“Il tema della sostenibilità non può prescindere dallo sviluppo sostenibile: la tutela ambientale non può prescindere da quella economica e sociale. Sono sistemi che lavorano insieme e che devono continuare a farlo. Dobbiamo creare una grande alleanza tra istituzioni, imprese, sistema economico, sistema sociale, forze dell’ordine e università, tutti insieme per andare verso l’Agenda 2030, garantendo la centralità della persona umana e, nello stesso tempo, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo”. Con queste dichiarazioni Maria Alessandra Gallone, Presidente Ispra, è intervenuta all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
Campanella (Subito): “”Campo in evoluzione, per noi è essenziale circolarità””
“Sicuramente il tema dell’economia circolare è fondamentale. In questo momento la sostenibilità è in una fase di grande evoluzione e di grande cambiamento, e non si può prescindere dalla circolarità. Noi di Subito ci occupiamo da sempre, in qualche modo, di queste tematiche, perché sono insite nel nostro business. Ci occupiamo di compravendita dell’usato e quindi, fondamentalmente, di allungare la vita di un bene e potenzialmente di evitare la produzione di un bene nuovo”. A dirlo Silvia Campanella, Head of Communications & Sustainability Subito, in occasione dell’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
Boldrin (Decathlon): “”Coniughiamo sostenibilità ambientale e sociale con lunga vita prodotti e
“Per Decathlon, l’importanza della sostenibilità ambientale ruota intorno alla progettazione e ai processi produttivi dei prodotti. Decathlon ha infatti l’obiettivo di allungare la vita dei prodotti e lo fa con processi che riguardano sia la produzione sia la concezione del prodotto. L’obiettivo è cercare di riutilizzare materie riciclabili, realizzare prodotti facilmente riparabili e proporre servizi e modelli di business circolari e quindi sostenibili, come il rent, ossia il noleggio dei prodotti, il repair, ovvero la riparazione, e il second hand, cioè i prodotti di seconda mano. Questi modelli di business aiutano ad allungare la vita dei prodotti. Questo è l’obiettivo di Decathlon: dare al maggior numero possibile di persone l’accesso allo sport. Anche questo fa parte della sostenibilità perché lo sport è salute. Quindi non si tratta solo di sostenibilità ambientale, bensì anche di sostenibilità sociale”. E’ quanto affermato da Andrea Boldrin, Sustainability Project Manager & Waste/EPR Manager Decathlon, all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
Giovannini (ASviS): “”Opportunità di competitività e miglioramento condizioni delle famiglie””
La sostenibilità va declinata come una grande opportunità non solo per migliorare l’ambiente, ma anche per aumentare la competitività, creare posti di lavoro e migliorare le condizioni delle famiglie. Questa è sostenibilità: non è semplicemente energia rinnovabile, che pure ci serve. Purtroppo, come mostreremo nel rapporto che pubblicheremo il 28 ottobre, la situazione non va bene né a livello globale, né a livello europeo, né a livello italiano. C’è un rallentamento generalizzato e un peggioramento rispetto a una serie di dimensioni. Bisogna quindi fare molto di più. È un’opportunità, come dicevo, anche per la crescita economica”. Lo ha detto Enrico Giovannini, Direttore scientifico ASviS, all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
Floria (Arval): “Elettrificazione delle flotte aziendali driver di crescita”
(Adnkronos) – “Oggi il primo livello di urgenza è evidentemente legato alla transizione energetica, ma non solo. Per chi si occupa di mobilità o per i provider di mobilità, non significa soltanto aiutare a scegliere l’auto migliore, ma anche confrontarsi e scontrarsi con una serie di difficoltà. Arval fa parte del gruppo bancario Bnp Paribas e che ha quasi 2 milioni e 300 mila veicoli in 28 Paesi, destinati all’utilizzo aziendale ma anche privato. Arval Italia, parte del gruppo, oggi ha oltre 300 mila veicoli destinati alle flotte aziendali e all’utilizzo privato”. Lo dice Alessandro Floria, direttore Marketing e Comunicazione Arval Italia, all’Adnkronos Q&A dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, oggi a Palazzo dell’Informazione di Roma.
