giovedì, Settembre 17, 2026
Home Blog Pagina 1499

Mulè incontra i familiari delle vittime della strage di Monreale, “La giustizia sia severa”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho incontrato alla Camera dei deputati i familiari di Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo, i tre giovani assassinati a Monreale il 27 aprile scorso. Ho avuto modo di ascoltare e confrontarmi con Marco e Claudia Pirozzo, fratello e sorella di Massimo, con Debora Venturella, mamma di Salvo, e con Ignazio, Giacomo e Giuseppe Miceli, padre e fratelli di Andrea. Il loro gesto di venire nel tempio della democrazia per discutere con me è un segnale di profondo rispetto per le Istituzioni che pretende altrettanto rispetto. Nelle loro parole, pronunciate con esemplare dignità e giustificata rabbia, ho registrato e condiviso lo strazio e l’incredulità di una strage assurda e ingiustificabile, la pena e il dolore per la perdita devastante dei loro cari”. Lo afferma il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè dopo l’incontro con i familiari delle tre vittime della strage di Monreale. “Insieme abbiamo convenuto sulla necessità che la giustizia sia severa e implacabile nei confronti di tutti i responsabili. Allo stesso tempo tutti i familiari reclamano sicurezza, chiedono risposte forti e soprattutto concrete sul fronte della prevenzione, della repressione e delle leggi per impedire che nuove famiglie conoscano il dolore che li ha travolti – prosegue -. Ho innanzitutto assicurato il mio impegno affinché lo Stato si faccia carico di prendere per mano e assistere, attraverso un impegno reale, le famiglie di chi ha subito questa tragedia. Ho registrato e letto con profonda indignazione come, ancora oggi, i familiari di Andrea, Massimo e Salvo siano incredibilmente destinatari di messaggi di inaudita violenza e minaccia sui social – coperti dalla viltà dell’anonimato dei mittenti – che trasudano odio. Tutto ciò è inaccettabile, al pari di quel clima che purtroppo alberga ancora nel quartiere Zen di Palermo, da dove provengono i responsabili assicurati finora alla giustizia”.

“Sono certo che le forze dell’ordine continueranno in un’azione esemplare che pretende di essere incessante e continua nel contrasto a questa subcultura criminale e allo stesso tempo di prevenzione affinché i cittadini di Monreale possano liberarsi da quella cappa di paura che li accompagna dal giorno della tragedia – conclude il vicepresidente della Camera -. Il diritto a vivere tranquilli, la certezza che lo Stato è capace di imporre sicurezza, eliminando qualsiasi sopruso o peggio di irricevibile impunità, sono ulteriori impegni che sento di condividere con i familiari di questa insensata tragedia. Proprio per dare il senso di un’azione non episodica torneremo a incontrarci con i familiari di Andrea, Massimo e Salvo di qui a poche settimane”.

– foto ufficio stampa Giorgio Mulé –

(ITALPRESS).

Lampedusa, donata al Poliambulatorio una culletta termica

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – In una sala del Poliambulatorio di contrada Grecale l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, benediceva una culletta termica di ultima generazione donata dal MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, mentre, poco distante nell’area chirurgica, una donna somala di 30 anni, sbarcata nella notte al molo Favaloro, metteva alla luce un maschietto al quale è stato dato il nome di Alì. E’ stata una mattinata dalle forti emozioni nella struttura sanitaria dell’Asp di Palermo a Lampedusa: ad un momento di solidarietà e dal forte significato simbolico, si è associata una nuova vita. Il bambino, nato pretermine alla 33esima settimana di gestazione, è in buone condizioni ed è stato subito curato in un’altra culletta termica in dotazione al Poliambulatorio.

E’ stata l’equipe guidata dal Direttore del dipartimento salute della famiglia dell’Asp di Palermo, Giuseppe Canzone, e composta dai rianimatori Massimo Donzelli e Bruna Piazza, dai ginecologi Valentina Dialisi e Maria Chiara Federico, dall’ostetrica Rossella Lupo e dalla pediatra Giuseppa Bevinetto, coadiuvata dalla pediatra di libera scelta dell’isola, Mariangela Militello a far partorire la giovane donna. Dopo essere stati stabilizzati la mamma – alla sua seconda gravidanza – e figlio sono stati trasferiti in elisoccorso all’Ospedale Ingrassia di Palermo.

La dotazione tecnologica del Poliambulatorio si è arricchita di una nuova culletta termica di ultima generazione, frutto della generosità del MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, nell’ambito del progetto nazionale “Più vita alla vita” ideato in occasione del 70° anniversario della fondazione del movimento.

