venerdì, Settembre 11, 2026
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Pesce eletto presidente Uisp all’unanimità

ROMA (ITALPRESS) – Tiziano Pesce è stato eletto presidente Uisp al termine del 20° Congresso nazionale dell’associazione che si è tenuto a Tivoli Terme. Genovese, 49 anni, Pesce è al suo secondo mandato: è stato eletto all’unanimità da 260 delegati presenti, in rappresentanza del milione di iscritti Uisp. “Valore sociale dello sport e impegno civile, trasparenza e legalità, diritti e salute: sono queste le parole chiave emerse in questo Congresso, alle quali si è richiamato anche don Luigi Ciotti – ha detto Tiziano Pesce nelle conclusioni – Abbiamo la nostra base nel territorio, non siamo un soggetto associativo federalista ma siamo una grande associazione nazionale, con un’identità che è patrimonio di tutti e ci fornisce opportunità nazionali di coprogrammazione e coprogettazione attraverso una crescita continua e collettiva. Lo sport sociale e per tutti è una grande chance di socialità e benessere, per tutti, a tutte le età”.
Il Congresso si era aperto con le storie di due giovani, Mame e Nadir, che attraverso i Punti Luce di Genova e Sassari, promossi da Uisp e Save the Children, stanno vivendo esperienze di inclusione e di formazione attraverso lo sport. “Storie di emozioni e di ambizioni, perchè da ragazzi è giusto sognare un futuro da protagonisti – ha detto Pesce – E allora ‘Immaginà il tuo posto, ragazzo o ragazza del mondo: darti le opportunità per farlo spetta a noi, ad una società di adulti che si dice evoluta”. Nel corso del Congresso è stata presentata l’edizione 2025 di Vivicittà che si correrà domenica 6 aprile in 44 città italiane e all’interno di alcuni istituti penitenziari italiani. Il 5 aprile è previsto il prologo nella Casa di reclusione Verziano di Brescia.
– foto ufficio stampa Uisp –
(ITALPRESS).

Pesce eletto presidente Uisp all’unanimità

ROMA (ITALPRESS) – Tiziano Pesce è stato eletto presidente Uisp al termine del 20° Congresso nazionale dell’associazione che si è tenuto a Tivoli Terme. Genovese, 49 anni, Pesce è al suo secondo mandato: è stato eletto all’unanimità da 260 delegati presenti, in rappresentanza del milione di iscritti Uisp.

“Valore sociale dello sport e impegno civile, trasparenza e legalità, diritti e salute: sono queste le parole chiave emerse in questo Congresso, alle quali si è richiamato anche don Luigi Ciotti – ha detto Tiziano Pesce nelle conclusioni – Abbiamo la nostra base nel territorio, non siamo un soggetto associativo federalista ma siamo una grande associazione nazionale, con un’identità che è patrimonio di tutti e ci fornisce opportunità nazionali di coprogrammazione e coprogettazione attraverso una crescita continua e collettiva. Lo sport sociale e per tutti è una grande chance di socialità e benessere, per tutti, a tutte le età”.

Il Congresso si era aperto con le storie di due giovani, Mame e Nadir, che attraverso i Punti Luce di Genova e Sassari, promossi da Uisp e Save the Children, stanno vivendo esperienze di inclusione e di formazione attraverso lo sport. “Storie di emozioni e di ambizioni, perchè da ragazzi è giusto sognare un futuro da protagonisti – ha detto Pesce – E allora ‘Immaginà il tuo posto, ragazzo o ragazza del mondo: darti le opportunità per farlo spetta a noi, ad una società di adulti che si dice evoluta”. Nel corso del Congresso è stata presentata l’edizione 2025 di Vivicittà che si correrà domenica 6 aprile in 44 città italiane e all’interno di alcuni istituti penitenziari italiani. Il 5 aprile è previsto il prologo nella Casa di reclusione Verziano di Brescia.