“Il primo tema, forse meno governabile dalle aziende private – osserva Floria – ha a che fare con il costo dell’energia. Su questo ci sono interventi politici a supporto. Il tema secondario è quello infrastrutturale. Oggi l’Italia è un passo indietro sull’elettrificazione delle flotte, anche private. Ci sono poco meno di 70 mila colonnine attive, su un totale di poco meno di 80 mila postazioni di ricarica sul territorio. Il parco circolante elettrico – illustra – è ancora infinitesimale rispetto al totale di oltre 50 milioni di auto in Italia: siamo intorno all’1%. All’interno di questo scenario, le flotte aziendali sono ovviamente un driver di crescita, perché, essendo legate a temi e bisogni di business, hanno vissuto un’accelerazione differente nella transizione energetica”. Per colmare questo gap infrastrutturale, “oggi si sta valutando – spiega – la creazione di una strategia di ricarica che permetta, per esempio, anche alle forze commerciali, di muoversi con costi sostenibili. Non è una realtà alla portata di tutti, ma ci sono anche soluzioni per i clienti privati, banalmente attraverso l’aggregazione di provider per la ricarica su suolo pubblico. In questo modo, con un’unica app o un’unica carta, è possibile ricaricare presso le circa 68 mila stazioni presenti in Italia”.
Oltre al tema urgente della transizione energetica, è urgente il tema dell’efficientamento delle flotte. “C’è un bellissimo modo – osserva Floria – per fare mobilità sostenibile: usare meno l’auto o usarla meglio. Significa che la responsabilità di chi si occupa di mobilità, noi compresi, è accompagnare il cliente in una riflessione sull’effettiva efficienza della gestione della flotta: sul numero di veicoli da inserire rispetto ai dati di utilizzo, capendo se si possa passare anche a formule di mobilità condivisa all’interno dell’azienda, laddove l’auto non costituisca un benefit puro per il dipendente”. In termini di sostenibilità, si deve tener conto dell’evoluzione del sistema di offerta destinata al mercato e ai clienti, che comprende il “passaggio dal noleggio tradizionale, quindi dal noleggio a lungo termine, all’introduzione di altri sistemi alternativi, che comprendono – continua Floria – modalità di noleggio flessibile e condiviso, come il corporate car sharing, oltre a prodotti e servizi non più legati soltanto all’auto, come il bike sharing. Questa evoluzione è importantissima sia perché aiuta l’azienda a gestire la flotta in modo più efficiente, sia perché risponde alle diverse esigenze dei dipendenti. Le aziende e le loro funzioni Hr stanno quindi cominciando a capire che, accanto al benefit dell’auto, è opportuno inserire servizi di mobilità nell’ambito del welfare, destinati all’intera popolazione aziendale e non più soltanto a una parte di essa”.
