giovedì, Ottobre 29, 2026
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Arte, tributo a Jeff Koons al Palazzo Reale di Palermo

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(Adnkronos) – L’universo dell’artista più famoso, quotato e rivoluzionario del mondo Jeef Koons, sbarca in Sicilia per la prima volta. L’esposizione è ideata, organizzata e promossa dalla Fondazione Federico II in sinergia internazionale con Weng Contemporary di Zugo in Svizzera, punto di riferimento per le edizioni di arte contemporanea e Bernardaud, storica maison francese dell’alta porcellana di Limoges. 

Al Palazzo Reale di Palermo con Jeff Koons Tribute la Fondazione Federico II celebra la grandezza dell’artista più Pop del panorama mondiale. Un racconto, ambientato e allestito lungo gli ambienti degli Appartamenti Reali, che procede come un viaggio attraverso 15 opere tra prototipi e edizioni limitate in dimensione mid size e con l’uso della porcellana, delle cromature e smalti così come del legno nel caso della ballerina. 

Jeff Koons è l’artista vivente più pagato al mondo. Christie’s ha venduto una sua scultura per 91,1 milioni di dollari, la più alta cifra mai pagata per l’opera di un artista vivente. Innegabilmente è l’artista contemporaneo per antonomasia. Appartiene a quella élite ristretta popolata da mostri sacri dell’arte contemporanea come Pistoletto, Cattelan, Ai Weiwei, Anish Kapoor, Tony Cragg, Richard Long, William Kentridge, Jenny Saville. 

 

Nonostante l’aspetto giocoso e infantile, le opere sono realizzate con grande precisione e hanno un valore economico molto elevato. Questo contrasto tra un soggetto apparentemente semplice e la sua trasformazione in un’opera sofisticata è tipico dello stile di Koons. Indaga i concetti di consumo e desiderabilità nella società contemporanea e il suo lavoro intende abbattere le barriere tra l’opera e l’osservatore trasmettendo insieme un messaggio di inclusione, democratizzazione dell’arte e valorizzazione della esperienza umana. Utilizzando oggetti facilmente riconoscibili e trasformandoli in opere monumentali, L’artista mette in discussione il confine tra arte, commercio e cultura di massa. Il suo stile, quindi, unisce semplicità, spettacolarità, colori vivaci e perfezione tecnica. Le sue opere possono apparire divertenti e accessibili, ma allo stesso tempo invitano a riflettere sul valore che attribuiamo agli oggetti, alle immagini della cultura popolare e all’arte contemporanea. 

Il fulcro del percorso è incentrato sulla celebre serie Celebration, un progetto monumentale iniziato da Koons nei primi anni Novanta. L’intera collezione trae ispirazione dalle grandi decorazioni gonfiabili che tradizionalmente addobbano i cortili delle case nella Pennsylvania centro-meridionale, trasformando oggetti quotidiani ed effimeri in vere e proprie icone eterne. 

 

Tra i pezzi forti dell’esposizione spicca il leggendario Balloon Dog Blue, una famosissima e straordinaria opera in porcellana di Limoges cromata. Il lavoro richiama con nostalgia i classici animali a forma di palloncino regalati durante le feste di compleanno per bambini. Questa raffinata versione in porcellana omaggia e, al tempo stesso, rielabora l’omonima scultura monumentale in metallo cromato da cui trae origine, creando un dialogo unico tra scala e materiale. 

Il viaggio nell’universo pop e concettuale dell’artista prosegue con altre creazioni iconiche, tra cui: i luccicanti e geometrici Diamonds (I Diamanti); la graziosa e malinconica Seated Ballerina (La Ballerina Seduta) e numerosi altri capolavori in formato mid-size come la straordinaria Lobster (aragosta) che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea recente. 

Per la prima volta, i visitatori potranno ammirare da vicino un corpus di opere iconiche, audaci e magnetiche che hanno consacrato Koons come l’artista pop dell’arte contemporanea più rivoluzionario del pianeta. 

