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Giornata dei diritti umani, il 10 dicembre al Parco della Pace musica e fiaccolata

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L’amministrazione comunale di Vicenza ha organizzato l’iniziativa “Percorsi di pace” per celebrare la Giornata internazionale dei Diritti umani il 10 dicembre. Il Parco della Pace ospiterà eventi musicali, una fiaccolata e interventi da parte del sindaco Giacomo Possamai, del vicario don Giampaolo Marta e del maestro Bepi De Marzi. Inoltre, per commemorare il 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, il 15 dicembre si terrà una conferenza presso il tempio di San Lorenzo sulla crisi umanitaria attuale.

Le iniziative sono state promosse dall’amministrazione in collaborazione con la Diocesi di Vicenza, il Conservatorio Pedrollo e varie associazioni locali che si occupano di pace e diritti umani. Durante la presentazione delle iniziative, sono intervenuti gli assessori Giovanni Selmo e Leonardo Nicolai, insieme a don Matteo Zorzanello, Francesco Passadoree Davide Tiso.

Gli eventi includono uno spettacolo di musica immersiva presso l’hangar 1 del Parco della Pace, seguito dalla fiaccolata lungo il percorso asfaltato. Durante la fiaccolata, l’assessore Giovanni Selmo porterà la “Luce della Pace” di Betlemme, simbolo internazionale che sarà distribuito in vari Paesi europei.

Le iniziative si concluderanno con il canto sulla pace di Bepi De Marzi eseguito dai cori partecipanti. I partecipanti potranno utilizzare il parcheggio all’ingresso del Parco della Pace e le fiaccole verranno distribuite dagli organizzatori.

Infine, venerdì 15 dicembre si terrà una conferenza presso il tempio di San Lorenzo sulla crisi umanitaria attuale. Gli interventi saranno tenuti da Giovanni Selmo, Marco Mascia, Elisabetta Bartuli e Francesca Benciolini.

 

Donna Vicenza. L’enigma di una icona devozionale. Considerazioni sul “Ritratto di Vincenza Pasini” dopo le indagini diagnostiche

Storie Vicentine ci racconta le considerazioni sul “Ritratto di Vincenza Pasini” detta Donna Vicenza, dopo le indagini diagnostiche.

La «vera effigie» di Vincenza Pasini, testimone delle apparizioni mariane è una delle testimonianze figurative di primario interesse per la storia della pietà popolare, che si sviluppa nel tempo attorno al santuario di Monte Berico, sorto nel 1428. Nello specifico, l’opera proviene dall’antico monastero di Ognissanti in Borgo Berga, soppresso all’inizio del XIX secolo. È proprio questo cenobio femminile, affidato prima all’ordine degli Umiliati e, a partire dal 1571, alle monache camaldolesi, ad assumersi il compito della diffusione non solo della memoria delle apparizioni, ma anche del culto rivolto alla veggente, illuminata e
consacrata dalla luce mariofanica.
Secondo la tradizione, la pia donna risiedeva nei pressi della chiesa di Ognissanti e, di conseguenza, il percorso che la condusse a incontrare la Regina del cielo iniziava lì, a due passi dalle scalette che portano sul colle. Inoltre, nel 1431, il suo corpo mortale fu sepolto nel cimitero accanto alla medesima chiesa.
Il dubbio sull’effettiva datazione del cimelio – che riporta il nome di un pittore del Quattrocento, Girolamo Tonisi, che per grazia ricevuta avrebbe dedicato un omaggio ritrattistico a «donna Vicenza Pasini da Sovizzo» – ha portato a un progetto di ricerca
multidisciplinare ideato e coordinato da Agata Keran, curatrice del Museo d’arte sacra di Monte Berico, con il contributo di Federico Bauce e Carlotta Dal Santo.
Per le indagini diagnostiche non invasive sono stati coinvolti gli esperti del laboratorio CMR, Roberta Giorio e Francesco Rizzi. L’intera superficie del dipinto è stata sottoposta, in associazione alle riprese in luce visibile sia del fronte che del retro, a un’indagine riflettografica IR eseguita a due lunghezze d’onda a 750 nm e 1000 nm, da cui è emerso un disegno sottostante (underdrawing), che presenta alcune importanti divergenze rispetto allo strato visibile all’occhio nudo, che riguardano sia i tratti fisionomici che l’abito della donna.
Tali differenze hanno sollecitato un approfondimento storico, iconografico e iconologico relativo all’opera devozionale, condotto da Agata Keran. Il focus ha portato a delineare un’ampia panoramica sul contesto religioso in cui si colloca la genesi dell’opera, collocabile nel secondo Cinquecento. Gli esiti della ricerca, comprese le relazioni tecniche del laboratorio CMR e della restauratrice Carlotta Dal Santo, sono raccolti e pubblicati in un opuscolo documentario, il primo della serie dei «Quaderni del Museo d’arte sacra di Monte Berico» (disponibile in sede).

