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Russia e flotta “Ombra”, 400 tanker per trasporto petrolio e armi

ROMA (ITALPRESS) – L’esplosione della Seajewel vicino Savona; la collisione, la mattina del 10 marzo al largo della costa dello Yorkshire in Gran Bretagna, tra la della portacontainer Solong e la petroliera Stena Immaculate battente bandiera americana che si trovava all’ancora e trasportava 220.000 barili di carburante per aerei destinati alla Difesa americana, e il sequestro, la settimana scorsa, da parte della dogana tedesca della petroliera “Eventin” (con 100mila tonnellate di petrolio a bordo per un valore di 40milioni di dollari), battente bandiera panamense, alla fonda da gennaio al largo delle coste tedesche del Mar Baltico hanno riacceso i riflettori sulla presenza nei mari della cosiddetta “flotta ombra” russa.

Si tratta di un escamotage di Mosca per aggirare le sanzioni (di Usa e UE del 2022) e il tetto di 60 dollari a barile e quindi mantenere il flusso dei proventi derivanti dal traffico di greggio (dall’Asia all’Europa) ma anche di armi (verso il fronte ucraino).

E ancora, il Cremlino utilizzerebbe queste navi anche per azioni di sabotaggio contro i paesi Nato, per esempio con il trancio di cavi sottomarini. Secondo l’intelligence della difesa ucraina fanno parte della flotta da 387 tanker obsolete, di proprietà incerta o facenti capo a entità non trasparenti con indirizzi in Paesi non soggetti a sanzioni come gli Emirati Arabi Uniti o le Isole Marshall, e ora anche a società che possiedono o gestiscono le petroliere ombra in Cina – in particolare a Hong Kong – e in Russia.

Le stesse navi battono bandiera di luoghi come, appunto Panama, Gabon o le Isole Cook, di Comore, Curaçao, Gibuti, Guyana, Gambia, Sao Tomé e Príncipe e Tanzania, si legge nel rapporto. Il portale War&Sanctions ha pubblicato un elenco aggiornato delle navi della flotta ombra, che comprende 35 petroliere recentemente identificate. ùL’elenco aggiornato della flotta ombra include ora navi legate a operatori della flotta di navi cisterna russe, come Fractal Marine Shipping (Emirati Arabi Uniti), Gatik Ship Management (India), Sun Ship Management (Emirati Arabi Uniti) e Hennesea Holdings Limited (Emirati Arabi Uniti).

Oltre il 90% delle petroliere ombra elencate sul portale non dispone di un’adeguata assicurazione occidentale, il che significa che le nazioni costiere colpite da fuoriuscite o incidenti potrebbero non ricevere alcun risarcimento. Nel 2024, la Russia ha trasportato oltre il 60% delle sue esportazioni di petrolio via mare attraverso la flotta di navi cisterna ombra, tra cui il 78% delle esportazioni di petrolio greggio e il 37% dei prodotti petroliferi. “Le esportazioni totali di petrolio via mare della Russia sono stimate in oltre 80 miliardi di euro: 57 miliardi di euro di petrolio greggio e 26 miliardi di euro di prodotti petroliferi”, ha calcolato il GUR.

Un grosso contributo alla Russia per la sua guerra in Ucraina, in quanto il Cremlino può usare questi profitti per pagare la produzione di armi e altri beni per l’esercito. I proventi del petrolio promuovono la stabilità economica aiutando a tenere sotto controllo il deficit di bilancio e sostenendo il valore del rublo russo rispetto alle altre valute.

Il petrolio mantiene la bilancia commerciale russa in attivo, il che significa che la Russia vende più di quanto compra dal resto del mondo e ha denaro per pagare le importazioni. Di conseguenza, “la Russia non deve affrontare vincoli significativi sul suo bilancio o sulle spese di guerra”, hanno affermato gli esperti della scuola di Kiev nella loro ultima valutazione dell’economia russa.

