venerdì, Settembre 11, 2026
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La torta “Agnese” racchiude ben tre De.Co. della Valle del’Agno

(Articolo sulla torta Agnese da Vicenza Più Viva n. 295sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Devono solo capire come inserire anche la patata del monte Faldo ma, intanto, una torta che contenesse almeno tre prodotti De.Co. l’hanno già creata. E non è certo un caso che si chiami “Agnese” perché prende il nome dal fiume Agno che costeggia il territorio da Trissino a Recoaro.
Un mix elaborato e forse un po’ azzardato ma che, alla fine, ha ottenuto un raffinatissimo connubio di sapori: si parte da un letto in biscotto lavorato con la maresina, una gelèe di corniola e una mousse di fioretta, il tutto ricoperto da un sottile strato di cioccolato bianco.
Una geniale intuizione di Alberto Manfron (Gran Maestro della confraternita della corniola) ed Elisa Nardi della Moderna Offelleria a Cereda di Cornedo, che hanno dato vita ad un semifreddo dal gusto unico e che sa esprimere l’essenza del territorio.
Un prodotto che ha già riscosso un grandissimo successo da parte dei cittadini di tutta la vallata dell’Agno e non solo, e che è stato premiato dall’Accademia Italiana della Cucina come prodotto tipico nazionale per il 2024.

Padova, intascavano indebitamente crediti fiscali. Zaia “Bravi i finanzieri a smascherarli”

PADOVA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno accertato nei confronti del legale rappresentante di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di rottami indebite compensazioni di crediti d’imposta – finanziati con risorse del P.N.R.R. – per oltre 270 mila euro e violazioni alla normativa antiriciclaggio sull’utilizzo del denaro contante per oltre 160 mila euro.

Le attività ispettive, condotte dai militari della Compagnia di Cittadella, scaturiscono da una verifica fiscale eseguita nei confronti della società patavina, nel corso della quale è stato constatato che la stessa ha indebitamente beneficiato negli anni di imposta 2022, 2023 e 2024 di crediti non spettanti per 272.290,00 euro, derivanti dall’investimento in 4 macchinari aziendali, rientranti nel piano “Industria 4.0” finanziato con risorse PNRR, dal valore commerciale di oltre 585 mila euro.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno accertato irregolarità sull’effettivo impiego dei citati macchinari acquistati, grazie ai quali la società ha potuto beneficiare di ingenti crediti fiscali – che lo Stato riconosce a titolo di incentivo per le imprese che investono in nuove tecnologie – utilizzati per abbattere le imposte dovute, in violazione della vigente normativa di settore.

Tre dei macchinari, infatti, risultavano nella disponibilità di una diversa società, riconducibile ad un familiare, in forza di contratti creati ad hoc privi di validità: in un caso, è stato esibito un contratto di noleggio dei mezzi aziendali sottoscritto due anni prima rispetto alla data di acquisto degli stessi.

“L’operazione truffaldina era ben congegnata ed estremamente articolata. I finanzieri del Comando provinciale di Padova e della Compagnia di Cittadella sono stati molto bravi e seguirne le tracce e a smascherare importanti violazioni della legge per centinaia di migliaia di euro” sono le parole del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Rattrista l’imbroglio in sé – aggiunge Zaia – ma ancor di più il coinvolgimento di fondi del Pnrr: soldi pubblici il cui corretto utilizzo dovrebbe essere rigorosissimo. C’è anche amarezza – aggiunge – perché quando si commettono frodi come questa, di fatto si mettono le mani nelle tasche dei contribuenti e degli imprenditori onesti. Per fortuna, spesso, sono le forze dell’ordine a mettere le mani sui responsabili”.

-Foto Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Corniola, fioretta, maresina e patata: le quattro regine De.Co. della Valle dell’Agno

(Articolo sulle 4 De.Co. della Valle dell’Agno da Vicenza Più Viva n. 295sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Alla scoperta dei prodotti a Denominazione Comunale nel segno della tradizione da Recoaro a Trissino, in attesa della nuova legge regionale.

Sono tutte estive o primaverili, alcune rosse, alcune bianche, altre verdi; due di loro hanno anche un re (gnocco). Sono le regine De.Co. della Valle dell’Agno: selvatiche, naturali e spontanee. La corniola di Cornedo Vicentino, la fioretta di Recoaro Terme, la maresina di Valdagno e la patata del monte Faldo (sovracomunale), rappresentano in pieno i sapori e le tradizioni gastronomiche della vallata a nord ovest di Vicenza.
Il comune denominatore che le unisce è l’essere state riconosciute ufficialmente dalle amministrazioni pubbliche del loro territorio secondo lo spirito e i principi del fondatore delle Denominazioni Comunali Luigi Veronelli, il visionario gastronomo che intendeva legare un prodotto alla sua terra cercando di promuovere e valorizzare la sua tipicità. In moltissimi casi, l’idea si è rivelata vincente.

