mercoledì, Settembre 9, 2026
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Sir John Montagu IV Conte di Sandwich, inventore del panino

Sir John Montagu, IV conte di Sandwich, è stato un nobile, militare, ammiraglio e diplomatico britannico, che succedette nel titolo di Conte di Sandwich al nonno, il terzo Conte, all’età di dieci anni, nel 1729.

James Cook, l’esploratore, battezzò in onore del conte, quando lui era ancora in vita (1778), alcuni gruppi di isole come isole Sandwich. In alcuni casi esse vennero rinominate, come le Hawaii o le isole Sandwich Australi (di cui l’isola Montagu è l’isola maggiore) o ancora un piccolo arcipelago nei pressi delle Antille; diede il suo nome anche a un’altra isola dell’Alaska: l’isola Montagu.

Ma anche sir John si dedicava a progetti ed esplorazioni, tanto da arrivare all’80° parallelo nord nel vano tentativo di raggiungere il polo. Fece anche dell’altro, ovviamente, ma il suo capolavoro fu l’invenzione del panino.

Proviamo ad immaginarci l’intuizione su qualcosa che non esiste e riuscire ugualmente a dare al mondo una delle invenzioni più grandi. Perché il panino non esisteva affatto, ma il conte, con la perseveranza di un benedettino, creò dal nulla ciò che non c’era.

Il mondo intero gli è riconoscente, a partire dagli Americani, che ne hanno fatto una religione, e per finire, a tutti gli altri popoli del globo. Minimo quattro miliardi di persone mangiano uno o più panini al giorno.

È come una preghiera che sale all’anima di John, salvatore del mondo. Anche noi Veneti gli siamo riconoscenti, ma la soppressa l’abbiamo inventata noi, Vicentini in testa, col prodotto della Val Leogra, prima al mondo per qualità.

E a dire il vero, non so se il merito maggiore debba andare al conte o ai Vicentini del Nord. Leggendo dei tentativi per raggiungere la perfezione, si narra che ogni giorno il conte di Sandwich facesse un tentativo per arrivare alla rivelazione finale (mi ripeto: non sapeva neanche lui cosa cercasse, ma c’era questa grande intuizione che gli rodeva le budella). Fatto sta che in occasione di uno degli ultimi tentativi, sicuramente quello illuminante e risolutivo, si fece portare delle fette di carne e delle fette di pane.

Noi che ormai del panino sappiamo tutto, avremmo messo una fetta di carne tra due di pane, ma il conte non sapeva e quindi fece il contrario: mise una fetta di pane tra due di carne. Si mangiò quel panino anomalo, dopodiché ricevette l’illuminazione come gli Yogi dell’India e gli apparve come in sogno un panino vero: pane fuori e carne dentro.

Il panino era inventato, e il mondo aveva ricevuto una delle informazioni più importanti per godersi la vita. Nella situazione attuale, penso che se il IV conte di Sandwick tornasse in vita, debitamente informato sulla disastrosa situazione della fame nel mondo, animato da amore per l’umanità, si dedicherebbe alla soluzione del problema primario, tanto semplice quanto di difficile soluzione: per fare i panini ci vuole il pane e ci vuole il companatico (cum panem), e un buon 50% degli umani è privo di questi componenti necessari. Comunque, sentite grazie da tutti noi, John Montague, IV conte di Sandwick.

Di Lucio Panozzo da Vicenza In Centro (Maggio 2023)

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Vicenza, la piccola Atene del Veneto

Le bellezze di Vicenza ammirate, non solo, ma quello che più sorprende, imitate in tutto il mondo. Solo una città ha avuto tanta considerazione e insieme è stata copiata prima da Roma e a partire dall’illuminismo da varie città del mondo.

Questa città è Atene, quella di Pericle, della democrazia e dei grandi pensatori. Fortunata Vicenza anche se più spesso nominata e, temo nel pensarlo, più apprezzata all’estero che al suo interno.

Fra gli altri qualche mese fa in Spagna “La voz de Galicia” racconta la città del Palladio come città dell’eleganza, dalla grazia unica, città Unesco e rinascimentale, plasmata dal grande Palladio e con invito a visitarla.