Queste navi nascondono i dati relativi alla nave e al carico, disattivano i sistemi di navigazione e creano rischi per la sicurezza marittima. “I trasferimenti di petrolio STS (ship-to-ship) ad alto rischio sono ampiamente utilizzati – trasferendo il petrolio da una petroliera all’altra in acque aperte, rendendo più difficile rintracciare l’origine del petrolio”, ha riferito il GUR.

All’inizio di febbraio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che impone nuove sanzioni contro la Russia, mirando ai capitani delle navi della flotta ombra. Nel frattempo, all’inizio di marzo, gli Stati Uniti hanno respinto la proposta del Canada di formare una task force speciale per monitorare le violazioni delle sanzioni, concentrandosi in particolare sulle petroliere ombra della Russia.

Del fenomeno “flotta ombra russa” se n’è occupata anche Greenpeace con un dossier da cui emerge come diverse di queste navi (52 si legge) avrebbero operato al largo della Sicilia, ad Augusta, effettuando, da gennaio a novembre 2024, 33 trasferimenti di petrolio da una nave all’altra, in mare aperto, a poche miglia dalle acque territoriali italiane.

-Foto IPA Agency-
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Per le missioni Portolano chiede “forze ad altissima prontezza operativa”

ROMA (ITALPRESS) – Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha fatto il punto di situazione sulle missioni internazionali delle Forze Armate italiane per il 2025 nel corso dell’audizione di fronte le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame congiunto della Deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata il 19 febbraio scorso.

Una relazione analitica su quanto fatto nel 2024 anche al fine di giustificare una proroga delle missioni internazionali in corso e gli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nelle aree di interesse per l´anno 2025. Il generale ha evidenziato due esigenze: “Sostenere la dimensione collettiva della sicurezza in ambito euro-atlantico e disporre autonoma capacità difensiva del territorio nazionale in un contesto di crescente ipercompetizione internazionale”. Per tenere fede agli impegni dettati dall’Alleanza per garantire prontezza di risposta in caso di crisi, saranno necessarie “forze ad alta e altissima prontezza operativa”, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa riportando i numeri della scheda contenuta nella Delibera che prevede “una forza massima di 2.867 unità, 339 mezzi terresti, 4 navali e 15 aerei in grado di gestire eventuali situazioni emergenziali e le esigenze operative Nato”.

Questo per quel che riguarda la prontezza di intervento. Attualmente l’Italia, con le sue Forze Armate, è impegnata in 39 tra missioni e operazioni internazionali (17 prorogate contro le 36 dell’anno precedente) con una consistenza media di 7.750 unità, un contingente massimo autorizzato di 12.100 unità, e un onere finanziario complessivo che ammonta 980 milioni per il 2025, a cui si aggiungerebbero 500 milioni per il 2026 per un totale di 1,48 miliardi di euro ripartito su due annualità. Aree di interesse, in uno scenario geopolitico definito “particolarmente complesso” che, per l’Italia, sono, secondo quanto relazionato dal generale Portolano, “il Mediterraneo, i Balcani, il Fianco Est della Nato, il Medio Oriente, il quadrante Sahel/Golfo di Guinea e il Corno d’Africa”.

Senza perdere di vista la rivalità per l’accesso alle risorse e gli effetti del cambiamento climatico. Aree influenzate dalla presenza di Russia e Cina i cui interessi, per “aumentare la loro sfera di condizionamento, strappando l’influenza occidentale”, si estendono dal Mediterraneo Allargato verso i Balcani dove le due potenze “stanno rafforzando il loro peso alimentando le dispute tra Serbia e Kosovo”, quindi in Africa dove “è in corso un processo di riconfigurazione degli allineamenti e degli equilibri di potere, con una crescente diversificazione delle partnership di Cina e Russia. In questo senso, la stabilità della Libia per noi rimane prioritaria, attesa la rilevanza sotto i profili migratori, energetico, securitario, e la permanente situazione di stallo politico in cui versa”.