 

Ospitare Jeff Koons al Palazzo Reale non è una semplice provocazione, ma una profonda riflessione sulla luce, sullo splendore e sulla sacralità dell’immagine. Le superfici cromate e specchianti di Koons, concepite dall’artista per riflettere lo spettatore e renderlo parte integrante dell’opera, creano un legame concettuale potente e inaspettato con l’oro eterno dei mosaici bizantini della Cappella Palatina. I Normanni utilizzavano lo splendore della foglia d’oro negli Appartamenti Reali e nello spazio sacro per elevare lo spirito verso il trascendente. Oggi Koons usa la lucentezza e lo splendore per ancorare l’uomo alla sua realtà terrena. Due epoche distanti più di mille anni che, nello stesso Palazzo, celebrano oggi con linguaggi differenti il trionfo della luce e dello stupore visivo.  

“Con Jeff Koons Tribute, – sottolinea Gaetano Galvagno presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II – il Palazzo Reale di Palermo si conferma, ancora una volta, baricentro di contaminazioni culturali, capace di far dialogare la sua storia millenaria con le espressioni più moderne e contemporanee dell’arte. Ospitare per la prima volta in Sicilia le opere di un’icona mondiale come Jeff Koons rappresenta un traguardo di altissimo profilo istituzionale e culturale per la Fondazione Federico II. Questo progetto è il frutto di una prestigiosa sinergia internazionale tra la Fondazione Federico II, Weng Contemporary di Zugo e la storica maison francese Bernardaud. È un evento culturale di respiro internazionale nato per conquistare i grandi collezionisti e accendere lo stupore dei visitatori più curiosi”. 

Nelle sale di Palazzo Reale le forme lucide, pop e specchianti di Jeff Koons dialogano con la storia arabo-normanna. Una provocazione estetica e intellettuale che dimostra la potenza di un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere del tempo, unire mondi opposti e generare pura meraviglia. 

 

“Jeff Koons incarna il lusso di prendere sul serio il superfluo. L’arte di Koons – spiega Gabriele Accornero, curatore d’arte e assistente all’organizzazione – sembra nascere da un paradosso: prendere ciò che è più comune, seducente e apparentemente vuoto e trasformarlo in qualcosa che pretende di essere guardato con attenzione. Palloncini, giocattoli, oggetti kitsch e immagini della cultura pop diventano nelle sue mani superfici scintillanti, quasi perfette, su cui il desiderio si riflette come in uno specchio. Koons non combatte la cultura di massa: la invita al museo a scoprire che, dietro una superficie apparentemente frivola, siamo noi stessi — con i nostri desideri, le nostre ossessioni e il nostro bisogno di meraviglia — a essere messi in mostra”. 

Il Tributo prevede anche un video di sintesi sul metodo di lavoro del Maestro. Nei filmati realizzati all’interno dello studio dell’artista, l’obiettivo cattura Koons intento a spiegare la propria visione, mentre sullo sfondo i suoi collaboratori portano avanti l’attività senza sosta. Questa scena restituisce l’immagine di un’efficienza tipica del mondo aziendale, ma testimonia anzitutto che la creazione artistica, esattamente come l’aspirazione, non è una merce di poco valore: richiede competenza tecnica, rinunce e costante impegno.  

”Per aumentare il potere seduttivo dei manufatti è necessario riprodurli da zero, poiché questo è l’unico modo per renderli impeccabili”. Di rimando, l’acciaio imita la consistenza della gomma, le materie plastiche simulano la natura di un fiore, la riproduzione digitale si traveste da tela e il dipinto evoca la precisione di uno scatto fotografico. ”Maggiore è la capacità di mutare forma di un elemento, più ampie diventano le sue potenzialità”. L’ideatore di alcune tra le opere plastiche più quotate sul mercato globale non ha mai modellato la materia con le proprie mani; eppure, possiede la chiara consapevolezza di quale direzione prendere e a quali maestranze affidarsi per concretizzarla. Il Tributo a Jeff Koons è accompagnato da un catalogo Edizioni Fondazione Federico II oltre che da opere presentate al Bookshop. 

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cultura

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Lavoro, la logistica automatizzata debutta a Piacenza: al via la prima edizione di Agv Expo

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(Adnkronos) – La logistica automatizzata sta vivendo la sua definitiva consacrazione, trasformandosi da disciplina ingegneristica di nicchia a investimento industriale strategico e mainstream. In risposta a questa rapidissima espansione, Mediapoint & Exhibitions annuncia il lancio di Agv Expo 2026, la prima fiera e mostra-convegno su scala europea ufficialmente registrata e interamente dedicata ai veicoli a guida automatica (AGV), ai robot mobili autonomi (AMR) e alle tecnologie collegate. L’appuntamento è fissato dal 22 al 24 ottobre presso il quartiere fieristico di Piacenza Expo. 

