venerdì, Settembre 11, 2026
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Piantedosi “Il rapimento di Aldo Moro è uno dei giorni più drammatici della nostra storia”

ROMA (ITALPRESS) – “Con immutabile commozione e profondo rispetto, ricordiamo uno dei giorni più drammatici della storia della nostra Repubblica: il rapimento di Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo 1978 in via Fani, in cui persero tragicamente la vita cinque eroi silenziosi: gli uomini della sua scorta Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Quell’attacco criminale non fu solo un colpo allo Stato, ma un’offensiva contro i valori più profondi della democrazia e della convivenza civile”. Così su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a 47 anni dal rapimento di Aldo Moro. “La memoria di questi fatti è un monito e un’eredità preziosa che ci sprona, oggi più che mai, a rafforzare il nostro impegno nella difesa di quei valori e per la protezione della sicurezza di tutti i cittadini”, aggiunge Piantedosi.

“Il 16 marzo 1978, via Fani a Roma, divenne teatro di una delle pagine più buie e dolorose della nostra storia repubblicana con il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione dei suoi cinque uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Fu un attacco diretto delle Brigate Rosse allo Stato e ai valori democratici. Una ferita profonda che scosse l’Italia ma dalla quale sapemmo reagire con forza e unità a difesa dei valori democratici. Rinnovare oggi il ricordo di quell’attentato significa onorare la memoria di uomini coraggiosi ma anche riaffermare il valore della libertà che sconfisse terrorismo e paura”. Così, in un post su Facebook, il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Yemen, 31 morti e 100 feriti in un attacco Usa contro gli Houthi

SANAA (YEMEN) (ITALPRESS) – E’ di almeno 31 morti e 100 feriti il bilancio degli attacchi statunitensi contro i ribelli Houthi nello Yemen. Secondo il ministero della Sanità Houthi, i raid hanno preso di mira la capitale Sanaa, i governatorati di Saada e Al-Bayda e la città di Radaa. Le vittime sarebbero per lo più bambini e donne.

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi definendoli “brutali” e una “grave violazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. Intanto i Guardiani della Rivoluzione hanno ammonito che risponderanno a ogni attacco. “L’Iran non cerca la guerra, ma se qualcuno lo minaccia, dara’ risposte appropriate, risolute e definitive” a qualsiasi attacco, ha detto il generale Hossein Salami, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, alla televisione di Stato.

Le parole di Lavrov

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, dopo essere stato informato ieri dal suo omologo statunitense Marco Rubio nel corso di una telefonata della decisione presa dagli Usa di avviare un’operazione militare contro le forze Houthi nella regione del Mar Rosso, ha espresso la necessità di una cessazione immediata dell’uso della forza da parte di tutte le parti e l’importanza di avviare un dialogo politico con l’obiettivo di trovare una soluzione che escluda ulteriori spargimenti di sangue. Sono stati discussi anche aspetti specifici dell’attuazione delle intese reciproche raggiunte durante l’incontro tra alti funzionari russi e statunitensi tenutosi il 18 febbraio a Riad. Secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri russo, inoltre, Lavrov e Rubio hanno concordato di rimanere in contatto.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ucraina, Zelensky “Chi vuole la fine della guerra non fa centinaia di attacchi”

ROMA (ITALPRESS) – “Centinaia di bombardamenti questa settimana hanno colpito le nostre città e comunità: regione di Cernigov, regione di Cherson, regione di Donetsk, regione di Kharkiv, regione di Dnipro, regione di Odessa, regione di Poltava, regione di Kiev, regione di Mykolaiv, regione di Zaporizhia e regione di Sumy. I russi hanno lanciato più di 1.020 droni d’attacco, circa 1.360 bombe aeree guidate e più di 10 missili di vario tipo. Di certo non è questo che fanno coloro che vogliono che la guerra finisca il prima possibile. Pertanto, dobbiamo esercitare congiuntamente pressione sulla Russia affinché ponga fine alla sua aggressione. Sono necessarie misure decisive, tra cui sanzioni, che non solo devono essere mantenute, ma anche costantemente rafforzate”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram. “Ucraina, Europa, America e tutti coloro che nel mondo vogliono la pace: insieme possiamo garantire una pace giusta e duratura”, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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Attacco israeliano nel nord di Gaza, nove morti a Beit Lahia

ROMA (ITALPRESS) – Nove persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Beit Lahia, nel nord di Gaza, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa governativo dell’enclave e riportato dalla Cnn. Si tratta dell’episodio più grave da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco a gennaio. Le forze di difesa israeliane hanno fatto sapere che ieri hanno attaccato una cellula terroristica nella zona di Beit Lahia, tra cui figura anche un terrorista che aveva invaso il Paese con il massacro omicida del 7 ottobre. ù

I terroristi sarebbero stati pronti a utilizzare un drone destinato a compiere attacchi contro le forze militari attive nella Striscia di Gaza. Il ministero della Salute di Gaza ha confermato che nove persone sono state uccise. I feriti sono stati trasportati all’ospedale indonesiano di Gaza. Secondo il Centro per la protezione dei giornalisti palestinesi, tre delle persone uccise facevano parte di una troupe impegnata a documentare gli sforzi di soccorso umanitario a Gaza.

