venerdì, Settembre 18, 2026
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Tentato omicidio di un connazionale, due cinesi arrestati a Milano

MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal GIP del Tribunale, nei confronti di due cinesi di 45 e 47 anni, accusati del tentato omicidio commesso in via Marsala, la sera del 26 marzo scorso, ai danni di un loro connazionale. I due indagati, provenienti dalla città di Prato, avrebbero atteso per alcune ore che la vittima (un imprenditore) rientrasse presso la sua abitazione. Dopo una colluttazione la vittima era riuscita a scappare, ma uno degli aggressori lo avrebbe inseguito sparandogli tre colpi di pistola, uno dei quali lo ha colpito di striscio alla testa.

L’indagine, condotta da personale della Squadra Mobile della Questura di Milano, è stata indirizzata, in una prima fase, all’acquisizione ed analisi degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona dell’agguato, grazie ai quali è stato possibile ricostruire tutte le fasi del delitto. All’identificazione dei presunti autori si è giunti, quindi, attraverso le tracce elettroniche lasciate dai loro dispositivi, combinandole con le immagini registrate la sera del tentato omicidio. Le indagini proseguono, per fare chiarezza sul movente, e anche con l’obiettivo di verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Gaza, “Almeno 16 morti vicino al centro di distribuzione degli aiuti”

ROMA (ITALPRESS) – Almeno 16 palestinesi sono stati uccisi e un centinaio sono rimasti feriti questa mattina a nord di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, mentre erano in attesa di ricevere gli aiuti umanitari. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui le vittime sarebbero state causate dal fuoco israeliano.

I resoconti dei media di Gaza non specificano se l’incidente sia avvenuto nei pressi di una zona di distribuzione degli aiuti gestita dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Al momento non vi sono commenti da parte dell’esercito israeliano.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Migranti, fermati 6 presunti scafisti in Calabria

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Polizia e Guardia di Finanza hanno fermato 6 persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nell’ambito degli sbarchi avvenuti tra il 6 e il 10 giugno nel porto di Roccella Jonica. Erano giunti presso il Porto delle Grazie numerosi migranti, anche minori, provenienti da Bangladesh, Egitto, Siria, Pakistan, India, Afghanistan, Iraq e Iran.

Le indagini sono state condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Siderno e dai Finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Roccella Jonica, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri. Grazie a perquisizioni mirate e grazie al supporto di interpreti si è riusciti a ricostruire nel dettaglio le fasi preparatorie della traversata e a individuare i presunti scafisti, consentendo anche di svelare la reale identità di alcune persone coinvolte, che avevano inizialmente fornito generalità false o incomplete, nel tentativo di sottrarsi alle indagini.

Determinanti sono state inoltre le testimonianze di diversi migranti che hanno fornito precise indicazioni sull’identità degli scafisti: 6 i soggetti di diverse nazionalità fermati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e gestione della navigazione delle imbarcazioni, partite dalle coste della Libia e della Turchia.

Gli inquirenti sottolineano in una nota “la proficua sinergia tra le Forze di Polizia e l’Autorità Giudiziaria” che ha consentito di contrastare efficacemente le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani, “anche grazie alla preziosa collaborazione dei migranti coinvolti”.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

129 feriti in Israele per i missili dell’Iran sull’ospedale di Beer Sheva, Katz “Khamenei non può esistere ancora”

ROMA (ITALPRESS) – Le autorità sanitarie israeliane hanno aggiornato il bilancio dell’attacco iraniano con missili lanciato su Israele a 129 feriti. In particolare, 89 sono i feriti a Holon e Ramat Gan, a sud di Tel Aviv, e 40 a Beersheva, dove è stato colpito l’ospedale di Soroka. Tre persone sono rimaste gravemente ferite nell’attacco.

I missili hanno preso di mira Tel Aviv, Holon e Ramat Gan. Uno dei missili ha colpito anche l’ospedale Soroka, a Beersheva, nel sud di Israele. Le immagini sui social mostrano un palazzo a Ramat Gan con le finestre distrutte. Le sirene d’allarme si sono attivate in tutto il Paese a causa del nuovo attacco.

