venerdì, Settembre 18, 2026
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Defender Trophy, un’avventura epica a supporto del Tusk Trust

GAYDON (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Defender è alla ricerca di persone con un inarrestabile spirito di avventura per affrontare un nuovo tipo di competizione. Il nuovo Defender Trophy si ispira agli eventi Trophy e Challenge, ma creerà la propria leggenda attraverso tre impegnativi round di allenamento e competizione.
Solo coloro che sfidano l’impossibile, animati dalla passione per la conservazione della natura, possono richiedere la partecipazione. Epic Adventure, Greater Purpose. Defender è stato il veicolo scelto da esploratori e leader di spedizione per decenni, e la nuova iniziativa globale ha aperto le iscrizioni in oltre 50 paesi. Le selezioni locali inizieranno nella primavera del 2026 e determineranno chi arriverà alla finale mondiale, gestita in collaborazione con Tusk, partner ambientalista di Defender – in Africa – nell’ottobre del 2026.

I vincitori avranno un’opportunità irripetibile di fare squadra in una missione epica, che garantirà che il Defender Trophy lasci un’eredità positiva e duratura alle persone e ai luoghi che incontrerà. Una spedizione epica ha bisogno di un veicolo epico. La nuova edizione della Defender 110 Trophy sarà sinonimo di avventura per una nuova generazione di appassionati, poichè la competizione sarà seguita da un pubblico online in tutto il mondo. Portando lo spirito dell’evento nelle strade, la Trophy Edition è disponibile su ordinazione in una scelta di due esclusivi colori ispirati alla tradizione – Deep Sandglow Yellow e Keswick Green – con specifiche selezionate per l’avventura.

“L’avventura e le comunità del mondo sono da decenni nel DNA del marchio Defender, fedele alle sue radici che possono essere ricondotte alla Land Rover originale del 1948. La nostra nuova sfida di avventura riunirà le nazioni, poichè i concorrenti coopereranno per navigare su terreni difficili, supereranno sfide fisiche estreme e risolveranno test tattici tutti insieme, uniti da uno scopo più grande” dichiara Mark Cameron, Managing Director di Defender. “Lavorando con Tusk, il nostro partner per la conservazione dell’ambiente da oltre 20 anni, porteremo un’avventura epica a una nuova generazione di appassionati, che potranno seguirla online, e lasceremo un risultato di cui essere orgogliosi. Se sfidi l’impossibile e condividi il nostro inarrestabile spirito di avventura, questa è la sfida per te”.

Defender è alla ricerca di persone che incarnano i valori del marchio di avventura originale e che vogliano partecipare al Defender Trophy inaugurale. I requisiti di idoneità sono i seguenti: i partecipanti debbono essere residenti in un paese partecipante, avere più di 23 anni, saper nuotare per 50 metri, poter guidare e viaggiare all’estero e parlare fluentemente l’inglese. Uno spirito inarrestabile è essenziale. La nuova Defender 110 Trophy Edition celebra il ritorno del marchio agli eventi internazionali di sfida avventurosa e offre anche una gamma di accessori Expedition che rendono il veicolo il compagno perfetto per ogni spedizione. Introduce anche due colori ispirati alla tradizione, che rappresenteranno l’avventura per un nuovo pubblico di appassionati.

Disponibile esclusivamente in Deep Sandglow Yellow o Keswick Green, la nuova Trophy Edition presenta una finitura Gloss Black a contrasto sul cofano, sul lato inferiore della scocca, sulle pinze freni e sugli occhioni di recupero posteriori. Il Deep Sandglow Yellow è un’interpretazione moderna di un colore sinonimo di Defender, utilizzato negli eventi internazionali come il Trophy, mentre il Keswick Green celebra l’esplorazione rurale nella patria della Defender. Entrambi i colori possono essere rifiniti con una pellicola protettiva opaca opzionale che fornisce un ulteriore strato di protezione alla carrozzeria, fornendo più sicurezza e una maggiore durata a coloro che escono dai sentieri battuti. Le specifiche per l’avventura includono nuovi cerchi in lega da 20″ Gloss Black con robusti pneumatici fuoristrada per una presa affidabile su tutte le superfici, una piastra posteriore scura, una protezione dei passaruota Gloss Black, e una protezione sottoscocca anteriore nera. All’esterno le decalcomanie Trophy sul cofano, la grafica del montante C, e il badge posteriore Trophy, distinguono il modello in edizione speciale.

All’interno, le soglie illuminate Trophy sottolineano la sua provenienza, mentre i sedili in pelle Ebony Windsor offrono lusso e robustezza. La traversa del cruscotto a vista è rifinita nello stesso colore distintivo dell’esterno e presenta tappi terminali incisi a laser con il marchio Trophy.

