giovedì, Settembre 17, 2026
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Alla Sapienza Urania’s passion, opera che celebra la scienza inclusiva

ROMA (ITALPRESS) – Due mani femminili che sorreggono una rappresentazione dell’atomo: obiettivo, esaltare il contributo fondamentale delle donne alla scienza e invitare a superare i pregiudizi di genere. E’ “Urania’s passion”, opera di 4 metri d’altezza simbolo di “Investing for future. Donne e STEAM: da gap a plus”, progetto promosso da MSD Italia. La scultura, creata da Lorenzo Quinn, è adesso installata all’Università Sapienza di Roma.
Secondo un’indagine Ipsos, in Italia c’è un profondo gap scientifico, ma i giovani italiani non ne sono a conoscenza: 2 su 3 ignorano il forte divario di laureati STEM rispetto al resto d’Europa e più di 9 su 10 sottovalutano le differenze di genere, con un calo costante delle iscrizioni femminili negli ultimi 10 anni.

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Toscana, Giani “Abbiamo impegnato 75 milioni per il rinnovamento degli impianti sportivi”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Come Regione Toscana, in una legislatura che si sta concludendo, abbiamo impegnato più di 75 milioni per il rinnovamento, la manutenzione, la ristrutturazione degli impianti sportivi, un record assoluto, mai si era raggiunto questa destinazione di risorse, ma ne sono orgoglioso perché ha coinvolto interventi per 236 comuni su 273, e questo ha portato a vedere gli spogliatoi nuovi, campi rifatti, ristrutturazioni, ma anche dei nuovi impianti e conseguentemente”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine di una iniziativa organizzata da Anci Toscana e da Sport e salute, in svolgimento a Coverciano.

“Sono contento perché sento di aver dato un contributo forte allo sport che oggi si presenta anche col volto di Sport e Salute con quello che è il bando missione per lo sport, e quindi il sostegno di istituzioni pubbliche che possono, coordinate dall’Associazione dei Comuni, supportare quello che è un carico di manutenzione che in Toscana è più dell’80% gravante sui Comuni” ha concluso Giani.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Robbie Williams annuncia l’uscita in autunno del nuovo album di inediti “Britpop”

MILANO (ITALPRESS) – Robbie Williams ha annunciato l’uscita in autunno di un nuovo album di inediti, dal titolo “Britpop”. Il primo brano estratto è “Rocket”, già disponibile. Il brano vede la partecipazione alla chitarra della leggenda dei Black Sabbath Tony Iommi ed è una traccia ad alto contenuto di rock: un ritornello che suona come un vero e proprio inno, una batteria martellante e un assolo di chitarra del pioniere dell’heavy metal.

Il brano è scritto da Robbie, Karl Brazil, Tony Iommi e Tom Longworth, sarà accompagnato da un video, disponibile da venerdì. Nel video, Robbie appare con un outfit ispirato al punk, con pantaloni scozzesi rossi, una pesante catena come collana e una giacca da motociclista in pelle ricoperta da graffiti, mentre si muove tra diversi luoghi simbolici di Londra accompagnato da un flash mob. Altre scene sono state girate con Robbie e Tony Iommi insieme nella città natale di quest’ultimo, Birmingham.

Parlando di “Britpop”, il cantante ha dichiarato: “Volevo creare l’album che avrei voluto scrivere e pubblicare dopo aver lasciato i Take That nel 1995. Era l’apice del Britpop e un’epoca d’oro per la musica britannica. Ho lavorato con alcuni dei miei idoli su questo album: è crudo, ci sono più chitarre ed è un disco ancora più energico e potente del solito. C’è un pò di brit e sicuramente anche un pò di pop. Sono immensamente orgoglioso di questo progetto e non vedo l’ora che i fan lo ascoltino. Non vedo l’ora, inoltre, di eseguire uno o due brani dal vivo durante il mio prossimo tour, che naturalmente partirà dal Regno Unito”.

-Foto ufficio stampa on out Now-
(ITALPRESS).

