domenica, Novembre 1, 2026
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Caserta, 14enne accoltellato a scuola: arrestato coetaneo

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(Adnkronos) – La Polizia di Caserta ha arrestato un ragazzo di 14 anni, ritenuto responsabile di aver ferito un coetaneo con un coltello a serramanico all’interno di un istituto scolastico di Castel Volturno. L’intervento degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castel Volturno è scattato dopo una segnalazione giunta alla Centrale operativa, che riferiva del ferimento di uno studente all’interno della scuola.  

Giunti sul posto, i poliziotti hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dai primi elementi raccolti è emerso che il ferimento sarebbe avvenuto durante un’interazione tra due studenti, nel corso della quale uno dei minori avrebbe utilizzato un coltello a serramanico, colpendo il coetaneo all’addome e provocandogli anche una lesione a una mano. Il giovane ferito è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato in osservazione a causa di una ferita addominale potenzialmente grave.  

Nel corso delle attività investigative, gli agenti hanno sequestrato un coltello a serramanico, ritenuto compatibile con l’arma utilizzata nell’aggressione. Gli ulteriori accertamenti, condotti anche attraverso l’acquisizione delle testimonianze e degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, hanno consentito agli investigatori di ricostruire le circostanze dell’episodio. Al termine delle formalità di rito, il quattordicenne è stato accompagnato presso il Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei, a Napoli, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria. 

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cronaca

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Più della laurea contano le competenze concrete, per 86% candidati fanno la differenza

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(Adnkronos) – La laurea non è più l’unico lasciapassare per costruire una carriera di successo. Oggi, sebbene i processi aziendali non riescano sempre a stare al passo, sono le competenze concrete e acquisite sul campo a fare la differenza nelle fasi di selezione. A scattare questa insolita fotografia è Michael Page, società di consulenza globale specializzata nel recruitment, con l’indagine ‘Spotlight on Skills’, parte del report globale ‘Talent Trends 2026’, condotta su un campione di 30.000 candidati di tutto il mondo. Lo studio mostra una chiarissima inversione di tendenza: per chi cerca lavoro, oggi, contano di più le competenze rispetto ai titoli di studio che rimangono, però, naturalmente molto importanti.  

I risultati dell’indagine evidenziano come i candidati abbiano già fatto proprio questo cambio di prospettiva, precedendo le aziende nell’adozione di un approccio skills-first: per l’86%, infatti, i datori di lavoro e recruiter danno già ora più valore alle competenze rispetto alla laurea, mentre il 75% è convinto che un solido bagaglio di competenze possa compensare l’assenza di un titolo di studio universitario. L’80%, infine, riconosce il valore della formazione accademica che viene ancora considerata come un requisito fondamentale per accedere alle opportunità migliori, soprattutto in alcuni settori specifici (legal, Hr, finance e tech).  

“Non dobbiamo pensare – precisa Pamela Bonavita, managing director di Michael Page – che competenze pratiche e percorsi di studio siano in contrapposizione tra loro o si escludano a vicenda, anzi. Sebbene il 40% dei candidati intervistati attribuisca una maggior importanza alle skills rispetto alle precedenti esperienze lavorative, la vera forza sta nell’integrazione: oggi, infatti, chi cerca lavoro (2/3 dei rispondenti) non esita a candidarsi quando crede di possedere la maggior parte dei requisiti richiesti”. 

 

Il peso delle competenze varia a seconda della funzione: se gli aspetti relazionali e le soft skills sembrano essere predominanti in ambito commerciale, nelle operations e dove il contatto con le persone è predominante, le hard skills restano l’elemento determinante nei settori ad alta specializzazione tecnica (costruzioni, It, finance ed engineering). Il ‘continuous learning’ è diventato parte integrante della vita lavorativa quotidiana: 7 professionisti su 10 (il 68%) hanno seguito un corso di aggiornamento negli ultimi 12 mesi per migliorare il proprio profilo, preferendo corsi online (64%), qualifiche formali (50%) e formazione interna aziendale (47%).  