“Il settore della logistica automatizzata ha raggiunto un livello di maturità e un’importanza strategica tali da richiedere una piattaforma espositiva e congressuale europea interamente dedicata – afferma Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions – I veicoli a guida automatica e i robot mobili autonomi non rappresentano più tecnologie sperimentali o di nicchia per pochi pionieri, oggi sono veri e propri investimenti industriali mainstream, indispensabili per qualunque azienda voglia rimanere competitiva, efficiente e sicura sul mercato globale. Con il lancio di Agv Expo vogliamo offrire a costruttori, sviluppatori software e utilizzatori finali uno spazio concreto in cui l’intera catena di fornitura possa riunirsi, condividere competenze e individuare soluzioni pratiche alle sfide future. La contemporaneità con T3 Expo, inoltre, corona questa visione, creando per la prima volta un ponte diretto e senza interruzioni tra il trasporto su gomma e l’intralogistica intelligente”. 

 

L’adozione dell’automazione intralogistica non è più solo una scelta legata alla produttività, ma una necessità di sopravvivenza per le imprese europee. Secondo le ultime analisi macroeconomiche rilasciate a settembre 2026 da Mordor Intelligence, il mercato dell’automazione dei magazzini in Europa ha superato una soglia critica (attestandosi a 6,79 miliardi di dollari nel corrente anno), spinto da una crisi del personale senza precedenti. I dati confermano una carenza strutturale di oltre 1,1 milioni di magazzinieri in Europa, con il 75% delle aziende di gestione e distribuzione in grave difficoltà nel reclutamento di personale operativo. Parimenti, lo scenario nazionale non è esente da criticità. Come evidenziato nel workshop promosso a Roma a settembre da Federtrasporto e Freight Leaders Council, il comparto logistico italiano si trova dinnanzi a una sfida epocale: sarà necessario reclutare ben 150mila nuovi lavoratori qualificati entro il 2029. A fronte di questo fabbisogno, il sistema formativo tradizionale riesce a coprire meno della metà delle richieste delle aziende. Diventa perciò evidente come l’adozione di robot mobili autonomi (AMR) e l’automazione dei magazzini, che saranno mostrati dal vivo ad Agv Expo 2026, non puntino alla sostituzione del personale, ma a massimizzarne la produttività e la sicurezza, colmando un vuoto occupazionale non più sostenibile.  

Agv Expo 2026 nasce proprio per presentare l’intero ecosistema tecnologico in grado di colmare questo gap e rendere le supply chain flessibili e resilienti. Le stime per il comparto AGV/AMR prevedono un incremento del mercato europeo da 1,87 miliardi di dollari nel 2026 a oltre 3,12 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuo del 10,8%. Spinti dai progressi dell’intelligenza artificiale, della navigazione LiDAR e degli algoritmi SLAM, i veicoli autonomi stanno uscendo dai confini delle fabbriche tradizionali per automatizzare la logistica pesante e complessa, come la movimentazione dei container nei porti e la gestione dei bagagli e dei pacchi negli aeroporti. 

Oltre alle dimostrazioni dal vivo all’interno dei padiglioni, Agv Expo ospiterà un ricco programma di conferenze tecniche organizzate con il supporto delle principali associazioni di categoria e di importanti aziende nazionali e internazionali. Il debutto di Agv Expo 2026 si svolgerà in contemporanea con la seconda edizione di T3 Expo 2026 (Truck, Tyre & Trailer), la mostra-convegno dedicata ai veicoli industriali ed espositore d’eccellenza per il trasporto su strada.  