Parolin “Lo stile di Papa Leone XIV è sereno e benevolo, chiaro e forte”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è un passo del Vangelo di Giovanni che esprime bene quanto è avvenuto nel Conclave che ha portato all’elezione di papa Leone XIV: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perchè tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (15,16-17). Riuniti nella Cappella Sistina, lontani dai rumori del mondo, liberi dai condizionamenti esterni, noi Cardinali ci siamo messi in ascolto dello Spirito Santo, per scegliere l’uomo destinato a guidare la Chiesa universale, il successore di Pietro, il vescovo di Roma”. Lo scrive il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede ad interim, nella prefazione al libro di Antonio Preziosi “Leone XIV – La via disarmata e disarmante”, edito da Piemme.
“Perchè è lo Spirito di Cristo che, in ultima analisi, servendosi dell’umanità dei cardinali elettori, ha scelto papa Leone e lo ha costituito per portare quel frutto d’amore e di pace di cui il mondo ha sempre più bisogno – sottolinea il cardinale -. Lo ha ribadito lo stesso Pontefice fin dalle sue prime parole dalla Loggia di San Pietro, riferendosi alla vera pace, dono del Risorto, «una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante». Questo libro di Antonio Preziosi ci fa rivivere i primi momenti del nuovo Pontificato, dai quali si può già cogliere uno stile forte e mite nello stesso tempo. Come ho già avuto modo di osservare all’indomani dell’elezione di Leone XIV, un lungo e caloroso applauso è seguito alle parole con cui il cardinal Robert Francis Prevost accettava l’elezione canonica a Sommo Pontefice – prosegue Parolin -. Un momento intenso, addirittura “drammatico”, se si pensa al peso che veniva posto sulle spalle di un uomo. Eppure dal suo volto, pur emozionato, traspariva soprattutto serenità, un sorriso pacato e buono. Ma il cardinal Prevost è sempre stato così, e ho avuto modo di conoscerlo in questi ultimi due anni, da quando Papa Francesco l’ha messo a capo del Dicastero per i Vescovi. Svolgeva il suo compito con scrupolo e dedizione ed era sempre ben informato sulle persone e sulle situazioni – scrive ancora il cardinale Parolin nella prefazione al libro di Preziosi -. Sapeva poi affrontare ogni cosa in maniera pacata e argomentata, offrendo soluzioni equilibrate, rispettose, che mostravano attenzione e amore verso tutti”.
Parolin ricorda come Leone XIV sia “un agostiniano, figlio del grande padre e dottore della Chiesa sant’Agostino. Lo ha già citato più volte nei primi giorni del suo Pontificato. Il primo riferimento che ha fatto è alla famosa frase «con voi sono cristiano e per voi vescovo». Leone ha così manifestato subito la sua profonda umanità e lo spirito di servizio con cui intende portare avanti il suo incarico. Sulla scia di papa Francesco, che non a caso ha voluto subito ringraziare, prolungando con la sua prima benedizione quella impartita pochi giorni prima, con «voce debole ma sempre coraggiosa», da Bergoglio. Una benedizione rivolta a Roma e al mondo intero la mattina del giorno di Pasqua. Una benedizione che era anche una dichiarazione: «Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà!»”.
“Tra le innumerevoli parole che sant’Agostino ci ha lasciato, ne cito una famosissima: «Ama e fà ciò che vuoi». E’ la sintesi del Vangelo, della vita cristiana – prosegue il cardinale -, il precetto che racchiude tutti gli altri, quello che Gesù ci chiede e che papa Leone ci ha ricordato fin dall’inizio: il Signore ci ama e ci chiede di amare tutti come lui ha fatto con noi. Non va dimenticato come prosegue la celebre frase di Agostino, tratta dalla settima omelia sulla Prima lettera di Giovanni. Egli esplicita e applica alla nostra vita concreta la sua icastica affermazione: «Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poichè da questa radice non può procedere se non il bene». Queste pagine di Antonio Preziosi ci fanno apprezzare lo stile sereno e benevolo, chiaro e forte, di papa Leone XIV. Al quale siamo vicini con la preghiera e con la nostra filiale obbedienza. Sotto la sua guida la Chiesa possa risplendere ogni giorno. di più come testimone dell’amore di Dio, un amore dal quale proviene ogni bene per ognuno di noi e per il mondo intero”, conclude il cardinale.

– Foto Piemme –

(ITALPRESS).