– foto IPA Agency –

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Incendio in una discoteca, almeno 50 morti in Macedonia del Nord

SKOPJE (MACEDONIA DEL NORD) (ITALPRESS) – Almeno 50 persone sono morte in una discoteca di Kocani, cittadina a circa 100 chilometri da Skopje, dove ieri sera è scoppiato un incendio durante il concerto di una famosa band, come reso noto dall’agenzia statale Mia citando il ministero dell’Interno. La maggior parte dei feriti sono stati trasferiti all’ospedale generale di Kocani, dove continuano a ricevere assistenza medica. Sembra che sul luogo dell’incidente fossero presenti circa 1.500 persone che si erano date appuntamento per assistere al concerto.

Oltre 80 persone gravemente ferite nell’incendio scoppiato la scorsa notte in una discoteca di Kocani, sono state ricoverate presso le cliniche di Skopje, l’ospedale chirurgico cittadino “St. Naum Ohridski” e l’ospedale “8 settembre”. Secondo la stampa locale a far divampare l’incendio sarebbero stati dei fuochi d’artificio che erano stati piazzati nel corso dell’esibizione nel locale del duo hip-hop Dnk.

Secondo quanto reso noto dal ministro dell’Interno della Macedonia del Nord, Pance Toshkovski, è di 51 persone morte e più di 100 ferite il bilancio dell’incendio divampato ieri sera in una discoteca di Kocani. Intanto a causa della tragedia verificatasi, l’Sdsm ha rinviato le elezioni interne al partito per il suo presidente. Le organizzazioni comunali del partito saranno impegnate ad aiutare le persone colpite dall’incendio. L’ospedale Acibadem Sistina ha annunciato che metterà a disposizione tutte le sue risorse per il trasporto e l’accoglienza dei feriti del tragico incidente di Kocani.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Gli 80 anni di Bobby Solo, l’Elvis italiano tra Sanremo e altri successi

ROMA (ITALPRESS) – “Se piangi, se ridi”, “Non posso perderti”, “Gelosia” ma, soprattutto, “Una lacrima sul viso”: è questa la canzone che ha identificato Bobby Solo negli ultimi 60 anni. E ora che il cantante ne compie 80 (è nato a Roma il 18 marzo 1945) vale la pena ricordare quando l’abbiamo ascoltata per la prima volta: nel 1964 al Festival di Sanremo, dove l’ha cantata in coppia con lo statunitense Frankie Laine. Da poco lui, che si chiama Roberto Satti, ha adottato il nome d’arte suggeritogli dal manager Vincenzo Micocci. In realtà lui gli ha detto di farsi chiamare Bobby, diminutivo dell’inglese Robert, ma da un’incomprensione con una segretaria della casa discografica, è nato Bobby Solo.

Quando arriva al suo primo Sanremo, il cantante è già un fan di Elvis Presley ed è a lui che si ispira nello stile e nel modo di cantare. Un improvviso abbassamento di voce lo costringe a usare il playback e gli impedisce di vincere ma la canzone diventa un grande successo. “Il” grande successo, in Italia e in Europa, tanto che poco dopo, viene seguita dal primo album del cantante, “Bobby Solo”. Il 1964 è un anno fortunato per lui perché vince anche la prima edizione del Festivalbar e debutta nel cinema con il “musicarello” che porta lo stesso titolo della canzone ed è interpretato anche da Laura Efrikian e Nino Taranto. La vittoria a Sanremo, tuttavia, è rimandata solo di un anno: nel 1965, infatti, Bobby trionfa con “Se piangi se ridi” che si rivela un altro successo come “Non c’è più niente da fare”, del 1966.

Nel 1969 vince ancora il Festival con “Zingara”, abbinato a Iva Zanicchi; nel frattempo ha sposato la ballerina francese Sophie Teckel da cui avrà tre figli: Alian, Chantal e Muriel. Seguono, dopo qualche anno in cui i suoi dischi non ottengono grande favore da parte del pubblico, nuovi brani di successo come “Gelosia”, “Non posso perderti” e “Tu stai”. Negli anni ottanta forma il gruppo i Ro.Bo.T con i colleghi Rosanna Fratello e Little Tony che ottiene un discreto successo. Sul fronte privato, dalla relazione con Mimma Foti nasce la figlia Veronica, venuta al mondo un anno prima del divorzio ufficiale dalla Teckel.

