Dalla Giunta regionale altri investimenti su ospedali e ambulatori, Rocca “Fatti concreti per la sanità”
ROMA (ITALPRESS) – Nuovi macchinari e interventi per gli ospedali e le strutture sanitarie del Lazio. La Giunta regionale, su proposta del presidente Francesco Rocca, ha stanziato circa 3 milioni di euro per la sostituzione delle grandi apparecchiature, insieme con gli interventi di adeguamento e manutenzione straordinaria. La delibera di giunta ha altresì previsto oltre 230mila euro per la manutenzione straordinaria e l’adeguamento edile-impiantistico del Centro di salute mentale di Formia e altri 175mila euro per l’adeguamento del sistema di emissione fumi ospedalieri del Santa Maria Goretti di Latina. Si tratta di ulteriori investimenti pianificati dall’amministrazione Rocca per rafforzare i servizi sanitari e garantire una maggiore sicurezza delle strutture sanitarie del territorio.
“Con oltre 3 milioni di euro stanziati per nuove apparecchiature (che si aggiungono alle oltre 320 grandi apparecchiature acquistate nei mesi scorsi), continuiamo a rafforzare la sanità del territorio non a parole, ma con fatti concreti. Investire in nuove apparecchiature, ristrutturazioni e sicurezza significa garantire qualità nella cura per i cittadini e mettere gli operatori sanitari nelle condizioni di esprimere al meglio la loro professionalità. È così che costruiamo una sanità pubblica più moderna, efficace e vicina alle persone” ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
– foto IPA Agency –
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Liguria, Piana “Gli 80 anni di Confcommercio Genova celebrano il nostro cuore produttivo”
GENOVA (ITALPRESS) – “Celebrare gli 80 anni di Confcommercio Genova significa rendere omaggio a un’associazione che rappresenta la storia e l’anima economica della città e della Liguria”. Lo ha dichiarato il consigliere delegato allo Sviluppo economico Alessio Piana, intervenuto oggi al Centro Congressi dei Magazzini del Cotone in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’associazione, portando i saluti della Regione Liguria e del presidente Marco Bucci.
Nel corso della mattinata Piana ha preso parte anche alle premiazioni delle imprese con oltre 40 e 50 anni di adesione a Confcommercio Genova, sottolineando il valore di generazioni di commercianti e artigiani che costituiscono un punto di riferimento economico e sociale per la nostra comunità. “Queste imprese – ha poi proseguito – rappresentano non solo l’ossatura del tessuto economico e produttivo ligure, ma anche presidi di vita nei nostri quartieri e borghi. La Regione è al loro fianco con politiche mirate come la valorizzazione delle botteghe storiche, il marchio degli artigiani e la nuova “Bottega Ligure”, dedicata a chi da almeno trent’anni porta avanti con passione il proprio mestiere”. “Il dialogo costante con Confcommercio – ha aggiunto Piana in chiusura – ci aiuta a definire politiche efficaci a sostegno del commercio di prossimità, chiamato oggi a sfide sempre più complesse”.
– foto d’archivio ufficio stampa Regione Liguria –
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Zidane “Tornerò ad allenare, Juve nel cuore ma sogno la Francia”
TRENTO (ITALPRESS) – Ha scritto la storia del calcio da giocatore e ha vinto tre Champions League da tecnico del Real Madrid, ma al momento Zinedine Zidane è fermo e in attesa d’impiego. Nel suo intervento al Festival dello Sport di Trento, però, Zizou non mostra la fretta di rimettersi in sella: “Sono fermo ma, avendo i miei figli, la mia vita è bella. So fare anche altre cose, come andare a vedere i miei figli giocare: giocano tutti e tre in Spagna. Un giorno tornerò a fare l’allenatore, ma adesso non mi manca. Tornerò sicuramente, prima o poi. Allenare la Juve? Non lo escludo, il club ha fatto altre scelte e anch’io, ma ho sempre la Juve nel cuore. In futuro, mi piacerebbe allenare la Nazionale francese. Vedremo”.
