mercoledì, Settembre 16, 2026
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Papa, Meloni “Sarò sempre grata per i suoi insegnamenti”

Papa, Meloni

ROMA (ITALPRESS) – “Io ho avuto il privilegio di avere un rapporto personale, sincero, con il Pontefice che mi ha fatto comprendere, forse, il tratto più straordinario del suo modo di interpretare il suo pontificato. Era un uomo determinato, però quando parlavi con lui non esistevano barriere, con lui eri a tuo agio e potevi parlare di tutto, potevi raccontarti senza filtri, con lui poteva vedere la tua anima”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio. “Ti faceva sentire prezioso, sarò sempre grata a Papa Francesco per il tempo trascorso insieme” ha aggiunto “per i suoi insegnamenti, per i suoi consigli”.

xc3/mgg/mca1

(Fonte video: Palazzo Chigi)

Papa, Fontana “La sua scomparsa lascia un vuoto profondo”

ROMA (ITALPRESS) – “È stato il primo Papa proveniente dal continente americano, il primo a chiamarsi Francesco. La scelta di quel nome fece subito comprendere l’attenzione che avrebbe avuto per gli ultimi, per le persone malate e per chi soffre. Ha voluto sempre camminare accanto a tutti, senza escludere nessuno. Il suo Magistero, fondato sulla solidarietà e sulla difesa della dignità umana, è stato un esempio di vicinanza ai fedeli e di impegno a favore anche delle persone anziane e dei più deboli. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo per i cattolici e per l’intera comunità internazionale. Religiosi e laici, credenti e non credenti si stringono nel ricordo di un uomo che ha svolto la propria missione con spirito di sacrificio e di abnegazione cristiana. Fino all’ultimo istante non ha mai abbandonato chi confidava nel suo sostegno”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio, davanti al Parlamento riunito in seduta comune.

mgg/mca1

(Fonte video: Camera dei Deputati)

Papa, Conte “Sempre tenacemente schierato contro ogni guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “Papa Francesco lo ricordiamo con grande commozione per la passione e il coraggio con cui ha testimoniato la radicalità del messaggio evangelico, la sua portata rivoluzionaria ci sorprese sin dall’inizio, quando scelse, era la prima volta di un pontefice, di chiamarsi Francesco, per professare l’impegno contro la povertà, per la pace per preservare l’ambiente, custodire la nostra casa comune da tramandare alle nuove generazioni, ha onorato questa scelta ogni giorno, con grande forza d’animo. E’ stato un Papa scomodo, si è sempre tenacemente schierato contro ogni guerra, contro i signori delle armi, a favore di tutte le vittime dei coflitti”.

Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Papa Francesco, nell’aula di Montecitorio. “Ha sempre, estremamente, difeso i più fragili dagli indifferenza” ha aggiunto “perchè diceva : ‘ai poveri di oggi non si perdona neppure la loro stessa povertà’”.

-foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Vance “SIamo molto addolorati per la morte di Papa Francesco”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Vorrei dire solo un paio di parole sul Santo Padre. Ho avuto modo di vederlo molto brevemente la mattina di Pasqua. Sapevo che era molto malato ma non mi rendevo conto di quanto fosse grave. La cosa per cui ricorderò sempre Papa Francesco è che è stato un grande pastore. Le persone ai margini, i poveri, coloro che soffrivano a causa di malattie: vedevano in Papa Francesco un difensore, e credo una vera espressione dell’amore cristiano. Siamo molto addolorati per la sua scomparsa”. Così il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ricorda il pontefice, scomparso nel giorno di Pasquetta.
abr/gtr
(Fonte video: Rapid Response 47)

Usa, Trump difende il Segretario della Difesa Hegseth nonostante un nuovo “scandalo chat”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito il proprio appoggio al Segretario della Difesa, Pete Hegseth, nonostante un nuovo scandalo sul suo presunto uso dell’app di messaggistica Signal per discutere con la moglie e altre persone degli attacchi statunitensi contro lo Yemen. “I media statunitensi hanno riferito che Hegseth ha usato Signal per parlare degli attacchi aerei contro i ribelli houthi dello Yemen con persone che di solito non partecipano a tali discussioni, poche settimane dopo che era emerso che aveva condiviso dettagli sugli attacchi in un’altra chat di Signal a cui era stato inavvertitamente aggiunto un giornalista. Hegseth si è difeso, dando la colpa ai media: “Questo è ciò che fanno i media. Prendono fonti anonime da ex dipendenti scontenti e poi cercano di fare a pezzi le persone e di rovinare la loro reputazione”, ha detto alla Casa Bianca, aggiungendo: “Con me non funzionerà”.

