giovedì, Settembre 17, 2026
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Trump “Dazi al 50% contro Ue dal primo giugno”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha “raccomandato” una tariffa unica del 50% sulle merci dell’Unione europea. “L’Unione europea, creata con lo scopo principale di trarre vantaggio dagli Stati Uniti in ambito commerciale, è stata molto difficile da gestire. Le sue potenti barriere commerciali, l’Iva, le ridicole sanzioni aziendali, le barriere commerciali non monetarie, le manipolazioni monetarie, le cause legali ingiuste e ingiustificate contro le aziende americane e altro ancora hanno portato a un deficit commerciale con gli Stati Uniti di oltre 250.000.000 di dollari all’anno, una cifra totalmente inaccettabile”, ha scritto Trump sul social Truth.

“Le nostre discussioni con loro non porteranno a nulla! Pertanto, raccomando un dazio diretto del 50% sull’Unione europea, a partire dal 1° giugno 2025. Non vi è alcun dazio se il prodotto è costruito o fabbricato negli Stati Uniti. Grazie per l’attenzione!”, ha concluso il capo della Casa Bianca.

L’annuncio è arrivato a meno di 30 minuti dalla minaccia di imporre una tariffa di almeno il 25% su Apple nel caso in cui l’azienda non avesse iniziato a produrre i suoi prodotti negli Stati Uniti. Quella di Trump è stata sostanzialmente una netta inversione di tendenza dopo che di recente aveva pubblicizzato gli accordi commerciali preliminari con Cina e Regno Unito e ritirato altre proposte tariffarie.

Compromessi che avevano contribuito ad incoraggiare i mercati dopo una fase di incertezza. Accuse all’Ue erano state mosse anche in precedenza da Trump, che lo scorso 2 aprile aveva annunciato dazi del 20% sulle merci dell’Unione. A questo primo annuncio era seguita una “tregua” di 90 giorni.

La reazione dei mercati è stata istantanea. In un solo giorno, le principali Borse europee hanno bruciato 183 miliardi di euro in capitalizzazione. Milano ha perso
il 1,94%, Parigi il 1,65%, Francoforte il 1,54%. In rosso anche Madrid, e Londra.

“Non sto cercando un accordo – ha affermato Trump -. Abbiamo già fissato l’accordo. È al 50%”. Trump ha inoltre aggiunto di volersi opporre al deficit commerciale di merci con l’Unione Europea e di volere che i governi europei garantiscano maggiore accesso alle auto prodotte negli Stati Uniti. Il presidente repubblicano ha difeso la sua decisione di introdurre dazi del 50% all’Europa affermando che “è giunta l’ora di giocare la partita come so fare io”. Il tycoon ha inoltre indicato che potrebbe modificare o ritardare le aliquote tariffarie nel caso in cui le aziende europee si impegnassero a costruire fabbriche all’interno degli Stati Uniti.

Nel corso del suo intervento, Trump ha inoltre affermato che i dazi saranno applicati a tutti gli smartphone di fabbricazione estera, non solo ai prodotti Apple: “Sarebbe colpa anche di Samsung e di chiunque produca quel prodotto, altrimenti non sarebbe giusto”. Il presidente ha anche ribadito di essere fiducioso che le aziende possano trasferire le loro fabbriche negli Stati Uniti perché “molti processi sono ormai informatizzati”.

-Foto IPA Agency-

(ITALPRESS).