La corniola di Cornedo Vicentino, una bacca selvatica diventata gourmet.

Sfatare il tabù di un frutto tacciato di essere aspro e allappante trasformandolo in un prodotto buonissimo e di alta qualità!
È la scommessa, ormai vinta, fatta dalla decennale Confraternita della corniola cornedese De.Co. che è riuscita a rilanciare l’antica e quasi dimenticata bacca rossa che dà il nome a Cornedo, dando vita a produzioni d’eccellenza, soprattutto dolci ma anche salate.
Si va dalla confettura (per la colazione ma anche per torte e crostate) alla mostarda (ideale se accompagnata ai formaggi o ai bolliti di carne e pesce), dallo sciroppo concentrato (ottimo anche per stuzzicanti aperitivi) alla purea (adatta a cuochi e pasticceri), ma anche la birra, il gelato, i ghiaccioli e pure in salamoia a mò di olivetta.
Insomma, un prodotto multitasking che lo chef Amedeo Sandri non ha esitato ad utilizzare creando un menù completo, dall’antipasto al dolce chiudendo con la tradizionale grappa aromatizzata o il distillato. Molti fanno l’errore di vederla rossa sulla pianta e di mangiarla ma, in realtà, quelle commestibili devono essere scure, di colore amaranto e che cadono con un lieve tocco del ramo.
Da vituperata e dimenticata la corniola sta conoscendo, nella sua terra ma anche a livello provinciale e regionale, una nuova gloria che viene celebrata ogni anno con la tradizionale festa giunta alla settima edizione, contando due anni persi causa pandemia. Si tiene solitamente a fine agosto perché il frutto cresce nei mesi estivi, tra la fine di giugno e i primi di settembre dalla pianta del corniolo presente, secondo un recente censimento, in almeno mille esemplari sui due versanti collinari che sovrastano Cornedo, facilmente identificabile a marzo grazie a vistosi fiori gialli o durante la passeggiata sui sentieri collinari che viene organizzata in concomitanza con la festa. La corniola ha anche molte proprietà salutistiche, merito di un alto contenuto in vitamina C; essendo ricca di caroteni, pectine e tannini, è particolarmente consigliata ai diabetici per contrastare l’iperglicemia e per la cura della cardiologia come protezione del sistema cardiovascolare in ambito pediatrico.

Gnocchi con la fioretta
Gnocchi con la fioretta

Gnocchi con la fioretta di Recoaro Terme, la tradizione che attira i turisti

Alzi la mano chi non è mai andato a Recoaro Terme per mangiare un buon piatto di “gnochi coa fioreta”, in qualsiasi stagione dell’anno e come principale pretesto per poi visitare la Conca di Smeraldo delle Piccole Dolomiti.
Turisticamente parlando, è indubbiamente uno dei punti di forza anche a livello nazionale, il piatto per eccellenza che unisce la regina fioretta (in sostanza la ricotta liquida, prodotto della prima lavorazione del latte che si ricava per affioramento, da qui il nome) al re gnocco, solitamente presentato con la classica ricetta con burro, salvia e una grattugiata finale di ricotta affumicata, o con alcune varianti a seconda delle proposte dei vari cuochi.
Nel 2007 è stata ufficialmente riconosciuta dal comune come prodotto De.Co. ed è stato adottato un preciso disciplinare per la realizzazione del piatto tipico, profondamente legato al suo territorio.
Numerosi ristoranti e alberghi lo hanno condiviso e questa adesione è testimoniata da una apposita targa che garantisce il cliente sulla qualità degli ingredienti e sulla correttezza della lavorazione.
Anche a Recoaro è attiva la “Venerabile Confraternita” che organizza tra la fine di agosto e l’inizio di settembre la propria festa capace di attirare migliaia di persone, celebrando storia e tradizioni locali portate avanti da secoli con protagonisti i malgari ancora presenti sulle montagne delle Piccole Dolomiti.
Un esempio virtuoso di collaborazione tra amministrazione pubblica e associazioni in nome del nuovo concetto di turismo agroalimentare come opportunità per dare al turismo una nuova linfa nel solco della promozione del territorio attraverso il cibo.