Sono diverse le motivazioni che spingono al reskilling e all’upskilling: per il 59% sono legate a una eventuale promozione (una motivazione che muove per lo più i candidati uomini), per il 58% a un cambio di carriera (motivazione principale per le donne) e per il 47% sono legate alla volontà di rimanere competitivi sul mercato. I benefici di questo investimento in formazione sono già evidenti per il 68% dei professionisti che dichiara di averne tratto un immediato riscontro nella propria vita professionale.  

“I candidati – aggiunge Pamela Bonavita – sembrano aver compreso prima delle organizzazioni l’importanza di una valutazione basata sulle competenze. A livello aziendale, infatti, questo approccio rimane ancora disomogeneo, ma sarà questo a fare la differenza in futuro per ingaggiare e trattenere i migliori talenti. Diventa sempre più necessario investire in formazione continua delle risorse, definire le posizioni aperte sulla base delle attività e non soltanto sui titoli posseduti e identificare il mix ideale tra soft e hard skills per ampliare il bacino di potenziali talenti. È questa la sola strada per superare i limiti del recruiting tradizionale e intercettare chi possiede il know-how giusto per guidare l’innovazione in azienda. Solo le imprese che saranno muoversi per prima in questa direzione saranno in grado di colmare il gap con le aspettative dei candidati e di assicurarsi un vantaggio competitivo solido e indiscutibile”. 

 

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lavoro/dati

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Google Cloud down, siti e app non funzionano: problemi anche in Italia

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(Adnkronos) – Problemi per Google Cloud oggi, martedì 20 ottobre 2026, con interruzioni e malfunzionamenti in tutta Europa, Italia compresa. Il disservizio sta interessando diversi servizi dell’infrastruttura cloud di Google e coincide con una serie di difficoltà registrate da banche (come Revolut), piattaforme digitali e siti web, alimentando i timori di un effetto a catena sulla rete. 

A confermare l’anomalia è stata la stessa Google attraverso la pagina ufficiale sullo stato dei servizi. L’azienda ha segnalato errori elevati e interruzioni intermittenti della rete nella regione europe-west2, che corrisponde al centro dati di Londra, comunicando che il team tecnico è al lavoro per individuare e risolvere il problema. Al momento della segnalazione, non risultavano disponibili soluzioni temporanee per gli utenti interessati. 

Tra i servizi che hanno registrato disagi figura Revolut, con difficoltà nell’accesso all’applicazione, nei pagamenti con carta, nei trasferimenti e nei prelievi. Anche altri operatori, tra cui Lloyds Bank e diversi servizi online britannici, hanno segnalato problemi nella stessa giornata. 

Secondo una fonte informata sui fatti citata da Reuters, il blackout della banca digitale sarebbe direttamente legato al malfunzionamento dell’infrastruttura cloud di Google. 

La stessa Revolut ha confermato il disservizio attraverso un messaggio pubblicato su X, rassicurando gli utenti sulla sicurezza dei loro fondi e delle informazioni personali: “Stiamo attualmente riscontrando un’interruzione del servizio che interessa più funzionalità. Possiamo confermare che il denaro e i dati di tutti i nostri clienti sono al sicuro”. 

Il disservizio di Google Cloud non passa inosservato neppure in Italia. Su Downdetector sono presenti segnalazioni di malfunzionamenti, con problemi che riguardano soprattutto la connessione ai server, le API e le macchine virtuali.  

 

Google Cloud è una delle principali piattaforme utilizzate dalle aziende per ospitare applicazioni, archiviare dati e gestire servizi digitali. Un’interruzione in una regione può quindi ripercuotersi sulle applicazioni che dipendono da quell’infrastruttura. L’impatto effettivo varia in base ai servizi utilizzati e alla presenza di sistemi alternativi. 

La situazione resta da monitorare sia sul fronte dell’infrastruttura Google sia su quello dei servizi bancari. Per seguire gli aggiornamenti è possibile consultare la pagina ufficiale Google Cloud Service Health, dove vengono pubblicati gli aggiornamenti tecnici. 

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internazionale/esteri

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Meteo a Verona, allerta gialla per vento il 21 ottobre: piogge intense da stasera in Veneto

Allerta gialla per vento a Verona mercoledì 21 ottobre: lo comunica il Comune. ARPAV prevede piogge diffuse dalla sera di martedì, più intense nella prima parte di mercoledì, soprattutto su monti e pedemontana. Giovedì le precipitazioni si esauriranno e le temperature scenderanno sensibilmente.