Nel pomeriggio, la difesa aerea israeliana ha intercettato almeno dieci missili lanciati  dall’Iran. Il nuovo attacco ha fatto attivare le sirene d’allarme in tutto il nord di Israele. I servizi sanitari riferiscono che non vi sono state segnalazioni di persone ferite, al momento.

L’Iran ha così portato a termine con successo la quattordicesima ondata di attacchi contro Israele. Stamattina, il portavoce dell’Operazione “Vera Promessa 3” ha annunciato il lancio di missili superpesanti a lungo raggio contro Israele durante la tredicesima e la quattordicesima ondata di attacchi missilistici. Secondo i media iraniani, gli obiettivi dell’ultimo attacco erano il quartier generale del comando dell’esercito, il quartier generale dell’intelligence e un centro dell’esercito a Beer Sheva.

Il Comando del fronte interno delle Forze di difesa israeliane (Idf) conferma che l’Iran ha lanciato oggi almeno un missile balistico con una testata di bomba a grappolo verso il centro di Israele. La testata del missile si divide durante la discesa, a un’altitudine di circa 7 chilometri, scagliando circa 20 proiettili più piccoli in un raggio di circa 8 chilometri. I proiettili non hanno una propulsione propria e si disperdono casualmente al suolo. Una delle piccole munizioni ha colpito un’abitazione nella città centrale di Azor, causando danni equivalenti a quelli di un piccolo razzo, spiegano le Idf. Un funzionario militare israeliano citato dal quotidiano Times of Israel ha detto che un missile del genere rappresenta una minaccia per un’area molto più ampia rispetto alle altre testate di missili balistici iraniani, ma l’esplosione di ciascuna delle bombe a grappolo è molto più piccola.

ISRAELE REAGISCE, INIZIA LA CONTROFFENSIVA

Venti caccia da combattimento dell’Aeronautica militare israeliana hanno completato una nuova ondata di attacchi nell’Iran occidentale contro missili terra-terra e soldati delle forze armate iraniane. Lo ha riferito il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Effie Defrin, aggiungendo che i caccia hanno individuato il movimento di camion contenenti missili terra-terra e sono stati attaccati all’arrivo ai punti di lancio.

NETANYAHU “TEHERAN PAGHERA’ PREZZO PIENO”

“Esigeremo il prezzo pieno dai tiranni di Teheran” per l’attacco diretto di questa mattina contro l’ospedale Soroka, a Beer Sheva. Lo ha scritto sui social il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Questa mattina, i tiranni terroristi iraniani hanno lanciato missili contro l’ospedale Soroka di Beersheba e contro una popolazione civile nel centro di Israele”, ha aggiunto.

IL MINISTRO DELLA SALUTE ISRAELIANO “SUPERATA LA LINEA ROSSA”

L’attacco diretto dell’Iran all’ospedale di Soroka, nel sud di Israele, è stato “un atto di terrorismo e il superamento di una linea rossa. Un crimine di guerra perpetrato deliberatamente dal regime iraniano contro civili innocenti e contro équipe mediche impegnate a salvare vite umane”. Lo afferma il ministro della Salute israeliano, Uriel Buso, dopo che un missile iraniano ha colpito la struttura sanitaria provocando ingenti danni e diversi feriti. Il ministero della Salute “si è preparato in anticipo e, grazie alle azioni immediate che abbiamo intrapreso, è stato evitato un disastro gravissimo. Invito la popolazione a continuare a seguire le istruzioni del Comando del fronte interno. Salva vite umane”, ha aggiunto il ministro.

IL COMMENTO DEI MINISTRI KATZ E SA’AR

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha condannato il bombardamento missilistico lanciato dall’Iran questa mattina, in cui tre persone sono rimaste gravemente ferite e altre 60 in modo lieve. “Il codardo dittatore iraniano – la guida suprema Ali Khamenei – si trova nelle profondità del bunker protetto e sta sparando colpi mirati contro ospedali ed edifici residenziali in Israele. Si tratta di crimini di guerra della più grave specie, e Khamenei sarà ritenuto responsabile dei suoi crimini”, ha detto Katz, in una nota. Il ministro ha aggiunto: “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato all’ esercito di aumentare l’intensità degli attacchi contro obiettivi strategici in Iran e contro obiettivi governativi a Teheran, al fine di rimuovere le minacce provenienti dallo Stato di Israele e indebolire il regime degli ayatollah”.