Vicenza dal canto suo attira l’interesse degli studiosi che qui si radunano periodicamente per esporre il risultato delle proprie ricerche, presso il Palladio Museum, che con le sue mostre, corsi e seminari di studi tiene alto il nome del Palladio e della sua città.

Ma qui vi accorrono anche studenti di architettura provenienti principalmente dalle università americane della Florida, della Virginia, della Pennsylvania.

Peccato che qui non trovino una struttura che faciliti il loro impegno e il loro sacrificio, venuti così da lontano.

In mancanza di uno Studio da frequentare insieme ad altri giovani provenienti da varie parti del mondo, si accontentano di peregrinare attraverso la città e di alloggiare in qualche pensioncina di fortuna.

Vicenza ha un dovere per la sua storia e per il suo futuro di dotarsi al più presto di uno Studio di architettura dove studiosi e studenti, finora senza mai incontrarsi, possano finalmente condividere studi ed esperienze per un proficuo reciproco vantaggio.

Quanto giovamento anzitutto culturale ne trarrebbe Vicenza sempre più simile anche per gli studi all’antica e gloriosa Atene.

Di Giovanni Bertacche da Vicenza In Centro (Maggio 2023)

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Resistere, a Bassano del Grappa la rassegna letteraria si concentra su pianeta ed economia sostenibile

Entra nel vivo la settima edizione di Resistere, la rassegna di incontri letterari, organizzata a Bassano del Grappa da Libreria Palazzo Roberti.

Sono due gli appuntamenti in programma giovedì 15 giugno. Alla Libreria Palazzo Roberti (ore 18.00), il saggista, autore e conduttore televisivo Federico Taddia e la climatologa e fisica Elisa Palazzi si interrogano sullo stato di salute del pianeta e sugli interventi concreti per aiutarlo. “Bello mondo. Clima, attivismo e futuri possibili: un libro per capire quello che gli altri non vogliono capire” è infatti il titolo del libro scritto a quattro mani e uscito per Mondadori dove gli autori invitano a “prima studiare le cause legate ai fenomeni che stanno minacciando il nostro mondo: è fondamentale conoscere i rischi che stiamo correndo, ma soprattutto le modalità con cui possiamo prevenirli e adattarci. Il pianeta sta cambiando, e così dovremo fare noi. Scopriamo insieme cosa vuol dire parlare di aumento delle temperature e fusione dei ghiacciai, di deforestazione e preservazione della biodiversità, di polveri sottili e ciclo del carbonio: comprendere il sottile equilibrio che governa la Terra è il primo passo per prendercene cura”.

A seguire, alle 18.45, al Castello degli Ezzelini, l’economista Carlo Cottarelli parlerà di globalizzazione, tecnologia, criptovalute, ma anche dei pericoli che le cose ci sfuggano di mano. Nel suo libro “Chimere” (Feltrinelli) indaga infatti le grandi visioni riformiste che si sono spesso rivelate appunto pericolose chimere. Si tratta di questioni che riguardano noi e le generazioni future e che richiedono di affrontare il problema di una crescita compatibile con i vincoli ambientali, la necessità della stabilità monetaria, le conseguenze di un’eventuale deglobalizzazione.

È stato invece annullato l’evento delle 21.15 con la giornalista Lucia Annunziata e il deputato Bruno Tabacci.

La rassegna continua venerdì 16 giugno con l’attrice e scrittrice Chiara Francini che, come nei suoi libri, coinvolge il pubblico in un flusso emozionale, dai ricordi d’infanzia al dilemma della maternità (Libreria Palazzo Roberti, ore 17.00); il celebre psichiatra Vittorino Andreoli affronta il tema della vecchiaia, come metamorfosi di nuove possibilità, in una società che invece tende a negarla (Castello degli Ezzelini, ore 18.45);  l’autore di best-seller Antonio Manzini, attraverso il suo personaggio più famoso (l’investigatore Rocco Schiavone), indaga con disincanto la realtà (Castello degli Ezzelini, ore 21.15).