Per la massima capacità fuoristrada, gli accessori opzionali includono un portapacchi Expedition1 che offre spazio di stivaggio aggiuntivo per i viaggi carichi di attrezzature, mentre una scala da tetto estraibile nera facilita l’accesso agli oggetti situati più in alto. Sono disponibili anche: un porta attrezzatura Gloss Black montato lateralmente che offre spazio extra per oggetti fangosi, bagnati o sabbiosi; paraspruzzi classici anteriori e posteriori; e una presa d’aria rialzata.

La nuova Defender 110 Trophy Edition è ora disponibile con prezzo a partire da Euro 104.600 (Iva e messa su strada incluse) I partecipanti al Defender Trophy affronteranno ostacoli e sfide mentali e fisiche in un test unico di ingegno, forza di volontà e lavoro di squadra. Epic Adventure, Greater Purpose. Le domande sono aperte ora e la scadenza per le iscrizioni è il 31 dicembre 2025. Alla chiusura delle candidature, inizierà il conto alla rovescia per la finale globale del prossimo anno. I candidati provenienti da oltre 50 paesi inizieranno la loro avventura per raggiungere l’epica finale globale attraverso una serie di eventi di selezione locali. All’inizio del prossimo anno, le finali regionali identificheranno i vincitori nazionali che si recheranno in Africa per la finale globale nell’autunno 2026.
Seguiranno ulteriori dettagli sul formato unico della finale, ma i finalisti globali si scontreranno l’uno contro l’altro attraverso una serie di fasi all’interno di un’avventura epica, ospitata in Africa in collaborazione con Tusk, partner ambientalista di Defender. I concorrenti saranno valutati individualmente ma competeranno a coppie, con il concorrente con il punteggio più basso che avrà la prima scelta tra i potenziali compagni di squadra prima di ogni tappa.

Ogni fase vedrà i team completare una varietà di sfide di guida, di ingegno e fisiche. Driving Challenges: Test impegnativi di abilità di guida e abilità di navigazione: i team affronteranno sentieri difficili, pendenze rocciose e discese nascoste.

Ingenuity Challenges: L’innovazione sarà la chiave del successo in quanto i nostri team dovranno pensare in fretta, lavorare in modo intelligente e mantenere la calma. Physical Challenges: Impegnative imprese di forza fisica, coordinamento e lavoro di squadra che i nostri team affronteranno quando dovranno attraversare canyon o fiumi. I progressi dei team saranno condivisi in tutto il mondo con un pubblico online che imparerà a conoscere una nuova generazione di eroi delle sfide avventurose.

Basandosi sull’esperienza acquisita nei primi turni di gara, i vincitori della finale avranno l’opportunità di lasciare un’eredità positiva alle persone e ai luoghi toccati dal Defender Trophy, completando una missione unica di conservazione per Tusk.
An epic adventure, with a greater purpose. Per partecipare al Defender Trophy2, visita il sito: Defender Trophy Competition.

– foto: ufficio stampa JLR Italia –

(ITALPRESS).

Verona capitale europea della logistica, UniVr ospita il Cscmp European research seminar

VERONA (ITALPRESS) – Giovedì 19 e venerdì 20 giugno, Verona si trasformerà in un punto nevralgico per la logistica europea. Sarà infatti il dipartimento di Management dell’ateneo scaligero ad accogliere l’edizione annuale del Cscmp European research seminar (Ers) in Logistics & Scm, il più importante appuntamento scientifico europeo promosso dal Council of supply chain management professionals (Cscmp), l’organizzazione globale di riferimento per la logistica e il supply chain management.

La conferenza richiamerà in città oltre 450 partecipanti, più della metà dei quali provenienti dal mondo aziendale, per un’occasione unica di dialogo tra accademia e impresa, innovazione e pratiche operative. Durante le due giornate, esperti, ricercatrici, ricercatori, manager e professionisti del settore si confronteranno su temi cruciali per il futuro della logistica: dall’impatto dell’intelligenza artificiale all’automazione, dalla transizione ecologica alla gestione dei dazi e del rischio, fino alle sfide imposte dalle nuove tensioni geopolitiche.

Le sessioni scientifiche e le tavole rotonde offriranno uno spazio concreto di networking, aggiornamento e sviluppo di soluzioni innovative, in un clima di collaborazione internazionale. La scelta di Verona come sede della conferenza non è casuale. Il territorio scaligero è oggi uno dei poli logistici più avanzati d’Europa. Con oltre 20.000 addetti nel solo ambito provinciale e più di 3.500 imprese operative nel settore, la città rappresenta un vero e proprio snodo strategico.