Alla cerimonia di questa mattina nei locali del Poliambulatorio hanno preso parte, tra gli altri, il Questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, il Sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, Leuconoe Grazia Sisti dell’INMP, la Croce Rossa, 118 e le Autorità militari dell’isola. Presenti il Direttore sanitario dell’Asp di Palermo, Antonino Levita, ed il Direttore del Poliambulatorio, Francesco D’Arca. A consegnare simbolicamente e benedire la culla è stato l’Arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano.

La nuova culla di ultima generazione è stata progettata per garantire il trasporto sicuro di neonati prematuri o in condizioni critiche. Il dispositivo è aerotrasportabile e dotato di sistemi avanzati di termoregolazione.

“Questa culla – ha sottolineato il Direttore sanitario dell’Asp di Palermo, Antonino Levitaè molto più di un’attrezzatura sanitaria, è un simbolo di umanità concreta, una risposta tangibile alle fragilità che si incontrano nei primi momenti di vita. Abbiamo vissuto in tempo reale un’emergenza affrontata con straordinaria professionalità dalla nostra equipe che ha consentito ad una giovane donna di partorire in una situazione di urgenza, ma in assoluta sicurezza. Il pianto del bambino ascoltato a distanza è stato il segnale di una nuova vita e di una nuova speranza. Lampedusa è una frontiera della sanità, oltre che dell’accoglienza. Qui i nostri operatori affrontano quotidianamente sfide straordinarie, in un contesto complesso e spesso emergenziale. Grazie al MASCI, possiamo contare su un ulteriore strumento di alta tecnologia per salvare vite, per garantire cure adeguate anche in situazioni limite. E’ un gesto di profonda solidarietà che rafforza il nostro presidio, ma soprattutto la rete di protezione verso chi nasce in condizioni difficili, talvolta drammatiche”.

Il poliambulatorio di Lampedusa, gestito dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, conta su 21 attività specialistiche, oltre che su 6 servizi H24: Pte (Punto territoriale di emergenza), cardiologia, ginecologia, radiodiagnostica, pediatria e camera iperbarica (in funzione ogni anno dal primo maggio al 15 settembre).

“Abbiamo scelto Lampedusa perchè è il primo approdo per tante persone che cercano salvezza – ha spiegato il presidente nazionale del MASCI, Massimiliano Costauna culla è un modo per dare un senso a questa accoglienza, per proteggerla nel momento più fragile: la nascita”.

L’iniziativa rientra in un percorso che ha visto il MASCI realizzare, nell’ambito del 70°, tre grandi progetti simbolici: il Bosco dell’Educazione ad Argenta, una falegnameria nautica in Zambia (in corso di realizzazione) e ora la culletta termica a Lampedusa. Tre segni concreti per “dare più vita alla vita”. “E’ una culla – ha detto il segretario del MASCI, il medico Mimmo Cotroneo promotore dell’iniziativa – per i neonati delle mamme lampedusane, ma anche per quelli venuti al mondo in condizioni estreme, magari dopo un parto in mare”.

– foto ufficio stampa ASP Palermo –

(ITALPRESS).

Zaia “Il Veneto è una porta spalancata sul regionalismo e l’autonomia”

VENEZIA (ITALPRESS) – Si è conclusa oggi a Venezia, nello straordinario scenario di Campo San Polo, l’esperienza del Villaggio delle Regioni, un’iniziativa che, per tre giorni, ha trasformato il cuore della città in un palcoscenico vivo delle identità, delle tradizioni e delle eccellenze dei territori italiani. La quarta edizione del Festival delle Regioni ha visto nel Villaggio un vero crocevia di identità regionali che hanno interagito e coinvolto con entusiasmo pubblico e addetti ai lavori. Campo San Polo ha ospitato anche importanti appuntamenti istituzionali come la firma del Protocollo per la candidatura della Via Francigena a patrimonio UNESCO, tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e i rappresentanti delle Regioni coinvolte.

“Abbiamo vissuto giorni straordinari, in cui Venezia è diventata punto di incontro di culture, dialetti, sapori e saperi. Il Villaggio delle Regioni non è stato solo una vetrina delle nostre diversità, ma anche un simbolo delle eccellenze italiane che trova la sua ricchezza proprio nella pluralità delle radici e nel regionalismo differenziato. Importanti sono state le attività intorno al tema dell’Intelligenza Artificiale. E la nostra Regione, terra di innovazione e radici profonde, ha portato al Festival proposte esperienziali basate sulla realtà virtuale, immersiva e sul Metaverso, soprattutto nell’ambito della gestione del turismo”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita degli eventi ospitati nel Villaggio delle Regioni nell’ambito della quarta edizione del Festival “Italia delle Regioni”, organizzata dalla Regione del Veneto e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con il patrocinio della RAI. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di tutte le Regioni italiane, ciascuna con uno spazio dedicato in cui promuovere il proprio patrimonio artistico, enogastronomico, artigianale, storico-culturale. Un ricco programma di eventi, laboratori e spettacoli ha animato il campo, attirando centinaia di visitatori e turisti.