La maresina di Valdagno, un’erba spontanea dal gusto speciale.

Ha un sapore unico e molto particolare, è leggermente amarognola ma (proprio per questo) è molto apprezzata e utilizzata in tutta la vallata, mangiata soprattutto con la tradizionale “frìtola coa maresina”, una frittella salata in uso da sempre. E’ un’erba selvatica, il cui nome originale è “Panaceto Partenio”, i suoi fiori sono molti simili a quelli della camomilla e cresce
spontaneamente in siti esposti al sole, nei contesti rigogliosi delle Piccole Dolomiti ma anche in campagna, lungo le strade o nei giardini; ultimamente viene molto usata in cucina e può vantare anche proprietà farmacologiche e mediche importanti.
Fiore all’occhiello del Comune (che l’ha riconosciuta ufficialmente come De.Co. nel 2011), della pro loco locale e della Confraternita (sorta più di dieci anni fa) viene festeggiata in primavera, a metà aprile, con eventi che mirano a valorizzare il prodotto che fa parte della cultura locale fatta di tradizioni, usanze e sapori che possono incentivare il cosiddetto turismo di prossimità.
Questa pianta aromatica tipica della vallata dell’Agno con l’andare del tempo ha dato vita a ricette, piatti e prodotti sempre più raffinati e ricercati: la troviamo nei cioccolatini, nei grissini, crostini, focacce; nei formaggi, come marmellata e perfino come gelato, per non parlare ovviamente di liquori e grappe.
In erboristeria la proprietà più nota è quella purificante e lenitiva per cui compare spesso come ingrediente nei colluttori ma è utilizzata anche nella preparazione di infusi utili per lenire infiammazioni cutanee. In campo medico le applicazioni della maresina sono piuttosto recenti e sfruttano le proprietà benefiche per malattie invalidanti come alcuni tipi di eritemi e l’artrite reumatoide, grazie ad un suo componente, il “partenolide”, dalla potente azione antinfiammatoria.

Maresina
Maresina

La patata del Monte Faldo, un prodotto che unisce cinque Comuni.

È l’unica De.Co. del territorio capace di fregiarsi della denominazione sovra comunale riuscendo a collegare le valli dell’Agno e del Chiampo attraverso la dorsale lessinea del monte Faldo che si trova sul fronte sinistro verso nord.
Si parte da Trissino, con epicentro la località di Selva, per poi proseguire nel territorio di Brogliano (in particolare la frazione di Quargnenta), poi in quel di Cornedo fino a toccare l’alta Valchiampo nel Comune di Nogarole e concludere il percorso nelle colline di Valdagno.
Si possono trovare le Bintjie, la Desirèe, le Kennebec e la Kurova, la Monalisa e pure Vivaldi, tutte varietà in grado di rispondere alle diverse esigenze di ricette e piatti che gli chef locali propongono, a partire ovviamente da sua maestà lo gnocco, celebrato con la festa che solitamente si svolge ad inizio settembre a Selva di Trissino e che lo propone con una varietà di condimenti che possono superare anche dieci versioni diverse.
Favorita da un territorio sito a circa 800 metri d’altitudine di origine vulcanica (quindi molto mineralizzato), la patata del monte Faldo cresce in un clima reso fresco dalle correnti che discendono dalle Piccole Dolomiti, con adeguata piovosità estiva.
La produzione può raggiungere anche i 1.500/2.000 quintali l’anno e vanta una tradizione ultracentenaria visto che è stata documentata fin dai primi dell’Ottocento e ancora oggi è affidata ad aziende a carattere familiare, che praticano un’attività di tipo popolare, con concimazioni naturali e ricorso alla rotazione delle colture per ottenere sempre il meglio dal terreno. Le patate vengono vendute in pezzatura comprese tra i 4,5 e i 15 cm in sacchi che riportano l’etichetta con il logo della Denominazione Comunale.

Gnocchi di patata di Selva
Gnocchi di patata di Selva

Pino Daniele, tante iniziative per i 70 anni dalla sua nascita e i 10 dalla scomparsa

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 ricorrono due importanti anniversari legati a Pino Daniele: i 10 anni dalla sua scomparsa (4 gennaio) e i 70 anni dalla nascita (19 marzo). In occasione di queste due importanti ricorrenze, la Fondazione Pino Daniele ha ideato il sigillo “70/10 Anniversary”, il marchio distintivo che garantisce l’autenticità e l’ufficialità delle iniziative dedicate a Pino Daniele che, già dal 2024, celebrano con profondità e impegno uno degli artisti più amati della musica italiana (www.fondazionepinodaniele.org/anniversary).