Con Little Tony torna anche a Sanremo nel 2003: i due cantano “Non si cresce mai”. Negli anni successivi Bobby Solo continua a sfornare album tra cui il natalizio “Bobby Christmas” e “Meravigliosa vita”, il disco che celebra i suoi 70 anni di età e 50 di carriera. Nel frattempo diventa padre per la quinta volta: dal matrimonio con Tracy Quade nasce Ryan, oggi dodicenne.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

F1, in Australia Norris precede Verstappen e Russel. Delusione Ferrari, Leclerc ottavo e Hamilton decimo

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Lando Norris, con la McLaren,
ha vinto il Gran Premio d’Australia, gara di apertura del mondiale di Formula 1. Il britannico ha preceduto il campione del Mondo Max Verstappen (+0″895) con la Red Bull. Sul gradino più basso del podio la Mercedes di George Russell (+8″481). Quarta posizione per un super Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), al quale era stata in un primo momento comminata una penalità, poi revocata, che lo aveva fatto scivolare per qualche ora in quinta posizione, segue dunque Alexander Albon con la Williams.

Sesto il canadese dell’Aston Martin Lance Stroll e settimo Nico Hulkenberg (Kick Sauber). Al di sotto delle aspettative della vigilia la Ferrari che non è andata oltre l’ottavo posto di Charles Leclerc e il decimo di Lewis Hamilton, all’esordio con le rosse. Tra i due ferraristi si è piazzato al nono posto Oscar Piastri, con l’altra McLaren, partito dalla prima fila.

Delusione Rossa

Gli unici tristi sono i volti dei ferraristi, a cominciare da quello di Fred Vasseur, team principal della Ferrari: “Abbiamo sbagliato la strategia. Saremmo dovuti rientrare ai box quando è rientrato Verstappen. Come passo eravamo più o meno a livello della Mercedes ma la stagione è lunga”. Sulla stessa lunghezza d’onda i due piloti della Ferrari. Così Lewis Hamilton: “E’ stata una delle giornate più dure. In quelle condizioni, con questa macchina, e questa power unit, è stata una sfida enorme. Peccato perché speravo in qualcosa di più. Poi con la pioggia la situazione è peggiorata”, mentre Leclerc è stato anche più esplicito: “E’ stata una gara difficile con tante cose da migliorare. Facciamo fatica ogni volta con queste condizioni meteo, ma prima di parlare di strategie rimarco il mio errore all’uscita dalla 11 quando ho perso 4-5 posizioni. Come prima gara mi aspettavo molto meglio”.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

F1, in Australia Norris precede Verstappen e Russel, ottavo Leclerc

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Lando Norris, con la McLaren,
ha vinto il Gran Premio d’Australia, gara di apertura del mondiale di Formula 1. Il britannico ha preceduto il campione del
Mondo Max Verstappen (+0″895) con la Red Bull. Sul gradino più basso del podio la Mercedes di George Russell (+8″481). Quarta posizione per Alexander Albon, con la William, seguito da un super Andrea Kimi Antonelli (Mercedes). Sesto il canadese dell’Aston Mafrtin Lance Stroll e settimo Nico Hulkenberg (Kick Sauber). Al di sotto delle aspettative della vigilia la Ferrari che non è andata oltre l’ottavo posto di Charles Leclerc e il decimo di Lewis Hamilton, all’esordio con le rosse. Tra i due ferraristi si è piazzato al nono posto Oscar Piastri, con l’altra McLaren, partito dalla prima fila.
(ITALPRESS).

F1, in Australia Norris precede Verstappen e Russel, ottavo Leclerc

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Lando Norris, con la McLaren,
ha vinto il Gran Premio d’Australia, gara di apertura del mondiale di Formula 1. Il britannico ha preceduto il campione del
Mondo Max Verstappen (+0″895) con la Red Bull. Sul gradino più basso del podio la Mercedes di George Russell (+8″481). Quarta posizione per Alexander Albon, con la William, seguito da un super Andrea Kimi Antonelli (Mercedes). Sesto il canadese dell’Aston Mafrtin Lance Stroll e settimo Nico Hulkenberg (Kick Sauber). Al di sotto delle aspettative della vigilia la Ferrari che non è andata oltre l’ottavo posto di Charles Leclerc e il decimo di Lewis Hamilton, all’esordio con le rosse. Tra i due ferraristi si è piazzato al nono posto Oscar Piastri, con l’altra McLaren, partito dalla prima fila.
(ITALPRESS).