venerdì, Settembre 18, 2026
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Isybank, Valitutti “Canale di sviluppo e cuore tecnologico del Gruppo”

MILANO (ITALPRESS) – “Isybank nasce come iniziativa di digitalizzazione di quello che è il core tecnologico di Intesa Sanpaolo e ha una duplice funzione per il gruppo. La prima è avere un operatore cloud based per competere con le fintech, con un core banking che fa funzionare un’offerta di nuova generazione e che ben si presta a importare tutto quanto di nuovo arriverà dal digitale. La seconda è quella di laboratorio: un progetto integrato nella Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Stefano Barrese, per servire clienti sempre più digitali, in particolare i giovani”. Così Antonio Valitutti, amministratore delegato di isybank, la banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo, in una intervista a l’Economia del Corriere della Sera, tracciando i nuovi servizi e le principali funzionalità di isybank.

“La nostra non è una segmentazione per età, ma per bisogno: vogliamo servire clienti che abbiano esigenze semplici – sottolinea Valitutti –. Questo si realizza attraverso isytech, la piattaforma tecnologica su cui è fondata isybank e che, dopo due anni di test, stiamo portando gradualmente in Intesa Sanpaolo. Abbiamo iniziato con i prodotti relativi ai prestiti, entro la fine del 2025 l’intera piattaforma tecnologica di Intesa Sanpaolo sarà rinnovata e sostituita dall’esperienza maturata da isytech con isybank. Tutto il mondo privati del gruppo, non solo di Banca dei Territori ma anche Fideuram e il Private banking, beneficerà di questo upgrade tecnologico e utilizzerà isytech”.

Un progetto su cui il gruppo “ha investito 650 milioni di euro in arco di piano”, puntando così “all’omnicanalità“. Oggi siamo nella multicanalità – spiega ancora Valitutti -. La differenza è sostanziale. Come cliente potrò iniziare qualsiasi processo da qualsiasi canale e concluderlo su un canale diverso. Inizio dal pc e finisco in filiale, dopo essere passato dallo smartphone e senza dover ricominciare”.

Lo sguardo è rivolto a una clientela giovane, under 30, ma non solo, come “uno studente con le prime entrate o un giovane lavoratore, alla ricerca di convenienza, semplicità di utilizzo, con bisogni molto semplici, da soddisfare utilizzando lo smartphone”.

E nonostante uno dei punti deboli delle banche digitali sia la quantità di denaro depositata dai loro clienti, al contrario “con oltre 2,6 miliardi di euro di giacenze complessive, e un milione di clienti, la giacenza media è di 2.600 euro – spiega l’ad di isybank -. Mi piace sottolineare anche che abbiamo circa 150 mila stipendi accreditati sul conto isybank e 220 mila domiciliazioni”. “Nel 2024 abbiamo portato un contributo di 13,7 milioni di euro di utile netto. Non abbiamo fretta di raddoppiare la clientela”. Infine, rispetto alla possibilità di esportare il modello su altri mercati europei, Valitutti taglia corto: “Il modello si presta, grazie alla nuova tecnologia utilizzata, ma è prematuro parlarne. Di sicuro non è un capitolo del piano industriale in essere”, conclude.

– foto ufficio stampa isybank –

(ITALPRESS).

Isybank, Valitutti “Canale di sviluppo e cuore tecnologico del Gruppo”

