Oltre 30 anni fa il mecenate Antonio Presti, creatore di Fiumara d’Arte e presidente della fondazione che porta il suo nome, ha scelto di lavorare a Librino, quartiere di periferia di Catania. L’obiettivo di Presti e della sua fondazione è quello di contribuire, grazie all’arte e alla bellezza, alla rinascita della comunità. Ieri mattina, durante una grande festa alla quale hanno preso parte migliaia di persone, la Fondazione Antonio Presti ha donato due nuove opere: “Pegaso-Il cavallo alato” di Antonello Bonanno Conti e la “Porta di Pegaso”, realizzata con 5.000 formelle create dai bambini del quartiere insieme alle mamme.
Pakistan, crolla il tetto di una scuola a Peshawar: 28 morti e 30 feriti
(Adnkronos) – Ventisette alunni e un insegnante sono morti a seguito del crollo del tetto di una scuola nella città di Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan. Lo ha riferito l’ospedale Lady Reading di Peshawar, aggiungendo che oltre 30 persone sono rimaste ferite, sei delle quali versano in condizioni critiche.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Arte, Presti (Fondazione Antonio Presti), “Pegaso, cavallo alato, è il sogno del sognare”
Oltre 30 anni fa il mecenate Antonio Presti, creatore di Fiumara d’Arte e presidente della fondazione che porta il suo nome, ha scelto di lavorare a Librino, quartiere di periferia di Catania. L’obiettivo di Presti e della sua fondazione è quello di contribuire, grazie all’arte e alla bellezza, alla rinascita della comunità. Ieri mattina, durante una grande festa alla quale hanno preso parte migliaia di persone, la Fondazione Antonio Presti ha donato due nuove opere: “Pegaso-Il cavallo alato” di Antonello Bonanno Conti e la “Porta di Pegaso”, realizzata con 5.000 formelle create dai bambini del quartiere insieme alle mamme.
Ucraina, Musk contro Zelensky : “È ora che se ne vada”. Kiev riprende attacchi a raffinerie russe
(Adnkronos) –
Elon Musk contro Volodymyr Zelensky, lo scontro si allarga a Starlink, al ruolo degli Stati Uniti e alla guerra energetica tra Ucraina e Russia. “E così il massacro continua… È ora che Zelensky se ne vada”, ha scritto il proprietario di SpaceX su X, attaccando il presidente ucraino dopo le accuse sui rallentamenti delle comunicazioni satellitari. Intanto, in un’intervista al Financial Times, Zelensky ha annunciato che Kiev riprenderà gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe, dopo una pausa di tre giorni richiesta dagli Stati Uniti.
Il messaggio pubblicato da Elon Musk su X è diretto e ha immediatamente riacceso il confronto con il presidente ucraino. “E così il massacro continua… È ora che Zelensky se ne vada”, ha scritto l’imprenditore, intervenendo dopo che il leader di Kiev aveva denunciato le conseguenze delle limitazioni alle comunicazioni satellitari. “Se gli attacchi continuano e Starlink non funziona, è inevitabile che delle persone muoiano”, ha detto il presidente ucraino.
Kiev ha segnalato rallentamenti e limitazioni che avrebbero ostacolato alcune missioni con droni. Secondo le informazioni riportate dai media, le difficoltà avrebbero interessato soprattutto i terminali utilizzati per le operazioni che richiedono connessioni affidabili anche ad alte velocità.Le restrizioni avrebbero avuto ripercussioni sulle attività di alcuni reparti, compresi quelli impegnati nelle missioni con droni a media e lunga gittata. In queste operazioni, la continuità della connessione può risultare determinante per mantenere il controllo dei velivoli e completare le missioni.
Rispondendo alle accuse di Zelensky, Musk ha respinto la responsabilità diretta, distinguendo tra il servizio commerciale Starlink e il sistema militare Starshield. “Qualsiasi limite alla velocità o all’utilizzo è deciso dall’esercito statunitense e, in ultima analisi, dal presidente degli Stati Uniti”, ha dichiarato l’imprenditore, riferendosi a Starshield, il sistema destinato a impieghi governativi e militari.
Intanto in un’intervista al Financial Times, Zelensky ha dichiarato che Kiev riprenderà gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe, ponendo fine a una pausa di tre giorni richiesta dagli Stati Uniti. “Lo stop è finito. Abbiamo chiuso”, è la dichiarazione attribuita al leader ucraino dal quotidiano britannico.
