venerdì, Settembre 11, 2026
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Vaticano, Papa Francesco ha riposato bene nella notte

ROMA (ITALPRESS) – “Il Papa ha riposato bene nella notte, si è svegliato poco dopo le 8”. È quanto si legge nel bollettino della Sala Stampa Vaticana in merito alle condizioni del Pontefice, ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli. Nell’aggiornamento diffuso ieri sera veniva sottolineato come le condizioni del Santo Padre si siano “mantenute stabili. Non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. È rimasto apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato”. 

-foto Ipa Agency-
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Trump al Congresso sempre più divisivo, tra successi ed esagerazioni

di Stefano Vaccara NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nel discorso più lungo mai pronunciato da un presidente USA davanti al Congresso di Washington – ben un’ora e 40 minuti – Donald Trump ha offerto un intervento polarizzante, perfetto specchio della sua presidenza, alternando autocelebrazioni, affermazioni false e dichiarazioni controverse. L’atmosfera in aula rifletteva le profonde divisioni del Paese: i Democratici hanno manifestato apertamente la loro opposizione, mentre i Repubblicani hanno accolto il presidente con scroscianti applausi. Molte deputate Democratiche hanno indossato tailleur rosa in segno di protesta contro le politiche di Trump nei confronti di donne e famiglie. Il deputato Al Green è stato scortato fuori dall’aula all’inizio del discorso, dopo aver interrotto il presidente per contestare i tagli ai programmi sociali. Altri Democratici hanno esposto cartelli con le scritte “No King!” e “Save Medicaid”, e in tanti hanno abbandonato l’aula prima della fine del discorso.

Trump ha aperto il discorso vantando i risultati della sua amministrazione in campo economico, affermando: “Abbiamo ereditato, dall’amministrazione precedente, una catastrofe economica e un incubo inflazionistico”. Tuttavia, questa affermazione semplifica dinamiche economiche complesse e ignora le molteplici cause dell’inflazione. Elemento chiave della sua strategia economica sono stati i dazi imposti a Canada, Messico e Cina. Trump li ha difesi come strumenti necessari per proteggere l’industria americana, dichiarando: “Abbiamo imposto dazi per garantire che i nostri lavoratori non vengano più sfruttati”. Tuttavia, queste misure hanno scatenato tensioni commerciali, con Canada e Cina che hanno già annunciato contromisure, con prevedibili ripercussioni sui prezzi per i consumatori americani.

Nel suo discorso, Trump ha chiarito che per lui i dazi non sono solo uno strumento di pressione nei negoziati commerciali, ma un vero e proprio credo economico. Il presidente ha sostenuto che i dazi costringeranno le aziende straniere a scegliere tra pagare un prezzo alto per accedere al mercato statunitense o aprire fabbriche in America, creando così occupazione interna. “Non permettiamo più che la nostra ricchezza e le nostre industrie vengano rubate. Se vogliono vendere qui, dovranno produrre qui!”, ha dichiarato. Ma questa visione ignora un dato di fatto: i dazi aumentano i costi per le imprese e i consumatori americani. Molti economisti avvertono che la politica protezionistica di Trump potrebbe sconvolgere le catene di approvvigionamento globali e far salire i prezzi, colpendo proprio i lavoratori che il presidente dice di voler proteggere. Già le recenti flessioni a Wall Street segnalano che i mercati temono l’inasprimento della politica economica protezionista.

Eppure, per molti sostenitori di Trump, questa è una battaglia promessa e necessaria contro la globalizzazione, che la base del movimento MAGA considera “il male dei loro mali”. In un passaggio del discorso, Trump ha lodato Elon Musk – presente in aula e accolto dalle proteste dei Democratici – per i suoi sforzi nel ridurre gli sprechi governativi, sottolineando come le sue “misure di contenimento dei costi” abbiano fatto risparmiare i contribuenti americani. Ma Trump è andato oltre, scivolando in una delle sue più clamorose esagerazioni. Facendo riferimento alle presunte scoperte di Musk sul programma di Social Security, ha affermato: “Migliaia di persone con più di 120 anni stanno ricevendo assegni della Social Security-alcuni addirittura nati nel 1800!”.

