venerdì, Ottobre 2, 2026
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Regno Unito, Canada e Australia riconoscono lo Stato di Palestina

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ROMA (ITALPRESS) – Il Regno Unito riconosce lo Stato di Palestina. “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina”, ha dichiarato su X il premier britannico Keir Starmer. Anche l’Australia a partire da oggi riconosce lo Stato di Palestina. Lo ha annunciato su X il premier australiano Anthony Albanese, poco dopo che lo stesso annuncio era arrivato dal Canada. “Oggi il Canada riconosce lo Stato di Palestina”, così invece, sempre su X, il primo ministro canadese Mark Carney. “Il Canada riconosce lo Stato di Palestina e offre la nostra partnership nella costruzione della promessa di un futuro di pace per entrambi gli Stati di Palestina e Israele”, scrive Carney.

IL COMUNICATO DEL CANADA

“Dal 1947, tutti i governi canadesi hanno sostenuto una soluzione a due stati per una pace duratura in Medio Oriente – spiega il primo ministro del Canada in una nota -. Questa politica prevedeva la creazione di uno Stato di Palestina sovrano, democratico e vitale, che costruisse il suo futuro fianco a fianco con lo Stato di Israele, in pace e sicurezza. Per diversi decenni, il Canada ha creduto a questo obiettivo, aspettandosi che alla fine si sarebbe raggiunto un accordo negoziato. Purtroppo, questa possibilità è stata gradualmente compromessa, al punto da diventare quasi impensabile, in particolare per i seguenti motivi – prosegue Carney -: la minaccia sempre presente del terrorismo di Hamas per Israele e il suo popolo, culminata in un efferato attacco terroristico il 7 ottobre 2023, e il violento e duraturo rifiuto di Hamas del diritto di Israele all’esistenza e di una soluzione a due stati; l’accelerata costruzione di insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e, nel frattempo, l’aumento della violenza dei coloni contro i palestinesi; alcune misure come il progetto di insediamento E1 e il voto della Knesset di quest’anno che chiedeva l’annessione della Cisgiordania; la partecipazione del governo israeliano alla catastrofe umanitaria a Gaza, anche impedendo l’accesso al cibo e ad altri beni umanitari essenziali”.

“Hamas ha terrorizzato il popolo israeliano e oppresso la popolazione di Gaza, causando orribili sofferenze – sottolinea il premier canadese -. Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi, disarmarsi completamente e non svolgere alcun ruolo nel futuro governo della Palestina. Hamas ha derubato il popolo palestinese, lo ha privato della vita e della libertà e non può dettare il suo futuro. L’attuale governo israeliano sta adottando metodicamente misure per impedire la creazione di uno Stato palestinese. Sta perseguendo incessantemente l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, il che è illegale secondo il diritto internazionale. La sua continua aggressione contro Gaza ha ucciso decine di migliaia di civili, sfollato oltre un milione di persone e causato una carestia devastante che avrebbe potuto essere evitata e costituisce una violazione del diritto internazionale. L’attuale governo israeliano ora sostiene a gran voce che “non ci sarà nessuno Stato di Palestina”.

“È in questo contesto che il Canada riconosce lo Stato di Palestina e si offre di collaborare per portare avanti la promessa di un futuro di pace sia per lo Stato di Palestina che per lo Stato di Israele. Il Canada considera questo come parte di uno sforzo internazionale concertato per preservare la possibilità di una soluzione a due Stati – aggiunge Carney -. Il Canada non si illude che questo riconoscimento non sia una panacea. Tuttavia, è pienamente coerente con i principi di autodeterminazione e i diritti umani fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e con le politiche sostenute dal Canada da generazioni”.

Per il premier canadese “il riconoscimento di uno Stato di Palestina guidato dall’Autorità Nazionale Palestinese fornisce ulteriori strumenti a coloro che aspirano alla coesistenza pacifica e alla fine di Hamas. Non legittima né tollera il terrorismo. Inoltre, non compromette in alcun modo il fermo sostegno del Canada allo Stato di Israele, al suo popolo e alla sua sicurezza, una sicurezza che può essere garantita solo attraverso il raggiungimento di una soluzione globale a due Stati – sottolinea Carney -. L’Autorità Nazionale Palestinese si è impegnata direttamente con il Canada e la comunità internazionale per intraprendere riforme essenziali, tra cui riforme globali della governance, l’organizzazione di elezioni generali nel 2026 in cui Hamas non potrà svolgere alcun ruolo e la smilitarizzazione dello Stato palestinese. Il Canada intensificherà i suoi sforzi per assistere l’Autorità Nazionale Palestinese nell’attuazione del suo programma di riforme, per il quale sono già stati registrati progressi. Insieme ai suoi partner internazionali, il Canada sostiene lo sviluppo di un piano di pace credibile per la Palestina e promuove una governance democratica e misure chiare per garantirne la sicurezza, nonché la fornitura continua e su larga scala di assistenza umanitaria in tutta Gaza”, conclude il primo ministro del Canada.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Canada e Australia riconoscono lo Stato di Palestina