MILANO (ITALPRESS) – “Isybank nasce come iniziativa di digitalizzazione di quello che è il core tecnologico di Intesa Sanpaolo e ha una duplice funzione per il gruppo. La prima è avere un operatore cloud based per competere con le fintech, con un core banking che fa funzionare un’offerta di nuova generazione e che ben si presta a importare tutto quanto di nuovo arriverà dal digitale. La seconda è quella di laboratorio: un progetto integrato nella Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Stefano Barrese, per servire clienti sempre più digitali, in particolare i giovani”. Così Antonio Valitutti, amministratore delegato di isybank, la banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo, in una intervista a l’Economia del Corriere della Sera, tracciando i nuovi servizi e le principali funzionalità di isybank.
“La nostra non è una segmentazione per età, ma per bisogno: vogliamo servire clienti che abbiano esigenze semplici – sottolinea Valitutti -. Questo si realizza attraverso isytech, la piattaforma tecnologica su cui è fondata isybank e che, dopo due anni di test, stiamo portando gradualmente in Intesa Sanpaolo. Abbiamo iniziato con i prodotti relativi ai prestiti, entro la fine del 2025 l’intera piattaforma tecnologica di Intesa Sanpaolo sarà rinnovata e sostituita dall’esperienza maturata da isytech con isybank. Tutto il mondo privati del gruppo, non solo di Banca dei Territori ma anche Fideuram e il Private banking, beneficerà di questo upgrade tecnologico e utilizzerà isytech”.
Un progetto su cui il gruppo “ha investito 650 milioni di euro in arco di piano”, puntando così “all’omnicanalità”. Oggi siamo nella multicanalità – spiega ancora Valitutti -. La differenza è sostanziale. Come cliente potrò iniziare qualsiasi processo da qualsiasi canale e concluderlo su un canale diverso. Inizio dal pc e finisco in filiale, dopo essere passato dallo smartphone e senza dover ricominciare”.
Lo sguardo è rivolto a una clientela giovane, under 30, ma non solo, come “uno studente con le prime entrate o un giovane lavoratore, alla ricerca di convenienza, semplicità di utilizzo, con bisogni molto semplici, da soddisfare utilizzando lo smartphone”.
E nonostante uno dei punti deboli delle banche digitali sia la quantità di denaro depositata dai loro clienti, al contrario “con oltre 2,6 miliardi di euro di giacenze complessive, e un milione di clienti, la giacenza media è di 2.600 euro – spiega l’ad di isybank -. Mi piace sottolineare anche che abbiamo circa 150 mila stipendi accreditati sul conto isybank e 220 mila domiciliazioni”. “Nel 2024 abbiamo portato un contributo di 13,7 milioni di euro di utile netto. Non abbiamo fretta di raddoppiare la clientela”. Infine, rispetto alla possibilità di esportare il modello su altri mercati europei, Valitutti taglia corto: “Il modello si presta, grazie alla nuova tecnologia utilizzata, ma è prematuro parlarne. Di sicuro non è un capitolo del piano industriale in essere”, conclude.

– foto ufficio stampa isybank –
(ITALPRESS).