Il cuore pulsante di questa infrastruttura è l’Interporto Quadrante Europa, primo in Italia per traffico merci e tra i principali hub intermodali a livello continentale, con oltre 670.000 Teu (unità di traporto logistico) movimentati ogni anno. La sua posizione geografica, unita alla densità di collegamenti autostradali e ferroviari, ne fa un modello di efficienza e sostenibilità logistica. In parallelo, Verona si sta affermando anche come centro d’eccellenza nella formazione e nella ricerca nel settore. L’università ha puntato con decisione sulla filiera del supply chain management, grazie alla laurea magistrale dedicata, al progetto LogiMaster Plus e al coinvolgimento dell’Its in logistica. A questo si aggiunge il recente lancio di Loop, un centro di ricerca su economia circolare e sostenibilità, finanziato dalla Regione Veneto, che rafforza l’orientamento dell’ateneo verso una logistica responsabile e innovativa.

“Il dipartimento di Management ha investito su una filiera formativa d’eccellenza – dichiara Ivan Russo, professore ordinario e presidente del corso di laurea magistrale in Supply chain management – che include una laurea magistrale in Supply Chain Management e LogiMaster Plus, oltre all’Its in logistica. Il nostro obiettivo è costruire competenze avanzate e multidisciplinari capaci di guidare la trasformazione sostenibile del settore”.

Organizzata quest’anno dalla Italy Roundtable, presieduta da Igino Colella, la conferenza vedrà la partecipazione di ospiti di fama mondiale, tra cui Mark Baxa, Bart De Muynck, Deborah Dull, Pietro Gorlier, Omera Khan, Abel Martinez, Donna Palumbo Miele, Massimo Tammaro, Maria Jesus Saenz, che condivideranno le loro esperienze e la loro competenza su tutte le tematiche di maggiore attualità: da quelle dettate da uno scenario in continua rivoluzione – dazi, geopolitica, volatilità, rischi – a quelle che stanno modificando radicalmente il modo di operare nella logistica, ossia l’intelligenza artificiale, l’integrazione delle supply chain end-to-end, l’economia circolare e la sostenibilità. Con il patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Verona e della Società italiana di management (Sima), la conferenza porterà a Verona le migliori idee e le esperienze più avanzate del settore, in un momento in cui la supply chain globale è chiamata a una trasformazione profonda. La città si prepara così a diventare, ancora una volta, crocevia di intelligenze, soluzioni e visioni sul futuro del sistema logistico europeo.

– foto ufficio stampa UniVr –

(ITALPRESS).

Romano d’Ezzellino: al via la rassegna culturale “Incontri d’autore in Villa Negri”

Il Comune di Romano d’Ezzelino in collaborazione con la biblioteca comunale, promuove la  rassegna “Incontri d’Autore in Villa Negri – La bellezza delle parole che uniscono”, un ciclo di appuntamenti, fortemente voluti dall’Assessorato alla Cultura, pensati per valorizzare il potere della parola e della narrazione come strumenti di incontro, riflessione e condivisione.

La manifestazione si svolgerà nella suggestiva cornice di Villa Negri, storica dimora immersa  nel verde e da anni luogo privilegiato per eventi culturali, e vedrà la partecipazione di autori e  protagonisti di rilievo del panorama italiano. 

Franca Meneghetti, assessore alla cultura di Romano d’Ezzelino: “Abbiamo voluto  portare a Romano una rassegna che potesse avvicinare le persone alla cultura in modo  diretto, coinvolgente e accessibile. Gli “Incontri d’Autore” sono pensati per creare momenti  di dialogo e ascolto, dove le parole diventano ponti e la letteratura occasione di crescita  collettiva. Villa Negri sarà lo scenario ideale per vivere queste serate all’insegna della  bellezza e del pensiero”.

Tre le serate in programma, tutte ad ingresso libero, che offriranno al pubblico l’opportunità  di ascoltare dal vivo esperienze, racconti e visioni, in un clima di autentico scambio tra scrittori e lettori. 

Venerdì 20 giugno, alle ore 20.30, aprirà la rassegna Eva Crosetta, volto noto della  comunicazione, che accompagnerà il pubblico in una serata di parole autentiche e riflessioni  profonde. 

Venerdì 27 giugno, sempre alle ore 20.30, sarà la volta di Mauro e Marianna Corona. Padre e figlia dialogheranno tra loro, e con il pubblico, raccontando storie di montagne, arte e  vita, intrecciate con la sensibilità che li contraddistingue. 