A fare da filo conduttore tra le attività e gli eventi c’è la sua musica, grido di libertà e rifugio per chiunque cerchi autenticità e bellezza, da sempre capace di stimolare l’animo delle persone e di creare un ponte tra diverse culture. Da giovedì 20 marzo fino al 6 luglio la Sala Plebiscito e la Sala Belvedere di Palazzo Reale a Napoli ospiteranno “PINO DANIELE. SPIRITUAL”, l’inedita esposizione che celebra Pino Daniele in occasione del doppio anniversario. Domani, mercoledì 19 marzo, si terrà uno speciale evento inaugurale e la presentazione alla stampa.

“Pino Daniele. Spiritual” non è solo il titolo di una mostra, ma è un concetto che racchiude l’essenza più profonda di uno degli artisti più amati, il cui viaggio musicale e umano ha saputo attraversare confini geografici e culturali, fondendo tradizioni diverse in un’armonia unica. A partire da una dichiarazione di Pino Daniele, “La musica esprime socialità”, l’obiettivo principale della mostra è anche quello di perseguire il suo impegno e stimolare l’animo delle persone, portarle a guardarsi dentro e a dare una valenza alle proprie azioni, offrire al visitatore un viatico ripercorrendo la storia di Pino Daniele in modo intenso e toccante.

Un’esposizione inedita con installazioni scenografiche, contenuti audiovisivi, pubblici e privati, materiali d’autore e amatoriali, documenti inediti, oggetti personali, strumenti e “tante rarità” concesse per l’occasione dalla Fondazione Pino Daniele e materiali originali, molti dei quali esposti per la prima volta, che documentano l’intera esperienza musicale ed umana dell’artista, la cui eredità va ben oltre la musica.

“Pino Daniele. Spiritual” vedrà la realizzazione di un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, che raccoglie la storia, le immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze. La mostra sarà aperta da giovedì 20 marzo al 6 luglio dalle ore 9.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura – giorno di chiusura: mercoledì). I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.it.

La mostra “Pino Daniele. Spiritual” è promossa dalla Fondazione Pino Daniele, presieduta da Alessandro Daniele, con il Ministero della Cultura, Palazzo Reale, Regione Campania, Comune di Napoli, prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la media partner di Rai, con la collaborazione di Rai Teche, Archivio Luce e con Fondazione Campania dei Festival, curata da Alessandro Daniele e Alessandro Nicosia. Domani, mercoledì 19 marzo, si terrà uno speciale evento inaugurale, in occasione del quale Poste Italiane Filatelia presenterà un folder filatelico e due cartoline con un annullo speciale dedicato all’evento

. Il 31 marzo, l’1 e il 2 aprile arriva al cinema con un evento speciale “PINO”, il documentario diretto da FRANCESCO LETTIERI, prodotto da Grøenlandia, Lucky Red e Tartare Film, distribuito da Lucky Red, in collaborazione con Netflix e Tim Vision. Da oggi è online una clip del documentario, visibile al seguente link https://youtu.be/206whhD8kdw, con le immagini live tratte dallo storico concerto del 19 settembre 1981 (in concomitanza con la festa di San Gennaro) in Piazza del Plebiscito a Napoli a cui parteciparono più di 200.000 persone. Ad accompagnare Pino Daniele sul palco Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese, una formazione tutta partenopea, per un concerto in cui blues, jazz, funk e rock si mescolavano, andando a definire il cosiddetto “Neapolitan Power”. È online il trailer del documentario https://www.youtube.com/watch?v=XGN2Ah4lQzc&feature=youtu.be.

Nel documentario Francesco Lettieri conduce dietro la macchina da presa Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, sulle tracce di un Pino ancora non raccontato, servendosi di video mai diffusi di concerti, backstage e sale d’incisione, inediti musicali, foto degli album di famiglia, appunti tratti dal diario e strumenti musicali. Ripercorrendo i luoghi in cui Pino ha vissuto, emergono i sogni, le lotte, le delusioni, i traguardi e il rapporto con la famiglia, gli amici e i colleghi che hanno condiviso tanto con lui.