donna vicenza
Fig.2 Immagine a infrarosso dell’opera

“La ricerca dedicata al ritratto di Vincenza Pasini apre un orizzonte conoscitivo e spirituale capace di incuriosire e coinvolgere, anche emotivamente, chi desidera a scoprire in modo approfondito una storia antica, ma di grande freschezza per il nostro tempo”, commenta padre Carlo Rossato, rettore del santuario e priore della comunità dei Servi di Maria di Monte Berico.
Tutto il progetto gode della collaborazione e del supporto economico dell’Associazione Domenico Cariolato, che nell’ambito dell’omonimo premio, ha incentivato alcuni progetti culturali e sociali, ritenuti di particolare interesse per la storia e l’attualità di Vicenza.
“L’ Associazione, che nei suoi programmi promuove eventi di significativa rilevanza culturale, è orgogliosa di aver contribuito allo studio del ritratto ed è onorata della sua collaborazione con tutti coloro che hanno condotto tale indagine”, ribadisce Patrizia Rossini, presidente dell’Associazione.
L’evento si inserisce nell’ambito delle iniziative di «Un Giubileo per la rinascita», in attesa dell’Anno giubilare mariano 1426-2026.

Per visitare il Museo d’arte sacra: ogni sabato ore 10-12 e 14-18
ingresso con offerta libera.
info e prenotazioni di visite guidate e percorsi didattici: museomonteberico@gmail.com

Di Agata Keran da Storie Vicentine n.15-2023.

“Di sana pianta”, edizione 2023: tavola rotonda al Museo Naturalistico Archeologico

Domenica 3 dicembre alle 15 il Museo Naturalistico Archeologico, in contra’ Santa Corona 4, ospiterà una tavola rotonda a conclusione dell’edizione 2023 della rassegna Di sana pianta, dedicata quest’anno al tema del selvatico.

L’incontro, intitolato “Ogni prosperità è reciproca. L’uomo e gli altri selvatici, un groviglio inestricabile”, sarà coordinato dal filosofo Alfonso Cariolato in dialogo con quattro studiosi impegnati a diffondere l’urgenza della questione ecologica: Paolo Fontana, entomologo e apicoltore; Sara Lefosse, erpetologa, nota tra l’altro per le sue ricerche sulla Salamandra di Aurora, endemica dell’Altopiano dei 7 Comuni; Francesco Tomasinelli, naturalista e divulgatore; Daniele Zovi, ex generale dei forestali e scrittore-saggista.

Sarà l’occasione per discutere sulle ragioni della difficile sopravvivenza alla pressione esercitata dall’uomo non solo per quello che riguarda la fauna iconica e per provare a immaginare nuove possibili, e quanto mai necessarie e urgenti, forme di convivenza con gli altri viventi.

L’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività del territorio Ilaria Fantin precisa che «il Museo Naturalistico Archeologico è luogo ideale per questo tipo di riflessioni. Un museo che ricerca, conserva e valorizza reperti naturalistici, in particolare del territorio vicentino, deve oggi affrontare anche temi attuali legati al cambiamento climatico e più in generale all’Antropocene. Lo dobbiamo fare soprattutto per le giovani generazioni, alle quali dobbiamo fornire degli strumenti critici per capire e cambiare rotta».

