sabato, Novembre 7, 2026
Home Blog Pagina 416

Scannapieco (Cdp): “Bene risultati di mercato e cresce la conoscenza della nostra realtà””

0

“Recentemente, i risultati sul mercato sono stati molto lusinghieri. C’è una grande attenzione sull’Italia, una migliore conoscenza di Cassa Depositi e Prestiti, e questo si vede proprio nel successo che hanno avuto le nostre ultime emissioni. Questo è quindi l’inizio di un dialogo”. Lo ha detto Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti – Cdp, partecipando oggi a Milano, presso l’Sda Bocconi, al primo Investor Day del Gruppo.

Gorno Tempini (Cdp): “Oggi l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali””

0

“Siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era una scelta opportunistica. Oggi l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali. Vale la pena ricordare che i volumi, anche sul mercato dei capitali privati – il private equity, i fondi immobiliari e l’attività che si sta svolgendo nel venture capital – sono ancora indietro, in termini assoluti, rispetto a quelli di altri Paesi, ma sono molto migliorati. Questo dà il senso di un’economia che ha comunque tanti spunti di attrattività e questo è il risultato del lavoro fatto in tutti questi anni”. Così Giovanni Gorno Tempini, presidente Cassa Depositi e Prestiti – Cdp, intervenendo oggi a Milano al primo Investor Day organizzato dal Gruppo.

Urso: “”Mady in Italy non solo ben fatto ma anche sostenibile””

0

“Il made in Italy non è soltanto bello, buono e ben fatto, ma è anche sempre più sostenibile sul piano ambientale, sul piano sociale e in questo è molto apprezzato dai consumatori globali. Una parte significativa della crescita delle nostre esportazioni della prima parte di quest’anno nei confronti degli Stati Uniti è dovuta proprio al fatto che noi forniamo quello che serve per realizzare anche data center americani. Il nostro Paese da sempre ha investito sulla resilienza ed è per questo che ci troviamo meglio piazzati in un’epoca che esige la resilienza anche ai fini di garantire l’autonomia strategica del nostro continente e l’innovazione”. Sono le parole di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, in occasione dell’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma.

Bonifazi (Lidl Italia): “”Impegnati a restituire valore sul territorio””

0

“Fare sostenibilità significa esprimerci attraverso azioni concrete che siano misurabili e alla portata di tutti i nostri clienti. Negli anni è divenuta parte integrante della nostra strategia aziendale ed è frutto anche dello sviluppo che Lidl ha portato sul territorio italiano dove siamo presenti dal ‘92. Partiamo quindi dalla consapevolezza concreta dell’impatto che genera la nostra attività e cerchiamo di garantire il miglior rapporto qualità prezzo ai nostri clienti, ma sempre accompagnando questa mission con l’impegno nel voler restituire alla comunità valore”. Lo spiega Alessia Bonifazi, Direttrice Corporate Affairs Lidl Italia, all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, svoltosi a Palazzo dell’Informazione a Roma. SOTTOPANCIA: Alessia Bonifazi, Direttrice Corporate Affairs Lidl Italia

Casini (Aubac): “”Decarbonizzazione base per sostenibilità economica””

0

“Decarbonizzazione e la transizione ecologica sono alla base della sostenibilità dei territori e della sostenibilità economica in genere. Oggi il cambiamento del clima, determinato proprio da eccessivo consumo di combustibili fossili, sta determinando pressioni a livello territoriale sempre più importanti, che comportano un adattamento da parte di tutti noi. Questo adattamento, però, deve essere seguito e accompagnato da una mitigazione di questi impatti proprio attraverso la riduzione dell’uso del carbonio e un’economia circolare che eviti di estrarre materie prime vergini verso il recupero dei materiali e dei prodotti. Tutto questo per ridurre le pressioni sull’ambiente e quindi consentire uno sviluppo che sia realmente sostenibile”. A dirlo Marco Casini, Segretario Generale Aubac – Autorita’ di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale , partecipando all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, a Palazzo dell’Informazione a Roma.