Partendo dalla sua musica, dalle sue canzoni, dai suoi esperimenti, fino ad arrivare a un inedito nascosto, “Pino” è un’immersione nella vita di Pino Daniele, testimoniata in audio dalle voci di chi lo ha amato, ci ha lavorato, suonato, girato il mondo in tour, anche litigato e poi fatto pace. Nel documentario sono presenti le interviste a tanti artisti con cui ha collaborato Pino Daniele, tra cui Rosario Fiorello, Jovanotti, Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè ma anche James Senese, Rosario Jermano, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, star internazionali come Eric Clapton e poi amici di infanzia, parenti e discografici. Soggetto e sceneggiatura di Federico Vacalebre e Francesco Lettieri, fotografia di Salvatore Landi, scenografia di Marcella Mosca, montaggio di Mauro Rodella e costumi a cura di Antonella Mignogna.

I progetti discografici che vantano il sigillo “70/10 Anniversary” sono il brano inedito “AGAIN” (Warner Music Italy), uscito in digitale lo scorso 29 novembre ed entrato direttamente al 1° posto nell’EarOne Airplay (https://wmi.lnk.to/again), la ristampa “Musicante 40th Anniversary Album” (Warner Music Italy), che celebra non solo la straordinaria portata artistica dell’album che nel 1984 ha segnato la musica italiana, ma anche l’attento processo creativo che si cela dietro a ogni canzone (https://bio.to/PinoDaniele_Musicante), e “NAPULE È MILLENARIA (OFFICIAL SOUNDTRACK)” (Sony Music Entertainment Italy), l’inedita versione dell’iconico brano di “Napule e`” scelta come inno ufficiale delle iniziative che celebrano il 2500° anniversario della fondazione di Napoli (https://smi.lnk.to/PinoDaniele_NapuleMillenaria).

Prosegue MUSICANTE AWARD – Premio Pino Daniele, il Live Music Contest di musica pop rock che offre a giovani artisti che studiano musica, compongono e interpretano il loro repertorio, un’opportunità concreta di emergere e sviluppare la propria carriera. Il Live Music Contest è patrocinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il 18 settembre in Piazza del Plebiscito a Napoli si terrà “PINO È – IL VIAGGIO DEL MUSICANTE”, uno show evento unico che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment, tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per ripercorrere la vita e la carriera di Pino Daniele, ricca di canzoni che hanno segnato intere generazioni. I biglietti per “Pino è – Il viaggio del Musicante” sono disponibili in prevendita su Ticketone.it e nelle prevendite abituali. Per info: www.friendsandpartners.it.

Il ricavato dell’evento, al netto dei costi di produzione, verrà devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica: la ricerca scientifica verrà sostenuta finanziando il Progetto PREME di OPEN Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma odv, che punta a garantire cure personalizzate e innovative ai bambini oncologici; grazie alla Fondazione Pino Daniele Ets, invece, verranno istituite borse di studio e iniziative per sostenere giovani talenti musicali e contrastare la povertà educativa, promuovendo il linguaggio della musica nelle realtà più fragili.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

GP Cina, pista riasfaltata e temperature le sfide del week-end

SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Una pista completamente riasfaltata e una sola ora di prove libere per scoprire se le caratteristiche saranno mutate rispetto al passato. La diciottesima edizione del Gran Premio della Cina pone subito già alla seconda gara delle sfide particolari non soltanto per squadre e piloti ma anche per la Pirelli.

L’estate scorsa sul tracciato e sulla pit-lane dello Shanghai International Circuit è stato steso un nuovo manto stradale che è stato utilizzato solamente poche volte nella parte finale del 2024 e dovrebbe essere più liscio rispetto al precedente. Questo fine settimana ci sarà il primo evento in calendario al SIC nel 2025 quindi è lecito aspettarsi una pista che si evolverà molto rapidamente.

Peraltro, l’appuntamento di Shanghai sarà, com’era accaduto nel 2024, anche quest’anno il primo con il formato Sprint, che prevede una sola sessione di prove libere il venerdì. Ci saranno quindi solamente sessanta minuti per trovare il miglior assetto delle vetture e valutare il diverso rendimento delle mescole in termini di prestazione sulla lunga distanza, anche se la gara corta del sabato rappresenta comunque un ottimo banco di prova per valutarne appieno almeno una.

La terna di mescole è la stessa del 2024: C2 come Hard, C3 come Medium e C4 come Soft. Le ultime due sono state protagoniste lo scorso fine settimana a Melbourne mentre la prima è stata utilizzata in maniera estensiva durante i tre giorni di test in Bahrain alla fine di febbraio. Rispetto allo scorso anno va considerato però che tutte le mescole sono nuove e, in particolare, la C2 risulta essere più morbida e, quindi, più vicina alla C3 rispetto al passato.