La rassegna “Di sana pianta” è ideata da Anna Altobello, Chiara Bortoli, Andrea Rosset e Fiorenzo Zancan e co-organizzata da Associazione Artemis APS e da Cooperativa Sociale Insieme, all’interno delle iniziative del progetto FACT! Vicenza e con il patrocinio del Comune di Vicenza.

Il 3 dicembre, prima domenica del mese, è previsto l’ingresso gratuito al Museo Naturalistico Archeologico e alle Gallerie di Palazzo Thiene per residenti in città e provincia.

Anche la partecipazione all’evento è gratuita; si consiglia la prenotazione a rassegna@disanapianta.org.

Ulteriori informazioni: www.disanapianta.org

 

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Fonte: “Di sana pianta”, edizione 2023: tavola rotonda al Museo Naturalistico Archeologico , Comune di Vicenza

Veneto cinema e fumetto, parte II: dopo Manara e Cavazzano arrivano i volti nuovi del fumetto. Le prossime rassegne

Negli ultimi anni, il Veneto si è affermato come un punto di riferimento sia per il cinema che per il fumetto, arti visive che, pur diverse, si intrecciano e si alimentano a vicenda, come abbiamo cominciato a evidenziare nella prima puntata della rubrica “Veneto cinema e fumetto“. Se il cinema ha raccontato la bellezza dei suoi luoghi, il fumetto ha saputo dare forma a personaggi e narrazioni che sono diventati iconici.

Il Veneto ha dato i natali ad alcuni dei più grandi maestri del fumetto, che trovano nella regione un punto di riferimento per la propria influenza artistica. Tra i nomi di spicco, spicca senza dubbio Milo Manara, nato a Lecce ma cresciuto a Verona.  Famoso per il suo tratto sensuale e raffinato il fumettista ha conquistato lettori da ogni angolo del mondo. Manara ha saputo fondere erotismo e arte, creando personaggi come Giulio e la sua nemica o Baba Yaga, che sono diventati simboli di un’arte generatrice di forti emozioni.

Accanto a lui, ci sono Giorgio Cavazzano (nato a Venezia), che con il suo tratto innovativo ha reinventato i più amati personaggi Disney come Topolino e Paperino, dando loro un tocco di modernità e freschezza. Altrettanto significativo è Valerio Held, fumettista veneziano, autore di Zio Paperone e di numerosi altri personaggi che hanno fatto la storia del fumetto italiano e internazionale.

Veneto Giorgio Cavazzano: (Giorgio Cavazzano - Lucca Comics & Games 2012 - Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0 - Autore: taymtaym)
Giorgio Cavazzano: (Giorgio Cavazzano – Lucca Comics & Games 2012 – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0 –
Autore: taymtaym)

Tra i nuovi volti del fumetto veneto, emerge anche Silvia Ziche, nata a Thiene (Vicenza), che ha portato un’innovazione leggera e brillante nelle pagine di Topolino, dove ha creato personaggi moderni come Lucrezia. La sua capacità di unire ironia e delicatezza l’ha resa una delle autrici più apprezzate dai lettori più giovani.

Ma il Veneto è anche la casa di voci più impegnate e innovative come Claudio Calia (nato a Venezia), che con il suo graphic journalism affronta temi sociali e politici in modo incisivo e profondo. Con opere come L’orrore del Veneto e Senza parola, Calia ha dato voce a storie di grande rilevanza contemporanea. Giacomo Taddeo Traini, di Padova, con il suo stile diretto e chiaro, si distingue per la sua capacità di trattare temi di attualità, con un linguaggio visivo immediato che colpisce il pubblico giovane.

Oltre ai grandi autori, il Veneto ospita numerosi eventi che celebrano la cultura del fumetto. Tra i più importanti, c’è Be Comics!, il festival di Padova, che ogni anno richiama appassionati e professionisti da tutto il mondo, offrendo un palcoscenico ideale per fumettisti e illustratori. La prossima edizione si terrà il 15 e 16 marzo 2025, un’occasione imperdibile per scoprire nuove opere e incontrare i protagonisti del settore.