Canone RAI per seconda casa: devo pagarlo?

Chiunque possieda un apparecchio televisivo è tenuto al pagamento del canone RAI. Con il termine apparecchio televisivo si intende qualsiasi dispositivo in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente oppure tramite decoder o sintonizzatore esterno. La normativa prevede che il canone sia dovuto una sola volta per ciascun nucleo familiare anagrafico, a prescindere dal numero di abitazioni in cui siano presenti apparecchi televisivi.

Questo principio è valido anche nel caso in cui un soggetto possieda più immobili, ad esempio una prima casa e una seconda casa.

Il canone RAI è dovuto anche per la seconda casa?

No, non è previsto un doppio pagamento del canone RAI in presenza di una seconda abitazione. La legge stabilisce che il canone sia unico per nucleo familiare, quindi anche se nella seconda casa è presente un televisore, non si dovrà versare un secondo canone, purché l’intestatario dell’utenza elettrica faccia parte dello stesso stato di famiglia.

Il canone viene generalmente addebitato nella bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione principale, a meno che non sia stata presentata una dichiarazione di esenzione o una variazione del nucleo familiare anagrafico. L’unico caso in cui si deve versare un ulteriore canone è se nella seconda casa la fornitura elettrica è intestata a una persona non appartenente al nucleo familiare anagrafico dell’intestatario della prima casa.

Persone in casa di riposo: devono pagare?

Sì, il canone RAI resta dovuto anche da chi è ricoverato in una casa di riposo, a condizione che mantenga la disponibilità di un apparecchio televisivo nella propria abitazione. Il semplice trasferimento presso una struttura residenziale non esonera dal pagamento, se la residenza anagrafica non è stata modificata e se nell’abitazione privata rimane attivo un apparecchio TV.

Al contrario, se la persona ricoverata non detiene più un televisore e risulta intestataria di un’utenza elettrica con tariffa domestica residenziale, è necessario presentare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare l’addebito automatico del canone nella bolletta.

Cosa fare se non si possiede un televisore

Il canone RAI è dovuto solo in presenza di un apparecchio idoneo alla ricezione dei canali televisivi. Tuttavia, l’intestatario dell’utenza elettrica domestica residenziale è automaticamente considerato tenuto al pagamento, salvo dichiarazione contraria.

Per evitare l’addebito, è necessario compilare e trasmettere all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva di non detenzione, che deve essere presentata annualmente entro una certa scadenza (di norma, entro il 31 gennaio per l’anno in corso).

La dichiarazione può essere inviata:

  • online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS),

  • tramite CAF o intermediari abilitati,

  • oppure con raccomandata accompagnata da copia del documento d’identità.

Solo in presenza di tale dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate disporrà l’esclusione dall’addebito del canone sulla bolletta elettrica.

Riassumendo

Il canone RAI si paga una sola volta per famiglia anagrafica, anche in presenza di più immobili. Non è previsto il pagamento per la seconda casa se il titolare dell’utenza elettrica appartiene allo stesso nucleo familiare. Persone ricoverate in strutture residenziali continuano a essere tenute al pagamento se mantengono un televisore nella loro abitazione. Chi non possiede alcun apparecchio televisivo deve attivarsi per evitare l’addebito in bolletta, tramite dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

Madre di 77 anni dona un rene alla figlia, l’intervento all’Ismett di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – È stato eseguito con successo un trapianto di rene da donatore vivente, in cui una madre di 77 anni ha donato un rene alla propria figlia, affetta da insufficienza renale. Si tratta di un caso eccezionale, poiché la donatrice è tra le più anziane in Italia ad aver effettuato una donazione da vivente.

L’intervento è stato eseguito ad ISMETT, la struttura a Palermo dalla partnership fra la Regione Siciliana ed UPMC, il centro medico di Pittsburgh. “Quando ho saputo che potevo donare il rene a mia figlia – racconta Teresa, la donatirce – non ho avuto alcun dubbio. Ho potuto fare questo intervento perché il mio corpo, il mio fisico, non ha problemi particolari. Posso dire che lo rifarei perchè grazie a questo gesto ho potuto alleviare le sofferenze di mia figlia”.

