giovedì, Ottobre 29, 2026
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Mattarella: “Non guardare ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione”

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(Adnkronos) – “Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili. Dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del lavoro. 

“Occorre – ha aggiunto il capo dello Stato – uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”. 

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politica

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Inps, la proattività al servizio di famiglie e imprese: progetto per digitalizzare domande congedo maternità

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(Adnkronos) – Semplificare l’accesso al congedo di maternità, riducendo gli adempimenti a carico delle lavoratrici e delle imprese attraverso l’utilizzo delle informazioni già disponibili nelle banche dati dell’Istituto. È l’obiettivo del progetto Inps di digitalizzazione delle domande di congedo di maternità, presentato oggi a Bologna nel corso di un convegno organizzato presso la Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa, che coinvolge alcune realtà imprenditoriali del territorio nella fase di sperimentazione, rientra nel programma di sviluppo dei servizi proattivi dell’Istituto. Il nuovo modello prevede la predisposizione automatica delle pratiche a partire dal certificato telematico di gravidanza, utilizzando le informazioni già acquisite dall’Inps, con l’obiettivo di superare la necessità di presentare una specifica domanda da parte della lavoratrice. 

Ad aprire il convegno, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni professionali, è stato Francesco Ricci, Direttore regionale Inps Emilia-Romagna, che ha dichiarato: “Questo progetto, che ha al centro la genitorialità, conferma l’importanza del ruolo che l’Istituto riveste sul territorio, quale attore e promotore di innovazione e coesione sociale; l’iniziativa consente di continuare il percorso di semplificazione dei servizi e di consolidare il rapporto di collaborazione con le imprese che hanno aderito, alle quali esprimo un ringraziamento”. I lavori, aperti e moderati da Elena Zatelli, dirigente della Direzione regionale, sono proseguiti con l’intervento di Maria Sciarrino, Direttore centrale Ammortizzatori sociali, che ha illustrato finalità e modalità operative della sperimentazione, sottolineandone il significato per il rapporto tra l’Istituto e le lavoratrici: “Con la sperimentazione di Bologna l’Inps compie un nuovo passo verso servizi più semplici e proattivi. Il progetto parte dal certificato telematico di gravidanza e utilizza i dati già disponibili per predisporre automaticamente la pratica, superando l’onere della domanda a carico della lavoratrice”. 

Un cambiamento che riguarda anche l’organizzazione del lavoro: “L’obiettivo – ha spiegato Sciarrino – è ridurre gli adempimenti e le attività ripetitive, consentendo alle Sedi di concentrarsi sui casi più complessi. Non solo innovazione tecnologica, dunque, ma un cambiamento concreto nel rapporto con le persone: un Istituto che non attende la domanda, ma si attiva per accompagnare le lavoratrici nell’accesso alla tutela”. Il confronto si è concentrato anche sull’utilizzo delle informazioni contributive per rendere più efficienti i procedimenti amministrativi. Sul tema è intervenuto Antonio Pone, Direttore generale vicario e Direttore centrale Entrate contributive, che ha approfondito il ruolo dei flussi informativi nella digitalizzazione dei servizi. “Utilizzare proattivamente le informazioni fornite dal flusso UniEmens per semplificare l’accesso a una prestazione importante come il congedo di maternità: questo l’obiettivo della sperimentazione presentata oggi. – ha aggiunto Pone – L’Inps tratta informazioni esclusivamente in formato digitale. Ciò lo rende in grado di massimizzare le possibilità di uso proattivo e di semplificazione”. 