L’affermazione ha suscitato risate tra i Repubblicani, ma incredulità tra i fact-checker. Sebbene esistano casi di frode, non ci sono prove di pagamenti su larga scala a beneficiari impossibilmente anziani. È il classico metodo Trump: prendere un piccolo problema e ingigantirlo fino all’assurdo per giustificare tagli alla Social Security. Trump ha rivendicato grandi successi nella riduzione dell’immigrazione illegale, affermando che le sue politiche hanno portato a un calo record degli attraversamenti clandestini e annunciando un piano per “la più grande operazione di deportazione della storia americana”. Si è rivolto ai familiari delle vittime di crimini commessi da immigrati irregolari, presenti in aula. In questi passaggi emotivi, anche alcuni Democratici hanno applaudito. Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr., presente con gli altri ministri, come capo della commissione “Make America Healthy Again”, incaricata di indagare sulle cause dell’aumento delle malattie croniche nei bambini americani, con particolare attenzione all’autismo. Ha espresso fiducia in Kennedy, nonostante le controversie legate al suo scetticismo sui vaccini.

Trump ha quindi riproposto l’idea di riprendere il controllo del Canale di Panama e ha persino ripetuto l’ipotesi di controllare “in un modo o in un altro” la Groenlandia, un’idea già respinta in passato dalle autorità danesi. Il presidente ha dichiarato progressi negli sforzi di pace in Medio Oriente, senza però fornire dettagli concreti. Poi è passato al tema più scottante della sua politica estera, il rapporto con l’Ucraina e la Russia. Trump ha rivelato di aver ricevuto una lettera da Volodymyr Zelensky, in cui il presidente ucraino si dice pronto a negoziare la pace con la Russia. Leggendo un passaggio, ha citato Zelensky: “L’Ucraina è pronta a sedersi al tavolo dei negoziati il prima possibile per avvicinare una pace duratura”. L’annuncio è arrivato dopo il fallimentare incontro tra i due alla Casa Bianca, conclusosi con la sospensione degli aiuti militari USA all’Ucraina. Trump ha presentato la lettera come un risultato delle sue politiche, ma molti analisti restano scettici.

Trump ha dichiarato anche che gli USA hanno destinato 320 miliardi di dollari all’Ucraina. In realtà, gli aiuti sono molto inferiori, e i contributi europei hanno spesso superato quelli americani. Ancora una volta, Trump ha scelto la retorica divisiva, parlando solo alla sua base piuttosto che cercare di unire il Paese. Se da un lato può rivendicare successi concreti in tema di immigrazione e nella lotta contro la cultura woke, dall’altro continua a utilizzare dati falsi e a polarizzare l’opinione pubblica. La sua popolarità tra i sostenitori resterà legata alla performance economica, ma l’inflazione non mostra ancora segni di miglioramento. Nella replica ufficiale dei Democratici, la senatrice del Michigan Elissa Slotkin ha attaccato duramente Trump, soprattutto sulla politica estera. “Ronald Reagan si starà rivoltando nella tomba per il modo in cui Trump ha trattato l’Ucraina”, ha dichiarato. Slotkin, ex agente della CIA, ha inoltre accusato il presidente di favorire i ricchi e di ignorare le difficoltà delle famiglie americane, sottolineando la necessità di politiche economiche più eque.

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È morto Bruno Pizzul, storica voce della Nazionale

GORIZIA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del giornalismo sportivo: è morto all’ospedale di Gorizia Bruno Pizzul. Avrebbe compiuto 87 anni l’8 marzo. A darne notizia il sito di RaiNews. Nato a Udine, Pizzul – storica voce della Rai – dal Mondiale del 1986 è diventato il telecronista delle partite della Nazionale: ha svolto questo compito in occasione di cinque Mondiali e quattro Europei, congedandosi nell’agosto del 2002 (Italia-Slovenia 0-1). Pizzul ha anche condotto la Domenica Sprint e la Domenica Sportiva.

– foto Ipa Agency –
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E’ morto Bruno Pizzul, storica voce della Nazionale

GORIZIA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del giornalismo sportivo: è morto all’ospedale di Gorizia Bruno Pizzul. Avrebbe compiuto 87 anni l’8 marzo. A darne notizia il sito di RaiNews. Nato a Udine, Pizzul – storica voce della Rai – dal Mondiale del 1986 è diventato il telecronista delle partite della Nazionale: ha svolto questo compito in occasione di cinque Mondiali e quattro Europei, congedandosi nell’agosto del 2002 (Italia-Slovenia 0-1). Pizzul ha anche condotto la Domenica Sprint e la Domenica Sportiva.