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economia

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Ponte sullo Stretto, acquisiti documenti da ministero e società nell’ambito dell’inchiesta per corruzione

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(Adnkronos) – La Procura di Roma, nell’ambito delle indagini connesse alla realizzazione dell’infrastruttura pubblica del Ponte sullo Stretto, ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un ordine di esibizione nei confronti del Mit, del Dipe/Cipess, della società Ponte sullo Stretto Spa e del Consorzio Eurolink, finalizzato all’acquisizione della documentazione predisposta e inviata alla Corte dei Conti, nell’ambito dell’attività di controllo relativa alla delibera Cipess n. 61/2025 e al decreto n.190 del 1 agosto 2025. 

“L’attività investigativa odierna fa seguito alla precedente espletata il 9 giugno scorso – spiega la procura di Roma in una nota – con l’esecuzione di un decreto di perquisizione finalizzato all’acquisizione di documentazione e dei dispositivi elettronici (smartphone, device, etc..) in uso alle persone sottoposte alle indagini”. 

Tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Roma in cui si ipotizza anche reati di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, c’è Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno. 

L’attività investigativa eseguita dal Ros su delega del pool dei pm che seguono i reati contro la pubblica amministrazione è un allargamento dell’inchiesta che aveva portato alle perquisizioni dello scorso giugno. I pm vogliono svolgere una serie di approfondimenti su procedure e cifre legate al progetto del Ponte sullo Stretto e l’acquisizione dei nuovi documenti potrebbe portare a nuove iscrizioni nel registro indagati. 

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cronaca

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Attraversa gli Usa a piedi camminando da New York a San Francisco: l’impresa di un 29enne

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(Adnkronos) – A soli 29 anni sta per compiere l’incredibile impresa di attraversare gli Stati Uniti a piedi: partito da New York, macinando circa 20 miglia al giorno, pari a una trentina di chilometri, arriverà a San Francisco, sulla costa opposta. E’ questa la storia – che sta appassionando gli States – di Chantz Rivera, che negli ultimi quattro mesi e mezzo ha camminato da una costa all’altra del Paese, e che a breve terminerà il suo viaggio in California.  

Il ragazzo è partito a maggio da New York portando con sé solo uno zaino e una tenda: “Bisogna essere determinati, è un viaggio davvero serio”, ha raccontato sui propri canali social. Prima di mettersi in cammino, Chantz faceva il lavapiatti in un ristorante della Grande Mela. “Invece di sentirmi intrappolato nella mia città, ho pensato di rompere quella routine e di vedere
il mondo”, ha aggiunto.  

Da quando ha cominciato il viaggio, ha consumato quattro paia di scarpe e conosciuto migliaia di persone. Non sono mancate le difficoltà, come la tempesta incontrata in Colorado ma, “anche se ho pensato di smettere, ho trovato la forza di continuare”, ha detto. Alla meta finale, San Francisco, mancano circa 160 chilometri e Chantz si augura di arrivarci prima di Halloween: “Metterò i piedi nell’Oceano Pacifico, sarà emozionante”. 

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internazionale/esteri

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Turismo: futuri professionisti dell’hospitality puntano su carriere internazionali, crescita e leadership

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(Adnkronos) – Carriere internazionali, rapida crescita professionale e una forte attenzione alle opportunità di sviluppo nel lungo periodo. Sono questi alcuni dei trend che emergono dal Luxury & Hospitality Career Index 2026, il primo studio realizzato da Sommet Education – leader mondiale nella formazione nei settori dell’ospitalità, del lusso e delle arti culinarie – in collaborazione con Dlg (Digital Luxury Group), piattaforma di riferimento per la crescita strategica di alcune delle più prestigiose maison del lusso a livello globale. Lo studio analizza il percorso professionale degli alumni di Glion Hospitality & Luxury Business Education, terza scuola al mondo nel QS Ranking 2026 per Hospitality & Leisure Management, e di Les Roches Global Hospitality Education, seconda nella medesima classifica, esplorando le loro esperienze lavorative, le aspettative nei confronti dei datori di lavoro e le aziende considerate più attrattive per lo sviluppo della propria carriera.  

L’indagine si basa sulle risposte di 451 alumni raccolte tra aprile e agosto 2026 e offre una fotografia aggiornata delle opportunità professionali nei settori dell’ospitalità, del lusso e della più ampia ‘experience economy’. L’Index considera tre dimensioni fondamentali: l’esperienza maturata presso il datore di lavoro, l’attrattività delle organizzazioni e i risultati ottenuti in termini di carriera, ruolo, mobilità internazionale e preparazione professionale. Uno dei dati più significativi riguarda la forte dimensione internazionale dei percorsi professionali intrapresi dagli alumni. Oltre la metà degli intervistati (53%) lavora infatti oggi al di fuori del proprio Paese di origine, confermando come la mobilità globale continui a rappresentare una caratteristica distintiva delle professioni legate all’hospitality e al lusso. 