 

Il convegno è proseguito con gli interventi di Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione, Fabio Cappello, Direttore provinciale Inps Bologna, e Cinzia Nolletti, dirigente della Direzione centrale Ammortizzatori sociali, dedicati agli aspetti tecnologici, organizzativi e gestionali del progetto. Proprio sul versante tecnologico, D’Angelo ha indicato nella connessione delle informazioni la chiave per semplificare la vita di lavoratrici e imprese: “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla. Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. Meno burocrazia e un accesso più semplice alle tutele: ecco il valore concreto della tecnologia”. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti del mondo produttivo e delle professioni: Rita Ghedini, Presidente di Legacoop Bologna, l’avvocato Massimo Montorzi, dell’Area Relazioni industriali e lavoro di Confindustria Emilia – Area Centro, e Lorenzo Fabbri, Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Bologna. La giornata si è conclusa con gli interventi delle imprese che hanno manifestato la propria disponibilità a partecipare alla sperimentazione e con un confronto aperto tra i relatori e i partecipanti sulle modalità di attuazione del progetto. 

Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato il valore del progetto: “Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo. Con la virtualizzazione del congedo di maternità l’Inps compie un passo che segna un’epoca, perché non attende più la domanda ma la anticipa, e accompagna la lavoratrice dal primo certificato di gravidanza fino alla tutela piena, senza moduli, senza attese, senza sportelli. È questo il welfare che abbiamo in mente, un’istituzione che conosce le persone e si muove prima che siano loro a doverla cercare. La proattività non è uno slogan ma un metodo, e lo applichiamo là dove pesa di più, nel momento in cui una donna diventa madre e non deve essere costretta a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Partiamo dall’Emilia-Romagna, terra di impresa e di innovazione sociale, per consegnare presto questo modello a tutto il Paese. Perché la natalità si sostiene con i fatti, e il primo fatto è uno Stato che arriva in tempo”. La sperimentazione avviata a Bologna consentirà di verificare sul campo un modello di gestione del congedo di maternità basato sull’integrazione delle informazioni già in possesso dell’Inps, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e rendere più immediato l’accesso alla prestazione. 

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economia

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Ascolti tv, 20 ottobre: testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti

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(Adnkronos) –
La fiction ‘Tutto l’Amore che Resta’, in onda su Rai1, è stato il programma più visto del prime time con 2.757.000 spettatori ed il 15.3% di share. Subito dietro ‘Zelig 30’ su Canale 5, con 1.802.000 spettatori e il 14.8% di share. Ottimo terzo posto per ‘DiMartedì’ su La7, con 1.640.000 spettatori e il 10.7% di share (548.000 spettatori e il 9% nella parte finale chiamata DiMartedì Più).  

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘Verità Nascoste’ su Rete4 (presentazione 1.102.000 spettatori, share 5.4%, programma 1.021.000 spettatori, share 8.5%), ‘Aftermath – In trappola’ su Italia1 (852.000 spettatori, share 4.9%), ‘X Factor’ su Tv8 (769.000 spettatori, share 5.9%), ‘Filorosso’ su Rai3 (presentazione 432.000 spettatori, share 2.2%, programma 379.000 spettatori, share 2.8%), ‘Negramaro – Una storia ancora semplice’ su Rai2 (presentazione 377.000 spettatori, share 1.9%, programma 355.000 spettatori, share 2.5%), ‘Alive – I Sopravvissuti delle Ande’ sul Nove (189.000 spettatori, share 1.3%).  

In access prime time, testa a testa tra Stefano De Martino e Gerry Scotti: su Rai1, dopo ‘Cinque Minuti’ (4.309.000 spettatori, share 21.6%), ‘Affari Tuoi’ ha ottenuto 4.479.000 spettatori con il 21.3% di share; su Canale5, dopo ‘Gira La Ruota della Fortuna’ (3.738.000 spettatori, share 18.4%), ‘La Ruota della Fortuna’ ha registrato 4.513.000 spettatori con il 21.6% di share. Nella stessa fascia, molto bene su La7 ‘Otto e Mezzo’ con 1.828.000 spettatori e l’8.7% di share. 

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spettacoli

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Villafranca, dieci scuole al Salone dell’Orientamento: sabato 24 ottobre al Palazzetto

Il Salone dell’Orientamento scolastico riunisce istituti superiori e scuole di formazione professionale di Villafranca, Valeggio, Mozzecane e Verona. Sabato 24 ottobre il Palazzetto di via della Speranza sarà aperto dalle 9 alle 19; il momento inaugurale è previsto alle 10.

