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Il Consiglio Ue ha approvato le conclusioni della Cce sulle politiche per i rifugiati

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Oggi il Consiglio europeo ha approvato le conclusioni su una relazione della Corte dei conti europea (Cce) mirata a valutare l’azione della politica di coesione a sostegno dei rifugiati ucraini in Europa. Lo riferisce una nota del Consiglio Ue.

Per affrontare le sfide migratorie causate dalla guerra in Ucraina, l’Ue ha gradualmente adattato le norme della politica di coesione adottando l’Azione di coesione per i rifugiati in Europa (Care). La Cce ha esaminato se gli Stati membri abbiano utilizzato efficacemente Care e i fondi disponibili della politica di coesione per rispondere alle esigenze dei rifugiati, concludendo che Care ha effettivamente aiutato gli Stati membri a utilizzare i finanziamenti disponibili della politica di coesione per affrontare la crisi.

Tuttavia, la Cce ha anche rilevato che il monitoraggio dei finanziamenti della politica di coesione non copre l’intero sostegno e l’utilizzo di Care e ha raccomandato che, qualora la Commissione dovesse preparare proposte per nuove misure o modifiche relative alla crisi, dovrebbe garantire che vi sia un sistema di monitoraggio adeguato con i dati necessari per valutarne l’efficacia.

Nelle sue conclusioni, il Consiglio ricorda i tre regolamenti sull’azione di coesione per i rifugiati in Europa (Carea, Care Plus e Fast-Care), che hanno aumentato la flessibilità, la liquidità e la semplificazione della politica di coesione per i quadri finanziari pluriennali (QFP) 2014-2020 e 2021-2027 e hanno reso più facile per gli Stati membri finanziare progetti volti ad affrontare le sfide migratorie derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Il Consiglio concorda, tuttavia, con la conclusione della Corte secondo cui vi è il rischio che il ricorso ripetuto alla politica di coesione per affrontare le crisi possa influire sul suo obiettivo strategico primario di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale tra le regioni europee. Infine, il Consiglio invita la Commissione a garantire l’istituzione di un adeguato sistema di monitoraggio, qualora dovesse elaborare nuove misure o modifiche relative alle crisi, in modo da disporre dei dati necessari per valutarne l’efficacia. La Commissione dovrebbe in particolare puntare a un sistema di monitoraggio proporzionato che consenta una risposta rapida ed eviti eccessivi oneri amministrativi.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Crisalis, il miglior toro al mondo, è allevato dall’azienda veneta Intermizoo

VENEZIA (ITALPRESS) – “Tra i tanti record che annovera il Veneto, da oggi entra anche Crisalis, ‘super toro’ che ha già quasi 10.000 figlie in 500 allevamenti del paese, e numerosissime in tutto il mondo. Degno erede di Miura, è un esemplare di Frisona che ha appena conquistato il primato mondiale a livello genetico, oltre che per performance produttive e morfologiche delle sue figlie. Crisalis incarna l’eccellenza della zootecnia italiana, rispondendo perfettamente alle nuove esigenze degli allevatori: latte eccellente ricco di proteine ad alta caseificabilità, fertilità, longevità, arti solidi e ridotta consanguineità. Tra i primi 30 tori al mondo, 8 sono allevati da Intermizoo, azienda leader nel mondo, orgoglio tutto veneto grazie ai suoi 55 dipendenti, oltre a tecnici, consulenti, venditori, concessionari. Numeri che definiscono l’eccellenza di chi vuol essere un passo avanti, di un ‘made in Veneto’ certificato dai risultati”. Il presidente Luca Zaia ha visitato stamattina il Centri Tori di Vallevecchia, di proprietà di Veneto Agricoltura e gestito dalla partecipata Intermizoo.

Qui pascola – assieme ad altri 200 esemplari di razza Frisona, Limousine, Blu Belga, Pezzata rossa Simmental, Bruna, Angus, Hereford, Wagyu – il toro Crisalis, 6 anni per 12 quintali, nato in Germania il 6 settembre 2019, trasferito al Centro genetico di Vallevecchia il 28 ottobre 2020, “padre” ad oggi di quasi 10.000 figlie solo in Italia, di cui 3.000 già producono latte di ottima qualità. Col presidente Zaia erano presenti l’assessore all’Agricoltura Federico Caner, il direttore di Veneto Agricoltura Nicola dell’Acqua, il commissario di Avepa Fabrizio Stella, l’amministratore unico di Intermizoo Carlo Perini e il direttore Francesco Cobalchini.