‘Mondo da scoprire’ al via campagna ‘Artigiano in Fiera’

0

(Adnkronos) – Esplorare il mondo attraverso le mani, le storie e i saperi di chi lo abita. È questo l’invito di “Mondo da scoprire”, il concept creativo scelto da Artigiano in Fiera per raccontare l’edizione 2026 del più importante evento al mondo dedicato agli artigiani, in programma a Fieramilano Rho dal 5 al 13 dicembre 2026 dalle 10 alle 22. Artigiano in Fiera rinnova il proprio impegno nel valorizzare le nuove generazioni, dando spazio ai giovani e favorendo il dialogo tra tradizione artigiana e creatività contemporanea. A esprimere questa visione è la nuova campagna di comunicazione che accompagnerà il pubblico verso l’appuntamento di dicembre attraverso una presenza articolata su digital, social, stampa, radio, tv e affissioni. Nata dalla collaborazione con Ied – Istituto Europeo di Design, la campagna prende vita dalla creatività “Mondo da scoprire” vincitrice del contest rivolto agli studenti di Ied Milano e firmata da Aurora Ferrario, giovane graphic designer classe 2004, originaria di Tradate (Va) e residente a Vanzaghello nel Milanese.  

Il visual interpreta Artigiano in Fiera come un viaggio alla scoperta del saper fare globale: il pianeta diventa un grande laboratorio in cui culture lontane, tradizioni, mestieri e generazioni diverse si incontrano. Un nastro che si dipana lungo il globo accompagna idealmente il visitatore, diventando il filo conduttore di un percorso di scoperta, incontro e storie. Attraverso il linguaggio dell’illustrazione contemporanea, viene raccontato anche il dialogo tra generazioni e la trasmissione del sapere artigiano: l’esperienza incontra lo sguardo dei più giovani, chiamati a raccoglierne l’eredità, custodirne il valore e allo stesso tempo reinterpretarlo con idee, sensibilità e linguaggi nuovi. 

‘Mondo da scoprire’ rappresenta l’espressione creativa di una visione: quella di un artigianato che guarda al futuro senza perdere le proprie radici, valorizzando il patrimonio di competenze costruito nel tempo e investendo sulle nuove generazioni. Una scelta che rafforza il percorso intrapreso dalla manifestazione e il ruolo di Ied come partner nella costruzione di occasioni concrete di visibilità, sperimentazione e crescita per i giovani’ ha commentato Antonio Intiglietta, Presidente di Ge.Fi. spa. 

 

Online sui canali social della manifestazione, la campagna 2026 sarà sostenuta fino al termine dell’evento da una pianificazione media integrata curata da Next Media part of Be Closer, pensata per raggiungere il pubblico attraverso i principali mezzi di comunicazione e nei luoghi della vita quotidiana. La campagna sarà presente su canali digitali, quotidiani e periodici, radio, TV e pubblicità esterna, con una particolare attenzione ai territori storicamente più vicini alla manifestazione. Accanto a Milano e alla sua area metropolitana, la pianificazione coinvolgerà tutte le province lombarde estendendosi anche a Torino e al Canton Ticino. Una presenza significativa interesserà inoltre i principali luoghi e percorsi della mobilità urbana ed extraurbana: strade, stazioni ferroviarie, metropolitane e mezzi di trasporto pubblico accompagneranno la comunicazione di Artigiano in Fiera, rafforzandone la visibilità sul territorio e la capacità di raggiungere il pubblico durante gli spostamenti quotidiani. 

  

  

  

  

  

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

West Nile e Dengue, aumentano i casi in Italia: gli ultimi dati dell’Iss

0

(Adnkronos) –
West Nile e Dengue, aumentano i casi in Italia. Sale ancora il bilancio di West Nile in Italia. Il 12esimo bollettino settimanale diffuso dall’Istituto superiore di sanità registra da inizio anno al 13 ottobre “770 casi confermati di infezione da West Nile Virus (Wnv) nell’uomo (754 nel report precedente), di cui 411 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (di cui 5 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio, 1 Grecia e 1 Olanda), 96 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 257 casi di febbre (1 caso importato da Burkina Faso), 5 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico. Tra i casi confermati sono stati notificati 61 decessi (di cui 1 in un caso importato)”, in aumento rispetto ai 57 del rapporto di una settimana fa. “La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,8% (nello stesso periodo del 2025, 18,8%) Lo scorso anno nello stesso periodo erano 767 i casi segnalati con 69 decessi”, riporta l’Iss. Infine, “salgono a 88 le province con dimostrata circolazione del Wnv, appartenenti a 20 regioni”. 

“Nello stesso periodo – si legge nel bollettino – sono stati segnalati 18 casi di Usutu virus (8 Lombardia, 1 Friuli-Venezia Giulia, 1 Emilia-Romagna, 2 Marche, 3 Lazio, 1 Piemonte, 2 Veneto)”. Il dato stabile rispetto alla settimana scorsa. 