– foto ufficio stampa Uisp –

(ITALPRESS).

Manita da Champions del Bologna, crolla la Lazio

BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna fa festa e si regala un grande pomeriggio rifilando una strepitosa “manita” alla Lazio: 5-0 il risultato finale del match del Dall’Ara, senza diritto di replica. Gli uomini di Italiano salgono, almeno momentaneamente, al quarto posto, in attesa di Fiorentina-Juventus. I capitolini, scavalcati proprio dal Bologna, scendono al sesto posto. Il tecnico dei felsinei conferma l’undici che la scorsa settimana ha battuto il Verona, con l’unico cambio costituito dal rientro di Freuler dalla squalifica. Baroni, invece, deve fare a meno di Tavares, che si ferma nel riscaldamento: al suo posto Marusic.

Avvio frizzante del Bologna con Castro, poi è la Lazio a provare a prendere l’iniziativa con gli spunti di Dia e Lazzari. Il risultato si sblocca al 16′: cross di Miranda per l’inserimento di Odgaard, che elude la marcatura di Gila e insacca in spaccata. La Lazio prova a ricostruire la propria partita ma non riesce a trovare spazi per il tiro. Cosa che invece riesce a Orsolini, che con un tiro a giro diretto all’incrocio impegna Provedel.

Il pomeriggio complicato si trasforma in incubo per la Lazio in avvio di ripresa. Al 48′ Ndoye legge il movimento di Orsolini, completamente perso nella marcatura da Marusic, con il numero 7 che con lo scavetto batte Provedel. Si riparte ma Guendouzi si addormenta e dà il via al contropiede del Bologna con Ferguson, che dalla fascia mette in mezzo una palla arretrata su cui arriva Ndoye: 3-0. Dopo dieci minuti, Zaccagni, unica nota positiva in una partita da dimenticare per la Lazio, si mette in proprio e da fuori coglie il palo. Al 74′ Pobega ruba palla a Gila e mette in mezzo per Castro, che vince il contrasto con Romagnoli e si iscrive al tabellino dei marcatori.

C’è ancora spazio per il quinto gol: il Bologna fa accademia con tocchi di prima, Miranda firma il secondo assist di giornata servendo Fabbian, che di testa insacca. I rossoblù centrano la quarta vittoria consecutiva e ora sognano davvero la conferma in Champions League, mentre la Lazio, irriconoscibile e probabilmente anche affaticata dagli impegni europei, si ferma dopo sei risultati utili consecutivi.

– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Danni provocati dai cambiamenti climatici, confronto tra imprenditori e assicuratori

CATANIA (ITALPRESS) – Imprenditori e assicuratori catanesi si sono confrontati nell’Aula magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Catania sui danni provocati dal rischio derivato dai cambiamenti climatici e sul conseguente obbligo di legge di stipula delle polizze contro i danni provocati dalle calamità naturali e gli eventi catastrofici. Un confronto necessario e urgente alla luce della imminente entrata in vigore del provvedimento governativo che diventerà operativo a partire dal prossimo mese. L’incontro è stato realizzato con il supporto della Sezione bancaria e assicurativa di Confindustria etnea.

“A fronte dei cambiamenti climatici, che generano spesso eventi estremi, il Governo ha ritenuto necessario prevedere strumenti di tutela per imprese e cittadini. L’obiettivo che si propone la legge è quello di fornire le soluzioni necessarie a garantire un futuro sicuro alle aziende e alla famiglie, troppo spesso sorprese da gravi difficoltà derivanti dalle catastrofi ambientali. Nella legge sulla Ricostruzione è presente una liquidazione anticipata del 30 per cento del danno subito dalle imprese, migliorando così la certezza nei tempi di risarcimento e garantendo l’efficacia della tempestività delle polizze assicurative”, ha scritto nel suo messaggio il ministro Adolfo Urso, che è stato letto da Attilio Lombardo, presidente etneo della Sezione bancaria e assicurativa di Confindustria.