La sospensione temporanea dei raid era stata concordata nel quadro delle iniziative diplomatiche legate alla sicurezza delle infrastrutture energetiche. Secondo la ricostruzione di Zelensky, tuttavia, la tregua non avrebbe prodotto i risultati sperati: la Russia avrebbe continuato a colpire le infrastrutture energetiche ucraine, rendendo più difficile mantenere lo stop agli attacchi contro gli impianti petroliferi russi.
E proprio oggi un massiccio attacco di droni ucraini ha causato un incendio in una raffineria di petrolio nella regione di Ryazan. Lo ha riferito il governatore regionale Pavel Malkov sul canale Max. “La nostra regione è stata oggetto di un massiccio attacco di droni. È scoppiato un incendio in una raffineria di petrolio”, ha scritto.
Secondo quanto riferito dal governatore, anche un magazzino e alcuni veicoli situati nei locali di un’altra azienda sono stati danneggiati. Secondo le prime informazioni, nessuno è rimasto ferito e si sta procedendo alla valutazione dei danni materiali. “I servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. Ringrazio le squadre della difesa aerea, i vigili del fuoco e tutti coloro che hanno difeso la regione di Ryazan”, ha dichiarato Malkov.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cagliari, operaio morto schiacciato da tubi al Porto Canale
(Adnkronos) –
Un operaio è morto intorno alle 8 di oggi in un cantiere del Porto Canale di Cagliari mentre erano in corso le operazioni di scarico di tubi da un autoarticolato. Non è chiara la dinamica dell’incidente. L’operaio sarebbe rimasto schiacciato. Sul posto Carabinieri, Vigili del fuoco e 118.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Giro del Veneto, Covi e Lippert vincono a Monte Berico dopo la partenza da piazza Bra
Il Giro del Veneto 2026 si chiude con il successo di Alessandro Covi, mentre Liane Lippert conquista la Veneto Women. Le due gare del 14 ottobre sono partite da piazza Bra a Verona e hanno raggiunto Monte Berico: sul podio femminile sale anche Elisa Longo Borghini, terza alle spalle di Loes Adegeest.
Verona ha aperto la giornata di ciclismo internazionale, Vicenza ne ha accolto l’arrivo. Il traguardo comune delle due competizioni era in viale X Giugno, nei pressi di Monte Berico. Il resoconto delle gare di Daily Verona assegna la vittoria maschile a Covi, davanti ad Anthon Charmig e al francese Benoît Cosnefroy.
Giro del Veneto 2026: i podi delle due corse
Il gruppo maschile ha lasciato piazza Bra alle 12.30. Covi succede nell’albo d’oro al messicano Isaac Del Toro, vincitore dell’edizione precedente. La corsa conserva una storia che comprende nomi come Costante Girardengo, Fausto Coppi e Francesco Moser.
La Veneto Women aveva inaugurato il programma della mattina. Il villaggio di partenza si era animato dalle 8.30, con la presentazione delle squadre prima del via delle 9.30. Liane Lippert ha preceduto Loes Adegeest ed Elisa Longo Borghini, componendo il podio della prova femminile.
Le due competizioni hanno condiviso il tracciato, con una differenza nel finale vicentino: il circuito di 15 chilometri è stato affrontato una volta dalle donne e cinque dagli uomini. Un diverso numero di passaggi ha quindi caratterizzato l’ultima parte della giornata prima delle premiazioni.
Piazza Bra al centro della partenza
La manifestazione ha coinvolto il centro scaligero e le strade di uscita verso est. Le limitazioni alla viabilità predisposte per il 14 ottobre interessavano, tra gli altri punti, via Pallone, ponte Aleardi, via Torbido e corso Venezia, nelle finestre previste per il transito dei corridori.
Per consentire lo svolgimento delle gare erano stati inoltre disposti lo spostamento temporaneo dei taxi da piazza Bra e la sospensione di alcuni servizi turistici. Si trattava di misure legate alla manifestazione di mercoledì, non di nuovi divieti per oggi.
Schiaffi, insulti e violenza sessuale ad anziane in Rsa di Milano: interdetti 3 operatori sociosanitari
(Adnkronos) –
Avrebbero schiaffeggiato, insultato, deriso e rivolto frasi intimidatorie ad anziane ospiti di una Rsa. Adesso per tre operatori socio-sanitari di una residenza sanitaria assistenziale in provincia di Milano è scattata l’interdizione. I carabinieri del Nas di Milano, coordinati dalla Procura di Lodi, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva nei loro confronti. Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta del pm, dispone nei confronti degli indagati il divieto assoluto di esercitare la professione di Oss all’interno di qualsiasi struttura sanitaria o socio-assistenziale, sia pubblica sia privata, su tutto il territorio nazionale.