“Un dittatore come Khamenei, che è a capo dell’Iran e ha inciso sulla sua bandiera la distruzione di Israele, non può continuare a esistere”, ha detto Katz definendo Khamenei “il moderno Hitler” e aggiungendo che “impedire la sua esistenza è uno degli obiettivi dell’operazione”.

Il regime iraniano ha lanciato un missile balistico contro un ospedale e prende deliberatamente di mira i civili, commettendo crimini di guerra. Così il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, dopo che un missili iraniani ha preso di mira l’ospedale Saroka a Bersheva.“ll regime iraniano non ha limiti. Abbiamo preso nota”, ha aggiunto.

L’IDF ATTACCA UN REATTORE NUCLEARE IRANIANO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) sarebbero vicine al punto di svolta della distruzione della metà dei lanciatori di missili balistici in Iran. Lo riferisce il quotidiano Jerusalem Post citando proprie fonti. Precedentemente, il portavoce delle Idf Effie Defrin ha detto che l’Aeronautica militare ha distrutto “centinaia” di lanciatori.

I dati potrebbero essere molto significativi perché c’è un probabile punto di svolta con circa il 50-70% dei danni ai lanciatori, circostanza che renderebbe impossibile lanciare più di 10-30 missili alla volta, aggiunge il quotidiano. Un minore numero di missili lanciati aumenta la capacità dei sistemi di difesa di intercettarli e abbatterli. Secondo le stime diffuse dai media l’Iran avrebbe a disposizione ancora circa 1.500 missili balistici, ma non è possibile verificare queste informazioni.

Le Iff hanno inoltre attaccato nella notte un reattore nucleare non attivo nella regione di Arak, nell’ovest dell’Iran, “nell’ambito degli attacchi e delle vaste operazioni delle Idf per danneggiare il programma di armi nucleari del regime iraniano”. Lo riferiscono su X le Idf, aggiungendo che è stata distrutta anche “la struttura che sigilla il reattore, che è un componente principale nella produzione di plutonio”. Nella notte, 40 caccia dell’Aeronautica militare israeliana hanno attaccato decine di obiettivi militari a Teheran e in altre zone dell’Iran con più di 100 munizioni, fa sapere l’esercito. “La costruzione del reattore di Arak iniziò nel 1997, ma non fu completata a causa dell’intervento della comunità internazionale. Il reattore è progettato per produrre plutonio ad alto rendimento, che consentirebbe l’acquisizione di armi nucleari. Alla luce di vari accordi, negli ultimi anni il regime iraniano ha promosso la conversione del reattore a un reattore a basso potenziale di produzione di plutonio, che non consentirebbe l’acquisizione di armi nucleari. Il regime ordinò deliberatamente di non completare la conversione, che avrebbe impedito il suo utilizzo come arma nucleare, per creare pressione sull’Occidente”, aggiungono nella nota le Idf.

Negli attacchi avvenuti nella notte, l’Aeronautica militare ha attaccato un sito utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari nella zona di Natanz, che ospita componenti e attrezzature uniche utilizzate per sviluppare armi nucleari e vi vengono sviluppati progetti che consentono di accelerare il programma di armi nucleari, affermano le Idf. I caccia hanno attaccato anche “i siti di produzione militare del regime iraniano, tra cui fabbriche di materie prime, componenti utilizzati per l’assemblaggio di missili balistici e siti per la creazione di missili e sistemi di difesa aerea iraniani”. Inoltre, batterie di difesa aerea, depositi di missili, radar e mezzi di rilevamento del regime iraniano sono stati distrutti dai caccia.

IN IRAN 18 ARRESTI, “SONO SPIE DEL MOSSAD”

Si registrano 18 persone arrestate con l’accusa di essere “agenti” del Mossad israeliano a Mashhad, in Iran. Mentre gli attacchi israeliani contro Teheran degli ultimi sette giorni hanno rivelato l’infiltrazione di numerosi agenti israeliani nel paese, le autorità iraniane hanno annunciato oggi l’arresto di 18 “agenti nemici” che stavano fabbricando droni nella città nord-orientale di Mashhad, secondo quanto riportato dai media iraniani.