Di rilievo l’impegno nel Mar Rosso, con l’operazione Aspides, che consente la salvaguardia e la sicurezza del traffico marittimo da e per il Mediterraneo attraverso Suez e quindi con un forte impatto sull’economia del Paese, minacciato dagli Houthi: “Si tratta di un’operazione fortemente voluta – ha ricordato Portolano -. Si potrebbe pensare di integrarla con l’operazione anti pirateria ‘Atalanta’, in quanto complementari e quindi si potrebbe pensare ad unico comando”.

– foto IPA Agency –

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A Milano esplode una fabbrica di chewing gum, nessun ferito

MILANO (ITALPRESS) – Squadre del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano si stanno dirigendo verso lo Stabilimento Perfetti di Lainate in via Clerici 30 a seguito di una esplosione che sarebbe avvenuta in un magazzino interno alla società produttrice di chewing gum. Una densa colonna di fumo nero è già visibile a distanza di alcuni chilometri.

L’incendio che ha interessato un magazzino dell’Azienda è sotto il controllo delle squadre dei Vigili del fuoco. All’interno erano depositati- secondo le prime informazioni – scarti di lavorazione. Non risultano persone coinvolte o feriti. A scopo precauzionale sono stati evacuati tre edifici civili adiacenti l’Azienda. I mezzi del Comando di Milano dei Vigili del Fuoco inviati sul posto sono otto ed un altro mezzo proveniente dal vicino Distaccamento di Saronno.

– Foto Vvf Milano –

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Assarmatori a Bruxelles, Messina “Superare gli eccessi del Green Deal”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Il trasporto marittimo è un elemento chiave per garantire all’Europa sicurezza e coesione, e lo è a maggior ragione in Italia dove opera una flotta di traghetti ai vertici a livello mondiale per tonnellaggio, capacità di carico e di trasporto passeggeri. Un segmento da tutelare, specie dagli eccessi ideologici del Green Deal, a partire dalle distorsioni del sistema ETS, per mantenere e implementare la sua strategicità”. Sono le parole del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, a valle di una missione di due giorni a Bruxelles durante la quale un’ampia delegazione composta da componenti del Consiglio Direttivo, armatori, manager e parte della struttura dell’Associazione ha avuto una serie di incontri di alto livello e operativi, fra cui quello con il Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.

“Il settore marittimo-portuale è parte essenziale della sicurezza delle catene del valore europee e della coesione della società e dell’economia del nostro continente – prosegue Messina – In tempi nei quali il controllo di queste catene e degli approvvigionamenti è diventato un fattore centrale della geopolitica delle grandi potenze, il ruolo strategico del settore marittimo emerge con chiarezza, come già accaduto durante la crisi pandemica. A ciò va aggiunta l’imprescindibile funzione svolta per il trasporto passeggeri e merci per le isole, maggiori e minori, sia italiane sia più in generale del bacino mediterraneo, e i servizi delle Autostrade del Mare, che contribuiscono significativamente alla sostenibilità ambientale grazie allo shift modale. La coesione dei territori insulari e costieri è garantita anche e soprattutto dalle rotte marittime che ne rendono possibili i collegamenti in modo efficiente e puntuale. Allo stesso tempo, va tutelato il ruolo del transhipment dei contenitori dalle distorsioni dell’ETS, che regalano un vantaggio competitivo agli scali posti appena al di fuori dei confini europei, come quelli del nord Africa. Il rischio è quello di una desertificazione di hub strategici come quello di Gioia Tauro, con conseguente perdita di controllo sugli snodi cruciali del trasporto marittimo containerizzato”.

Nel corso della missione, i vertici di Assarmatori hanno incontrato anche i Capigruppo italiani al Parlamento Europeo, il Presidente della Commissione parlamentare Ambiente, l’italiano Antonio Decaro, e funzionari apicali della Commissione Europea nei settori d’interesse, oltre quelli della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE.
Inoltre, è stata organizzata una cena con oltre cento rappresentanti delle istituzioni europee a diversi livelli, con intervento inaugurale, fra gli altri, del Vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti italiano, Edoardo Rixi.