La crescita professionale risulta altrettanto significativa: il 48% degli alumni ricopre già posizioni manageriali di livello intermedio o superiore, mentre quasi un intervistato su tre ha raggiunto ruoli di senior management o executive. Ancora più interessante è il dato relativo all’imprenditorialità: il 16% degli alumni è oggi proprietario o fondatore di un’attività, segnale di una forte propensione a creare nuove iniziative e modelli di business. Risultati particolarmente rilevanti se si considera che oltre il 40% del campione si è laureato a partire dal 2020, rendendo evidente la rapidità con cui molti professionisti stanno costruendo percorsi di successo all’interno del settore. 

 

L’analisi evidenzia come gli alumni attribuiscano grande importanza alle possibilità di crescita offerte dalle organizzazioni per cui lavorano. Il 78% degli intervistati ritiene che il proprio ruolo attuale contribuisca allo sviluppo di competenze utili per il futuro professionale, mentre il 76% afferma che l’azienda presso cui opera abbia rafforzato il proprio profilo professionale. Anche la reputazione aziendale continua a giocare un ruolo importante: il 71% degli alumni riconosce al proprio datore di lavoro una forte credibilità e autorevolezza all’interno del settore di riferimento. 

Le competenze maggiormente associate al percorso formativo emergono con chiarezza. L’80% degli alumni dichiara di sentirsi ben preparato o estremamente preparato nella comunicazione interculturale, il 74% nella comprensione delle dinamiche del settore luxury e hospitality e il 69% nella costruzione di relazioni professionali.  

“L’Index dimostra l’ampiezza delle opportunità professionali che oggi una formazione nel settore dell’hospitality può offrire. Gli alumni di Glion e Les Roches stanno costruendo carriere internazionali, assumendo ruoli di leadership e sviluppando percorsi imprenditoriali apprezzati da alcune delle organizzazioni più prestigiose al mondo nei settori dell’ospitalità e del lusso. Pur avendo identità e punti di forza distintivi, entrambe le istituzioni condividono la capacità di fornire agli studenti una visione internazionale, una profonda conoscenza del settore e le competenze umane necessarie per realizzare una carriera di lungo periodo in un contesto in continua evoluzione”, afferma Christophe Julliard, Chief Marketing & Revenue Officer di Sommet Education. 

 

Quando viene chiesto di indicare spontaneamente le aziende in cui vorrebbero lavorare, gli alumni individuano nei principali gruppi alberghieri internazionali i datori di lavoro più ambiti, con alcune lievi differenze tra le due comunità di alumni. Nella classifica complessiva, Four Seasons occupa il primo posto con 106 citazioni, seguito da Marriott International (79), Mandarin Oriental (56), Aman (53) e Rosewood (37). Entra nella top ten anche Lvmh, mentre nel complesso i grandi gruppi alberghieri internazionali rappresentano il 65% di tutte le preferenze espresse.  

Per gli alumni di Glion, il gruppo più desiderato è Marriott, seguito da Four Seasons e Mandarin Oriental. Tra le aziende più citate figurano inoltre Lvmh/Cheval Blanc, Chanel ed Hermès. Gli alumni di Les Roches, invece, indicano al primo posto Four Seasons, seguito da Marriott, Mandarin Oriental e Rosewood. Nelle preferenze emergono inoltre Hilton, Hyatt, Accor e Lvmh/Cheval Blanc. A livello generale si conferma dunque l’interesse verso percorsi professionali internazionali nei principali gruppi dell’ospitalità e la crescente convergenza tra hospitality, luxury ed ‘experience economy’, ambiti nei quali eccellenza del servizio, leadership e orientamento al cliente assumono un’importanza sempre maggiore.  