Domenica 6 luglio, alle ore 18.00, chiuderà la rassegna Antonio Caprarica, giornalista e  scrittore, che porterà i presenti in un viaggio attraverso la storia e le vicende delle grandi  monarchie, narrate con il suo stile inconfondibile. 

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Amministrazione comunale nel  promuovere occasioni di cultura accessibili a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di rendere la  letteratura un’esperienza viva, partecipata e condivisa. 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Biblioteca comunale al numero 0424  818664 o scrivere all’indirizzo biblioteca@comune.romano.vi.it

Gattuso si presenta “La Nazionale un sogno che si avvera, obiettivo Mondiali”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo è un sogno che si avvera, spero di essere all’altezza. So che il compito non è facile ma di facile nella vita non c’è nulla”. Lo ha dichiarato il nuovo ct della nazionale italiana di calcio, Gennaro Gattuso, durante la presentazione alla stampa. “C’è da lavorare, da andare in giro e parlare coi giocatori per entrare nella loro testa. Sento dire da tanti anni che non c’è talento, ma io penso che i giocatori ci siano e dobbiamo solo metterli nella condizione di farli esprimere al massimo. L’obiettivo è riportare l’Italia al Mondiale, per noi e per il nostro calcio è fondamentale”.

“Spero di fare ciò che ha fatto Lippi: non dico alzare la Coppa al cielo, ma creare quell’alchimia nello spogliatoio. Spero di ricreare quel senso di appartenenza, voglio vedere giocatori che arrivano a Coverciano col sorriso, che stanno bene”, ha aggiunto ‘Ringhio’. “Devo riuscire a interagire coi giocatori in maniera corretta, i tempi sono cambiati e bisogna essere bravi a entrare nella loro testa, nel modo giusto. Non dobbiamo pensare che loro devono cambiare, siamo noi a dovergli andare incontro”.

“A Buffon e Gravina ho chiesto che anche chi non sta benissimo deve restare a Coverciano se è convocato, abbiamo tutto per gestire i giocatori, tutti gli strumenti. Dobbiamo fare così se vogliamo essere credibili e non creare delle scuse o precedenti”, ha spiegato. “Chi è convocato sta a Coverciano come si faceva ai miei tempi, poi se non guarisce torna al club di appartenenza. L’obiettivo è stare insieme più tempo possibile. Quando un giocatore gioca 50/60 partite all’anno, i dolorini ci sono sempre. Se io avessi dovuto ascoltare il mio fisico, penso che avrei giocato 50 partite in meno. Bisogna andare oltre, si stringono i denti quando si può”.

“Abbiamo tante motivazioni, bisogna prepararsi per far bene con la consapevolezza che non si può più sbagliare. Abbiamo giocatori importanti per le finali di Champions e le prestazioni che hanno fatto, per i campionati vinti, dobbiamo riuscire a tirare fuori il meglio da questi giocatori e creare una squadra unita che scende in campo con orgoglio e senza paura o timore degli avversari”, ha sottolineato ai microfoni della Rai una volta terminata la conferenza stampa. “So che stare 7-8 giorni chiusi in un albergo non è il massimo, ma bisogna vivere questo momento con voglia di allenarsi in un certo modo, con il piacere di stare insieme. Dobbiamo dare ai giocatori il modo di vivere in maniera gioiosa i giorni di ritiro”, dice Gattuso che poi ha due dediche da fare.

A livello professionale “a Gigi Riccio, il mio vice, da tanti anni lavoriamo insieme, abbiamo avuto tanti confronti, tante litigate, giornate incredibili, gioiose, è quello che mi ha sopportato in tutti questi anni, abbiamo un’amicizia incredibile, ma quando lavoriamo litighiamo sempre. La dedica a livello affettivo è per papà e mamma, è stata un’emozione vedere loro emozionarsi per la nomina”.

Dal punto di vista tattico e non solo, Gattuso spiega: “Come allenatore mi piace comandare il gioco, non cambia nulla il modulo a 3 o a 4, è importante stare nella metà campo avversaria, stressare le linee di gioco degli avversari, riuscire a trovare i movimenti giusti, conta dare un’identità e sapere come far male agli avversari”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Il presidente dell’Ars Galvagno indagato per corruzione “Nulla da temere”

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno è indagato a Palermo. Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, la procura guidata da Maurizio De Lucia gli contesta il reato di corruzione, per l’assegnazione di alcuni fondi da parte dell’Ars.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, ci sarebbe stata un’assegnazione orientata verso due imprenditori, che avrebbero offerto in cambio alcuni incarichi a collaboratori di Galvagno. Una tesi già respinta dall’esponente di Fratelli d’Italia nel corso di un interrogatorio due settimane fa. Secondo Repubblica, Galvagno aveva saputo dell’inchiesta a suo carico all’inizio dell’anno, ricevendo una proroga di indagine, e aveva chiesto di essere sentito dai magistrati.