Diversi legislatori democratici hanno chiesto le dimissioni a Hegseth. “Il segretario alla Difesa di Trump, Pete Hegseth, ha fatto trapelare due volte piani militari riservati, questa volta attraverso una chat Signal non protetta su un dispositivo personale ad amici e familiari. È un disastro ambulante per la sicurezza nazionale e deve dimettersi o essere licenziato”, hanno dichiarato i rappresentanti del Governo USA, ribadendo che se Hegseth “avesse a cuore l’istituzione che dirige, dovrebbe farsi coraggio, riconoscere di essere una distrazione per la missione militare e dimettersi”.

Intanto i media annunciano che la Casa Bianca ha iniziato a cercare un nuovo capo della difesa, mentre la portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha scritto su X che si trattava di “una totale FAKE NEWS basata su una fonte anonima che chiaramente non ha idea di cosa stia parlando”.

Il mese scorso, la rivista The Atlantic ha rivelato che il suo caporedattore era stato erroneamente incluso in una chat di Signal in cui funzionari, tra cui Hegseth e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, discutevano degli attacchi in Yemen del 15 marzo. È in corso un’indagine dell’ispettore generale del Pentagono sull’uso di Signal da parte di Hegseth.

Il New York Times e la CNN hanno poi riportato domenica che Hegseth ha condiviso informazioni sugli stessi attacchi in una seconda chat di gruppo su Signal. Tra i dettagli condivisi c’erano gli orari di volo degli aerei che hanno preso di mira gli Huthis, ha riferito il Times. Alla chat partecipavano anche la moglie Jennifer, giornalista ed ex produttrice di Fox News, il fratello Phil e l’avvocato Tim Parlatore, che ricoprono entrambi ruoli al Pentagono, hanno detto il quotidiano e il canale, citando fonti anonime. La notizia del rilascio di informazioni militari nella chat segue lo sconvolgimento ai vertici del Pentagono, con tre alti funzionari rimossi la scorsa settimana in seguito a un’indagine su presunte fughe di notizie.

“Non ci è stato ancora detto per cosa siamo stati indagati esattamente, se c’è ancora un’indagine in corso, o se c’è stata una vera indagine su ´leaks´ tanto per cominciare”, hanno detto in una dichiarazione congiunta pubblicata sui social media. Anche l’ex addetto stampa di Hegseth al Pentagono, John Ullyot, lo ha preso di mira in un articolo di domenica che descrive “un mese di caos totale al Pentagono”.Il presidente Donald Trump ha una solida esperienza nel chiedere conto ai suoi alti funzionari. Per questo motivo, è difficile che il segretario alla Difesa Pete Hegseth rimanga nel suo ruolo ancora a lungo”, ha scritto Ullyot.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

A Milano inaugurato il murale ‘I ragazzi di via Botticelli’

MILANO (ITALPRESS) – In occasione delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della Liberazione, è stato inaugurato, questa mattina, a Milano, in piazza Occhialini, il murale “I ragazzi di via Botticelli” alla presenza di Anna Scavuzzo, Vicesindaco del Comune di Milano, Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Caterina Antola, Presidente del Municipio 3, Silva Romani, Delegata ai rapporti con l’editoria e al public engagement dell’Università degli Studi di Milano, Watler Contipelli del collettivo artistico Orticanoodles e Serafino Sorace, Presidente dell’associazione OrMe – Ortica Memoria.

L’opera è dedicata alla memoria di quattro ragazzi di 16 e 18 anni, Tullio Di Parti, Giancarlo Tonissi e Orazio Maron e Giuseppe Bodra, che furono uccisi il 6 gennaio 1945 a Milano, per essere stati combattenti per la libertà e antifascisti. Il murale nasce da un’idea dell’associazione OrMe – Ortica Memoria ed è stato realizzato dal collettivo artistico Orticanoodles insieme alle studentesse e agli studenti dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Comune di Milano – Milano è Memoria, MM e Anpi.

