici e pubblici: sono oltre 1500 le specie di questo eterottero diffuse su tutto il territorio. Piero Genovesi, responsabile Fauna di Ispra e presidente emerito del gruppo specialistico dell’Iucn sulle specie invasive, spiega all’Adnkronos quali sono gli impatti e le possibili azioni di contenimento di questo insetto. 

Quali e quante specie sono presenti in Italia?
 

“In Italia ci sono quasi 1500 specie di cimici: parliamo di eterotteri, un gruppo di insetti. Quelle che noi conosciamo di più, perché ci danno fastidio, sono le cimici dei letti che si nutrono anche di sangue; l’altra specie più nota è la cimice di campagna, quella verde, che se schiacciata dà un cattivo odore. E’ conosciuta per questa sua caratteristica e anche perché, nutrendosi di liquidi vegetali, può danneggiare orti, frutteti e piante. Quindi le specie sono moltissime e vivono in tutto il nostro territorio”. 

Perché si parla molto della cimice asiatica?  

“La cimice asiatica, detta anche cimice marmorizzata, caratterizzata da una colorazione grigiastra, è una specie esotica arrivata, appunto, dall’Asia. E’ giunta una quindicina d’anni fa in Italia diffondendosi in molte Regioni ed ha avuto un fortissimo impatto economico perché danneggia soprattutto i frutti – il primo anno ha causato più di 380 milioni di danni in Val Padana – ma può nutrirsi anche di vite, soia, mais, piante ornamentali e dove trova condizioni favorevoli può realmente esplodere e fare danni molto rilevanti”. 

Come difendersi dalla cimice asiatica?
 

“L’unica difesa all’inizio è stata quella di utilizzare pesticidi, poi è stato richiesto – Ispra valuta questi casi – la possibilità di introdurre un’altra specie esotica, la cosiddetta vespa samurai – una piccola vespa che depone le proprie uova in quelle della cimice e si ciba delle uova di cimice – sperando ne riducesse la consistenza. Noi abbiamo valutato i possibili rischi – perché ovviamente introdurre una specie esotica comporta dei rischi – e abbiamo ritenuto accettabili questi rilasci; quindi, sono diversi anni che si fanno dei rilasci che in alcuni casi hanno un po’ messo sotto controllo la cimice asiatica”.  

La troviamo anche nelle case?
 

“Sì, soprattutto nel Nord Italia. Si trova nei giardini di chi abita vicino a spazi verdi e facilmente la ritrova anche in casa. La gran parte di queste specie, compresa la cimice di campagna, si nutre di vegetali, quindi, non hanno alcun effetto su di noi, se non per il cattivo odore che emanano”.  

Come riconosciamo, invece, le cimici dei letti?
 

“Sono molto piccole. Mentre le cimici di campagna o le cimici asiatiche sono di diversi centimetri, quindi molto visibili, le cimici dei letti sono estremamente piccole, grandi come un seme di mela, di forma ovale e colore scuro. Se uno sente fastidio e avverte delle punture con ponfi rossi che danno prurito, occorre controllare se sono presenti, cercando nelle cuciture, nelle pieghe del materasso oppure nelle intersezioni della rete col telaio”. 

Come va gestita l’infestazione?
 

“Sono insetti molto resistenti; si nascondono in piccole fessure per cui non è facilissimo toglierle, l’importante è lavare lenzuola, coperte e materasso invasi da questi animali a temperatura molto calda, la più alta che le etichette permettono, utilizzare l’aspirapolvere nelle cuciture e nelle giunzioni del letto; ci sono anche delle fodere specifiche anticimici con chiusura che isolano il materasso e quindi evitano che si muovano. Meglio non spostare lenzuola e materassi in altre stanze per non diffondere l’infestazione; non va usato alcol, benzina o altro ed è meglio non spruzzare insetticidi a caso”.  

Come arrivano nelle nostre case e quali condizioni climatiche ne favoriscono la diffusione?
 