“In questo ambito – si legge ancora nel messaggio inviato dal ministro del Made in Italy – è prevista anche una copertura di Sace pari al 50 per cento assistita dallo Stato per gli indennizzi corrisposti nei territori colpiti da calamità”. Lombardo ha invece posto l’accento sui rischi ai quali vanno incontro le Pmi. “IL fatto che solo il 6,3 per cento delle Pmi siano assicurate rappresenta un dato allarmante che non si può ignorare”. 

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Giuseppe Apolloni: alla riscoperta del musicista vicentino dell’800 che conquistò La Fenice

(Articolo su Giuseppe Apolloni da Vicenza Più Viva n. 295sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Tra successi e difficoltà, il compositore brillò con L’Ebreo, applaudito venti volte alla prima. Nervoso dietro le quinte, trovò il coraggio di uscire solo dopo un’ovazione.

Giuseppe Apolloni, nato a Vicenza nel 1822, è una figura musicale di spicco del XIX secolo, nonostante il suo nome sia spesso meno conosciuto rispetto a quello di altri compositori dell’epoca. La sua carriera, tuttavia, è ricca di successi nel panorama operistico e orchestrale, con opere che testimoniano un talento compositivo raffinato e una sensibilità drammatica degna di nota.

Gli esordi di un talento vicentino

Figlio di una famiglia borghese, Apolloni mostrò sin da giovane un interesse per la musica. Studiò con maestri locali prima di trasferirsi in città italiane di maggiore rilievo per affinare la sua formazione.
La sua passione per l’opera lirica si manifestò presto, portandolo a comporre lavori che avrebbero trovato spazio nei teatri italiani e oltre.
Dopo la sua partecipazione ai moti politici del 1848 Apolloni fu costretto a lasciare Vicenza e a trasferirsi a Firenze, dove continuò i suoi studi musicali. Questo esilio forzato influenzò profondamente la sua vita e la sua carriera, ma gli permise anche di entrare in contatto con ambienti musicali fiorentini che arricchirono la sua formazione.

Carriera e riconoscimenti

Apolloni si affermò come compositore e direttore d’orchestra, dividendo la sua carriera tra l’Italia e l’estero. Sebbene non abbia raggiunto la notorietà di altri grandi nomi come Verdi o Donizetti, fu rispettato e ammirato dai contemporanei per la sua maestria tecnica e la capacità di creare melodie avvincenti.
Uno dei suoi primi successi fu l’opera L’Ebreo, presentata per la prima volta nel 1855 a Ferrara. L’opera riscosse un buon successo di pubblico e critica, tanto da essere rappresentata in diverse città italiane e a Parigi. L’Ebreo si distingue per una scrittura musicale intensa e un libretto drammatico che affronta temi universali come l’amore e il sacrificio. In quest’opera si nota l’influenza di compositori come Verdi, ma Apolloni, pur lontano dalla sua potenza musicale, riesce a mantenere una sua originalità che lo caratterizza.