“Ringrazio la Conferenza della Regioni e tutte le Regioni che hanno reso vivo questo Villaggio con la passione e l’entusiasmo che contraddistinguono le loro comunità. Ringrazio anche Venezia, che ancora una volta si è confermata capitale culturale e civile, capace di accogliere e valorizzare le differenze”, ha aggiunto Zaia. “Con la chiusura del Villaggio si guarda già al futuro e colgo l’occasione per porgere un caloroso in bocca al lupo alla Regione Toscana che ospiterà la prossima edizione. Il mio auspicio è che il Festival delle Regioni diventi sempre più un viatico verso un regionalismo che punti sulle autonomie e sulla valorizzazione delle differenze, sulla scia del Titolo quinto della Costituzione che riconosce e promuove le autonomie”, conclude il Presidente.

– foto ufficio stampa Regione Veneto –

(ITALPRESS).

Morto a 87 anni Nino Benvenuti, addio alla leggenda del pugilato italiano. Giovedì i funerali a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Dalle Olimpiadi al titolo europeo, passando per una cintura iridata conquistata in due differenti categorie di peso. Nino Benvenutiscomparso quest’oggi all’età di 87 anniha vinto sul ring tutto ciò che poteva vincere.

Nel 1960 a Roma si laureò campione olimpico dei pesi welter, suggellando una carriera da dilettante con pochi precedenti nella storia. Il miglior prorogo per il passaggio al professionismo: campione mondiale dei pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1966, campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970.

Poi, appesi i guantoni al chiodo, anche una seconda vita da attore (recitò in tre film) e da giornalista sportivo (firma del Corriere della Sera e voce della Rai). Un’eredità di fama e competenza costruita negli anni. Svariati pugili americani, come Isaac Logart e Denny Moyer, attraversarono l’Atlantico per affrontarlo in Italia, ma ognuno di loro tornò a casa sconfitto.

Il match più celebre della carriera di Benvenuti si svolse però presso il Madison Square Garden di New York nell’aprile del 1967 (seguito in radio da circa 16 milioni di connazionali) e sorrise al pugile italiano, capace di imporsi ai punti nel primo capitolo iridato della trilogia (una vittoria a testa negli altri due incontri) con Emile Griffith.

Un capolavoro che valse ai due pugili il premio di ‘Fight of the Year’, riconoscimento che fu assegnato, tre anni più tardi, ad un altro match (stavolta perso) di Benvenuti, quello contro l’argentino Carlos Monzon. Nel ricchissimo palmares figura anche il premio di ‘Fighter of the Year’ nel 1968: una vittoria (l’unica di un italiano nell’albo d’oro del magazine The Ring) incastonata nell’era di Ali e Frazier.

Mentre il mondo sognava ad occhi aperti nell’epoca d’oro dei pesi massimi, Benvenuti entrava nella leggenda al limite dei 72.5 kg. Nel suo record da professionista spiccano novanta match disputati, con ottantadue vittorie (35 prima del limite), un pareggio e sette sconfitte, l’ultima delle quali nel maggio 1971 proprio contro Monzon. Nella notte di Monte Carlo l’occasione mondiale svanì sotto i colpi del picchiatore argentino dopo il getto della spugna. Una scelta del suo manager, Bruno Amaduzzi, per tutelare la salute dell’eterno campione. “Potevo ancora vincere”, furono le parole di Benvenuti riportate dalla stampa nelle ore successive al match. Non c’è controprova: l’unico dubbio di una carriera leggendaria.

CAMERA ARDENTE E BANDIERE A MEZZ’ASTA AL CONI

La camera ardente di Nino Benvenuti, sarà allestita al Salone d’Onore del Coni, a Roma, e sarà aperta da domani alle 16:30 fino a giovedì. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, interpretando i sentimenti dell’intero movimento, esprime il cordoglio dello sport italiano alla famiglia e a al movimento pugilistico tricolore. Così il Coni in una nota. Il Coni inoltre ha disposto le bandiere a mezz’asta a Palazzo H in segno di lutto per la perdita di un campione che ha fatto grande il Paese. Una bandiera d’Italia.

I funerali di Nino Benvenuti si svolgeranno a Roma, in Piazza del Popolo, nella Chiesa degli Artisti. Ad officiare la cerimonia funebre, prevista giovedì 22 maggio alle ore 11.30, sarà Monsignor Antonio Staglianò.