Non mancano manifestazioni come Vicenza Comics & Games, che propone una varietà di attività per i fan dei fumetti e dei giochi, e Treviso Comic Book Festival, che dal 2004 promuove il fumetto indipendente. Eventi come San Donà Fumetto e Ca’ Mestre Mega Comics (2024) sono momenti cruciali per la comunità di appassionati, mentre nel 2025, Cerea Comics & Games offrirà un’ulteriore opportunità di immergersi nell’universo dei fumetti e dei giochi.

Il Veneto offre anche numerose opportunità formative per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo del fumetto e del cinema. La Scuola Internazionale di Comics di Padova è un punto di riferimento per chi vuole formarsi nel fumetto, nell’animazione e nella sceneggiatura. Mentre la BigRock si distingue per i suoi corsi di grafica digitale e sviluppo videogiochi. Inoltre, iniziative come lo Showrunner Lab, promosso dalla Veneto Film Commission, offrono borse di studio per laboratori dedicati alle serie TV, creando nuove opportunità per i giovani talenti. Il fumetto continua a rivivere nel presente sapendo accontentare e affascinare adulti, bambini e ragazzi. Il fumetto è un’arte universale che attraverso la sua immediatezza è capace di regalare al pubblico dei lettori un profondo stupore che viene tramandato di generazione in generazione.

Alla prossima…

Le puntate di Veneto cinema e fumetto

 

“Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata”: la Street Art protagonista al Museo Le Carceri di Asiago

La mostra “Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata” è aperta fino al 23 febbraio 2025 presso il Museo Le Carceri di Asiago. Oltre 50 opere, provenienti da Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, raccontano la nascita e l’evoluzione della Street Art internazionale. L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Asiago in collaborazione con MV Arte di Vicenza, è un’immersione nel linguaggio visivo che ha segnato intere generazioni, dai graffiti ai poster, dalle serigrafie agli sketch.

Curata da Matteo Vanzan, la mostra offre un percorso che parte dalla New York di fine anni ’60 fino alle espressioni contemporanee, con artisti del calibro di Keith Haring, Banksy, Obey, JonOne, JR e molti altri. Le opere, esposte su supporti vari come tela, legno e carta, dialogano con una colonna sonora che spazia dall’hip-hop al punk, creando un’esperienza multisensoriale che riflette il legame tra musica e arte urbana.

Il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, ha sottolineato l’importanza culturale dell’evento, che celebra la Street Art come forma d’arte moderna capace di esprimere messaggi profondi e diretti. Anche il Vice Sindaco Ludovica Tondello ha evidenziato come la mostra rappresenti un invito a riflettere sulle criticità della società e sull’urgenza di cambiamento.

Tra gli eventi collaterali, spiccano incontri con artisti come KayOne e Mr. Wany, oltre a un contest fotografico per giovani, “Walls: Muri che raccontano”, che premierà il vincitore con una serigrafia originale di Obey.

La mostra sarà visitabile con orari differenziati tra dicembre e febbraio. Tutte le informazioni su biglietti e prenotazioni sono disponibili presso il Museo Le Carceri e sui canali ufficiali del Comune di Asiago.

Veneto cinema e fumetto, parte I: panoramica generale sui registi

Il Veneto, da sempre fonte di ispirazione per la creatività artistica, ha saputo attrarre registi e fumettisti, che con le loro opere hanno valorizzato ancora di più il suo territorio. Cinema e fumetto, pur essendo due forme artistiche distinte, si sono unite nel raccontare storie intramontabili, arricchite da scenari e atmosfere suggestive.

Il cinema, in particolare, ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere il paesaggio veneto protagonista. I suoi panorami mozzafiato e le città ricche di storia sono stati lo sfondo di pellicole che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema mondiale. Un esempio emblematico è Signore e Signori (1966), una commedia diretta da Pietro Germi. Ambientata e girata a Treviso, racconta con ironia le dinamiche di una comunità borghese. Ma il Veneto non è solo teatro di commedie: Il paziente inglese, vincitore di nove premi Oscar, ha immortalato il Lido di Venezia, arricchendolo di un’atmosfera misteriosa e romantica.

Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (foto Emanuele Manfredo Fioravanzo)
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (foto Emanuele Manfredo Fioravanzo)

La magia della regione continua a vivere anche in Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli, girato a Verona, la città dell’amore. Mentre The Tourist ha trasformato Venezia in una suggestiva location da sogno, con protagonisti Johnny Depp e Angelina Jolie immersi in una storia avvolta nel mistero.

Angelina Jolie
Angelina Jolie all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Licenza: https://commons.m.wikimedia.org/w/index.php?search=Angelina+Jolie&title=Special:MediaSearch&type=image Autore: Harald Krichel

 

Oltre al grande schermo, il Veneto è un punto di riferimento internazionale per il cinema, grazie ai suoi prestigiosi eventi. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, fondata nel 1932, è tra i festival più importanti al mondo, richiamando cineasti e appassionati ogni anno. A Treviso, l’Asolo Art Film Festival esplora il legame tra cinema e arti visive con una rassegna di altissimo livello. Il Lago Film Fest di Revine Lago è invece il fulcro per i cortometraggi e i documentari innovativi, mentre il River Film Festival di Padova propone un’esperienza unica: proiezioni su uno schermo galleggiante sul fiume Piovego, creando un’atmosfera ancora più magica.

Il Veneto ha anche dato i natali a numerosi talenti cinematografici che hanno lasciato il segno a livello nazionale e internazionale. Carlo Mazzacurati, regista e sceneggiatore padovano, ha raccontato la realtà veneta con film come Il Toro e La lingua del santo. Andrea Segre, originario di Dolo, è diventato famoso per i suoi documentari sociali e migratori, con opere come Io sono Lí e L’ordine delle cose. La nuova generazione di cineasti veneti include anche Francesco Sossai, regista di Feltre, che ha attirato l’attenzione con il suo sguardo sulla realtà contemporanea. Non mancano poi volti noti come l’attrice Silvia D’Amico, originaria di Mestre. E poi Marco Paolini, attore e regista bellunese, che si è fatto apprezzare tanto per i suoi monologhi teatrali quanto per il film La pelle dell’orso.

Non solo cinema: il Veneto è anche un luogo di ispirazione per il fumetto, che ha trovato nei suoi paesaggi e nella sua cultura un terreno fertile per esprimersi. Come per il grande schermo, anche i fumettisti hanno saputo raccontare storie e suscitare emozioni, contribuendo a una tradizione culturale che abbraccia sia il cinema che il fumetto. Questi due mondi, pur mantenendo le proprie specificità, si intrecciano nella capacità di dar vita a universi visivi straordinari, confermando il Veneto come un crocevia creativo dove le arti visive si incontrano e si arricchiscono reciprocamente.

Ne parleremo a breve.

Le puntate di Veneto cinema e fumetto

La magia dei presepi artigianali in Duomo a Castelgomberto

Presso il Duomo dei Santi Pietro e Paolo a Castelgomberto sono visitabili i presepi artigianali del gruppo “Amici del Presepe”. Noi siamo andati a vederli. Ci sono 21 scene della vita di Gesù, presepi in vari stili e un grande presepe all’entrata con statue artigianali in movimento. Appena si entra, si respira la magia di questi presepi. La stessa atmosfera magica che si respira anche in centro a Vicenza, con le varie mostre e iniziative proposte.

Il primo presepe, quello più grande appunto, è ambientato nel Vicentino semi-montano del passato e rievoca il tipo di vita dei contadini e degli artigiani di montagna di inizio Novecento. C’è una grande stalla, una scena della Natività, persone che pescano, lavandaie, bambini che giocano, un bambino che va in altalena e altre statue dedite ai lavori di un tempo.

