giovedì, Ottobre 29, 2026
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Coripet, i produttori italiani di reggetta aderiscono alla nuova filiera del riciclo

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(Adnkronos) – Tutte le aziende produttrici di reggette in Pet e Pp hanno già presentato domanda di adesione a Coripet, ottenendo l’accoglimento della richiesta da parte del Consorzio. Un’adesione che testimonia la volontà del comparto di dotarsi di un sistema organizzato per la raccolta e il riciclo di questi imballaggi, valorizzando l’esperienza maturata da Coripet nella gestione del ciclo chiuso delle bottiglie in Pet. Alla base della scelta delle imprese vi è proprio il modello bottle-to-bottle, che ha dimostrato come sia possibile costruire una filiera capace di collegare la produzione degli imballaggi alla loro raccolta e al successivo riciclo, trasformando il rifiuto in materia prima seconda da reimpiegare nel ciclo produttivo. Un modello che i produttori di reggette intendono ora replicare secondo il principio “da reggetta a reggetta”, con l’obiettivo di recuperare il materiale utilizzato e destinarlo alla produzione di nuovi imballaggi della stessa tipologia. 

La decisione delle aziende si inserisce anche nel percorso di adeguamento al PPWR, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, applicabile dal 12 agosto 2026, che introduce requisiti progressivamente più stringenti in materia di riciclabilità e utilizzo di materiale riciclato. In questo scenario, poter contare su una filiera strutturata, tracciabile ed efficiente per la gestione del fine vita degli imballaggi rappresenta un elemento strategico per le imprese, chiamate a garantire nel tempo la conformità dei propri prodotti alle nuove disposizioni europee. Il progetto avrà una connotazione prevalentemente industriale. A differenza delle bottiglie per bevande, le reggette vengono infatti utilizzate e accumulate soprattutto nei luoghi di produzione, nei poli logistici, nei centri di distribuzione e nelle strutture della grande distribuzione organizzata. 

 

L’ingresso dei produttori nel sistema Coripet rappresenta quindi il primo passo verso la costruzione di una filiera dedicata, in grado di coniugare le esigenze industriali del comparto con gli obiettivi europei di economia circolare. “Come produttori di reggetta in Pet possiamo dire di essere nati sostenibili, utilizzando fin dall’inizio Pet da riciclo (di altri prodotti), quando la sostenibilità non era ancora un obbligo istituzionale ma una scelta di valore, che conciliava etica ed economia – afferma Laura Pauletto, export manager Itistrap – Il nuovo progetto di Coripet ci ha entusiasmato subito, rappresentando un altro importante passo in avanti nella direzione che abbiamo sempre seguito”.  

“Abbiamo finalmente una proposta concreta per valorizzare i nostri prodotti con un riciclo virtuoso – aggiunge Mario Spiller, Baer Plast – offrendo importanti benefici ambientali e trasformando i materiali di scarto da problemi di smaltimento a preziose risorse industriali riutilizzabili”. “Mi fa particolarmente piacere che tanti colleghi abbiano scelto di aderire in tempi così rapidi a questo progetto – dice Massimiliano Ubertini, direttore di stabilimento di Messersì Packaging – È il segnale di un comparto industriale che ha compreso l’importanza di affrontare insieme le sfide poste dall’economia circolare e dalle nuove normative europee. L’esperienza di Coripet nel bottle-to-bottle ci offre un modello concreto dal quale partire per costruire una filiera altrettanto efficace per le reggette. L’obiettivo è dare nuova vita ai nostri prodotti, trasformando un imballaggio a fine utilizzo in una risorsa da reimpiegare nei processi produttivi”. “Per noi di Lapic – sottolinea l’amministratore Edo Di Goro – aderire a questo percorso significa contribuire concretamente allo sviluppo di una filiera sempre più sostenibile, valorizzando il riciclo delle reggette e promuovendo un modello di economia circolare capace di trasformare i materiali a fine vita in nuove risorse”.  

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economia

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Tenta di dare fuoco all’ex moglie con alcool e accendino: arrestato a Bari

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(Adnkronos) – Con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia, a Bari la Polizia ha arrestato un pregiudicato che è accusato di aver tentato di dare fuoco alla ex moglie, lo scorso 9 ottobre. La squadra mobile ha eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari, in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari.  

