sabato, Settembre 12, 2026
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Dazi, a rischio l’export delle regioni meridionali

ROMA (ITALPRESS) – In Italia l’introduzione dei dazi voluta dall’amministrazione Trump potrebbe penalizzare, in particolare, le esportazioni del Mezzogiorno. A differenza del resto del Paese, infatti, la quasi totalità delle regioni del Sud presenta una bassa diversificazione dei prodotti venduti nei mercati esteri. Pertanto, se dopo l’acciaio, l’alluminio e i loro derivati, gli USA decidessero di innalzare le barriere commerciali anche ad altri beni, gli effetti negativi per il sistema produttivo potrebbero abbattersi maggiormente nei territori dove la dimensione economica dell’export è fortemente condizionata da pochi settori merceologici. E’ quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA. Laddove l’indice di diversificazione è meno elevato, tanto più l’export regionale è differenziato, risultando così meno sensibile a eventuali sconvolgimenti nel commercio internazionale. La regione che rischia maggiormente l’effetto negativo dei dazi è la Sardegna, dove domina l’export dei prodotti derivanti della raffinazione del petrolio. Seguono il Molise e la Sicilia. Le aree geografiche teoricamente meno in pericolo sono tutte del Nord. La Lombardia è ipoteticamente la meno a “rischio”. Seguono Veneto, Puglia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Piemonte.
/gtr

Turchia, ministro dell’Interno “1400 arresti in 5 giorni per proteste”

ANKARA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Le autorità turche hanno arrestato 1.418 persone nell’arco di cinque giorni in risposta all’ondata crescente di proteste provocata dall’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno di Ankara, Ali Yerlikaya, attraverso un post su X.

“Ad oggi, 1.418 sospettati sono stati arrestati in manifestazioni illegali tenutesi dal 19 marzo 2025”, ha scritto il ministro. L’arresto di Imamoglu, figura di spicco della principale forza d’opposizione Partito popolare repubblicano (Chp), ha segnato l’avvio di una serie di manifestazioni a Istanbul e nelle altre principali città della Turchia.

Dopo l’arresto di Imamoglu, il 19 marzo l’ufficio del governatore di Istanbul ha emesso un divieto di quattro giorni per ogni genere di manifestazione e raduno nella città. In seguito alle crescenti richieste di tenere manifestazioni nel fine settimana, il 21 marzo le autorità di Ankara e Smirne hanno imposto restrizioni di cinque giorni, inasprendo ulteriormente il divieto.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Acconto Irpef, Governo interviene per l’applicazione delle aliquote 2025

ROMA (ITALPRESS) – Relativamente all’applicazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, sono pervenute segnalazioni da parte di alcuni CAF, riportate anche dagli organi di stampa, in merito a un maggior carico fiscale per i lavoratori dipendenti che verrebbero gravati dell’onere di versare l’acconto IRPEF per l’anno 2025 anche in mancanza di redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati a ritenuta d’acconto. Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze.

“In particolare, il predetto maggior onere fiscale deriverebbe, secondo l’interpretazione riportata dai CAF, dall’applicazione della disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 4, del d.lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, che, prevedendo la riduzione dal 25 al 23 per cento dell’aliquota IRPEF per i redditi da 15.000 a 28.000 euro e l’innalzamento della detrazione di lavoro dipendente da 1.880 euro a 1.955 euro, ha stabilito che tali interventi non si applicano per la determinazione degli acconti dovuti per gli anni 2024 e 2025 per i quali si deve considerare la disciplina in vigore per l’anno 2023 – sottolinea il Mef –. Al riguardo, si premette che l’incongruenza evidenziata dai CAF deriva dal fatto che le aliquote, gli scaglioni e le detrazioni Irpef sono stati in una prima fase modificati in via temporanea, per un solo periodo d’imposta (2024), e successivamente stabilizzate a regime dal 2025″.