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ROMA (ITALPRESS) – L’Australia a partire da oggi riconosce lo Stato di Palestina. Lo annuncia su X il premier australiano Anthony Albanese, poco dopo che lo stesso annuncio era arrivato dal Canada.

“Oggi il Canada riconosce lo Stato di Palestina”. Lo annuncia su X il primo ministro canadese Mark Carney. “Il Canada riconosce lo Stato di Palestina e offre la nostra partnership nella costruzione della promessa di un futuro di pace per entrambi gli Stati di Palestina e Israele”, scrive Carney.

“Dal 1947, tutti i governi canadesi hanno sostenuto una soluzione a due stati per una pace duratura in Medio Oriente – spiega il primo ministro del Canada in una nota -. Questa politica prevedeva la creazione di uno Stato di Palestina sovrano, democratico e vitale, che costruisse il suo futuro fianco a fianco con lo Stato di Israele, in pace e sicurezza. Per diversi decenni, il Canada ha creduto a questo obiettivo, aspettandosi che alla fine si sarebbe raggiunto un accordo negoziato. Purtroppo, questa possibilità è stata gradualmente compromessa, al punto da diventare quasi impensabile, in particolare per i seguenti motivi – prosegue Carney -: la minaccia sempre presente del terrorismo di Hamas per Israele e il suo popolo, culminata in un efferato attacco terroristico il 7 ottobre 2023, e il violento e duraturo rifiuto di Hamas del diritto di Israele all’esistenza e di una soluzione a due stati; l’accelerata costruzione di insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e, nel frattempo, l’aumento della violenza dei coloni contro i palestinesi; alcune misure come il progetto di insediamento E1 e il voto della Knesset di quest’anno che chiedeva l’annessione della Cisgiordania; la partecipazione del governo israeliano alla catastrofe umanitaria a Gaza, anche impedendo l’accesso al cibo e ad altri beni umanitari essenziali”.

“Hamas ha terrorizzato il popolo israeliano e oppresso la popolazione di Gaza, causando orribili sofferenze – sottolinea il premier canadese -. Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi, disarmarsi completamente e non svolgere alcun ruolo nel futuro governo della Palestina. Hamas ha derubato il popolo palestinese, lo ha privato della vita e della libertà e non può dettare il suo futuro. L’attuale governo israeliano sta adottando metodicamente misure per impedire la creazione di uno Stato palestinese. Sta perseguendo incessantemente l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, il che è illegale secondo il diritto internazionale. La sua continua aggressione contro Gaza ha ucciso decine di migliaia di civili, sfollato oltre un milione di persone e causato una carestia devastante che avrebbe potuto essere evitata e costituisce una violazione del diritto internazionale. L’attuale governo israeliano ora sostiene a gran voce che “non ci sarà nessuno Stato di Palestina”.

“È in questo contesto che il Canada riconosce lo Stato di Palestina e si offre di collaborare per portare avanti la promessa di un futuro di pace sia per lo Stato di Palestina che per lo Stato di Israele. Il Canada considera questo come parte di uno sforzo internazionale concertato per preservare la possibilità di una soluzione a due Stati – aggiunge Carney -. Il Canada non si illude che questo riconoscimento non sia una panacea. Tuttavia, è pienamente coerente con i principi di autodeterminazione e i diritti umani fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e con le politiche sostenute dal Canada da generazioni”.

