ROMA (ITALPRESS) – A gennaio scorso, secondo la pubblicazione stistica della Banca d’Italia, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.980,5 miliardi.
L’aumento riflette quello delle disponibilità liquide del Tesoro (12,3 miliardi, a 49,9) e il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (2,9 miliardi); in senso opposto ha operato l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente circa 0,5 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle amministrazioni centrali è aumentato di 14,9 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di 0,1 miliardi. Il debito degli enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita al 21,4% (dal 21,7% del mese precedente); a dicembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata di un decimo di punto al 31,2%, mentre quella in capo agli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è rimasta stabile al 14,2%.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
A gennaio debito pubblico in crescita a 2.980,5 miliardi
A Trapani smantellata piazza di spaccio nella frazione di Xitta
TRAPANI (ITALPRESS) – “I Carabinieri di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Trapani su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 9 persone (di cui 3 sottoposti a carcerazione e 6 all’obbligo di dimora) indagati, in concorso e a vario titolo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto, ricettazione, riciclaggio tentato ed evasione”. Lo ha detto Giuseppe Scotto Di Tella, Comandante dei Carabinieri di Trapani illustrando l’operazione. “L’indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani, avviate a seguito dell’incendio di alcune autovetture avvenuto nel settembre 2023, hanno permesso ai militari dell’Arma di smantellare un’importante piazza di spaccio attiva nella frazione Xitta di Trapani e di documentarne le interazioni con analoghe realtà del quartiere trapanese di Milo – Fontanelle ove sarebbe avvenuta anche la cessione agli assuntori della così detta ‘cocaina rosa’”.
gsl/mca3/Italpress
(ITALPRESS)
EY, Vanoni “La comunicazione è sempre più strategica per le imprese”
MILANO (ITALPRESS) – “La comunicazione è sempre più strategica, integrata, adattiva e tecnologica”. Lo ha detto Alessandro Vanoni, direttore della comunicazione di Ernst & Young Italia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. Al centro dell’intervista la terza edizione dell’indagine “Leader della comunicazione” realizzata da EY in collaborazione con SWG. La comunicazione è “strategica, perché quasi il 90% dei responsabili vede la funzione acquisire un’importanza sempre più rilevante all’interno dell’azienda – ha spiegato Vanoni -, soprattutto per posizionarla e per gestire la reputazione. Integrata perché lavora sempre di più e sempre meglio con le funzioni aziendali (e questo non è scontato). Adattiva perché è in grado di cambiare i piani, di adattarli e di adattarsi al contesto esterno ed interno molto più velocemente rispetto a prima: il 90% degli intervistati ha dichiarato che cambia i piani in corso d’anno e non necessariamente una volta all’anno, ma anche anche una volta al mese o a livello trimestrale. Tecnologica perché anche rispetto all’anno scorso aumenta la consapevolezza dell’intelligenza artificiale non più solo come opportunità, ma ‘compagno di viaggio’ necessario per essere più efficienti, ma anche per iniziare a creare valore”. Per Vanoni “la tecnologia influenza e innesca la trasformazione, anche nella comunicazione” che “è una delle discipline dove c’è maggiore possibilità e potenzialità di cambiamento e, in secondo luogo, è una di quelle aree dove la trasformazione sta avvenendo effettivamente”.
sat/gsl
Wall Street crolla, quello di Trump è un castello di carta?
di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con Wall Street in picchiata, la Casa Bianca di Trump sembra un Castello di Carta.
La presidenza di Donald è sempre stata un ottovolante, ma questa settimana il tracciato punta dritto verso un burrone.
In soli cinque giorni, le sue decisioni erratiche hanno scosso Wall Street, allarmato gli alleati e persino diviso il suo partito. Se i dazi non sono una tattica, ma la strategia di lungo termine di Trump per “Make America Great Again”, cosa succederà quando l’inflazione salirà e il potere d’acquisto degli americani crollerà?
Trump ha sempre vantato il suo ruolo nel mantenere l’economia forte, ma ora la sua guerra dei dazi sta facendo crollare la fiducia di Wall Street.