UNA MILIZIA IRACHENA MINACCIA I CITTADINI STATUNITENSI

Una delle principali milizie sciite irachene appoggiata dall’Iran, Harakat al-Nujaba, ha minacciato di attaccare cittadini statunitensi nel caso in cui la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, venisse presa di mira nell’attuale conflitto tra Israele e Iran. “Nessun soldato, diplomatico o cittadino statunitense nella nostra regione sarà al sicuro. Tutti i vostri interessi, diretti e indiretti, diventeranno bersagli legittimi per noi, finché respireremo in questo mondo vile”, si legge nella dichiarazione. Le milizie irachene hanno mantenuto un basso profilo, sebbene abbiano lanciato tre droni contro la base di Ain al-Asad, che ospita truppe statunitensi nell’Iraq occidentale. I droni sono stati abbattuti e nessun ne ha rivendicato il lancio.

IL BILANCIO DELL’OPERAZIONE RISING LION

Dall’inizio dell’operazione “Rising Lion”, sono stati lanciati dall’Iran verso Israele oltre 400 missili e centinaia di droni e oltre 40 siti sono stati colpiti. Lo riferisce il bollettino della Direzione nazionale per la Diplomazia pubblica israeliana, aggiornato alle 9 di oggi (le 8 in Italia). Inoltre, 24 persone sono state uccise e 838 ferite, di cui 11 in gravi condizioni, 42 in condizioni moderate, 785 con ferite lievi. L’Autorità fiscale israeliana ha ricevuto dall’inizio dell’operazione lo scorso 13 giugno 22.932 richieste di risarcimento per danni, di cui 18.890 relative a edifici, 1.827 relative a veicoli e 2.215 relative ad altri beni. Oltre 5.000 persone sono state evacuate dalle loro case.

L’IDF COLPISCE ANCHE IN LIBANO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno “eliminato il comandante d’artiglieria nel settore Litani” del gruppo armato sciita libanese Hezbollah, Yassine Abdel Menhem Ezzeddine. Lo ha annunciato il portavoce per i media in arabo delle Idf, Avichay Adraee, secondo cui Ezzeddine è stato ucciso ieri in un attacco a Barich, nel Libano meridionale. Per le Idf, il miliziano di Hezbollah “era coinvolto in diversi piani per colpire Israele, oltre che nei tentativi di ricostituire le unità di artiglieria di Hezbollah”.

IN CISGIORDANIA DEMOLITA CASA DEL RESPONSABILE DI UN ATTENTATO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno demolito l’abitazione del palestinese Samer Hussein perché responsabile di un attacco terroristico avvenuto lo scorso novembre a Giti Avishar, in Cisgiordania, in cui 9 persone sono state ferite. Lo riportano i media locali. La demolizione della casa di chi compie un attacco terroristico fa parte della politica di deterrenza israeliana. Hussein, affiliato ad Hamas, ha aperto il fuoco su un autobus e a una fermata vicina dove si trovavano diversi soldati, ferendo cinque civili e quattro militari. È stato rapidamente eliminato dalle forze di sicurezza.

“Con il sostegno delle autorità competenti, la decisione di demolire l’abitazione del terrorista è stata presa nell’ambito della politica di deterrenza, in base alla quale chiunque compia un attacco terroristico di natura eccezionale, anche senza vittime, vedrà la propria abitazione demolita”, hanno dichiarato le Idf.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Nuova ondata di missili dall’Iran, colpito anche l’ospedale di Beer Sheva. Israele “Superata la linea rossa”

ROMA (ITALPRESS) – E’ di tre feriti gravi e almeno altre 34 persone contuse il bilancio della nuova ondata di missili lanciati dall’Iran su Israele. Lo riportano i media israeliani. I missili hanno preso di mira Tel Aviv, Holon e Ramat Gan. Uno dei missili ha colpito anche l’ospedale Soroka, a Beersheva, nel sud di Israele. Le immagini sui social mostrano un palazzo a Ramat Gan con le finestre distrutte. Le sirene d’allarme si sono attivate in tutto il Paese a causa del nuovo attacco.