– foto Ipa Agency –
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Real-Atletico 2-1, valanga Arsenal e pari Dortmund nell’andata degli ottavi di Champions

Real-Atletico 2-1, valanga Arsenal e pari Dortmund nell’andata degli ottavi di Champions

Si chiude il martedì di Champions League, con le prime quattro gare d’andata degli ottavi di finale che sembrano emanare già alcuni verdetti in vista dei quarti. Vince l’Aston Villa, che nella partita delle 18:45 batte 3-1 il Bruges e partirà dunque in vantaggio nella sfida di ritorno del Villa Park. Termina invece 2-1 per il Real il derby di Madrid, che batte l’Atletico grazie alle reti di Rodrygo e Brahim Diaz. A valanga poi l’Arsenal sul Psv, con il 7-1 rifilato dagli uomini di Arteta ai campioni d’olanda che ipoteca la qualificazione per i Gunners. Solo un pari, infine, quello di Dortmund tra Borussia Lille, con le reti di Adeyemi e Haraldsson.

A Madrid il primo colpo della serata lo battono i Blancos con Rodrygo che stappa il match dopo appena quattro minuti. Nasce tutto da un’imbucata illuminante di Valverde, che sorprende Galan e innesca il numero 11 del Real: rapido nel rientrare sul sinistro, il brasiliano libera un tiro a giro imprendibile per Oblak. Tuttavia la squadra di dopo venti minuti iniziali di sofferenza, l’Atletico prende il controllo delle operazioni e, al 32′ riesce a trovare il pari, grazie ad una magia di Alvarez. Proprio però nel momento di maggiore fiducia dell’Atletico, il Real riesce a tornare in vantaggio, grazie all’assolo di Brahim Diaz: al 55′ l’ex Milan scuote i Blancos, entrando in area, dribblando Gimenez e segnando il 2-1 con un tiro all’angolino basso.

L’Arsenal travolge il PSV vincendo la gara d’andata degli ottavi di Champions per 7-1. Match praticamente a senso unico, decisive le reti di Odegaard (doppietta), TimberNwaneriMerinoTrossard e Calafiori. Sconfitta pesantissima per gli olandesi che ai playoff avevano superato la Juventus, la qualificazione ora è una missione praticamente impossibile.

Due reti negli ultimi minuti invece per l’Aston Villa, che viola il Jan Breydel Stadium e mette un piede ai quarti di finale di Champions: battuto 3-1 il Brugge grazie all’autogol di Mechele,  le reti di Bailey e Asensio. Belgi propositivi ma spreconi e ai quale servirebbe un miracolo per ribaltare la situazione tra 8 giorni al Villa Park di Birmingham.

Termina 1-1 infine la sfida tra Borussia Dortmund e Lille, con un primo tempo giocato meglio dai padroni di casa, che vanno avanti con un gol tutto di talento di Karim Adeyemi (22′). Nella seconda frazione la formazione di Kovac si abbassa troppo e subisce il gioco di qualità del Lille, che al 68′ troverà il definitivo pareggio con Haraldsson su invito di Jonathan David.

 

 

Al Real il derby d’andata contro l’Atletico: 2-1 al Bernabeu

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il derby di Madrid d’andata degli ottavi di Champions se lo porta a casa il Real che si impone sull’Atletico per 2-1, pur non giocando una partita indimenticabile. Al Santiago Bernabèu si vedono solo gol belli: a regalare l’andata ad Ancelotti ci pensano Rodrygo e Brahim Diaz con un gol per tempo. Il momentaneo pareggio era stato firmato da Alvarez. E’ stato un derby molto teso e dai ritmi bassi. Il Real vince la partita non di squadra, ma grazie ai suoi campioni. A differenza di un Atletico più corale per almeno un’ora di gioco, la squadra di Ancelotti è apparsa a più riprese sfilacciata. Serata negativa sia per Vinicius che per Mbappè, pigri nel rincorrere gli avversari, nervosi e poco incisivi.

Il primo colpo della serata lo battono i Blancos con Rodrygo che stappa il match dopo appena quattro minuti. Nasce tutto da un’imbucata illuminante di Valverde, che sorprende Galan e innesca il numero 11 del Real: rapido nel rientrare sul sinistro, il brasiliano libera un tiro a giro imprendibile per Oblak. La partita sembra in discesa per il Real, vicino al raddoppio con un tentativo di Vinicius, deviato dall’opposizione di Gimenez. Tuttavia, come spesso accaduto in stagione, la squadra di Ancelotti tende a disunirsi in alcune fasi di gioco. Dopo venti minuti iniziali di sofferenza, l’Atletico prende il controllo delle operazioni e, al 32′ riesce a trovare il pari, grazie ad una magia di Alvarez.