LE PAROLE DI MALAGO’

“Sei entrato nell’Olimpo e hai dominato sul ring diventando un’icona senza tempo. Hai conquistato il Mondo, vincendo i Giochi di Roma ’60 e poi i titoli iridati, regalando al pugilato e a tutto lo sport italiano un esempio sinonimo di orgoglio. Ciao Nino. Le tue gesta, il tuo sorriso, la tua classe rimarranno un marchio di fabbrica intramontabile. Sei stato un campione straordinario, rimarrai una leggenda, un Mito per sempre”, ha scritto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, su X.

ABODI “PERDIAMO UN PILASTRO DELLO SPORT ITALIANO”

“Nino Benvenuti ci ha lasciati, ma resta impresso nella memoria e nel cuore di chi lo ha conosciuto e seguito nel suo percorso sportivo, suggellato dall’oro olimpico a Roma 1960 e dalle vittorie mondiali. Le poche volte che ha perso, lo ha fatto con onore ed è stato grande anche quando è sceso dal ring, senza mai tradire l’amore per la boxe, l’eterna passione. Un italiano orgoglioso della sua terra, forgiato sin da giovane dalla fuga dalla propria casa con centinaia di migliaia di altri esuli istriani, fiumani e dalmati che lo segnò e lo forgiò nel carattere. Talento puro sul ring che fu il suo primo palcoscenico, dominato con tecnica e velocità, diventando un’icona della “nobile arte”. Oggi perdiamo un pilastro della storia dello sport italiano, che entra nel Pantheon degli immortali”. Lo dichiara il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

IL RICORDO DI PATRIZIO OLIVA

“E’ una notizia tristissima, sono molto avvilito”. Patrizio Oliva è sinceramente commosso nel ricordare la figura di Nino Benvenuti, scomparso oggi all’età di 87 anni. “E’ stato il mio faro e la mia luce, mi ha ispirato a boxare in quella maniera – sottolinea all’Italpress l’ex campione napoletano, oro olimpico a Mosca 1980 nei superleggeriMi piaceva come persona, era elegante ed aveva un linguaggio forbito. Era un uomo colto in un periodo in cui i pugili non riuscivano a mettere due parole in fila”. Oliva racconta anche un episodio particolare: “A 17 anni, quando divenni campione italiano dilettanti a Torino, Nino era presente e, vedendomi combattere, disse ai giornalisti che io ero il suo erede. Ci aveva visto lungo”.

CLEMENTE RUSSO “CON COPPI HA CAMBIATO L’IMMAGINE DELLO SPORT ITALIANO”

“Era un grande atleta anche in età avanzata. Dopo il Covid fummo ospiti insieme in una manifestazione pugilistica, quando lo chiamarono salì sul ring saltellando e passando tra le corde”. Così Clemente Russo ricorda all’Italpress Nino Benvenuti. “Ancora oggi tutti si ricordano di lui per le battaglie vinte e perse, ma soprattutto per l’oro conquistato alle Olimpiadi di Roma 1960 – prosegue l’ex peso massimo casertano, attuale dt delle Fiamme Azzurre e due volte argento olimpico – Il pugilato è sempre un po’ considerato uno sport minore, ma negli anni Sessanta Benvenuti e Coppi erano considerati degli eroi nazionali, prima dei calciatori. Questi due campioni hanno dato un’immagine diversa dei loro sport e anche io ho cercato di modificare l’idea che hanno del pugilato i neofiti della materia”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Morto a 87 anni Nino Benvenuti, addio alla leggenda del pugilato italiano

ROMA (ITALPRESS) – Dalle Olimpiadi al titolo europeo, passando per una cintura iridata conquistata in due differenti categorie di peso. Nino Benvenutiscomparso quest’oggi all’età di 87 anniha vinto sul ring tutto ciò che poteva vincere.

Nel 1960 a Roma si laureò campione olimpico dei pesi welter, suggellando una carriera da dilettante con pochi precedenti nella storia. Il miglior prorogo per il passaggio al professionismo: campione mondiale dei pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1966, campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970.

Poi, appesi i guantoni al chiodo, anche una seconda vita da attore (recitò in tre film) e da giornalista sportivo (firma del Corriere della Sera e voce della Rai). Un’eredità di fama e competenza costruita negli anni. Svariati pugili americani, come Isaac Logart e Denny Moyer, attraversarono l’Atlantico per affrontarlo in Italia, ma ognuno di loro tornò a casa sconfitto.