Sabato 17 giugno la psicologa ed esperta di “dipendenze affettive” Ameya Gabriella Canovi illustra i nuovi modelli di famiglia e la necessità di ripercorrere le eredità emotive e i traumi intergenerazionali che ci condizionano (Libreria Palazzo Roberti, ore 17.00);  il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e l’economista e teologo di formazione gesuita Gaël Giraud si confrontano, con approcci diversi, sulle diseguaglianze del mondo (Castello degli Ezzelini, ore 18.45); Umberto Galimberti, filosofo e psichiatra, indaga la sfera delle emozioni, come forma di conoscenza, anche in linea con le nuove discipline scientifiche (Castello degli Ezzelini, ore 21.15).

Domenica 18 giugno il chimico Dario Bressanini e il biologo Giacomo Moro Mauretto cercano di sfatare  nel mondo del cibo i miti indotti dal marketing, nell’orizzonte soprattutto della sostenibilità (Sala Da Ponte, ore 17.00);  i due interpreti del capitalismo italiano Franco Bernabè e Massimo Gaggi, intervistati dalla giornalista Alessandra Sardoni, affrontano i problemi legati a globalizzazione,  sviluppo della tecnologia, potere monopolistico e democrazie in pericolo; infine, la cantante Malika Ayane, alla sua prima prova di autrice, svela la sua filosofia di vita alla ricerca della felicità (Castello degli Ezzelini, ore 21.15).

La rassegna letteraria Resistere è ideata e organizzata da Libreria Palazzo Roberti, con il patrocinio della Città di Bassano del Grappa.  Main sponsor della manifestazione: AGB, SIND Tech Solution e QUAKE Fashion Solutions. Partner della rassegna: Banca Mediolanum, Baxi, Mevis, EcoRicerche, Allnex, MAG Italia Group, Poli Distillerie, Mubre Costruzioni, CMP, Finleb, Fabio Gobbato Financial Advisor. In collaborazione con Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank. Partner tecnici: ALU, Fogher, Montegrappa, Leucos, Casa del Fiore, Osteria Terraglio. Media partner: Il Giornale di Vicenza, Corriere del Veneto, Radio Padova.

Le sedi sono gentilmente offerte dalla Città di Bassano del Grappa.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e senza prenotazione.

In caso di maltempo gli incontri in programma al Castello degli Ezzelini si terranno in Sala da Ponte. Le sedi possono subire cambiamenti. Si invita a consultare il sito o i canali social della libreria per ogni aggiornamento.

Virgilio Scapin e la cultura vicentina del ‘900

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Virgilio Scapin frequentando la sua libreria in Contrà do Rode, dove ho apprezzato molti suoi pareri e consigli su libri ed autori. Sempre sorridente, ironico ed informatissimo, era un amabile interlocutore.

Lui stesso autore di racconti e romanzi ambientati nel vicentino, conquistò la nomina nella cinquina del Premio Campiello del 1995 con “Il bastone a calice”, storia della vita di una famiglia borghese in una villa veneta; altri suoi romanzi di successo sono stati “La giostra degli arcangeli” ed “Il chierico provvisorio”.

Ma non fu solo scrittore, fu bravissimo attore in due film memorabili: il divertentissimo “Signore e Signori” di Germi con Gastone Moschin e Virna Lisi in cui interpretò il mite pretino segretario del vescovo di Treviso e poco dopo il beffardo “Commissario Pepe” di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, ambientato a Vicenza, in cui interpretava il giovane donnaiolo conte Lancillotto.

Fu inoltre raffinato esperto di arti culinarie venete; nel 1987 fondò a Sandrigo (nemo propheta in patria) la Venerabile Confraternita del Bacalà assieme all’avv. Benetazzo ed allo scrittore W. Stefani; confraternita ancora oggi attiva e rinomata; scrisse “i Magnagati” libro di curiosità culturali/culinarie vicentine.

L’importante presenza di Scapin nella cultura cittadina dell’epoca è stata ben chiarita dall’autore vicentino Marco Cavalli nel suo libro “In compagnia di Virgilio” ove spiega lo stretto legame tra Virglio Scapin e Neri Pozza: il romanzo di Scapin “La balda  gioventù” narra del vicentino Edoardo protagonista di vaghi trascorsi littori ed oziosa vita postbellica, attorniato da amici premurosi somiglianti a Barolini e Girotto; il racconto di Pozza “Eliseo” narra praticamente lo stesso personaggio, nello stesso ambiente cittadino di luoghi e personaggi.

