giovedì, Settembre 17, 2026
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Grana Padano e Prosciutto di Parma protagonisti al Restaurant Association Show di Chicago

DESENZANO DEL GARDA (BRESCIA) (ITALPRESS) – I Consorzi di tutela del Grana Padano e del Prosciutto di Parma, due delle più celebri DOP italiane, saranno presenti dal 18 al 20 maggio al National Restaurant Association Show (NRA) di Chicago, nell’ambito della campagna europea Distinctly, Deliciously, European. Un progetto finanziato dall’Unione Europea che celebra la qualità, la tradizione e il gusto leggendario di questi ambasciatori del Made in Italy nel mondo.

La fiera NRA è uno degli appuntamenti più importanti a livello globale per l’industria della ristorazione e il più grande raduno di professionisti del settore nell’emisfero occidentale, con oltre 2.250 aziende espositrici e 900 categorie merceologiche rappresentate, offrendo una vetrina straordinaria sulle ultime innovazioni del mercato. All’interno dello stand 13540, Lakeside Pavilion, i Consorzi offriranno degustazioni di Grana Padano e Prosciutto di Parma, accogliendo stakeholder, operatori del settore e appassionati del gusto autentico europeo.

Renato Zaghini, Presidente del Consorzio Grana Padano DOP, commentando la partecipazione a questo evento internazionale del formaggio DOP più consumato al mondo, ha dichiarato: “Portiamo a Chicago il sapore autentico dell’Europa, facendo assaporare l’eccellenza e il saper fare che da sempre contraddistinguono i nostri prodotti”.

– foto ufficio stampa Grana Padano –

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Tajani al vertice Nato “L’avevo detto che non mi fido di Putin. La Russia non vuole accelerare sulla pace”

ANTALYA (TURCHIA) (ITALPRESS) – “L’avevo detto, che non mi fido di Putin”. Così, il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del vertice Nato ad Antalya, in Turchia. “La Russia – aggiunge – non può e non vuole accelerare i tempi perché deve riconvertire un esercito di un milione di persone che guadagnano il doppio di quanto guadagna un operaio russo e tutta l’industria è orientata alla produzione militare e quindi Putin avrebbe delle ripercussioni sociali non indifferenti. Però questa è una questione che riguarda la Russia, che ha provocato la guerra”.

“Noi vogliamo assolutamente la pace, ma come dice Leone XIV vogliamo la pace giusta che non può essere la sconfitta dell’Ucraina – ha ribadito il vicepremier sulla guerra in Ucraina – Lo ribadirò anche oggi qui al vertice della Nato, lo ribadiremo durante la riunione del Quintetto, che si farà appena conclusa la riunione dei ministri degli Esteri con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, con il quale avrò un bilaterale, un incontro a Roma tra sabato e domenica, stiamo decidendo quando, prima o dopo la messa di Leone XIV”, ha aggiunto.

E sulle tensioni in Libia: “Credo che entro stasera tutti coloro che intendono rientrare in Italia lo faranno. La partenza è prevista dall’aeroporto di Misurata perchè quello di Tripoli è ancora chiuso. Stiamo lavorando per garantire la massima sicurezza e incolumità dei nostri concittadini. In Libia la situazione sembra in lento ma continuo miglioramento, si sta lentamente stabilizzando. Gli sforzi che sta facendo l’Italia con gli altri Paesi come Stati Uniti, Germania, Egitto e Turchia è quello di lavorare per una riconquista della pace, arrivare a un cessato di fuoco. Mi pare che le cose stanno andando in questa direzione”, ha concluso.

– foto screenshot video Farnesina –

(ITALPRESS).

Gaza, il nuovo volo di evacuazione medica arriva dall’Italia

ROMA (ITALPRESS) – Ha preso il via ieri una nuova operazione umanitaria di evacuazione medica dalla Striscia di Gaza. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando in una nota che l’operazione si inserisce nel quadro delle precedenti evacuazioni sanitarie, di cui l’ultima effettuata a marzo scorso, realizzate sotto l’impulso del governo italiano.

L’iniziativa è stata realizzata sotto il coordinamento della Protezione Civile, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI). Il trasferimento è avvenuto mediante due velivoli militari dell’Aeronautica Militare che arriveranno in Israele, all’aeroporto di Ramon, nella giornata di mercoledì.