Quel giorno gli agenti sono intervenuti nel centro di Bari dove era stato segnalato, da parte di un uomo con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, un tentativo di dare fuoco alla ex moglie, prima cospargendola con alcool etilico su tutto il corpo e poi utilizzando un accendino che era caduto proprio nel momento in cui provava ad alimentare il fuoco dal pavimento. Ne è nata una breve colluttazione. 

La donna, presa dallo sconforto e stanca delle continue vessazioni, avrebbe raccolto l’accendino e lei stessa avrebbe tentato di darsi fuoco. Solo l’intervento della sorella ha impedito la tragedia perché con rapidità ha utilizzato acqua per evitare conseguenze. La Polizia ha acquisito la denuncia ed ha esaminato dei filmati che avevano ripreso l’intera scena. Poi ha ricostruito i numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subìti dalla donna già quando conviveva con l’indagato, maltrattamenti compiuti anche in presenza dei due figli minori. L’informativa ha portato all’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato rintracciato nella sua abitazione e poi accompagnato in carcere. 

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cronaca

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Il Premio Dona compie 20 anni, edizione 2026 dedicata all’inventiva capace di leggere il cambiamento

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(Adnkronos) – Il ‘Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori’ il più importante evento sui consumi nel panorama italiano, festeggia i suoi vent’anno con un’edizione dedicata all’inventiva, giocando già dall’argomento del convegno con questo importante anniversario. L’inventiva non è semplicemente la creatività, ma è piuttosto la capacità di leggere il cambiamento, mettere in discussione modelli consolidati e immaginare strade nuove anche quando quelle tradizionali sembrano funzionare ancora. Per i consumatori è la risorsa che può decretare il successo nelle relazioni di consumo basate sull’ascolto del cliente. L’inventiva nasce quando l’azienda smette di comportarsi ‘come si è sempre fatto’ e inizia a chiedersi ‘come potrebbe essere fatto meglio’. Ma inventiva significa anche ripartire, reinventarsi e forse, più di ogni altra cosa, cominciare un viaggio alla scoperta di ciò che abbiamo di più importante in un’epoca di velocità sfrenata e intelligenza artificiale: un viaggio alla scoperta dei perché profondi della nostra esistenza e della nostra anima. 

“Per i consumatori – afferma Massimiliano Dona, presidente di Unione nazionale consumatori – l’inventiva è la risorsa che decide il successo nei rapporti di consumo, perché passa dall’ascolto del cliente. Non si tratta di semplice creatività, ma della capacità di leggere il cambiamento, mettere in discussione i modelli consolidati e immaginare percorsi nuovi, anche quando quelli tradizionali funzionano ancora. In un tempo fatto di velocità e di intelligenza artificiale, inventiva significa anche ripartire, reinventarsi e intraprendere un viaggio verso il perchè più profondo della nostra esistenza. Con questa ventesima edizione i nostri ospiti ci mostrano come può generare valore economico, sociale e, soprattutto, umano”. 

Per Nicolò Andreula, economista, consulente strategico e corporate trainer, “l’inventiva è una competenza, anche se non sembra, è qualcosa che ha ognuno di noi e va solamente accesa, esercitata, coltivata, con coraggio e disciplina; ed è esattamente quella che, insieme ai sussidi, alle infrastrutture, può fare la differenza per far fare il salto di qualità a tante aziende, nel sud come nel nord”. 

 

“L’inventiva – spiega Martina Caironi, campionessa paralimpica – è una risorsa che nasce dall’urgenza. Fin da bambina la curiosità guidava la mia costante voglia di esplorare lo sconosciuto. A soli 18 anni, un incidente ha stravolto ogni certezza: ho capito che servivano forza e inventiva per affrontare a testa alta questo nuovo mondo che mi si proponeva. La voglia di vivere mi ha spinto a riadattarmi, a reinventare i gesti quotidiani; poi è arrivato lo sport, anzi è tornato da me. Imparare a correre e saltare con una protesi ultratecnologica richiede ascolto, fantasia e coraggio. Sono diventata una ‘donna bionica’, gareggiando ai massimi livelli e raccogliendo enormi soddisfazioni. Ma oltre ai trofei, ciò che resta è lo spirito di creazione: trovare il la soluzione spingendosi oltre la nostra comfort zone è qualcosa che, come nello sport, si può allenare. Ed è ciò che inviterò tutti quanti a fare”. 