In queste occasioni, Messina ha ribadito come “i punti di forza e le peculiarità del trasporto marittimo italiano non siano stati sufficientemente valorizzati in sede europea negli anni passati. Il nuovo corso inaugurato dalle politiche programmatiche del Clean Industrial Deal segna un passo avanti importante in questo senso. Ora si superino gli eccessi del Green Deal per liberare energie, rinnovare le flotte e accelerare la diffusione di carburanti marittimi sostenibili, con particolare riguardo al settore dei traghetti che nel nostro Paese è una infrastruttura insostituibile e non può sopportare l’onere dell’ETS in una situazione di mercato molto fragile”.

– foto ufficio stampa Assarmatori –
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Cosedil, 60 anni di storia costruiti sul territorio

CATANIA (ITALPRESS) – Il 29 marzo, al Porto di Catania, presso Nu” Dogana, si svolgerà la celebrazione del 60° anniversario di Cosedil SpA.

“Un traguardo che rappresenta non solo un’importante tappa della storia dell’azienda etnea, fondata nel 1965 da Andrea Vecchio, ma anche un’occasione per rendere omaggio a stakeholders, partners e collaboratori che hanno contribuito al successo e alla crescita della società”, si legge in una nota.

L’evento avrà inizio alle ore 10, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, del sindaco di Catania, Enrico Trantino, sarà l’occasione per ripercorrere sessant’anni di storia e presentare il nuovo Piano Industriale che prevede il superamento della soglia dei 200 milioni di euro di valore della produzione per l’esercizio in corso.

In questa occasione, inoltre, la società Bureau Veritas, leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, verifica di conformità e certificazione, consegnerà ai vertici della Cosedil il riconoscimento Responsibility Award. “Una conferma dell’impegno dell’azienda che garantisce il miglioramento continuo dei processi, assicurando la soddisfazione dei clienti”, conclude la nota.

-Foto ufficio stampa Cosedil-
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Renzi “Centri Albania allontanano Tirana da Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo centro non era nato per i migranti che aspettavano la richiesta di asilo: l’unica soluzione è darlo all’Albania perché possa accogliere i detenuti albanesi in Italia, è una proposta di buon senso. Il decreto Albania può anche arrivare in Consiglio dei ministri, ma se mettiamo 800-900 milioni di euro per un Cpr in Italia se ne potrebbero fare tantissimi: questo è un messaggio che per me allontana l’Albania all’Unione europea”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi a margine della visita al centro migranti di Gjader, in Albania.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Puglia, Emiliano “Ue ha tolto fondi alla cultura, noi ci investiamo”

BARI (ITALPRESS) – È andato in scena nella sala Ambrosi della Camera di Commercio di Bari il panel “La Puglia che produce – Strumenti e strategie a supporto della filiera audiovisiva”.

L’evento, parte integrante delle giornate “Apulia Industry Days” di Apulia Film Commission, in corso all’interno del programma del Bif&st 2025, ha rappresentato soprattutto un momento di confronto tra le Associazioni di categoria, i rappresentanti della Regione Puglia e delle agenzie regionali ARTI, ARET/Pugliapromozione, PugliaCulture e Apulia Film Commission.

Tema del dibattito, al quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia e (in videoconferenza) il suo omologo allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, ci sono stati programmi, progetti e opportunità a sostegno delle piccole e medie imprese pugliesi del settore audiovisivo.