Il personale dell’Unità di Crisi della Farnesina ha seguito tutte le operazioni del volo umanitario in stretto coordinamento con il personale diplomatico-consolare in loco. Al termine dell’operazione, i minori e i loro accompagnatori saranno distribuiti in strutture ospedaliere pubbliche su tutto il territorio nazionale, selezionate in base alle specifiche condizioni cliniche. Con questa nuova missione il numero complessivo delle persone evacuate dalla Striscia per ragioni mediche dall’inizio del 2024 sale a 393, di cui 133 minori.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Immigrazione sulla rotta balcanica, smantellata una cellula criminale pakistana

TRIESTE (ITALPRESS) – Smantellato un gruppo criminale pakistano attivo nel favorire l’immigrazione clandestina lungo la cosiddetta rotta balcanica. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, e dalla Squadra Mobile di Trieste, nonché dalle Polizie Slovena, Croata e Bosniaca, attivate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia per il tramite degli uffici degli esperti per la sicurezza di Lubiana e Zagabria.

L’attività di Polizia è stata finalizzata all’esecuzione di misure di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, tutte di origine pakistana, ritenute, al termine di articolate investigazioni dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, parte integrante di un gruppo criminale attivo nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina lungo la cosiddetta rotta balcanica. Gli indagati, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono ritenuti responsabili di plurimi episodi di rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni aggravate. Nel medesimo contesto investigato sono stati tratti in arresto nella flagranza del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione ulteriori 2 soggetti di etnia Pakistana e indagati in stato di libertà ulteriori 3 soggetti, tutti facenti parte del gruppo criminale.

Le indagini, svolte dagli agenti del Servizio Centrale Operativo e della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile giuliana, hanno avuto inizio nel febbraio del 2024 a seguito della denuncia presentata da un migrante irregolare di origine indiana, giunto clandestinamente assieme ad altri stranieri in Italia attraverso la rotta balcanica e precisamente attraversando clandestinamente i confini di Bosnia, Croazia, Slovenia e Italia guidati dai passeur attraverso sentieri boschivi. Una volta giunto in Italia il migrante ed un suo connazionale rimasto ignoto, venivano invitati da uno dei passeur dell’organizzazione all’interno di un’abitazione in via Baiamonti, dove, ad attenderli, trovavano due cittadini pakistani regolari sul territorio nazionale i quali li trattenevano a forza nella casa, sequestrandoli per due giorni.

Nel contesto i due cittadini indiani subivano violenze fisiche e psichiche che gli stessi aguzzini documentavano con filmati, inviando poi i video ai familiari delle vittime stanziali in India e richiedendo per la loro liberazione la cifra di euro 2000. Il versamento di denaro è stato poi accertato essere effettivamente avvenuto mediante il circuito di money transfer con più passaggi di denaro transitati in vari stati (Pakistan-Francia-Italia) con l’indicazione di vari destinatari al fine di depistare eventuali controlli di Polizia. Il beneficiario finale delle somme corrisposte è risultato essere un cittadino straniero con regolare permesso di soggiorno e residente a Trieste. L’episodio ha dato il via ad una serie di attività di indagini, dirette dalla DDA di Trieste, che hanno consentito di cristallizzare l’operatività, in ambito locale e lungo la cosiddetta rotta balcanica, di uno strutturato gruppo criminale pakistano attivo nel favoreggiamento e nella permanenza sul t.n. di migranti irregolari. Le investigazioni, protrattesi per diversi mesi, hanno richiesto, oltre a molteplici servizi sul territorio, anche attività di natura tecnica (intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e videoriprese) nonché un costante monitoraggio dei profili social in utilizzo agli indagati.