“Inoltre, si fa presente che con la disposizione in questione si intendeva sterilizzare gli effetti delle modifiche alla disciplina IRPEF soltanto in relazione agli acconti dovuti dai soggetti la cui dichiarazione dei redditi evidenziava una differenza a debito di IRPEF, in quanto percettori di redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati a ritenuta d’acconto – sottolinea il ministero -. L’intenzione del legislatore non era, quindi, volta a intervenire nei confronti di soggetti, come la maggioranza dei lavoratori dipendenti e pensionati, che, in mancanza di altri redditi, non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Pertanto, la disposizione di cui all’articolo 1, comma 4, del d.lgs. 216/2023 va interpretata nel senso che l’acconto per l’anno 2025 è dovuto, con applicazione delle aliquote 2023, solo nei casi in cui risulti di ammontare superiore a euro 51,65 la differenza tra l’imposta relativa all’anno 2024 e le detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto, il tutto però calcolato secondo la normativa applicabile al periodo d’imposta 2024. In ogni caso, in considerazione dei dubbi interpretativi posti, e al fine di salvaguardare tutti i contribuenti interessati, il Governo interverrà anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025 per la determinazione dell’acconto. L’intervento sarà realizzato in tempo utile per evitare ai contribuenti aggravi in termini di dichiarazione e di versamento”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Usa-Russia “A Riad concordata navigazione sicura nel Mar Nero”

WASHINGTON (USA) (ITALPRESS) – La Casa Bianca ha pubblicato i risultati dei colloqui avvenuti a Riad tra le delegazioni di Stati Uniti e Russia.

“In linea con le discussioni a livello presidenziale tra il presidente Donald J. Trump e il presidente Vladimir Putin, gli Stati Uniti hanno facilitato colloqui bilaterali a livello tecnico con la delegazione russa dal 23 al 25 marzo a Riad, Arabia Saudita. A seguito di tali discussioni, gli Stati Uniti e la Russia hanno concordato di garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero”, precisa il comunicato.

“Gli Stati Uniti contribuiranno a ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale delle esportazioni di prodotti agricoli e di fertilizzanti, ad abbassare i costi delle assicurazioni marittime e a migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni”, si legge nella nota.

Gli Stati Uniti e la Russia “hanno concordato di elaborare misure per attuare l’accordo tra i presidenti Trump e Putin di vietare gli attacchi contro gli impianti energetici di Russia e Ucraina. Gli Stati Uniti e la Russia accolgono con favore i buoni uffici dei paesi terzi al fine di sostenere l’attuazione degli accordi energetici e marittimi”, si legge ancora.

Inoltre, Usa e Russia “continueranno a lavorare per raggiungere una pace duratura e duratura. Gli Stati Uniti hanno ribadito l’imperativo del Presidente Donald J. Trump di porre fine alle uccisioni da entrambe le parti del conflitto tra Russia e Ucraina, come passo necessario per raggiungere un accordo di pace duraturo. A tal fine, gli Stati Uniti continueranno a facilitare i negoziati tra entrambe le parti per raggiungere una risoluzione pacifica, in linea con gli accordi presi a Riad”.

LA NOTA USA-UCRAINA

“In linea con le discussioni a livello presidenziale tra il presidente Donald J. Trump e il presidente Volodymyr Zelensky, gli Stati Uniti hanno facilitato colloqui bilaterali a livello tecnico con la delegazione ucraina dal 23 al 25 marzo a Riad, Arabia Saudita. A seguito di tali discussioni gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno concordato di garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero”, si legge in una nota pubblicata sul sito della Casa Bianca. “Gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno concordato che gli Stati Uniti restano impegnati nell’aiutare a realizzare lo scambio di prigionieri di guerra, il rilascio di detenuti civili e il ritorno dei bambini ucraini trasferiti forzatamente”, prosegue il comunicato.

Inoltre “gli Stati Uniti e l’Ucraina hanno concordato di sviluppare misure per attuare l’accordo del presidente Trump e del presidente Zelensky di vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Ucraina accolgono con favore i buoni uffici dei Paesi terzi al fine di supportare l’attuazione degli accordi energetici e marittimi”.