Il match più celebre della carriera di Benvenuti si svolse però presso il Madison Square Garden di New York nell’aprile del 1967 (seguito in radio da circa 16 milioni di connazionali) e sorrise al pugile italiano, capace di imporsi ai punti nel primo capitolo iridato della trilogia (una vittoria a testa negli altri due incontri) con Emile Griffith.

Un capolavoro che valse ai due pugili il premio di ‘Fight of the Year’, riconoscimento che fu assegnato, tre anni più tardi, ad un altro match (stavolta perso) di Benvenuti, quello contro l’argentino Carlos Monzon. Nel ricchissimo palmares figura anche il premio di ‘Fighter of the Year’ nel 1968: una vittoria (l’unica di un italiano nell’albo d’oro del magazine The Ring) incastonata nell’era di Ali e Frazier.

Mentre il mondo sognava ad occhi aperti nell’epoca d’oro dei pesi massimi, Benvenuti entrava nella leggenda al limite dei 72.5 kg. Nel suo record da professionista spiccano novanta match disputati, con ottantadue vittorie (35 prima del limite), un pareggio e sette sconfitte, l’ultima delle quali nel maggio 1971 proprio contro Monzon. Nella notte di Monte Carlo l’occasione mondiale svanì sotto i colpi del picchiatore argentino dopo il getto della spugna. Una scelta del suo manager, Bruno Amaduzzi, per tutelare la salute dell’eterno campione. “Potevo ancora vincere”, furono le parole di Benvenuti riportate dalla stampa nelle ore successive al match. Non c’è controprova: l’unico dubbio di una carriera leggendaria.

CAMERA ARDENTE E BANDIERE A MEZZ’ASTA AL CONI

La camera ardente di Nino Benvenuti, sarà allestita al Salone d’Onore del Coni, a Roma, e sarà aperta da domani alle 16:30 fino a giovedì. Il presidente del Coni Giovanni Malagò, interpretando i sentimenti dell’intero movimento, esprime il cordoglio dello sport italiano alla famiglia e a al movimento pugilistico tricolore. Così il Coni in una nota. Il Coni inoltre ha disposto le bandiere a mezz’asta a Palazzo H in segno di lutto per la perdita di un campione che ha fatto grande il Paese. Una bandiera d’Italia.

ABODI “PERDIAMO UN PILASTRO DELLO SPORT ITALIANO”

“Nino Benvenuti ci ha lasciati, ma resta impresso nella memoria e nel cuore di chi lo ha conosciuto e seguito nel suo percorso sportivo, suggellato dall’oro olimpico a Roma 1960 e dalle vittorie mondiali. Le poche volte che ha perso, lo ha fatto con onore ed è stato grande anche quando è sceso dal ring, senza mai tradire l’amore per la boxe, l’eterna passione. Un italiano orgoglioso della sua terra, forgiato sin da giovane dalla fuga dalla propria casa con centinaia di migliaia di altri esuli istriani, fiumani e dalmati che lo segnò e lo forgiò nel carattere. Talento puro sul ring che fu il suo primo palcoscenico, dominato con tecnica e velocità, diventando un’icona della “nobile arte”. Oggi perdiamo un pilastro della storia dello sport italiano, che entra nel Pantheon degli immortali”. Lo dichiara il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

IL RICORDO DI PATRIZIO OLIVA

“E’ una notizia tristissima, sono molto avvilito”. Patrizio Oliva è sinceramente commosso nel ricordare la figura di Nino Benvenuti, scomparso oggi all’età di 87 anni. “E’ stato il mio faro e la mia luce, mi ha ispirato a boxare in quella maniera – sottolinea all’Italpress l’ex campione napoletano, oro olimpico a Mosca 1980 nei superleggeriMi piaceva come persona, era elegante ed aveva un linguaggio forbito. Era un uomo colto in un periodo in cui i pugili non riuscivano a mettere due parole in fila”. Oliva racconta anche un episodio particolare: “A 17 anni, quando divenni campione italiano dilettanti a Torino, Nino era presente e, vedendomi combattere, disse ai giornalisti che io ero il suo erede. Ci aveva visto lungo”.

CLEMENTE RUSSO “CON COPPI HA CAMBIATO L’IMMAGINE DELLO SPORT ITALIANO”

“Era un grande atleta anche in età avanzata. Dopo il Covid fummo ospiti insieme in una manifestazione pugilistica, quando lo chiamarono salì sul ring saltellando e passando tra le corde”. Così Clemente Russo ricorda all’Italpress Nino Benvenuti. “Ancora oggi tutti si ricordano di lui per le battaglie vinte e perse, ma soprattutto per l’oro conquistato alle Olimpiadi di Roma 1960 – prosegue l’ex peso massimo casertano, attuale dt delle Fiamme Azzurre e due volte argento olimpico – Il pugilato è sempre un po’ considerato uno sport minore, ma negli anni Sessanta Benvenuti e Coppi erano considerati degli eroi nazionali, prima dei calciatori. Questi due campioni hanno dato un’immagine diversa dei loro sport e anche io ho cercato di modificare l’idea che hanno del pugilato i neofiti della materia”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Morto a 87 anni Nino Benvenuti, fu oro olimpico nel pugilato a Roma 1960

ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo della boxe. E’ morto a Roma, all’età di 87 anni, Nino Benvenuti, icona del pugilato italiano e mondiale. Lo apprende l’Italpress.