Un fattore importante da tenere presente durante il fine settimana saranno le temperature. Per la prima volta Shanghai ospita il Gran Premio nel mese di marzo, quando la temperatura media raramente supera i 18 °C. Peraltro, le previsioni per questa settimana vedranno un significativo rialzo oltre i 20 °C proprio a cominciare da venerdì, con una massima di 26 °C prevista per sabato; quindi, sensibilmente più calde del solito e abbastanza simili a quelle, ad esempio, registrate lo scorso anno, quando la gara si disputò nella terza settimana di aprile. Le tre neutralizzazioni (una VSC e due safety-car) condizionarono e differenziarono in maniera significativa lo svolgimento della gara del 2024, sia in termini di numero di soste (nella top ten si piazzarono tre piloti che effettuarono una sola sosta, sei che si fermarono due volte e uno addirittura tre) che di successione delle mescole.

La maggior parte della griglia scelse la Medium come mescola per la partenza, con la C3 che fu anche la preferita come numero di stint (46%) ma non quella con il chilometraggio complessivo più alto, primato che andò alla C2 (57%). Anche la C4 fu in qualche modo protagonista: quattro piloti la scelsero al via, uno (Fernando Alonso) effettuò il suo stint più lungo proprio con la mescola più morbida. L’attuale fine settimana con il formato Sprint si differenzia da un normale fine settimana di gara perché dopo la sessione di prove libere che apre il weekend si svolgono una qualifica, il venerdì nel tardo pomeriggio, e una gara della lunghezza di cento chilometri il sabato mattina, al posto dunque di due sessioni di prove libere della durata di sessanta minuti ciascuna. La qualifica è suddivisa in tre segmenti, di durata decrescente: dodici minuti per SQ1, dieci per SQ2 e otto per SQ3. Immutato rispetto alla qualifica tradizionale il numero di piloti (cinque) eliminati alla fine dei primi due segmenti. Nei primi due segmenti è obbligatorio usare la mescola Medium mentre nell’ultimo si deve montare la Soft. Libera, invece, la scelta della mescola per la gara “corta”.

Rispetto ad un weekend tradizionale, cambia l’allocazione per pilota delle gomme slick: ognuno ha a disposizione sempre due set di Hard ma ne ha uno in più di Medium (da tre a quattro) e due in meno di Soft (da otto a sei), per un totale di dodici invece di tredici. Il Gran Premio della Cina vedrà il debutto di un nuovo trofeo, destinato all’autore della pole position nella Sprint Qualifying di venerdì pomeriggio. Il trofeo riproduce in rilievo il logo che celebra la cinquecentesima presenza in un Gran Premio della Pirelli – che avverrà in occasione del Gran Premio d’Olanda a Zandvoort – presentato il 18 febbraio scorso in occasione dell’evento di apertura della stagione di Formula 1, svoltosi alla O2 Arena di Londra. Inoltre, il trofeo verrà personalizzato con un casco argentato e la sigla che distingue ogni pilota nelle grafiche televisive, applicate subito dopo la fine della sessione.

Così come accaduto lo scorso fine settimana a Melbourne, anche a Shanghai i primi tre classificati del Gran Premio indosseranno un’edizione speciale del Podium Cap, parte della collezione disegnata da Denis Dekovic e ispirata alle tradizioni e all’identità culturale di quattordici Paesi che ospiteranno altrettante tappe del Mondiale durante la stagione 2025.

-Foto Pirelli-
(ITALPRESS).

Vinitaly, Rocca “Mi aspetto crescita dell’esportazione nostri vini”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi aspetto una crescita dei volumi di esportazione del nostro vino e di far conoscere ancora meglio la qualità del lavoro vinicolo che viene fatto nella nostra regione”. Lo ha dichiarato il Presidente Francesco Rocca, presentando la partecipazione della Regione Lazio alla 57esima edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile.
“Dobbiamo accompagnare il lavoro di chi investe nella terra – ha aggiunto -. Abbiamo investito somme importanti per il padiglione che ospiterà la regione Lazio” e che sarà “all’altezza del grande lavoro che viene fatto”. xl5/mca2

Firmato protocollo Fis-Icsc, Mazzone “Opportunità per le nostre società”

ROMA (ITALPRESS) – Si rinnova la Convenzione tra l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A. e la Federazione Italiana Scherma per favorire la realizzazione e la riqualificazione degli impianti e l’acquisto di attrezzature su tutto il territorio nazionale. L’accordo siglato dall’amministratore delegato di Icsc e dal presidente della Fis, Luigi Mazzone è finalizzato alla promozione del “Top of The Sport” e del “Mutuo Light 2.0FSN” dedicati alle Federazioni Sportive nazionali e alle società affiliate.

