mercoledì, Settembre 16, 2026
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Lazio corsara a Marassi, Genoa battuto 0-2 e la zona Champions dista un punto

GENOVA (ITALPRESS) – Dopo la delusione ai rigori in Europa League contro il Bodo Glimt, la Lazio riparte in campionato con una vittoria per 2-0 contro il Genoa al ‘Ferraris’, trascinata dalla prestazione del Taty Castellanos, che si riscatta dopo l’errore decisivo dagli undici metri di giovedì scorso. L’argentino apre le marcature al 32′ (di Dia la rete del raddoppio), ma soprattutto dà il via all’azione che produce l’episodio chiave di una partita che proietta i biancocelesti a 59 punti in classifica, ad una lunghezza dal Bologna quarto.

Al 22′ il centravanti vince un duello con De Winter, aggancia la palla al volo e serve un passaggio in profondità per Zaccagni che prima dell’ingresso in area di rigore viene steso da Otoa. L’arbitro Ayroldi fischia fallo ed espelle il difensore rossoblù, il cui debutto in Serie A dura così poco più di venti minuti. La Lazio alza i ritmi e raccoglie i frutti del suo assedio dieci minuti più tardi: Pellegrini crossa dalla sinistra e pesca in area Castellanos, che si coordina e con una mezza rovesciata non lascia scampo a Leali. Un doppio episodio che cambia così una partita che in avvio di gioco aveva riservato più di un pericolo a Mandas (rimasto anche leggermente stordito a causa dell’esplosione di un petardo intorno al quarto d’ora di gioco), decisivo in due occasioni su Pinamonti (al 10′ e al 13′).

Nella ripresa la Lazio raddoppia, ma resta anch’essa in 10. Al 65′ Rovella inventa un filtrante per Dia che col diagonale mancino batte Leali, ma al 73′ il neo entrato Belahyane commette un grave fallo di gioco su Thorsby: Ayroldi estrae il giallo, viene richiamato al Var e trasforma l’ammonizione in espulsione. La Lazio deve gestire il finale di gara senza l’uomo in più e lo fa con ordine, rischiando pochissimo e dando minutaggio anche ad Hysaj e Noslin. Marco Baroni si riavvicina alla zona Champions. Per il Genoa invece slitta l’appuntamento con la salvezza matematica.

IL TABELLINO

GENOA (4-4-2): Leali 6; Otoa 4, De Winter 5, Vasquez 5, Martin 5.5 (23′ st Ahanor 6); Norton Cuffy 5.5 (35′ st Sabelli sv), Masini 6 (35′ st Ekhator sv), Frendrup 5.5, Thorsby 6; Vitinha 5.5 (16′ st Venturino 6), Pinamonti 6 (23′ st Messias 6). In panchina: Siegrist, Sommariva, Bani, Zanoli, Barbini, Badelj, Kassa, Nuredini. Allenatore: Vieira 5.5.

LAZIO (4-2-3-1): Mandas 7; Lazzari 6 (45′ pt Pedro 5.5), Gila 7, Romagnoli 6.5, Pellegrini 7; Guendouzi 7, Rovella 7 (23′ st Belahyane 4); Marusic 6, Dia 7 (24′ st Vecino 6), Zaccagni 7 (43′ st Hysaj sv); Castellanos 7.5 (43′ st Noslin sv). In panchina: Furlanetto, Provedel, Gigot, Provstgaard, Dele-Bashiru, Basic, Ibrahimovic, Tchaouna. Allenatore: Baroni 7. ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 6.

RETI: 32′ pt Castellanos, 20′ st Dia.

NOTE: serata serena, terreno in buone condizioni. Al 22′ pt Otoa espulso per rosso diretto (chiara occasione da gol). Al 28′ st Belahyane espulso per rosso diretto (fallo grave di gioco). Ammoniti: Rovella, Pinamonti, De Winter, Sabelli. Angoli: 6-8. Recupero: 8′ pt, 4′ st.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

La Juventus crolla al Tardini, Pellegrino regala tre punti d’oro al Parma

PARMA (ITALPRESS) – Nel recupero della trentatreesima di Serie A, una brutta Juventus cade al Tardini contro il Parma. Con una grande prova di carattere, la formazione emiliana si impone per 1-0, compiendo forse il definitivo balzo salvezza. A prendersi i riflettori è Mateo Pellegrino, autore del gol da tre punti nel recupero del primo tempo. Alla quarta uscita sulla panchina bianconera, arriva così il primo ko per Tudor. Come nella altre tre partite di giornata, prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuti di silenzio in ricordo di Papa Francesco.