Nato a Isola d’Istria il 26 aprile 1938, Benvenuti è stato campione olimpico dei pesi welter nei Giochi Olimpici di Roma 1960, campione mondiale dei pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1967, campione mondiale dei pesi medi tra il 1967 e il 1970. Nel 1968 ha vinto il prestigioso premio di Fighter of the year e nel 1992 è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame, primo italiano a ricevere entrambi i riconoscimenti.

BANDIERE A MEZZ’ASTA AL CONI

Il presidente del Coni Giovanni Malagò, interpretando i sentimenti dell’intero movimento, esprime il cordoglio dello sport italiano alla famiglia e a al movimento pugilistico tricolore. Così il Coni in una nota. Il Coni inoltre ha disposto le bandiere a mezz’asta a Palazzo H in segno di lutto per la perdita di un campione che ha fatto grande il Paese. Una bandiera d’Italia.

IL RICORDO DI PATRIZIO OLIVA

“E’ una notizia tristissima, sono molto avvilito”. Patrizio Oliva è sinceramente commosso nel ricordare la figura di Nino Benvenuti, scomparso oggi all’età di 87 anni. “E’ stato il mio faro e la mia luce, mi ha ispirato a boxare in quella maniera – sottolinea all’Italpress l’ex campione napoletano, oro olimpico a Mosca 1980 nei superleggeriMi piaceva come persona, era elegante ed aveva un linguaggio forbito. Era un uomo colto in un periodo in cui i pugili non riuscivano a mettere due parole in fila”. Oliva racconta anche un episodio particolare: “A 17 anni, quando divenni campione italiano dilettanti a Torino, Nino era presente e, vedendomi combattere, disse ai giornalisti che io ero il suo erede. Ci aveva visto lungo”.

CLEMENTE RUSSO “CON COPPI HA CAMBIATO L’IMMAGINE DELLO SPORT ITALIANO”

“Era un grande atleta anche in età avanzata. Dopo il Covid fummo ospiti insieme in una manifestazione pugilistica, quando lo chiamarono salì sul ring saltellando e passando tra le corde”. Così Clemente Russo ricorda all’Italpress Nino Benvenuti. “Ancora oggi tutti si ricordano di lui per le battaglie vinte e perse, ma soprattutto per l’oro conquistato alle Olimpiadi di Roma 1960 – prosegue l’ex peso massimo casertano, attuale dt delle Fiamme Azzurre e due volte argento olimpico – Il pugilato è sempre un po’ considerato uno sport minore, ma negli anni Sessanta Benvenuti e Coppi erano considerati degli eroi nazionali, prima dei calciatori. Questi due campioni hanno dato un’immagine diversa dei loro sport e anche io ho cercato di modificare l’idea che hanno del pugilato i neofiti della materia”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