Fu buon amico dello scultore vicentino Nereo Quaqliato che ne plasmò assai abilmente le amabili fattezze in un busto conservato  a Palazzo Chiericati ed in un bassorilievo apposto a sua memoria al fianco della vetrina che fu della sua libreria. Morì nel 2006 e riposa nel Cimitero cittadino.

Di Fabio Gasparini da Vicenza In Centro (Aprile 2023)

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Fiori d’estate, a Palazzo San Giacomo di Vicenza iniziativa per Centro antiviolenza

“Fiori d’estate”, è l’iiziativa in programma mercoledì 21 giugno 2023 nel chiostro di Palazzo San Giacomo a Vicenza: urban knitting, musica e letture per raccogliere fondi da destinare al Centro antiviolenza comunale.

Il chiostro antico, sede storica della Biblioteca civica Bertoliana, sarà teatro a partire dalle 19 e 15 di un colorato allestimento artistico, a cura delle volontarie dell’associazione “Come un incantesimo”.

Nel giorno del solstizio d’estate e della Festa della musica, infatti, una distesa di allegri pompon ricoprirà le aiuole e i cespugli del chiostro, mentre il pozzo, appena restaurato da Engim, si vestirà di fiori di lana e lanterne.

Questa nuova frontiera della street art è conosciuta in inglese come “urban knitting”, letteralmente lavoro a maglia urbano, o “yarn bombing”, bombardamento di filati. A Vicenza si chiamerà “Fiori d’estate” e consiste appunto nel ricoprire e addobbare alberi, panchine, giardini con decorazioni a maglia e all’uncinetto, per riappropriarsi degli spazi urbani.

Torna così in Biblioteca Bertoliana la creatività dell’associazione “Come un incantesimo”, in collaborazione con l’associazione Donna Chiama Donna, dopo il grande successo di Viva Vittoria Vicenza, l’iniziativa benefica andata in scena lo scorso novembre in piazza dei Signori, quando, ai piedi della Basilica Palladiana, è stata distesa una gigantesca coperta composta da quadrati lavorati ai ferri o a uncinetto da volontarie, che li avevano consegnati nelle biblioteche cittadine e nella sede dell’associazione.

Anche questa volta, 21 giugno fino al 30 giugno, durante gli orari di apertura della sede di Palazzo San Giacomo (www.bibliotecabertoliana.it/it/biblioteca/indirizzi-e-orari#BE), lasciando un’offerta in una cassetta apposita, sarà possibile portare a casa i pompon e gli allestimenti realizzati al chiostro antico di Palazzo San Giacomo, contribuendo in questo modo alla raccolta fondi destinata all’associazione Donna chiama Donna, che gestisce il centro antiviolenza di Vicenza (CeAv).

Per l’occasione è stato messo a punto un programma ricco di iniziative, a partire dalla possibilità di visitare il chiostro durante tutta la giornata di mercoledì 21 giugno. Inoltre, a partire dalle 19.15, gli studenti del liceo Fogazzaro leggeranno ad alta voce brani tratti dal libro della cuoca e food writer Gabrielle Hamilton “Sangue ossa e burro. L’educazione involontaria di uno chef”.

Le letture saranno accompagnate da intermezzi musicali, scelti ed eseguiti a cura delle flautiste Angela Rossi ed Emma Pilastro.

La serata si concluderà con un aperitivo sotto le stelle.

L’ingresso all’evento è libero. In caso di maltempo l’attività si svolgerà nella sala studio di Palazzo San Giacomo. Per informazioni: consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it

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Fonte: Comune di Vicenza

Teatro Comunale di Lonigo, presentata la nuova stagione: “Vi sorprenderemo”

È stato presentato questa mattina a Palazzo Pisani il Cartellone 2023-2024 del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Lonigo, programma denso, inaspettato e aperto a un pubblico ampio, che riparte dal numero “trenta”, come gli anni dalla riconsegna del Teatro dopo un accurato restauro. Restauro che, quasi a riconfermare la cura che l’Amministrazione dedica al suo gioiello, vede riapparire le impalcature proprio in queste settimane, per consentire l’adeguamento degli impianti e offrire un maggiore comfort agli spettatori, oltre ad un risparmio energetico per la Comunità e per l’Ambiente. 