Una scena della Natività in una stalla
Una scena della Natività in una stalla

Il percorso prosegue con scene della vita di Gesù, dall’Annunciazione di Maria fino alla Resurrezione. Mentre alla fine del percorso si trovano altri presepi con ambientazioni italiane, come quello fatto coi trulli pugliesi o uno con le case di montagna e ambientato nelle Dolomiti.

Il presepe che richiama i trulli pugliesi
Il presepe che richiama i trulli pugliesi

La storia del Gruppo “Amici del Presepe”

Il Gruppo dei presepi a Castelgomberto è nato nel 1991 da un’idea del parroco don Luigi Faccin che riunì dopo un lungo periodo di inattività, quanti in gioventù si erano dedicati al presepio, capeggiati dal sig. Giuliano Arcaro, costituendo così il gruppo del presepio parrocchiale, con sette soci che con tanto impegno ed entusiasmo, hanno costruito il primo presepio in chiesa nel modo tradizionale di circa 15 mq.
Poi di anno in anno sono passati a tecniche più nuove usando il polistirolo, gesso ecc. 
Nel 2001 il signor Mario Fortuna (socio trainante) contattò il comitato dei genitori della scuola di Castelgomberto, per dare vita a un corso di tecnica presepistica con la collaborazione del signor Adriano Oceano, costruendo con i ragazzi i primi 8 diorami (paesaggi con scene) artistici.

Presepi a Castelgomberto. La scena dell'Ultima Cena
La scena dell’Ultima Cena


Trascinati da tanto entusiasmo, tante persone adulte hanno chiesto di fare il corso. Così nella primavera del 2002, anche il socio Antonio Carlotto 
si è reso disponibile ad insegnare durante i corsi a nuovi ragazzi. Partì quindi un corso serale per adulti. Di anno in anno nuovi allievi presepisti si sono fatti soci incrementando così il Gruppo.
Attualmente nella mostra si possono ammirare ben oltre 50 presepi di cui 2 di grandi dimensioni animati.

La scena della Resurrezione
La scena della Resurrezione

La mostra è aperta tutti i giorni fino al 6 gennaio dalle 14.30 alle 19 con ingresso gratuito.

Presepi a Castelgomberto. Il presepe ambientato sulle Dolomiti
Il presepe ambientato sulle Dolomiti

Aperture straordinarie per le Gallerie d’Italia: mostre e iniziative speciali a Milano, Napoli, Torino e Vicenza

Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, situate a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, celebrano il periodo natalizio con aperture straordinarie e un ricco programma di mostre e attività per tutta la famiglia (qui i dettagli). Lunedì 23 e 30 dicembre e lunedì 6 gennaio, le quattro sedi apriranno le porte ai visitatori, arricchendo l’offerta culturale con iniziative speciali. Inoltre, il 26 dicembre saranno aperte regolarmente, mentre il 1° gennaio osserveranno un orario ridotto. Domenica 5 gennaio, come da tradizione, l’ingresso sarà gratuito in tutte le sedi.

Milano: il genio artistico e la collezione Agrati
A Milano, la mostra Il genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento offre un viaggio nell’arte lombarda con opere di Leonardo da Vinci, Francesco Hayez e Lucio Fontana. Il percorso espositivo è arricchito dal dipinto Surface Veil IV di Robert Ryman, parte della collezione Luigi e Peppino Agrati.

Napoli: tra Hamilton e Warhol
A Napoli, l’esposizione Sir William e Lady Hamilton racconta il ruolo dei coniugi nella Napoli del Settecento. Accanto a questa, spiccano la mostra Andy Warhol. Triple Elvis e le installazioni luminose di Dan Flavin. Fino al 4 gennaio, i concerti del ciclo È aperto a tutti quanti. A Christmas Carol completano l’offerta natalizia.

Torino: fotografia e maestri del Seicento
A Torino, l’attenzione è puntata su due grandi mostre: Antonio Biasiucci. Arca, che presenta oltre 250 fotografie del celebre autore, e Gentileschi e Van Dyck. Due capolavori dalla collezione Corsini, parte della rassegna L’Ospite illustre. Inoltre, Mitch Epstein. American Nature esplora i conflitti tra uomo e natura attraverso le immagini di uno dei più importanti fotografi americani contemporanei.