EY-SWG, Amministrazioni comunali centrali per città più smart e vivibili

ROMA (ITALPRESS) – I cittadini valutano positivamente le loro città, evidenziando un miglioramento nella digitalizzazione, nell’offerta culturale e nella bellezza degli spazi urbani negli ultimi anni grazie alle politiche adottate dalle amministrazioni. Tuttavia, emerge un peggioramento dei fattori che riguardano la sostenibilità e l’inclusione sociale, aspetti cruciali per una qualità della vita sempre più elevata. I cittadini dei capoluoghi del Sud sono quelli che più spesso evidenziano i miglioramenti rispetto al passato, nonostante siano i più insoddisfatti. E’ quanto emerge dalla seconda edizione di un’indagine realizzata da EY, in collaborazione con SWG, su un campione di oltre 1200 residenti in città italiane capoluogo di provincia e presentata oggi a Roma in occasione dell’evento Forum PA.
“Le amministrazioni comunali sono considerate il principale attore responsabile dei cambiamenti in corso in materia di digitalizzazione (64%), transizione ecologica (55%) e inclusione sociale (62%), ma è percezione diffusa che si debba continuare a investire in questi ambiti – commenta Antonio Lombardo, Italy Government & Public Sector Consulting Leader di EY -. I dati emersi dall’analisi realizzata insieme a SWG evidenziano, inoltre, l’importanza di intraprendere iniziative per attrarre  studenti e lavoratori e per promuovere l’imprenditoria e l’occupazione femminile e giovanile”.
I cittadini promuovono i capoluoghi in termini di qualità della vita, con una valutazione delle opportunità di divertimento in crescita rispetto al 2022 e valutano in maniera positiva la qualità dell’offerta culturale (voto medio 6,5 in una scala da 1 a 10), la diffusione dei servizi pubblici (6,5), la bellezza degli spazi (6,5). Tuttavia, la qualità dell’ambiente e dell’aria (5,8), la presenza di spazi di aggregazione (5,9) e la facilità di spostamenti interni (5,9) non ricevono la sufficienza. Con un punteggio basso viene valutata anche la capacità dell’amministrazione di prendersi cura della città e dei suoi spazi (5,1).
I cittadini dei capoluoghi italiani hanno espresso una valutazione positiva, seppur non entusiastica, dello stato di digitalizzazione delle loro città, con il 34% che percepisce un miglioramento negli ultimi 5 anni delle infrastrutture digitali. Soprattutto per quanto riguarda i servizi digitali e l’accessibilità agli stessi, i cittadini riconoscono l’amministrazione locale come il soggetto più importante per intraprendere iniziative in questo campo (64%), tuttavia il 51% degli intervistati ritiene che le amministrazioni comunali non abbiano investito a sufficienza per migliorare i servizi digitali negli ultimi cinque anni. Si evidenzia, quindi, un forte aspettativa da parte dei cittadini nei confronti delle amministrazioni comunali e dei cambiamenti che queste possono mettere in campo.
La disponibilità e l’efficacia di servizi digitali è migliorata per il 56% dei cittadini. Le città del Nord-Est hanno registrato le valutazioni più alte per qualità delle infrastrutture digitali, con un voto di 6,5 in una scala da 1 a 10, mentre il Sud e le Isole sono risultate le aree con le valutazioni più basse (5,6). Inoltre, da un confronto con i risultati dell’indagine EY Smart City Index 2025, si evidenzia che oltre un terzo dei cittadini residenti in città con un più alto indice di Smart City afferma di aver percepito un miglioramento delle infrastrutture digitali.
Nonostante un calo di attenzione generale all’ambiente rispetto al 2022, il 25% degli intervistati ha notato un miglioramento nella presenza di spazi verdi e nella bellezza degli spazi urbani.
L’85% dei rispondenti dà una valutazione oltre la sufficienza riguardo al proprio impegno rispetto all’ambiente, mentre si valutano più negativamente i propri concittadini e i cittadini
italiani in generale. Inoltre, si registra un calo in queste valutazioni rispetto al 2022, lasciando trasparire una minore importanza data a questi aspetti.
Anche nel campo della sostenibilità l’amministrazione comunale è considerato il soggetto più importante per trasformare le città (55%), ma cresce anche il ruolo dei singoli cittadini (22%), rispetto all’importanza ad essi attribuita nel rendere la città più smart e vivibile (18%), evidenziando l’importanza della dimensione individuale in materia di sostenibilità.
Emerge poi la percezione che gli attori presi in analisi non abbiano investito particolarmente per migliorare la sostenibilità ambientale della città, con una percentuale di cittadini soddisfatti che non supera la metà dei rispondenti: amministrazioni locali (46%), associazioni di cittadini/organizzazioni del terzo settore (44%), imprese del territorio (38%) e associazioni di categoria (36%). Di conseguenza, resta centrale la necessità di continuare a investire per rendere la propria città più sostenibile, ritenuta importante dal 95% dei cittadini. Questa valutazione è considerata ancora più importante da coloro che vivono in città che hanno registrato un valore basso nell’indice Smart City. Inoltre, anche in questo caso le città del Nord-Est hanno registrato le valutazioni più alte, mentre il Sud e le Isole sono risultate le aree con le valutazioni più basse.
Per quanto riguarda l’inclusione sociale, è ritenuta più importante la presenza nelle città dei seguenti aspetti: inclusione degli strati più deboli all’interno del mercato del lavoro (voto medio 7,6 su una scala da 1 a 10), servizi per sostenere famiglie e persone in difficoltà (7,5), iniziative per attrarre studenti e lavoratori (7,5). Tra gli aspetti percepiti come meno importanti, ma comunque con un voto medio oltre la sufficienza, vi sono invece l’inclusione e tutela delle minoranze (6,8) e la presenza di servizi che favoriscano l’inclusione dei migranti (6,4). Inoltre, si evidenzia l’importanza di attrarre turisti (7,6) nelle città che hanno registrato un indice Smart City basso o medio.
Attrarre lavoratori e studenti, puntare sull’imprenditoria e promuovere il mercato del lavoro per giovani e donne sono considerati dai rispondenti le iniziative più importanti da mettere in campo, per cui si è fatto ancora troppo poco.
L’amministrazione comunale ha anche in questo caso il primato come soggetto più importante per rendere la città più inclusiva (62%) e, allo stesso tempo, solo meno della metà dei rispondenti (46%) è soddisfatto degli investimenti che la propria amministrazione locale ha fatto in questo ambito. Infine, per l’89% dei rispondenti è importante che nei prossimi cinque anni si continui a investire nell’inclusione sociale.