Non può ovviamente mancare un ricordo della Juventus, a cui l’ex fantasista deve tanto: “Gli anni a Torino sono stati bellissimi, sono arrivato dalla Francia dove il calcio non era importante come in Italia. Vincere era la cosa più importante, dovevamo farlo sempre, sia in casa che fuori casa”. “In Francia, invece, c’era una mentalità diversa – prosegue – Per me non era semplice, arrivando dopo Platini, anche perchè il modo di lavorare era diverso: c’era tantissimo lavoro fisico con Ventrone, che non è più con noi, e poi ho capito perchè fosse importante. L’avvocato Agnelli? Quando facevo una bella partita o un gol, alle tre-quattro del mattino tornavamo a casa e lui mi chiamava alle sei per farmi i complimenti e parlandomi in francese. Era un signore, si vedeva la sua passione per il calcio. Del Piero? Quello che faceva in campo era impressionante, ho avuto la fortuna di fare quattro-cinque anni con lui e con tanti giocatori di livello: Montero, Padovano, Vieri, Boksic… Avevamo una bella squadra, ma lui aveva qualcosa di particolare. Non so spiegarmi come mai quella Juve non sia riuscita a vincere la Champions, abbiamo perso due finali…”.
Si passa poi a commentare la sua (breve) carriera da allenatore: “Quando ho smesso, ho cambiato la mia vita occupandomi dei figli e della famiglia, godendomi gli amici e viaggiando tanto. Dopo tre-quattro anni, avevo 37 anni e mi sono chiesto: ‘adesso, che faccio?’. Non potevo continuare a fare quella vita, avevo un amico che faceva l’allenatore e lì ho deciso di prepararmi e provare”. “Avevo fatto due anni il manager – ricorda – e non mi piaceva, poi ho deciso di cambiare percorso e iniziare ad allenare, mi sono reso conto che mi piaceva. Ho avuto tanti maestri in Francia, ma l’allenatore da cui ho imparato di più è Marcello Lippi. Quando sono arrivato qui, era tutto difficile per me, sia fisicamente che in campo. Lui però mi ha sempre difeso e ha sempre creduto in me, è stato fondamentale”.
Nelle vittorie, secondo Zidane, “per me l’80% è il merito dell’allenatore e 20% dei giocatori. Conta tutto, anche l’atteggiamento in allenamento. Trasmetti sempre la tua energia, devi sempre lasciare i problemi a casa e non trasporli sulla squadra. Nel Real Madrid avevo una grande squadra, ma ho trasmesso loro la fiducia totale. Li allenavo, avevo la fiducia assoluta di vincere con loro e gliela trasmettevo ogni giorno. E in campo si vedeva tutto questo, insieme alla mia idea di giocare a calcio. Ho allenato Modric, CR7, Benzema, Kroos… Che giocatori”, conclude Zidane.