Abbonamenti a metà prezzo per studenti pendolari residenti in Puglia

BARI (ITALPRESS) – Uno sconto del 50% sugli abbonamenti per bus e treni per gli studenti pendolari delle scuole secondarie di secondo grado e delle università pugliesi. E’ questa la misura presentata questa mattina nella sala di Jeso del palazzo della presidenza della Regione Puglia dal governatore Michele Emiliano e dagli assessori ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile Debora Ciliento e all’Istruzione e Università Sebastiano Leo.
In particolare, la Giunta ha stanziato poco più di 11 milioni di euro per agevolare gli studenti pendolari residenti in Puglia e appartenenti a famiglie con Isee pari o inferiore ai 12mila euro (15mila per i nuclei con tre o più figli) all’acquisto di abbonamenti mensili relativi a un numero di corse non inferiore a 52, con fruizione da ottobre 2025 a maggio 2026 e per il trasporto pubblico di competenza della Regione Puglia, della Città Metropolitana di Bari e delle Province pugliesi.
“La Regione Puglia – ha sottolineato Emiliano – è una regione che assicura il diritto allo studio in modo integrale. Siamo gli unici a finanziare tutte le borse di studio e questo è un impegno che presi nel 2015 e che abbiamo mantenuto per tutto il tempo. Dopodichè abbiamo e stiamo ampliando l’ospitalità per gli studenti fuori sede che riusciamo a coprire sicuramente in modo appropriato, al punto che l’Adisu di Bari è stata in condizione persino di aiutare il Comune all’ospitalità delle persone che sono rimaste senza casa a causa del crollo di qualche mese fa e oggi stiamo completando questa visione investendo una somma enorme, di 11 milioni di euro, a favore di tutti gli studenti per agevolare i loro viaggi in modo tale da consentire la gestione del budget universitario in maniera più idonea”.
“Più di così – ha aggiunto -, obiettivamente non si può fare. Abbiamo rispettato tutti gli impegni che avevamo preso con le organizzazioni studentesche e spingiamo perchè la nostra regione, a tutti i livelli, sia una regione favorevole, piacevole, amichevole per l’apprendimento in generale, quindi sia per la formazione universitaria sia per tutti gli Its, che sono tanti, sia per le scuole. Stiamo intervenendo a tutti i livelli: assicuriamo persino la scuola dell’infanzia con i nostri buoni servizi a tutti i cittadini che ovviamente abbiano un reddito compatibile. E’ un miracolo pugliese in Italia che ci induce a un orgoglio particolare, a una particolare soddisfazione”.
“Questo provvedimento – ha spiegato Celiento – prevede un avviso che sarà fatto a giorni sulla piattaforma di Arti, della quale i ragazzi sono già a conoscenza, perchè è la stessa piattaforma che usano per i buoni libro. Lì si farà una richiesta ben precisa e da ottobre 2025 fino a maggio 2026 potranno utilizzare questa scontistica del 50%, ovviamente una volta al mese, su tutti i mezzi di trasporto sia su ferro che su gomma della Regione Puglia. I parametri scelti sono alla base un pò di tutto il confronto che c’è stato sia con la pubblica istruzione, sia ovviamente con tutti i vettori, che ringrazio per il lavoro che abbiamo fatto. Non è stato semplice, però è un aspetto importante e bello da condividere questa mattina. L’iniziativa nasce proprio dall’ascolto degli studenti. In più circostanze abbiamo incontrato i comitati studenteschi, abbiamo incontrato ragazzi che si muovono sui mezzi pubblici e da tutti veniva fuori questa richiesta di particolare attenzione, sempre legata al voler sostenere il diritto allo studio. Penso che aver raggiunto questo traguardo per la prima volta in Regione Puglia con risorse di bilancio è importantissimo. E’ un segnale di attenzione nei confronti del mondo giovanile e soprattutto veramente offre le giuste possibilità affinchè i giovani restino sempre più in Puglia anche a studiare”.
“L’iniziativa – ha concluso Leo – è assolutamente importante e strategica, uno dei tanti obiettivi raggiunti nel diritto allo studio. Per noi è fondamentale supportare i ragazzi, gli studenti, le studentesse e questo mi sembra uno strumento assolutamente giusto, idoneo e che può assolutamente agevolare non solo i ragazzi, ma anche le famiglie. Siamo davvero contenti di questo obiettivo raggiunto, grazie ai due dipartimenti (la sezione dell’istruzione e dei trasporti), ma anche ad Adisu e altri. Insomma, tutti hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi. E’ un progetto ambizioso, la platea potrebbe essere quella di 35 mila studenti. Un numero davvero importante, che permetterà indubbiamente di agevolare soprattutto le famiglie, il nostro obiettivo”.
– foto xa2 Italpress –
(ITALPRESS).

Presentato il secondo volume in braille di Rivista Militare, Rauti “Strumento di integrazione”

ROMA (ITALPRESS) – Presentato presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito il secondo volume in braille di Rivista Militare. A moderare l’evento la giornalista Rai Maria Concetta Mattei, alla presenza del sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, del presidente dell’Uici, Mario Barbuti, e del direttore responsabile della rivista, il colonnello Giuseppe Cacciaguerra. Il secondo volume, distribuito in 200 copie, racchiude al suo interno 14 articoli, selezionati con attenzione. “Vogliamo dare una panoramica di tutto l’anno. Due articoli per ogni numero, dando un uguale dignità a tutti i fascicoli che selezioniamo. Abbiamo preferito articoli non lunghissimi e soprattutto dalla facile lettura; vogliamo dialogare con tutti i cittadini. Inoltre per ogni numero facciamo due-tre podcast”, ha spiegato il colonnello Cacciaguerra. La rivista rappresenta una vera e propria raccolta di pensiero, con l’obiettivo di divulgare e informare sui molteplici aspetti della cultura militare. Dunque non solo la storia nazionale, la preparazione e professionalità degli ufficiali, ma anche musica, cinema e una particolare attenzione alla condizione femminile, dati i 25 anni dall’ingresso delle donne nelle forze armate.