L’Iran ha così portato a termine con successo la quattordicesima ondata di attacchi contro Israele. Stamattina, il portavoce dell’Operazione “Vera Promessa 3” ha annunciato il lancio di missili superpesanti a lungo raggio contro Israele durante la tredicesima e la quattordicesima ondata di attacchi missilistici. Secondo i media iraniani, gli obiettivi dell’ultimo attacco erano il quartier generale del comando dell’esercito, il quartier generale dell’intelligence e un centro dell’esercito a Beer Sheva.

NETANYAHU “TEHERAN PAGHERA’ PREZZO PIENO”

“Esigeremo il prezzo pieno dai tiranni di Teheran” per l’attacco diretto di questa mattina contro l’ospedale Soroka, a Beer Sheva. Lo ha scritto sui social il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Questa mattina, i tiranni terroristi iraniani hanno lanciato missili contro l’ospedale Soroka di Beersheba e contro una popolazione civile nel centro di Israele”, ha aggiunto.

IL MINISTRO DELLA SALUTE ISRAELIANO “SUPERATA LA LINEA ROSSA”

L’attacco diretto dell’Iran all’ospedale di Soroka, nel sud di Israele, è stato “un atto di terrorismo e il superamento di una linea rossa. Un crimine di guerra perpetrato deliberatamente dal regime iraniano contro civili innocenti e contro équipe mediche impegnate a salvare vite umane”. Lo afferma il ministro della Salute israeliano, Uriel Buso, dopo che un missile iraniano ha colpito la struttura sanitaria provocando ingenti danni e diversi feriti. Il ministero della Salute “si è preparato in anticipo e, grazie alle azioni immediate che abbiamo intrapreso, è stato evitato un disastro gravissimo. Invito la popolazione a continuare a seguire le istruzioni del Comando del fronte interno. Salva vite umane”, ha aggiunto il ministro.

IL COMMENTO DEI MINISTRI KATZ E SA’AR

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha condannato il bombardamento missilistico lanciato dall’Iran questa mattina, in cui tre persone sono rimaste gravemente ferite e altre 60 in modo lieve. “Il codardo dittatore iraniano – la guida suprema Ali Khamenei – si trova nelle profondità del bunker protetto e sta sparando colpi mirati contro ospedali ed edifici residenziali in Israele. Si tratta di crimini di guerra della più grave specie, e Khamenei sarà ritenuto responsabile dei suoi crimini”, ha detto Katz, in una nota. Il ministro ha aggiunto: “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato all’ esercito di aumentare l’intensità degli attacchi contro obiettivi strategici in Iran e contro obiettivi governativi a Teheran, al fine di rimuovere le minacce provenienti dallo Stato di Israele e indebolire il regime degli ayatollah”.

Il regime iraniano ha lanciato un missile balistico contro un ospedale e prende deliberatamente di mira i civili, commettendo crimini di guerra. Così il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, dopo che un missili iraniani ha preso di mira l’ospedale Saroka a Bersheva.“ll regime iraniano non ha limiti. Abbiamo preso nota”, ha aggiunto.

L’IDF ATTACCA UN REATTORE NUCLEARE IRANIANO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno attaccato nella notte un reattore nucleare non attivo nella regione di Arak, nell’ovest dell’Iran, “nell’ambito degli attacchi e delle vaste operazioni delle Idf per danneggiare il programma di armi nucleari del regime iraniano”. Lo riferiscono su X le Idf, aggiungendo che è stata distrutta anche “la struttura che sigilla il reattore, che è un componente principale nella produzione di plutonio”. Nella notte, 40 caccia dell’Aeronautica militare israeliana hanno attaccato decine di obiettivi militari a Teheran e in altre zone dell’Iran con più di 100 munizioni, fa sapere l’esercito. “La costruzione del reattore di Arak iniziò nel 1997, ma non fu completata a causa dell’intervento della comunità internazionale. Il reattore è progettato per produrre plutonio ad alto rendimento, che consentirebbe l’acquisizione di armi nucleari. Alla luce di vari accordi, negli ultimi anni il regime iraniano ha promosso la conversione del reattore a un reattore a basso potenziale di produzione di plutonio, che non consentirebbe l’acquisizione di armi nucleari. Il regime ordinò deliberatamente di non completare la conversione, che avrebbe impedito il suo utilizzo come arma nucleare, per creare pressione sull’Occidente”, aggiungono nella nota le Idf.