In questo contesto, le aziende ricercano con crescente interesse professionisti capaci di coniugare competenze manageriali, visione internazionale, intelligenza emotiva e capacità relazionali. Secondo i feedback raccolti nell’ambito dello studio, gli alumni di Glion e Les Roches sono particolarmente apprezzati per il loro orientamento al servizio, la professionalità, l’apertura internazionale e la preparazione operativa maturata nel settore dell’ospitalità. Se la reputazione aziendale continua a essere importante, gli intervistati attribuiscono un valore ancora maggiore alle opportunità di sviluppo professionale e di crescita nel lungo periodo. Mentre le organizzazioni dei settori hospitality, lusso e lifestyle investono sempre più nell’esperienza del cliente come elemento distintivo di competitività, cresce la domanda di professionisti dotati di visione internazionale, competenze manageriali, intelligenza emotiva e capacità relazionali necessarie a progettare, gestire e valorizzare tali esperienze. 

 

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lavoro/professionisti

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Il Milan di Cardinale sta con i suoi tifosi: “Biglietti troppo cari in trasferta, serve un calcio più equo”

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(Adnkronos) – Il Milan si è schierato “con fermezza con i propri tifosi nella loro battaglia contro i prezzi eccessivi dei biglietti per le partite in trasferta”. Mentre la squadra di Amorim si prepara alla sfida in casa dell’Udinese, i tifosi organizzati della Curva Sud nei giorni scorsi hanno annunciato che non prenderanno parte alla trasferta a causa dell’eccessivo costo dei biglietti nel settore ospiti, 65 euro per l’occasione. “I nostri sostenitori hanno annunciato che boicotteranno la prossima partita contro l’Udinese, dopo che è stato loro applicato un prezzo per i biglietti del settore ospiti significativamente più alto rispetto a quello richiesto ai tifosi di altri club. Comprendiamo la loro frustrazione e appoggiamo pienamente la loro posizione. Seguire la propria squadra in trasferta comporta già un notevole impegno economico. Oltre al biglietto, i tifosi devono sostenere i costi di carburante, pedaggi autostradali, trasporti e, in molti casi, pernottamento. Proprio per questo è ancora più importante che i tifosi vengano trattati in modo equo, indipendentemente dal club che sostengono”, sottolinea il club di Cardinale. 

“L’attrattiva globale del calcio italiano dipende in larga misura dalla fedeltà e dalla passione dei tifosi di club come Ac Milan. Imporre a quegli stessi tifosi prezzi eccessivi per le partite in trasferta non è solo ingiusto, ma mina l’unità della lega in un momento in cui il calcio italiano ha bisogno di fare fronte comune per competere con la Premier League e gli altri campionati europei. Questo comportamento non fa altro che approfondire le divisioni tra i club e alimentare un antagonismo malsano tra grandi e piccole squadre della Serie A”, spiega il Milan in una lunga e articolata nota dove spiega anche cosa intende fare.  

“Sotto la guida di Gerry Cardinale, AC Milan intende contribuire a risolvere questo problema a beneficio di tutti i tifosi della Serie A. Ci impegneremo per introdurre un tetto a livello di campionato sui prezzi eccessivi dei biglietti in trasferta. Siamo inoltre pronti ad adottare una politica di reciprocità: i club che applicano ai nostri tifosi prezzi superiori alla media dovranno aspettarsi che i loro sostenitori paghino prezzi più alti quando verranno a San Siro, nel rispetto delle normative vigenti. Gli eventuali proventi aggiuntivi saranno devoluti a Fondazione Milan per sostenere iniziative benefiche a favore delle comunità locali. È arrivato il momento che il calcio italiano si unisca, come campionato e come comunità di tifosi, soprattutto in un periodo in cui questa importante istituzione culturale non è mai stata messa così alla prova. Il calcio italiano non può crescere trattando i tifosi in modo diverso a seconda delle dimensioni del loro club. Siamo tutti sulla stessa barca, e chiediamo a ogni club di Serie A di abbracciare un futuro più equo e sostenibile per il nostro sport”. 

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sport

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Scontri Milano, Sala: “Ora controllo e repressione, non contrario ad arrivo 500 militari. Preoccupazione per sabato, si temono anarchici”

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(Adnkronos) – “Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni. Voglio non rischiare proprio di essere ambiguo: non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo gli scontri del weekend a Milano. I parà, ha spiegato il sindaco, “avranno un ruolo anche dinamico”, perché “non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere”. Al comitato per l’ordine e la sicurezza hanno partecipato anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il vicepremier Matteo Salvini. 