LE PAROLE DI GALVAGNO

“Chi riveste ruoli di responsabilità è chiamato più di chiunque a dare spiegazioni del proprio operato ed è giusto che si sottoponga con serietà ad ogni analisi della propria attività istituzionale. Proprio perché credo che non abbia nulla da nascondere o da temere e per il grande rispetto che ripongo soprattutto nei confronti di chi è chiamato ad esercitare l’azione di verifica, ho chiesto ed ottenuto di essere ascoltato due settimana fa circa mettendomi totalmente a disposizione di chi indaga per chiarire ogni eventuale singolo dubbio circa i fatti contestati”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno. “Mi dispiace che ancora una volta ci sia una fuga di notizie in una fase che addirittura non vede la conclusione delle indagini e confido che la magistratura possa valutare con la massima attenzione i fatti contestati”, aggiunge.

IL COMMENTO DI SCHIFANI

“Avendo avuto modo, in questi anni, di apprezzarne la correttezza, il rigore morale e la trasparenza nell’azione pubblica, sono certo che il presidente dell’Ars Galvagno saprà chiarire al più presto le contestazioni che, ad oggi, risultano semplicemente oggetto di indagine. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, auspico che ogni elemento venga accertato con la massima celerità e chiarezza”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

LA PRECISAZIONE DELLA FONDAZIONE DRAGOTTO

“Con riferimento alle notizie riportate in data odierna secondo cui, in relazione all’evento ‘Un Magico Natale’ del 2023, la Fondazione Tommaso Dragotto avrebbe assegnato incarichi corruttivi ai collaboratori del Presidente dell’ARS (Sabrina De Capitani e Salvatore Pintaudi) si precisa che nessun incarico è mai stato conferito dalla Fondazione Tommaso Dragotto ai collaboratori del Presidente dell’ARS e che comunque né la scrivente, né la Fondazione hanno assolutamente compiuto alcun illecito”. Lo precisa in una nota Caterina Marcella Cannariato, Vicepresidente della Fondazione Dragotto, che ha personalmente coordinato l’evento.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Mieloma multiplo, un nuovo farmaco in regime di rimborsabilità

MILANO (ITALPRESS) – Un nuovo farmaco sviluppato da Pfizer, elranatamab, dà speranza ai pazienti adulti affetti da mieloma multiplo recidivato e refrattario. Dopo l’approvazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e la pubblicazione della determina (GU Serie Generale n. 114 del 19 maggio 2025) il farmaco innovativo è ora rimborsabile dal SSN. E’ approvato in monoterapia per i pazienti che abbiano ricevuto almeno 3 terapie precedenti, fra cui un agente immunomodulante, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD 38 e che abbiano dimostrato progressione della malattia dopo l’ultima terapia.
Elranatamab è un anticorpo monoclonale bispecifico umanizzato, una nuova classe di immunoterapie in grado di colpire simultaneamente due bersagli riattivando il sistema immunitario del paziente e colpendo selettivamente le cellule neoplastiche.
Elranatamab agisce con meccanismo d’azione innovativo e dà nuove prospettive a pazienti affetti da mieloma multiplo fortemente pretrattato e con una speranza di vita ormai limitata.
In Italia ogni anno quasi 6000 persone ricevono diagnosi di mieloma multiplo, tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo, le plasmacellule. L’incidenza è di 5 casi ogni 100mila abitanti, mentre nel mondo 106.000 decessi all’anno sono attribuiti al mieloma multiplo.
Pur non essendo un tumore guaribile, grazie a nuove terapie, la prospettiva di vita si è allungata e in alcuni casi supera i 10 anni dalla diagnosi quando, solo all’inizio degli anni 2000, la prospettiva era di circa un anno. Pur colpendo soprattutto gli anziani, l’età media della diagnosi è attorno ai 70 anni, sempre più spesso anche under 50 si ammalano.
Il mieloma multiplo, neoplasia ematologica complessa, porta alla proliferazione incontrollata di plasmacellule nel midollo osseo, ciò compromette progressivamente il sistema immunitario. I pazienti in terapia vedono solitamente remissioni della malattia seguite da ricadute e opzioni terapeutiche via via più limitate. Ecco perchè l’approvazione di elranatamab apre nuove prospettive: “Gli anticorpi monoclonali bispecifici, come elranatamab – ha detto il professor Benedetto Bruno, Direttore Ematologia Universitaria, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Presidio Molinette, Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute, UniTo – sono una delle più promettenti frontiere dell’immunoterapia nel mieloma multiplo: consentono infatti un’attivazione mirata delle cellule T contro le cellule tumorali e mostrano risultati incoraggianti anche nei pazienti con malattia refrattaria a più trattamenti”.
Fino ad oggi il paradigma terapeutico del mieloma multiplo si fondava su tre classi principali di farmaci: agenti immunomodulantanti (ImiDs), inibitori del proteasoma (Pls) e anticorpi monoclonali anti-CD38. “L’introduzione di un nuovo anticorpo bispecifico – ha detto la professoressa Maria Teresa Petrucci, Dirigente medico di Ematologia, Azienda Ospedaliera-Universitaria, Policlinico Umberto I di Roma – rappresenta un passo importante perchè abbiamo a disposizione un’opzione molto efficace e più gestibile. E’ indispensabile però che un approccio multidisciplinare accompagni il paziente lungo tutto il percorso”.
La rimborsabilità di elranatamab si è basata sui risultati dello studio registrativo MagnetisMM-3: “Lo studio – ha detto Barbara Capaccetti, Direttore medico di Pfizer Italia – ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza del farmaco. In più viene somministrato per via sottocutanea, quindi non abbiamo necessità di accessi venosi o di infusioni, come per altri farmaci. E’ importante anche la possibilità di poter modulare la schedule in quanto è somministrato inizialmente settimanalmente. Dopo 24 settimane si passa a una somministrazione ogni due settimane fino ad arrivare ad una somministrazione mensile. Si può facilmente immaginare il vantaggio sia per il paziente sia per il sistema sanitario, nonostante debba comunque essere somministrato in ambiente ospedaliero protetto”.