Per il premier canadese “il riconoscimento di uno Stato di Palestina guidato dall’Autorità Nazionale Palestinese fornisce ulteriori strumenti a coloro che aspirano alla coesistenza pacifica e alla fine di Hamas. Non legittima né tollera il terrorismo. Inoltre, non compromette in alcun modo il fermo sostegno del Canada allo Stato di Israele, al suo popolo e alla sua sicurezza, una sicurezza che può essere garantita solo attraverso il raggiungimento di una soluzione globale a due Stati – sottolinea Carney -. L’Autorità Nazionale Palestinese si è impegnata direttamente con il Canada e la comunità internazionale per intraprendere riforme essenziali, tra cui riforme globali della governance, l’organizzazione di elezioni generali nel 2026 in cui Hamas non potrà svolgere alcun ruolo e la smilitarizzazione dello Stato palestinese. Il Canada intensificherà i suoi sforzi per assistere l’Autorità Nazionale Palestinese nell’attuazione del suo programma di riforme, per il quale sono già stati registrati progressi. Insieme ai suoi partner internazionali, il Canada sostiene lo sviluppo di un piano di pace credibile per la Palestina e promuove una governance democratica e misure chiare per garantirne la sicurezza, nonché la fornitura continua e su larga scala di assistenza umanitaria in tutta Gaza”, conclude il primo ministro del Canada.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Salvini ricorda Kirk a Pontida. E sull’Ucraina “Non manderemo i nostri figli a combattere”

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PONTIDA (BERGAMO) (ITALPRESS) – “Voglio dedicare un pensiero a colui che è stato colpito come un bersaglio, ucciso a fucilate, che lascia una moglie e due bambini. Kirk, come tutti noi, guardava le persone negli occhi, non c’erano bianchi, neri, o omosessuali o eterosessuali. C’erano uomini e donne, ognuno diverso e unico, protagonista e artefice del proprio destino”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini dal palco del raduno del partito a Pontida, chiedendo un minuto di applausi in memoria dell’attivista americano Charlie Kirk.

“Chiedo agli amministratori della Lega da domani di depositare in tutti i comuni italiani una mozione per fare vedere come la pensano i partiti in tutti i comuni, che ricordi che l’Italia è contro la guerra e che noi non manderemo mai i nostri figli e i nostri nipoti a combattere a morire in Ucraina”, spiega Salvini. “Non siamo in guerra contro nessuno – aggiunge -. Tutti ascoltino le parole del Santo Padre, esempio di saggezza e di lungimiranza. Tutti sostengano gli sforzi di pace del presidente Trump. Un chiaro no all’esercito europeo, a un debito europeo per comprare armi, missili e carri armati. Non asseconderemo la voglia di guerra di capetti e mezzi leader europei che parlano di guerra per nascondere i fallimenti a casa loro”.

In Medio Oriente “l’auspicio di arrivare in futuro a due popoli e due Stati non sarà possibile finché ci saranno i tagliagole islamici di Hamas che tengono in ostaggio i bambini palestinesi e quelli israeliani”.

“Il nostro obiettivo è estendere la flat tax a tutti i lavoratori, cancellare 170 milioni di cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate. Servono soldi? Siccome tutti nei momenti difficili sono chiamati a fare sacrifici, sono sicuro che le banche italiane daranno il loro contributo per aiutare chi non ce la fa. Penso che chiederemo un contributo non alle piccole banche dei territori, ma a quelle grandi banche che hanno fatto più di 500 milioni di utili su interessi e commissioni che chiedono a voi”, ha spiegato.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Italia ottava nella 4×400 femminile ai Mondiali di atletica di Tokyo

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TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia è ottava nella staffetta 4×400 femminile ai Mondiali di atletica di Tokyo 2025. Anna Polinari, Virginia Troiani, Eloisa Coiro e Alice Mangione corrono in 3’25″00 e terminano all’ultimo posto in finale. Oro agli Stati Uniti (3’16″61), argento Giamaica (3’19″25) e bronzo Olanda (3’20″18).

“Non ho fatto una brutta frazione, probabilmente senza pioggia avremmo potuto fare qualcosa in più”. Così, ai microfoni di RaiSport, Anna Polinari. “La finale raggiunta è simbolo della bontà del nostro movimento, sono orgogliosa del risultato fatto oggi”, le dichiarazioni di Virginia Troiani. “Sono molto contenta – sottolinea Eloisa Coiro – e le ragazze sono state bravissime sin dalle batterie. La mia frazione è stata buona e ho trovato anche un bel crono”. Ultima frazione difficile per Alice Mangione: “In ultima frazione non è stato facile. Ho cercato di rimanere il più attaccata possibile, ma ho corso per le mie compagne”.