L’ex City, dalla sinistra dell’area, lascia partire un destro a giro che si infila sotto l’incrocio. Il finale di frazione è di totale dominio per gli ospiti, decisamente più compatti e organizzati rispetto ad un Real spesso slegato e vulnerabile. Sulla falsariga del primo tempo i biancorossi sembrano essere in totale controllo anche in avvio di ripresa. Proprio però nel momento di maggiore fiducia dell’Atletico, il Real riesce a tornare in vantaggio, grazie all’assolo di Brahim Diaz.

Al 55′ l’ex Milan scuote i Blancos, entrando in area, dribblando Gimenez e segnando il 2-1 con un tiro all’angolino basso. Il gol è una mazzata psicologica enorme per l’Atletico e l’inerzia della partita si sposta dalla parte dei padroni di casa. La mezz’ora finale viene giocata sui nervi ed è caratterizzata dalla totale penuria di occasioni da gol. Nel recupero Mbappè commettere l’ennesimo errore della sua partita, servendo un assist impreciso per Vinicius che non riesce a calare il tris. Il ritorno è in programma mercoledì prossimo in casa Atletico.
– foto Ipa Agency –
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L’Arsenal ne fa sette in casa Psv, in gol anche Calafiori

EINDHOVEN (OLANDA) (ITALPRESS) – L’Arsenal travolge il PSV vincendo la gara d’andata degli ottavi di Champions per 7-1. Match praticamente a senso unico, decisive le reti di Odegaard (doppietta), Timber, Nwaneri, Merino, Trossard e Calafiori. Sconfitta pesantissima per gli olandesi che ai playoff avevano superato la Juventus, la qualificazione ora è una missione praticamente impossibile. Nonostante le tante assenze (Saka e Martinelli non saranno a disposizione per circa un mese) e senza centravanti, i londinesi hanno iniziato col piede giusto una partita che si è messa subito in discesa: l’unico brivido è arrivato con la traversa colpita da Salibari, una ghiotta occasione non sfruttata dai padroni di casa e che ha svegliato l’Arsenal.

Nel giro di tredici minuti sono arrivate tre reti: al 18′ però Timber – dopo un’azione manovrata – ha ribadito in rete il cross di Rice. Tre minuti più tardi, al 21′, Merino – adattato da Arteta nel ruolo di centravanti – è riuscito a confezionare la sponda per il 2-0 firmato da Nwaneri. Al 31′ un pasticcio difensivo del PSV, culminato con l’errore di Flamingo, ha permesso allo stesso Merino di firmare il terzo gol della serata. Soltanto il rigore realizzato da Lang, assegnato per una sbracciata di Partey su De Jong, ha permesso alla squadra di Bosz di tenere momentaneamente aperto il discorso qualificazione. Diverse le proteste da parte dei padroni di casa poco prima della terza rete incassata, Gil Manzano ha graziato Lewis-Skelly (già ammonito) dopo un fallo.

L’effetto del penalty si è esaurito dopo appena due minuti quando Odegaard, dopo una respinta sbagliata di Benitez, ha ribadito in porta la quarta rete. Dopo appena un minuto Calafiori e Trossard hanno costruito il gol della manita, il belga con un tocco sotto ha scavalcato il portiere avversario dopo l’ottimo filtrante del difensore azzurro. Ancora Odegaard, al 28′, ha segnato il 6-1 con un tiro dalla distanza, Calafiori ha poi messo la ciliegina sulla torta con il diagonale che ha chiuso il match sul 7-1.
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Il Lille pareggia in casa Borussia, a Dortmund finisce 1-1

DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – Termina 1-1 la sfida tra Borussia Dortmund e Lille, match di andata degli ottavi di finale di Champions League. Nel primo tempo meglio i padroni di casa, che vanno avanti con un gol tutto di talento di Karim Adeyemi (22′). Nella seconda frazione la formazione di Kovac si abbassa troppo e subisce il gioco di qualità del Lille, che al 68′ trova il pareggio con Haraldsson su invito di Jonathan David. Secondi 45 minuti di spessore del canadese classe 2000, che nella sessione estiva di calciomercato sarà uno degli obiettivi dei top club. Nel complesso buona prestazione del Lille, che ora può credere nella qualificazione ai quarti di finale con la sfida di ritorno in casa il 12 marzo.