Estremamente proficue ai fini del positivo risultato finale sono state anche le molteplici interlocuzioni e gli interscambi informativi con la Polizia Slovena e Croata. Proprio tali approfondimenti volti ad acquisire utili informazioni in ordine ad elementi di riscontro alle indagini in atto, hanno consentito poi all’Autorità Giudiziaria italiana di sintetizzare in Ordini di Indagine Europei una serie di richieste per la formale assunzione al procedimento degli elementi di prova raccolti dalle richiamate autorità estere in relazione ai soggetti indagati. Nel corso delle attività oltre a numerosi episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono stati acquisiti al procedimento elementi in ordine a gravi episodi di reato commessi da parte di appartenenti al sodalizio in esame, in questa giurisdizione e altrove, in danno sempre di migranti irregolari. È infatti emerso come gli indagati, agendo in gruppo, anche nella zona confinaria di pertinenza della vicina Slovenia, erano soliti commettere rapine e sequestri di persona a scopo estorsivo, in danno di malcapitati migranti, dagli stessi prima condotti sino alla zona boschiva del confine Italiano-Sloveno. Proprio gli approfondimenti investigativi della Polizia Criminale di Capodistria (SLO) verso tali fenomeni delittuosi hanno contribuito affinché, attraverso un proficuo interscambio info-investigativo, si riuscisse poi a ricostruire puntualmente l’organigramma del gruppo criminale investigato. Sulla base delle operazioni tecniche, delle informazioni comunicate dal collaterale organo sloveno e, soprattutto, dagli esiti del costante ed accurato monitoraggio dei profili social di tutti gli stranieri emersi nel corso delle indagini, è stato verificato come i soggetti monitorati fossero, direttamente o per interposta persona, legati tra loro operando in un contesto delinquenziale in danno degli stessi stranieri che si erano a loro affidati per fare ingresso clandestinamente in Italia. Le indagini nel corso dei mesi hanno consentito di ricostruire numerosi trasporti illegali di migranti di varia etnia (pakistana, nepalese, afghana, indiana) dai campi profughi della Bosnia, con particolare riguardo a quello della città di BHIAC verso l’Italia, attraverso i sentieri boschivi di Croazia e Slovenia con destinazione questo capoluogo. È emerso inoltre come, nella città di Zagabria, i clandestini, venivano sistemati in diversi appartamenti dedicati (safe house), piuttosto che in hotel gestiti da soggetti compiacenti in attesa del successivo trasporto verso la Slovenia. Qui, non appena oltrepassato il confine, i migranti venivano istruiti sul come farsi rintracciare dalla Polizia per essere poi accompagnati presso i centri profughi ubicati nella provincia di Lubiana, al cui interno stazionavano altri soggetti legati all’organizzazione criminale investigata il cui compito era quello di assistere i migranti per la prosecuzione del viaggio sino in Italia. Il costo del viaggio variava dai 4000 ai 6000 a seconda della zona di partenza e dei mezzi utilizzati.

A tal proposito, è stato accertato un episodio nel corso del quale tre cittadini indiani irregolari dopo avere preso contatti con un pakistano aderente al sodalizio, stabilmente radicato all’interno del campo profughi di Logatec (SLO), venivano informati da quest’ultimo su come raggiungere Trieste. Il passeur ha messo in contatto i migranti con due suoi connazionali stanziali a Trieste uno dei quali gli dava appuntamento in questa piazza Oberdan per poi accompagnarli presso un appartamento sito in via della Fabbrica dove, ad attenderli, c’era un secondo soggetto di etnia pakistana. Giunti nell’appartamento i tre indiani venivano sequestrati sotto la minaccia di coltelli e picchiati brutalmente con schiaffi e calci, violenze che venivano, dagli aguzzini, documentate con video poi inviati ai familiari delle vittime per ottenere il pagamento del loro riscatto.

Nella circostanza, la tempestiva denuncia di un familiare dei tre malcapitati, giunta in città dalla Lombardia, ha consentito ad operatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Trieste di localizzare in breve termine l’immobile di interesse e quindi intervenire all’interno dell’abitazione interrompendo l’azione delittuosa e procedendo all’arresto in flagranza di reato dei due aguzzini. Al termine delle complesse investigazioni il copioso materiale di rilevanza probatoria raccolto, compendiato in una puntuale informativa di reato redatta congiuntamente da personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Trieste ha determinato il gip del Tribunale di Trieste, sulla scorta delle richieste avanzate dal pm titolare del procedimento, ad emettere sette misure cautelari in carcere.

Due dei provvedimenti hanno visto quali destinatari soggetti localizzati in territorio estero entrambi destinatari di Mandato di Arresto Europeo richiesto dall’autorità giudiziaria italiana. Uno di questi, ritenuto il terminale sloveno dell’organizzazione criminale, è stato tratto in arresto dalla Polizia Criminale di Capodistria all’interno del campo profughi Sloveno di Logatec. Altro indagato, solito muoversi tra la Bosnia e la Croazia, ritenuto il passeur che instrada i clandestini dal campo profughi di Bihac (Bosnia) al confine croato-sloveno è tuttora attivamente ricercato dalle polizie Croata e Bosniaca. I restanti 5 destinatari dei provvedimenti custodiali sono stati rintracciati presso appartamenti siti in questo centro città. Durante il corso delle perquisizioni, a casa di uno dei destinatari dei provvedimenti, è stato individuato un cittadino pakistano di circa 30 anni in possesso di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina, arrestato in flagranza di reato. Le perquisizioni hanno altresì permesso di acquisire al procedimento utile materiale probatorio, quali passamontagna, tirapugni e coltelli.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Frodi fiscali sui bonus edilizi, maxi sequestro da 11 milioni a Prato