“C’è preoccupazione” per il prossimo sabato, ha affermato Sala, “che ci sia in piazza certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi anarchici”. 

Il sindaco ha detto che “bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi: è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze. Sabato è una giornata che può essere delicata per la città, io non è che voglio fare inviti ai cittadini di stare tutti a casa eccetera eccetera, però sabato può essere una giornata delicata e sarà il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa”, ha evidenziato il primo cittadino.  

“Non mi sono pentito” di aver detto che c’erano poche forze dell’ordine a difendere il centro di Milano lo scorso sabato, ha affermato ancora. “Come ho detto a tutti i colleghi, a mio giudizio – ho osservato ore e ore la diretta – c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione. Nel mio ruolo e nel mio stile non indulgo nella provocazione, era solamente un’osservazione”, ha aggiunto il sindaco. 

“Sono soddisfatto, non ho nessun rilievo da muovere” alle forze dell’ordine sugli interventi dello scorso fine settimana in occasione dei disordini a Milano. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. “La reazione c’è stata, il numero degli arresti è eloquente, se uno dice che non c’erano le forze di polizia, chi li ha fatti gli arresti?”, ha chiesto Piantedosi, evidenziando a più riprese di non essere “affatto insoddisfatto di quello che è successo nell’ultimo fine settimana dal punto di vista della capacità di reazione” e dopo le centinaia di fermi per identificazione e gli arresti, c’è “tutta un’attività anche d’indagine che prosegue, per cui stanno proseguendo delle attività d’indagine, di ricostruzione dell’identità e quindi poi addirittura di attribuzione di responsabilità a singoli soggetti”. 

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cronaca

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Verona, piano regionale contro gli incendi boschivi: osservazioni entro il 12 novembre

Il piano antincendi boschivi del Veneto entra nella consultazione pubblica: anche i cittadini veronesi possono inviare osservazioni entro il 12 novembre. Il Comune segnala i documenti da esaminare e il modulo da trasmettere via PEC alla Direzione regionale Protezione Civile.

L’avviso pubblicato il 21 ottobre dal Comune di Verona apre alla partecipazione di cittadini e associazioni nella definizione della pianificazione. La proposta è stata adottata dalla Giunta veneta con la deliberazione 1087 del 1° ottobre, pubblicata nel Bollettino ufficiale del 13 ottobre. Si tratta di un passaggio del percorso che porterà il documento all’approvazione del Consiglio regionale.

Piano antincendi boschivi: come partecipare

La documentazione comprende la proposta di piano, le linee guida per i piani territoriali AIB e la proiezione futura del Fire Weather Index. Le osservazioni vanno raccolte nell’apposito modulo e inviate all’indirizzo protezionecivile@pec.regione.veneto.it entro il 12 novembre 2026. La consultazione riguarda quindi la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e contrasto degli incendi: il contributo dei residenti entra nella fase di elaborazione del documento.

La deliberazione regionale collega la revisione ai cambiamenti normativi, all’organizzazione delle strutture istituzionali e del volontariato e alle condizioni climatiche. Il lavoro è stato avviato nel 2023 e ha coinvolto, tra gli altri, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e ANCI Veneto.

Prevenzione, formazione e scenari climatici

Il piano AIB è parte integrante della pianificazione regionale di Protezione Civile. L’adozione della Giunta precede l’esame del Consiglio regionale, chiamato alla successiva approvazione. Il testo si articola in tredici capitoli: tratta pericolo e rischio, previsione, prevenzione, lotta attiva, interventi dopo l’incendio, formazione e sicurezza degli operatori. Comprende inoltre aree naturali protette, cambiamenti climatici e quadro economico-finanziario. Protezione Civile e ARPAV stanno lavorando al miglioramento del calcolo dell’indice di pericolo.

La conoscenza dei rischi passa anche dall’educazione: il percorso Scuola Sicura Veneto, presentato nel settembre 2025, comprendeva prove di evacuazione e simulazioni di incendio, terremoto o alluvione. La consultazione offre ora a singoli e gruppi un diverso strumento di partecipazione alla prevenzione.