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Spalletti “L’Italia è il mio rimpianto, Acerbi non dice la verità”
TRENTO (ITALPRESS) – Luciano Spalletti è il grande protagonista della domenica del Festival dello Sport di Trento. L’ex ct della Nazionale, nel suo lungo intervento, non può che partire proprio dall’esperienza sulla panchina azzurra, il suo grande rimpianto dopo l’esonero estivo. “Ho commesso l’errore di trasferire troppo ai ragazzi il mio amore per il calcio – assicura l’allenatore toscano – Li ho un pò intasati tra cose dette e richieste, mentre ai calciatori ora serve essere leggeri perchè le pressioni sono tante. Probabilmente gli sono entrato troppo negli ingranaggi e questo non ha fatto bene. A me nell’Italia non mancava niente, e secondo me ci sono venti-venticinque giocatori su cui si può costruire una grande Nazionale. Donnarumma, Bastoni, Barella e Tonali sono dei top. Barella ha determinate caratteristiche e può anche anche davanti alla difesa, poi ora c’è Pio Esposito che è veramente impressionante. Ti dà la convinzione che prima o poi avremo un padrone dell’area di rigore, ieri sera ha fatto un gol pazzesco per coordinazione e per come ha tirato la palla. Forse assomiglia a Bobo Vieri, l’anno scorso l’ho seguito più volte a La Spezia”. L’altro grande tema riguarda Francesco Acerbi e il no alla Nazionale prima di Norvegia-Italia, con la dura risposta dell’ex ct al difensore dell’Inter: “La possibilità di dirmi quelle cose che ha detto c’era stata e invece le ha dette troppo tardi. Aveva accettato la pre-convocazione, il giorno prima gli ho telefonato e gli ho detto ‘avevi ragione tù, perchè il campo aveva detto una cosa chiara ed è ancora uno dei più forti. C’era stata la semifinale col Barcellona dove aveva fatto il gol decisivo, io gli ho detto che era sempre uno dei più bravi, mentre prima avevo cercato di escluderlo per dare forza ai giovani. Volevo convocarlo per la partita-chiave contro la Norvegia, avevamo tre infortunati: Gabbia, Buongiorno e Gatti. Quando gli ho telefonato, più volte, lui mi ha risposto e sembrava disponibile a giocare. Poi sono passati tre-quattro giorni, ha giocato la finale (di Champions col Psg, ndr) e a pochi giorni dalla partita mi ha mandato un messaggio: ‘ci ho pensato bene e non vengo più’. Allora io gli ho telefonato e lui ha tirato di nuovo fuori la situazione di Juan Jesus. Mi sento di dire che le cose sono andate diversamente da quello che dice lui”. Non può ovviamente mancare il ricordo del Napoli e di quello storico scudetto, con Spalletti che racconta anche la rottura con De Laurentiis: “A Napoli ho ricevuto un amore sfrenato, che ti metteva anche timore e non sai dove può andare a finire. Era talmente grosso quello che ho ricevuto, che ti faceva quasi paura. Il primo anno vivevo in albergo accanto alla camera di De Laurentiis, un presidente forte con cui ho condiviso grandissimi momenti. Il secondo anno ho vissuto a Castelvolturno, in una stanzetta nel centro d’allenamento. Alzarsi e vedere l’area di rigore è come essere in Paradiso (ride, ndr). La fine del rapporto con Napoli? Per me era diventato difficile perchè il presidente aveva preso il sopravvento, non mi ha mai parlato di un rinnovo o di un qualsiasi regalo per far vedere che mi voleva bene. Ha agito in modo prepotente con la prelazione sul rinnovo e ho deciso di non rimanere, anche a costo di non poter allenare come da contratto. L’anno dopo ha creduto di poter gestire la situazione da solo, è andata com’è andata e ha dovuto scegliere un altro allenatore forte, che avesse la personalità che Napoli richiede”. La chiusura è con una previsione sulla Nazionale: “L’Italia andrà ai Mondiali. I calciatori sono forti e Gattuso ha qualità di spessore, è stato molto bravo a far giocare insieme le due punte e trovare la grinta. La sua ricerca del carattere e del fisico è stata decisiva contro Israele, quella partita l’ha vinta lui senza dover per forza lavorare dal basso. Credo nel movimento Italia, abbiamo venti giocatori di livello e possiamo centrare la qualificazione al Mondiale”.
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Isole minori, Petrucci “Infinita bellezza ma anche tante criticità”
LIPARI (MESSINA) (ITALPRESS) – “Le isole minori sono la bellezza dell’Italia ma presentano anche tante criticità. Gli Stati generali sono serviti per parlare di queste criticità e riportarle su un tavolo politico locale, regionale e nazionale”. Lo ha detto Simona Petucci, presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’Economia del mare, nell’ultimo giorno degli Stati generali delle isole minori tenutisi a Lipari.
col/abr/azn
Foti “Nel PNRR 978 progetti per le Isole Minori con un impegno di spesa di 508 milioni”
LIPARI (MESSINA) (ITALPRESS) – “Entro il 30 agosto 2026 avremo la necessità di rendicontare tutti gli interventi [del PNRR, ndr]. Sotto questo profilo devo dire che sulle isole minori sono concentrati 978 progetti con un impegno di spesa di 508 milioni di euro di cui 446,5 finanziati dal PNRR e altri da altre risorse”. Così il ministro per gli affari europei, politiche di coesione e PNRR Tommaso Foti in videocollegamento con gli “Stati Generali delle isole minori marine” in corso a Lipari.