E “dal 1 gennaio al 13 ottobre 2026 al sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Iss risultano 357 casi confermati di Dengue”, in aumento rispetto ai 346 calcolati al 6 ottobre. Di questi, “70 sono autoctoni”, 2 in più rispetto ai 68 della precedente rilevazione, “mentre tutti gli altri casi sono associati a viaggi all’estero (52% con luogo di esposizione Maldive). Nessun decesso” è stato finora registrato. “I casi autoctoni sono riconducibili a 5 focolai di trasmissione locale e a 1 ulteriore caso che, allo stato attuale delle indagini, non risulta epidemiologicamente collegato ad altri casi”. Lo riporta l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità. Si registrano inoltre “30 casi confermati di Chikungunya: 1 di questi casi è stato identificato come autoctono mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero (34% con luogo di esposizione Seychelles), nessun decesso; 4 casi di Zika virus: tutti associati a viaggi all’estero, nessun decesso”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gorno Tempini (Cdp): “Rapporto pubblico-privato alla base del nostro lavoro”

0

(Adnkronos) – “Il tema del rapporto pubblico-privato è alla base del lavoro di Cassa Depositi e Prestiti. L’occasione di oggi è pensata per incontrare la nostra comunità di investitori insieme ai rappresentanti delle più importanti aziende che fanno parte del nostro portafoglio, per continuare a mantenere quel clima di fiducia che ci ha permesso di fare quello che Cassa ha fatto. E, se volete, quello che ha fatto è basato proprio sul ruolo di Cassa come ponte fra pubblico e privato”. Sono le parole di Giovanni Gorno Tempini, presidente Cassa Depositi e Prestiti – Cdp, oggi a Milano al primo Investor Day organizzato dal Gruppo. “Ricordo che Cdp è un’istituzione pubblica -. aggiunge – Le azioni sono possedute dal Governo della Repubblica, ma si raccolgono capitali nel settore privato, sia di natura al dettaglio, come il risparmio postale, sia di natura istituzionale. Se non c’è trasparenza sulle cose che facciamo, se non c’è un legame di fiducia sulle competenze che Cassa può mettere in campo, allora questo circuito virtuoso potrebbe essere messo in pericolo. Noi lavoriamo affinché questo non avvenga”. 

Uno scopo da perseguire “generando opportunità di investimento, sia per quanto riguarda le aziende sia per quanto riguarda le infrastrutture sociali. Per esempio, il tema della casal così come quello delle infrastrutture sono molto importanti per la comunità degli investitori internazionali. Oggi parliamo di energia, di tecnologia, di intelligenza artificiale e di sistema dei pagamenti: sono tutti aspetti per i quali il mondo ha bisogno di tantissimi investimenti. La realtà è che le condizioni delle finanze pubbliche in giro per il mondo, a partire dagli Stati Uniti ma anche in tanti Paesi europei, come si è visto dall’andamento dei mercati obbligazionari nell’ultimo periodo, impongono grande disciplina – sottolinea il presidente di Cdp – Quindi, accanto al denaro pubblico, ci deve essere denaro privato. Il denaro privato si affianca a quello pubblico nel momento in cui riconosce progetti ben costruiti, chiari, che abbiano ritorni e impatti positivi. E questo è il lavoro di Cassa”. 

“Il tema dell’Italia come ‘place to be’, è basato sulla mia lunga esperienza. Abbiamo vissuto un periodo in cui l’Italia, affiancata da altri Paesi, era considerata periferia. In termini pratici, questo significava che investire in Italia era considerato un’opzione. E quando parlo di investimenti in Italia, intendo sia quelli nel mondo delle aziende sia quelli nelle infrastrutture immobiliari e nel turismo. Siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era una scelta opportunistica. Oggi l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali. Vale la pena ricordare che i volumi – precisa – anche sul mercato dei capitali privati – il private equity, i fondi immobiliari e l’attività che si sta svolgendo nel venture capital – sono ancora indietro, in termini assoluti, rispetto a quelli di altri Paesi, ma sono molto, molto migliorati. Questo dà il senso di un’economia che ha comunque tanti spunti di attrattività e questo è il risultato del lavoro fatto in tutti questi anni”. 

 

Si dovrebbe scegliere l’Italia come Paese in cui investire perchè “il sistema industriale del Paese è solido e diversificato, quindi non è monotematico. Ci sono tanti settori in cui l’Italia eccelle e le imprese italiane, come dimostrato dal saldo delle partite commerciali, riescono a competere in modo importante. Ci sono infatti aziende interessanti, che crescono e guardano ai mercati internazionali: questa è la prima ragione per guardare all’Italia. Peraltro, l’Italia ha una base manifatturiera fortissima, che molti ci invidiano e che molti altri Paesi cercano di ricostruire. Questo dà anche opportunità, per esempio, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale applicata, perché noi sappiamo che cosa significa l’applicazione. Si passa dalla meccanica alla meccatronica, dal farmaceutico all’alimentare e all’agroalimentare”. 