Giuseppe Apolloni
Giuseppe Apolloni

Gli aneddoti su L’Ebreo

Un aneddoto affascinante su Giuseppe Apolloni riguarda la prima rappresentazione della sua opera L’Ebreo, avvenuta al Teatro La Fenice di Venezia il 25 gennaio 1855. Si narra che il compositore, visibilmente nervoso per il debutto, decise di non prendere posto in sala, come di consueto avveniva per i compositori, ma preferì restare nascosto dietro le quinte.
Apolloni, con il cuore in gola, ascoltava con attenzione ogni nota, cercando di cogliere le reazioni del pubblico dai rumori che filtravano dalla platea. Ogni applauso, ogni risata o silenzio veniva interpretato come un segno del gradimento o del possibile fallimento. Quando arrivò l’aria principale dell’opera, eseguita dal celebre soprano Marianna Barbieri Nini, Apolloni trattenne il fiato. Al termine dell’aria, il teatro esplose in un’ovazione tale che richiese il bis immediato.
Solo allora, incoraggiato da questo clamoroso successo, il compositore trovò il coraggio di uscire dalla sua postazione nascosta. Fu accolto con un entusiasmo travolgente, chiamato alla ribalta ben venti volte dal pubblico in estasi, un riconoscimento che pochi compositori dell’epoca potevano vantare.
Questo episodio segna uno dei momenti più felici e memorabili della sua carriera, dimostrando quanto fosse importante per lui il giudizio del pubblico e quanto la sua musica sapesse toccare il cuore degli ascoltatori.
Un altro aneddoto curioso riguarda sempre una rappresentazione de L’Ebreo a Parigi. Si narra che durante le prove, un cantante insistesse per modificare alcune parti vocali ritenute troppo impegnative.
Apolloni, noto per il suo carattere gentile ma fermo, rispose con diplomazia, dicendo: «Se è troppo difficile, vorrà dire che la prossima volta la scriverò per me stesso!».
Questo episodio dimostra non solo il suo senso dell’umorismo, ma anche la fiducia nelle sue capacità.
Tuttavia, il successo de L’Ebreo”, considerata da alcuni contemporanei all’altezza delle opere verdiane, sebbene oggi sia ritenuta più vicina a uno stile di impatto teatrale che di profondità musicale, non si ripeté con le sue opere successive. Ad esempio, Pietro d’Abano, rappresentata alla Fenice l’8 marzo 1856, non riuscì a suscitare lo stesso entusiasmo nel pubblico, lasciando Apolloni deluso.

Un’eredità musicale poco valorizzata

Nonostante i suoi meriti, Giuseppe Apolloni rimase spesso all’ombra di compositori più celebri. Dopo la sua morte nel 1889, molte delle sue opere caddero nell’oblio, e il suo nome non trovò spazio nei grandi repertori del XX secolo.
Tuttavia, negli ultimi anni, si è registrato un rinnovato interesse per la sua produzione, con alcune rappresentazioni delle sue opere e l’analisi dei suoi spartiti da parte di studiosi e musicologi.
La sua vicenda umana e artistica è un tassello significativo della storia musicale vicentina e italiana, capace di ispirare ancora oggi chi si avvicina alla composizione o alla direzione d’orchestra. Ricordarlo non significa solo omaggiare un artista, ma anche riaffermare l’importanza di riscoprire voci che il tempo ha, forse troppo ingiustamente, relegato ai margini.

Valanga a Cortina, recuperati dal Soccorso Alpino i tre sciatori coinvolti

CORTINA (ITALPRESS) – Tre sciatori sono rimasti coinvolti in una valanga sulle Dolomiti, tra Cortina d’Ampezzo e la Val Fiorentina: sono stati ritrovati dalle squadre del Soccorso Alpino, almeno uno di loro risulta essere in gravi condizioni.

“Seguiamo con apprensione le operazioni di soccorso in corso a Cortina dopo la valanga – aveva scritto su X il ministro del Turismo, Daniela Santanchè -. La mia solidarietà a tutti coloro che sono coinvolti e un sentito grazie ai soccorritori per il loro instancabile impegno. La sicurezza delle persone deve essere la nostra priorità”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Maltempo, in Veneto situazione in miglioramento. Resta la criticità del Bacchiglione

VENEZIA (ITALPRESS) – Secondo il servizio meteo regionale del Veneto, non sono attese precipitazioni significative. E’ in atto il graduale deflusso della morbida nei tratti di pianura del reticolo idraulico, in risposta alle precipitazioni occorse nei giorni scorsi.