Kia, primi passi nel mondo dei veicoli commerciali elettrici

ROMA (ITALPRESS) – Kia entra nel mondo dei veicoli commerciali elettrici. La casa coreana lancia la nuova gamma di furgoni PV5, segnando il primo passo in un mercato che in Italia dovrebbe crescere notevolmente nei prossimi anni. Il PV5 è pensato per essere altamente modulare e personalizzabile, con diverse opzioni di configurazione dello spazio di carico e degli interni. Questo veicolo promette un’autonomia di 400 chilometri full electric e una ricarica rapida dal 10 all’80% in mezz’ora. Sarà disponibile in diverse versioni: Cargo, progettata per massimizzare lo spazio di carico; Passenger, per il trasporto di persone con varie capacità e opzioni per disabili; e Chassis, un pianale cabinato per allestimenti specifici come camper o veicoli per consegne. La garanzia è di 7 anni o 150 mila chilometri, estensibile. La produzione del PV5 inizierà in Corea a settembre. Le prenotazioni in Italia saranno possibili nelle prossime settimane, con l’arrivo fisico previsto nell’ultima parte dell’anno. I prezzi partiranno da 33.500 euro più Iva per la versione Van merci e da 38.500 euro Iva inclusa per la versione passeggeri a 5 posti. Il PV5 è il primo di una gamma che vedrà l’arrivo di taglie più grandi entro il 2027 e i cosiddetti “extra cargo” entro il 2030.

tvi/gtr

Nave Conscience colpita al largo di Malta, l’accusa di Freedom Flotilla a Israele

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – La Freedom Flotilla Coalition ha accusato le forze israeliane di aver preso di mira una delle sue imbarcazioni, la Conscience, in due distinti attacchi aerei avvenuti all’inizio di questo mese nei pressi delle acque territoriali maltesi. La nave, parte di una missione umanitaria diretta a Gaza, ha subito danni significativi e un incendio a bordo, secondo quanto riportato da un documento pubblicato dalle autorità maltesi.

Il Marine Casualty Damage Report conferma che la Conscience è stata colpita da due attacchi aerei sul ponte superiore, provocando un incendio, ma escludendo la possibilità di un’esplosione interna. A bordo non vi erano armi né materiali infiammabili, rafforzando così l’affermazione della coalizione secondo cui l’incendio è stato causato da un’azione militare esterna. L’incidente è avvenuto mentre la Conscience era diretta a Malta per raccogliere forniture umanitarie e imbarcare 44 passeggeri che avrebbero preso parte alla missione per Gaza.

Gli attacchi hanno inoltre lasciato l’equipaggio bloccato in mare, ma tutti i membri sono stati successivamente rimpatriati in sicurezza. Nonostante il rapporto maltese, la Freedom Flotilla Coalition ha espresso frustrazione per la mancanza di una risposta internazionale e trasparente.

“Le autorità maltesi e dell’UE non hanno ancora autorizzato un’indagine forense indipendente e internazionale sulla Conscience”, ha dichiarato la coalizione. “Questo rifiuto di garantire piena trasparenza e responsabilità è profondamente preoccupante”. La Freedom Flotilla Coalition sta preparando una nuova missione con uno yacht chiamato Madleen, dedicato alla creazione di un corridoio marittimo verso Gaza al di fuori del controllo israeliano. “La Madleen salperà presto per sfidare il blocco criminale imposto da Israele”, ha dichiarato la coalizione.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Brugnaro “Porto Marghera strategico per lo sviluppo economico e sociale del territorio”

VENEZIA (ITALPRESS) – “La variabilità delle funzioni di Porto Marghera è un elemento strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio”. Questo il messaggio chiave lanciato, questa mattina nella sede dell’Interporto Rivers di Venezia, dal sindaco Luigi Brugnaro, in occasione dell’assemblea annuale dell’Unione interporti riuniti (Uir).

Il primo cittadino ha poi ribadito quanto quest’area sia vasta a tal punto da permetterle di diventare “hub europeo per la logistica, per la produzione e per la futura ricostruzione dell’Ucraina, grazie a impianti tecnologicamente avanzati e una rete pronta ad accettare questa sfida storica”.

Brugnaro ha poi dichiarato quanto la sinergia tra pubblico e privato, industria e territorio, siano fondamentali per il futuro della logistica italiana e la competitività del sistema Paese. “Per competere con le grandi aree portuali del mondo – ha aggiunto – non dobbiamo fare ragionamenti specialistici o settoriali”. 