L’opera è dedicata alla memoria di quattro giovani partigiani che furono fucilati all’alba del 6 gennaio 1945 in via Botticelli, a Milano: Tullio Di Parti, Giancarlo Tonissi e Orazio Maron (16 anni) e Giuseppe Bodra (18 anni). Sospettati di attività patriottica per aver distribuito volantini al cinema Pace di Corso Buenos Aires, furono bloccati dal Battaglione Azzurro dell’aeronautica militare.

Gli uomini del Battaglione Azzurro li rastrellarono, li portarono nella caserma di piazza Novelli (all’epoca piazza Balbo), li torturarono e li trascinarono davanti al muro in via Botticelli dove li fucilarono lasciando i loro corpi straziati sulla neve. Il murale rappresenta uno dei tanti episodi di brutale e cieca violenza di cui si macchiarono i fascisti negli anni della Repubblica di Salò, durante i quali, insieme agli alleati nazisti, sottoposero l’Italia e gli italiani a numerosi crimini di guerra.

“Con questo nuovo murale vogliamo donare alla città di Milano, medaglia d’oro alla Resistenza, un’opera che racconti la sua storia. Per ricordare ogni giorno a chi passeggia e vive questa piazza che è stata teatro di un tragico episodio della violenza nazifascista contro ragazzi giovanissimi, ma anche un simbolo della lotta che ha portato alla Liberazione e alla rinascita dell’Italia. E lo abbiamo realizzato in collaborazione con le ragazze e i ragazzi dell’Università Statale perché è questo il senso della nostra associazione: fare Memoria attraverso l’arte, con la partecipazione dei cittadini, degli studenti e delle realtà del territorio” ha dichiarato Serafino Sorace, Presidente dell’associazione OrMe – Ortica Memoria.

“L’Amministrazione comunale è molto orgogliosa di questo momento – ha detto la Presidente del Consiglio Comunale, Elena Buscemi – proprio perché coinvolge tante realtà della nostra città dai Municipi all’Università, dall’Anpi alle associazioni attive nel quartiere. È sicuramente un importante esempio di come si possa lavorare sui temi della memoria tutti insieme, sapendo che la memoria è veicolo di verità sul passato e strumento di maggiore consapevolezza per il nostro presente”.

Il murale, lungo 30 metri, è concepito come una narrazione per immagini sviluppata sotto forma di strip, le strisce a fumetti scelte per il loro linguaggio popolare e inclusivo. A sinistra, alcune scene di partigiani in montagna si alternano ad altre di Milano sotto la neve, evocando il doppio fronte della resistenza: quello dei combattenti delle valli, degli altopiani e delle Alpi, dove nacquero le repubbliche partigiane, e quello della resistenza in città dove agiva il Fronte della Gioventù, la più estesa organizzazione dei giovani impegnati nella lotta di liberazione, di cui facevano parte anche Tullio Di Parti, Giancarlo Tonissi e Orazio Maron e Giuseppe Bodra.

Al centro del murale, appaiono in grande formato i volti dei quattro ragazzi che furono fucilati, testimoni silenziosi di una storia da ricordare. A destra, ecco il passaggio alla primavera, alla Liberazione, con i garofani rossi e la partigiana Gianna Morelli Vallini che cammina per mano con il figlio, simbolo di continuità e memoria tra le generazioni ma anche di resistenza e speranza. Infine, le ultime tre vignette assumono i colori della bandiera della Repubblica Italiana e suggellano il legame tra memoria, sacrificio e libertà.

“L’opera racconta una storia in bianco e nero attraversata dall’inizio alla fine da macchie di colore rosso: legano un passato tragico, il sangue versato nella lotta al nazifascismo, a un presente di rinascita, con i garofani, simbolo della Resistenza e della libertà. Libertà, uguaglianza e rinascita che sono portate infine anche nell’ultima scena, dal colore verde, che completa il tricolore. Questo murale che nasce in un’occasione così importante come gli 80 anni della Liberazione, vogliamo che sia per tutti un libro sempre aperto che racconti a tutte le generazioni una storia da conoscere e ricordare”, ha dichiarato Walter Contipelli del collettivo artistico Orticanoodles. “Non c’è onore più grande per la Statale di poter celebrare le vite e le scelte coraggiose dei partigiani Tullio, Giancarlo, Oreste e Giuseppe, offrendo loro una grande e inedita tela: le mura della nostra Università in cui rimarrà indelebile la loro memoria. Troppo giovani per essere studenti universitari certo ma, attraverso questo murale, idealmente vogliamo siano accolti nella comunità delle nostre studentesse e dei nostri studenti” ha dichiarato Silva Romani, Delegata ai rapporti con l’editoria e al public engagement dell’Università degli Studi di Milano. Il progetto del murale “I ragazzi di via Botticelli” è stato ideato dall’associazione OrMe – Ortica Memoria con il contributo di Fondazione Patria della Bellezza.