PRATO (ITALPRESS) – La GdF di Prato ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dal GIP di Pistoia, con il quale sono stati disposti sequestri preventivi, diretti e per equivalente, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro.

trl/mca1

(Fonte video: Guardia di Finanza)

Biocombustibili, tour d’Europe per sensibilizzare cittadini e politica

MILANO (ITALPRESS) – Il tour d’Europe “è un’iniziativa molto complessa da portare avanti, perchè abbiamo messo insieme tutta l’industria automotive: è fondamentale poter dimostrare che i carburanti rinnovabili rappresentano un approccio flessibile e aperto per la decarbonizzazione del trasporto stradale”. A dirlo Luca Gastaldo, Sales Manager Connected Services Bosch Mobility, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.

fsc/gsl

Frodi fiscali sui bonus edilizi a Prato, maxi sequestro da 11 milioni

PRATO (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato, a conclusione di una complessa attività investigativa di polizia economico-finanziaria, coordinata in ogni sua fase dalla Procura della Repubblica di Pistoia, hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pistoia, con il quale sono stati disposti sequestri preventivi, diretti e per equivalente, per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro.

Il provvedimento cautelare patrimoniale ha riguardato denaro, beni immobili e beni mobili per un valore complessivo pari a oltre 8,5 milioni di euro; tre unità immobiliari (tra cui una struttura alberghiera, un opificio industriale e un’abitazione privata) per un valore commerciale stimato in circa 2 milioni di euro e tre società di capitali, sottoposte a sequestro impeditivo, per un valore complessivo del capitale sociale pari a 300.000 euro. Il totale dei beni sottoposti a vincolo ablativo raggiunge così gli 11 milioni di euro, costituendo una delle più rilevanti operazioni in materia di frodi sui bonus edilizi condotte nel territorio toscano.

L’indagine, avviata nel 2022 e frutto di una meticolosa attività investigativa del Gruppo Prato della Guardia di Finanza, ha consentito di ricostruire l’operatività di un sistema fraudolento, attivo a livello nazionale, volto allacreazione e commercializzazione di crediti d’imposta fittizi connessi al cosiddetto “Bonus Facciate”.

Gli indagati, attraverso la falsa attestazione di lavori edilizi mai eseguiti, in tutto o in parte, hanno indotto in errore l’Agenzia delle Entrate, generando crediti d’imposta inesistenti che venivano successivamente ceduti a terzi soggetti in buona fede o monetizzati con il concorso di intermediari professionali. In molti casi, gli immobili risultavano intestati a soggetti completamente ignari, talvolta coinvolti solo formalmente tramite la sottoscrizione inconsapevole di atti preliminari o dichiarazioni predisposte ad arte. Il danno stimato per l’erario è enorme, non soltanto in termini economici diretti, ma anche per l’effetto distorsivo arrecato alla corretta allocazione delle risorse pubbliche stanziate per il rilancio del comparto edilizio e dell’economia nazionale.

I proventi illeciti, ottenuti dalla cessione fraudolenta dei crediti, sono stati successivamente riciclati e reimpiegati mediante complesse operazioni finanziarie e l’acquisto di beni di lusso, immobili e autovetture di alta gamma, nel chiaro intento di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme e di reinserirle nel circuito economico legale. Il ruolo degli indagati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le condotte illecite sarebbero state orchestrate da un sodalizio criminale composto da tre soggetti: un imprenditore con precedenti specifici per reati tributari e fallimentari, ideatore del meccanismo fraudolento; un prestanome, formalmente intestatario delle società utilizzate per la creazione dei crediti fittizi; una commercialista attiva tra le province di Prato e Pistoia, già rappresentante legale di una delle imprese coinvolte e materialmente incaricata della trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle comunicazioni finalizzate alla generazione dei falsi crediti. Tutti e tre sono risultati diretti beneficiari dei profitti illeciti derivanti dalla monetizzazione dei crediti fittizi.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Minnesota in finale di Conference Nba, Boston non molla e accorcia sul 3-2

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Minnesota in finale nella Western Conference, Boston tenacemente attaccata all’anello a Est. Questi i verdetti di gara-5 delle due semifinali Nba disputate nella notte italiana.