Intermizoo, azienda specializzata dal 1974 in tecnologie di riproduzione artificiale in campo bovino, ha selezionato Crisalis ancora vitello, accompagnandolo alle vette mondiali grazie alle sue tecniche di allevamento e di lavorazione del seme. L’azienda infatti è pioniera nel campo del seme sessato, derivante da un delicato processo di lavorazione non invasivo che permette di selezionare spermatozoi di uno specifico sesso, con lo scopo di ottenere una percentuale più alta di vitelli femmina. Dal 2023 il Centro Tori Vallevecchia dispone del proprio laboratorio di seme sessato, in cui viene prodotto Electa, seme bovino ad alto contenuto innovativo e tecnologico.

Ma esiste pure un altro segreto dietro al formidabile exploit di Crisalis: il luogo in cui è cresciuto. Il Centro Tori di Vallevecchia in località Brussa di Caorle presenta infatti le condizioni ideali per lo sviluppo di bovini di primissima qualità. Oltre al clima ottimale, mitigato dalla vicinanza del mare, a fare la differenza nel Centro tori, visitato oggi da Zaia, è l’accurata gestione dei pascoli. Per questo, anche attraverso l’avvio del progetto “Tori al pascolo”, che mira a valutare lo stato di benessere dei bovini al pascolo e la capacità di produzione foraggera di terreni soggetti a siccità e con elevata salinità, Veneto Agricoltura e Intermizoo scandiscono le turnazioni nei quattro recinti a Vallevecchia secondo precisi ritmi di equilibrio tra tempi di ricaccio del suolo e stato di ingrassamento dei tori.

“L’azienda Intermizoo – conclude Zaia – vende in più di 50 paesi nel mondo, con un fatturato di 9 milioni di euro (il 30% all’estero), e con un piano di crescita a 10 milioni per il 2025. Sono 4.000 gli allevatori serviti in Italia. Da anni riceviamo offerte per cedere questo gioiello della zootecnia e dell’innovazione genetica, che vogliamo invece far restare autenticamente veneto”.

-Foto regione Veneto-
(ITALPRESS).

Strage di Monreale, fermato un terzo giovane per il triplice omicidio

MONREALE (PALERMO) (ITALPRESS) – Un terzo giovane è stato fermato per il triplice omicidio di Monreale, nel Palermitano. I carabinieri del Comando Provinciale, guidati dal generale Luciano Magrini, hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un 19enne, abitante nel quartiere San Filippo Neri di Palermo, ritenuto responsabile dei reati di strage e lesioni personali aggravate, in concorso con gli altri due coetanei già arrestati il 27 aprile e il 4 maggio scorsi, nonché di detenzione illegale e porto abusivo di pistola.

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura presso il Tribunale di Palermo e si fonda sulle ultime risultanze delle indagini, svolte dai Carabinieri, che hanno fornito ulteriori conferme al quadro indiziario già raccolto a carico dei due giovani fermati nei giorni scorsi, consentendo di giungere alla identificazione del 19enne che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe impugnato una pistola ed esploso diversi colpi d’arma da fuoco sulla folla, radunatasi in via D’Acquisto, a Monreale, la notte del 27 aprile scorso.

L’indagato, che in seguito alla sua iniziale irreperibilità si è successivamente presentato presso la caserma dei Carabinieri di Monreale accompagnato dal proprio legale, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Palermo “Pagliarelli” e, nelle prossime ore, sarà interrogato dal gip del Tribunale di Palermo.

– Foto IPA Agency –

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Vicenza, breve guida alla storia e alle bellezze della città del Palladio, da Vicetia a oggi e non solo

(Articolo sulla storia di Vicenza di Carlo Valente da L’AltraVicenza n. 3-aprile 2025 allegata a Vicenza PiùViva n. 297, sul web per gli abbonati).

Dedicata ai turisti, anche a quelli nostrani che ci vivono ma non la conoscono.