Sabato 24 ottobre a Villafranca di Verona si terrà il Salone dell’Orientamento scolastico, promosso dal Comune e dall’assessorato all’Istruzione. L’appuntamento è al Palazzetto dello Sport di via della Speranza, con apertura dalle 9 alle 19 e inaugurazione alle 10.

La giornata riunisce dieci realtà della scuola superiore e della formazione professionale. L’offerta comprende istituti di Villafranca e del territorio circostante, insieme a scuole con sede a Verona: un quadro di possibilità per chi sta valutando il percorso di studi successivo alla scuola secondaria di primo grado.

Salone dell’Orientamento a Villafranca: gli istituti partecipanti

Per Villafranca saranno presenti il liceo statale Enrico Medi, l’istituto superiore Carlo Anti, l’istituto Ettore Bolisani, lo Stefani-Bentegodi e la scuola di formazione professionale Engim. Sono cinque le realtà cittadine elencate dal Comune nel programma della manifestazione.

Da Valeggio sul Mincio parteciperà l’istituto Luigi Carnacina; da Mozzecane l’istituto di formazione professionale Casa Nazareth. Completano il gruppo tre realtà veronesi: la scuola di formazione professionale Canossiana, la scuola di estetica Luniklef e Formedil Verona, Scuola edile di Verona.

Il Salone accosta quindi liceo, istituti superiori e percorsi di formazione professionale in un’unica sede. L’elenco permette alle famiglie di individuare le scuole rappresentate prima di raggiungere il Palazzetto e di organizzare la visita nell’arco delle dieci ore di apertura.

Lavoro, trasparenza salariale: le 10 cose da sapere sullo stipendio prima di sostenere un colloquio di lavoro

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(Adnkronos) – Quanto guadagnerò? Quali benefit sono previsti? Come posso negoziare il livello di stipendio dando il giusto valore alle mie competenze? Il recruiter può chiedere informazioni sul salario attuale o su quelli precedenti? Parlare e discutere di retribuzione è da sempre uno dei passaggi più delicati nel percorso di selezione, ma anche uno dei più importanti per compiere scelte consapevoli e coerenti con la propria professionalità. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 96/2026 di recepimento della direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva, i candidati acquisiscono nuove tutele fondamentali: dal diritto di conoscere la ral in anticipo, al divieto per i recruiter di indagare sui compensi passati. Un quadro normativo che ridefinisce in maniera sensibile le dinamiche di selezione e richiede nuove competenze negoziali a candidati e datori di lavoro. 

“La trasparenza salariale – dichiara Arnaldo Carignano, Senior director Talent Direction di Randstad Italia – è destinata a trasformare in profondità il mercato del lavoro, ponendo finalmente al centro le esigenze di chiarezza e consapevolezza di chi cerca un’occupazione. Per i candidati, poter conoscere in anticipo la fascia retributiva, comprendere i criteri con cui vengono valutati i meriti e valutare l’intero pacchetto di benefit significa potersi orientare con massima trasparenza, negoziare alla pari ed effettuare scelte di carriera basate sul proprio reale valore di mercato”.  

“Allo stesso tempo, per le aziende la vera sfida è trasformare quello che può apparire come un mero adempimento normativo in una straordinaria leva di Employer Branding e vantaggio competitivo: passare da un semplice obbligo di compliance a politiche Hr chiare, eque e fondate sulle competenze è la chiave per costruire fiducia e attrarre i migliori talenti”, aggiunge. 

 

Randstad Italia ha realizzato un decalogo con 10 consigli pratici per orientare i candidati nella valutazione della proposta retributiva durante il processo di selezione. 