Durante le indagini sono emerse responsabilità di una quarta operatrice che è stata indagata per minacce aggravate. Le indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni audio e video, avrebbero documentato “gravi e sistematici episodi di violenza” commessi ai danni di quattro anziane ospiti affidate agli indagati, a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di maltrattamenti e violenza sessuale.
In particolare, sarebbero emerse “reiterate vessazioni fisiche e psicologiche” effettuate durante le quotidiane manovre di allettamento e vestizione, durante le quali gli indagati avrebbero afferravano le deboli vittime per i capelli e le avrebbero colpite con schiaffi al volto e alla testa, accompagnando tali gesti con insulti, derisioni e frasi intimidatorie. Ad aggravare il quadro a carico dei due operatori uomini si aggiungono le contestazioni relative al reato di violenza sessuale. I due, “abusando della propria posizione di autorità e dello stato di totale vulnerabilità delle anziane” spiegano gli investigatori, le avrebbero picchiate nelle parti intime in occasione delle quotidiane operazioni di igiene personale.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il Travaso delle idee
Il Travaso delle idee rilegge in chiave satirica le contraddizioni della diplomazia e la fedeltà politica senza dubbi. Dall’annuncio di Trump sul diesel russo agli impegni con gli alleati, la riflessione della Gazzetta sulla coerenza delle scelte internazionali interroga il rapporto fra potere e responsabilità.
Il Travaso delle idee: satira e coerenza nella politica internazionale
Tra presidenti terminator, rivoluzioni diplomatiche e fedeli creduloni, il mondo sembra aver smarrito il libretto delle istruzioni
O siamo noi che abbiamo perso qualche rotella o il mondo è entrato in uno stato di paranoia collettiva senza neppure rendersene conto? A giudicare da quanto accade, le ipotesi sono entrambe plausibili. Ogni giorno ne spunta una nuova e quella del giorno precedente, anziché chiarire il quadro, finisce per complicarlo ulteriormente. Ci vorrebbe quasi una riedizione del glorioso giornale satirico Il Travaso delle idee, con il suo indimenticabile motto: «Accidenti ai capezzatori!». Mai come oggi, del resto, sembra esserci abbondanza di idee da travasare e di certezze da rimettere in circolo.
Prendiamo la questione del petrolio russo. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, commentando con l’ANSA le critiche espresse da Giorgia Meloni in Senato in merito all’intesa prospettata da Donald Trump dopo un colloquio con Vladimir Putin, avrebbe liquidato la questione con una frase lapidaria: «L’accordo sul gasolio non è affare di Meloni».
Naturalmente, prima di considerare l’intesa un fatto compiuto, occorrerà capire quali siano i termini concreti dell’iniziativa e se essa troverà effettiva attuazione. Resta, tuttavia, una questione di coerenza: se Europa e Stati Uniti impongono sanzioni a Mosca per la guerra in Ucraina, un’eventuale ripresa significativa degli acquisti di petrolio russo da parte americana solleverebbe inevitabili interrogativi. Le circostanze possono essere diverse, ma la coerenza politica resta da spiegare. E liquidare la questione sostenendo che non riguardi l’Italia ricorda un’altra vicenda: quella di Sigonella, dove Roma ha rivendicato il diritto di decidere sul transito di velivoli militari statunitensi. Insomma, la sovranità vale per tutti, purché non disturbi i propri interessi.
Il problema, però, va ben oltre il petrolio. Donald Trump ha portato sulla scena internazionale uno stile che mette alla prova la pazienza di alleati, avversari e osservatori. Venezuela, Groenlandia, Ucraina, Iran, Gaza, NATO e commercio internazionale sono dossier diversi, con problemi e responsabilità che non sarebbe serio mettere tutti sullo stesso piano. Eppure, fra annunci, pressioni, aperture e ripensamenti, il risultato è spesso lo stesso: interlocutori costretti a interrogarsi sulla solidità degli impegni e sulla direzione della prossima mossa.
La diplomazia, che richiederebbe continuità, misura e affidabilità, sembra talvolta costretta a inseguire il calendario delle esternazioni presidenziali. Quel che si annuncia la sera non è necessariamente valido al mattino e ciò che viene definito un successo prima di pranzo può diventare un problema nel pomeriggio. Se questo è il nuovo metodo per rassicurare il mondo, dobbiamo riconoscere che la rassicurazione ha assunto forme piuttosto originali.