L’edizione 2023 della Rivista Militare in braille ha visto un successo andato ben oltre le aspettative, da qui la volontà di continuare anche con l’edizione 2024. “Si può fare tanto di più anche allargando la possibilità, tenendo conto che solo il 25/30% delle persone non vedenti conoscono il linguaggio braille. I podcast sono una valida alternativa per far fronte a queste difficoltà“, ha sottolineato il presidente dell’Uici, Mario Barbuto.

LE PAROLE DI RAUTI

“La cultura della Difesa declina principi inclusivi. Il primo, nessuno è diverso e nessuno può essere lasciato indietro; tutti hanno diritto alla cultura e alla conoscenza”. Così il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, intervenendo alla presentazione del numero speciale della Rivista Militare pubblicato in codice braille, ringraziando il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello per l’iniziativa. L’opera raccoglie 14 articoli – che Rivista Militare ha pubblicato nel 2024 – redatti nel codice braille e tradotti anche in inglese con lo scopo di “abbattere le barriere e dare alle persone con disabilità visiva pari opportunità di accesso e favorire forme di autonomia e indipendenza. La lettura tattile ha origini militari con un primo impiego del codice braille nelle comunicazioni notturne in operazione”, ha evidenziato Rauti.

Il volume di quest’anno è una seconda edizione che si arricchisce della collaborazione tra l’Esercito e Mbda come sponsor, che ha finanziato la pubblicazione di 200 copie dell’opera che verranno distribuite alle sedi territoriali dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici). “La pubblicazione in Braille è uno strumento di integrazione ed anche di sensibilizzazione finalizzate all’inclusione delle disabilità e alla coesione sociale, uno dei principi base della cultura della Difesa”, ha concluso Rauti.

– foto xr3/Italpress –

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A Claudio Staiti il premio storia dell’emigrazione veneta

VENEZIA (ITALPRESS) – È il dottor Claudio Staiti con il saggio dal titolo “Da Tabacco a Speranza: storia di un padre e un figlio negli Stati Uniti. Tra identità veneta e assimilazione americana (1877 – 1927)” il vincitore della terza edizione del “Premio per saggi brevi, inediti e originali sulla storia dell’emigrazione veneta”.

Il riconoscimento è stato consegnato nei giorni scorsi a Palazzo Balbi. Con questo concorso, riservato a giovani studiosi di qualsiasi nazionalità di età compresa fra i 18 e i 35 anni, La Regione del Veneto assegna, attraverso una giuria, un premio di 3.000 euro ad un saggio scientifico breve, inedito e originale, col fine di valorizzare la storia dell’emigrazione veneta, affinché questo tema così importante per la storia del Veneto sia compreso nei suoi vari aspetti e ricadute (sociali, politici, culturali ed economici) e la memoria di esso rimanga viva nelle giovani generazioni e le renda consapevoli.

Il riconoscimento quest’anno è andato quest’anno al dottor Claudio Staiti, nato a Messina, con Laurea magistrale in Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Moderna presso l’Università di Messina e dottorato di ricerca in Scienze Storiche, Archeologiche e Filologiche, presso l’Università di Messina.

“Congratulazioni al dottor Claudio Staiti per questo premio – commenta l’assessore regionale alla Cultura e ai Flussi Migratori/Veneti nel mondo Cristiano Corazzarioltre agli auguri per un futuro ricco di successo e di soddisfazioni. Si tratta di un lavoro che racconta la storia di Carlo e Gino Speranza, padre e figlio, protagonisti a fine Ottocento di una singolare vicenda di emigrazione dal Veneto agli Stati Uniti. Il padre divenne un intellettuale e docente di lingua e letteratura italiana all’Università di New York e alla Columbia University, il figlio un avvocato e consulente legale presso il Consolato italiano di New York”.

La Commissione Giudicatrice è composta da nove docenti di Università italiane ed estere specialisti del settore e provenienti da tutto il mondo, un rappresentante delle Associazioni venete di emigrazione e da un rappresentane della Regione del Veneto.