“La complementarietà delle funzioni di Porto Marghera è sicuramente data dalle ampie dimensioni, si pensi che è tra i porti più grandi a livello europeo. Questa caratteristica deve e può permette la coesistenza e lo sviluppo parallelo di diverse funzioni, anziché la competizione tra di esse. E’ indispensabile che ci sia una flessibilità totale della Pubblica Amministrazione alle singole situazioni. Ad esempio, se una nave entra in porto alle 4 del mattino per questioni tecniche legate al Mose, significa che tutte le autorità pubbliche devono cercare di adattarsi a questa necessità. In tal senso, dobbiamo incentivare la navigazione notturna nei porti che si può attuare atraverso misure specifiche, come i miglioramenti infrastrutturali e una maggiore promozione della pratica, al fine di renderla più attraente ed efficiente. Dobbiamo porci quindi in un’ottica di collaborazione e diversificazione per attrarre investimenti e nuove imprese”, ha concluso.

-Foto comune di Venezia-
(ITALPRESS).

Marchi (Ismea) “Agroalimentare asset fondamentale per l’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ismea investe tanto sui giovani che puntano sull’agroalimentare”, un settore che “è un asset fondamentale per il nostro Paese”. Lo afferma Sergio Marchi, direttore generale dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Non esistono altre esperienze di questo tipo in ambito europeo. Sosteniamo l’agricoltura italiana, soprattutto sul tema dei giovani, dell’accesso alla terra, dell’innovazione”, anche con l’ausilio “di una banca dati, potrei dire sconfinata, sul valore delle produzioni, sui prezzi, sull’analisi dei prodotti di qualità – prosegue -. Garantiamo anche quegli strumenti di accesso al credito che sono indispensabili per fare impresa e una grande attenzione alle aree interne resilienti del paese. Tutto questo viene fatto da Ismea che è un ente pubblico economico vigilato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste”.
L’Istituto per i Servizi al Mercato Agricolo e Alimentare ha chiuso il 2024 con un valore della produzione prossimo ai 100 milioni di euro, “quindi è un ente assolutamente solido. Le nostre risorse derivano dall’attività che facciamo – sottolinea il direttore generale -. Ismea aiuta gli imprenditori a investire e anche le banche ad abbassare il monte rischi, rendendo più facile e meno costoso l’investimento. Facciamo leasing fondiario, e con programmi come Più Impresa e Fondo Innovazione garantiamo l’ampliamento, l’ammodernamento e l’innovazione nel settore agricolo”.
“Mai come in questo periodo si è investito nell’agricoltura in Italia – spiega ancora Marchi -. Di questo sicuramente va dato merito al Governo Meloni, al ministro Lollobrigida. Oggi notiamo che sempre più giovani vogliono investire nell’agricoltura. E’ chiaro che è necessario che l’investimento venga correttamente remunerato. Con alcuni programmi sosteniamo i giovani imprenditori agricoli. E’ chiaro che poi questi investimenti devono essere produttivi, ma quando c’è competenza, qualità e si investe nell’innovazione l’agricoltura italiana è uno degli asset più produttivi, ce lo dicono i numeri. Noi abbiamo sull’export agroalimentare una bilancia assolutamente positiva e un valore prossimo ai 70 miliardi di euro”.
“Ovviamente per poter riabilitare le zone aree interne serve un’opportunità lavorativa, l’agricoltura può esserlo e va sostenuta – afferma ancora il direttore generale Ismea -. Facciamo la nostra parte. Serve anche la digitalizzazione che sta andando avanti. Con il Fondo Innovazione abbiamo messo sul piatto ad oggi 175 milioni di euro. E’ un programma che consente non solo il rinnovo del parco macchine ma anche la digitalizzazione e quindi l’investimento nella sostenibilità, che è sia ambientale che economica e sociale”.