Ai limiti della Pianura Padana, dove scorrono il Bacchiglione e il Retrone sorge una città che, come molti altri luoghi d’Italia, ospita tesori così peculiari e preziosi che molti Imperi se la sono contesa come una gemma da porre sulla loro corona, i cui abitanti sono depositari di tradizioni e storie passate per molte generazioni. Questa città è Vicenza.
I primi insediamenti umani ai piedi dei Colli Berici risalgono addirittura all’epoca preistorica, alcuni ipotizzano che gli antichi Venetici avrebbero chiamato la città da loro fondata Berga, quando i Romani presero il controllo della regione consolidarono il centro abitato e lo chiamarono Vicetia o Vicentia, come riportato da Plinio il Vecchio e da Tacito. Il nome Vicenza fa la sua comparsa nell’XI secolo, derivante dal latino vincens ma secondo altri l’origine potrebbe venire da Oniketia (in greco Terra dei Veneti).
In epoca romana Vicenza divenne un passaggio della Via Gallica, una delle numerose strade che percorrevano l’Impero. Testimonianze di quell’epoca sono il Teatro Berga, le
prime mura, il Foro su cui poi sorse Palazzo Trissino. Dopo la fine dell’Impero d’Occidente Vicenza visse sotto diverse dominazioni che modellarono la sua storia e la sua forma, dai Longobardi ai Romani d’Oriente, fino agli Scaligeri che costruirono le mura trecentesche e che precedettero il dominio di Venezia nella cui Repubblica fece parte dal 1404 al 1797. Durante questi secoli la Serenissima Repubblica garantì un periodo di pace in cui diversi artisti ebbero la possibilità di arricchire la città con monumenti e opere che possiamo ammirare ancora oggi. Uno dei più rinomati e celebri artisti dell’epoca è senza dubbio Andrea di Pietro della Gondola, noto con lo pseudonimo di Andrea Palladio (la cui opera «I quattro libri dell’Architettura» venne chiamata da Thomas Jefferson «la mia Bibbia»). Tra gli edifici che il geniale architetto ha progettato c’è la Basilica Palladiana, per lungo tempo sede delle maggiori attività politiche ed economiche della città, cornice eccelsa di Piazza dei Signori, insieme alla Torre Bissara che svetta su Vicenza, di fronte alla Basilica la Loggia del Capitaniato, magnifico palazzo palladiano e patrimonio dell’Umanità.
Se un visitatore passasse vicino a Palazzo Chiericati potrebbe prendere l’ottima decisione di visitare il Teatro Olimpico che con la sua scenografia monumentale ospita eventi capaci di intrattenere ed ispirare. Un’opera d’arte, fucina di opere d’arte. Oppure il visitatore potrebbe risalire Corso Palladio, girare un vicolo in cui i palazzi si concentrano tra una farmacia e una pasticceria, per poi aprirsi ad uno spettacolo architettonico straordinario, con Piazza dei Signori che sorprende lo spettatore testimoniando la sua storia e l’eredità del Rinascimento Veneto. Chi volesse ammirare Vicenza in tutto il suo splendore può trovare una vista spettacolare su Monte Berico, teatro dell’eroica resistenza vicentina contro le truppe austriache nel 1848, vicino al Santuario di Monte Berico, testimonianza dei tesori che l’architettura religiosa ha lasciato a Vicenza, insieme alla Basilica dei Santi Felice e Fortunato, meraviglioso esempio di stile romanico restaurata nel XX secolo.
Non solo Andrea Palladio contribuì a rendere onore alla città che D’Annunzio definì «la mia diletta», un altro cittadino degno di essere ricordato è Antonio Pigafetta che si unì alla spedizione di Magellano e scrisse il diario del primo giro del mondo.
La tradizione vicentina ha molto da offrire anche nell’arte culinaria: gli irresistibili bigoi co’ l’arna (i bigoli al ragù d’anatra) o il baccalà alla vicentina, piatto la cui storia inizia nel XVI secolo. Veri tesori della tradizione culinaria di Vicenza sono la soppressa vicentina e il formaggio Asiago ricercato e apprezzato in tutto il mondo. Se il visitatore chiedesse ai Vicentini notizie sulla loro fama di mangiatori di gatti molte storie gli verrebbero narrate, tra cui quella di un Doge esasperato per un’invasione di topi o riferimenti ai rimedi estremi durante un assedio.
Vicenza ospita anche molti eventi di grande valore culturale, tra cui il Festival Biblico in cui si riscoprono le Sacre Scritture; il VicenzaOroFuoriFiera (ViOFF), una serie di manifestazioni in centro storico in occasione del salone internazionale dell’oreficeria di VicenzaOro; Settimane Musicali al Teatro Olimpico, durante il quale il Teatro Olimpico si anima di musica da camera e opere o il festival internazionale di musica jazz Vicenza Jazz-New Conversations.
Innumerevoli storie e tesori Vicenza ha da raccontare, una città non grande o potente quanto Roma, né ricca quanto Firenze o Venezia, ma con numerosi tesori da condividere, storie da raccontare, personaggi che hanno percorso il mondo intero ispirando intere generazioni ancora oggi. Un luogo dove poter fare una bella vacanza tra monumenti e ristoranti tradizionali o trovare l’ispirazione per scrivere una poesia, progettare il palazzo di un Imperatore. Una città da cui può partire e in cui può finire il giro del mondo.