-Foto regione Veneto-
(ITALPRESS).

Antichi mestieri, i carri siciliani all’Expo Osaka

OSAKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Non solo i pupi, non solo le teste di moro: i carri siciliani non potevano mancare all’Expo di Osaka. A rappresentare quest’arte antica e questo antico mestiere, Alice Valenti, una pittrice e artigiana siciliana che portato in Giappone – in occasione della settimana dedicata alla Regione Siciliana, nel Padiglione Italia – un pezzo di storia dell’Isola.
abr/gtr

Incendio in provincia di Cosenza, distrutti dei mezzi della società di raccolta dei rifiuti di Cetraro

COSENZA (ITALPRESS) – Un incendio, di probabile natura dolosa, ha distrutto numerosi mezzi della società Ecologia Oggi, incaricata della raccolta dei rifiuti nel comune di Cetraro, in provincia di Cosenza.

I veicoli erano parcheggiati nel piazzale della ditta, nella zona della Marina. Nel rogo sono andati distrutti nove camion compattatori su dieci. Le alte colonne di fumo erano visibili anche dal centro cittadino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e agenti della polizia locale. Indagini sono in corso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ultimi giorni per candidarsi ai Defender awards

ROMA (ITALPRESS) – Restano pochi giorni per partecipare alla nuova iniziativa Defender Awards: la data di chiusura per presentare le candidature è il 16 giugno. Gli enti e le organizzazioni benefiche senza scopo di lucro che intendono partecipare ai Defender Awards sono invitati a finalizzare l’iscrizione prima della data di chiusura.

L’iniziativa di carattere internazionale ha l’obiettivo di promuovere e supportare gli eroi locali della conservazione e del sostegno umanitario in sette Paesi: Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Australia, Giappone e Sud Africa.

I sette vincitori riceveranno ciascuno un fondo di 120.000 euro erogabile in due anni, una Defender per lo stesso periodo, in grado di sostenere il fondamentale lavoro delle organizzazioni in prima linea nei luoghi più difficili da raggiungere, e supporto formativo erogato da un gruppo di esperti. Vengono accettate le candidature di programmi che operano in una delle quattro categorie seguenti: Defenders of the Wild – Protezione delle specie in via di estinzione e a rischio. Defenders of Humanity – Sostegno alle comunità vulnerabili. Defenders of Land – Protezione e ripristino dei luoghi più preziosi e fragili della terra. Defenders of the Sea – Protezione delle specie e degli ambienti marini.

Defender è un marchio guidato da un purpose unico e ha rappresentato un supporto fondamentale per le comunità in cui opera, a partire dai primi veicoli inviati con le infermiere della Croce Rossa britannica in Kenya e Dubai nel 1954. Più recentemente, la partnership ventennale con Tusk, per proteggere le specie minacciate e la biodiversità in Africa, è un’ulteriore dimostrazione del suo sostegno agli eroi che ogni giorno “embrace the impossible”.

Mark Cameron, Managing Director di Defender, ha dichiarato: “Abbiamo lanciato i Defender Awards per offrire riconoscimento e sostegno agli eroi della conservazione e del lavoro umanitario. Il nostro nuovo programma rappresenta un investimento di oltre un milione di sterline e riunirà una rete internazionale di esperti per condividere le proprie conoscenze e contribuire a promuovere il cambiamento. Il programma è di dimensioni internazionali, ma ha un focus locale. Invito i potenziali partecipanti ad accertarsi di presentare la propria candidatura prima del 16 giugno, in modo da essere tenuti in considerazione per il supporto finanziario e formativo destinato ai vincitori”.

I dettagli su come partecipare sono disponibili sul sito web Defender: landrover.it/defender/defender-awards/index.html e la data di chiusura delle iscrizioni è il 16 giugno 2025. La giuria delle singole nazioni selezionerà due candidature in ciascuna delle quattro categorie previste, ottenendo così una rosa internazionale di 56 partecipanti tra i quali, in seguito, una giuria di esperti di conservazione e supporto umanitario di fama mondiale selezionerà i sette vincitori. Per informazioni su come candidarsi visitare il sito: lr-defawd-it-it.

foto: JLR Italia

(ITALPRESS).