Attraverso “Top of The Sport” ICSC garantisce il sostegno finanziario alla Federscherma per interventi relativi alla creazione, ristrutturazione, riqualificazione, abbattimenti delle barriere architettoniche delle sedi, dei centri federali e dei centri di preparazione olimpica. Grazie all’accordo, l’Istituto garantisce l’integrale abbattimento della quota interessi. Beneficiari del “Mutuo Light 2.0 – FSN” sono, invece, le associazioni e le società affiliate alle Fis.

Il prodotto è finalizzato all’acquisto di attrezzature sportive, a finanziare progetti per la realizzazione e la ristrutturazione d’impianti sportivi – dati in concessione dalla pubblica amministrazione – su tutto il territorio nazionale. L’importo finanziabile va da un minimo di 10mila euro a un massimo di 60mila euro, con durata del finanziamento da 2 a 7 anni.

Inoltre, per agevolare l’accesso al credito degli affiliati, la Federazione si impegna ad erogare alle società e associazioni un contributo pari all’abbattimento degli interessi dei tassi applicati da Icsc a coloro che intendono usufruire del Mutuo Light. Di conseguenza, le Asd o Ssd, vincitrici di apposito bando predisposto della Federazione, potranno investire per i propri centri sportivi a condizioni ancora più vantaggiose.

“Il rinnovato accordo di collaborazione con la Federazione Italiana Scherma rappresenta un incontro tra obiettivi condivisi, capace di offrire opportunità concrete per la crescita della disciplina sportiva, supportando le esigenze di investimento con soluzioni finanziarie agevolate che prevedono l’abbattimento totale dei tassi di interesse. Un impegno a ‘costruire insieme’, per il rafforzamento delle realtà sportive locali e la promozione dello sport come motore positivo delle comunità”, ha commentato l’ad Antonella Baldino.

“La collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale rappresenta per il mondo della scherma un valore aggiunto, una risorsa preziosa e strategica che dà la possibilità alle società affiliate alla nostra Federazione d’investire in attrezzature sportive e ristrutturazioni d’impianti concessi in uso dalla pubblica amministrazione, accedendo a mutui che rappresentano opportunità importantissime”, spiega il presidente della Federscherma, Luigi Mazzone.

“Il Protocollo d’Intesa firmato con l’Icsc guidato dal presidente Beniamino Quintieri e dall’ad Antonella Baldino, che ringrazio per il sostegno e la vicinanza verso il nostro sport, è inoltre espressione d’una più ampia condivisione progettuale sui valori e le prospettive della nostra disciplina, una visione comune che porteremo avanti con determinazione e sinergia – ha aggiunto Mazzone -. Non in ultimo, siamo orgogliosi d’essere affiancati dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale nel progetto Incentivazione allo Studio, che premia gli studenti-atleti più meritevoli per il combinato del rendimento scolastico-universitario e dei risultati sportivi. Un autentico fiore all’occhiello della Federazione Italiana Scherma che rivivremo il prossimo 3 maggio nella cerimonia di premiazione a Riccione”, conclude il presidente della Federscherma.

-Foto Federscherma-
(ITALPRESS).

Inps, Fava “Nuovo ufficio dedicato ai giornalisti”

ROMA (ITALPRESS) – “Ad oggi esiste già un Polo Giornalisti, ma per migliorare ulteriormente il dialogo con la vostra cassa previdenziale, Inps metterà a disposizione un ufficio dedicato ai giornalisti, per aiutarli a gestire in modo più efficace il rapporto con l’Istituto”. Così il presidente dell’INPS, Gabriele FAVA, in occasione della presentazione del report “Lo stato del giornalismo italiano”, organizzato dall’INPS, dalla Fondazione “Paolo Murialdi” e dall’Università La Sapienza di Roma. “Uno degli aspetti più allarmanti che emergono dai dati è il gender pay gap, ovvero il divario retributivo di genere, che ha un impatto diretto anche sulle pensioni future. Questo evidenzia la necessità e l’urgenza di un dialogo strutturato tra Inps e Inpgi, come abbiamo già discusso in un recente incontro”, spiega.(ITALPRESS)

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Toscana, cani e gatti potranno entrare in strutture sanitarie ed ospedali

FIRENZE (ITALPRESS) – Cani e gatti ma anche altri animali da affezione, se iscritti negli appositi registri dell’anagrafe animale, potranno entrare nelle strutture sanitarie toscane, nelle cliniche convenzionate e nelle Rsa. La giunta regionale individua le linee guida per l’accesso degli animali, nella convinzione che la visita del ‘compagno’ a quattro zampe o con le ali di casa, per molti un componente della famiglia a tutti gli effetti, possa contribuire al benessere fisico e mentale, all’umore e alle relazioni della persona.