Negli attacchi avvenuti nella notte, l’Aeronautica militare ha attaccato un sito utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari nella zona di Natanz, che ospita componenti e attrezzature uniche utilizzate per sviluppare armi nucleari e vi vengono sviluppati progetti che consentono di accelerare il programma di armi nucleari, affermano le Idf. I caccia hanno attaccato anche “i siti di produzione militare del regime iraniano, tra cui fabbriche di materie prime, componenti utilizzati per l’assemblaggio di missili balistici e siti per la creazione di missili e sistemi di difesa aerea iraniani”. Inoltre, batterie di difesa aerea, depositi di missili, radar e mezzi di rilevamento del regime iraniano sono stati distrutti dai caccia.

IN IRAN 18 ARRESTI, “SONO SPIE DEL MOSSAD”

Si registrano 18 persone arrestate con l’accusa di essere “agenti” del Mossad israeliano a Mashhad, in Iran. Mentre gli attacchi israeliani contro Teheran degli ultimi sette giorni hanno rivelato l’infiltrazione di numerosi agenti israeliani nel paese, le autorità iraniane hanno annunciato oggi l’arresto di 18 “agenti nemici” che stavano fabbricando droni nella città nord-orientale di Mashhad, secondo quanto riportato dai media iraniani.

IL BILANCIO DELL’OPERAZIONE RISING LION

Dall’inizio dell’operazione “Rising Lion”, sono stati lanciati dall’Iran verso Israele oltre 400 missili e centinaia di droni e oltre 40 siti sono stati colpiti. Lo riferisce il bollettino della Direzione nazionale per la Diplomazia pubblica israeliana, aggiornato alle 9 di oggi (le 8 in Italia). Inoltre, 24 persone sono state uccise e 838 ferite, di cui 11 in gravi condizioni, 42 in condizioni moderate, 785 con ferite lievi. L’Autorità fiscale israeliana ha ricevuto dall’inizio dell’operazione lo scorso 13 giugno 22.932 richieste di risarcimento per danni, di cui 18.890 relative a edifici, 1.827 relative a veicoli e 2.215 relative ad altri beni. Oltre 5.000 persone sono state evacuate dalle loro case.

L’IDF COLPISCE ANCHE IN LIBANO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno “eliminato il comandante d’artiglieria nel settore Litani” del gruppo armato sciita libanese Hezbollah, Yassine Abdel Menhem Ezzeddine. Lo ha annunciato il portavoce per i media in arabo delle Idf, Avichay Adraee, secondo cui Ezzeddine è stato ucciso ieri in un attacco a Barich, nel Libano meridionale. Per le Idf, il miliziano di Hezbollah “era coinvolto in diversi piani per colpire Israele, oltre che nei tentativi di ricostituire le unità di artiglieria di Hezbollah”.

IN CISGIORDANIA DEMOLITA CASA DEL RESPONSABILE DI UN ATTENTATO

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno demolito l’abitazione del palestinese Samer Hussein perché responsabile di un attacco terroristico avvenuto lo scorso novembre a Giti Avishar, in Cisgiordania, in cui 9 persone sono state ferite. Lo riportano i media locali. La demolizione della casa di chi compie un attacco terroristico fa parte della politica di deterrenza israeliana. Hussein, affiliato ad Hamas, ha aperto il fuoco su un autobus e a una fermata vicina dove si trovavano diversi soldati, ferendo cinque civili e quattro militari. È stato rapidamente eliminato dalle forze di sicurezza.