Il pomeriggio del Parma comincia subito in salita, a causa degli infortuni di Vogliacco e Bernabe, sostituiti da Chivu dopo appena dieci minuti di gioco. All’intervallo anche il neoentrato Estevez è costretto al forfait. L’avvio dei bianconeri, invece, sembra promettente: passano trenta secondi, infatti, e Locatelli, dalla distanza, sfiora il palo alla destra di Suzuki. Per lunghi tratti della prima frazione, però, si vede una Juve sotto ritmo e poco incisiva nei metri finali. Nonostante i cambi forzati in zone nevralgiche del campo, il piano di gioco del Parma non ne risente. Bonny è il più proposito dei suoi e tutte le azioni pericolose dei crociati partono dalle sue giocate.

Nel recupero del primo tempo la determinazione del Parma viene premiata con la rete del vantaggio, firmata da Pellegrino. L’attaccante argentino svetta di testa su Kelly e devia in porta l’assist al bacio di Valeri. I problemi fisici non attanagliano solo il Parma, ma anche la Juve, costretta per il secondo tempo a fare a meno di Vlahovic, dolorante alla coscia: Tudor inserisce allora Conceicao, seguito pochi minuti più tardi da Yildiz. Nella ripresa gli ospiti provano ad alzare i giri del motore, esponendosi, di conseguenza, alle ripartenze del Parma. A qualche buona iniziativa di Kolo Muani, risponde Sohm al 60′ con un tiro di punta, innocuo per Di Gregorio. Nel finale un Parma stravolto viene schiacciato nella propria metacampo, ma il forcing della Juve crea ben poche occasioni nitide: da segnalare solo un paio di conclusioni insidiose di Conceicao dalla destra dell’area.

Una Juve senza idee esce così sconfitta dal Tardini. Con questa sconfitta i ragazzi di Tudor rimangono al quinto posto, a pari punti con la Lazio: il Bologna quarto continua a distare un punto. Successo, invece, di capitale importanza per il Parma, lontano ora sei lunghezze dalla zona retrocessione.

IL TABELLINO

PARMA (3-5-2): Suzuki 6; Leoni 7.5, Vogliacco sv (11’pt Hainaut 6), Valenti 6.5; Del Prato 6.5, Bernabe sv (10’pt Estevez 6; 1’st Hernani 6), Keita 6.5, Sohm 6.5, Valeri 6.5; Pellegrino 7 (29’st Man 6), Bonny 6.5 (41’st Almqvist sv). In panchina: Marcone, Corvi, Circati, Lovik, Balogh, Camara, Mohamed, Ondrejka, Cancellieri, Djuric. Allenatore: Chivu 7.5.

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio 6; Kalulu 6, Veiga 5.5, Kelly 5 (42’st Costa sv); Cambiaso 5, Locatelli 5.5 (42’st Douglas Luiz sv), Thuram 5.5, McKennie 5.5 (12’st Yildiz 6); Kolo Muani 5, Gonzalez 5.5 (42’st Weah sv), Vlahovic 5 (1’st Conceicao 5.5). In panchina: Pinsoglio, Perin, Rouhi, Savona, Adzic. Allenatore: Tudor 5.

ARBITRO: Chiffi di Padova 6.

RETE: 46’pt Pellegrino.