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sostenibilita
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Floria (Arval Italia): “”Non è più un obiettivo ma una responsabilità””
“La sostenibilità non deve più essere un obiettivo, ma una responsabilità che si traduce in azioni concrete. È quindi un tema di governance, che prevede di lavorare su obiettivi misurabili e di farlo in modo concreto, coinvolgendo sia i dipendenti delle aziende sia la base clienti a cui queste fanno riferimento”. Sono le dichiarazioni di Alessandro Floria, Direttore Marketing & Comunicazione di Arval Italia, all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
D’Antiga (Papa Giovanni XXIII): “Deficit lipasi acida lisosomiale raro ma severo”
(Adnkronos) – “Il deficit di lipasi acida lisosomiale, chiamato più comunemente Lal-D, è una malattia genetica che si trasmette come carattere recessivo, ha una prevalenza bassa, ma potenzialmente grave, con due manifestazioni: una estremamente severa alla nascita nel neonato, che senza trattamento è rapidamente fatale, e una più tardiva, in età pediatrica o anche adulta. Lal-D è una malattia rara con una prevalenza di circa 1 persona su 150mila, riconoscerla è molto importante perché il trattamento può consentire di rallentare il suo decorso o addirittura risolvere il problema semplicemente evitando la progressione ad una grave malattia del fegato”. Così Lorenzo D’Antiga, direttore Dipartimento Materno infantile e pediatrico Asst Papa Giovanni XXIII Bergamo, intervenendo oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da Alexion, biofarmaceutica del gruppo AstraZeneca, per il lancio in Italia di sebelipase alfa, terapia enzimatica sostitutiva per il trattamento di pazienti di tutte le età affetti da deficit di lipasi acida lisosomiale.
“Mettendo un attimo da parte la forma gravissima neonatale perché è una forma separata che va considerata a sé – precisa lo D’Antiga – la forma più comune, quella che si presenta in età pediatrica, ha caratteristiche spesso molto lievi da un punto di vista clinico, ovvero un ingrandimento del fegato e della milza, delle transaminasi che possono facilmente trovarsi alterate negli esami del sangue ed anche l’aumento del colesterolo. Questa malattia, se non riconosciuta, causa un accumulo di grasso nel fegato, perché comporta un difetto del metabolismo del colesterolo che si accumula, appunto, nel fegato, e causa una steatosi epatica che poi crea un’infiammazione portando a fibrosi e, nel lungo termine, a cirrosi”. L’esperto aggiunge che “il colesterolo non metabolizzato rimane a livelli elevati nel sangue e causa anche una malattia associata a ipercolesterolemia, quindi aterosclerosi, una malattia coronarica simile alla malattia coronarica che si trova nell’ipercolesterolemia più comune con un impatto sulla salute cardiovascolare”.
“È disponibile un farmaco, una terapia enzimatica, che va a sostituire l’assenza dell’enzima stesso dovuta a questa malattia. La sebelipase alfa – evidenzia D’Antiga – è un farmaco salvavita nella forma neonatale e pediatrica, nella quale non c’è sopravvivenza senza trattamento, mentre con la terapia l’espressione precoce della patologia viene trattata con una sopravvivenza a lungo termine fino ad ora confermata. Il farmaco, da oggi, è indicato anche nella presentazione più tardiva, ed è in grado di far regredire la steatosi, migliorare l’infiammazione, normalizzare le transaminasi e ridurre in modo importante il colesterolo nella maggior parte dei pazienti, adatto in particolar modo a quei pazienti in cui la diagnosi più tardiva è associata a segni clinici di progressione severa della malattia”.
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Paul Mescal è Paul McCartney nei film sui Beatles, ma il musicista non ci sta: “È troppo basso”
(Adnkronos) –
Paul McCartney rifiuta l’idea che sia l’attore Paul Mescal a vestire i suoi panni nei quattro film biografici sui Beatles. Il motivo? L’altezza. Ospite del podcast ‘Good Hang with Amy Poehler’, il musicista ha raccontato di aver contattato il regista Sam Mendes per fargli notare il suo disappunto: la differenza di statura tra gli attori scelti per interpretare i membri della band.
Sir Paul McCartney, infatti, lamenta in particolare il ‘gap’ rispetto a Paul Mescal, l’attore scelto per interpretare John Lennon. “Sam, c’è una cosa che devo dirti: Paul è un po’ più basso”, ha detto McCartney, ricordando il messaggio mandato al regista. In ballo, a giudicare dai dati che circolano online, ci sarebbero 2 o 3 centimetri. Il musicista ha spiegato che i Fab Four erano, più o meno, alti uguali, solo Ringo Starr leggermente più basso.