– foto f03/Italpress –

(ITALPRESS).

Mieloma multiplo, un nuovo farmaco in regime di rimborsabilità

MILANO (ITALPRESS) – Un nuovo farmaco sviluppato da Pfizer, elranatamab, dà speranza ai pazienti adulti affetti da mieloma multiplo recidivato e refrattario. Dopo l’approvazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e la pubblicazione della determina (GU Serie Generale n. 114 del 19 maggio 2025) il farmaco innovativo è ora rimborsabile dal SSN. E’ approvato in monoterapia per i pazienti che abbiano ricevuto almeno 3 terapie precedenti, fra cui un agente immunomodulante, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD 38 e che abbiano dimostrato progressione della malattia dopo l’ultima terapia.
Elranatamab è un anticorpo monoclonale bispecifico umanizzato, una nuova classe di immunoterapie in grado di colpire simultaneamente due bersagli riattivando il sistema immunitario del paziente e colpendo selettivamente le cellule neoplastiche.
Elranatamab agisce con meccanismo d’azione innovativo e dà nuove prospettive a pazienti affetti da mieloma multiplo fortemente pretrattato e con una speranza di vita ormai limitata.
In Italia ogni anno quasi 6000 persone ricevono diagnosi di mieloma multiplo, tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo, le plasmacellule. L’incidenza è di 5 casi ogni 100mila abitanti, mentre nel mondo 106.000 decessi all’anno sono attribuiti al mieloma multiplo.
Pur non essendo un tumore guaribile, grazie a nuove terapie, la prospettiva di vita si è allungata e in alcuni casi supera i 10 anni dalla diagnosi quando, solo all’inizio degli anni 2000, la prospettiva era di circa un anno. Pur colpendo soprattutto gli anziani, l’età media della diagnosi è attorno ai 70 anni, sempre più spesso anche under 50 si ammalano.
Il mieloma multiplo, neoplasia ematologica complessa, porta alla proliferazione incontrollata di plasmacellule nel midollo osseo, ciò compromette progressivamente il sistema immunitario. I pazienti in terapia vedono solitamente remissioni della malattia seguite da ricadute e opzioni terapeutiche via via più limitate. Ecco perchè l’approvazione di elranatamab apre nuove prospettive: “Gli anticorpi monoclonali bispecifici, come elranatamab – ha detto il professor Benedetto Bruno, Direttore Ematologia Universitaria, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Presidio Molinette, Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute, UniTo – sono una delle più promettenti frontiere dell’immunoterapia nel mieloma multiplo: consentono infatti un’attivazione mirata delle cellule T contro le cellule tumorali e mostrano risultati incoraggianti anche nei pazienti con malattia refrattaria a più trattamenti”.
Fino ad oggi il paradigma terapeutico del mieloma multiplo si fondava su tre classi principali di farmaci: agenti immunomodulantanti (ImiDs), inibitori del proteasoma (Pls) e anticorpi monoclonali anti-CD38. “L’introduzione di un nuovo anticorpo bispecifico – ha detto la professoressa Maria Teresa Petrucci, Dirigente medico di Ematologia, Azienda Ospedaliera-Universitaria, Policlinico Umberto I di Roma – rappresenta un passo importante perchè abbiamo a disposizione un’opzione molto efficace e più gestibile. E’ indispensabile però che un approccio multidisciplinare accompagni il paziente lungo tutto il percorso”.
La rimborsabilità di elranatamab si è basata sui risultati dello studio registrativo MagnetisMM-3: “Lo studio – ha detto Barbara Capaccetti, Direttore medico di Pfizer Italia – ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza del farmaco. In più viene somministrato per via sottocutanea, quindi non abbiamo necessità di accessi venosi o di infusioni, come per altri farmaci. E’ importante anche la possibilità di poter modulare la schedule in quanto è somministrato inizialmente settimanalmente. Dopo 24 settimane si passa a una somministrazione ogni due settimane fino ad arrivare ad una somministrazione mensile. Si può facilmente immaginare il vantaggio sia per il paziente sia per il sistema sanitario, nonostante debba comunque essere somministrato in ambiente ospedaliero protetto”.