“Con il sostegno delle autorità competenti, la decisione di demolire l’abitazione del terrorista è stata presa nell’ambito della politica di deterrenza, in base alla quale chiunque compia un attacco terroristico di natura eccezionale, anche senza vittime, vedrà la propria abitazione demolita”, hanno dichiarato le Idf.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Debutto vincente Juve al Mondiale per Club, Al Ain travolto 5-0

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il Mondiale per Club della Juventus non poteva cominciare meglio. Buona, anzi buonissima la prima dei bianconeri che all’Audi Field di Washington si presentano con un convincente 5-0 sugli emiratini dell’Al Ain: doppiette per Kolo Muani e Conceicao, timbra il cartellino anche Yildiz.
Al netto degli avversari tutt’altro che irresistibili, il percorso oltre Oceano dei bianconeri inizia dunque nel migliore dei modi. Tudor riparte con la difesa a tre che vede Savona centrale, davanti Kolo Muani è preferito a Vlahovic col supporto di Conceicao e Yildiz. E la scelta dell’ex Psg ripaga subito perchè dopo 11 minuti la Juve la sblocca: bella azione manovrata, cross dalla destra di Costa e Kolo Muani salta in cielo trovando il colpo di testa vincente. Il giovane portoghese, che nel finale di campionato aveva trovato sempre più spazio, conferma il suo momento positivo mettendoci lo zampino anche nel raddoppio (21′), quando sfonda in area e cadendo riesce a servire Conceicao, conclusione deviata da Rabia e palla in rete. Allo show partecipa anche Yildiz, con un destro chirurgico da fuori (31′) che si infila nell’angolino basso mentre nel recupero arriva il poker, ancora a firma di Kolo Muani: lancio di Thuram, l’attaccante francese scatta sul filo del fuorigioco, beffa Kouame e batte in uscita l’ex Roma e Atalanta Rui Patricio. L’Al Ain recita suo malgrado la parte dello sparring partner, affacciandosi solo timidamente dalle parti di Di Gregorio che per la prima vera parata della sua partita deve aspettare il quarto minuto della ripresa quando devia in angolo la botta di Laba. Ma a trovare il gol è ancora una volta la Juve (58′): splendido tocco di esterno di Kalulu per Conceicao, il portoghese va in area e rientra sul sinistro, siglando la sua prima doppietta in bianconero. Tudor può così gestire le forze e se già dopo l’intervallo erano entrati Weah e Douglas Luiz (che nel finale colpirà pure un palo), nel corso della ripresa trovano minuti anche Koopmeiners, Gatti e Vlahovic. Primi tre punti in tasca dunque, e ora testa a domenica quando a Philadelphia – alle 18 italiane – la Juve avrà di fronte il Wydad Casablanca, battuto ieri all’esordio dal Manchester City.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Il generale Spina lascia il Comando della Legione Carabinieri “Sicilia” per il nuovo incarico alla DCSA

PALERMO (ITALPRESS) – Il Generale di Divisione Giuseppe Spina, Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, ha salutato – presso il Comando Provinciale di Palermo – i Carabinieri in servizio nel Capoluogo e nella provincia, prima di lasciare l’incarico per assumere a Roma quello di Direttore della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno. Si tratta di una posizione di vertice che lo vedrà impegnato nell’alto coordinamento delle operazioni di contrasto al narcotraffico, svolte da tutte le Forze di Polizia italiane sia a livello nazionale che internazionale.

L’Alto Ufficiale è stato accolto nella storica Caserma “Giacinto Carini” dal Comandante Provinciale, Generale di Brigata Luciano Magrini e si è intrattenuto con una folta rappresentanza dei Carabinieri del Comando Provinciale, dei Reparti Speciali operanti nella provincia e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. A tutti loro, il Generale Spina, ha espresso pa­ro­le di vivo ap­prez­za­men­to per l’im­man­ca­bi­le de­di­zio­ne e la non co­mu­ne pro­fes­sio­na­li­tà con le quali svolgono quo­ti­dia­na­men­te il loro ser­vi­zio isti­tu­zio­na­le a tu­te­la del­la co­mu­ni­tà, con­tra­stan­do ogni for­ma di il­le­ga­li­tà.

In par­ti­co­la­re, nel cor­so del suo in­ter­ven­to, il Ge­ne­ra­le Spina si è detto lusingato e orgoglioso dei risultati operativi conseguiti, nell’ultimo biennio, dall’Arma dei Carabinieri nella provincia di Palermo e ha ricordato – tra le tante portate a termine – l’operazione di contrasto a cosa nostra “Grande Inverno”.