NOTE: pomeriggio sereno, campo in discrete condizioni. Ammoniti: Sohm, Hernani, Gonzalez, Locatelli, Yildiz. Angoli: 9-4 per la Juventus. Recupero: 6′; 6′.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Malta, due marocchini coinvolti in una rapina mortale, uno confessa

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Due cittadini marocchini sono stati identificati come figure centrali nella rapina mortale a una gioielleria di Zurrieq, che ha portato alla morte del proprietario, Joseph Carabott, di 67 anni. Mohamed Anas Boualam, 37 anni, ha ammesso l’omicidio, avvenuto durante una violenta rapina il 25 agosto 2023. Carabott aveva riportato gravi ferite durante l’aggressione ed è deceduto il 5 aprile di quest’anno a causa di un’infezione toracica direttamente collegata a quelle lesioni. Nel corso del procedimento davanti alla Magistrata Donatella Frendo Dimech, Boualam si è dichiarato colpevole. Nonostante gli sia stato concesso del tempo per riconsiderare la sua posizione, ha confermato la confessione.

La sentenza verrà pronunciata il 3 giugno. Il secondo imputato, Zaouhair Hadoumi, anch’egli cittadino marocchino, si è dichiarato non colpevole dell’accusa di omicidio colposo. Il tribunale ha stabilito che esistono prove sufficienti per sottoporlo a processo, disponendo il suo rinvio a giudizio. Gli esperti forensi hanno confermato che la morte di Carabott è stata direttamente collegata alle ferite subite durante la rapina.

Una terza complice, Donna Borg Sciberras, è già stata condannata a 28 anni di reclusione in relazione allo stesso crimine. Il caso ha sollevato preoccupazioni riguardo ai crimini violenti e al ruolo dei cittadini stranieri nei reati gravi, alimentando il dibattito sulla sicurezza e sull’immigrazione a Malta.

– foto: ufficio stampa Polizia di Malta –

(ITALPRESS).

Esperto cyber del Pentagono “La guerra informatica è una minaccia per la forza congiunta”

ROMA (ITALPRESS) – La base aerea di Los Angeles, a El Segundo, in California, ha ospitato la settima edizione della Space Force’s Space Systems Command Cyber Expo 2025, la fiera annuale del cyber del Comando dei sistemi spaziali in cui, per due giorni, esperti e analisti si sono confrontati su “tutto ciò che è cyber”, tra cui strategia e operazioni, sicurezza informatica, dati e intelligenza artificiale.

Nel corso dei dibattiti è emerso che la guerra cibernetica rappresenta una minaccia significativa per la forza congiunta. “Gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche commerciali sono in aumento – ha affermato John Garstka, Direttore per la guerra cibernetica presso l’Office of the Deputy Assistant Secretary of Defense for Platform Weapon Portfolio Management -. I pericoli posti dai conflitti informatici sono significativi e per contrastarli richiedono una preparazione specifica”.

Definendo il cyberspazio il quinto dominio di guerra, insieme ad aria, terra, mare e spazio, Garstka ha detto che molte persone “hanno difficoltà a comprendere l’impatto dei conflitti informatici perché non hanno accesso a simulazioni di tali attacchi e agli effetti che ne derivano. Quando pensiamo alla sicurezza informatica dei sistemi spaziali bisogna tener conto sì delle infrastrutture critiche della Difesa ma anche di quelle commerciali; un’adeguata valutazione dei rischi è un altro elemento essenziale per affrontare le minacce informatiche, e tali valutazioni devono riguardare l’intero ciclo di vita del sistema piuttosto che solo le fasi di funzionamento e di mantenimento. Ciò che è importante sottolineare è che gli attacchi informatici possono avere un impatto sulle linee di produzione fino a bloccarle”, ha detto Garstka, sottolineando che tali attacchi al Dipartimento di Informatica possono avere un impatto sulle missioni reali del Dipartimento della Difesa.

Per quanto riguarda i sistemi più a rischio di attacco informatico, Garstka ha detto che gli avversari – Cina in testa – dell’America e delle forze congiunte si concentrano sulla base industriale della difesa. Di conseguenza diventa fondamentale l’apporto dei dipartimenti di informatica, soprattutto in ottica missioni spaziali, e che la Difesa fornisca all’industria i mezzi necessari per soddisfare i progetti dei sistemi spaziali di prossima generazione, piuttosto che farli cadere vittime di campagne di spionaggio avversarie nel cyberspazio. Raggiungere quindi il livello di sicurezza informatica richiesto, nonostante le sfide finanziarie, sarà essenziale per contrastare queste minacce. “La cosa più importante che si può portare nella lotta è la motivazione – la capacità di identificare il tipo di requisiti che questi sistemi spaziali devono soddisfare – e poi bisogna essere in grado di sostenerli finanziariamente”, ha concluso l’esponente del Pentagono.