Soprattutto nei casi di pazienti di lunga degenza, costretti a stare lontano dalla propria abitazione per molto tempo. Con la delibera, presentata dall’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini e fortemente voluta dal presidente Giani, la Toscana fa dunque un ulteriore passo in avanti nell’attenzione all’umanizzazione delle cure, estendendo l’esperienza pilota avviata a novembre 2024 dall’Asl Toscana Sud Est. A questo punto sarà compito delle direzioni sanitarie dei presidi individuare le procedure per l’accesso degli animali durante gli orari di visita.

“È un’opportunità che rafforza il nostro impegno per un sistema sanitario sempre più vicino ai bisogni delle persone” sottolinea il presidente Giani. “Salute non vuol dire solo assenza di malattie o di infermitàspiega l’assessore Bezzini -: comprende anche anche il benessere fisico, mentale e sociale ed è scientificamente comprovato che il contatto con gli animali apporta benefici significativi al percorso di cura”. “Con questo atto – conclude – andiamo ad uniformare le misure di accesso degli animali di affezione”.

Le strutture dovranno disporre di un preciso regolamento interno, da condividere con il servizio veterinario del territorio. Naturalmente nell’autorizzare o meno l’ingresso si terrà di conto delle condizioni cliniche e di salute dei pazienti. La Regione ha comunque già fissato alcuni punti fermi. L’accesso sarà ad esempio limitato ad animali in buona salute, identificati e iscritti all’anagrafe, che dovranno essere muniti di certificato veterinario redatto non oltre un mese prima e trattati da non più di trenta giorni e da non meno di tre contro parassiti interni ed esterni. Una volta entrati nelle strutture, gli animali dovranno essere permanentemente sotto il controllo e la responsabilità di chi li accompagna. E’ richiesta una polizza assicurativa.

Il cane dovrà avere al seguito la museruola e dovrà essere condotto al guinzaglio, lungo non più di un metro e mezzo. Altri animali devono essere trasportati e custoditi in trasportino. Sono previsti anche corsi per il personale, su come avvicinare e gestire gli animali. Studi scientifici hanno verificato che l’interazione con gli animali da affezioni, con i cani nell’esperimento, aumenta le concentrazioni di ossitocina, diminuisce i livelli di cortisolo e riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

La prima azienda ad aver approvato un regolamento sull’accesso degli animali nelle proprie strutture era stata l’Asl Toscana Sud Est, a novembre 2024. La procedura individuata prevede che l’accesso, limitato all’orario di visita, debba essere comunicato almeno ventiquattro ore prima al personale sanitario. Per gli ospedali deve essere concordato con il servizio di accoglienza il percorso per raggiungere la saletta di uso comune dove si svolgerà la visita.

In ciascuna struttura è consentita la presenza di un solo animale per volta e le visite saranno pianificate per non creare sovrapposizioni. Alcuni reparti sono interdetti: gli animali non potranno accedere al pronto soccorso, a neonatologia, alle aree ambulatoriali, di dialisi, di prelievo e di ristoro, nei day hospital e nelle sale operatorie.

-Foto Ipa/Agency-
(ITALPRESS).

Agricoltura, Lollobrigida “L’Italia è il punto di riferimento”

Agricoltura, Lollobrigida

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è il punto di riferimento della qualità da mettere a disposizione del resto del mondo, in primis dell’Unione Europea. Siamo stati tra i paesi fondatori e avremo in questa tre giorni le istituzioni italiane ed europee presenti, per ricordare quanto sia importante l’agricoltura, non solo nella produzione di cibo, ma anche nella difesa dell’ambiente, nella sicurezza, nella solidarietà”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione del programma di “Agricoltura È”, il villaggio nel cuore della Capitale per raccontare la centralità e la poliedricità dell’agricoltura, che si terrà dal 24 al 26 marzo a piazza della Repubblica. “Vogliamo condividere un momento fondante e di rilancio di un’Europa che sia più credibile, un ‘Europa nata per garantire pace e prosperità, l’Italia è pronta per fare dei passi avanti” ha aggiunto.

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