Lessinia, foto di repertorio del 17 ottobre 2015: Luca scamperle / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Spaghetti all’arrabbiata, la ricetta di Beckham è un disastro

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Il figlio di David e Victoria si è cimentato con un piatto tipico italiano, ma senza grande successo #brooklynbeckahm #spaghetti #social

Coripet, i produttori italiani di reggetta aderiscono alla nuova filiera del riciclo

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(Adnkronos) – Tutte le aziende produttrici di reggette in Pet e Pp hanno già presentato domanda di adesione a Coripet, ottenendo l’accoglimento della richiesta da parte del Consorzio. Un’adesione che testimonia la volontà del comparto di dotarsi di un sistema organizzato per la raccolta e il riciclo di questi imballaggi, valorizzando l’esperienza maturata da Coripet nella gestione del ciclo chiuso delle bottiglie in Pet. Alla base della scelta delle imprese vi è proprio il modello bottle-to-bottle, che ha dimostrato come sia possibile costruire una filiera capace di collegare la produzione degli imballaggi alla loro raccolta e al successivo riciclo, trasformando il rifiuto in materia prima seconda da reimpiegare nel ciclo produttivo. Un modello che i produttori di reggette intendono ora replicare secondo il principio “da reggetta a reggetta”, con l’obiettivo di recuperare il materiale utilizzato e destinarlo alla produzione di nuovi imballaggi della stessa tipologia. 

La decisione delle aziende si inserisce anche nel percorso di adeguamento al PPWR, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, applicabile dal 12 agosto 2026, che introduce requisiti progressivamente più stringenti in materia di riciclabilità e utilizzo di materiale riciclato. In questo scenario, poter contare su una filiera strutturata, tracciabile ed efficiente per la gestione del fine vita degli imballaggi rappresenta un elemento strategico per le imprese, chiamate a garantire nel tempo la conformità dei propri prodotti alle nuove disposizioni europee. Il progetto avrà una connotazione prevalentemente industriale. A differenza delle bottiglie per bevande, le reggette vengono infatti utilizzate e accumulate soprattutto nei luoghi di produzione, nei poli logistici, nei centri di distribuzione e nelle strutture della grande distribuzione organizzata. 

 

L’ingresso dei produttori nel sistema Coripet rappresenta quindi il primo passo verso la costruzione di una filiera dedicata, in grado di coniugare le esigenze industriali del comparto con gli obiettivi europei di economia circolare. “Come produttori di reggetta in Pet possiamo dire di essere nati sostenibili, utilizzando fin dall’inizio Pet da riciclo (di altri prodotti), quando la sostenibilità non era ancora un obbligo istituzionale ma una scelta di valore, che conciliava etica ed economia – afferma Laura Pauletto, export manager Itistrap – Il nuovo progetto di Coripet ci ha entusiasmato subito, rappresentando un altro importante passo in avanti nella direzione che abbiamo sempre seguito”.  

“Abbiamo finalmente una proposta concreta per valorizzare i nostri prodotti con un riciclo virtuoso – aggiunge Mario Spiller, Baer Plast – offrendo importanti benefici ambientali e trasformando i materiali di scarto da problemi di smaltimento a preziose risorse industriali riutilizzabili”. “Mi fa particolarmente piacere che tanti colleghi abbiano scelto di aderire in tempi così rapidi a questo progetto – dice Massimiliano Ubertini, direttore di stabilimento di Messersì Packaging – È il segnale di un comparto industriale che ha compreso l’importanza di affrontare insieme le sfide poste dall’economia circolare e dalle nuove normative europee. L’esperienza di Coripet nel bottle-to-bottle ci offre un modello concreto dal quale partire per costruire una filiera altrettanto efficace per le reggette. L’obiettivo è dare nuova vita ai nostri prodotti, trasformando un imballaggio a fine utilizzo in una risorsa da reimpiegare nei processi produttivi”. “Per noi di Lapic – sottolinea l’amministratore Edo Di Goro – aderire a questo percorso significa contribuire concretamente allo sviluppo di una filiera sempre più sostenibile, valorizzando il riciclo delle reggette e promuovendo un modello di economia circolare capace di trasformare i materiali a fine vita in nuove risorse”.  

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economia

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