“L’inventiva – sostiene Francesco Oggiano, news creator – per me è la curiosità: è la consapevolezza di accettare che ci sia un mondo diverso da quello che sappiamo. E magari il desiderio di immaginarne uno nuovo”. Rick Du Fer, filosofo, autore, divulgatore, ricorda: “Dentro la parola inventiva che dà il titolo a questo evento c’è l’invenzione, certo, ma c’è anche qualcosa di più, nascosto. Per inventare, infatti, bisogna prima smettere di dare qualcosa per scontato. Ogni invenzione, in fondo, è una piccola rottura. Le vere innovazioni nascono quasi sempre da qualcuno che si ferma davanti a un gesto ordinario e si chiede: ‘Ma perché lo facciamo così? Deve per forza essere così?”. 

“La gentilezza – sottolinea Daniel Lumera, autore e biologo naturalista – è una delle forze più potenti e rivoluzionarie a nostra disposizione. La Biologia della gentilezza ne dimostra le basi neurobiologiche svelando cosa accade al nostro corpo, alla nostra mente e alla società quando scegliamo consapevolmente di prenderci cura della vita in maniera gentile. Le convincenti ragioni per scegliere la gentilezza in tempi difficili, attraverso un viaggio tra neuroscienze, biologia e psicologia per comprendere in pratica come possa influenzare positivamente la salute, la gestione dello stress, le relazioni e il benessere collettivo. Ogni gesto gentile può diventare un piccolo atto di trasformazione, capace di generare effetti che si propagano ben oltre chi lo compie e chi lo riceve. In un’epoca segnata da solitudine, competizione e polarizzazione, abbiamo bisogno di riconoscere nella gentilezza una competenza da educare, una responsabilità sociale e una scelta evolutiva. Perché la vera rivoluzione del nostro tempo potrebbe iniziare proprio da qui: riscoprire che prenderci cura degli altri significa anche prenderci cura di noi stessi e del mondo che abitiamo”. 

 

Il Premio Vincenzo Dona è stata anche l’occasione per consegnare i riconoscimenti a chi nel corso dell’anno si è distinto per il suo impegno a favore dei consumatori. Ad aggiudicarsi il premio 2026, nella sezione ‘Personalità’ è Benedetta Giovanola, co-titolare cattedra Unesco ‘Ethics of AI and Practical Wisdom’. Per il suo contributo alla riflessione sull’etica dell’intelligenza artificiale e per l’impegno a favore di un’innovazione che resti al servizio della persona, riferimento prezioso per consumatori e imprese. 

Ad aggiudicarsi il Premio Dona 2026 nella sezione stampa è il giornalista e news creator Francesco Oggiano, ‘per essere stato tra i precursori di un nuovo modo di fare comunicazione sempre dalla parte delle persone, grazie ad una straordinaria capacità di raccontare utilizzando stili e canali diversi innovativi’. 

Il Premio per la miglior tesi di laurea in materia di tutela del consumatore è andato a Chiara Mennilli dell’Università di Pavia con una tesi dal titolo: ‘Consumer protection in the European Union in the era of globalisation: legal evolution and practical perspectives’. 

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lavoro/dati

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Primo ambulatorio pediatrico in Italia dedicato alla miopia al Bambino Gesù sede di Palidoro

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(Adnkronos) – Un problema per oltre 2 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni: è la miopia, un difetto della vista che in Italia interessa circa una persona su quattro. Un fenomeno in forte crescita, soprattutto tra bambini e adolescenti, che comporta un aumento delle forme più gravi e del rischio di complicanze oculari nell’età adulta. Una crescita legata anche ai cambiamenti degli stili di vita: più tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e computer, meno attività all’aria aperta. Per affrontare questo problema di salute pubblica, il Bambino Gesù attiva nella sede di Palidoro il primo ambulatorio dedicato esclusivamente alla miopia all’interno di un ospedale pediatrico italiano. Il nuovo servizio permetterà di seguire nel tempo i giovani pazienti con percorsi specialistici personalizzati e interventi mirati a rallentare la progressione del difetto visivo. “La miopia non è soltanto un difetto della vista da correggere con gli occhiali, ma una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute degli occhi in età adulta Intervenire durante l’infanzia per rallentarne la progressione significa proteggere la vista degli adulti di domani”, spiega il professor Luca Buzzonetti, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Bambino Gesù. 