Primo squillo al 10′ del Borussia Dortmund sull’asse Gittens-Guirassy. L’inglese serve in area il suo centravanti, che da pochi metri non riesce a centrare lo specchio anche grazie alla buona copertura di Alexsandro. Dopo un’ottima prima metà di primo tempo difensiva del Lille, i padroni di casa passano in vantaggio al 22′ su calcio d’angolo. Ryerson batte il corner e la retroguardia dei francesi libera sui piedi di Adeyemi, che trova un gran sinistro in contro balzo che lascia fermo Chevalier e firma l’1-0 del Dortmund. Gialloneri pericolosi al 33′. Riconquista alta di Brandt, che serve un’interessante palla al limite dell’area, ma non trova nessun compagno a rimorchio per ribadire in rete.

Al 38′ altra occasione da gol per la formazione di Kovac. Incursione di Schlotterbeck, che arriva ai venti metri e tenta la conclusione di destro sfiorando il palo alla destra di Chevalier. In chiusura di prima frazione Gross trova il raddoppio, ma il centrocampista tedesco è in fuorigioco sulla sponda di Can su angolo di Ryerson. Nella ripresa si prova ad accendere David. Al 53′ serpentina in area del canadese, che viene murato da Svensson al momento della battuta a rete.

Dortmund troppo passivo e al 68′ arriva il pari del Lille. Can in ritardo su David, il canadese si gira in un fazzoletto e imbuca per Haraldsson che non sbaglia tutto solo davanti a Kobel. All’81’ brutto intervento di Andrè Gomes, subentrato da pochi minuti per Mukau, su Svensson, poi costretto a uscire. Silent check per un potenziale cartellino rosso per il portoghese, ma per il Var non c’è niente. Ritmi bassi e tante interruzioni nel finale per un 1-1 che lascia il sorriso più al Lille che al Dortmund in vista del ritorno.
– foto Ipa Agency –
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Scherma, 56 azzurri in pedana tra Padova, Egitto e Creta

ROMA (ITALPRESS) – Grande weekend internazionale con 56 azzurri in pedana e debutto dei tre nuovi CT: il fioretto femminile e maschile di Simone Vanni al Cairo, gli sciabolatori di Andrea Terenzio a Padova per il mitico Trofeo Luxardo e le sciabolatrici di Andrea Aquili a Heraklion. Inizierà giovedì il lunghissimo weekend di Coppa del Mondo che segnerà i debutti dei tre nuovi Commissari tecnici della scherma azzurra, con in totale 56 atleti italiani in pedana.

Tappa al Cairo per la Coppa del Mondo di fioretto, sia maschile che femminile, con 24 azzurri – complessivamente – impegnati. Per la prova delle ragazze il neo Responsabile d’arma Simone Vanni ha convocato Anna Cristino, Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo, Martina Sinigalia, Elena Tangherlini e Alice Volpi, alle quali si uniranno Martina Batini, Irene Bertini, Carlotta Ferrari, Aurora Grandis e Camilla Mancini. Per la gara maschile, invece, prescelti Guillaume Bianchi, Davide Filippi, Alessio Foconi, Giulio Lombardi, Filippo Macchi e Tommaso Marini, ai quali si uniranno Alessio Di Tommaso, Damiano Di Veroli, Giuseppe Franzoni, Edoardo Luperi, Tommaso Martini e Federico Pistorio.

La competizione in Egitto inizierà giovedì 6 e venerdì 7 marzo con gironi e turni preliminari prima femminili e poi maschili, mentre sabato 8 sarà la giornata “clou” per le gare individuali con i tabelloni principali da 64. Domenica 9 gran finale con le prove a squadre. In entrambe le formazioni sono stati indicati cinque nomi, tra i quali saranno poi definiti i quartetti: per le donne Anna Cristino, Arianna Errigo, Martina Favaretto, Elena Tangherlini e Alice Volpi; per gli uomini Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Giulio Lombardi, Filippo Macchi e Tommaso Marini. La grande storia del Trofeo Luxardo, giunto alla sua 66^ edizione, riporta a Padova tutti i big della sciabola maschile per la tappa più antica e affascinante della Coppa del Mondo di specialità.