L’intervento sottolinea l’importanza della donazione da vivente come opzione terapeutica efficace e sicura, anche in età avanzata, grazie a una selezione accurata dei donatori e all’impiego di tecniche chirurgiche all’avanguardia. Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, in Italia, tra il 2002 e il 2022, sono stati effettuati 4.599 trapianti di rene da donatore vivente, con una sopravvivenza dei pazienti del 98,7% a un anno e del 96,8% a cinque anni dal trapianto. Studi clinici indicano che l’età del donatore vivente non influisce significativamente sulla durata del trapianto, con sopravvivenze a 10 anni superiori al 74% anche in presenza di donatori over 60.

Il programma di trapianto di rene da vivente di ISMETT, coordinato dal dr Salvatore Piazza, è stato negli ultimi anni potenziato diventando oggi uno dei primi in Italia per volume di attività e qualità delle cure. “Questo intervento – spiega Barbara Buscemi, responsabile medico del programma di trapianto di rene di ISMETT-UPMCdimostra che non conta l’età anagrafica, come tutti noi medici sappiamo, ma l’età biologica. La signora Teresa è una delle donatrici più anziane d’Italia, avendo compiuto 77 anni al momento della donazione, ma il suo decorso post-operatorio è stato lineare. Si è alzata già il giorno dopo l’intervento ed è stata dimessa in tempi molto brevi”.

Il trapianto è stato effettuato con tecniche chirurgiche avanzate, come la nefrectomia laparoscopica, che riduce i tempi di recupero e minimizza le complicanze post-operatorie. La donatrice è stata sottoposta a un rigoroso processo di valutazione pre-operatoria per verificarne l’idoneità, anche alla luce dell’età avanzata.

“Ero iscritta in lista d’attesa da cadavere – racconta Rosa, la paziente sottoposta al trapianto – ma i tempi erano lunghi e le mie condizioni peggioravano. Mia madre, a un certo punto, si è detta disposta a donarmi il rene. All’inizio ero preoccupata, speravo mi chiamassero per un trapianto da cadavere, ma poi mi sono affidata ai miei medici ed è andato tutto bene”.

Il programma di trapianto da donatore vivente presso ISMETT-UPMC è attivo dal 1999 e rappresenta una delle principali attività chirurgiche del centro. “In ISMETT- spiega Duilio Pagano, responsabile chirurgico del programma di trapianto di reneabbiamo sviluppato dei percorsi di cura e di gestione delle complicanze che ci permettono di ottenere dimissioni protette in tempi brevi, affinché i pazienti possano tornare alle loro attività di tutti i giorni”.

-Foto IPA Agency-
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Scoperte a Gela sei tombe arcaiche, Scarpinato “Tuteleremo i reperti”

GELA (ITALPRESS) – Sei sepolture appartenenti a una necropoli arcaica risalente al periodo tra V e VI secolo a.C sono emerse durante i lavori di riqualificazione dell’Orto Pasqualello a Gela, condotti dal Comune con fondi Pnrr.

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito delle attività di archeologia preventiva svolte dalla Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta. “L’intervento proseguirà nel rispetto del progetto di riqualificazione, tutelando e valorizzando i reperti emersi grazie alla collaborazione con il Comune di Gela”, dicono l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, e la soprintendente, Daniela Vullo.

Tra i ritrovamenti più significativi, accanto alla tomba di un infante, è stata rinvenuta una sepoltura contenente un “kalypter egemon”, elemento architettonico decorativo riutilizzato, probabilmente proveniente da un tempio della zona. Il sepolcreto, al momento, comprende sei tombe: due appartenenti ad adulti, due a bambini, mentre sulle altre due occorre eseguire ulteriori indagini.

Nella tomba 1 sono stati trovati due “lekythoi” (vasetti) databili tra il 500 e il 475 a.C. Gli archeologi ipotizzano che un evento naturale, forse una colata di argilla, abbia sigillato parte dell’area già in epoca antica.

Infatti, nella tomba 1 il corpo era stato rimosso poco dopo la sepoltura, lasciando solo il corredo funebre. Si pensa che possa trattarsi di un nucleo familiare, ma saranno necessari ulteriori scavi per confermarlo. Nei pressi delle tombe è emersa anche una roccia tenera tagliata, al cui interno sono stati trovati frammenti di un cratere e di anfore.