Il Comune di Verona comunica l’allerta gialla per rischio vento nell’area cittadina per mercoledì 21 ottobre, dichiarata dal Centro funzionale decentrato della Regione del Veneto. Nella nota diffusa martedì 20 invita a prestare attenzione agli aggiornamenti ufficiali e segnala che giovedì restano possibili incrementi dei livelli dei corsi d’acqua, anche dopo l’attenuazione delle piogge.

Il bollettino ARPAV del 20 ottobre, aggiornato alle 16, contiene un avviso per precipitazioni anche forti, possibili rovesci e temporali sulle Prealpi e in pianura. Sono previsti inoltre rinforzi di Scirocco lungo la costa e sui versanti prealpini meridionali in quota.

Meteo a Verona: la fase più intensa mercoledì mattina

Per il pomeriggio e la sera di martedì la previsione indica un aumento delle nubi e piogge inizialmente modeste o moderate, in estensione da ovest verso est. Mercoledì 21 i fenomeni interesseranno tutte le zone soprattutto nella prima metà della giornata, ma con intensità e frequenza differenti.

Nella pianura meridionale la probabilità indicata è del 50-75%, con piogge discontinue e moderate. Verso la pedemontana e i monti sale al 75-100%, con precipitazioni più frequenti e abbondanti. Il quadro regionale aggiorna il peggioramento già previsto sul Garda per il 21 ottobre, precisando l’avviso sui fenomeni intensi.

Le temperature di mercoledì saliranno durante la notte e diminuiranno dal mattino, con i valori minimi attesi in tarda serata. In pianura il vento si attenuerà dal pomeriggio; sui monti resterà moderato o teso da sud.

Giovedì schiarite e neve più in basso sulle Dolomiti.

Giovedì 22 le piogge residue notturne si esauriranno da sudovest, fino a risultare assenti ovunque dal pomeriggio. Le temperature scenderanno anche sensibilmente. Sulle Dolomiti la quota neve potrà lambire i 1.500 metri: questa indicazione riguarda quel settore montano, non la pianura veronese.

ARPAV assegna attendibilità ottima alle previsioni di mercoledì e giovedì. Per venerdì sera indica possibili nuove piogge, seguite da un sabato spesso piovoso: la tendenza ha attendibilità buona. A Villafranca, martedì 20, sono stati rilevati 12 gradi di minima e 22 gradi di massima.

Health Journalism Forum 2026, al via a Napoli la seconda edizione

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(Adnkronos) – Torna giovedì 22 ottobre, presso l’Aorn Antonio Cardarelli di Napoli, l’Health Journalism Forum, l’iniziativa promossa da Social Reporters e giunta alla sua seconda edizione, dedicata al rapporto tra salute, informazione e responsabilità della comunicazione. La scelta di ospitare il Forum in uno dei principali ospedali pubblici del Paese, dopo la prima edizione tenutasi a Roma – informa una nota – conferma la volontà di dare all’iniziativa un respiro nazionale, portando il confronto nei luoghi in cui ricerca, cura, accesso ai servizi e rapporto con i cittadini diventano esperienza concreta. Al centro della giornata le trasformazioni dell’informazione sanitaria: dalla crisi di fiducia nelle fonti alla circolazione di fake news, dall’impatto dei social e della creator economy alla sostenibilità del Ssn, fino all’accesso alle cure, ai nuovi linguaggi per parlare alle generazioni più giovani e all’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle redazioni. Il Forum riunirà giornalisti, medici, istituzioni, associazioni ed editori per interrogarsi su come raccontare la salute senza semplificazioni, allarmismi o aspettative distorte e sulle responsabilità di chi produce e diffonde informazione sanitaria. 

“Con questa seconda edizione vogliamo rafforzare un percorso di dialogo tra il mondo della sanità, della ricerca, delle istituzioni e dell’informazione. Troppo spesso il dibattito sulla salute rimane confinato tra gli addetti ai lavori, mentre riguarda da vicino la vita di ciascuno di noi. Crediamo sia necessario aprire questo confronto, rendere accessibili conoscenze e temi complessi e avvicinare i cittadini a un sistema che non sempre è facile comprendere. Il giornalismo e la comunicazione hanno in questo una responsabilità fondamentale: costruire un’informazione sanitaria rigorosa, chiara e capace di generare fiducia”, dichiara Ilario Vallifuoco, ideatore dell’Health Journalism Forum e Ceo di Social Reporters. 