L’ultima impennata delle tariffe su acciaio e alluminio canadesi-fino al 50%-ha gettato nel panico gli investitori. L’S&P 500 è già sceso oltre il 10% dal suo massimo, e dietro le quinte i CEO delle grandi aziende preparano una ribellione.
“Se il mercato crolla oltre il 20%, inizieranno ad attaccare pubblicamente Trump”, ha rivelato una fonte al Wall Street Journal. Se l’economia affonda, anche il più grande argomento elettorale di Trump potrebbe trasformarsi nella sua rovina.
Intanto mentre le azioni Tesla precipitano, Trump cerca disperatamente di salvare Musk.
Il Dipartimento dell’Efficienza (DOGE), affidato a Elon Musk, è sotto accusa per licenziamenti selvaggi, tagli senza criterio e un piano per privatizzare la previdenza sociale.
Trump interviene? No, anzi. Si fa filmare mentre compra una Tesla alla Casa Bianca.
Minaccia anche azioni contro chi specula su Tesla e chi protesta contro Musk. Ma i mercati non si controllano con le minacce. La fiducia in Musk sta evaporando. In più, sempre più clienti si rifiutano di comprare un’auto associata a Musk e al suo “saluto nazista”.
Intanto mentre Wall Street va sempre più giù, Trump continua a parlare ossessivamente di annettere territori, facendo gelare il sangue agli alleati.
Ha detto di nuovo che gli USA dovrebbero annettere il Canada, ha rilanciato l’idea di comprare la Groenlandia e insiste nel voler controllare anche con la forza il Canale di Panama.
Al G7 dei ministri degli Esteri in Canada, gli europei speravano che il Segretario di Stato Marco Rubio potesse frenare Trump. Ma Rubio non può o non vuole.
Sul fronte russo-ucraino, Kiev ha accettato il cessate il fuoco proposto dagli USA e Putin sembra più aperto ai negoziati. Ma gli alleati europei sono in allarme. Temono che Trump li abbandoni e che l’Ucraina sia costretta ad accettare un accordo troppo debole per durare.
Mentre c’è abbastanza caos, ecco che Trump chiede alla Corte Suprema di abolire la decisione di alcuni giudici federali che fermava il suo executive ordine che aboliva la cittadinanza per i figli di stranieri nati negli USA. Se la Corte accetta di esaminare il caso, si apre una battaglia epocale sui diritti fondamentali della Costituzione.
Intanto, i giudici federali sfidano Trump anche sui licenziamenti nel DOGE.
Mentre Trump attacca i diritti civili, ecco che l’arresto di uno studente palestinese della Columbia University, Mahmoud Khalil, che aveva organizzato le proteste anti Israele, scatena proteste a New York che denunciano l’attacco alla libertà d’espressione.
Manifestanti assediano persino la Trump Tower, mentre la moglie americana del giovane, incinta di otto mesi, denuncia in lacrime: “Trump ha precipitato la nostra famiglia nel terrore”.
Le immagini della polizia antisommossa che trascina via gli studenti arrestati fanno il giro del mondo.
E infine, ecco che venerdì gli Stati Uniti potrebbero chiudere. Il Senato ha bisogno di voti democratici per evitare lo shutdown, ma sulla carta non ci sono abbastanza senatori dem disposti a sostenere il piano repubblicano.
Se il governo “chiudesse”, gli impiegati federali non sarebbero pagati; i servizi pubblici si fermerebbero, Wall Street non ne parliamo…
Ma ecco il colpo di scena: arriva il “salvatore” di Trump, Chuck Schumer, sì il leader democratico del Senato, il newyorchese di Brooklyn che ha la più alta carica politica mai raggiunta negli USA da un ebreo. Schumer ha appena annunciato che voterà per evitare lo shutdown-andando contro il suo stesso partito.
Solo 24 ore prima, Trump lo aveva insultato in diretta dallo Studio Ovale, dicendo: Schumer “non è più un ebreo, è un palestinese”.
Ma ora è proprio il senatore Schumer a impedire la catastrofe, dichiarando che uno shutdown concederebbe troppo potere al Presidente Trump e al Doge di Elon Musk consegnandogli “ le chiavi della città, dello stato e del Paese”.
