venerdì, Settembre 11, 2026
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Meloni “Non un euro dai fondi della coesione, il Paese mai indifeso”

“L’invio di truppe italiane in Ucraina non è mai stato all’ordine del giorno, così come l’invio di trippe europee credo che sia un’azione molto complessa, rischiosa e poco efficace. L’Italia non intende distogliere un solo euro dai fondi della coesione”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo.

“Siamo al fianco del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ogni qual volta viene attaccato per la sola ragione di aver ricordato chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti”, ha proseguito ancora Meloni, che ha poi introdotto sul sostegno degli Stati Uniti e sulla proposta di cessate il fuoco concordata tra il governo di Donald Trump e quello di Zelenski:“Salutiamo positivamente questa nuova fase e sosteniamo gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in questo senso. L’Italia considera la proposta di cessate il fuoco concordata l’11 marzo a Gedda da Stati Uniti e Ucraina un primo, significativo, passo di un cammino che deve portare a una pace giusta e duratura per l’Ucraina, con garanzie di sicurezza solide, efficaci e di lungo periodo, per l’Ucraina stessa, per l’Europa nel suo complesso, e per i nostri alleati americani, che non possono permettersi di siglare un accordo di pace violabile. Questo passo in avanti è stato accompagnato positivamente dall’immediato ripristino delle forniture militari e dei servizi di intelligence americani a vantaggio di Kiev”.

“Sono giornate delicate, nelle quali io credo che sia più che mai necessario lavorare intensamente sul piano diplomatico, fuori dal clamore, alla ricerca di un difficile equilibrio che possa soprattutto garantire all’Ucraina un futuro sicuro e a noi la serenità che i cittadini vogliono tornare ad assaporare”, ha detto ancora la premier. 

“Intendiamo continuare a insistere su quello che per noi non è soltanto un pilastro culturale e di civiltà, ma un banale dato di realtà: non è immaginabile costruire garanzie di sicurezza efficaci e durature dividendo l’Europa e gli Stati Uniti – rimarca Meloni – . È giusto che l’Europa si attrezzi per fare la propria parte, ma è nella migliore delle ipotesi ingenuo, nella peggiore folle, pensare che oggi possa fare da sola, senza la NATO, fuori da quella cornice euro-atlantica che per 75 anni ha garantito la sicurezza dell’Europa e che in questi ultimi 3 anni ha consentito all’Ucraina di resistere”.

“Non chiedete a me di lasciare questa Nazione esposta, incapace di difendersi, costretta a dire sì, semplicemente perché non ha un’alternativa – evidenzia il Presidente del Consiglio – . Non sono la persona giusta per questo. So che la libertà ha un prezzo, e so, che se non sei capace di difenderti da solo non puoi neanche decidere, contare, affermare il tuo interesse nazionale. Il paradosso – ha continuato è che chi oggi sventola le bandiere della pace contro le spese per la difesa si lamenta anche di una eccessiva ingerenza americana nelle nostre vicende. Beh, signori, le due cose non stanno insieme. O demandi la tua sicurezza ad altri, e gli altri decidono per te, o impari a difenderti da solo e decidi tu. Le due cose non stanno insieme”. 

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS)

Draghi “Nel solo 2024 500 mld di euro di risparmio andati via da Ue”

Draghi

ROMA (ITALPRESS) – “Il dato che meglio riassume la persistente debolezza dell’economia del nostro continente è la quantità di risparmio che ogni anno fuoriesce dall’Unione Europea: 500 miliardi di euro nel solo 2024, risparmi a cui l’economia europea non riesce a offrire un tasso di rendimenti adeguato”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della BCE Mario Draghi nel corso di un’audizione in Senato sul rapporto sul futuro della competitività europea da lui redatto.
(ITALPRESS)
abr/gsl (Fonte video: Senato)

Mase, a Berlino protocollo con Kenya per idrogeno verde e biocarburanti

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa oggi la missione del sottosegretario al MASE Claudio Barbaro al “Berlin Energy Transition Dialogue”, uno dei forum più importanti al mondo sulla transizione energetica globale.