1. Informarsi sulla retribuzione prevista. La nuova normativa impone che negli annunci di lavoro siano indicati la retribuzione iniziale o la fascia retributiva di riferimento per la posizione, definite sulla base di criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere. Conoscere questi dati consente di valutare in anticipo se l’opportunità sia coerente con le proprie aspettative e di affrontare il colloquio con consapevolezza. 

2. Conoscere il proprio valore sul mercato. Prima di affrontare la selezione, è utile informarsi sulle retribuzioni mediamente associate al ruolo, al settore, all’area geografica e al livello di esperienza. Una panoramica chiara del mercato consente di affrontare la trattativa con maggiore autorevolezza. 

 

3. Non concentrarsi soltanto sulla Ral. La retribuzione annua lorda è un indicatore importante, ma non esaustivo: premi di risultato, welfare aziendale, buoni pasto, assicurazioni, previdenza integrativa e altre componenti possono incidere sul valore complessivo dell’offerta. 

4. Capire come funzionano bonus e premi. Se la proposta include una componente variabile, è importante approfondire i criteri di calcolo, la frequenza di erogazione e gli obiettivi da raggiungere. Questo permette di valutare con trasparenza la reale accessibilità del totale stimato.  

5. Sapere che lo stipendio attuale non è il punto di partenza. Il divieto per i datori di lavoro di indagare sui compensi passati cambia il punto di partenza: il confronto economico deve focalizzarsi unicamente sulle competenze del candidato, sulle responsabilità del ruolo e sul valore della posizione aperta, senza condizionamenti storici, che potrebbero indurre a negoziazioni al ribasso. 

 

6. Approfondire il contratto applicato. La normativa prevede che gli annunci e i bandi riportino le informazioni pertinenti sul contratto collettivo applicato alla posizione. Durante il colloquio è utile approfondire anche questi aspetti, dal livello di inquadramento alle principali condizioni contrattuali, per valutare correttamente la proposta: a parità di Ral, infatti, istituti differenti come ferie, straordinari o malattia possono cambiare il valore effettivo della posizione per la quale ci si è candidati.  

7. Prepararsi a negoziare con argomenti concreti. Prima della selezione è utile definire le proprie aspettative economiche, individuando un intervallo retributivo realistico. La richiesta va sostenuta con elementi concreti: competenze chiave, traguardi professionali misurabili e grado di aderenza ai requisiti della posizione.  

8. Informarsi sulle opportunità di crescita, anche economica. Lo stipendio iniziale è un punto di partenza. È utile chiedere quali opportunità di sviluppo professionale siano previste e come funzionino i sistemi di valutazione, le revisioni retributive e i percorsi di avanzamento. La nuova normativa rafforza la trasparenza sui criteri utilizzati per determinare le retribuzioni e la progressione economica dando rilievo al valore della professionalità collegata al trattamento. 

 

9. Valutare anche flessibilità e benessere. Smart working, flessibilità oraria, tempi di spostamento, ferie e possibilità di conciliare vita privata e professionale incidono sulla qualità complessiva di un’offerta. Una retribuzione più elevata non coincide necessariamente con la scelta professionale più adatta per la persona. In fase di colloquio sarà importante approfondire anche questi aspetti. 

10. Chiedere un’offerta chiara e completa prima di decidere. Prima di accettare, è importante verificare per iscritto le principali condizioni economiche e contrattuali: RAL, eventuale parte variabile, benefit, inquadramento, sede di lavoro e altre condizioni rilevanti. Una scelta professionale consapevole si costruisce a partire da informazioni chiare, complete e verificabili. 

 

 

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Continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori, tir e trattori in corteo a Campobasso

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Continua la protesta di trasportatori e agricoltori, che questa mattina 21 ottobre sono arrivati con i loro mezzi in centro a Campobasso: il corteo è composto da mezzi pesanti e veicoli agricoli. L’iniziativa, promossa con lo slogan ‘Insieme per il nostro futuro’, punta a richiamare l’attenzione su caro vita, difficoltà del comparto agricolo e l’aumento dei costi che gravano sul settore dei trasporti.