In Albania il premier Rama verso la rielezione per il quarto mandato consecutivo

TIRANA (ALBANIA) (ITALPRESS) – Mentre prosegue lo spoglio dei voti, con le operazione che vanno a rilento con circa un quarto dei voti scrutinati, si profila una vittoria netta per il premier uscente Edi Rama alle elezioni politiche in Albania. Il partito socialista si attesta al 52,7%, mentre il Partito Democratico di Sali Berisha conquista il 34,3%.

In questo modo lo schieramento guidato da Rama otterrebbe 83 seggi in Parlamento, che vorrebbe dire quarto mandato consecutivo per lui e maggioranza assoluta per formare il governo. L’opposizione guidata dall’ex presidente della Repubblica e due volte premier, Sali Berisha, avrebbe perso 12 seggi scendendo a quota di 51 deputati. L’affluenza preliminare è di quasi il 42,16%, inferiore del 4% rispetto a quattro anni fa.

– Foto IPA Agency –

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Pronte le mescole da Monaco a Montreal, in pista con C4, C5 e C6

ROMA (ITALPRESS) – La Pirelli ha comunicato alle squadre la selezione delle mescole per le tre gare a cavallo fra la fine di maggio e la metà di giugno. In questo lasso di tempo saranno protagoniste tutte e sei le mescole omologate quest’anno dal Global Tyre Supplier della Formula 1: a Monaco e in Canada sarà di scena la terna più morbida, già prevista a Imola nel settimo Gran Premio della stagione, mentre a Barcellona toccherà a quella più dura.

La scelta di C4, C5 e C6 per i due appuntamenti sui circuiti cittadini non è una sorpresa. La C6 era stata omologata a fine 2025 proprio per cercare di offrire più opzioni strategiche in certe gare dove le forze esercitate sui pneumatici non sono molto elevate, come appunto i due circuiti in questione.

Peraltro, se a Monaco la bassa severità del circuito è un fattore che ha permesso di fare uno step più morbido nella selezione rispetto allo scorso anno, a Montreal le velocità di punta sono elevate così come non sono trascurabili le forze longitudinali, tanto che la seconda gara nordamericana sarà, insieme a Imola, un banco di prova probante per questa terna.

Sullo storico tracciato di Monte Carlo i sorpassi sono pressoché impossibili ed è difficile che una mescola possa fare una grande differenza in una gara con velocità così ridotte e un asfalto che rende quasi nullo il degrado della prestazione dei pneumatici.

Proprio al fine di creare un po’ più di movimento alla domenica – il sabato di Monaco resta il più eccitante di tutta la stagione – la FIA e la F1 hanno deciso di introdurre quest’anno l’obbligatorietà del doppio pit-stop, ferma restando la necessità di usare almeno due mescole diverse. Fra queste due gare ci sarà un altro appuntamento tradizionale, quello del Gran Premio di Spagna.

Il Circuit de Barcelona-Catalunya è uno dei più severi per i pneumatici, sia per la sua conformazione con diversi curvoni molto veloci e dalla lunga percorrenza, sia per le alte temperature che favoriscono tradizionalmente il degrado termico. Naturale quindi la scelta di confermare il tris più duro a disposizione, quello composto dalla C1 come Hard, dalla C2 come Medium e dalla C3 come Soft, già visto quest’anno a Suzuka e a Sakhir.