Il programma, licenziato dal Direttore artistico Alessandro Anderloni, dal 2023 riconfermato al timone del Comunale fino al 2025, trova alcuni volti molto amati dal pubblico accanto a novità sorprendenti, con spettacoli sensibili ai gusti di diverse generazioni, accostando stili e generi, esplorando la drammaturgia contemporanea e classica, la danza e la musica d’autore. Volti, autori e compagnie che, con disinvoltura, sono conosciuti anche dal pubblico televisivo, elemento che lascia emergere quanto sia la TV a chiedere più teatro e più talento. 

I numeri della stagione 2023-2024 sono riassunti con 13 spettacoli: 8 in abbonamento e 5 fuori abbonamento, con l’inizio fissato per venerdì 3 novembre e la conclusione, prima di lasciar spazio ai Festival di Generazione Teatro e Postounico, domenica 21 aprile 2024 

Il Sindaco di Lonigo Pierluigi Giacomello, lieto di presenziare ad ogni iniziativa lanciata dal «“suo” Teatro», anticipa la voglia di sorprese e dell’impegno sempre crescente dell’Amministrazione nel coinvolgere i cittadini perché siano coscienti del patrimonio culturale che hanno ricevuto in consegna. «Oltre agli spettacoli, in autunno sarà presentato un corposo volume edito da Berica Editrice, che ripercorrerà l’affascinante storia del Comunale, con molte fotografie e curiosità, il migliore dei modi per lasciare un segno di questo trentennale».

L’Assessore al Teatro Alberto Bellieni vuole manifestare il rinnovato ottimismo «per questa stagione che corrisponde al trentennale di un teatro antico, che non smette di meravigliare e accogliere quanti sono pronti a sognare una comunità migliore. Per l’occasione ci saranno delle sorprese, svelate durante la stagione stessa, per far sì che si possa camminare tutti insieme in questo progetto. Il Cartellone porterà una grande varietà di proposte, anche un musical per il periodo natalizio, ideale per le famiglie. Come Amministrazione auspichiamo per la riconferma della stagione precedente, che ci ha sostenuto nel fare sempre meglio. Voglio ringraziare la presidente Bedeschi e tutto il CDA, il Direttore Artistico Anderloni e l’intero staff che lavora per comunicare un teatro più coinvolgente e vicino alle persone».

Manuela Bedeschi, Presidente del Consiglio di Amministrazione, dichiara che «proprio per valorizzare il nuovo programma del Trentennale, sarà aggiunta una serata extra dove presenteremo un importante progetto editoriale dedicato al teatro. Stiamo organizzando la presentazione con una serata dedicata alla città, dove ci saranno i testimoni che in questi anni hanno vissuto e contribuito alla “ricostruzione” del nostro amato Teatro. Grazie all’impegno economico dell’Amministrazione comunale, siamo inoltre riusciti a ottenere la disponibilità per un bellissimo musical, che sarà il regalo di Natale per le famiglie e per quanti vorranno vivere la festività come un momento di grande bellezza».

Alessandro Anderloni si fa interprete dello spirito che ha animato le scelte del nuovo anno teatrale. «È una stagione trasversale e multi generazionale che rompe gli schemi e mescola i generi, che contamina il passato con il presente e con il futuro, che accoglie i “mostri sacri” e le promesse del palcoscenico. Abbiamo cercato, accostato, immaginato, osato. Ci confrontiamo con una stagione, la 2022/23, che ha segnato i numeri più alti degli ultimi dieci anni e tra quelli dalla riapertura del 1993. Sapremo fare meglio? Non lo so. Ma sono certo che sorprenderemo. Abbonarsi al Comunale di Lonigo per crederci».