Spalletti esonerato, previsioni rispettate

Spalletti esonerato. Previsioni rispettate. Torno indietro di una vita – settant’anni e passa – quando ai pezzi si dava spesso il titolo di un film. Nella fattispecie: SIAMO TUTTI ASSASSINI. Ovvero complici di una ultradecennale disfatta, cacciati dai Mondiali di Russia nel 2018, da quelli del Qatar nel 2022, vittime dello spallettismo agli Europei del 2024 e l’altra sera della Norvegia che ci fa tremare all’ipotesi di saltare il Trimondiale del 2026 senza aver mosso penna. Come se l’Azzurro dello scudetto del Napoli fosse due stagioni fa promotore dell’Azzurro-Italia. Fatemi prende fiato. Andrè Cayatte – regista e avvocato – trattava di autentici criminali ma offrì ai titolisti dei giornali una gustosa metafora, proprio mentre Jean Paul Sartre, filosofo, scrittore impegnatissimo, sorprendeva il colto e l’inclita con una sua battuta ancor più famosa: “Il calcio è metafora della vita”. Dopo la lezione di Bartali, i francesi si erano buttati sul pallone. Come l’algerino Camus, premio Nobel come Sartre (che lo rifiutò):”Quel poco che so della morale l’ho appreso sui campi di calcio”. Oltralpe giocavano un calcio per eletti – e colti – inventandosi la Coppa Rimet, il Campionato d’Europa, France Football, il Pallone d’Oro: senza nulla vincere, esaltando Just Fontaine quando nel ’58, ai Mondiali di Svezia, mentre esordiva Pelè, era diventato capocannoniere con 13 gol. Molti anni dopo arrivò Platini e cambiò tutto. Mentre in Italia saliva un calcio “ignorante” – niente filosofia, almeno fino a Scopigno, per scherzo – affidato ai tecnici/personaggi esperti come Viani, Rocco, Bernardini e la Nazionale promuoveva gli allenatori del parastato, quelli come Valcareggi, nato a Coverciano, e come lui Maldini, Zoff, Vicini, tanto esperti quanto risparmiosi. Si chiamavano CT, commissari tecnici. Selezionatori. Era “parastatale” – nel frattempo- anche Enzo Bearzot che nel ’74 si portò dietro Giovanni Arpino e anche un pò di cultura. Ma questa è un’altra storia. Finchè arrivò Sacchi, allenatore dell’Italia e si autonominò – da professionista – vicecampione del mondo. Mutando anche il linguaggio dei giornalisti. In principio era anche il Verbo – la parola – il tempo in cui certi giornalisti come Brera, Zanetti, Bardelli, Ghirelli, Del Buono e Barendson “suggerivano” la Nazionale ai Ct ottenendo risultati e pernacchie come quando per anni s’azzuffarono per Rivera e Mazzola. Fortuna volle che la palla capitasse poi in Germania a Marcello Lippi, allievo del grande Bernardini, e ancora dal 2006 dentro e fuori dal Mondiale, sconfitti in presenza o in assenza, salvo la stagione del mister/coach Roberto Mancini, la vittoria europea e il caos.
Prima di arrivare al pateracchio-Spalletti (finto anno sabbatico, finto invito a sorpresa a indossare la tuta azzurra, accordi presi mentre il Napoli festeggiava lo scudetto) ripensai al tecnico del parastato suggerendo a Gravina il nome di Alberto Bollini – un cinquantenne attivato con successo nel mondo di Coverciano con l’Italia Under-20 nel 2021-2022, 2023-2024 e vincitore del Campionato d’Europa Under-19. Spalletti l’aveva ricevuto in eredità da Mancini, fu subito rimosso. E adesso vediamo – mi dissi. E ho visto. Gli “assassini” dopo Oslo sono tornati in scena, hanno convinto Gravina a scansarsi dallo staff perdente e a cacciare l’incomodo/scomodo. E tutti insieme non hanno capito quello che vado dicendo da anni – anche alla vigilia di Oslo – e che ha detto appena ieri Ventura: “E’ un problema del sistema”. Della Federazione che da lunghi anni ha sostituito i giocatori italiani con stranieri negando la crescita di azzurrabili per i ruoli più importanti. E tutto è avvenuto senza contrasto dei media. Ho visto scendere in campo Lucca, l’altra sera, e ho ricordato di averlo “raccomandato” cinque anni fa, diciannovenne, quando giocava a Palermo. In un calcio dove i giovani possono avere anche più di vent’anni. E adesso sentirete gli “assassini” cantar vittoria.