C’è stato – ha affermato Emiliano – un blitz da parte dell’Unione europea, che ha impedito nel nuovo quadro di finanziamenti europei di utilizzare i fondi europei per la cultura, ritenendo che essi non fossero in questo momento utili. È stato un errore gravissimo, rispetto al quale però il mondo della cultura europeo non ha reagito assolutamente. Anche questo è un errore gravissimo, perché anche in Paesi ricchi c’è bisogno di ‘costringere’ le comunità a confrontarsi con la produzione culturale. Provate a immaginare cosa sarebbe accaduto all’agricoltura se improvvisamente gli avessero detto che non ci sono più i finanziamenti europei… Ci siamo rimboccati le maniche, stiamo utilizzando i finanziamenti per le imprese, quelli per le industrie, per le imprese e le industrie cinematografiche. Ma non è esattamente la stessa cosa, perché mentre i fondi precedenti potevano essere utilizzati anche per finanziare la creatività, non solo l’infrastruttura o l’azienda o l’attività industriale, adesso ovviamente il nostro orizzonte è più specifico e quindi è più difficile da realizzare. Per questo c’è stato un momento di smarrimento. A questo si aggiunge l’iniziativa del governo sul tax credit, che ha tentato di favorire le grandi produzioni a danno delle piccole”.

“La cultura – ha proseguito il governatore – non è una cosa che crea un’élite di ottimati, di persone brave distinte da quelle ignoranti o non brave. La cultura è una cosa che fa crescere un’intera comunità. In una società come quella pugliese, che era nelle mani della criminalità organizzata, della corruzione, del disagio esistenziale nelle periferie, nella difficoltà sanitaria, è importante avere un elemento che ha creato in ogni pugliese l’autostima e l’orgoglio di essere pugliese. Una volta si negava persino di essere nati qui. Adesso tutti, anche i milanesi, cercano di ricordare se hanno una nonna o una bisnonna pugliese, perché fa chic dire di avere un collegamento con questa storia bellissima degli ultimi anni della Puglia. Ovviamente l’audiovisivo, il cinema in modo particolare, ma tutte le sue contaminazioni sono state determinanti, perché si continua a pensare che questo sia il luogo in cui è più facile creare, vivere, investire. Naturalmente è più facile produrre energia a buon prezzo, ìavere il mare più pulito d’Italia. È più facile dialogare con le culture diverse del Mediterraneo… Potrei proseguire all’infinito. E il cinema ha cominciato a convincerci di questo. Devo dire che non è la prima volta che questa cosa accade. Anche il mito americano ha camminato sul cinema americano. Ora lì gli effetti possono essere discutibili, noi siamo un modello diverso da quello e pensiamo che il modello pugliese sia un modello aperto al mondo intero, ai legami tra le persone soprattutto in quest’area così difficile come quella del Mediterraneo nella quale ci troviamo”.

Dell’industria cinematografica si occupa poi non soltanto l’assessorato allo Sviluppo economico, come ha avuto modo di spiegare Delli Noci, ma anche quello retto da Pentassuglia: “Quella di oggi – ha detto quest’ultimo – è un’altra giornata importante, un confronto trasversale di tutta la filiera produttiva pugliese a disposizione di questo grande momento e grande opportunità che Apulia Film Commission ci mette a disposizione per confrontarci con le Film Commission italiane, con il mondo indipendente, che vive un momento di difficoltà, ma con una grande disponibilità a mettere a disposizione produzioni, aziende, territorio per fortificare una Puglia inclusiva ma anche espansiva. Abbiamo uno sguardo al mondo, che si proietta grazie alla capacità di raccontare la Puglia dei sapori e dei saperi”.

-Foto x2/Italpress-
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Welfare, al via il bando regionale per il terzo settore in Emilia-Romagna

BOLOGNA (ITALPRESS) – Favorire la collaborazione tra enti pubblici, privati e Terzo Settore e promuovere processi di innovazione sociale per un nuovo approccio al welfare. La Regione Emilia-Romagna lo fa con un bando che mette a disposizione un milione di euro di risorse europee del fondo Fse+ 2021/2027 Priorità 3 Inclusione sociale-Obiettivo specifico K, finalizzato a rendere l’economia sociale maggiormente competitiva e a rispondere ai bisogni della collettività con strumenti più efficaci e sostenibili. Con il via libera nell’ultima seduta di Giunta, attraverso questo strumento vengono così finanziate tutte le azioni e le attività previste dalla legge regionale 3/23, “Norme per la promozione ed il sostegno del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva”, che punta proprio all’amministrazione condivisa quale elemento di innovazione e coesione dei sistemi di welfare locali.