Dal nuovo Cartellone emerge la scelta per ripartire dai classici del teatro e della letteratura rinnovando, soprattutto per le nuove generazioni, i moderni come San Francesco, Arlecchino, Romeo e Giulietta e il giallo di Agatha Christie. Questo vero e proprio “passaggio di consegne” tra attrici e attori delle diverse generazioni avranno i nomi di Simone Cristicchi (voluto a furor di popolo dal pubblico della scorsa stagione e in anteprima regionale con il suo nuovo spettacolo), Giulio Corso, Vanessa Gravina e Gioele Dix, solo per nominarne alcuni. La sorpresa più attesa sarà il fantasmagorico e tecnologico Lights in the Dark della compagnia giapponese E.L. Squad che porta a Lonigo la danza contemporanea spettacolarizzata con la tecnica dell’elettroluminescenza, in una tappa di un tour mondiale travolgente. Tra le attrici emergenti e già sorprendenti della nuova scena del teatro italiano, con un classico di Pirandello, arriverà a Lonigo Lucia Lavia. Non meno presente sarà la “quota risata”, con Paolo Cevoli, Vanessa Incontrada con Gabriele Pignotta e il dissacrante Natalino Balasso, amati dal pubblico perchè capaci di un’ironia consapevole. Una delle novità di quest’anno, a festeggiare i trent’anni dalla riapertura, sarà il Musical, con A Christmas Carol tratto da Charles Dickens, per la regia di Fabrizio Angelini, a chiusura dell’anno 2023: un momento magico per le famiglie, un testo imprescindibile per ogni generazione che voglia vivere lo spirito del Natale. La musica sinfonica sarà protagonista del concerto dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. L’attenzione sarà rivolta anche alla tradizione della Commedia dell’Arte con Stivalaccio Teatro e alle compagnie locali, L’Archibugio e La Compagnia degli Orsi, i cui spettacoli garantiscono il rapporto di fiducia con il pubblico. 

La vita culturale del Teatro e di un’intera città è consentita grazie all’attenzione e al sostegno di molti attori economici che sono parte della vita degli Spettatori tra cui, oltre al fondamentale apporto dell’Amministrazione Comunale, Rino Mastrotto Group, Fondazione Farmacia Miotti, Autovega, Fabbrica Italiana Sintetici.

La campagna abbonamenti aprirà il 3 settembre 2023. Informazioni sul sito.

La Milanesiana al Teatro Olimpico con il concerto per Battiato con Cristicchi e Amara

“Torneremo ancora – Concerto mistico per Battiato”: Simone Cristicchi e Amara si esibiranno al Teatro Olimpico di Vicenza il 15 luglio prossimo nell’ambito de La Milanesiana”, manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

In esso, Simone Cristicchi e Amara affrontano con grazia e rispetto il repertorio mistico di Franco Battiato, facendosi portatori dei messaggi spirituali che hanno reso immortale la sua opera. Sarà un’occasione speciale per riscoprire una grande eredità in una nuova veste arrangiata dal Maestro Valter Sivilotti.

Pochi sono gli artisti come Franco Battiato, capaci con le loro opere di “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia in grado di risvegliare e accarezzare l’anima.

Ha lasciato un patrimonio inestimabile, in cui alla forma canzone si sposa una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale “L’ombra della Luce” alla struggente “La cura”, passando per “E ti vengo a cercare” fino a “Torneremo ancora”, il suo ultimo brano inciso e non a caso il titolo scelto per il concerto.

Sul palco insieme a Simone Cristicchi e Amara ci saranno i solisti della Accademia Naonis di Pordenone: Lucia Clonfero (violino), Igor Dario (viola), Alan Dario (violoncello), U.T. Gandhi (percussioni), Franca Drioli (soprano).

Lo spettacolo inizierà dopo il prologo di Francesca Masiero e l’introduzione di Elisabetta Sgarbi.

La Milanesiana

La 24esima edizione de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dopo l’anteprima ad aprile con Quentin Tarantino in libreria, fino al 27 luglio attraverserà 23 città italiane in 7 diverse regioni, con oltre 60 incontri ed eventi e più di 200 ospiti italiani e internazionali provenienti da diverse discipline.

E’ un festival di respiro internazionale che promuove il dialogo tra le arti e tesse relazioni tra letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport, fumetto.

Il tema di questa 24esima edizione è “Ritorni”, ispirato dallo scrittore nigeriano, Ben Okri. Un tema-mondo per interpretare la cronaca attuale (chi lascia la propria terra sperando di non farci più ritorno, chi parte sognando di tornarci), che abbraccia anche altri nuclei tematici: il rapporto con la natura, quello con l’intelligenza artificiale e quello tra genitori e figli.

La Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata anche quest’anno da Franco Achilli che in onore del nuovo tema l’ha raffigurata avvolta in un uroboro verde, ideale unione tra il tema della Natura e quello del Ritorno.

I Premi de La Milanesiana 2023:

Premio Rosa d’oro della Milanesiana a Abdulrazak Gurnah

Premio SIAE / La Milanesiana a Zerocalcare

Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle / La Milanesiana a Joël Dicker

Premio Omaggio al Maestro / La Milanesiana a Quentin Tarantino e Fatih Akin

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Fonte: Comune di Vicenza

“Dear Gigi”: il 15 giugno presentazione in Bertoliana del libro su Luigi Meneghello

“Dear Gigi. Sondaggi nel carteggio di Luigi Meneghello conservato alla Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza”. Questo il titolo del libro di Filippo Cerantola che sarà presentato da La Biblioteca Bertoliana a Palazzo Cordellina, giovedì 15 giugno 2023, alle 18.

Con l’autore sarà presente Lorenzo Renzi, docente in pensione di filologia romanza all’Università di Padova, e autore della prefazione al volume.

Dear Gigi, volume, fresco di stampa, analizza una cospicua parte del materiale epistolare di Meneghello conservato in Bertoliana all’interno della sezione degli archivi degli scrittori vicentini del Novecento. Tale documentazione, donata dallo stesso Meneghello, dalla moglie Katia e dai nipoti Giuseppe e Fina, è stata depositata nella civica vicentina fra il 1999 e il 2015: si compone di 4.074 lettere scambiate con 690 corrispondenti, che abbracciano un arco cronologico compreso tra il 1948 e il 1999. L’archivio è oggi interamente informatizzato e reso disponibile allo studio e alla ricerca. L’inventario delle carte è consultabile online nel Portale degli Archivi della Biblioteca Bertoliana.

Il libro di Cerantola, scaturito dalla sua tesi di laurea in Lettere moderne, propone l’analisi di un rilevante numero di lettere presenti nelle Carte meneghelliane della Bertoliana – da Norberto Bobbio a Primo Levi, da Goffredo Parise a Neri Pozza – contestualizzandole in rapporto alla produzione letteraria dello scrittore di Malo, di cui si offre anche la storia e la ricezione da parte di pubblico e critica.

Dear Gigi sarà in vendita a partire dal 15 giugno stesso e sarà a disposizione anche nel bookshop di Palazzo Cordellina. Filippo Cerantola, dopo aver maturato esperienze lavorative in diversi ambiti, dal 2020 insegna materie umanistiche nelle scuole medie e superiori. “Dear Gigi” è il suo primo libro.

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Fonte: Comune di Vicenza

Monte Berico di Vicenza: arco e scalette

Le prime notizie su Monte Berico provengono da un documento del 1263 dove viene chiamato monte bericano dal nome del sottostante quartiere di berga. Dopo il 1061 il vescovo Liudigerio concedeva il colle alle monache di San Pietro che nel punto più alto del tratto in cui, più tardi, furono costruite le scalette eressero una piccola chiesa chiamata San Pietro in monte.

Una rustica serie di scalini da porta di monte saliva alla chiesa. La costruzione non aveva molta attrattiva ed era scomoda da raggiungere. Durante il XIV secolo essa fu anche sede dei Cavalieri della Beata Vergine Gloriosa, detti Cavalieri Gaudenti. Dopo l’apparizione della Vergine a Vincenza Pasini e con la costruzione della chiesa dedicata a Maria nel 1428, questa piccola chiesa perse importanza e fu abbandonata.

Intorno al 1480, a scopo difensivo, un piccolo castello fu costruito sull’area dell’antica chiesa di San Pietro in Monte. Nell’anno 1595 furono nominati podestà Stefano Trevisan e capitanio Giacomo Bragadin.

Il podestà Trevisan fece costruire sul fronte della cittadina torre bissara, un’edicola con una composizione in pietra di Vicenza e stucco con una Madonna incoronata tra i Santi Vincenzo e Stefano, L’apparato fu realizzato dalla bottega degli Albanese. Il Capitanio Bragadin, ripreso un progetto di Andrea Palladio del 1576, fece costruire l’imponente arco trionfale alla base delle scalette.