Il Forum si svolge sotto l’Alto patrocinio della Commissione europea – Rappresentanza in Italia e del Parlamento europeo – Ufficio in Italia, e con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e dell’Ordine dei Giornalisti. Per il secondo anno consecutivo – si legge – Lilly Italia rinnova il proprio sostegno all’iniziativa in qualità di Main Partner, confermando il suo impegno a favore di un’informazione sanitaria autorevole e accessibile. L’edizione 2026 vede inoltre la partecipazione di Novartis come Premium Sponsor e di UniSalute come Partner. I saluti istituzionali vedranno la partecipazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e di Antonio d’Amore, direttore generale dell’Aorn Antonio Cardarelli. A seguire, lo scrittore Maurizio de Giovanni porterà al Forum la voce della letteratura con un intervento speciale dal titolo “Il valore del racconto nella percezione della salute”. Il primo confronto entrerà nel rapporto tra etica dell’informazione e sostenibilità della comunicazione sanitaria. Gran parte di ciò che rende possibile la salute – dalla ricerca che trasforma le evidenze in cure alla filiera che ne consente l’accesso – rimane spesso lontano dal racconto pubblico. La sfida è rendere visibili questi processi senza cedere alla semplificazione o alla ricerca dell’allarme. 

 

Interverranno Simona Regina, direttrice responsabile Innlifes, Massimiliano Sisto, coordinatore di rete Trm Network, Marco Malagutti, giornalista e coordinatore area periodici Edra Media, Giovanni Ferrari, presidente e fondatore del Centro urologico europeo (CUrE), direttore del servizio di Urologia e andrologia dell’Hesperia Hospital di Modena, e Gerardo Ausiello, caporedattore e coordinatore delle Cronache de Il Mattino. Il Forum – sottolineano gli organizzatori – affronterà quindi uno dei nodi più delicati dell’informazione sulla salute: fake news, autorevolezza delle fonti e nuovi meccanismi di costruzione della fiducia. In un ecosistema attraversato da sovraccarico informativo, echo chamber, social network e creator economy, l’autorevolezza non passa più soltanto attraverso istituzioni e media tradizionali. Per i cittadini diventa sempre più complesso distinguere tra notizie verificate, opinioni personali e contenuti privi di fondamento scientifico. 

Il panel “Oltre le fake news: fiducia, autorevolezza e community”, che prevede il riconoscimento di crediti formativi per i giornalisti, sarà aperto da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti, e vedrà tra i protagonisti Matteo Bassetti, ordinario di Malattie infettive – Università degli studi di Genova, direttore Clinica Malattie infettive – ospedale Policlinico San Martino Irccs, Nicola Miglino, presidente Unamsi, Pietro Rinaldi, direttore Comunicazione Aorn Cardarelli, Margherita Lopes, capo redattrice Salute LaPresse, e Adriano Biondi, co-direttore Fanpage.it. Particolare rilievo avrà la sessione speciale dedicata ai 30 anni di Gimbe, con Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe. “Trent’anni al servizio delle evidenze: scienza, fiducia e informazione sanitaria” sarà l’occasione per ripercorrere tre decenni di attività dell’ente nella promozione della medicina basata sulle evidenze e di un’informazione sanitaria rigorosa e indipendente. 