“Le isole minori non sono state trascurate in questi anni sotto il profilo economico – ha detto Foti -. Già nella programmazione 2014-2020 della coesione territoriale hanno avuto risorse e un numero imponente di interventi. Tuttavia oggi abbiamo un paniere di iniziative che si stanno sviluppando e che possono cogliere l’obiettivo di diminuire il gap”.
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Movida selvaggia, ventunenne ucciso a Palermo mentre tenta di fermare un’aggressione. Rintracciato il presunto omicida
PALERMO (ITALPRESS) – Un uomo è stato portato in caserma ed è sotto interrogatorio per l’omicidio di Paolo Taormina, il ragazzo di 21 anni morto stanotte mentre – secondo una prima ricostruzione – tentava di sedare una rissa di fronte al locale che lui stesso gestiva insieme ai suoi genitori. Sono però in corso ulteriori accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio e comprendere con quale arma sia stato assassinato il 21enne.
I carabinieri sono arrivati al sospettato attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte sul posto. Il luogo del delitto, la champagneria, tra via dell’Olivella e via Spinuzza, è uno dei principali scenari della movida palermitana. Una zona che spesso già più volte in passato è stata teatro di risse e di atti di violenza. La salma del giovane è stata trasferita presso la camera ardente del Policlinico di Palermo.
CARABINIERI “PRESUNTO OMICIDA RINTRACCIATO ALLO ZEN”
Alle 13, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno accompagnato in caserma, per esser sottoposto ad interrogatorio da parte dei magistrati della Procura della Repubblica di Palermo, un palermitano di 28 anni, ritenuto responsabile del reato di omicidio. Lo rendono noto i militari dell’Arma in una nota. “Le immediate attività d’indagine – svolte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Verdi con l’ausilio del Nucleo Investigativo di Palermo, mediante l’acquisizione delle immagini delle telecamere pubbliche e private e dall’esame delle testimonianze raccolte sul posto – hanno permesso di identificare e rintracciare, nel quartier Zen, il presunto responsabile dell’omicidio del ventenne, colpito mortalmente alla testa, mentre, intorno alle 3:00 di questa mattina, era intento a lavorare in un pub di famiglia del centro storico cittadino”, fa sapere l’Arma in una nota.
LE IMMAGINI DAL LUOGO DELL’OMICIDIO
SCHIFANI “LA SICILIA REAGISCA ALLA VIOLENZA”
LAGALLA “FERITA PROFONDA, LUTTO CITTADINO”
“Palermo si è svegliata oggi con una ferita profonda. L’omicidio di Paolo Taormina, un ragazzo di 21 anni, intervenuto per tentare di sedare una rissa e colpito con un colpo di pistola alla testa, è un fatto di gravità assoluta che scuote le coscienze e chiama in causa ogni persona responsabile. Palermo non può essere ostaggio di chi è convinto di ostentare forza, usando un’arma e, invece, è solo un vile criminale. Per questo, condanno con fermezza la brutale violenza che ha strappato la vita a un giovane che ha avuto il coraggio di agire, di non voltarsi dall’altra parte. Un gesto che avrebbe dovuto essere d’esempio e che invece è stato punito con la morte. Alla famiglia di Paolo, ai suoi amici, ai suoi cari va il mio più profondo cordoglio, unitamente a quello dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città che si stringe a loro in questo momento di inatteso e profondo dolore”. Lo afferma il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
“Nell’annunciare il lutto cittadino nella giornata delle esequie, confido pienamente nel lavoro degli investigatori e delle forze dell’ordine e nei risultati che potranno eventualmente pervenire dall’osservazione dei sistemi di telesorveglianza. Anche se nulla potrà restituire Paolo alla sua famiglia, l’auspicio, che è anche una richiesta forte da parte dell’intera comunità cittadina, è che i responsabili vengano identificati e consegnati alla giustizia nel più breve tempo possibile – continua Lagalla -. Tuttavia, non possiamo limitarci a reagire a fatti come questo con la sola indignazione o con lo sdegno del giorno dopo, né tantomeno con le polemiche artatamente e strumentalmente sollevate in queste circostanze. Non basta aumentare i controlli, così come è puntualmente avvenuto, se non ci interroghiamo sul perché un gruppo di ragazzi ritenga “normale” pestare un coetaneo e rispondere con un colpo di pistola a chi generosamente si adopera per difenderlo. Serve un impegno corale per colmare il vuoto educativo e la solitudine morale”.