I lavori vennero affidati a Francesco Albanese; le statue sulla parte superiore dell’arco sono di Giovan Battista Albanese, mentre le due presenti nelle nicchie interne sono opera di Orazio Marinali e rappresentano, una, l’arcangelo annunziante e l’altra la vergine Maria Molti fedeli della città e della regione salivano il monte per rendere grazie all’immagine della Madonna. L’ unica strada di accesso erano le scalette.

Queste vennero rifatte come sono ora in 192 gradini suddivisi in rampe. Molti fedeli salivano in ginocchio tutti gli scalini. La strada proseguiva per un tratto pianeggiante fino alla cappella del Cristo e infine saliva per l’ultimo tratto fiancheggiato, sulla sinistra, da un porticato a colonne di pietra sormontato da archi, alla rustica.

Dopo il 1614, lungo questo percorso furono costruite su progetto dell’architetto Natale Baragia e a spese del P. Bartolomeo Ghellini 15 cappellette disseminate lungo il percorso, nelle quali erano dipinti i misteri del rosario. Già nel 1624 le Scalette avevano dovuto essere riparate, perché ridotte in pessime condizioni e nel 1703 se ne constatava la quasi totale impraticabilità; anche il porticato era ormai fatiscente. Con la costruzione dei portici del Muttoni, furono demoliti i vecchi portici e le cappellette. Le scalette furono riparate.

Di Adriano Bevilacqua da Vicenza In Centro (Aprile 2023)

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Sebastiano Tecchio, l’avvocato di Vicenza noto… per la sua barba

Il personaggio più importante del Risorgimento vicentino è certamente l’avvocato Sebastiano Tecchio. Era stato membro del Governo Provvisorio di Vicenza proclamato il 25 marzo 1848.

Il 5 giugno di quell’anno, alla vigilia della valorosa battaglia di Monte Berico del 10 giugno, il Tecchio si trovava a Valeggio sul Mincio con i rappresentanti delle province venete per consegnare a Carlo Alberto i risultati dei «liberi voti» plebiscitari che a larga maggioranza ne approvavano l’unione al Regno di Sardegna.

Tanto era il suo desiderio che il plebiscito trovasse piena e rapida realizzazione che solennemente promise «che non si sarebbe tagliata la barba finché il Veneto non fosse italiano». Dopo la caduta di Vicenza Tecchio ripara in Piemonte dove sarà deputato e ministro dei lavori pubblici. Con la costituzione del Regno d’Italia diverrà anche presidente della Camera dei deputati. Alla conclusione della Terza guerra d’indipendenza ritorna nella sua città.

Il 3 agosto il giornale «Progresso» rende noto che la Giunta Municipale di Vicenza si era recata a visitare «l’illustre nostro concittadino deputato avv. Sebastiano Tecchio» rientrato dopo 18 anni «di glorioso esilio» e aveva disposto che «per festeggiare il fausto e desiderato ritorno» la Banda Civica si recasse alla sera presso la sua abitazione.

Il 27 ottobre 1866, in qualità di primo Presidente della Corte d’appello di Venezia, proclamò dal “verone” di Palazzo Ducale i risultati del plebiscito che sanciva l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. Nel novembre fu nominato senatore (il primo dei veneti); fu ministro di Grazia e Giustizia e poi Presidente del Senato nella XIII legislatura (1876-1880).

Ora il Veneto apparteneva al Regno d’Italia, la bandiera di Vicenza era già stata decorata di medaglia d’oro al valore militare e quella promessa fatta nel 1848?..qualcuno deve avergliela ricordata perché quella fluente barba, ormai bianca, era diventata la principale caratteristica del Presidente del Senato.

I giornali dell’epoca non riferiscono se l’avvocato avesse mantenuto fede al voto, ma sappiamo che lo stesso Tecchio distribuì agli amici una ciocca della sua barba raccolta in una raffinata teca di tartaruga legata in argento e con una sua foto dove si nota la barba bianca vistosamente accorciata. La teca è impreziosita dall’iniziale del suo nome «S» pure in argento. Fu  un  «grande» anche in questa piccola scommessa fra amici!

Di Vittorio Bolcato da Vicenza In Centro (Aprile 2023)

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