Organizzato dal Ministero degli Affari Esteri tedesco, all’evento hanno partecipato rappresentanti di alto rango dei governi, leader dell’industria globale, scienziati, dirigenti di organizzazioni internazionali e ONG, ovvero i principali decisori della transizione energetica.

“È stata un’occasione importante durante la quale abbiamo siglato un protocollo d’intesa bilaterale con la Repubblica del Kenya, che rappresenta un importante passo in avanti nella cooperazione tra i due Paesi, ponendo le basi per la realizzazione di numerose iniziative e progetti congiunti. Gli elementi chiave dell’accordo vertono sulla promozione della transizione energetica attraverso il trasferimento tecnologico e la formazione nelle rinnovabili, con particolare attenzione all’idrogeno verde e ai biocarburanti sostenibili”, afferma Claudio Barbaro, sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica.

 “Il Kenya è riconosciuto come potenziale attore chiave grazie al suo mix energetico sostenibile, e l’Italia, leader globale nella geotermia, punta così a rafforzare la collaborazione con il Paese africano ampliando il proprio business green e contribuendo alla sicurezza energetica del Paese – prosegue -. Inoltre, il Kenya ha un ruolo prioritario per l’Italia, come testimoniato dalla sua inclusione tra i Paesi prioritari per la cooperazione italiana nel triennio 2024-2026 e tra i Paesi pilota del Piano Mattei per l’Africa. Altro punto chiave dell’accordo si basa sull’incentivazione della produzione di biocarburanti da rifiuti, evitando impatti negativi su ecosistemi, agricoltura e allevamento. L’Italia si impegna così a creare valore occupazionale e sociale in Kenya, rispettando i criteri ambientali”.

Sempre nella giornata odierna, il sottosegretario è intervenuto al panel “Green Hydrogen – Ramping Up Infrastructure”, relazionando sulla “Strategia Nazionale Idrogeno” di cui si è dotata l’Italia nel novembre scorso e la missione si è conclusa con l’incontro bilaterale con Stephan Wenzel, sottosegretario Federale Tedesco all’Economia e la Protezione Climatica, con il quale sono stati affrontati i temi dell’implementazione del regolamento UE sul metano, quello sul corridoio meridionale sull’idrogeno e l’Action Plan on Affordable Energy, il piano d’azione per l’energia accessibile dell’UE.

-Foto ufficio stampa Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica-
(ITALPRESS).

Dazi, Draghi “Avranno un forte impatto su imprese italiane e Ue”

Dazi, Draghi

ROMA (ITALPRESS) – “I dazi, le tariffe e altre politiche commerciali che sono state annunciate
avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee”. Così l’ex premier ed ex presidente della BCE Mario Draghi nel corso di un’audizione in Senato sul rapporto sul futuro della
competitività europea da lui redatto. (ITALPRESS).
abr/gsl (Fonte video: Senato)

Esposito (Tagliacarne) “Si riducono le distanze economiche nel Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Mezzogiorno ha comunque le sue problematicità perché il reddito disponibile pro-capite delle persone è circa il 25% in meno della media italiana. La situazione delle famiglie è anche leggermente migliorata perché, ad esempio, la componente dei redditi da lavoro dipendente nel periodo 2021-2023 segna in 20 delle 38 province del Mezzogiorno un incremento rispetto alla media italiana. Ma se si considerano i valori al netto dell’inflazione, la situazione è un po’ diversa”,  Lo ha detto in un’intervista all’Italpress il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito.
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Malattia Renale Cronica, presentato alla Camera il documento strategico

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto presso la Camera dei Deputati l’evento “Progressi sulla Malattia Renale Cronica: risultati della Giornata Mondiale del Rene 2025″, promosso con il patrocinio della Fondazione Italiana del Rene e della Società Italiana di Nefrologia, con l’obiettivo di presentare il policy paper sulla Malattia Renale Cronica, redatto dal Gruppo di lavoro multistakeholder e realizzato con il contributo non condizionante di AstraZeneca, Bayer Italia, Boehringer Ingelheim, Otsuka Pharmaceutical Italy, Novartis Italia, Dr Schàr, CSL Vifor, Amgen Italia e Astellas Pharma.