La miopia è un difetto della vista che rende difficile mettere a fuoco gli oggetti lontani, generalmente causato da un eccessivo allungamento del bulbo oculare. Compare soprattutto tra i 6 e i 14 anni e tende a peggiorare durante la crescita. Nelle forme più gravi può provocare, in età adulta, complicanze come il distacco della retina, la maculopatia miopica e il glaucoma, con conseguenze anche gravi sulla capacità visiva. Le dimensioni del fenomeno sono destinate a crescere ulteriormente: entro il 2050 quasi 5 miliardi di persone, circa metà della popolazione mondiale, potrebbero essere miopi. Accanto alla predisposizione genetica, un ruolo importante è svolto dagli stili di vita: trascorrere molte ore davanti agli schermi o svolgere attività che richiedono una visione ravvicinata è associato a un maggior rischio di miopia, mentre il tempo trascorso all’aria aperta rappresenta un fattore protettivo. Tra i segnali da non sottovalutare ci sono la difficoltà a leggere la lavagna, la tendenza a strizzare gli occhi per vedere da lontano o ad avvicinarsi eccessivamente al televisore. Una visita oculistica permette di diagnosticare precocemente il disturbo e monitorarne l’evoluzione. 

 

Il nuovo ambulatorio di Palidoro garantirà una presa in carico specialistica e continuativa dei bambini e degli adolescenti miopi, per individuare i casi a maggior rischio di progressione e adottare le strategie più appropriate per rallentarla. Si tratta di un ambulatorio di secondo livello: i pazienti con diagnosi confermata di miopia durante una visita presso il servizio di Oculistica dell’ospedale saranno indirizzati direttamente dagli specialisti al nuovo percorso dedicato. I controlli, con cadenza semestrale o annuale, saranno programmati sulla base dell’età del paziente, della velocità di progressione della miopia e della presenza di eventuali fattori di rischio. Attraverso esami diagnostici specifici sarà possibile seguire nel tempo l’evoluzione del difetto visivo e valutare, caso per caso, le opzioni terapeutiche disponibili. Accanto alla tradizionale correzione con occhiali o lenti a contatto, oggi esistono infatti trattamenti farmacologici e soluzioni ottiche specifiche che, secondo le evidenze scientifiche, possono rallentare la progressione della miopia in una percentuale significativa dei pazienti.  

L’obiettivo non è eliminare un difetto visivo già presente, ma limitarne l’aggravamento durante la crescita e ridurre il rischio di sviluppare miopie di grado elevato, associate a maggiori complicanze nell’età adulta. Il nuovo servizio contribuirà inoltre alla raccolta sistematica di informazioni cliniche ed epidemiologiche, particolarmente importanti in un Paese come l’Italia, dove mancano ancora dati sufficientemente solidi sulla diffusione e sull’evoluzione della miopia in età pediatrica. “Oggi – sottolinea Buzzonetti – disponiamo di strumenti diagnostici e opzioni terapeutiche che possono aiutarci a rallentare la progressione della miopia. Ma è fondamentale intervenire anche sulle abitudini quotidiane. Favorire le attività all’aria aperta e limitare l’uso prolungato e ravvicinato dei dispositivi elettronici può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare il disturbo, mentre i controlli oculistici permettono di individuarlo precocemente e seguirne l’evoluzione”. 