Vicenza: il talento di Francesco Bertos
A Vicenza, La caduta degli angeli ribelli. Francesco Bertos è la prima mostra interamente dedicata al celebre scultore veneziano del Settecento. Curata da Fernando Mazzocca e Monica De Vincenti, l’esposizione ruota attorno al capolavoro omonimo dell’artista, esaltandone l’originalità e l’influenza nel panorama artistico dell’epoca.

Altre sedi: Arezzo e Prato
Anche la Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi ad Arezzo e la Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato partecipano alle celebrazioni. Ad Arezzo, la mostra Tornei di Toscana esplora le tradizioni storiche regionali, mentre a Prato i visitatori possono ammirare capolavori di Caravaggio, Giovanni Bellini e Filippo Lippi.

Informazioni utili
Le Gallerie d’Italia chiuderanno il 25 dicembre, mentre il sito ufficiale (www.gallerieditalia.com) fornirà dettagli sugli orari e sugli eventi. Un’occasione imperdibile per immergersi nell’arte e nella cultura durante le festività.

Vicenza con l’Ariadne auf Naxos tra le dieci migliori rappresentazioni d’opera del 2024 secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung

Vicenza è stata inserita tra le dieci migliori produzioni liriche d’Europa del 2024 dalla prestigiosa Frankfurter Allgemeine Zeitung. Questo risultato straordinario premia la produzione dell’opera “Ariadne auf Naxos” di Richard Strauss, realizzata dalla Società del Quartetto di Vicenza, che ha saputo distinguersi accanto a teatri d’opera storici, grandi capitali e rinomati festival internazionali.

I commenti dei protagonisti
Everardo Dal Maso, presidente della Società del Quartetto, ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento: «È un onore per noi e per la città. L’“Ariadne auf Naxos” non è solo un’opera di grande valore artistico, ma anche un progetto che ha coinvolto e unito tutta la comunità. Questo risultato ci incoraggia a continuare a puntare sull’eccellenza».

Anche il sindaco Giacomo Possamai ha voluto sottolineare l’importanza di questo traguardo: «Cittadino onorario di Vicenza, il maestro Fischer da anni sceglie la nostra Città e il Teatro
Olimpico come luogo ideale dove mettere in scena le sue opere e i concerti della Budapest
Festival Orchestra – ricorda il sindaco Giacomo Possamai – e con la sua arte onora Vicenza
dimostrando di anno in anno un vero amore per il nostro territorio. Affetto ribadito anche con la sua decisione di aver già programmato le prossime tre stagioni del Vicenza Opera Festival. Occasioni nelle quali i vicentini e il pubblico internazionale dimostrano il loro attaccamento al maestro a tal punto da fare di ogni spettacolo il tutto esaurito. Il riconoscimento che gli viene attribuito da uno dei maggiori quotidiani tedeschi per l’Arianna a Nasso di Strauss, è l’ennesima testimonianza del valore delle sue produzioni che promuovono oltre confine la conoscenza del Teatro Olimpico, gioiello di Andrea Palladio. Al Maestro Fischer vanno le congratulazioni dell’amministrazione comunale e mie personali e un ringraziamento alla Società del Quartetto che, con il Comune di Vicenza, sostiene questo progetto culturale».

Il giudizio della critica
La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha elogiato la produzione per l’equilibrio tra tradizione e innovazione, evidenziando la qualità delle voci, la raffinatezza della regia e la direzione musicale. «Un’opera che ha saputo rinnovare il fascino di Strauss», ha scritto il giornale tedesco, attribuendo all’allestimento vicentino un ruolo di spicco nel panorama lirico europeo.