“La Malattia Renale Cronica è una patologia silente che interessa oltre il 10% della popolazione adulta, con un impatto sanitario ed economico significativo”, ha dichiarato Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati.

“Il Disegno di Legge – continua Mulè – attualmente incardinato in XII Commissione e di cui inizia l’analisi, volto all’istituzione di un programma nazionale di screening, rappresenta un intervento strategico per favorire una diagnosi tempestiva e contrastare la progressione della patologia verso gli stadi avanzati. L’iniziativa ha da subito infatti incontrato il favore della società scientifica e delle associazioni di pazienti, che ringrazio per il loro contributo. Ora è fondamentale un impegno congiunto per garantire un iter legislativo rapido ed efficace, affinchè il Disegno di Legge possa tradursi, entro l’anno, in una riforma concreta che clinici, pazienti e settore privato attendono da tempo“.

L’urgenza di un provvedimento è stata ribadita da Annarita Patriarca, Segretario di Presidenza e seconda firmataria del DdL: “L’approvazione in tempi brevi del Disegno di Legge è un obiettivo prioritario. Un programma strutturato di screening consente di individuare la malattia precocemente, riducendo complicanze e costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Quanto emerso dalla presentazione del documento – continua Patriarca – costituisce un contributo fondamentale per consolidare il quadro delle evidenze scientifiche e suggerire al decisore pubblico indicazioni strategiche per definire misure efficaci e sostenibili”.

Durante l’evento è stata sottolineata la necessità di semplificare i piani terapeutici e di un approccio sinergico tra medicina del territorio e specialistica nefrologica per garantire un accesso equo ai percorsi di diagnosi e trattamento. Luca De Nicola, Presidente della Società Italiana di Nefrologia, ha evidenziato “come spiegato ampiamente nel documento che oggi presentiamo, l’attuale sistema dei Piani Terapeutici costituisce un ostacolo per i pazienti e un onere per i clinici. E’ fondamentale adottare strumenti più snelli, che garantiscano una maggiore aderenza terapeutica e riducano il carico amministrativo per specialisti e Medici di Medicina Generale”.

Il Disegno di Legge – prosegue De Nicola – rappresenta un’opportunità concreta per istituire un percorso strutturato su scala nazionale, per questo motivo abbiamo lavorato intensamente con tutto il Gruppo di Lavoro multistakeholder, che racchiude la società scientifica che rappresento, le associazioni di pazienti e le aziende”.

Altro tema centrale è il ruolo svolto nella diagnosi precoce e nella gestione della Malattia Renale Cronica dai Medici di Medicina Generale, primo riferimento per il paziente e punto di raccordo con gli specialisti nefrologi. Gaetano Piccinocchi, Tesoriere della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, ha sottolineato che “la collaborazione tra Medico di Medicina Generale e specialista nefrologo è un pilastro fondamentale per assicurare continuità assistenziale e percorsi terapeutici appropriati. Inoltre – continua Piccinocchi – stiamo lavorando attivamente per avviare programmi di screening pilota, portati avanti in sinergia con la Società Italiana di Nefrologia”.

Dal confronto è emersa anche la necessità di un modello di assistenza più omogeneo a livello nazionale. Giuseppe Vanacore, Presidente dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto, ha ribadito che “assicurare equità nell’accesso ai trattamenti e migliorare i percorsi di cura deve essere una priorità. La qualità di vita dei pazienti nefropatici dipende dalla capacità di garantire un’assistenza integrata, che superi le disuguaglianze regionali”.

“Il documento presentato oggi – prosegue Vanacore – fornisce un quadro dettagliato sulle principali criticità che i pazienti affrontano quotidianamente, evidenziando le aree di intervento necessarie per una presa in carico più efficace e uniforme”. L’evento ha confermato l’urgenza di un intervento normativo strutturato per affrontare le criticità legate alla Malattia Renale Cronica. La collaborazione tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti sarà determinante per tradurre le proposte emerse in misure concrete, con l’obiettivo di migliorare la gestione della patologia e rafforzare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Meloni “Lavorare sui dazi per scongiurare una guerra commerciale”

ROMA (ITALPRESS) – “Non è all’ordine del giorno il tema dei dazi e dei rapporti commerciali con gli Usa ma è un punto da tenere in considerazione per una Nazione esportatrice come l’Italia. L’amministrazione Trump ha deciso di riattivare dazi su acciaio e alluminio, gli Usa hanno annunciato la possibilità di attivare ulteriori dazi su altri comparti. La Commissione ha risposto annunciando contromisure di riequilibrio. Il quadro è complesso, ma sono convinta che si debba continuare a lavorare per trovare un terreno d’intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggia nessuno, né usa e ne Europa”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo.