Fanno festa i Timberwolves che chiudono la serie contro Golden State sul 4-1, imponendosi in casa 121-110 e centrando l’obiettivo finale a Ovest per il secondo anno consecutivo. Non è un segreto che sul risultato pesi l’assenza del leader dei “guerrieri” Steph Curry, out per infortunio anche in gara-5, ma Minnesota il pass per la finale se lo guadagna mettendo in mostra un’ottima organizzazione e campioni del calibro di Julius Randle ed Anthony Edwards, il primo mette a referto 29 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, il secondo centra una doppia doppia da 22 punti e 12 assist (ma anche 7 rimbalzi) e con loro va a nozze tutto il quintetto iniziale, senza dimenticare i 13 punti dalla panchina di Donte DiVincenzo. Nel successo della franchigia di Minneapolis ci sono anche i 17 punti di Rudy Gobert (8 i rimbalzi), i 16 di Mike Conley (con 8 assist e 6 rimbalzi) e i 14 di Jaden McDaniels. I Timberwolves fanno festa e attendono la vincente di Denver-Oklahoma (2-3 al momento) per continuare a sognare. Si ferma, invece, la corsa di Golden State. Si sperava nel recupero di Curry, non è andata così e non sono bastati i 28 punti di Brandin Podziemski e i 26 (dalla panchina) di Jonathan Kuminga. In doppia cifra anche Butler (17 punti), Moody (12) e Green (10), ma non c’è niente da fare e la stagione dei Warriors si chiude a Minneapolis.

Ancora attaccati all’anello i campioni in carica. Boston vince gara-5, battendo al Td Garden 127-102 New York e rimettendosi in gioco con il parziale della serie che adesso dice 2-3 per i Knicks. Celtics che dopo un primo tempo equilibrato, nonostante l’assenza dell’infortunato Jayson Tatum (stagione finita), prendono il largo nella seconda metà del match, con Derrick White e Jaylen Brown trascinatori: per il primo 34 punti, per il secondo doppia doppia da 26 punti, 12 assist e in più 8 rimbalzi. Numeri importanti, così come hanno il loro peso i 14 punti di Jrue Holiday (7 i rimbalzi) e i 12 Al Horford. Dalla panchina c’è la risorsa Payton Pritchard che offre un contributo da 17 punti e c’è anche Luke Kornet che sfiora la doppia doppia chiudendo con 10 punti e 9 rimbalzi. Troppo anche per New York che ne porta 4 in doppia cifra. Il migliore è Josh Hart con 24 punti, a seguire Jalen Brunson (22), Karl-Anthony Towns (19) e, dalla panchina, Miles McBride (11). Vince Boston, ma New York è ancora avanti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Come si fa l’HVO, il carburante della sostenibilità

MILANO (ITALPRESS) – “L’HVO è un carburante diesel con qualità migliori, può essere utilizzato al 100% in purezza: consente una riduzione delle emissioni di CO2 dal 60 al 90% a seconda della materia prima da cui partiamo”. A dirlo l’ingegnere di Enilive Raffaella Lucarno, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress condotto dal giornalista Marco Marelli.

fsc/gsl

Raffineria di droga scoperta a Padova, sequestrati 60 kg di eroina

PADOVA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno sequestrato 60 KG di eroina, procedendo all’arresto di 1 soggetto ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le attività che hanno portato al significativo risultato si inseriscono nel complesso dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti in contesti urbani.

In particolare, proprio durante un servizio della specie, i finanzieri hanno proceduto a sottoporre a controllo un soggetto in zona Guizza. All’atto dell’identificazione e all’invito a fornire le proprie generalità, il soggetto ha esibito documenti che hanno immediatamente destato dubbi circa la loro autenticità in capo ai militari. Lo stato di agitazione e le risposte vaghe fornite ai militari hanno indotto questi ultimi ad approfondire la posizione del soggetto e a procedere a una perquisizione dell’abitazione del sospettato, poco distante dal posto di controllo.

Entrati nell’abitazione i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria si sono trovati di fronte ad una vera e propria raffineria di droga, rinvenendo in due sacchi complessivi 60 kg di eroina, strumenti e prodotti destinati alla preparazione e confezionamento dello stupefacente e 25.000,00 euro. Le successive procedure di identificazione hanno consentito di accertare le esatte generalità del soggetto, un cittadino albanese. Il soggetto è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Padova.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).