– foto Lisa Ferdinando/Public domain –

(ITALPRESS).

La Giunta regionale sarda approva il rilancio dell’affido familiare

CAGLIARI (ITALPRESS) – Un tavolo di lavoro allargato per definire le nuove linee guida regionali sull’affidamento familiare dei minori. È questo il contenuto della delibera approvata oggi in Giunta e che mira a rilanciare l’istituto dell’affido in Sardegna attraverso un percorso concertato a carattere inter-istituzionale.

Il tavolo sarà composto da rappresentanti della Regione, del coordinamento regionale dei PLUS, delle associazioni del terzo settore, di Anci, dell’Autorità giudiziaria, dell’Ufficio scolastico regionale, dei consultori, della garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché degli ordini professionali degli assistenti sociali, degli psicologi e dei pedagogisti. Le ultime linee guida sull’affido in Sardegna sono state adottate nel 1999.

Da allora, il sistema socioeconomico a livello regionale è profondamente mutato; nel tempo sono aumentati i minori affidati in struttura ed è diminuito l’affido in famiglia. “Per questo – spiega l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzisi rende necessario riformulare gli indirizzi generali delle politiche di settore, rilanciando l’istituto dell’affido familiare attraverso nuovi percorsi allargati che garantiscano la tutela del minore e che accompagnino la funzione genitoriale”.

“Altro aspetto fondamentale – prosegue Bartolazzi è quello relativo all’informazione e alla sensibilizzazione indirizzata alla società civile, valorizzando il fatto che l’affido familiare può essere anche una grande occasione di crescita sociale”.

L’aggiornamento delle linee guida si rende necessario anche alla luce dei più recenti interventi normativi di riferimento che hanno profondamente innovato la disciplina della vecchia legge 184, pilastro della materia risalente a 40 anni fa: “il generico diritto del minore ad una famiglia è stato integrato nel diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affidamento familiare”, spiega l’assessore.

Fra gli obiettivi principali della delibera vi è dunque l’adeguamento delle linee guida regionali agli indirizzi delle leggi 173/2015, istitutiva del nuovo diritto alla continuità affettiva, e 206/2021, che ha operato una radicale riforma del rito previsto dal codice per minorenni e famiglie, nonché agli atti adottati a livello nazionale ed europeo, che hanno l’obiettivo di costruire un sistema equo ed omogeneo sull’affido.

Il tavolo di lavoro interistituzionale dovrà dare indicazioni puntuali per regolamentare l’affidamento familiare nell’ambito della programmazione complessiva degli interventi a favore dei bambini e delle famiglie, fornendo, in particolare, indicazioni rispetto all’integrazione socio-sanitaria dei servizi ad esso collegati e alla dimensione territoriale e organizzativa ottimale per l’erogazione del servizio.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Meloni “Papa Francesco disse che la politica opera per il bene comune”

Meloni

ROMA (ITALPRESS) – “Il Santo Padre ha detto che la politica serve e che di fronte a tante forme di politica meschine, tese all’interesse immediato, la grandezza politica si mostra quando in momenti difficili si opera sulla base di grandi principi, pensando al bene comune e a lungo termine”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio. “Come Pontefice ha vissuto quella che lui stesso ha definito non già un’epoca di cambiamenti ma un vero e proprio cambio d’epoca” ha aggiunto “ci ha indicato alcune cose essenziali a cui dobbiamo restare agganciati: il valore infinito della persona, il principio di lealtà, il coraggio, e noi proveremo ad essere all’altezza di questo insegnamento, è il nostro modo di dire grazie a questo straordinario pontefice che ora è tornato alla casa del Padre”.