Mendes è corso ai riparti e ha mandato a McCartney la foto che ritraeva gli attori, ricreando la celebre scena, mentre attraversavano le strisce pedonali di Abbey Road. McCartney ha notato dalla foto che l’interprete di Lennon sembrava più alto di Mescal: “Sam! Più basso! Non farlo, avevi detto che non l’avresti fatto”, gli avrebbe scritto il musicista. Mendes ha risposto spiegando che la differenza dipendeva dalla falcata degli attori e gli ha mandato poi un’altra foto, dove apparivano della stessa altezza. Il problema sembra dunque, almeno apparentemente, risolto.
In realtà, la preoccupazione di McCartney ha un precedente. Il musicista ha ricordato che già nel 2009, nel film diretto da Sam Taylor-Johnson, ‘Nowhere Boy’, incentrato sull’adolescenza di John Lennon, la rappresentazione dei personaggi non era fedele alla realtà e in particolare il rapporto tra Paul McCartney e John Lennon, dove il leader dei Beatles venne rappresentato come un personaggio dominante e McCartney in una posizione più fragile.
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spettacoli
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Le nuove parole chiave della sostenibilità spiegate in 30 secondi
All’evento Adnkronos Q&A “Sostenibilità, le nuove parole chiave”.
Legale Minardi su causa ad Antonelli: “Kimi e Mercedes devono esibire tutti i contratti”
(Adnkronos) – “Premetto e ribadisco che la soluzione migliore a mio avviso era e rimane quella dell’accordo tra le parti. Non giova a nessuno coltivare un contenzioso che coinvolge anche soggetti terzi, mi riferisco a Mercedes, e sta comportando ordini di esibizione e pubblicità negativa che non aiuta a distendere i rapporti e individuare una soluzione di comune condivisione. Detto ciò, bisogna prendere atto del fatto che una transazione, per essere perfezionata, necessita del consenso di entrambi i protagonisti di questa vicenda, e se non c’e’ un’intesa, se manca unità d’intenti, la causa intentata dal mio cliente verrà coltivata e proseguita”. Lo afferma Mattia Grassani, legale di Giovanni Minardi, all’Adnkronos, parlando della causa intentata dall’ex agente del pilota di F1 Kimi Antonelli e che coinvolge anche la scuderia anglo-tedesca della Mercedes. Il Tribunale di Bologna ha accolto la richiesta del legale di Minardi di ordinare a Mercedes e ad Antonelli di produrre i contratti intervenuti tra Antonelli e Mercedes nel tempo e i pagamenti in qualsivoglia forma effettuati. La ragione della causa è legata all’interruzione unilaterale del rapporto da parte di Antonelli con la Minardi Management e da qui la citazione in giudizio al Tribunale Civile.
“Quindi, allo stato attuale, non possiamo che prendere atto, con soddisfazione, che il Tribunale di Bologna ha accolto la nostra richiesta di ordinare a Mercedes e ad Antonelli la produzione dei contratti tra loro intervenuti nel tempo e dei pagamenti in qualsivoglia forma effettuati, ad oggi, dall’inizio del rapporto in favore del pilota o soggetti a questi riconducibili, anche in via indiretta o mediata. Su tali basi e sulle risultanze di ciò che verrà prodotto in giudizio, e da noi esaminato, tra contratti e documenti contabili, chiediamo vengano effettuati i calcoli per stabilire il dovuto all’ex agente di Antonelli, Giovanni Minardi, nelle percentuali pattiziamente stabilite”, ha aggiunto l’avv. Grassani. “Rimane poi aperto un tema per noi assolutamente cruciale che non riguarda solo quanto già pagato, ovvero il progresso e maturato, ma anche quello che maturerà sino alla naturale scadenza del contratto di rappresentanza, che per noi è il 2028. Nutriamo estrema fiducia nella prosecuzione del giudizio e attendiamo l’udienza prossima che si celebrerà a novembre”, ha concluso il legale
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