Infine, “gli Stati Uniti e l’Ucraina continueranno a lavorare per raggiungere una pace duratura e duratura. Gli Stati Uniti hanno ribadito a entrambe le parti l’imperativo del presidente Donald J. Trump di porre fine alle uccisioni da entrambe le parti del conflitto tra Russia e Ucraina, come passo necessario per raggiungere un accordo di pace duraturo. A tal fine, gli Stati Uniti continueranno a facilitare i negoziati tra entrambe le parti per raggiungere una risoluzione pacifica, in linea con gli accordi presi a Riad”.

-Foto IPA Agency-
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Eurobarometro “La difesa e la sicurezza priorità politica dei cittadini”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La difesa e sicurezza, assieme alla competitività, sono le massime priorità politiche che l’Ue deve considerare secondo i cittadini degli Stati membri. E’ quanto emerge dall’ultima pubblicazione dell’Eurobarometro, che prende in considerazione un campione di 25.000 intervistati fra la popolazione dell’Ue.

LE PAROLE DELLA PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO ROBERTA METSOLA

Nello specifico, il 36% dei cittadini europei considera la difesa e la sicurezza come una priorità politica, mentre il 32% considera prioritaria la competitività. Nove cittadini su dieci (89%) ritengono che gli Stati membri dovrebbero agire in modo più unito per affrontare le sfide globali, mentre il 66% desidera che l’Ue abbia un ruolo maggiore nella protezione da crisi internazionali e rischi per la sicurezza.

Il 74% dei cittadini, infine, ritiene che il proprio Paese tragga beneficio dall’appartenenza all’Ue, mentre il 62% vorrebbe che il Parlamento europeo avesse un ruolo più importante.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

A Milano via al DigIT Export Day, le aziende si affidano al digitale

MILANO (ITALPRESS) – In un contesto geopolitico caratterizzato da un’elevata incertezza e cambiamenti costanti, la trasformazione digitale rappresenta uno strumento fondamentale per le aziende che intendono mantenere la loro competitività e affrontare con successo la sfida dell’internazionalizzazione.

È con questa premessa che ha preso il via il DigIT Export Day 2025, appuntamento organizzato da Promos Italia e Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi con il contributo del Punto Impresa Digitale Milano Monza Brianza Lodi, volto ad approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale, del digital marketing e dell’influencer marketing applicati all’export con la partecipazione di rinomati esperti del settore, che hanno fornito le proprie competenze per permettere alle imprese di aggiornare i propri processi aziendali.

Durante l’incontro è stata presentata un’indagine di Promos Italia sullo stato di trasformazione digitale delle imprese italiane, con un focus particolare sulle aziende della macroarea di Milano, Monza Brianza e Lodi, per le pratiche di vendita funzionali all’esportazione, dalla quale è emerso che numerose aziende puntano sulle tecnologie per avanzare il proprio business all’estero, sebbene ci sia ancora spazio per miglioramenti. La grande protagonista è l’intelligenza artificiale, il cui potenziale è riconosciuto dal 18% delle aziende della macroarea, che ne fanno uso per migliorare le vendite internazionali.

Le applicazioni principali di questa soluzione IT riguardano la generazione di contenuti scritti (87%) e di immagini (37%). Nelle tre province, il 25% di chi utilizza l’IA lo fa per analizzare i dati dei clienti e offrire di conseguenza vendite personalizzate, con il 12% che invece la adopera per creare algoritmi di pricing per prezzi dinamici. Rispetto alla media nazionale, le aziende della macroarea apprezzano maggiormente l’impiego dell’IA per fornire un servizio clienti attivo 24/7 tramite chatbot e agenti virtuali (19% nella macroarea vs 8% in Italia).