IL BILANCIO DI MEI

“Era un Mondiale di cui avevamo un po’ paura perché arrivava in un momento diverso della stagione. Non avevamo grandi aspettative, ma per l’ennesima volta i ragazzi si sono superati. Il gruppo si è compattato ulteriormente e tutti hanno fatto il loro. I talenti li abbiamo sempre avuti, ma ci mancava quel pizzico di spensieratezza per arrivare in alto. Il gruppo è un bel mix di giovani e ragazzi d’esperienza”. Queste le parole, ai microfoni di RaiSport, di Stefano Mei, presidente della Fidal, nella giornata conclusiva dei Mondiali di atletica di Tokyo. “Jacobs e Tamberi? Marcell ha avuto tanti problemi e infortuni, ma la frazione fatta in staffetta sta a significare che non sta male. Gianmarco ci ha provato anche se non stava benissimo, ma sono fiducioso sulla partecipazione di entrambi a Los Angeles”, conclude Mei.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

 

Due ragazze investite e uccise da un furgone nel Lecchese, arrestato il conducente

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LECCO (ITALPRESS) – E’ stato arrestato l’uomo alla guida di un furgone che ieri sera a Brivio, nel Lecchese, ha investito e ucciso due ragazze di 21 anni. Dovrà rispondere di omicidio stradale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Inutili i soccorsi. Una terza ragazza è rimasta illesa.

“Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale sono vicini alle famiglie ed agli amici di Giorgia e Milena. Una tragedia che tocca la comunità di Paderno D’Adda e Brivio. In segno di rispetto e partecipazione ho proclamato due giorni di lutto cittadino”. Così in una nota il sindaco di Brivio, Federico Airoldi.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Meloni a giovani FdI “Minacce si moltiplicano, ma non abbiamo paura”

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ROMA (ITALPRESS) – “Qualche giorno fa nessuno dei moralizzatori che hanno riempito le pagine di commenti su di voi ha ritenuto di dovere dire mezza parola sull’ignobile post pubblicato dai sedicenti antifascisti che esibiva l’immagine di Charlie Kirk a testa in giù con la scritta meno 1 e un’eloquente didascalia che recitava ‘a buon intenditore, poche parolè. E’ una minaccia di morte, perchè le cose vanno chiamate con il loro nome. Tutti zitti. Non ci facciamo fare la morale da questa gente e siamo fieri di non essere come loro”. Così la presidente del consiglio Giorgia Meloni intervenendo a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, a Roma, in merito all’omicidio di Charlie Kirk.
“Charlie Kirk faceva paura perchè era bravo a dimostrare quanto fossero irragionevoli alcune tesi che vogliono imporci a forza. Era pericoloso perchè smontava la narrazione imposta dal mainstream con la logica, e dà voce a quella maggioranza di persone che la pensa esattamente come lui e che ha dovuto finire per sentirsi sbagliata. Andava fermato perchè era libero, coraggioso e capace e le persone così fanno paura a chi pensa di poter iporre a forza le sue convinzioni”, ha aggiunto.
“Noi non siamo come loro. Sarà sempre l’amore e non l’odio a far muovere quello che facciamo. L’amore per l’Italia e per le persone, con il sorriso sulle labbra e il rispetto per chi non la pensa come noi”. “Sono altri che sono cresciuti con l’idea che chi la pensava in maniera diversa da te andava abbattuto, non noi. Era così anche Charlie Kirk”, è l’appello di Meloni. “Le minacce si moltiplicano, man mano che dimostriamo di saper governare. Ma non abbiamo paura”.
“Abbiamo avuto il coraggio di dire che la sicurezza è la precondizione per la libertà dei cittadini. Quando l’abbiamo fatto con il decreto sicurezza, la sinistra ha gridato alla deriva autoritaria. Ma quali sono le libertà che avremmo compresso con il decreto sicurezza? Un decreto con cui ci occupiamo di combattere le truffe agli anziani, le occupazioni abusive e l’elemosina fatta dai bambini. Non saranno mai le nostre libertà, lasciamo alla sinistra il privilegio di difenderle”, ha spiegato in merito alla sicurezza.
“Il merito è l’unico vero ascensore sociale, soprattutto se viene accompagnato dall’uguaglianza nel punto di partenza. La sinistra post ’68 considera questa parola quasi un insulto e ha provato a farla scomparire dal vocabolario. Ma noi invece l’abbiamo messa al centro dell’azione di governo, nella scuola, nell’università e nel lavoro”, ha ricordato sul tema dell’Università. “Considero una piccola rivoluzione fondata sul merito la riforma sulle modalità di accesso a Medicina. Un provvedimento che molti sostenevano fosse impossibile da realizzare, ma che noi abbiamo portato avanti con convinzione perchè cancella la lotteria dei test di ingresso, supera l’ingiustizia del numero chiuso, permette ai ragazzi di mostrare realmente il loro valore E ai docenti di valutare davvero la loro preparazione”.
“Non ne possiamo più dei disastri del ’68, del 6 politico, della de-meritocrazia costruita su una distorta concezione dell’uguaglianza. Le scuole e le università devono essere liberate dalla gabbia opprimente e asfissiante in cui la sinistra le ha tenute per anni”, ha sottolineato sul mondo della scuola.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Vannacci a Pontida “Lo straniero ci ha già invaso. Chi entra illegalmente deve essere mandato a casa”