“L’Italia è e continua a essere sempre di più una meta turistica, quindi ci sono investimenti immobiliari. Anche il settore alberghiero richiama tantissimi operatori internazionali che vogliono aprire in Italia. C’è poi un tema di rigenerazione urbana, che pure offre opportunità di investimento. Ci sono poi temi infrastrutturali. L’Italia è quindi un luogo di investimento da tanti punti di vista – continua – La ricerca, inoltre, è altrettanto importante perché, sebbene l’Italia sia indietro rispetto ad altri Paesi nella traduzione della ricerca in brevetti, i centri di ricerca italiani sono eccellenti da molti punti di vista. Uno dei lavori che stiamo cercando di fare è proprio accelerare il percorso di valorizzazione dei centri di ricerca – spiega – Questo perchè non è importante soltanto scrivere della ricerca, ma anche trovare applicazioni nel settore industriale”. 

“Un commento sui mercati obbligazionari che posso condividere è il seguente. Se guardiamo un trend di natura storica, veniamo da un periodo di tassi bassissimi. Questo periodo, per tante ragioni, è finito. Quindi ci stiamo abituando ad avere tassi obbligazionari che, se escludiamo il decennio che va dalla grande crisi fino all’inizio degli anni Venti, tornano su livelli più consueti. Quel decennio è stato un’eccezione, perché non si era mai visto prima che il denaro costasse così poco. Dovremo abituarci a tassi diversi. L’Italia ha ricevuto una serie di promozioni da parte delle agenzie di rating in questi anni, che hanno contribuito ad aumentare il livello di fiducia e che, francamente, in una lunga carriera non avevo mai visto così concentrate nel tempo. Ovviamente dobbiamo tenere la barra dritta, perché questo è molto importante, ma non è un tema solo italiano. Infine, il livello dei tassi reali che oggi esprime il mercato obbligazionario, anche alla luce dei commenti che abbiamo sentito oggi, comincia a essere assai interessante”. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Costruzioni, Franzolini (FenealUil): “Fine percorso straordinario con Pnrr, affrontare emergenza piano casa”

0

(Adnkronos) – “Il settore delle costruzioni sta attraversando un periodo abbastanza complesso di trasformazione, siamo alla fine di un percorso straordinario che ci è stato garantito dai fondi e dai finanziamenti dell’Unione europea, cioè quelli del Pnrr. L’Italia è stato il Paese che ha avuto maggiori benefici sotto il profilo economico di tutti i paesi europei e contemporaneamente abbiamo anche delle nuove emergenze che si stanno affacciando sul nostro territorio nazionale. Una delle emergenze principali, come anche riscontrato dalla stampa e dagli organi di informazione, è quello del piano casa”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, il segretario generale FenealUil, Mauro Franzolini. 

“C’è – sottolinea – un fabbisogno straordinario di abitazioni in alcune aree metropolitane del Paese. Gli affitti e l’acquisto degli immobili ha raggiunto livelli spaventosi, enormi e per i cittadini e per i lavoratori del nostro paese, diventa un problema riuscire a vivere in queste grandi città; mentre invece ci sono altre aree della provincia o delle aree più interne dove il tema della casa e dei prezzi della casa assume addirittura connotati inversamente proporzionali in cui spesso la casa è un costo. Per cui c’è un fabbisogno di case localizzato in determinate aree e di abitazioni e bisogna che con il governo e con le altre parti sociali troviamo la strada per fare un passo in avanti in questo senso”. 

“Conseguentemente – afferma – è necessario rivedere il tema degli investimenti. Il piano casa, per come è stato ideato dal governo, non è sicuramente sufficiente, anche per una quantità di risorse economiche che sono appannaggio delle disponibilità. Mentre come Feneal Uil siamo convinti che uno dei grandi interlocutori sul tema della casa debba essere l’Unione Europea, per cui noi sollecitiamo tutte le forze politiche, tutte le forze sociali a ragionare in un tema europeo e con una chiave europea. Abbiamo visto in Spagna, in Germania, in Francia: la questione della casa non è un problema solo italiano, è un problema europeo ed è l’unica struttura che è in grado di garantire finanziamenti copiosi per provare a risolvere questa autentica emergenza”. 