Le realtà lombarde sono consapevoli dell‘importanza degli strumenti digitali per far crescere il proprio business all’estero e i dati sugli investimenti lo confermano. Sebbene il 23% delle aziende delle tre province ha dichiarato di non aver fatto investimenti in strumenti digitali nel 2024, il 77% ha invece previsto spese per favorire l’implementazione di tecnologie. Il 17% delle imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi ha destinato meno di Ç1.000 alla digitalizzazione, il 21% fino a Ç5.000, il 13% fino a Ç10.000, il 12% fino a Ç20.000, l’8% fino a Ç50.000, il 5% fino a 100mila euro e addirittura 1% oltre 500mila euro.

Se si guarda al biennio 2025/2026, diminuisce la percentuale di aziende che non intende investire in tecnologie (19%) e aumentano le previsioni di spesa, con il 7% che investirà meno di mille euro il 27% fino a 5mila euro il 14% fino a 10mila euro, il 13% fino a 20mila euro il 10% fino a 50mila euro, il 9% fino a centomila euro e, ancora, un 1% che prevede di dedicare oltre 500mila euro agli strumenti digitali volti a migliorare le vendite all’estero.

“Viviamo in un’epoca di profonde trasformazioni, in cui l’instabilità geopolitica, le tensioni commerciali e la regionalizzazione degli scambi ridefiniscono le strategie di internazionalizzazione delle imprese. In questo scenario complesso, la competitività non può più prescindere da un elemento chiave: la trasformazione digitale” ha affermato Giovanni Rossi, Direttore Generale di Promos Italia. “La digitalizzazione è il fattore abilitante per affrontare le sfide globali e siamo lieti che numerose aziende stiano intraprendendo un percorso per integrare maggiormente le tecnologie per avanzare il commercio con l’estero. Esiste ancora margine di miglioramento, per questo, come Promos Italia, rinnoviamo la nostra vicinanza alle aziende che vogliono far entrare la digitalizzazione nei loro processi aziendali”.

L’indagine ha, inoltre, scattato una fotografia degli strumenti digitali maggiormente impiegati per entrare in contatto con clienti e potenziali acquirenti.Nelle tre province, le aziende utilizzano principalmente il proprio sito web (79%), i social media (60%), l‘e-mail marketing (47%), i webinar o i meeting online (34%) e le pubblicità sul web (23%). Gli strumenti di gestione dei contatti più comuni nella macroarea sono i file Excel (51%) e i programmi di CRM (29%), anche se ben il 27% delle imprese preferisce l’agenda scritta a mano, mentre il 14% non fa uso di alcun tipo di strumento.

Rispetto alle imprese sparse su tutto lo stivale, le aziende di Milano, Monza Brianza e Lodi prestano maggiore attenzione al potenziale delle pubblicità per trovare nuovi clienti, con il 31% che dichiara di investire in annunci online (vs 23% sul campione nazionale) e il 30% in pubblicità su Google Ads (vs 18% in Italia). Rimane, al contrario, invariata rispetto alla media nazionale la percentuale di imprese che punta sulle promozioni tramite newsletter internazionali (12%) e sulle campagne di retargeting online (4%), mentre diminuisce la quota di aziende che non investe in inserzioni pubblicitarie (36% a Milano, Monza Brianza e Lodi vs 43% in Italia).

Se guardiamo ai mercati esteri di maggiore interesse per le imprese milanesi, brianzole e lodigiane, notiamo che i primi 5 territori con cui le aziende intrattengono rapporti commerciali sono i Paesi dell’Unione Europea (86%), gli Stati Uniti (31%), i Paesi del continente africano (18%), l’India (16%) e i Paesi del Sud America (14%).

In prospettiva, le aziende vorrebbero sviluppare le vendite in Unione Europea (63%), negli USA (39%), in Canada (33%), nei Paesi sudamericani (26%), in Cina (23%) e in Australia (23).

– Foto Ufficio stampa Promos –

(ITALPRESS).