Il presidente che intendeva andare contro l’establishment e quello che i MAGA chiamano il “Deep State” ha perso il controllo?
Per gli analisti che lo criticano, Trump è un ignorante che pretende di decidere su ciò che non sa. Per altri è semplicemente “dumb”, stupido come le sue decisioni.
Ma c’è chi sostiene invece che sia ormai “fuori di testa”. Anthony Scaramucci, ex direttore delle comunicazioni di Trump, ha citato come prova il recente video “Trump Gaza”, in cui il presidente ha condiviso senza contesto un’animazione AI che trasformava Gaza in un lussuoso resort con il suo nome. Un segnale, secondo lui, della sua instabilità mentale.
Intanto Wall Street crolla, gli alleati sono in panico, il Congresso è nel caos e i giudici lo sfidano. E ora, il suo governo rischia di reggersi sull’uomo che lui stesso ha appena insultato.
La presidenza Trump sta collassando sotto il peso del suo stesso caos?
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Despar Italia, è morto il Presidente Gianni Cavalieri
RAGUSA (ITALPRESS) – È morto all’età di 69 anni Gianni Cavalieri, presidente di Despar Italia e di Syneos. Era nato a Ragusa il 26 ottobre 1955. “Imprenditore di grande visione e figura chiave nella Distribuzione – si legge in una nota di Despar Italia -, Gianni Cavalieri ha condotto con successo per anni Ergon, società concessionaria dei marchi Despar, Eurospar, Interspar, Altasfera e proprietaria del marchio Ard Discount. Sotto la sua presidenza, Ergon è entrata a far parte del Consorzio Despar Italia, rafforzando l’insegna nel Sud Italia e ampliandone la rete commerciale. Nel 2022 è stato nominato Presidente di Despar Italia, assumendo un ruolo strategico per la crescita del brand a livello nazionale. Gianni Cavalieri ha rappresentato una guida e un modello per tutti coloro che hanno lavorato con lui. Con la sua passione e la capacità di trasferire conoscenze ed esperienza, ha contribuito alla crescita professionale e personale dei collaboratori. L’intera azienda si stringe al lutto dei familiari”.
– Foto Ufficio stampa Despar –
(ITALPRESS).
Salini “Il ponte sullo Stretto è un progetto per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in attesa a breve della decisione finale, l’azienda è pronta a partire insieme con tutte le altre imprese italiane, da Nord a Sud. E’ un progetto industriale nazionale importante per il Paese più che per noi, una grande opera che può dare lavoro e opportunità di futuro a migliaia di giovani, inoltre significa investire in un’area speciale del Paese, connettendo 5 milioni di persone con il resto d’Europa”.
Così, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ad di Webuild Pietro Salini, parlando del ponte sullo Stretto di Messina.
Quanto ai risultati del 2024, l’Ad sottolinea come “il vero risultato è avere anticipato il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale, il fatto più significativo sono i target del 2025 già raggiunti in termini di crescita, sviluppo e ordinativi. Stiamo investendo un miliardo in più rispetto a quanto previsto e tutto questo significa che siamo un’azienda più forte e solida di quanto avevamo immaginato di essere”.
Sui prossimi piani dell’azienda in Italia, Salini dice: “Webuild è presente con 30 progetti in settori strategici, ma abbiamo spazio di crescita, dato che il nostro fatturato in Italia equivale a poco meno del 2% del mercato complessivo. Tutti i cantieri sono in fase di produzione, anche grazie a partnership consolidate con clienti come Rfi e Anas del gruppo Ferrovie dello Stato. Lo scorso anno abbiamo assunto 13mila persone nel mondo e 3mila in Italia”. Webuild investirà anche in progetti legati all’acqua: “Nei prossimi giorni presenteremo un progetto per risolvere per sempre l’emergenza acqua potabile in Sicilia, contribuendo ad affrontare i problemi di carenza dell’acqua di irrigazione. E’ un progetto con capitali privati e con ridotto investimento pubblico. In due anni si possono costruire dissalatori, ripristinare bacini di stoccaggio, implementare la rete e installare nuovi potabilizzatori”, chiosa l’Ad.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
GP Australia, Pirelli “Dati interessanti sul comportamento delle gomme”
MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – “Un primo giorno molto interessante, sia dal punto di vista prettamente sportivo – anche oggi abbiamo notato un grande equilibrio, con i primi 14 piloti in meno di un secondo e ben sette squadre diverse rappresentate nella top ten – che sotto il profilo del comportamento delle gomme. Da una prima analisi dell’aspetto dei pneumatici abbiamo notato un livello di graining relativamente basso, inferiore rispetto a quanto si era visto ad esempio un anno or sono su questa pista”.