Sulla base delle previsioni meteo, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale informa che dalle 20 di oggi alle 20 di domani resta confermata la fase operativa di “attenzione” (allerta gialla), da riconfigurare, a livello locale, in fase di preallarme/allarme a seconda dell’intensità dei fenomeni, per criticità idraulica nel bacino Basso Brenta Bacchiglione. Si segnalano valori di livello idrometrico prossimi alla seconda soglia per il Fratta a Valli Mocenighe, anche per effetto dello scarico delle idrovore.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Il Napoli frena a Venezia, al Penzo finisce 0-0

VENEZIA (ITALPRESS) – Il Napoli frena sul campo del Venezia, non riuscendo ad andare oltre lo 0-0. Al Penzo, la squadra di Conte sbatte contro un Venezia tosto e più vivo che mai, nonostante la classifica piuttosto compromessa: decisivo a più riprese Radu, autore di almeno quattro parate di alto livello. E’ stata una partita equilibrata e che tutte e due le formazioni avrebbero potuto vincere. Il primo tempo al Penzo regala divertimento ed emozioni, con numerose occasioni da gol per entrambe le squadre.
Il Napoli parte forte e, dopo appena cinque minuti, sfiora il vantaggio con Raspadori, il cui tiro colpisce il palo interno a Radu battuto. L’attaccante azzurro ci riprova al 18′ con una conclusione potente, ma deviata sopra la traversa ancora dal portiere romeno. Radu è assoluto protagonista e nega il gol a McTominay con due interventi straordinari su altrettanti colpi di testa pericolosi: nel recupero poi inchioda sulla linea di porta il tentativo di Lukaku. Il Venezia, però, non resta a guardare e risponde colpo su colpo alle offensive partenopee. La difesa del Napoli va più volte in apnea sotto la pressione dei padroni di casa. Al 13′, Fila si libera di Rrahmani e calcia verso la porta, trovando la pronta risposta di Meret. Il Venezia è costantemente insidioso, ma manca di precisione sui tentativi targati Nicolussi Caviglia e Kike Perez. Sul finale i lagunari vanno a centimetri dal vantaggio, quando Ellertsson impegna Meret da dentro l’area di rigore: sulla respinta arriva Fila che calcia a botta sicura, ma trova il provvidenziale salvataggio di Rrahmani sulla linea di porta.
Nella ripresa i ritmi si abbassano, ma, rispetto al primo tempo, ora si gioca per lunghi tratti solo nella metacampo del Venezia.
Al Napoli, però, manca la rifinitura finale. Per l’arrembaggio finale Conte opta addirittura per un quadruplo cambio: inserendo Oliveira, Jesus, Anguissa (al rientro dall’infortunio) e Okafor: tra gli altri, esce Rrahmani, sofferente all’adduttore della coscia sinistra. Un Venezia stanco, si mantiene comunque pericoloso in zona offensiva: al 82′ sul tiro-cross di Zerbin, non arriva Gytkjaer di pochissimo per deviare in rete. Al 93′ Simeone ha la chance per regalare i tre punti al Napoli, ma sottoporta spara alto il cross dalla sinistra di Okafor. Due minuti più tardi Meret para su Nicolussi Caviglia e salva almeno il pari. Per il Venezia arriva così un punto prezioso, il quarto consecutivo che smuove la classifica. Risultato amaro, invece, per il Napoli con una sola vittoria nelle ultime sei partite.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS)

Il Napoli rallenta ancora, Conte non va oltre lo 0-0 a Venezia

VENEZIA (ITALPRESS) – In attesa del big match di questa sera tra Atalanta e Inter, il Napoli frena sul campo del Venezia, non riuscendo ad andare oltre lo 0-0. Al Penzo, la squadra di Conte sbatte contro un Venezia tosto e più vivo che mai, nonostante la classifica piuttosto compromessa: decisivo a più riprese Radu, autore di almeno quattro parate di alto livello.