Un momento anche per riflettere sul rapporto tra ricerca scientifica, istituzioni, professionisti, media e cittadini, in una fase in cui la crescente disponibilità di informazioni non si traduce necessariamente in una maggiore capacità di orientarsi. Dalla qualità dell’informazione il confronto si allargherà a una delle questioni più attuali del dibattito sulla sanità pubblica: sostenibilità e universalismo del Ssn. Crescita della spesa privata, nuove forme di copertura, difficoltà di accesso e tenuta del principio universalistico impongono anche al giornalismo una responsabilità particolare: raccontare criticità e trasformazioni senza allarmismi né rappresentazioni eccessivamente rassicuranti. Ne discuteranno Walter Ricciardi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Stefano Di Marzio, direttore responsabile Aboutpharma, Anna Lisa Mandorino, segretaria generale Cittadinanzattiva, Duilio Carusi, coordinatore scientifico Osservatorio Salute benessere e resilienza, Fondazione RiES Ets, coordinatore scientifico master Empha, Luiss Business School, e Nino Cartabellotta. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sul rapporto tra giovani, prevenzione e nuovi linguaggi della salute. Per una parte crescente delle nuove generazioni il primo contatto con temi sanitari, benessere e prevenzione avviene attraverso short video, creator e community digitali: un cambiamento che apre nuove possibilità di divulgazione, ma pone anche questioni di affidabilità e responsabilità. 

 

Il confronto coinvolgerà Benedetta Bitozzi, Director Communication, Advocacy C Policy Lilly Italia, Bianca Arrighini, Ceo e Co-Founder Factanza, Antonio Granatiero, coordinatore digitale Iss, Simone Arminio, coordinatore canale digitale Economia di Ǫn-Ǫuotidiano nazionale, e Martina Benedetti, giornalista scientifica e divulgatrice. Tra le questioni centrali della giornata anche l’accesso alle cure e le disuguaglianze sanitarie. Innovazione terapeutica, tempi necessari perché nuovi trattamenti diventino effettivamente accessibili, prontuari, Hta, disponibilità regionale, liste d’attesa e sanità territoriale compongono un quadro complesso che l’informazione è chiamata a raccontare senza creare aspettative irrealistiche nei pazienti. Il panel “Accesso alle cure: innovazione, prossimità ed equità” vedrà la partecipazione di Annamaria Colao, Cattedra Unesco Università Federico II di Napoli, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, Maria Rosaria Gualano, professoressa di Sanità pubblica UniCamillus; direttivo Simm, Chiara Gnocchi, Communication C Advocacy Head Novartis Italia, coordinatrice gruppo Scienze della Vita, Ferpi, e Adriana Bonifacino, Fondazione IncontraDonna. 

A chiudere i lavori sarà il confronto sull’intelligenza artificiale e il futuro dell’informazione sanitaria. L’AI sta già modificando produzione, verifica e distribuzione delle notizie e pone interrogativi particolarmente sensibili quando i contenuti possono incidere sulle decisioni di salute delle persone. Il panel, che prevede il riconoscimento di crediti formativi dell’Ordine dei Giornalisti, guarderà ai prossimi anni del giornalismo sanitario, tra strumenti generativi, verifica delle fonti e trasformazione delle newsroom. Sarà aperto da Ottavio Lucarelli e vedrà la partecipazione di Ludovico Baldessin, Head of Jakin Life, Cco Gruppo Jakin, ad di Passoni Editore, presidente e ad di iFarma Editore, Alex Dell’Era, coordinatore Commissione Scienze della vita, Ferpi; Public Affairs C Communication, Canon Medical, Paolo Muto, presidente della Fondazione Muto Ets, e Giuseppe Del Bello, giornalista la Repubblica. L’Health Journalism Forum – conclude la nota – prosegue il percorso avviato per creare un luogo stabile di confronto tra chi produce conoscenza scientifica, chi garantisce l’accesso alle cure e chi le racconta. Il filo conduttore resta la fiducia: nelle fonti, nelle evidenze, nei professionisti e nelle istituzioni, in un contesto in cui la qualità dell’informazione sanitaria incide sempre più direttamente sulle scelte dei cittadini. 

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cronaca

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Assolombarda, l’industria è coraggiosa ma chiede più dialogo

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A Milano il forte messaggio dall’assemblea degli industriali lombardi, che ha visto anche la partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e un focus su competitività e intelligenza artificiale.

Peppone ospite dell’Adnkronos: “Della cucina amo le storie che ci sono dietro. La spesa è un atto

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Dalle terre dimenticate del nonno alla tv, dalla missione umanitaria in Senegal al titolo di Ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo dal ministro Lollobrigida, fino all’amore per il Potenza Calcio: il conduttore, all’anagrafe Giuseppe Calabrese, volto di ‘Linea Verde’ e ‘Camper’, ospite dell’Adnkronos, racconta la sua visione dell’Italia, fatta di cultura dei territori. “L’agricoltore è un piccolo eroe, dobbiamo farlo sentire sacro”, dice. E avverte: “Non sopporto l’invidia e l’arroganza, mi piace la frase ‘“Ti voglio bene’”.