– Foto Ufficio stampa Ortica Memoria –

(ITALPRESS)

La cerimonia in ricordo del genocidio del popolo armeno

VENEZIA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano è intervenuta questa mattina alla cerimonia cittadina in ricordo del genocidio del Popolo Armeno che si è tenuta all’Auditorium Santa Margherita, a Venezia. Tra i relatori presenti il prorettore alla Comunicazione e alla Valorizzazione delle conoscenze dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Alessio Cotugno, il console onorario della Repubblica d’Armenia a Venezia, Gagik Sarucanian, oltre ai rappresentanti della Consulta provinciale degli studenti.

“Per il quarto anno consecutivo, la nostra città si fa portavoce della memoria di una tragedia che non possiamo e non dobbiamo dimenticare – ha detto la presidente del Consiglio comunale – In qualità di presidente del Consiglio comunale, ho ritenuto fondamentale intraprendere un significativo Percorso della Memoria, volto a conoscere e approfondire le persecuzioni e i crimini che hanno segnato la nostra storia recente. Grazie alla sinergia tra enti, istituzioni e associazioni locali, Venezia si è affermata come ‘Città della memoria’ per eccellenza”.

Nel suo intervento, Damiano ha ringraziato gli studenti presenti, numerose le scuole che hanno partecipato all’evento, tra queste gli Istituti Gritti, Parini, e Marinelli Fonte. “Il coinvolgimento dei giovani in questo percorso è cruciale – ha sottolineato la presidente del Consiglio comunale – Sono chiamati a raccogliere un testimone che appartiene a tutti noi, trasmettendo la memoria alle future generazioni. Si tratta di una memoria viva, che trascende la retorica per diventare strumento di riflessione e consapevolezza. Oggi, in un contesto di oltre 56 conflitti armati nel mondo, l’importanza della pace e del dialogo è più attuale che mai. Venezia, da sempre crocevia di popoli e culture, deve continuare a valorizzare la libertà e l’integrazione. Ricordare il genocidio armeno – ha evidenziato Damiano – è un doveroso atto di verità storica e giustizia, ma anche l’opportunità di oltre valorizzare la cultura e la resilienza di un popolo indissolubilmente legato alla nostra città”.

Infine il ricordo di Papa Francesco “che ha incessantemente fatto appello al valore della pace e della solidarietà tra i popoli, un forte richiamo che rimarrà un faro per tutti noi”. Dopo i saluti istituzionali la cerimonia è proseguita con un dialogo di approfondimento sul popolo armeno tra Baykar Sivazliyan, presidente Unione Armeni d’Italia e Aldo Ferrari, professore di Lingua e Letteratura armena dell’Università Ca’ Foscari, moderato da Germana Daneluzzi, presidente dell’Associazione Civica Lido Pellestrina. E’ seguito un breve intervento musicale di duduk, antico strumento tradizionale, eseguito da Narek Frangulyan.

In occasione della Giornata dedicata al ricordo del genocidio armeno, che ricorre il 24 aprile, il Comune di Venezia su iniziativa della Presidenza del Consiglio comunale ha predisposto un variegato programma di conferenze, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche e visite guidate agli storici siti armeni della città, in collaborazione con l’ Unione Armeni in Italia, l’Università Ca’ Foscari Venezia, Europe Direct e le associazioni culturali e civiche del territorio.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato il calendario di iniziative che si chiuderà il prossimo 13 maggio con l’evento Padiglioni in Dialogo, ospitato nel Padiglione Venezia, ai Giardini della Biennale, nell’ambito della 19. Mostra Internazionale di Architettura.

– Foto Ufficio stampa Comune di Venezia –

(ITALPRESS)