È stata una partita equilibrata e che tutte e due le formazioni avrebbero potuto vincere. Il primo tempo al Penzo regala divertimento ed emozioni, con numerose occasioni da gol per entrambe le squadre. Il Napoli parte forte e, dopo appena cinque minuti, sfiora il vantaggio con Raspadori, il cui tiro colpisce il palo interno a Radu battuto. L’attaccante azzurro ci riprova al 18′ con una conclusione potente, ma deviata sopra la traversa ancora dal portiere romeno. Radu è assoluto protagonista e nega il gol a McTominay con due interventi straordinari su altrettanti colpi di testa pericolosi: nel recupero poi inchioda sulla linea di porta il tentativo di Lukaku. Il Venezia, però, non resta a guardare e risponde colpo su colpo alle offensive partenopee. La difesa del Napoli va più volte in apnea sotto la pressione dei padroni di casa. Al 13′, Fila si libera di Rrahmani e calcia verso la porta, trovando la pronta risposta di Meret. Il Venezia è costantemente insidioso, ma manca di precisione sui tentativi targati Nicolussi Caviglia e Kike Perez. Sul finale i lagunari vanno a centimetri dal vantaggio, quando Ellertsson impegna Meret da dentro l’area di rigore: sulla respinta arriva Fila che calcia a botta sicura, ma trova il provvidenziale salvataggio di Rrahmani sulla linea di porta.

Nella ripresa i ritmi si abbassano, ma, rispetto al primo tempo, ora si gioca per lunghi tratti solo nella metacampo del Venezia. Al Napoli, però, manca la rifinitura finale. Per l’arrembaggio finale Conte opta addirittura per un quadruplo cambio: inserendo Oliveira, Jesus, Anguissa (al rientro dall’infortunio) e Okafor: tra gli altri, esce Rrahmani, sofferente all’adduttore della coscia sinistra. Un Venezia stanco, si mantiene comunque pericoloso in zona offensiva: al 82′ sul tiro-cross di Zerbin, non arriva Gytkjaer di pochissimo per deviare in rete. Al 93′ Simeone ha la chance per regalare i tre punti al Napoli, ma sottoporta spara alto il cross dalla sinistra di Okafor. Due minuti più tardi Meret para su Nicolussi Caviglia e salva almeno il pari. Per il Venezia arriva così un punto prezioso, il quarto consecutivo che smuove la classifica. Risultato amaro, invece, per il Napoli con una sola vittoria nelle ultime sei partite.

Il tabellino e i voti

VENEZIA (3-5-2): Radu 7.5; Schingtienne 6.5, Idzes 6.5, Cande 6; Zerbin 6.5, Duncan 6.5 (25′ st Doumbia 6), Nicolussi Caviglia 7, Perez 7 (42′ st Busio sv), Ellertsson 6 (42′ st Haps sv); Fila 6 (26′ st Gytkjaer 5.5), Maric 6 (38′ pt Oristanio 5.5). In panchina: Grandi, Joronen, Marcandalli, Carboni, Zampano, Sagrado, Conde, El Haddad, Bjarkason. Allenatore: Di Francesco 6.5.

NAPOLI (3-5-2): Meret 6.5; Di Lorenzo 5.5, Rrahmani 6.5 (32′ st Jesus 6), Buongiorno 6; Politano 6, Gilmour 5.5 (32′ st Anguissa 5.5), Lobotka 6, McTominay 6.5, Spinazzola 6 (31′ st Oliveira 5.5); Lukaku 5.5 (42′ st Simeone 5.5), Raspadori 6.5 (31′ st Okafor 6). In panchina: Scuffet, Contini, Marin, Mazzocchi, Hasa, Billing, Ngonge. Allenatore: Conte 5.5.

ARBITRO: Mariani di Roma 6.

NOTE: giornata serena, campo in discrete condizioni. Ammoniti: Cande, Nicolussi Caviglia, Oliveira. Angoli: 3-8. Recupero: 2’+2, 6’+1.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).