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cronaca

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Omicidio Jhoanna Quintanilla, ergastolo per il compagno Gonzalez Rivas

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(Adnkronos) –
Ergastolo per Pablo Gonzalez Rivas, 50 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere della compagna Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby sitter di 40 anni colpita a morte il 25 gennaio 2025 all’interno del loro monolocale di piazza dei Daini, in zona Bicocca a Milano. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’Assise di Milano presieduta da Antonella Bertoja. 

L’uomo denunciò la scomparsa della compagna dopo sette giorni e il corpo, messo in un valigia, fu ritrovato nel fiume l’Adda, all’altezza del comune di Zelo Buon Persico in provincia di Lodi, solo il 2 marzo oltre un mese dopo la scomparsa. Interrogato, aveva sostenuto di aver ucciso la donna involontariamente, ossia di averle spezzato il collo durante un gioco erotico. Versione che non ha mai convinto gli inquirenti: per l’autopsia la donna sarebbe stata picchiata, prima di essere soffocata.  

Applausi e lacrime in aula quando è stata pronunciata la sentenza. Le amiche della donna hanno mostrato alcuni cartelli con il volo sorridente di Johanna e la scritta ‘stop femminicidio’. “E’ la condanna giusta, non solo per lei ma per tutte le donne che non meritano di essere uccise. Mi dispiace che lui non sia qui, in questa aula, a sentire la sua condanna” dice Marlen. “Lui pensava che non avesse amiche, invece, noi siamo qui, siamo una comunità e siamo qui per dire che le donne non si toccano neanche con un dito”, aggiunge con la voce tremante. 

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cronaca

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Mattarella: “Non guardare ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione”

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(Adnkronos) – “Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili. Dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del lavoro. 

“Occorre – ha aggiunto il capo dello Stato – uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”. 

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politica

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Inps, la proattività al servizio di famiglie e imprese: progetto per digitalizzare domande congedo maternità

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(Adnkronos) – Semplificare l’accesso al congedo di maternità, riducendo gli adempimenti a carico delle lavoratrici e delle imprese attraverso l’utilizzo delle informazioni già disponibili nelle banche dati dell’Istituto. È l’obiettivo del progetto Inps di digitalizzazione delle domande di congedo di maternità, presentato oggi a Bologna nel corso di un convegno organizzato presso la Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa, che coinvolge alcune realtà imprenditoriali del territorio nella fase di sperimentazione, rientra nel programma di sviluppo dei servizi proattivi dell’Istituto. Il nuovo modello prevede la predisposizione automatica delle pratiche a partire dal certificato telematico di gravidanza, utilizzando le informazioni già acquisite dall’Inps, con l’obiettivo di superare la necessità di presentare una specifica domanda da parte della lavoratrice. 

Ad aprire il convegno, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni professionali, è stato Francesco Ricci, Direttore regionale Inps Emilia-Romagna, che ha dichiarato: “Questo progetto, che ha al centro la genitorialità, conferma l’importanza del ruolo che l’Istituto riveste sul territorio, quale attore e promotore di innovazione e coesione sociale; l’iniziativa consente di continuare il percorso di semplificazione dei servizi e di consolidare il rapporto di collaborazione con le imprese che hanno aderito, alle quali esprimo un ringraziamento”. I lavori, aperti e moderati da Elena Zatelli, dirigente della Direzione regionale, sono proseguiti con l’intervento di Maria Sciarrino, Direttore centrale Ammortizzatori sociali, che ha illustrato finalità e modalità operative della sperimentazione, sottolineandone il significato per il rapporto tra l’Istituto e le lavoratrici: “Con la sperimentazione di Bologna l’Inps compie un nuovo passo verso servizi più semplici e proattivi. Il progetto parte dal certificato telematico di gravidanza e utilizza i dati già disponibili per predisporre automaticamente la pratica, superando l’onere della domanda a carico della lavoratrice”. 