“L’Amministrazione comunale, per quanto le compete, continuerà a produrre i propri sforzi per potenziare ulteriormente le misure di sicurezza urbana e per favorire quei processi sociali che, con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e del mondo del volontariato e del terzo settore, possano efficacemente incidere sull’educazione alla legalità e sul recupero degli spazi pubblici come luoghi di incontro e non di violenza”, conclude Roberto Lagalla.
CRACOLICI “COMMISSIONE ANTIMAFIA ALLO ZEN”
“A Palermo si continua a sparare e a uccidere, dobbiamo fermare questa mattanza. Troppe armi girano tra giovani e giovanissimi. Convocherò la commissione Antimafia allo Zen, il quartiere deve reagire. Non si può restare silenti. Chiameremo quanti potranno dare una mano a far cambiare questo quartiere”. Così il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, dopo l’omicidio del 21enne intervenuto per sedare una rissa nel centro di Palermo.
PALERMO SI INTERROGA ANCORA UNA VOLTA, IL QUARTIERE SOTTO CHOC
L’ennesimo atto di violenza a due passi dal centro di Palermo lascia la citta’ attonita, sconfortata, che si interroga sull’ennesimo atto di violenza che vede protagonisti giovani. E’ passato poco più di un anno dalla strage di Monreale. Davanti a “O Scrusciu”, questo il nome del locale che Paolo Taormina gestiva insieme ai genitori, stamattina, a poche ore dal suo omicidio, la gente passa e si sofferma, incapace di spiegarsi come sia possibile morire a 21 anni in simili circostanze. Sono coetanei della giovane vittima, residenti ma anche semplici cittadini, scossi dalla vicenda. Alle istituzioni chiedono più sicurezza, soprattutto nelle ore notturne. “Ogni sera questa zona diventa terra di nessuno – racconta un residente all’Italpress, – Fino alle 4 di mattina è il caos. Insieme ad altri residenti abbiamo fatto parecchi esposti, ma nessuno ci ha ascoltato”. Un’altra persona del posto chiede interventi immediati alle istituzioni: “Quanti altri dovranno morire ancora? Quanti sabato sera dovremo passare senza poter stare tranquilli perché qualcuno si sente libero di uscire indisturbato con un’arma?”.
Una donna passa, lascia un mazzo di fiori e si allontana. Non conosceva personalmente il giovane ma, racconta, “è una vicenda umana che mi ha colpito tantissimo: ho sentito l’esigenza di venire da semplice cittadina e portare fiori a questo ragazzo anche se non lo conoscevo. Da genitore ho paura di dire un giorno ai miei figli di andarsene da questa terra”. Qualcun altro la imita, lasciando i suoi fiori, in silenzio, davanti alla saracinesca, adesso transennata, del locale.
LE REAZIONI DELLA POLITICA
“Esprimiamo i più forti sensi di cordoglio, vicinanza e solidarietà ai genitori di Paolo Taormina, a nome del Partito Democratico della Sicilia, che si farà promotore di azioni e proposte in tutte le sedi istituzionali possibili, perché la questione giovanile e l’emergenza sicurezza diventino priorità assoluta dell’agenda politica regionale. Miti mafiosi, disprezzo per la vita e il prossimo, abuso di sostanze stupefacenti e accesso facile alle armi sfociano in violenze da metropoli americane, rendendo i nostri giovani carne da macello”. Lo dichiarano Valentina Chinnici, vicesegretaria PD Sicilia e deputata regionale all’Ars e Mari Albanese, componente della segreteria regionale con delega al welfare e disuguaglianze sociali.