– foto spf/Italpress –
(ITALPRESS).

Confcommercio “Bene l’incremento delle risorse per salute e sicurezza, serve un nuovo approccio”

ROMA (ITALPRESS) – Accogliamo con favore l’annunciato incremento delle risorse per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: è un passo nella giusta direzione”. Lo dichiara il vicepresidente di Confcommercio, Mauro Lusetti, a margine dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi. “Ma attenzione – avverte – perché l’efficacia di questi stanziamenti dipenderà dalla loro capacità di raggiungere realmente tutte le imprese, in particolare quelle di minori dimensioni, che troppo spesso restano escluse dai meccanismi esistenti, come nel caso del bando ISI. Le soglie di accesso elevate, le procedure complesse e gli oneri burocratici finiscono per premiare solo le aziende più strutturate, penalizzando chi avrebbe più bisogno di supporto”.

Confcommercio chiede quindi una revisione profonda dei criteri di accesso ai fondi, affinché siano proporzionati, accessibili e aderenti alle concrete possibilità operative delle micro e piccole imprese.

“L’obiettivo deve essere chiaro: zero vittime sul lavoro. Ma per riuscirci serve un approccio nuovo, che vada oltre l’emergenza L’Italia ha già un primato in fatto di adempimenti. Serve semplificare, rendere il sistema normativo più intellegibile, puntare sulla qualità dei controlli, sulla prevenzione e sulla formazione. Il lavoratore e l’impresa devono tornare al centro, non la burocrazia”.

Confcommercio rilancia infine alcune proposte operative: semplificare gli obblighi documentali per le attività a basso rischio, rivedere l’apparato sanzionatorio in chiave preventiva, rafforzare la formazione, riorganizzare i controlli, valorizzare il ruolo della bilateralità come presidio diffuso di legalità e sicurezza, adeguare norme e controlli alla specificità di settori come logistica e trasporti.

“Solo con un impegno condiviso e continuativo tra istituzioni, imprese e lavoratori – conclude Lusetti – sarà possibile contrastare davvero il tragico fenomeno delle morti sul lavoro e costruire una cultura della sicurezza ampia, concreta e inclusiva”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Ucraina: Ue approva nuovo pacchetto sanzioni contro Russia

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio ha adottato oggi il
17° pacchetto di sanzioni per impedire alla Russia di accedere a
tecnologie militari essenziali e limitare le entrate energetiche
russe. “Questo ciclo di sanzioni è il più ampio dall’inizio della
guerra in Ucraina”, ha dichiarato l’Alta rappresentante per la
politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas, secondo
quanto rilancia una nota delle istituzioni europee. Il pacchetto
include misure contro il colosso energetico Surgutneftegas e
contro 200 navi della flotta ombra russa. “Mentre Putin finge
interesse per la pace, sono in preparazione altre sanzioni. Le
azioni della Russia e coloro che le favoriscono rischiano di
subire gravi conseguenze. Più a lungo la Russia persisterà nella
sua guerra illegale e brutale, più dura sarà la nostra risposta”,
ha aggiunto Kallas. Nel 17° pacchetto è stato raddoppiato il
numero di navi soggette a divieto di accesso a porti e servizi.
Sono 189 le navi provenienti da paesi terzi prese di mira oggi,
portando il totale delle navi interessate da sanzioni a 342.
Queste navi fanno parte della “flotta ombra” russa e sono
responsabili del trasporto di petrolio russo. L’Ue ha imposto
inoltre sanzioni, come il congelamento dei beni e il divieto di
messa a disposizione di fondi, per colpire l’ecosistema della
flotta ombra, ed in particolare agli attori che ne consentono
l’operatività. Queste misure riguardano compagnie di navigazione
responsabili del trasporto marittimo di petrolio greggio e
prodotti petroliferi. E’ presa di mira anche l’industria militare, con sanzioni ad aziende e individui che forniscono all’esercito russo armamenti e componenti per la logistica.
(ITALPRESS).
-Foto Fonte Ipa Agency-