Turismo, quando il viaggio prosegue nell’interior design che racconta il sapere artigianale e fa vivere un’esperienza

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(Adnkronos) – Arredi e materiali esclusivamente made in Italy per raccontare un territorio attraverso il design degli interni di una struttura ricettiva, offrendo a chi vi soggiorna l’esperienza autentica del sapere artigiano. Un viaggio che prosegue negli spazi che parlano di tradizione e identità, reinterpretata attraverso un linguaggio contemporaneo. E’ così che un luogo di ospitalità può valorizzare il patrimonio artigianale e il turismo luxury generare valore per il territorio. Da queste premesse nasce il progetto di Villa U Mari, struttura situata nella Sicilia sud-orientale dal design minimalista, disponibile in affitto per un massimo di 8 ospiti, che si definisce ‘rifugio scultoreo’. 

A parlarne, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, è Rachel Schilirò, interior architect con una lunga esperienza nella progettazione d’interni, che ha sviluppato l’interior design e il concept cromatico e materico delle ville di Flowcube Tourism in Sicilia. Il suo approccio parte dall’identità del luogo e dal dialogo con l’architettura per sviluppare ambienti contemporanei attraverso materiali, colori, arredi, vegetazione e atmosfera. Al centro del suo lavoro la convinzione che l’interior design non debba limitarsi alla dimensione estetica, ma contribuire a definire il modo in cui uno spazio viene percepito, vissuto e ricordato. 

 

Il Made in Italy non è soltanto un prodotto, ma un insieme di cultura, territorio e saper fare. In che modo un progetto architettonico può diventare un’espressione contemporanea dell’identità italiana e, in particolare, siciliana?
 

“Per me, essere contemporanei non significa cancellare l’identità di un luogo, ma trovare un linguaggio nuovo per raccontarla. La Sicilia ha un’identità fortissima: nella luce, nei colori, nei materiali, nella vegetazione e nel rapporto con il paesaggio. Il concept architettonico sviluppato da Cottone + Indelicato con Villa U Mari parte proprio da questo rapporto con il territorio. Il mio lavoro sull’interior design è nato dal dialogo con l’architettura, sviluppandone la dimensione interna attraverso il concept cromatico e materico, gli arredi e l’atmosfera degli spazi. Non volevo creare interni che dichiarassero continuamente ‘siamo in Sicilia’. Mi interessava qualcosa di più sottile: fare in modo che la Sicilia si percepisse. Credo che anche questa capacità di reinterpretare un’identità senza trasformarla in folklore sia una delle qualità più interessanti del Made in Italy contemporaneo”. 

Materiali, superfici, colori e dettagli hanno un ruolo centrale nell’esperienza di chi soggiorna in una struttura. Quanto è importante oggi il dialogo con l’artigianato locale per trasformare un luogo di ospitalità in un’esperienza autenticamente italiana?
 

“È fondamentale, perché uno spazio non si percepisce soltanto con gli occhi. Lo viviamo attraverso la materia, le superfici, la luce, i colori e gli oggetti che tocchiamo. Nel progetto abbiamo lavorato proprio su questa dimensione sensoriale. Il concept cromatico e materico nasce dall’osservazione del territorio e dalla volontà di creare un legame naturale tra ciò che si percepisce all’esterno e l’atmosfera degli interni. L’artigianato può aggiungere a questo racconto qualcosa di molto prezioso: l’unicità. Ma trovo importante utilizzarlo in chiave contemporanea, non come elemento folkloristico. Il vero valore del saper fare italiano sta nella possibilità di mettere una competenza antica al servizio di idee nuove”. 

Il turista contemporaneo sembra cercare sempre più esperienze legate al territorio, alla sua storia e alle sue competenze. Può il turismo diventare uno strumento concreto per valorizzare e mantenere vivo il patrimonio dell’artigianato italiano?
 