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(Fonte video: Palazzo Chigi)

Meloni “Papa Francesco restituiva voce a chi non l’aveva”

Meloni

ROMA (ITALPRESS) – “Il mondo ricorderà Papa Francesco come il Papa della gente, degli ultimi, degli invisibili, dei poveri, delle periferie fisiche ed esistenziali, sapeva che con la sua voce poteva restituire voce a chi non ce l’aveva e l’ha fatto anche rompendo gli schemi, perché diceva che non devi avere paura di andare controcorrente se è per fare una cosa buona”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio. “Papa Francesco ha saputo interpretare in modo nuovo molte cose, a partire dai rapporti internazionali” ha aggiunto “diceva che la diplomazia è un esercizio di umiltà perché richiede di sacrificare un po’ di amor proprio per entrare in rapporto con l’altro, per comprenderne le ragioni e i punti di vista, ed è un insegnamento che intendiamo coltivare”.

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(Fonte video: Palazzo Chigi)

Papa, Meloni “Sempre grata per suoi insegnamenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Io ho avuto il privilegio di avere un rapporto personale, sincero, con il Pontefice che mi ha fatto comprendere, forse, il tratto più straordinario del suo modo di interpretare il suo pontificato. Era un uomo determinato, però quando parlavi con lui non esistevano barriere, con lui eri a tuo agio e potevi parlare di tutto, potevi raccontarti senza filtri, con lui poteva vedere la tua anima”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio. “Ti faceva sentire prezioso, sarò sempre grata a Papa Francesco per il tempo trascorso insieme” ha aggiunto “per i suoi insegnamenti, per i suoi consigli”.

-foto screenshot video Palazzo Chigi-

(ITALPRESS).

I ristoratori italiani di NY “I dazi minacciano le nostre attività”

I ristoratori italiani di NY

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lo spettro dei dazi di Donald Trump tocca da vicino anche alcuni dei più iconici ristoranti italiani di New York. Da Manhattan a Brooklyn, abbiamo raccolto le voci di chi ogni giorno mantiene viva la tradizione culinaria italiana. Quattro ristoratori ci raccontano senza filtri come vivono le nuove incertezze economiche e le paure legate anche al possibile calo dei flussi turistici: Philip Guardione, chef e proprietario di Piccola Cucina, e Giuseppe Bruno dei ristoranti Sistina e Caravaggio, Francesco Realmuto, proprietario del ristorante Ficuzza e della pasticceria Realmuto e Nino Settepani nella sua celebre pasticceria-panificio.
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(Video di Stefano Vaccara)

Il Parlamento ricorda Papa Francesco “Uomo di pace e speranza”

ROMA (ITALPRESS) – Hanno tutti un ricordo, una testimonianza, un’immagine impressa nella memoria: il Parlamento, riunito nell’aula di Montecitorio, ha ricordato Papa Francesco a pochi giorni dalla sua morte.

“Il suo Magistero, fondato sulla solidarietà e sulla difesa della dignità umana, è stato un esempio di vicinanza ai fedeli e di impegno a favore anche delle persone anziane e dei più deboli. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per i cattolici e per l’intera comunità internazionale. Religiosi e laici, credenti e non credenti si stringono nel ricordo di un uomo che ha svolto la propria missione con spirito di sacrificio e di abnegazione cristiana. Fino all’ultimo istante non ha mai abbandonato chi confidava nel suo sostegno”, ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana “il suo pontificato è giunto al termine proprio come era iniziato: con i fedeli, con la preghiera e con l’invito a nutrire sempre la speranza. Già nel giorno della sua elezione invitò la folla a pregare per l’avvio di un cammino di amore e di fratellanza, che unisse il Papa al suo popolo”.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha ricordato, “con profonda emozione”, la storica visita di Bergoglio a palazzo Madama: “La prima volta di un Papa a Palazzo Madama dove venne per rendere omaggio al presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un commovente momento di grandissima umanità e semplicità, eppure allo stesso tempo un gesto di enorme significato istituzionale. Vorrei rammentare Papa Francesco non con tristezza, per quanto la commozione sia difficile da nascondere, ma con gratitudine e riconoscenza. Ringraziandolo per il messaggio di amore, di fede e di impegno che con il suo esempio, le sue parole e la sua vita ci ha lasciato per guidarci verso un futuro di pace e di spiritualità”.