Il Comandante della Legione ha poi elogiato la ca­pa­ci­tà del­l’Ar­ma Palermitana, co­stan­te­men­te sup­por­ta­ta da­gli as­set­ti spe­cia­liz­za­ti, di af­fron­ta­re con la mas­si­ma at­ten­zio­ne le esi­gen­ze di si­cu­rez­za del ter­ri­to­rio, sottolineando come sia di fron­te agli even­ti de­lit­tuo­si più gra­vi, che agli epi­so­di di cri­mi­na­li­tà co­mu­ne, le don­ne e gli uo­mi­ni del Co­man­do Pro­vin­cia­le di Palermo abbiano sempre saputo dare alla cit­ta­di­nan­za una ri­spo­sta im­me­dia­ta ed ef­fi­ca­ce, troppo spesso -purtroppo – anche a sca­pi­to del­la pro­pria in­co­lu­mi­tà per­so­na­le. Al ri­guar­do, il Ge­ne­ra­le Spi­na ha elogiato lo spi­ri­to di sa­cri­fi­cio dei suoi Ca­ra­bi­nie­ri, espri­men­do la sua pro­fon­da vi­ci­nan­za a tut­ti i mi­li­ta­ri che sono sta­ti fe­ri­ti nel cor­so del ser­vi­zio.

A conclusione dell’incontro, ha pre­so la pa­ro­la il Co­man­dan­te Pro­vin­cia­le che a nome di tut­to il per­so­na­le, ha for­mu­la­to al Ge­ne­ra­le Spina le più vive felicitazioni per l’in­ca­ri­co di in­di­scus­so ri­lie­vo che lo at­ten­de, sot­to­li­nean­do come gli im­por­tan­ti ri­sul­ta­ti ope­ra­ti­vi ot­te­nu­ti dal­l’Ar­ma di Palermo sia­no sta­ti pos­si­bi­li an­che gra­zie alla sua costante e premurosa guida nonché al clima di serenità nel quale i Carabinieri della provincia hanno potuto operare.

– foto ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

Esordio positivo per Inzaghi con l’Al-Hilal, Real Madrid fermato sull’1-1 al Mondiale per Club

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Inizia con un pareggio contro il Real Madrid all’esordio nel Mondiale per club l’avventura di Simone Inzaghi alla guida dell’Al-Hilal. A Miami finisce 1-1, con la squadra spagnola che ha fallito un rigore al 92′ con Valverde.

La formazione dell’ex tecnico dell’Inter sembra all’altezza del blasonato Real e si rende pericolosa diverse volte nei primi 45′ di gioco, anche se è la squadra di Xabi Alonso (anche lui all’esordio) a passare in vantaggio al 34′ grazie alla rete di Gonzalo. La reazione dell’Al-Hilal non si fa attendere ed il pari arriva al 41′ grazie ad un penalty trasformato da Ruben Neves. Nella ripresa, Real subito pericoloso ma è la traversa a negare il vantaggio, poi i cambi da una parte e dall’altra non rompono l’equilibrio fino al 92′ quando un rigore potrebbe regalare la vittoria al Real Madrid ma Valverde si fa ipnotizzare dal portiere Bono che respinge il tiro dello spagnolo e finisce 1-1.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Italia e Tunisia insieme per iniziative a sostegno delle persone con autismo

TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – “Accompagnato dall’Ambasciatore Alessandro Prunas, il Presidente del Progetto Filippide, Nicola Pintus, ha incontrato il Ministro della Gioventù e dello Sport Mourali e il Ministro degli Affari Sociali Lahmar per la definizione di iniziative congiunte a sostegno delle persone con autismo. Italia e Tunisia lavorano fianco a fianco per promuovere la tutela e l’inclusione sociale dei più vulnerabili”. Così su Facebook l’Ambasciata d’Italia in Tunisia.

– foto Ambasciata d’Italia in Tunisia –

(ITALPRESS).

Ceccardi “Iran vera minaccia per Israele e per il mondo intero”

Ceccardi

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Iran è la vera minaccia per l’esistenza di Israele, ma anche per il mondo intero, perché possiede la minaccia nucleare”. Così l’europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi.

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