Un cambiamento che riguarda anche l’organizzazione del lavoro: “L’obiettivo – ha spiegato Sciarrino – è ridurre gli adempimenti e le attività ripetitive, consentendo alle Sedi di concentrarsi sui casi più complessi. Non solo innovazione tecnologica, dunque, ma un cambiamento concreto nel rapporto con le persone: un Istituto che non attende la domanda, ma si attiva per accompagnare le lavoratrici nell’accesso alla tutela”. Il confronto si è concentrato anche sull’utilizzo delle informazioni contributive per rendere più efficienti i procedimenti amministrativi. Sul tema è intervenuto Antonio Pone, Direttore generale vicario e Direttore centrale Entrate contributive, che ha approfondito il ruolo dei flussi informativi nella digitalizzazione dei servizi. “Utilizzare proattivamente le informazioni fornite dal flusso UniEmens per semplificare l’accesso a una prestazione importante come il congedo di maternità: questo l’obiettivo della sperimentazione presentata oggi. – ha aggiunto Pone – L’Inps tratta informazioni esclusivamente in formato digitale. Ciò lo rende in grado di massimizzare le possibilità di uso proattivo e di semplificazione”. 

 

Il convegno è proseguito con gli interventi di Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione, Fabio Cappello, Direttore provinciale Inps Bologna, e Cinzia Nolletti, dirigente della Direzione centrale Ammortizzatori sociali, dedicati agli aspetti tecnologici, organizzativi e gestionali del progetto. Proprio sul versante tecnologico, D’Angelo ha indicato nella connessione delle informazioni la chiave per semplificare la vita di lavoratrici e imprese: “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla. Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. Meno burocrazia e un accesso più semplice alle tutele: ecco il valore concreto della tecnologia”. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti del mondo produttivo e delle professioni: Rita Ghedini, Presidente di Legacoop Bologna, l’avvocato Massimo Montorzi, dell’Area Relazioni industriali e lavoro di Confindustria Emilia – Area Centro, e Lorenzo Fabbri, Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Bologna. La giornata si è conclusa con gli interventi delle imprese che hanno manifestato la propria disponibilità a partecipare alla sperimentazione e con un confronto aperto tra i relatori e i partecipanti sulle modalità di attuazione del progetto. 

Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato il valore del progetto: “Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo. Con la virtualizzazione del congedo di maternità l’Inps compie un passo che segna un’epoca, perché non attende più la domanda ma la anticipa, e accompagna la lavoratrice dal primo certificato di gravidanza fino alla tutela piena, senza moduli, senza attese, senza sportelli. È questo il welfare che abbiamo in mente, un’istituzione che conosce le persone e si muove prima che siano loro a doverla cercare. La proattività non è uno slogan ma un metodo, e lo applichiamo là dove pesa di più, nel momento in cui una donna diventa madre e non deve essere costretta a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Partiamo dall’Emilia-Romagna, terra di impresa e di innovazione sociale, per consegnare presto questo modello a tutto il Paese. Perché la natalità si sostiene con i fatti, e il primo fatto è uno Stato che arriva in tempo”. La sperimentazione avviata a Bologna consentirà di verificare sul campo un modello di gestione del congedo di maternità basato sull’integrazione delle informazioni già in possesso dell’Inps, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e rendere più immediato l’accesso alla prestazione. 

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economia

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Ascolti tv, 20 ottobre: testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti

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(Adnkronos) –
La fiction ‘Tutto l’Amore che Resta’, in onda su Rai1, è stato il programma più visto del prime time con 2.757.000 spettatori ed il 15.3% di share. Subito dietro ‘Zelig 30’ su Canale 5, con 1.802.000 spettatori e il 14.8% di share. Ottimo terzo posto per ‘DiMartedì’ su La7, con 1.640.000 spettatori e il 10.7% di share (548.000 spettatori e il 9% nella parte finale chiamata DiMartedì Più).  

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Verità Nascoste’ su Rete4 (presentazione 1.102.000 spettatori, share 5.4%, programma 1.021.000 spettatori, share 8.5%), ‘Aftermath – In trappola’ su Italia1 (852.000 spettatori, share 4.9%), ‘X Factor’ su Tv8 (769.000 spettatori, share 5.9%), ‘Filorosso’ su Rai3 (presentazione 432.000 spettatori, share 2.2%, programma 379.000 spettatori, share 2.8%), ‘Negramaro – Una storia ancora semplice’ su Rai2 (presentazione 377.000 spettatori, share 1.9%, programma 355.000 spettatori, share 2.5%), ‘Alive – I Sopravvissuti delle Ande’ sul Nove (189.000 spettatori, share 1.3%).  