“Sono animali da sempre vicini all’essere umano perché si nutrono di sangue delle persone e degli animali; da quando le regole di igiene sono più diffuse sono meno frequenti, un tempo lo erano di più. Sono attratte proprio dal calore delle case e dalla presenza di persone. Le cimici dei letti, vivendo soprattutto in casa, risentono meno delle temperature esterne mentre le cimici asiatiche tendono ad esplodere in primavera-estate e sono molto meno diffuse in autunno-inverno. Le cimici di campagna, quelle verdi, sono molto diffuse vicino ai campi di soia, per esempio. Nei mesi di fine estate si trovano più frequentemente nelle abitazioni perché quando fuori comincia a far freddo cercano il calore e si infilano spesso nelle intercapedini delle finestre, nelle fessure e nei cassoni delle tapparelle”. 

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Il segretario generale di categoria illustra le priorità e le problematiche del settore delle costruzioni, ricordando le azioni di welfare portate avanti per i lavoratori.

Carburanti, ecco quanti distributori fanno lo sconto su benzina e gasolio: la mappa regione per regione

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(Adnkronos) – Se in alcune regioni il carburante si sta esaurendo e nonostante lo stop allo sconto sulle accise, scorrendo i dati pubblicati dal ministero e aggiornati al 14 ottobre, Facile.it ha rilevato come sulla rete stradale del Belpaese ci siano ancora alcuni distributori dove è possibile fare il pieno, in modalità self, a un prezzo inferiore ai 2,20 euro/litro. Lo studio realizzato da Facile.it ha preso in esame tutti i distributori censiti dal Mimit in Italia che hanno comunicato un aggiornamento di prezzo dal 5 ottobre in poi per il gasolio e/o per la benzina verde, escludendo quelli delle autostrade.  

Secondo le stime, guardando al diesel, il 26% è riuscito a rimanere ancora sotto al tetto, il che, in valori assoluti, si traduce in circa 5.000 distributori su oltre 19.500 oggetto di analisi. Da vedere se – osserva Facile.it – il rinnovato sconto messo in atto da alcuni distributori cambierà, nei prossimi aggiornamenti, la situazione.  

Per quanto riguarda la benzina, invece, la situazione è più rosea e i benzinai che riescono a stare sotto la soglia dei 2 euro al litro sono oltre 10.200 (52%). 

Come si articola la situazione a livello regionale? Per il gasolio, gli automobilisti più fortunati sono quelli delle Marche, area dove il 38% dei distributori analizzati ha mantenuto il prezzo al di sotto della soglia dei 2,20 euro al litro. Al secondo posto si posiziona l’Abruzzo (qui il 36% dei distributori analizzati ha ancora un prezzo inferiore al tetto), seguito, a pari merito, da Lazio e Umbria (31%). Ai piedi del podio Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria (30%). Se si guarda la classifica nel senso inverso, ovvero alle regioni con meno distributori che hanno mantenuto prezzi al di sotto del 2,20 euro/litro, si posizionano Campania (14%), seguita dalla Basilicata (16%) e dalla Calabria (19%). 

Per la benzina situazione migliore; in vetta alla classifica si trovano Valle d’Aosta (62%) e, a pari merito, Sicilia e Marche, aree dove il 60% dei distributori analizzati aveva, alla data di rilevazione, un prezzo in modalità self inferiore ai 2 euro al litro. Ai piedi del podio il Lazio (58%). Se, invece, si considerano le regioni sul versante opposto, troviamo la Basilicata (36%), la Campania (37%) e la Calabria (42%).  

Analizzando i dati ufficiali del Mimit aggiornati al 16 ottobre 2026, il prezzo medio della benzina in Italia sulla rete stradale, in modalità self, oggi è pari a 2,034 euro al litro. Per il gasolio, invece, il prezzo medio è pari a 2,256 euro al litro. Sulla rete autostradale il prezzo medio della benzina è pari a 2,048 euro al litro; il diesel si attesta sui 2,278 euro/litro. 

 

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