“Sì, perché credo che oggi il vero lusso sia sempre più legato all’unicità dell’esperienza. Chi viaggia non cerca soltanto un luogo bello, ma qualcosa che non potrebbe vivere esattamente nello stesso modo altrove. Una struttura ricettiva può diventare una porta d’ingresso alla cultura di un territorio. Materiali, lavorazioni, arredi, oggetti e persino la vegetazione possono raccontarlo in maniera molto immediata. Anche la vegetazione scelta per i patii, per esempio, è stata considerata come parte dell’interior design. In questo caso, non abbiamo cercato di riprodurre la vegetazione del paesaggio circostante: le piante sono state scelte per il carattere che conferiscono a questi spazi, per le forme, le proporzioni e per il modo in cui dialogano con materiali e luce. Il patio diventa così quasi una stanza a cielo aperto, con una propria atmosfera. Il turismo può quindi aiutare l’artigianato e le competenze locali non soltanto conservandole, ma dando loro nuove occasioni di espressione. Per mantenere viva una tradizione, bisogna permetterle anche di evolvere”. 

Questa villa mette in relazione architettura, paesaggio e tradizione siciliana, reinterpretandoli attraverso un linguaggio contemporaneo. È questa, secondo voi, una delle chiavi per rendere il Made in Italy competitivo nel turismo internazionale senza trasformarlo in un semplice esercizio di nostalgia?
 

“Assolutamente sì. Il rischio, quando si lavora in un territorio con un’identità così forte, è trasformarlo in una cartolina. A me interessava esattamente il contrario. Non abbiamo cercato di ‘sicilianizzare’ gli interni aggiungendo simboli riconoscibili, ma di lavorare sulle sensazioni: colori, materia, luce, arredi, vegetazione. Sono elementi che possono creare un legame con il luogo in maniera molto più sofisticata. Credo che questo sia importante anche per un pubblico internazionale. Le persone vogliono riconoscere il luogo nel quale si trovano, ma non necessariamente attraverso una rappresentazione letterale della tradizione. Il Made in Italy può essere estremamente contemporaneo proprio perché ha radici molto profonde. La sfida è non limitarsi a mostrarle, ma utilizzarle per creare qualcosa di nuovo”. 

Se immaginiamo il soggiorno come un viaggio che continua anche dentro gli spazi della struttura ricettiva, quale ruolo possono avere artigiani, designer, architetti e produttori locali nel costruire un’esperienza turistica capace di raccontare davvero l’Italia e generare valore per il territorio?
 

“Credo che un buon progetto nasca quando architettura e interior design non competono per essere riconoscibili, ma dialogano per costruire un’unica esperienza. Ognuno porta una competenza diversa. L’architettura costruisce lo spazio e la sua relazione con il contesto; l’interior design lavora sul modo in cui quello spazio viene percepito e vissuto attraverso materiali, colori, arredi, luce, dettagli e atmosfera. Artigiani e produttori aggiungono poi competenze, materia e unicità. Per chi soggiorna nella villa, però, queste distinzioni professionali devono scomparire. L’ospite deve semplicemente sentire che tutto appartiene allo stesso racconto. È questa la parte del mio lavoro che trovo più affascinante: trasformare elementi molto diversi in un’identità coerente e creare spazi che non siano soltanto belli da vedere, ma che lascino una sensazione e un ricordo”. 

(di Alessia Trivelli) 

 

 

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Brooklyn Beckham prepara spaghetti all’arrabbiata, ma i social lo ‘bocciano’

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(Adnkronos) –
Brooklyn Beckham disastroso in cucina. Il figlio di David e Victoria Beckham è diventato virale sui social per un video in cui si cimenta con la preparazione di un piatto di spaghetti all’assassina, ma ‘rivisitando’ la ricetta e devastandola, secondo gli utenti che hanno commentato il post. 

Beckham ha infatti utilizzato un sugo di pomodoro già pronto e lo ha versato nel brodo di pollo, usando poi un olio di semi invece di quello extravergine.  