“A nome mio e del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, esprimo il più sincero cordoglio e la più profonda vicinanza alla famiglia di Paolo Taormina, ai suoi amici e a quanti lo hanno conosciuto e amato”. Così Mario Giambona, vicepresidente del gruppo PD all’ARS.
“Una notte di violenza ha spezzato la vita di un ragazzo di appena 21 anni, colpito a morte vicino al Teatro Massimo mentre cercava di aiutare un amico. Un gesto di coraggio che racconta la parte migliore dei nostri giovani, finito nel modo più tragico”. Così Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars.
“Non possiamo più fermare l’acqua con le mani. Serve un’azione straordinaria contro la deriva della violenza giovanile e urbana. Ero già intervenuto un anno e mezzo fa con una interrogazione parlamentare che denunciava con chiarezza la crescita esponenziale della delinquenza minorile e giovanile a Palermo. Purtroppo, i fatti mi danno ragione. Oggi siamo arrivati a un punto di non ritorno: la città vive una stagione di violenza diffusa, di insicurezza e di disgregazione sociale che non può più essere ignorata”, è il commento di Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati.
I SINDACATI ORGANIZZANO UNA MARCIA SILENZIOSA PER “DIRE BASTA”
“Una marcia silenziosa per fare rumore”. Scenderanno in piazza domani con questo slogan Cgil Cisl Uil e Acli Palermo, dopo l’ennesima morte di un giovane avvenuta nella movida palermitana, per dire “basta alla violenza cittadina e al degrado sociale che sta soffocando la città ormai allo sbando”. La marcia partirà alle 20:30 da piazza Verdi per giungere fino alla Prefettura in via Cavour. “Facciamo appello ai cittadini onesti, che amano la propria città e che sperano in un futuro diverso per i nostri giovani, affinché partecipino – affermano i segretari generali Cgil e Cisl Palermo Mario Ridulfo e Federica Badami con il segretario regionale Uil Sicilia e Area Vasta Ignazio Baudo e il presidente Acli Palermo Francesco Todaro -, perché è giunto il momento di reagire concretamente e insieme. Servono azioni immediate per l’ordine pubblico, il disagio e le fragilità sociali, per la sicurezza dei cittadini, prevenzione e controllo. Regna il caos che si insinua nelle assenze come quella delle istituzioni, dei punti di riferimento, della coscienza civile e del rispetto per la vita”.
TEATRO MASSIMO E TEATRO BIONDO ANNULLANO L’ESIBIZIONE DI OGGI PER LUTTO
“Il Direttore del Teatro Biondo, Valerio Santoro, e il Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, Marco Betta, d’intesa con il Sindaco della citta’ e Presidente della Fondazione Teatro Massimo, Roberto Lagalla, hanno deciso di sospendere le iniziative previste nel foyer del Teatro Massimo per l’inaugurazione del triennio di collaborazione tra le due istituzioni, che prevedeva oggi un’esibizione della Compagnia Nazionale di Danza Storica, che con immediata sensibilità si è associata all’iniziativa. L’annullamento è stato disposto in segno di lutto e profondo cordoglio per la tragica e vile uccisione di Paolo Taormina, avvenuta a Palermo nelle prime ore di oggi. Le istituzioni sono vicine allo straziante dolore della famiglia del giovane e dell’intera Comunità cittadina duramente colpita da questo drammatico episodio. Il Teatro Biondo e il Teatro Massimo, insieme al Sindaco di Palermo, rinnovano il loro impegno a promuovere, attraverso la cultura e l’arte, i valori fondamentali del rispetto, della convivenza civile e della non violenza”. E’ quanto si legge in una nota.
– foto gallery IPA Agency –
– foto di copertina xd8/Italpress –
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