In access prime time, testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti: su Rai1, dopo ‘Cinque Minuti’ (4.309.000 spettatori, share 21.6%), ‘Affari Tuoi’ ha ottenuto 4.479.000 spettatori con il 21.3% di share; su Canale5, dopo ‘Gira La Ruota della Fortuna’ (3.738.000 spettatori, share 18.4%), ‘La Ruota della Fortuna’ ha registrato 4.513.000 spettatori con il 21.6% di share. Nella stessa fascia, molto bene su La7 ‘Otto e Mezzo’ con 1.828.000 spettatori e l’8.7% di share. 

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spettacoli

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Villafranca, dieci scuole al Salone dell’Orientamento: sabato 24 ottobre al Palazzetto

Il Salone dell’Orientamento scolastico riunisce istituti superiori e scuole di formazione professionale di Villafranca, Valeggio, Mozzecane e Verona. Sabato 24 ottobre il Palazzetto di via della Speranza sarà aperto dalle 9 alle 19; il momento inaugurale è previsto alle 10.

Sabato 24 ottobre a Villafranca di Verona si terrà il Salone dell’Orientamento scolastico, promosso dal Comune e dall’assessorato all’Istruzione. L’appuntamento è al Palazzetto dello Sport di via della Speranza, con apertura dalle 9 alle 19 e inaugurazione alle 10.

La giornata riunisce dieci realtà della scuola superiore e della formazione professionale. L’offerta comprende istituti di Villafranca e del territorio circostante, insieme a scuole con sede a Verona: un quadro di possibilità per chi sta valutando il percorso di studi successivo alla scuola secondaria di primo grado.

Salone dell’Orientamento a Villafranca: gli istituti partecipanti

Per Villafranca saranno presenti il liceo statale Enrico Medi, l’istituto superiore Carlo Anti, l’istituto Ettore Bolisani, lo Stefani-Bentegodi e la scuola di formazione professionale Engim. Sono cinque le realtà cittadine elencate dal Comune nel programma della manifestazione.

Da Valeggio sul Mincio parteciperà l’istituto Luigi Carnacina; da Mozzecane l’istituto di formazione professionale Casa Nazareth. Completano il gruppo tre realtà veronesi: la scuola di formazione professionale Canossiana, la scuola di estetica Luniklef e Formedil Verona, Scuola edile di Verona.

Il Salone accosta quindi liceo, istituti superiori e percorsi di formazione professionale in un’unica sede. L’elenco permette alle famiglie di individuare le scuole rappresentate prima di raggiungere il Palazzetto e di organizzare la visita nell’arco delle dieci ore di apertura.

Lavoro, trasparenza salariale: le 10 cose da sapere sullo stipendio prima di sostenere un colloquio di lavoro

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(Adnkronos) – Quanto guadagnerò? Quali benefit sono previsti? Come posso negoziare il livello di stipendio dando il giusto valore alle mie competenze? Il recruiter può chiedere informazioni sul salario attuale o su quelli precedenti? Parlare e discutere di retribuzione è da sempre uno dei passaggi più delicati nel percorso di selezione, ma anche uno dei più importanti per compiere scelte consapevoli e coerenti con la propria professionalità. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 96/2026 di recepimento della direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva, i candidati acquisiscono nuove tutele fondamentali: dal diritto di conoscere la ral in anticipo, al divieto per i recruiter di indagare sui compensi passati. Un quadro normativo che ridefinisce in maniera sensibile le dinamiche di selezione e richiede nuove competenze negoziali a candidati e datori di lavoro. 

“La trasparenza salariale – dichiara Arnaldo Carignano, Senior director Talent Direction di Randstad Italia – è destinata a trasformare in profondità il mercato del lavoro, ponendo finalmente al centro le esigenze di chiarezza e consapevolezza di chi cerca un’occupazione. Per i candidati, poter conoscere in anticipo la fascia retributiva, comprendere i criteri con cui vengono valutati i meriti e valutare l’intero pacchetto di benefit significa potersi orientare con massima trasparenza, negoziare alla pari ed effettuare scelte di carriera basate sul proprio reale valore di mercato”.  