Naturalmente, non mancano gli estimatori. Anzi, è proprio qui che la vicenda acquista una sfumatura irresistibilmente satirica. C’è chi interpreta ogni dichiarazione come una mossa geniale, ogni contraddizione come una raffinata strategia e ogni retromarcia come un trionfo del pragmatismo. Se il presidente minaccia, è determinato; se arretra, è prudente; se cambia idea, è imprevedibile; se smentisce se stesso, sta evidentemente giocando una partita a scacchi di cui soltanto lui conosce le regole.
E guai a dubitare! Il dubbio, in certi ambienti, è considerato una forma di lesa maestà. Meglio credere, applaudire e attendere la prossima dichiarazione, possibilmente senza soffermarsi troppo su quella precedente. Del resto, la fedeltà politica è una virtù rispettabile; trasformarla nell’obbligo di giustificare qualsiasi cosa, però, rischia di farne una disciplina acrobatica.
Non si tratta di pretendere che un presidente sia infallibile. Sarebbe una pretesa assurda, oltre che pericolosa. Si tratta, più semplicemente, di ricordare che la politica internazionale non è un palcoscenico personale e che le decisioni di una grande potenza producono conseguenze anche per chi non ha avuto voce in capitolo. Un alleato dovrebbe poter contare su impegni comprensibili e su una ragionevole continuità, non essere costretto a consultare ogni mattina l’oroscopo della Casa Bianca.
E allora, che fare? Proporremmo una distribuzione internazionale di camomilla, magari consegnata con i droni, così da raggiungere rapidamente tutti i protagonisti della contesa. Una tazza per gli impazienti, due per gli indignati e una dose supplementare per quanti continuano a scambiare l’improvvisazione per strategia.
Non sarebbe una soluzione diplomatica, ma almeno avrebbe il pregio di non richiedere un vertice straordinario.
Quanto al futuro, attendiamo con serenità la prossima puntata. Non è escluso che domani l’iniziativa sul petrolio russo venga ridimensionata, modificata o accantonata in favore di un’idea ritenuta più conveniente. E allora non mancherà chi spiegherà, con il senno di poi, che era esattamente ciò che ci si doveva aspettare.
Qui, forse, Erasmo da Rotterdam ci offrirebbe uno spunto interessante. La follia, nella sua celebre Elogio, non è soltanto un difetto da condannare: è anche una lente attraverso la quale osservare le debolezze degli uomini, soprattutto quando si prendono troppo sul serio.
E allora, bingo! Se per comprendere la politica mondiale occorre ormai una certa dose di follia, almeno che sia lucida, possibilmente visionaria e, soprattutto, capace di riconoscere i propri limiti. Perché un conto è essere rivoluzionari, un altro è rivoluzionare ogni giorno le proprie rivoluzioni.
E per chi non riuscisse più a distinguere l’una dall’altra, resta sempre Il Travaso delle idee. Con una raccomandazione, naturalmente: prima di applaudire il prossimo colpo di genio, controllare che non sia semplicemente il precedente, travasato in un recipiente nuovo.
Giuseppe Arnò
*
Foto: Canva remix
Papa, Vaticano: “Bene la notte al Gemelli, si è alzato e ha fatto colazione”
(Adnkronos) – Il Papa, ricoverato al Gemelli da martedì, “ha trascorso bene la notte in ospedale, si è alzato e ha fatto colazione”. Lo comunica il Vaticano che ha fornito un aggiornamento sulle condizioni di salute del Pontefice dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno al polmone.
Ieri il Papa era stato sottoposto ad esami post – operatori. I medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora avevano fatto sapere che il Papa nel dettaglio aveva eseguito “gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento. Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito”.
Leone, sempre nella mattinata di ieri, ha svolto “la fisioterapia respiratoria e ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto”. Il Pontefice, prima dell’intervento chirurgico, a quanto si è appreso dai medici, ha eseguito tre esami: una broncoscopia robotica con biopsia, una tac toracica con contrasto e una pet.
Il Pontefice martedì pomeriggio al Gemelli è stato sottoposto a un intervento chirurgico con diagnosi di “adenocarcinoma polmonare”, un tumore maligno, con asportazione del “lobo inferiore del polmone destro con tecnica video assistita”.