Presenti, tra i banchi del governo, la premier Giorgia Meloni, i due vicepremier, Antonio Tajani, Matteo Salvini e i ministri. “Non perda mai il suo senso dell’umorismo” il consiglio che Bergoglio dava spesso alla presidente Meloni: “è anche l’ultima cosa che mi ha detto. La sua allegria contagiosa era anche un insegnamento per la vita e su come si assolvono alcune missioni, non puoi guidare gli altri se non sai trasmettere gioia, e lui lo sapeva fare, sapeva trasmettere anche le difficoltà. Fino alla fine ha adempiuto alla sua missione, sapeva che con la sua voce poteva restituire voce a chi non ce l’aveva e l’ha fatto anche rompendo gli schemi, perché diceva che non devi avere paura di andare controcorrente se è per fare una cosa buona” ha sottolineato Meloni.

“Papa Francesco ha saputo interpretare in modo nuovo molte cose, a partire dai rapporti internazionali” ha aggiunto “diceva che la diplomazia è un esercizio di umiltà perché richiede di sacrificare un po’ di amor proprio per entrare in rapporto con l’altro, per comprenderne le ragioni e i punti di vista, ed è un insegnamento che intendiamo coltivare”.

L’aula si è raccolta in un minuto di silenzio, al termine i parlamentari hanno commemorato Papa Francesco, chi per il suo impegno per la pace: “lo ricordiamo con grande commozione per la passione e il coraggio con cui ha testimoniato la radicalità del messaggio evangelico, la sua portata rivoluzionaria ci sorprese sin dall’inizio, quando scelse, era la prima volta di un pontefice, di chiamarsi Francesco, per professare l’impegno contro la povertà, per la pace per preservare l’ambiente, custodire la nostra casa comune da tramandare alle nuove generazioni, ha onorato questa scelta ogni giorno, con grande forza d’animo. E’ stato un Papa scomodo, si è sempre tenacemente schierato contro ogni guerra, contro i signori delle armi, a favore di tutte le vittime dei conflitti”, le parole del leader del M5S, Giuseppe Conte.

Chi per le parole sulla famiglia ” sui temi della famiglia e della vita, abbiamo trovato un grande insegnamento” ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri “la famiglia, aveva detto, è il primo luogo in cui si impara ad ascoltare, a condividere, a sopportare. Anche i temi della vita vanno affrontati con grande coraggio, senza la vita non c’è futuro, non c’è la continuità dell’umanità”.

La segretaria del Pd, Elly Schlein ha parlato di ipocrisia da parte di chi: “non ha mai dato ascolto ai suoi appelli quando era in vita e oggi cerca di seppellire nella retorica anche il suo potente messaggio, l’ipocrisia di chi deporta migranti, toglie aiuti ai poveri, nega l’emergenza climatica e nega le cure a chi non se le può permettere. Papa Francesco era uomo di parziale apertura, anche sul terreno dei diritti e del dialogo, pure dove rimanevano distanze inconciliabili con chi ha idee diverse, come sul fine vita o sul diritto alla morte, in un mondo che sta ricadendo negli errori che hanno tinto di nero la storia dell’umanità e in cui c’è chi vuole tornare a regolare i rapporti tra i popoli con la violenza. La sua scomparsa ci priva di una voce significativa che ha saputo interrogare credenti e non credenti, merita tutto il nostro cordoglio e il nostro ricordo ma quello che non merita è l’ipocrisia di chi non ha mai dato ascolto ai suoi appelli quando era in vita e oggi cerca di seppellire nella retorica anche il suo potente messaggio”.

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami: “ricordare Papa Francesco non è facile perché lui non è stato un Papa facile, ha scelto il nome Francesco, il più santo degli italiani, il più italiano tra i santi. Non è stato un Papa facile, non ha mai rinunciato a dire quello che pensava avvertendoci che l’ipocrisia è la parola del diavolo, richiamandoci all’obbligo di dire la verità. Il Papa non è di una parte o di parte, non è di una categoria politica, ma parla a tutti, al cuore di tutti, con la parola di Dio. Si è sempre rivolto al suo popolo ma non si è mai sottratto a chi aveva sensibilità diverse”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)