ICSC, 150 milioni di euro per l’impiantistica sportiva pubblica

ROMA (ITALPRESS) – Sostenere la realizzazione, la riqualificazione e gli interventi di efficientamento energetico dell’impiantistica sportiva pubblica con finanziamenti a tasso d’interesse completamente abbattuto. E’ questo l’obiettivo di Sport Missione Comune, il bando dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, realizzato in collaborazione con Anci.
Fino al 30 settembre, i Comuni, le Unioni di Comuni, i Comuni in forma associata, le Città Metropolitane, le Province e le Regioni potranno presentare le istanze per usufruire attraverso i mutui agevolati dei contributi in conto interessi deliberati dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali ICS a fronte degli stanziamenti dedicati nella legge di bilancio 2025. L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale mette a disposizione oltre 150 milioni di euro per mutui a tasso fisso da stipulare entro il 31 dicembre 2025 con il totale abbattimento degli interessi con durate fino a 10 anni o con la possibilità di utilizzare il contributo per durata fino a 25 anni. Sport Missione Comune 2025 finanzia la costruzione, l’ampliamento, il miglioramento, l’efficientamento energetico degli impianti sportivi; le maggiori spese dovute alle variazioni di prezzo conseguenti all’aumento dei costi dei materiali di costruzione; la copertura delle spese per perizie suppletive o maggiori spese per prescrizioni e adeguamento a norme; la copertura della quota di contributo regionale o nazionale o europeo in conto capitale ridotto dall’ente concedente successivamente all’appalto delle opere.
Il bando ha permesso di attivare finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro con ritorni sociali (SROI) per i territori e le comunità di oltre 6 miliardi di euro con ricadute positive su indicatori chiave, quali salute, occupazione, istruzione, lotta alla criminalità. I numeri presentati confermano che lo Sport rappresenta un potente motore di inclusione sociale favorendo la partecipazione attiva, l’abbattimento delle barriere e la creazione di opportunità per tutti.
– foto ufficio stampa ICSC –
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Malta, Abela conferma partecipazione a missione Ue per l’Ucraina

(MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta sta partecipando a una missione dell’Ue Eumam per addestrare e fornire equipaggiamenti alle truppe ucraine. Lo ha confermato il primo ministro Robert Abela in un’audizione parlamentare che ha visto al centro i risultati dell’ultimo Consiglio europeo a Bruxelles.

Durante il dibattito parlamentare, il deputato Darren Carabott ha chiesto ad Abela di chiarire se Malta fosse coinvolta nella missione dell’Ue, che nelle intenzioni di Bruxelles mira a fornire un sostegno politico, militare, finanziario e umanitario sostanziale all’Ucraina, compresa un’assistenza alle Forze armate. Abela ha precisato che il coinvolgimento di Malta consiste nell’aver inviato un membro delle Forze armate di Malta (Afm) come “ufficiale di collegamento tra il Regno Unito, che gestisce l’addestramento, e l’Ue”.

Il premier ha sottolineato che questo ruolo è principalmente amministrativo e che Malta non è direttamente coinvolta nel processo di formazione militare. Nonostante Malta faccia parte della missione dell’Ue a supporto dell’Ucraina, Abela ha ripetutamente dichiarato che “l’Ucraina non può vincere questa guerra”.

Il primo ministro ha osservato che “l’idealismo è idealismo, e il realismo è realismo“, in riferimento all’invasione russa. All’inizio di questo mese, Abela ha espresso la sua convinzione che “l’investimento in armi, carri armati e munizioni non può porre fine alla guerra”, affermando che “l’unica soluzione duratura è la pace”.

Tuttavia, Abela ha votato a favore di un’iniziativa volta ad aumentare i fondi per il riarmo dell’Europa e rafforzare la difesa collettiva dell’Ue. Il premier maltese anche sostenuto le conclusioni del Consiglio europeo che hanno ribadito il sostegno all’Ucraina, anche tramite la fornitura di armi, posizione questa non condivisa dall’Ungheria.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).