“Non è saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie che diventano un circolo vizioso dove tutti perdono – ha proseguito Meloni – . Se è vero che i dazi possono favorire la produzione interna, possono tradursi in un inflazione indotta e nell’innalzamento tassi dalla Bce. Non sono certa – afferma – che sia un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi, per questo penso che le energie dell’Italia debbano essere spese in soluzione di buon senso in una logica di reciproco rispetto e convenienza economica”. 

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Pichetto “Condividiamo con aziende l’idea di uno sviluppo sostenibile”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel settore dell’economia circolare il Governo e il mondo produttivo hanno obiettivi comuni e strategie compatibili da coordinare”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a un evento organizzato da Confindustria al Parlamento Europeo sull’economia circolare.

“Anche a Bruxelles – ha ricordato Pichetto – ho sempre sostenuto con determinazione le ragioni delle aziende italiane in tutti i campi, fra cui quello dell’economia circolare. Con il doveroso impegno politico messo in campo a difesa degli interessi del nostro Paese, siamo riusciti a imporre modifiche sostanziali al regolamento imballaggi, settore in cui il nostro Paese è laboratorio di eccellenze a livello europeo. Siamo convinti – ha ribadito il ministro dell’Ambiente – che sia necessario un maggiore chiarimento normativo per garantire la comparabilità, la replicabilità e l’armonizzazione dei requisiti tecnici per i sottoprodotti, le materie prime secondarie, i criteri di fine vita e i criteri ambientali minimi per gli appalti pubblici circolari”.

“Ci siamo fatti perciò promotori del riconoscimento reciproco di queste definizioni tra i Paesi dell’UE, nonché di regole più semplici e procedure di autorizzazione snellite per le materie prime critiche. Questi passi – ha aggiunto – sono essenziali per ridurre la dipendenza dell’Europa da paesi terzi e garantire una fornitura stabile di materiali essenziali per le tecnologie verdi, come le batterie e i pannelli solari. Una politica industriale efficace – ha sostenuto Pichetto – dovrà integrare misure per creare nuove catene di approvvigionamento delle materie prime e un mercato europeo delle materie prime seconde, supportare l’innovazione nei processi di riciclaggio e promuovere una cultura imprenditoriale che abbracci pienamente la sostenibilità e l’economia circolare. Gli sforzi dell’Italia in corso in tutti questi settori – ha concluso il ministro dell’Ambiente – dimostrano che condividiamo con le aziende del nostro Paese una identica visione di sviluppo sostenibile e siamo pronti a rafforzare la nostra collaborazione per promuovere l’innovazione, la gestione sostenibile delle risorse e la circolarità in tutta Europa”.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Fumarola “Per il mondo del lavoro serve un cambiamento culturale e strutturale”

ROMA (ITALPRESS) –Parlare oggi di giovani e lavoro significa affrontare la più grande sfida morale, sociale ed economica del Paese. E farlo nel nome di Marco Biagi è un dovere perché il suo pensiero non si è fermato ventitré anni fa, ma continua a parlarci attraverso il suo metodo: riforme concrete, visione europea, dialogo sociale, centralità della contrattazione, partecipazione. La sua analisi e la sua ricerca hanno inciso profondamente, sfidando le resistenze ideologiche, le minacce, i pericoli di un estremismo assassino che ha premuto il grilletto e messo fine alla sua vita. Ma non alle sue idee”. Lo ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola, nel corso di un convegno al Cnel sull’attualità del pensiero di Marco Biagi.