Questa misura- sottolinea l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti- era attesa da molto tempo dalle associazioni e ora, dopo un lavoro di confronto e condivisione, mettiamo a disposizione risorse del Programma Fse+ per contribuire attivamente allo sviluppo di soluzioni innovative, attraverso la promozione di una cultura dell’apprendimento e di una comunità della conoscenza. In Emilia-Romagna il Terzo settore, pilastro del nostro welfare e leva di sviluppo della nostra comunità, avrà a disposizione uno strumento in più per affrontare le trasformazioni e generare sviluppo sostenibile e inclusivo. Una connotazione importante di questo bando– chiude Conti- è che le proposte devono essere presentate in partenariato con Enti locali e del Terzo settore e Centri di servizio per il volontariato: un impulso a lavorare bene insieme, nell’interesse della comunità”.

In Emilia-Romagna, infatti, operano più di 11mila enti del Terzo settore. L’amministrazione condivisa, una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dalla Costituzione, si presenta come un nuovo approccio al welfare che potenzialmente è in grado di generare innovazione, collaborazione, democrazia, partecipazione e inclusione sociale.

In particolare con il bando voluto dalla Regione viene sostenuta l’attivazione di percorsi e opportunità informative/formative volte ad accompagnare e qualificare l’applicazione di pratiche di amministrazione condivisa; momenti di scambio, confronto, collaborazione fra gli attori del sistema pubblico e degli enti del Terzo settore; infine, azioni di accompagnamento, supervisione e valutazione di pratiche di amministrazione condivisa “sul campo” come parte integrante del processo di apprendimento collaborativo.

Le candidature dovranno essere articolate in tre distinte Operazioni riferite, ciascuna, a una delle seguenti Azioni: Azione 1 – Informazione e Sensibilizzazione (momenti informativi e di sensibilizzazione strutturati come webinar); Azione 2 – Formazione Permanente (offerta di percorsi modulari di formazione permanente); Azione 3 – Azione di Sistema (accompagnare e qualificare le diverse fasi di progettazione di dettaglio, realizzazione e valutazione, anche intermedia dei risulti conseguiti). Le attività seminariali, informative e formative dovranno essere rivolte alle persone che, indipendentemente dalla propria posizione occupazionale, sono potenzialmente interessate ad acquisire conoscenze e competenze funzionali.

Potranno candidare operazioni gli organismi accreditati per l’ambito “Formazione per l’accesso all’occupazione, continua e permanente FC”, come previsto dalla delibera di Giunta regionale n. 201/2022 o che abbiano presentato domanda di accreditamento per tale ambito. Le Operazioni dovranno essere candidate in partenariato con Enti locali e del Terzo settore e Centri di servizio per il volontariato valorizzando le loro forme di rappresentanza e coordinamento, e dovrà essere allegato un Accordo di partenariato riportante i ruoli dei diversi soggetti coinvolti. Le Operazioni dovranno essere compilate esclusivamente online, attraverso la piattaforma disponibile all’indirizzo https://sifer.regione.emilia-romagna.it e dovranno essere inviate per via telematica entro e non oltre le ore 12 del 21 maggio 2025, pena la non ammissibilità.

– foto IPA Agency –

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Fiat Topolino e Gallo, collaborazione colorata alla Milano Design Week

TORINO (ITALPRESS) – In occasione della Milano Design Week 2025, Fiat Topolino e Gallo danno vita a una collaborazione esclusiva, per celebrare la sostenibilità, la libertà di movimento e il potere del colore.

Milano si accende con la Topolino 100% elettrica vestita da Gallo con quattro esercizi stilistici: inedite livree per aprire varchi colorati nell’elegante grigio metropolitano di Milano. La prima livrea è un omaggio alle inconfondibili righe multicolor Gallo, rielaborate partendo dall’esclusivo Verde Vita di Topolino, con un’alternanza cromatica studiata per esaltarne il dinamismo e la vitalità.