Questa l’analisi di Simone Berra, chief engineer Pirelli, al termine del venerdì di prove libere del Gran Premio d’Australia. Il verdetto è lo stesso dello scorso anno: Lando Norris primo in FP1, Charles Leclerc il più veloce in assoluto. Il pilota della McLaren ha concluso al comando la prima ora, segnando un miglior tempo di 1’17″252, più basso di 1″312 rispetto al suo giro veloce nella stessa sessione di un anno fa.
Più contenuto il progresso del ferrarista rispetto al sé stesso edizione 2024: 1’16″439 il miglior tempo di oggi, 1’17″277 quello di FP2 del marzo scorso. Il fine settimana di Melbourne è iniziato con una grossa incognita, legata alle condizioni meteorologiche. Giornata assolata e relativamente calda, domani è previsto un ulteriore innalzamento delle temperature oltre i 30 °C per l’aria e i 40 °C per l’asfalto ma per domenica c’è un’elevatissima chance di pioggia (80%), con temperature che dovrebbero crollare di più di 10 °C.
Questo scenario ha avuto un’influenza sull’approccio delle squadre alle due ore di prove libere di oggi in termini di scelte di assetto e di configurazione aerodinamica, un po’ meno in termini di gestione dei pneumatici. Un solo team – la Mercedes – ha usato un set di Hard, sia sulla corta che sulla lunga distanza mentre tutte le altre squadre si sono concentrate su Medium e su Soft. Se tutti i piloti hanno provato a cercare il picco di prestazione con la C5 nella parte centrale di FP2, uno di loro – Pierre Gasly (Alpine) – ha effettuato anche un long run di 12 giri con la mescola più morbida delle tre a disposizione.
“Le condizioni dell’asfalto sono migliorate in maniera netta durante la prima sessione mentre nella seconda si sono relativamente stabilizzate – spiega Berra -. In termini di differenza di prestazione fra le mescole, possiamo dire che il delta fra la C4 e la C5 è di circa mezzo secondo, in linea quindi con le aspettative della vigilia, mentre non abbiamo dati sufficienti per avere una valutazione di quello fra la C3 e la C4″.
“Nella seconda sessione abbiamo visto tutte le squadre provare dei long run con tanta benzina a bordo e abbiamo visto all’opera tutte e tre le mescole, anche se la quasi totalità dei piloti – 17 su 20 – si sono concentrati sulla C4 – prosegue Berra -. Le mosche bianche sono stati i piloti della Mercedes, che hanno entrambi girato con la Hard, e Gasly, che ha provato la Soft anche sulla lunga distanza. Dal punto di vista del degrado prestazionale, C3 e C4 hanno mostrato un livello piuttosto basso mentre, come ampiamente prevedibile, la C5 ha sofferto di più”.
“In caso avessimo una gara sull’asciutto – eventualità al momento piuttosto remota – con questo livello di degrado la sosta singola appare un’opzione assolutamente competitiva, con la Medium che potrebbe giocare un ruolo più importante rispetto a quanto non si era visto lo scorso anno. In caso di condizioni miste – gara in parte bagnata e in parte asciutta – e con temperature prevedibilmente ben più basse rispetto ad oggi ecco che anche la Soft potrebbe diventare protagonista”.
– Foto Ufficio stampa Pirelli –
(ITALPRESS).