“Le nuove generazioni cercano nel lavoro anche flessibilità, possibilità di conciliare vita personale e professionale, più tempo libero e autonomia nelle proprie scelte”, ha aggiunto Fumarola, secondo cui “il lavoro non è più solo un mezzo di sussistenza, ma un elemento che deve dare senso e qualità alla vita”.

Questo richiede un cambiamento culturale e strutturale, con politiche aziendali che valorizzino il benessere dei lavoratori e modelli contrattuali che favoriscano una maggiore autodeterminazione senza compromettere diritti e tutele. È una sfida che il mondo del lavoro non può ignorare, perché intercettare queste nuove esigenze significa costruire un mercato più equo, sostenibile e attrattivo per le nuove generazioni. Il mondo del lavoro sta attraversando un cambiamento radicale. Le transizioni digitali, demografiche, industriali, stanno ridisegnando il modo in cui si lavora e i profili professionali richiesti. Il mercato oggi ha bisogno di competenze nuove, di lavoratori capaci di adattarsi e di aggiornarsi continuamente. La formazione deve essere considerata un driver strategico, non un costo”.

Per Fumarola “servono per questo politiche innovative, con una rete istituzionale e sussidiaria capace di assicurare a ogni persona apprendimento perpetuo, sostegno al reddito legato a percorsi di riqualificazione, orientamento nel mercato del lavoro”.

“Il problema della nostra occupazione oggi risponde alla parola qualità e non quantità. Sbaglia chi oggi indica nel jobs act la madre di tutti i mali del mercato del lavoro e nel referendum l’improbabile panacea a queste piaghe. Il lavoro di oggi non si governa con strumenti di 50 anni fa. Bisogna guardare avanti e assumere un approccio sussidiario, universalistico e proattivo. La via per la Cisl è quella di un nuovo Statuto della persona nel mercato del lavoro che dia risposte ad ogni individuo che perde o cerca lavoro, a prescindere dalla natura del suo rapporto. Bisogna affrontare con serietà il tema del lavoro giovanile e della condizione di donne e Neet con strumenti adeguati di inserimento e crescita, rimettendo al centro reddito, formazione e nuove tutele“, ha concluso la leader della Cisl.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Occhiuto visita le sedi Konecta di Crotone e Rende “Modello innovativo”

CATANZARO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è recato questa mattina in visita presso le sedi calabresi di Rende e Crotone della società Konecta, che attraverso il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche, ideato dalla Regione Calabria, ha potuto assorbire i lavoratori dell’ex Abramo Customer Care.

Attualmente i neo assunti sono in fase di formazione ed attendono di iniziare l’attività per Konecta, che prevede già entro il primo anno di riuscire a digitalizzate 1 milione e 300 mila cartelle. La vertenza Abramo Customer Care, che coinvolgeva circa 1000 lavoratori a rischio licenziamento, si è chiusa positivamente dopo un percorso lungo e complesso, frutto di tanto impegno e del grande lavoro di squadra che la Regione ha saputo mettere in campo, grazie anche alla sinergia preziosa con il governo e con tutte le organizzazioni sindacali.

Un accordo che ha permesso il passaggio dei lavoratori alla società Konecta, garantendo la piena continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni contrattuali. In questo progetto la Regione Calabria ha investito 15 milioni di euro, ai quali si aggiungono 5 milioni messi dal governo nazionale per dematerializzare le nostre cartelle sanitarie.

“Sono felice, sono molto soddisfatto di come si sia conclusa questa delicatissima vertenza – ha dichiarato il presidente Occhiuto – che metteva a rischio circa 1000 posti di lavoro in Calabria. Si garantisce il diritto al lavoro a donne e uomini, e la serenità alle loro famiglie. Abbiamo ideato un modello innovativo, qualcuno i primi mesi mi definiva un visionario, per la riconversione e il reinserimento nel mercato dei lavoratori dei call center, un modello al quale adesso altri territori guardano con interesse. La Regione, in questa difficile e cruciale partita, non si è mai tirata indietro con tutte le sue articolazioni e ha potuto raggiungere questo importante risultato con il supporto del governo e delle organizzazioni sindacali”, ha concluso il governatore Occhiuto.

-Foto ufficio stampa regione Calabria-
(ITALPRESS).