Ismea è impegnata anche nei contratti di filiera, “che sono una grande opportunità per il mondo agroalimentare italiano. Sono state trovate, grazie all’azione puntuale del Governo, ulteriori risorse, 2 miliardi di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ismea è soggetto attuatore – conclude Marchi -. Abbiamo dei target sfidanti, contiamo di portarli a termine nei tempi previsti, è una risposta che potrà coinvolgere migliaia di imprese agricole che avranno la possibilità di poter mettere a terra i loro investimenti, le loro idee, i loro progetti ed è un’opportunità unica per l’agricoltura italiana”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Marchi (Ismea) “Agroalimentare asset fondamentale per l’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ismea investe tanto sui giovani che puntano sull’agroalimentare”, un settore che “è un asset fondamentale per il nostro Paese”. Lo afferma Sergio Marchi, direttore generale dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Non esistono altre esperienze di questo tipo in ambito europeo. Sosteniamo l’agricoltura italiana, soprattutto sul tema dei giovani, dell’accesso alla terra, dell’innovazione”, anche con l’ausilio “di una banca dati, potrei dire sconfinata, sul valore delle produzioni, sui prezzi, sull’analisi dei prodotti di qualità – prosegue -. Garantiamo anche quegli strumenti di accesso al credito che sono indispensabili per fare impresa e una grande attenzione alle aree interne resilienti del paese. Tutto questo viene fatto da Ismea che è un ente pubblico economico vigilato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste”.
L’Istituto per i Servizi al Mercato Agricolo e Alimentare ha chiuso il 2024 con un valore della produzione prossimo ai 100 milioni di euro, “quindi è un ente assolutamente solido. Le nostre risorse derivano dall’attività che facciamo – sottolinea il direttore generale -. Ismea aiuta gli imprenditori a investire e anche le banche ad abbassare il monte rischi, rendendo più facile e meno costoso l’investimento. Facciamo leasing fondiario, e con programmi come Più Impresa e Fondo Innovazione garantiamo l’ampliamento, l’ammodernamento e l’innovazione nel settore agricolo”.
“Mai come in questo periodo si è investito nell’agricoltura in Italia – spiega ancora Marchi -. Di questo sicuramente va dato merito al Governo Meloni, al ministro Lollobrigida. Oggi notiamo che sempre più giovani vogliono investire nell’agricoltura. E’ chiaro che è necessario che l’investimento venga correttamente remunerato. Con alcuni programmi sosteniamo i giovani imprenditori agricoli. E’ chiaro che poi questi investimenti devono essere produttivi, ma quando c’è competenza, qualità e si investe nell’innovazione l’agricoltura italiana è uno degli asset più produttivi, ce lo dicono i numeri. Noi abbiamo sull’export agroalimentare una bilancia assolutamente positiva e un valore prossimo ai 70 miliardi di euro”.
“Ovviamente per poter riabilitare le zone aree interne serve un’opportunità lavorativa, l’agricoltura può esserlo e va sostenuta – afferma ancora il direttore generale Ismea -. Facciamo la nostra parte. Serve anche la digitalizzazione che sta andando avanti. Con il Fondo Innovazione abbiamo messo sul piatto ad oggi 175 milioni di euro. E’ un programma che consente non solo il rinnovo del parco macchine ma anche la digitalizzazione e quindi l’investimento nella sostenibilità, che è sia ambientale che economica e sociale”.
Ismea è impegnata anche nei contratti di filiera, “che sono una grande opportunità per il mondo agroalimentare italiano. Sono state trovate, grazie all’azione puntuale del Governo, ulteriori risorse, 2 miliardi di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ismea è soggetto attuatore – conclude Marchi -. Abbiamo dei target sfidanti, contiamo di portarli a termine nei tempi previsti, è una risposta che potrà coinvolgere migliaia di imprese agricole che avranno la possibilità di poter mettere a terra i loro investimenti, le loro idee, i loro progetti ed è un’opportunità unica per l’agricoltura italiana”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Unioncamere, 120 mila aziende italiane esportano all’estero

ROMA (ITALPRESS) – Sono 120.876 le aziende italiane che esportano all’estero. Ma ci sono almeno altre 17.000 imprese che potrebbero rapidamente aggiungersi a questa platea se adeguatamente supportate, perché pur possedendo tutti i requisiti per aprirsi ai mercati internazionali da sole non riescono farlo o lo fanno solo occasionalmente.