“Allo stesso tempo, per le aziende la vera sfida è trasformare quello che può apparire come un mero adempimento normativo in una straordinaria leva di Employer Branding e vantaggio competitivo: passare da un semplice obbligo di compliance a politiche Hr chiare, eque e fondate sulle competenze è la chiave per costruire fiducia e attrarre i migliori talenti”, aggiunge. 

 

Randstad Italia ha realizzato un decalogo con 10 consigli pratici per orientare i candidati nella valutazione della proposta retributiva durante il processo di selezione. 

1. Informarsi sulla retribuzione prevista. La nuova normativa impone che negli annunci di lavoro siano indicati la retribuzione iniziale o la fascia retributiva di riferimento per la posizione, definite sulla base di criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere. Conoscere questi dati consente di valutare in anticipo se l’opportunità sia coerente con le proprie aspettative e di affrontare il colloquio con consapevolezza. 

2. Conoscere il proprio valore sul mercato. Prima di affrontare la selezione, è utile informarsi sulle retribuzioni mediamente associate al ruolo, al settore, all’area geografica e al livello di esperienza. Una panoramica chiara del mercato consente di affrontare la trattativa con maggiore autorevolezza. 

 

3. Non concentrarsi soltanto sulla Ral. La retribuzione annua lorda è un indicatore importante, ma non esaustivo: premi di risultato, welfare aziendale, buoni pasto, assicurazioni, previdenza integrativa e altre componenti possono incidere sul valore complessivo dell’offerta. 

4. Capire come funzionano bonus e premi. Se la proposta include una componente variabile, è importante approfondire i criteri di calcolo, la frequenza di erogazione e gli obiettivi da raggiungere. Questo permette di valutare con trasparenza la reale accessibilità del totale stimato.  

5. Sapere che lo stipendio attuale non è il punto di partenza. Il divieto per i datori di lavoro di indagare sui compensi passati cambia il punto di partenza: il confronto economico deve focalizzarsi unicamente sulle competenze del candidato, sulle responsabilità del ruolo e sul valore della posizione aperta, senza condizionamenti storici, che potrebbero indurre a negoziazioni al ribasso. 

 

6. Approfondire il contratto applicato. La normativa prevede che gli annunci e i bandi riportino le informazioni pertinenti sul contratto collettivo applicato alla posizione. Durante il colloquio è utile approfondire anche questi aspetti, dal livello di inquadramento alle principali condizioni contrattuali, per valutare correttamente la proposta: a parità di Ral, infatti, istituti differenti come ferie, straordinari o malattia possono cambiare il valore effettivo della posizione per la quale ci si è candidati.  

7. Prepararsi a negoziare con argomenti concreti. Prima della selezione è utile definire le proprie aspettative economiche, individuando un intervallo retributivo realistico. La richiesta va sostenuta con elementi concreti: competenze chiave, traguardi professionali misurabili e grado di aderenza ai requisiti della posizione.  

8. Informarsi sulle opportunità di crescita, anche economica. Lo stipendio iniziale è un punto di partenza. È utile chiedere quali opportunità di sviluppo professionale siano previste e come funzionino i sistemi di valutazione, le revisioni retributive e i percorsi di avanzamento. La nuova normativa rafforza la trasparenza sui criteri utilizzati per determinare le retribuzioni e la progressione economica dando rilievo al valore della professionalità collegata al trattamento. 

 

9. Valutare anche flessibilità e benessere. Smart working, flessibilità oraria, tempi di spostamento, ferie e possibilità di conciliare vita privata e professionale incidono sulla qualità complessiva di un’offerta. Una retribuzione più elevata non coincide necessariamente con la scelta professionale più adatta per la persona. In fase di colloquio sarà importante approfondire anche questi aspetti. 

10. Chiedere un’offerta chiara e completa prima di decidere. Prima di accettare, è importante verificare per iscritto le principali condizioni economiche e contrattuali: RAL, eventuale parte variabile, benefit, inquadramento, sede di lavoro e altre condizioni rilevanti. Una scelta professionale consapevole si costruisce a partire da informazioni chiare, complete e verificabili. 

 

 

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