In quanto Paese ospitante, l’Italia del Commissario tecnico Andrea Terenzio può schierare 20 atleti: Enrico Berrè, Francesco Bonsanto, Edoardo Cantini, Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Leonardo Dreossi, Daniele Franciosa, Michele Gallo, Giorgio Marciano, Marco Mastrullo, Giacomo Mignuzzi, Riccardo Nuccio, Lorenzo Ottaviani, Mattia Rea, Edoardo Reale, Giovanni Repetti, Luigi Samele, Antonio Tallarico, Pietro Torre e Lupo Veccia Scavalli.

Giovedì 6 marzo sarà la giornata delle qualificazioni della gara individuale, che vivrà il clou con il tabellone principale di venerdì 7. Sabato 8, invece, gran finale con la competizione a squadre per la quale sono indicati cinque nomi (il quartetto può essere definito nel giorno di vigilia): Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e il capitano della sciabola azzurra Gigi Samele, argento lo scorso anno alla Kioene Arena. Fasi finali del 66° Trofeo Luxardo, sia venerdì che sabato, in diretta sul canale Youtube di Sky Sport.

Comincerà invece sull’isola di Creta l’avventura del CT della sciabola femminile azzurra Andrea Aquili. La tappa di Coppa del Mondo di Heraklion vedrà in pedana 12 sciabolatrici italiane. Per la gara individuale, che inizierà venerdì 7 con le fasi preliminari e vivrà sabato 8 il tabellone principale, il CT ha convocato Michela Battiston, Alessia Di Carlo, Carlotta Fusetti, Michela Landi, Chiara Mormile, Eloisa Passaro, Manuela Spica e Mariella Viale, alle quali si uniranno Martina Criscio, Maria Clementina Polli, Benedetta Fusetti e Claudia Rotili. Domenica 9 marzo sarà la giornata della prova a squadre per la quale sono state indicate Alessia Di Carlo, Michela Battiston, Chiara Mormile, Manuela Spica e Mariella Viale, tra loro verranno scelte le componenti del quartetto.

– Foto Federazione Italiana Scherma –

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L’Aston Villa vince 3-1 in casa del Bruges

BRUGES (BELGIO) (ITALPRESS) – Due reti negli ultimi minuti per l’Aston Villa che viola il Jan Breydel Stadium e mette un piede ai quarti di finale di Champions: battuto 3-1 un Brugge propositivo ma sprecone al quale adesso servirebbe un miracolo per ribaltare la situazione tra 8 giorni al Villa Park di Birmingham. Entrambe le squadre in campo col 4-2-3-1 per una sfida che si ripete in questa edizione della Champions dopo quella disputata a novembre nel girone unico e vinta 1-0 dai belgi grazie ad un rigore di Vanaken.

L’inizio è di quelli scoppiettanti e l’Aston Villa passa alla prima occasione utile: al 3′, sugli sviluppi di una punizione di Tielemans, torre di Mings per Bailey che fulmina Mignolet. Subito freddato il pubblico di casa e dopo qualche minuto un altro brivido per la difesa del Bruges su un diagonale di Rashford a cui si oppone il portiere. Al 12′ però tutto torna in equilibrio: lancio nello spazio di Jashari per Tzolis, scarico all’accorrente De Cuyper che con il piazzato trova l’angolino basso alla sinistra del portiere. Il gol del pareggio galvanizza la squadra di Hayen e prima dell’intervallo arriva anche la chance per il sorpasso ma Martinez con un riflesso dice di no a Talbi.

Buon approccio del Bruges pure in avvio di ripresa anche se non si vedono grandi occasioni. Due ne arrivano poco prima del 70′, una per parte: per gli ospiti il neoentrato Asensio impegna Mignolet e Cash fallisce la ribattuta sotto porta. Appena un minuto più tardi Tzolis pesca in area Vanaken che incorna perfettamente ma manda di un soffio a lato. Lo stesso Tzolis ha una chance ghiottissima sotto misura però spara altissimo e nel finale arriva la doppia doccia gelata per i padroni di casa. Su un traversone di Asensio, Mechele allunga il piede per anticipare Watkins e di fatto colpisce Mignolet con il fuoco amico insaccando nella sua porta.

Anche sfortunato il Bruges che perde la testa: Tzolis sbaglia un controllo nella sua area di rigore e finisce per atterrare Cash. Per l’arbitro è penalty e Asensio non sbaglia. Gli inglesi pregustano il passaggio del turno, i belgi falliscono anche il possibile 3-2 con Vetlesen e si mangiano le mani.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).