Siglata l’intesa tra la Regione Liguria e il Gse per promuovere lo sviluppo sostenibile

GENOVA (ITALPRESS) – È stata siglata oggi l‘intesa tra Regione Liguria e il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per rafforzare la cooperazione istituzionale su temi strategici per la decarbonizzazione e la sostenibilità energetica del territorio. L’accordo mira a supportare la Regione nel conseguimento degli obiettivi fissati dal PNIEC, dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) e dal Programma Regionale FESR 2021-2027, attraverso l’attuazione di azioni congiunte nell’ambito dell’efficienza energetica, promozione delle fonti rinnovabili, diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, mobilità sostenibile ed economia circolare.

Il protocollo prevede attività sinergiche di pianificazione e programmazione energetica, anche grazie alla condivisione di strumenti digitali e banche dati, e l’integrazione degli incentivi statali con la programmazione regionale per promuovere l’autoconsumo e la riqualificazione del patrimonio pubblico. Inoltre, verranno attivati sportelli dedicati per supportare Enti locali, cittadini e imprese e saranno avviate iniziative di informazione e formazione per favorire sia l’accesso agli strumenti gestiti dal GSE, sia il coinvolgimento del territorio nella transizione energetica.

“Questa intesa rappresenta un momento importante per l’Amministrazione e le imprese, frutto di una visione orientata al futuro – ha detto l‘assessore regionale all’Energia Paolo Ripamonti -. Accompagnare la transizione energetica con strumenti concreti, significa promuovere innovazione ed efficienza, elementi fondamentali per la competitività del nostro territorio. Regione Liguria ha come obiettivo il raggiungimento delle performance previste a livello comunitario. Ringrazio quindi il GSE, con cui Regione Liguria ha rafforzato ultimamente la collaborazione, e il suo presidente Paolo Arrigoni per offrirci l’opportunità di affrontare con competenza e consapevolezza le sfide energetiche del Paese, affiancando cittadini, professionisti, imprese ed enti locali per sostenere progetti di sviluppo delle fonti rinnovabili, per garantire un modello di sviluppo sostenibile che tuteli l’ambiente e rilanci l’economia locale. La firma di oggi, preannunciata nel corso del road show, rende istituzionale il rapporto con un player di grande importanza per il nostro territorio”.

“Con questa intesa si rafforza il sostegno alla Regione Liguria nel percorso verso un sistema energetico più efficiente, partecipato e sostenibile, per il quale l’Ente ligure ha già da tempo avviato importanti iniziative in materia di energie rinnovabili, efficientamento energetico ed economia rigenerativa – ha affermato il Presidente del GSE Paolo Arrigoni -. Il protocollo siglato oggi consolida una collaborazione strutturata con l’obiettivo di accompagnare il territorio e le comunità locali nello sviluppo di progetti integrati e innovativi che valorizzino le risorse disponibili e contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi ambientali ed economici. Come in tutto il territorio italiano, anche in quello ligure vi è una crescita significativa nel settore fotovoltaico; alla fine di aprile 2025 si registravano quasi 21.170 impianti, equidistribuiti nelle quattro province, per una capacità installata rinnovabile complessiva di circa 240 MW, in aumento del 4,8% rispetto alla fine del 2024″.

Il GSE collaborerà con la Regione anche per lo sviluppo di modelli innovativi di finanziamento degli impianti a fonti rinnovabili e per la valorizzazione dell’energia prodotta a livello locale, promuovendo il ruolo centrale delle comunità e degli stakeholder territoriali.

-Foto regione Liguria-
(ITALPRESS).