Altre tre versioni, verranno svelate in occasione della Milano design week (8-13 aprile) e si ispirano ad altrettanti classici di Gallo: le eleganti righe bicolore, la vivacità dei pois e un’iconica fantasia geometrica, leitmotiv della collezione PE 2025. Saranno visibili nel cuore pulsante di Milano nel Durini Design District, presso il negozio Gallo di via Durini 26.

Foto: ufficio stampa Stellantis

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Arriva a Rieti la mostra “Il Viaggio del Plasma”

RIETI (ITALPRESS) – Dal 26 marzo al 4 aprile, sarà possibile visitare a Rieti, nei locali della Sabina Universitas, la mostra itinerante “Il Viaggio del Plasma”, un percorso visivo per raccontare il processo di produzione dei farmaci plasmaderivati salvavita, a partire dalla donazione di sangue, presentata oggi a Rieti a Palazzo Aluffi, sede della Sabina Universitas.

L’iniziativa, che è stata già ospitata a Siena, Firenze e Roma, è parte di un più ampio progetto educativo e informativo, rivolto alle comunità delle Regioni a cura del Consorzio Pla.Net (Plasma Network), che unisce Toscana, Campania, Lazio, Marche, Molise e l’Ispettorato Generale della Sanità Militare e con il supporto non condizionante di Takeda, azienda leader nella produzione di plasmaderivati con due stabilimenti a Pisa e Rieti.

“La Sabina Universitas è orgogliosa di ospitare presso i propri locali la mostra itinerante ‘Il Viaggio del Plasmà, il cui scopo dichiarato è incentivare i cittadini, anche i più giovani, alle donazioni – ha commentato Mariella Cari, Presidente Consorzio Sabina Universitas -. Questa università dà spazio a oltre 1.200 studenti e una buona parte di loro frequenta corsi nell’ambito delle professioni sanitarie. Questo ci rende una platea vocata al raggiungimento degli obiettivi della campagna, sia in termini formativi che di cambiamento culturale sul tema delle donazioni di sangue. Oggi stiamo quindi nobilitando i nostri servizi e il nostro scopo”.

Il percorso de “Il Viaggio del Plasma” è sviluppato attraverso le immagini di associazioni di donatori, strutture trasfusionali, centri di raccolta, siti produttivi e associazioni di pazienti, per sensibilizzare, soprattutto i giovani, sull’importanza della donazione di sangue e plasma e del valore terapeutico e sociale delle terapie salvavita.

“Siamo oggi nella sede più giusta per fare formazione sui giovani – ha affermato Stefania Vaglio, Direttrice del Centro Regionale Sangue del Lazio e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa SIMT del Sant’Andrea di Roma -. La raccolta del plasma, ricordiamolo, si basa sulla donazione, e quindi innanzitutto un grazie a tutte le associazioni che si adoperano per questo ogni giorno. Da poco si è finalmente compreso che anche il plasma è un salvavita, perchè fondamentale per la produzione di farmaci salvavita. Nel 2020, anno che tutti ricordiamo, si è registrato un calo del 20% nella raccolta di sangue negli Stati Uniti, il che ha comportato una carenza di immunoglobuline e l’interruzione della distribuzione anche in Europa. Parliamo chiaramente di un esempio limite che ci impone, tuttavia, di lavorare per raggiungere l’autosufficienza. Nel Lazio i più giovani rappresentano solo il 15% dei circa 140mila donatori, un dato allarmante. E’, quindi, fondamentale far comprendere ai nostri giovani l’importanza delle donazioni per i pazienti e per la sostenibilità del sistema”.