Elementi che hanno portato diversi utenti italiani, soprattutto pugliesi, a indignarsi commentando il video pubblicato su Instagram: “Dov’è la VERA salsa di pomodoro?”, “Un tubo di pasta, un barattolo di salsa, preparato con aglio… Questa non è vera cucina e gli spaghetti sembrano mezzo cotti. No grazie”. 

 

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Grimaldi (Anmco): “Scompenso un’epidemia, serve continuità ospedale-territorio”

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(Adnkronos) – “I problemi cardiovascolari sono la prima causa di morte, ma anche la prima causa di invalidità, dato che l’ictus cerebrale è a esse collegato. Nel caso dello scompenso cardiaco parliamo di epidemia perché interessa circa l’1,5 % della popolazione. In Italia ci sono circa 800-900 mila casi, ma considerando che l’incidenza aumenta all’aumentare dell’età, con l’invecchiamento della popolazione, i numeri sono destinati ad aumentare sempre di più. La longevità aumenta, ma non siamo stati ancora in grado di spostare le malattie cardiovascolari più avanti negli anni e quindi abbiamo più persone che si ammalano di cuore e che poi tendono allo scompenso”. Lo ha detto Massimo Grimaldi, presidente Anmco-l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, sottolineando che, come società scientifica, “da sempre, cerchiamo di ottimizzare i percorsi ospedalieri per i pazienti con scompenso e di sensibilizzare sulla patologia che, purtroppo, non è meno grave di un tumore”. 

Ultimamente “stiamo puntando molto sulla continuità assistenziale anche dopo la fase acuta, per garantire la continuità delle cure tra ospedale e cardiologia territoriale – chiarisce Grimaldi – Facciamo inoltre una continua analisi della qualità delle cure in Italia. In uno studio che abbiamo recentemente condotto – Bring-up Scompenso – con la Fondazione Anmco per il Tuo cuore Ets abbiamo visto che i pazienti seguiti dai reparti ospedalieri cardiologici italiani, in un’altissima percentuale di casi, hanno a disposizione tutti e quattro i farmaci fondamentali per lo scompenso e alle dosi adeguate. Rispetto alle altre medie europee, la percentuale di pazienti con terapie adeguate e a target di dosaggi è davvero molto buona nella nostra realtà ospedaliera. Il problema è poi continuare a seguire questi pazienti sul territorio”.  

Si tratta di pazienti “spesso complessi – precisa l’esperto – che hanno bisogno di una vera presa in carico, di una continuità fra i centri ospedalieri, la cardiologia ambulatoriale e i medici di medicina generale. In alcuni casi anche le riabilitazioni possono giocare un ruolo molto importante. Tutte le strutture che presidiano il territorio sono importanti, a partire dai medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, ancora meglio se sono uniti in un’unica sede fisica, che è quella della Casa della comunità”. 

 

Il concetto di presa in carico “funziona se il paziente viene seguito nel tempo – rimarca Grimaldi – Le terapie infatti evolvono, ma vanno anche adeguate al soggetto e nel tempo i dosaggi possono anche cambiare in ordine a variazioni pressorie, perdita di peso, insorgenza di nuovi problemi come il diabete o l’insufficienza renale. Lo scompenso si caratterizza per il fatto che il soggetto inizia ad avere un’incapacità a svolgere le normali funzioni della sua vita perché insorge affanno – illustra il presidente Anmco – In base al livello di sforzo in cui insorge la dispnea, si classifica lo scompenso in quattro categorie, secondo quella che si chiama classe New York Heart Association. La prima classe è assenza di dispnea, la seconda è per sforzi moderati-intensi, come salire le scale o camminare a passo molto svelto, la terza è dispnea per sforzi lievi, quindi camminare a passo normale, e la quarta è dispnea a riposo”. 