L’intervento è durato novanta minuti, Leone è rimasto in sala operatoria per circa tre ore e con lui, come è stato riferito ieri, c’erano anche il suo medico Luigi Carbone e il capo della Gendarmeria, Gianluca Gaucci Broccoletti. Il decorso post operatorio e’ stimato in una settimana.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Meteo, anticiclone sull’Italia: sole e clima mite, ma nel weekend tornano le piogge
(Adnkronos) – Previsioni meteo Italia, sole e temperature sopra la media nei prossimi giorni, ma nel weekend è atteso un possibile peggioramento. L’anticiclone continuerà a garantire condizioni di tempo stabile e prevalentemente soleggiato sulla Penisola, con valori termici particolarmente elevati in quota. Da venerdì sono attese locali nebbie e nubi basse sulla Pianura Padana, mentre tra sabato e domenica una circolazione depressionaria potrebbe favorire il ritorno delle precipitazioni, soprattutto al Nord-Ovest e su alcune aree del Sud.
L’attuale scenario meteorologico sull’Europa sud-occidentale è dominato da un vasto campo di alta pressione, alimentato in quota da masse d’aria di origine subtropicale-marittima. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma condizioni di tempo in prevalenza soleggiato. L’aspetto più rilevante riguarderà le anomalie termiche in quota: lo zero termico si spingerà oltre la soglia dei 4.000 metri, con temperature massime prossime ai 18-20°C anche intorno ai 1500 metri di altitudine. Il tempo si manterrà stabile su tutta la Penisola, con una residua ventilazione tesa al Meridione in graduale attenuazione.
Nel corso della giornata di venerdì si assisterà a un lieve cambiamento della circolazione nei bassi strati atmosferici, con l’ingresso di correnti più umide di origine orientale. Questa dinamica favorirà la formazione di locali nebbie e nubi basse sulla Pianura Padana durante le ore notturne e al primo mattino, in fisiologico diradamento nelle ore centrali della giornata. Qualche locale addensamento nuvoloso interesserà anche i settori compresi tra la Calabria e la Sicilia.
Per il fine settimana si prospetta un riassetto della circolazione meteorologica a larga scala. L’elevazione lungo i meridiani dell’anticiclone delle Azzorre verso la Penisola Scandinava innescherà la discesa verso sud di una circolazione depressionaria di aria fredda in quota.
Questo sistema tenderà a traslare lentamente dall’Europa centrale verso la Francia, seguendo una traiettoria da est verso ovest definita in meteorologia moto retrogrado.
L’evoluzione di tale depressione è soggetta a un elevato margine di incertezza previsionale, caratteristica tipica di queste dinamiche, e risulterà parzialmente bloccata dalla presenza di due campi di alta pressione, posizionati rispettivamente sull’Atlantico e sui Balcani.
Tale blocco barico potrebbe favorire l’avanzamento di una perturbazione verso il Nord-Ovest italiano, alimentata da un flusso di correnti umide meridionali. A partire dalla serata di sabato potrebbero registrarsi le prime precipitazioni sul settore alpino piemontese. Nel corso di domenica si assisterebbe all’intensificazione dei fenomeni sulle regioni nord-occidentali; contestualmente, l’attivazione di una ventilazione di
Scirocco potrebbe determinare precipitazioni anche su Sardegna e Sicilia, in successiva estensione alle aree ioniche della Calabria, al Messinese e al Reggino tirrenico.
L’esatta stima degli accumuli pluviometrici non è al momento quantificabile con precisione proprio a causa dell’elevata incertezza della traiettoria del minimo depressionario.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 15 – Al Nord: tempo stabile e ampiamente soleggiato. Al Centro: cieli sereni su tutti i settori. Al Sud e sulle Isole: prevalenza di sole, residua ventilazione settentrionale tesa in progressiva attenuazione.
Venerdì 16 – Al Nord: locali nebbie e nubi basse in Val Padana al mattino; soleggiato altrove. Al Centro: tempo soleggiato. Al Sud e sulle Isole: cieli in prevalenza sereni, salvo locali addensamenti tra Calabria e Sicilia.
Sabato 17 – Al Nord: nubi in progressivo aumento al Nord-Ovest con possibili precipitazioni serali sulle Alpi occidentali. Al Centro: soleggiato. Al Sud e sulle Isole: soleggiato, con prime velature e addensamenti tra Sicilia e Calabria.
Tendenza – domenica possibile instabilità al Nord-Ovest; rischio di precipitazioni anche in Sardegna, Sicilia e Calabria. Evoluzione soggetta ad aggiornamenti.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