“Nel Lazio, fortunatamente, stiamo registrando un incremento significativo nella raccolta di plasma, anche grazie ad alcuni progetti che il CRS ha implementato e che vengono sostenuti dalla Regione – ha aggiunto -. Ne è un esempio l’apertura pomeridiana dei centri di donazione, che permette alla maggior parte delle persone di poter donare in orari consoni rispetto agli impegni lavorativi”.

Il plasma, una risorsa strategica a livello globale e non sintetizzabile chimicamente, rappresenta una fonte preziosa ottenuta esclusivamente attraverso la generosità dei donatori. Donare plasma è un gesto semplice, indolore e sicuro, che gioca un ruolo cruciale nella produzione di farmaci salvavita per la cura di malattie gravi e rare come: l’Emofilia di tipo A e B, le malattie emorragiche, le immunodeficienze primitive, l’angioedema ereditario e le patologie respiratorie ereditarie. Aperta a tutti i soggetti in buona salute tra i 18 e i 65 anni, la donazione viene, inoltre, effettuata previa visita medica ed esami di laboratorio, contribuendo così a uno screening gratuito dei volontari.

“Ricordo vividamente la mattina del terremoto di Amatrice. La prima ambulanza arrivò e la necessità di sangue per le trasfusioni fu subito evidente. Fortunatamente, grazie alla generosità dei donatori, riuscimmo a raccogliere una quantità significativa di sangue in una sola giornata – ha spiegato durante la conferenza stampa Stefano Venarubea, Direttore U.O.C. Laboratorio Analisi e Responsabile UOSD Medicina Trasfusionale, ASL Rieti -. Tuttavia, il sangue resta sempre un’emergenza. Iniziative come questa sono cruciali per sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle donazioni, così come lo è il lavoro capillare delle Associazioni per indirizzare i donatori e garantire che il sangue sia sempre disponibile per chi ne ha bisogno. La lavorazione del sangue è altrettanto fondamentale. Gli emocomponenti, come globuli rossi, piastrine e plasma, sono indispensabili per molte terapie salvavita. I farmaci derivati dal plasma, come le immunoglobuline e i fattori della coagulazione, permettono di trattare numerose patologie ematologiche e immunologiche. Senza un’adeguata lavorazione, non sarebbe possibile ottenere questi preziosi componenti e garantire cure efficaci ai pazienti”.

Per comprendere quanto la donazione sia un atto estremamente importante per la comunità dei pazienti, basta sapere che per la cura annuale di una persona affetta da immunodeficienza primitiva occorrono 130 donazioni di plasma e che per le terapie annuali di un pazienze con emofilia ne servono 1.2003.

“Questa mostra, che Takeda ha orgogliosamente supportato, racconta attraverso immagini il viaggio del plasma da vena a vena. Come azienda, abbiamo una grande responsabilità: trasformare il plasma donato nel Lazio, in altre regioni italiane e nel mondo, in farmaci salvavita per la cura di pazienti con patologie rare e gravi. Questa iniziativa rende omaggio ai circa 1000 dipendenti italiani che operano nelle sedi produttive di Rieti e Pisa, dedicando ogni giorno tempo, competenze e passione a questo scopo”, ha concluso Francesca Micheli, Amministratore Delegato di Takeda Manufacturing Italia.

Il 2024 si è chiuso con una raccolta plasma da record. Oltre 900mila chili, infatti, sono stati conferiti nell’ultimo anno al frazionamento industriale, un traguardo reso possibile dalla generosità dei donatori italiani, che spinge sempre di più il nostro Paese verso l’autosufficienza nazionale di farmaci plasmaderivati. In attesa del report conclusivo, questi numeri rappresentano un aumento del 3% rispetto agli 880.000 chili del 2023.

Con questa iniziativa in un grande polo universitario, si intende richiamare l’attenzione sulla cultura della donazione e sensibilizzare proprio quella fascia di popolazione, tra i 18 ed i 30 anni, che potrebbe contribuire in maniera decisiva all’incremento delle donazioni ed all’ulteriore compensazione delle attuali carenze.

– foto spf/Italpress –
(ITALPRESS).