È importante “sensibilizzare la popolazione. Molti hanno il terrore del tumore, ma ancora oggi si muore di più e si diventa più invalidi per le malattie di cuore: purtroppo non è una malattia meno grave. Iniziative come ‘Fism for People’ hanno un grande valore”, afferma Grimaldi riferendosi alla tappa di Cagliari dell’iniziativa promossa dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane per portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso un modello di sanità di prossimità. 

“La prevenzione dovrebbe essere una prevenzione a tutto tondo. Invece, abbiamo degli screening gratuiti nei Lea per il tumore della mammella, il carcinoma del colon-retto, ma non abbiamo nessuno screening gratuito di patologia cardiovascolare, che è molto più frequente e, in molti casi, anche più letale. Dovremmo fare innanzitutto gli screening per i fattori di rischio noti e poi un elettrocardiogramma che può fornire tante informazioni utili a individuare precocemente alcune patologie. Oggi c’è anche l’intelligenza artificiale, che ha potenziato molto il potere di diagnosi dell’Ecg”. Le iniziative “di sensibilizzazione sul territorio – conclude – invitano la popolazione a prendersi cura del proprio cuore, prima che si manifesti la malattia perché, quanto più precocemente adottiamo corretti stili di vita, corretta alimentazione e quanto prima trattiamo i fattori di rischio, tanto maggiore è la nostra possibilità di incidere sulla salute. Ogni cittadino dovrebbe prestare attenzione alla propria salute, informarsi e prendere le dovute precauzioni”. 

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cronaca

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Ballando, Anna Safroncik chiede scusa: “Mi hanno scritto cose orribili, non sono abituata a sbagliare”

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(Adnkronos) –
Anna Safroncik ritorna sui suoi passi e chiede scusa dopo aver accusato in diretta a Ballando con le stelle il maestro di ballo, Leonardo Lini, di non averla supportata come lei avrebbe voluto. In lacrime, la conduttrice del dance show nel salotto di ‘Ballando segreto’ prova a raccontare cosa le sia accaduto in puntata, quando ha vissuto come un blackout non ricordando più i passi della coreografia.  

A influenzare, oltre allo stress accumulato in settimana, anche la presenza della mamma tra il pubblico: “Come i bambini al saggio di fine anno, l’ho vista e mi sono bloccata per un secondo, perdendo poi tutta la coreografia”. Poi si corregge, “tutta no, grazie a Leonardo l’abbiamo ripresa però quel secondo di passi mi ha fatto saltare la performance e da quel momento non ho capito più nulla”. Un momento che ancora oggi la mette in difficoltà: ”
È stato terribile. Io non sbaglio mai e non posso permettermi di sbagliare
. Poi me la sono presa con lui”, dice l’attrice indicando il suo maestro di ballo. “Ma io volevo morire piuttosto che bloccarmi così, giuro io non ho mai sbagliato, ho mai avuto un commento negativo in 30 anni di carriera. Ho sbagliato una volta e mi hanno massacrato”, racconta Safroncik, con la voce rotta dal pianto. “Mi hanno scritto delle cose orribili”, aggiunge per essere poi fermata di Milly Carlucci. La padrona di casa l’ha consolata, aiutandola a razionalizzare quanto accaduto: “Non sei un robot, sei una donna di carne e ossa”. L’attrice ribadisce la sua posizione: “Ho fatto dirette su dirette, ma non mi era mai successo”. “Mi sono sentita di aver tradito lui, perché ho sbagliato un ballo meraviglioso e me la sono presa con lui. Io sono spaventata dall’errore ma è un percorso che voglio fare e che voglio affrontare”, afferma Safroncik.  

Al suo fianco, Leonardo Lini: “Le prove generali erano andate molto bene. Tra di noi ci sono stati parecchi battibecchi, ma anche con la giuria”, dice il maestro di ballo, ammettendo di essere dispiaciuto, “ma andiamo avanti, le cose si risolveranno”. Il ballerino è fiducioso: “Ha vissuto un’emozione particolare e non ricapiterà”.  

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spettacoli

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