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PONTIDA (BERGAMO) (ITALPRESS) – “Lo straniero non è quello che ci vogliono far credere alcuni telegiornali e alcune testate giornalistiche. Non è quello per cui ci vorrebbero far spendere 800 miliardi in armi. Lo straniero è già tra di noi, ci ha già invaso: è quello dei porti aperti, È quello che invade le nostre città, stupra, violenta, ruba, rapine ci vuole imporre la sua cultura”. Così il vicesegretario federale della Lega Roberto Vannacci dal palco del raduno del partito, a Pontida.

“A questi signori che non rispettano le nostre leggi e che entrano illegalmente nei nostri confini c’è un solo futuro: si chiama remigrazione”, ha detto. “Ci chiamano estremisti e ce ne freghiamo. I veri estremisti sono loro, che pretendono di accogliere tutti i disperati della Terra – ha aggiunto – Noi diciamo che chi entra illegalmente deve essere mandato a casa e chi non rispetta le nostre leggi deve finire in galera. E se non ci sono abbastanza posti, ne costruiremo altre”.

“Le leggi che vengono promulgate da un parlamento eletto dal popolo italiano non possono essere sconvolte da quattro giudici che poggiano le loro naticucce sulle poltrone comode di Bruxelles. Questo è il vero sovranismo. Il giuramento che facciamo oggi è padroni a casa nostra”, ha aggiunto.

(ITALPRESS).

BJK Cup, Italia in vantaggio sugli Usa in finale: Cocciaretto batte Navarro

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ROMA (ITALPRESS) – Italia in vantaggio contro gli Stati Uniti nella finalissima della Billie Jean King Cup 2025. Nel primo singolare Elisabetta Cocciaretto ha avuto la meglio su Emma Navarro (USA) superandola in due set con l’identico punteggio di 6-4. L’Italia, alla terza finale di fila, va a caccia del bis e del sesto titolo della sua storia nella competizione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Papa “Gaza è martoriata, non c’è futuro basato su violenza e vendetta”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente lavora per la pace!”. Così Papa Leone XIV all’Angelus, in piazza San Pietro. Il Pontefice si è rivolto “anzitutto, ai rappresentanti di diverse Associazioni cattoliche, impegnate nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza. Carissimi, apprezzo la vostra iniziativa e molte altre che in tutta la Chiesa esprimono vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono in quella terra martoriata. Con voi e con i Pastori delle Chiese in Terra Santa ripeto: non c’è futuro basato sulla violenza, sull’esilio forzato, sulla vendetta. I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace”, ha sottolineato.

“La Chiesa prega perché i governanti delle nazioni siano liberi dalla tentazione di usare la ricchezza contro l’uomo, trasformandola in armi che distruggono i popoli e in monopoli che umiliano i lavoratori. Chi serve Dio diventa libero dalla ricchezza, ma chi serve la ricchezza ne resta schiavo! Chi cerca la giustizia trasforma la ricchezza in bene comune; chi cerca il dominio trasforma il bene comune nella preda della propria avidità”, aveva in precedenza detto il Santo Padre nell’omelia della messa che celebra nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano.

“Vi incoraggio a perseverare con speranza in un tempo seriamente minacciato dalla guerra – ha aggiunto -. Interi popoli vengono oggi schiacciati dalla violenza e ancor più da una spudorata indifferenza, che li abbandona a un destino di miseria. Davanti a questi drammi, non vogliamo essere remissivi, ma annunciare con la parola e con le opere che Gesù è il Salvatore del mondo, Colui che ci libera da ogni male. Il suo Spirito converta i nostri cuori affinché, nutriti dall’Eucaristia, supremo tesoro della Chiesa, possiamo diventare testimoni di carità e di pace”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).