È quanto emerge dal Rapporto di Unioncamere sulle imprese potenziali esportatrici realizzato dal Centro Studi Tagliacarne sulla base degli ultimi dati ufficiali sulla struttura delle imprese che esportano. “L’export fornisce un contributo fondamentale alla crescita del Pil italiano. In 5 anni, l’export di beni delle nostre imprese è cresciuto del 30%, raggiungendo i 623,5 miliardi. Aquesto risultato vanno aggiunti anche gli oltre 141 miliardi di euro connessi alla vendita di servizi”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli.

Più nel dettaglio delle 17mila imprese potenziali esportatrici: 5.601 sono aspiranti tali ovvero aziende, soprattutto “micro”, che attualmente non esportano ma hanno tutte le “carte” in regola per farlo; 11.427 sono emergenti ovvero esportano solo in via occasionale ma avrebbero le potenzialità per consolidare la loro posizione all’estero. Sono solo 1.600 le aziende emergenti che esportano verso gli Stati Uniti, ma per ben due imprese su tre rappresenta l’unico mercato di sbocco oltre confine.

Nel complesso le imprese emergenti realizzano negli Usa il 15,7% delle loro esportazioni, per un totale di 87,4 milioni di euro, a fronte del 10,8% venduto negli States dal totale delle imprese esportatrici. E’ la Lombardia la regione che esprime il maggior numero di imprese potenziali esportatrici (4.259, il 25,0% del totale). Seguono Veneto (1.933, 11,4%) e Emilia-Romagna (1.501, 8,8%). Ma a livello provinciale il quadro cambia.

Se Milano si conferma prima nella graduatoria, con 1.412 imprese potenziali esportatrici ovvero l’8,3% del totale, al secondo posto troviamo Roma (731, 4,3%) e Torino (720, 4,2%). Il 97,5% delle imprese aspiranti conta meno di 10 addetti, mentre la restante parte si divide tra piccole (2,4%) e medio-grandi imprese (0,1%). Ma nelle emergenti il peso delle imprese di dimensioni più grandi raggiunge il 3,6%. Opera nel settore manifatturiero il 46,8% delle imprese aspiranti, contro quasi il 40% delle emergenti.

Un quinto delle aspiranti si concentra in tre settori di attività: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), industrie alimentari e industria del legno e dei prodotti in legno e sughero. Mentre più variegato appare il profilo delle emergenti: solo il 14,3% lavora nei primi tre comparti più rilevanti del manifatturiero e che sono gli stessi di quelli degli aspiranti ad eccezione del settore del legno sostituito da quello della riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Direttore Emirates Centre Strategic Studies incontra consigliere Iran

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS/WAM) – Sultan Mohammed Al-Nuaimi,
direttore generale dell’Emirates Centre for Strategic Studies and
Research, ha incontrato Kamal Kharrazi, consigliere della Guida
Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran e presidente del
Consiglio Strategico per le relazioni estere. L’incontro ha
discusso le relazioni tra Emirati Arabi Uniti e Iran, gli attuali
sviluppi geopolitici nella regione e l’importanza dei think tank
nel supportare i decisori e nel rafforzare le relazioni bilaterali tra i due Paesi. L’incontro si è svolto nell’ambito di una visita scientifica del Centro nella capitale iraniana, Teheran, che ha incluso incontri con diverse università e think tank.
(ITALPRESS).
-Foto Fonte WAM-