-Foto ufficio stampa Regione Siciliana-
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Referendum, Macheda “Rai deve adempiere al ruolo di servizio pubblico”

ROMA (ITALPRESS) – “Come giornalista della Rai ritengo che il servizio pubblico debba adempiere ai suoi doveri e nessuna ragione può impedire che questo avvenga”. Lo afferma Daniele Macheda, segretario Usigrai, in una intervista a Collettiva.
“Grave che ci sia voluto addirittura un richiamo di Agcom per fare in modo che qualcosa si muovesse rispetto a un silenzio che non è accettabile”, afferma ancora Macheda, che aggiunge: “Come giornalista Rai e come dirigente dell’Usigrai non posso non dire che per ragioni interne all’Azienda le trasmissioni di approfondimento che di solito popolavano le prime serate sulle diverse reti, dal martedì al giovedì al venerdì, sono sparite dai palinsesti. Sono proprio quelle trasmissioni che hanno consentito nel tempo di affrontare e approfondire temi come quello dei referendum”.
“Credo – conclude il segretario – che innanzitutto le colleghe giornaliste e i giornalisti dentro le proprie redazioni possono, e hanno strumenti per chiedere che le direzioni parlino e affrontino i temi del referendum negli spazi di informazione”.

– Foto IPA Agency –

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Ramelli, Fidanza “Stagione di odio e violenza non torni mai più”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Al Parlamento Europeo abbiamo inaugurato una mostra dedicata alla vicenda di Sergio Ramelli, che 50 anni fa veniva brutalmente assassinato da un commando di estrema sinistra. Portare la sua storia qui è un momento simbolicamente fondamentale nel percorso di pacificazione nazionale, di riconoscimento reciproco e di superamento di una stagione di odio politico e di violenza che non vogliamo ritorni mai più”. Lo ha detto il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, a margine dell’inaugurazione della mostra in ricordo di Sergio Ramelli.

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Ingresso di aiuti umanitari urgenti a Gaza, accordo tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele

ROMA (ITALPRESS) – Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con Israele per “iniziare a consegnare aiuti umanitari urgenti” a Gaza, più di due mesi dopo che l’occupazione ha imposto un blocco totale che ha impedito a qualsiasi aiuto di entrare nell’enclave palestinese, in mezzo agli allarmi internazionali per una carestia in corso.

In una dichiarazione pubblicata mercoledì dall’Emirates News Agency (WAM) si afferma che una telefonata tra il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed Al Nahyan e il suo omologo israeliano, Gideon Sa’ar,ha portato a un accordo per iniziare a fornire aiuti umanitari urgenti dagli Emirati Arabi Uniti, volti a soddisfare, come prima fase, i bisogni alimentari di circa 15.000 civili nella Striscia di Gaza”.

L’iniziativa prevede anche la fornitura di materiali di base necessari per gestire i panifici nella Striscia di Gaza, nonché di beni di prima necessità per l’infanzia, garantendo al contempo la continua disponibilità di tali materiali per soddisfare le esigenze dei civili. Il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha sottolineato l’importanza di garantire che gli aiuti umanitari, sanitari e di soccorso raggiungano il popolo palestinese nella Striscia di Gaza “in modo urgente, capillare, sicuro e senza ostacoli”. Le due parti hanno anche discusso degli sforzi regionali e internazionali per ripristinare l’accordo di tregua, raggiungere un cessate il fuoco e liberare gli ostaggi.

NELLA NOTTE ALTRI 20 MORTI A GAZA

Almeno 20 persone sono morte negli attacchi israeliani effettuati dall’alba di oggi sulla Striscia di Gaza. Lo riferisco fonti sanitarie di Gaza, controllata dal movimento islamista palestinese Hamas, citate dall’agenzia di stampa Wafa. I raid hanno colpito Deir el-Balah, nel centro di Gaza, uccidendo 5 persone. Altri bombardamenti sono stati lanciati su Khan Younis e Jabaliya, causando altre vittime. Domenica l’esercito israeliano ha avviato l’operazione Carri di Gideon in tutta la Striscia, dove ieri sera è morto un soldato nel Sud a causa del crollo di un edificio.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).