Fanno parte della top ten 2024 stilata dal quotidiano tedesco La dama di picche di Čajkovskij andata in scena all’Opera di Lione, l’oratorio Saul di Händel (Opera di Copenhagen), La clemenza di Tito al Festival di Pentecoste di Salisburgo, Chovanščina di Modest Musorgskij rappresentata alla Staatsoper di Berlino, l’operetta Messeschlager Gisela (Komische Oper di Berlino), La Juive di Jacques Fromental Halévy (Opera di Francoforte), Tannhäuser di Wagner (Bayreuther Festspiele), Platée di Jean-Philippe Rameau (Teatro Nazionale di Praga) e La forza del destino verdiana che ha aperto pochi giorni fa la stagione del Teatro alla Scala di Milano.

Un impegno verso l’eccellenza artistica

La prossima edizione del Vicenza Opera Festival è in programma dal 30 ottobre al 2 novembre 2025 con un attesissimo Don Giovanni di Mozart. Fra gli interpreti Andrè Schuen (Don Giovanni), Louise Alder (Donna Anna), Luca Pisaroni (Leporello), Miah Persson (Donna Elvira), Bernard Richter (Don Ottavio), Giulia Semenzato (Zerlina), Daniel Noyola (Masetto) e Krisztián Cser (Comendatore). Biglietti già in vendita.
La Società del Quartetto di Vicenza continua a dimostrarsi un punto di riferimento per la musica e lo spettacolo dal vivo. Questo successo conferma l’importanza degli investimenti in cultura e la capacità di Vicenza di competere ai massimi livelli internazionali, rafforzando il suo ruolo come capitale dell’arte e della musica.

Concerto di Natale a Villa Valmarana ai Nani sabato 21 dicembre 2024: un viaggio tra ragione e sentimento con l’Ensemble Reminiscentia

Sabato 21 dicembre 2024, la Palazzina di Villa Valmarana ai Nani ospiterà per il secondo anno consecutivo il suggestivo Concerto di Natale, un evento unico che combina arte, musica e tradizione. Il protagonista musicale sarà l’Ensemble Reminiscentia, composto da Alessia Travaglini e Marcello Alemanno alla viola da gamba e Alessandro Gonfiantini alla tiorba. Il programma esplorerà le melodie della musica barocca francese, un tesoro storico che risuonava nelle dimore nobiliari tra il Seicento e il Settecento.

Un dialogo tra musica e arte Il concerto, intitolato “Ragione e Sentimento”, propone un dialogo simbolico tra due concetti universali, rispecchiati sia nelle musiche dei grandi compositori barocchi sia negli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, visibili nelle splendide sale della Palazzina.

Al termine dell’esibizione, i partecipanti saranno accolti in un’atmosfera raccolta e suggestiva, con la possibilità di incontrare i membri della famiglia Valmarana. Condivideranno storie e aneddoti legati alla dimora, un luogo che ha attraversato i secoli, ospitato illustri visitatori e resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Un programma immersivo

  • 15:30: Apertura del cancello del parco posteriore per parcheggio e accoglienza.
  • 16:00 – 16:30: Calice di benvenuto servito nelle sale affrescate e visita libera della Palazzina.
  • 16:30 – 17:30: Concerto di musica barocca nel Salone di Ifigenia.
  • 17:30 – 18:30: Vin brulè in terrazza e conversazione con la famiglia Valmarana.
  • 19:00: Conclusione dell’evento.

Dettagli e prenotazioni Il biglietto d’ingresso ha un costo di 19,00 euro a persona (ingresso gratuito per bambini fino ai 12 anni) e include il parcheggio esclusivo, un calice di vino di benvenuto, la visita agli affreschi, il concerto e il momento conviviale con la famiglia Valmarana. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro le ore 14:00 di sabato 21 dicembre.

Per informazioni e acquisto biglietti, è possibile visitare il sito dedicato: Concerto di Natale in Palazzina.

Info contatti e parcheggio

  • Email: palazzina@villavalmarana.com
  • Telefono: +39 351-5326867
  • Ingresso a piedi: Via dei Nani 2, Vicenza.
  • Ingresso in auto: Via San Bastian 20, Vicenza.

Un evento che unisce la bellezza della musica barocca, il fascino dell’arte tiepolesca e il calore della tradizione natalizia, in uno dei luoghi più suggestivi di Vicenza.