– foto f03/Italpress –

(ITALPRESS).

Giovani, al via il Festival della Restanza e della Tornanza

ROMA (ITALPRESS) – Porre al centro i giovani, il futuro delle aree interne e la ricostruzione non solo fisica, ma anche sociale e culturale del Centro Italia. Questo l’obiettivo della prima edizione del Festival della Restanza e della Tornanza, in programma dal 20 al 22 giugno a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, presso il Parco della Pace. L’iniziativa è stata illustrata nella sala stampa di Palazzo Chigi alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e del giornalista e direttore artistico Stefano Zurlo.

spf/mgg/azn

Nuova fase eruttiva dell’Etna, attività esplosiva al Cratere di Sud-Est

CATANIA (ITALPRESS) – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che a partire dalle ore 23:25 UTC del 18 giugno, si osserva un’attività esplosiva al Cratere di Sud-Est. Il modello previsionale indica che un’eventuale nube eruttiva prodotta dall’attività in corso si disperderebbe verso nord.

La presenza della copertura nuvolosa limita l’osservazione dei dettagli dell’attività in corso. Alle ore 21:00 (UTC) circa di ieri, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato una tendenza all’incremento, pur se con andamento oscillante. Tale tendenza è risultata molto più evidente a partire dalle 02:00 (UTC) di oggi e alle 02:40 (UTC) i valori d’ampiezza hanno raggiunto un livello alto.

La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico, per motivi tecnici, al momento non è affidabile. L’ultima localizzazione affidabile poneva il centroide nell’area del cratere di Sud-Est. Anche la localizzazione degli eventi infrasonici è affetta da problemi tecnici, ma al momento è possibile, in ogni caso, osservare un incremento del numero di eventi infrasonici caratterizzati da una modesta ampiezza e presumibilmente localizzati al Cratere di Sud-Est. I dati della stazione dilatometrica DRUV e i dati disponibili della rete GNSS permanente non mostrano variazioni significative.

– foto d’archivio Angela Platania/IPA Agency –

(ITALPRESS).

Malagò “Mai chiesto il quarto mandato, Buonfiglio l’uomo giusto per il Coni”

ROMA (ITALPRESS) – Gli ultimi giorni. Come sempre intensi. Da dodici anni Giovanni Malagò è il numero 1 dello sport italiano, dalla prossima settimana non lo sarà più. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente del Coni parla della corsa alla sua successione, ma anche di tanto altro.

Si comincia dai candidati alla sua poltrona, da Luca Pancalli che ha spiegato che con lui il Coni “non avrà l’eccessiva personalizzazione” della gestione Malagò, non tanto distante dal ministro dello Sport, Andrea Abodi, che attende “un cambiamento di indirizzo che superi la dimensione personalistica”. “L’uscita di Pancalli è stata non solo poco elegante ma anche controproducente rispetto a chi dovrà votarlo. Non commento le parole di Abodi. Ho sempre lavorato al servizio dello sport italiano e dell’istituzione Coni”, la replica di Malagò che sottolinea di sostenere apertamente la candidatura di Luciano Buonfiglio, presidente della Fick. “Non esistono sottotraccia, non è questo il mio metodo. Le motivazioni del mio sostegno a Buonfiglio sono state espresse ai presidenti federali quando presi atto che non ero più candidabile. Ho molto apprezzato che la candidatura di Luciano sia sempre stata subordinata alla mancata possibilità di ricandidarmi. Di quella di Pancalli, invece, ho appreso dai giornali. Buonfiglio è presidente federale di lungo corso e di esperienza nazionale e internazionale: la sua candidatura è logica e coerente. Potrei telecomandarlo? Una cattiveria gratuita nei miei e nei suoi confronti: non vedo l’ora di dimostrare che non è così”.