Ex Ilva, pg Cassazione: “No a stop, serve bilanciamento tutela salute e produzione”

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(Adnkronos) –
“Quello che manca nel decreto della Corte di Appello di Milano” che ha imposto lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto “è il bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale”. Lo ha detto l’avvocato generale della Cassazione Luigi Birritteri nell’udienza davanti alle Sezioni Unite Civili chiamate a esprimersi sui ricorsi presentati dalle aziende Ilva Spa in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia Holding contro lo stop dell’attività produttiva dell’area a caldo. 

“La pericolosità dell amianto è indiscussa ma la Corte di Appello di Milano desume il pericolo ma non lo accerta”, ha sottolineato il rappresentante della procura generale della Cassazione.  

Nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Milano aveva confermato, nuovamente, il provvedimento con cui lo scorso luglio era stato disposto lo spegnimento degli altoforni dell’ex Ilva. Il collegio di giudici, presieduto da Giuseppe Ondei, aveva respinto anche la seconda istanza di sospensiva presentata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI. Lo scorso 11 settembre, la Corte aveva già confermato lo spegnimento dell’area a caldo, rigettando la prima istanza delle società Acciaierie d’Italia e Ilva. 

Il diritto alla salute dei cittadini prevale sul resto, in sintesi, il contenuto del provvedimento di 11 pagine.  

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cronaca

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Francia, le tensioni di oggi e gli allarmi di ieri: cosa dicevano gli ex 007

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(Adnkronos) –
Gli allarmi erano arrivati già anni fa, da chi aveva guidato i servizi segreti francesi e osservato da vicino l’evoluzione delle minacce alla sicurezza nazionale. Il rischio di fratture nella società, la possibilità di scontri tra gruppi contrapposti, la radicalizzazione jihadista e le difficoltà della politica davanti alle sfide della migrazione e dell’integrazione. Temi che oggi sono al centro del dibattito in Francia, scossa da proteste sociali – alimentate dagli studenti e, da ultimo, i redivivi Gilet Gialli – e polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico da parte delle autorità, costrette a imporre il coprifuoco in alcune aree del Paese, anche in quartieri di Parigi. 

Tra le voci più esplicite c’è quella di Pierre Brochand, direttore generale della Direction generale de la Securite exterieure (Dgse) dal 2002 al 2008. Nel suo intervento del 2 luglio 2019 al seminario ‘Immigrazione e Integrazione’, organizzato dalla Fondazione Res Publica, l’ex responsabile dell’intelligence esterna francese indicò nell’immigrazione “l’unico fattore in grado di mettere direttamente a rischio la pace civile”.  

Brochand formulò una critica radicale anche alle allora politiche migratorie adottate dal governo, evidenziando come trasformazioni sociali e culturali, a suo giudizio, rischiassero di indebolire la coesione nazionale, e denunciando l’insufficienza del dibattito pubblico su questi fenomeni. Nelle conclusioni prospettava anche scenari di disordini simultanei in numerosi quartieri, con difficoltà per le forze dell’ordine e il rischio di una destabilizzazione prolungata. 

L’allarme più netto sul rischio di una contrapposizione violenta tra gruppi della società francese era arrivato, tre anni prima, da Patrick Calvar, alla guida della Direction generale de la Securite Interieure (Dgsi) dal 2014 al 2017. Nel 2016, in un’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta creata dopo gli attentati jihadisti del 2015 e la strage di Nizza, Calvar mise in guardia dal rischio di una “contrapposizione tra la destra radicale e il mondo musulmano”. “L’estremismo è in crescita in tutto il mondo e noi, i servizi interni, stiamo cercando di spostare le risorse per interessarci della destra radicale in attesa di uno scontro – aveva spiegato Calvar – Penso che lo scontro avrà luogo. Spetta a noi anticiparlo e bloccare tutti quei gruppi che, in un momento o in un altro, innescano scontri tra comunità”. In un passaggio riferito dal quotidiano ‘Le Figaro’ sintetizzò la propria preoccupazione con le parole: “Siamo sull’orlo di una guerra civile”. 