– Foto Ufficio stampa Pirelli –

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Il Papa incontra i media. “Solo i popoli informati possono fare scelte libere”

CITTÀ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio. Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra”. Con queste parole papa Leone XIV, ribadendo l’invito del suo predecessore Francesco in uno dei suoi ultimi messaggi, accoglie gli oltre 3 mila giornalisti internazionali in udienza nell’Aula Paolo VI in Vaticano, ringraziandoli per il lavoro svolto nelle ultime settimane.

“La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire ‘no’ alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra”, sottolinea Leone XIV, esprimendo poi la solidarietà della Chiesa ai “ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità, e con queste parole anche chiedere la liberazione di questi giornalisti incarcerati. La Chiesa riconosce in questi testimoni – penso a coloro che raccontano la guerra anche a costo della vita – il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere. La sofferenza di questi giornalisti imprigionati – evidenzia il pontefice – interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale, richiamando tutti noi a custodire il bene prezioso della libertà di espressione e di stampa”.

Per papa Leone “viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire. Al contrario, essi chiedono a ciascuno, nei nostri diversi ruoli e servizi, di non cedere mai alla mediocrità. La Chiesa deve accettare la sfida del tempo e, allo stesso modo, non possono esistere una comunicazione e un giornalismo fuori dal tempo e dalla storia. Come ci ricorda Sant’Agostino, che diceva: ‘Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi’. Grazie di quanto avete fatto per uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni, attraverso i quali leggiamo spesso la vita cristiana e la stessa vita della Chiesa. Grazie, perché siete riusciti a cogliere l’essenziale di quel che siamo, e a trasmetterlo con ogni mezzo al mondo intero. Oggi – prosegue il Santo Padre – una delle sfide più importanti è quella di promuovere una comunicazione capace di farci uscire dalla ‘torre di Babele’ in cui talvolta ci troviamo, dalla confusione di linguaggi senza amore, spesso ideologici o faziosi. Perciò, il vostro servizio, con le parole che usate e lo stile che adottate, è importante. La comunicazione, infatti, non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di una cultura, di ambienti umani e digitali che diventino spazi di dialogo e di confronto. E guardando all’evoluzione tecnologica, questa missione diventa ancora più necessaria”.

Infine, un passaggio sull’intelligenza artificiale che “col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità. E questa responsabilità riguarda tutti, in proporzione all’età e ai ruoli sociali. Cari amici, impareremo con il tempo a conoscerci meglio. Abbiamo vissuto – possiamo dire insieme – giorni davvero speciali. Li abbiamo, li avete condivisi con ogni mezzo di comunicazione: la TV, la radio, il web, i social. Vorrei tanto che ognuno di noi potesse dire di essi che ci hanno svelato un pizzico del mistero della nostra umanità, e che ci hanno lasciato un desiderio di amore e di pace”, conclude il pontefice.

– Foto IPA Agency –

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Il Papa incontra i media “Solo popoli informati possono fare scelte libere”

CITTÀ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Solo popoli informati possono fare scelte libere”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’udienza con i rappresentanti dei media di tutto il mondo nell’Aula Paolo VI.

“La pace comincia da ognuno di noi, dal modo in cui guardiamo e ascoltiamo gli altri. Il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza. Dobbiamo dire no alla guerra delle parole e delle immagini. Voglio esprimere inoltre la solidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità” ha detto il pontefice.

“Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio – prosegue il Papa – , non serve una comunicazione fragorosa e muscolare ma serve una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la terra. La sfida in cui ci troviamo è promuovere una comunicazione capace di farci uscire dalla torre di Babele in cui spesso ci troviamo con un linguaggio senza amore,
spesso ideologico e fazioso”.

Il Santo Padre si è poi soffermato sull’Intelligenza Artificiale e sulle sfide connesse: “L’intelligenza artificiale, con il suo potenziale immenso, richiede responsabilità e discernimento per produrre benefici per l’umanità. Questa responsabilità
riguarda tutti”. 

Infine il Papa ha ribadito il peso dei tempi che vive l’attualità, rimandando al giornalismo parte della responsabilità per il futuro: “Viviamo tempi difficili, non dobbiamo cedere mai alla mediocrità, la Chiesa deve affrontare la sfida dei tempi e il giornalismo non può essere fuori dalla storia”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)