“Noi abbiamo molto lavorato sul tema del welfare e della bilateralità. Il settore edile ha due fondi, uno di natura previdenziale, che è il fondo Prevedi per i lavoratori edili, e il fondo sanitario Sanedil, che si occupano della partita del welfare. Però le casse edili sono sempre stati soggetti che in termini mutualistici di assistenza hanno dato ristori ai lavoratori e alle imprese del settore, coprendoli sotto il profilo sociale e dandogli copertura sociale. Abbiamo investito anche recentemente cifre rilevantissime, proprio per un aiuto concreto al bene casa per il sostegno agli affitti o eventuali mutui che i lavoratori abbiano acceso, però non basta. Siamo riusciti ad accumulare delle risorse copiose che vanno ristornate ai lavoratori e alle imprese del settore. Imprese che devono essere regolari, che devono applicare i contratti, che non devono avere gli infortuni e allora possono essere naturalmente destinatarie di queste provvidenze” prosegue il segretario generale FenealUi. 

“I lavoratori – spiega – andranno individuati secondo fasce di reddito che ovviamente premino chi ha di meno. Su questo tema è necessario che le parti sociali facciano un’azione congiunta per ritrovarsi a un tavolo e per rimettere in gioco queste grandissime potenzialità che abbiamo”.  

“Siamo convinti difensori di questo sistema. Alcune associazioni sindacali dal nostro punto di vista inesistenti insieme ad associazioni datoriali altrettanto inesistenti spesso provano a minare una bilateralità che invece funziona molto bene e noi continuiamo invece a difendere, come è corretto che sia, un sistema che sta dando tanto agli associati, ai lavoratori e alle imprese stesse”, conclude. 

 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Wenger possibile sfidante di Infantino per la presidenza della Fifa

0

(Adnkronos) – Dopo le polemiche legate al piano di vendita di quote commerciali dei Mondiali a investitori privati, sta entrando nel vivo la lotta per la presidenza della Fifa, con il presidente Gianni Infantino che non sembra intenzionato a fare passi indietro, convinto di avere sempre più probabilità di essere rieletto per un quarto e ultimo mandato il prossimo anno. Ma potrebbe esserci un colpo di scena, visto che alcuni importanti esponenti del calcio europeo hanno dichiarato alla Bbc di voler vedere l’ex allenatore dell’Arsenal, Arsène Wenger, candidarsi per sfidare Infantino. Ma l’uomo che dal 2019 è a capo del dipartimento per lo sviluppo globale dell’organo di governo oserebbe davvero sfidare il suo stesso capo? Giovedì il Consiglio Fifa si riunirà per la prima volta da quando il progetto Forward Enterprise di Infantino ha gettato l’organizzazione in crisi, con i vertici del calcio in Europa, Nord America e Asia che hanno chiesto le sue dimissioni. Si preannuncia un incontro molto acceso a Zurigo. 

La Fifa si appresta a proporre un aumento di 3,4 miliardi di dollari per i fondi destinati allo sviluppo del calcio. Tuttavia, Infantino dovrà anche affrontare le critiche relative alle riforme della governance, all’assegnazione del primo Premio Fifa per la Pace lo scorso anno al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alle procedure disciplinari seguite al caso Folarin Balogun. Sembrano poi tramontate le possibili candidature per sfidare Infantino di Victor Montagliani, presidente della Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi (Concacaf), e del presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin. Ad oggi, l’unico ad aver dichiarato la propria intenzione di candidarsi è l’ex difensore del Tottenham Ramon Vega, sebbene in pochi credano nelle sue possibilità.  

“È un uomo di calcio brillante che comprende veramente lo sviluppo del calcio perché lo ha gestito per anni”, ha affermato un alto dirigente di una federazione nazionale europea parlando di Wenger. “La gente non lo vede solo come un europeo. È molto rispettato in Asia, ad esempio, per il periodo in cui ha lavorato in Giappone. Molti dicono che sarebbe il candidato ideale. Per lui non contano i soldi, lo status o l’ego. Ama davvero il calcio”, ha detto un esponente europeo. “Ha saputo gestire al meglio un ruolo difficile e conosce bene la Fifa, ed è per questo che sarebbe un ottimo candidato. Detto questo, si trova in una situazione davvero difficile”. Se Wenger intende candidarsi, ha tempo fino al 18 novembre per annunciare la sua candidatura e dovrebbe essere nominato da almeno cinque federazioni nazionali.  

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)