Negli anni successivi, il timore di un’escalation della violenza politica era tornato nelle valutazioni dei vertici dell’intelligence francese. Nel luglio 2023, Nicolas Lerner, allora direttore della Dgsi e oggi alla guida della Dgse, mise in guardia dalla radicalizzazione di ambienti radicali sia di destra che di sinistra, avvertendo che “il rischio di un’escalation verso atti di violenza fisica non è affatto immaginario”.  

Un allarme lanciato nel contesto delle tensioni legate alle allora proteste contro la riforma delle pensioni, quando il responsabile dell’intelligence interna sottolineò come alcuni gruppi radicali potessero trasformare la contestazione in un’occasione per legittimare l’uso della forza. Nel gennaio 2025 Lerner era invece tornato sul rischio jihadista, definendolo “una minaccia che le nostre società dovranno affrontare nel lungo periodo”. Dichiarazioni che non costituiscono previsioni delle proteste attuali, ma documentano una preoccupazione costante per la radicalizzazione e per la tenuta delle istituzioni democratiche di fronte alla violenza. 

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Juve, riflessioni in corso: dalla posizione di Spalletti all’ipotesi Conte, la situazione

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(Adnkronos) – Ore di dubbi e riflessioni in casa Juventus. Dopo il pesante ko in campionato contro la Lazio, i bianconeri guardano già all’impegno in Europa League contro il Rennes per ipotecare la qualificazione al prossimo turno della competizione europea e rituffarsi poi nel campionato. Per la partenza a rallentatore in Serie A, sul tavolo degli imputati c’è in primis l’allenatore Luciano Spalletti. In queste ore, l’ex ct della Nazionale deve far fronte al malcontento dei tifosi e alle voci di un possibile cambio in panchina, con l’ipotesi del ritorno allo Stadium di Antonio
Conte. Una svolta al momento non presa in considerazione dalla società, che monitora comunque la situazione con attenzione verso i prossimi impegni.  

“Se la squadra mi segue ancora? Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a ciò che ho fatto”. Luciano Spalletti era apparso amareggiato in conferenza stampa, dopo la sconfitta di domenica a Torino contro la Lazio. Un ko senza appelli, che lascia una Juve affaticata – e fischiata in maniera pesante dai tifosi dello Stadium – all’ottavo posto in campionato a 11 punti dopo 7 giornate. “È stata una Juventus inferiore – aveva spiegato il tecnico – senza il pallino del gioco né idee. È anche difficile da spiegare”.  

L’allenatore della Juve fa i conti con i numeri, che raccontano 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 8 gol incassati e solo 9 segnati in 7 giornate. Il calendario delle prossime settimane non darà tregua, sarà inaugurato dalla sfida di giovedì 22 ottobre contro il Rennes e continuerà con le trasferte contro Lecce e Genoa. Fino a domenica 1 novembre, con il big match contro il Napoli a Torino, non ci saranno pause. In una serie di partite che darà indicazioni maggiori sulle ambizioni della squadra in questa stagione e sul destino del tecnico di Certaldo.  

Come sempre, quando si parla di Juventus in difficoltà, si ipotizzano scenari e soluzioni. Ad oggi, in caso di separazione con Spalletti, tutti gli indizi porterebbero ad Antonio Conte. Il nome che più circola nell’ambiente bianconero e che più di altri attira le simpatie dei tifosi in virtù dei tanti successi condivisi insieme. Dopo l’addio al Napoli in estate, l’allenatore salentino rappresenta una suggestione. Soprattutto dopo le parole affidate a ‘The Athletic’ poche settimane fa, in un’intervista con vista sul futuro: “Ci sono molti club che hanno un po’ perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere. Club dove si respira pressione, dove sai perfettamente di non andarci solo per partecipare, ma per competere”. La Juve, in questo senso, sarebbe una destinazione più che plausibile. Anche considerando la storia dell’ex capitano bianconero. Ma, nell’eventualità di un esonero di Spalletti, non è scontato che Conte accetti di allenare una squadra in corsa. 

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