Con “RiforestAzione” la natura torna protagonista in 13 città italiane
ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare il verde urbano ed extraurbano in 13 città metropolitane d’Italia, che rientrano nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. E’ l’obiettivo di “RiforestAzione”, iniziativa lanciata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il sostegno di Axpo Italia e Pulsee (PALSI’) Luce e Gas. L’iniziativa, che riguarda Torino, Genova, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania e Cagliari, è stata svelata nel corso di un incontro all’Orto Botanico di Roma.
spf/fsc/gsl
Recupero e riuso delle risorse idriche, la strategia di Roma Capitale
ROMA (ITALPRESS) – Le strategie di adattamento climatico e la gestione sostenibile delle risorse idriche di Roma Capitale al centro di “Acque: la priorità del recupero e riuso”, un momento di confronto in Campidoglio tra istituzioni, aziende e mondo della ricerca, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa per un futuro più sostenibile.
Attraverso un videomessaggio il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato l’importanza di un approccio strutturato e lungimirante per affrontare le sfide imposte dai cambiamenti climatici. All’iniziativa – organizzata da Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale – ha preso parte tra gli altri Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di Bacino.
xl5/f03/fsc/mrv
Maltempo, colmo di pieno dell’Arno previsto in serata a Firenze
FIRENZE (ITALPRESS) – A Firenze, dove dalla mezzanotte di oggi è scattato il codice arancione per la pioggia e il rischio di temporali forti, l’Arno ha superato il primo livello di guardia, fissato a tre metri. A una delle tre stazioni di rilevamento degli Uffizi ha raggiunto la soglia di 3,31 metri con una portata di 974 metri cubi al secondo. Nelle ultime ore sin città si sono registrate precipitazioni abbondanti: l’idrometro della stazione di Firenze-Boboli ha fatto registrare 6,6 millimetri di pioggia in un un quarto d’ora e 11,4 mm in un ora. Le raffiche di vento hanno raggiunto, alle 8, una punta massima di quasi 33 km/h.
In serata, nuovo aggiornamento. Il colmo di piena dell’Arno previsto a Firenze questa sera, in tarda notte/prime ore della mattina a Pisa. Lo ha fatto sapere sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Scolmatore della Regione Toscana aperto, casse di espansione di Roffia pienamente in funzione, panconcelli montati, personale a presidio lungo l’asta.
LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA
La giornata
Attivato il servizio di piena: Arno al primo livello di guardia a Bagno a Ripoli, Firenze, Lastra a Signa e Montelupo con portata nell’ordine di 1000 metri cubi al secondo agli Uffizi. Nelle prossime ore precipitazioni sparse, soprattutto sulle zone interne. La linea temporalesca attiva sul Mar Ligure dovrebbe estendersi verso la costa centro-settentrionale.
Nelle ultime tre ore si sono registrate precipitazioni su gran parte del territorio con cumulati fino a 50 mm nel pisano, fino a 30 mm sulla provincia di Firenze. Lo comunica attraverso il proprio profilo Facebook il Consorzio Lamma che spiega anche come ci siano diffusi superamenti del primo livello di riferimento su tutto il reticolo monitorato del bacino dell’Arno, in particolare nelle Province di Firenze, Prato e Pistoia, ma anche nell’aretino e nel pisano.
Nelle ultime tre ore sono caduti fino a 40-70 mm di pioggia tra la provincia di Pisa ed il Mugello. Sul resto del territorio regionale si è arrivati a massimi fino a 10-20 millimetri. A Firenze gli idrometri hanno registrato quasi 61 mm in 12 ore.
Decine di richieste di soccorso sono giunte alla sala operativa dei vigili del fuoco di Firenze, soprattutto per allagamenti e autisti in difficoltà. Maggiori criticità a Sesto Fiorentino per l’esondazione del torrente Rimaggio. A causa delle forti piogge che da ieri sera insistono su tutta la Toscana è esondato il fosso di Montauto a Grassina, alle porte di Firenze. Esondato anche il torrente che scende dalla Fonte della Fata Morgana nel Comune di Bagno a Ripoli.
– Foto Ufficio stampa Comune di Firenze –
(ITALPRESS)