In corsa anche l’85enne Franco Carraro. “È frutto della situazione particolare che si è creata con il tira e molla sul mio rinnovo, di un’incertezza che ha portato a gonfiare a dismisura anche il numero di candidati per la Giunta. Con Carraro ho un’amicizia antica, c’è un rapporto di stima”. Lui avrebbe voluto “Diana Bianchedi, avrei voluto Silvia Salis. Quando ho consultato i presidenti federali e ho capito che avrebbero votato solo uno di loro, con franchezza ho detto a Diana di lasciar perdere. Quanto a Salis ha fatto una scelta politica diversa e di successo diventando sindaco a Genova”.

Lascia il Coni con amarezza, avrebbe voluto chiudere dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina e sottoloinea: “Mai chiesto il quarto mandato, ma una proroga. Come vi sentireste se dopo 12 anni e in prossimità delle Olimpiadi vi dicessero che non siete prorogabili nemmeno per sei mesi mentre chi è alla guida del Comitato Paralimpico da un tempo doppio rispetto al vostro può candidarsi per il Coni? Dopo aver lavorato per sette anni a contatto con i miei colleghi dei comitati olimpici nazionali una proroga avrebbe dato continuità e permesso a loro di poter dialogare con lo stesso soggetto. Se il veto fosse stato posto subito, nulla da dire ma è stato introdotto dopo sei anni. Credo che chiunque si renda conto che non capita ogni giorno che un Paese organizzi le Olimpiadi e le Paralimpiadi in casa: è una situazione unica. Sono fatalista e sereno. Pensavo che la proroga sarebbe stata la soluzione giusta ma è andata così e sono focalizzato solo sul futuro”.

Secondo Malagò a remare contro “sicuramente Paolo Barelli, deputato, presidente della Federnuoto che ora sostiene Pancalli”. Anche con il numero 1 del tennis italiano, Binaghi, il rapporto è sempre stato difficile. “Barelli e Binaghi sono due eccellenti presidenti federali, risultati e numeri parlano per loro. Nella scorsa tornata elettorale sostenevano la candidatura di Di Rocco contro la mia, prima ancora quella di Pagnozzi. Hanno perso di brutto e capisco la loro delusione. Ma come puoi criticare il Coni o sostenere un candidato se per 4 anni non ti sei mai fatto vedere a una riunione del Consiglio Nazionale? Come può Pancalli dire che non c’è la politica dietro la sua candidatura quando Barelli sta lavorando ventre a terra per lui? Per Petrucci vanno coinvolti in Giunta? Ma sapete quante volte gliel’ho proposto? Ma non puoi fare politica dello sport stando fuori dal Coni. Io qui sono il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via. Lo faccio in maniera volontaristica da 12 anni. Le critiche si fanno partecipando”.

Ha sempre detto no alla politica. “Mi hanno proposto di tutto: deputato, senatore, membro dell’esecutivo. Fino ai miei 50 anni dovevo occuparmi delle aziende di famiglia ed era un impegno enorme. Da quando sono al Coni, penso solo al Coni: per altro non c’è spazio. Da marzo 2026 qualcosa potrebbe cambiare”.

Si parla di Malagò alla Roma, alla Ferrari e di tanto altro. “Posso essere onorato, lusingato, ma la priorità fino a marzo 2026 sono le Olimpiadi di Milano e Cortina. Poi, vedremo”. Calcio e F1 due passioni per il presidente del Coni e per tutti gli italiani, ma negli ultimi anni le gioie sono state pochissime. “Capisco la preoccupazione. Per la Nazionale, il 90% degli italiani, me compreso, era felice della scelta di Spalletti per il dopo Mancini. Oggi ci ritroviamo in una situazione di grande emergenza e la cosa che mi mette più tristezza è che manchi addirittura il fuoco sacro di andare a vestire la maglia della Nazionale. La Ferrari? Sono completamente coinvolto nella storia, mi dispiace tantissimo che non siamo particolarmente competitivi e mi limito a dire che la realtà industriale è eccellente sotto ogni punto di vista”.

Chiusura dedicata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con lui un grandissimo rapporto. “Due cose voglio dire. La prima è che non si può immaginare un capo dello Stato migliore e più vicino allo sport di lui. La seconda, non certo a livello personale, ma per questo mondo che ancora per qualche giorno rappresento, è: grazie presidente”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).