Con una cerimonia moderata da Barbara Martini, delegata alle Pari opportunità e inclusione dell’Ateneo e alla presenza del Magnifico rettore Nathan Levialdi Ghiron, alcuni docenti, la famiglia e suo figlio, è stata consegnata nelle mani del piccolo Mattia la targa in memoria di Federica Torzullo, laureata in ingegneria gestionale nel 2011 nell’ateneo e vittima di femminicidio nel gennaio del 2026. Un modo per tenere vivo il ricordo di Federica trasmettendo alle giovani generazioni un messaggio di speranza.
Turismo: itinerari a più tappe, vacanze a prova di caldo e pianificazione, i nuovi trend secondo Omio
(Adnkronos) – La voglia di viaggiare resta forte, ma cambiano le scelte: il budget, le passioni personali e il caldo estremo incidono sempre più sul modo di organizzare le vacanze. Sono alcune delle tendenze che rivela Omio, la piattaforma leader per la prenotazione di viaggi multimodali, presentando la terza edizione del proprio report annuale ‘NowNext 2026/2027’, un’analisi dettagliata su come evolveranno i viaggi nei prossimi 12 mesi realizzata in partnership con YouGov.
Il report si articola in due sezioni: ‘Travel now’, che fa il punto sulle tendenze emerse lo scorso anno, e ‘Travel next’, che individua sei trend emergenti e racconta come i viaggiatori intendono costruire vacanze sempre più vicine alle proprie esigenze. La ricerca ha coinvolto 8.505 adulti in Brasile, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti (di cui 1.041 intervistati in Italia). Le analisi sulle preferenze di viaggio si concentrano sui 7.357 rispondenti a livello globale che intendono o valutano di effettuare un viaggio di piacere nei prossimi 12 mesi (956 in Italia).
Per quanto riguarda il ‘Travel now’, la voglia di viaggiare rimane forte: Il 73% a livello globale dichiara di avere intenzione di fare un viaggio nei prossimi 12 mesi oppure di averne già prenotato uno. In Italia il dato sale al 78%, al di sopra della media dei sei mercati. Il 43% desidera viaggiare più spesso, in crescita rispetto al 32% registrato nel 2025. In Italia la percentuale raggiunge il 48%, un dato tra i più alti in Europa, in linea con la Spagna (48%) e poco sotto il Regno Unito (49%). Il viaggio rappresenta inoltre una priorità per il 43% degli italiani, contro il 38% della media dei sei mercati.
Il 66% dei viaggiatori intende spostarsi all’interno del proprio Paese (63% in Italia), mentre il 46% pianifica di visitare un’altra nazione del proprio continente (stessa percentuale in Italia). Tra le regioni al di fuori del proprio continente, l’Asia si conferma la meta preferita a livello globale con il 18% delle preferenze (in aumento rispetto al 13% del 2025), percentuale che in Italia raggiunge il 20%.
Negli ultimi due anni, le preoccupazioni legate alla pressione del turismo hanno influenzato le decisioni e i comportamenti di alcuni viaggiatori. Tra i cambiamenti segnalati figurano la scelta di viaggiare al di fuori dell’alta stagione (22%), e quella di informarsi sull’atteggiamento delle comunità locali nei confronti dei turisti o sulle regole previste per i visitatori (15%). Il 75% dei viaggiatori afferma che gli eventi o le situazioni di instabilità nel mondo influenzeranno almeno un aspetto delle proprie scelte di viaggio, mentre più di un terzo (36%) privilegerà destinazioni percepite come sicure e stabili. In Italia, l’impatto degli eventi globali sulle scelte di viaggio è ancora più marcato e riguarda l’82% degli intervistati, che afferma che influenzeranno le proprie vacanze future.
L’attenzione al budget resta altissima e, infatti, il 78% del campione globale prevede di adottare almeno un accorgimento per contenere le spese di viaggio. La ricerca di offerte più convenienti o una maggiore flessibilità nella pianificazione (32%), partenze fuori stagione (30%) e prenotazione con più anticipo (29%) sono le strategie più ricorrenti. In Italia, la percentuale sale all’85%, sette punti sopra la media dei sei mercati. La Gen Z è più determinata che mai a partire: il 34% (36% in Italia) pianifica il viaggio con maggiore anticipo, contro il 23% (29% in Italia) dei baby boomer, e il 26% (25% in Italia) riduce altre spese, rispetto al 16% (19% in Italia) dei baby boomer.
Venendo al ‘Travel next’, spiccano gli multi-tappa. Un treno per raggiungere un’altra città, un traghetto per scoprire un’isola: gli itinerari a più tappe permettono di costruire una vacanza con più esperienze e su misura. Nei prossimi 12 mesi, il 48% dei viaggiatori prevede o sta valutando seriamente un itinerario con più destinazioni all’interno dello stesso Paese o della stessa regione. In Italia la percentuale si attesta al 44%, mentre gli intervistati spagnoli sono i più propensi a pianificare o prendere seriamente in considerazione questo tipo di vacanza (65%). Tra coloro che hanno già fatto, stanno pianificando o considerando un viaggio di questo tipo, il 35% ritiene che renda la vacanza più varia o speciale, mentre il 31% lo sceglie per conoscere più a fondo un Paese o una regione. Un altro 30% apprezza la possibilità di ottimizzare tempo e budget; il 27% quella di combinare mete note e luoghi meno conosciuti, mentre la stessa percentuale considera gli spostamenti interni parte integrante dell’esperienza.
Se per alcuni viaggiatori l’obiettivo è il ‘tripmaxxing’, ovvero concentrare quante più esperienze possibile in un viaggio, altri preferiscono rallentare. In un mondo sempre più frenetico, ritornare in luoghi familiari e scegliere vacanze meno impegnative offre un’occasione per staccare la spina. Rispetto a qualche anno fa, il 30% dei viaggiatori trova più invitante tornare in una destinazione già conosciuta e un altro 30% è maggiormente attratto dalle vacanze all’insegna del riposo.
Anche la semplicità acquista valore: il 25% predilige mete facili da raggiungere e in cui sia semplice spostarsi, mentre il 22% preferisce soggiornare in un solo luogo anziché spostarsi tra più tappe. Per il 14%, infine, è diventata più interessante la scelta di destinazioni familiari, in cui si sa già cosa aspettarsi. L’Italia si distingue però per una minore propensione a riscoprire mete già conosciute: solo il 23% dei viaggiatori trova questa opzione più interessante rispetto al passato, contro il 30% della media dei sei mercati e il 36% del Regno Unito.
Il fenomeno delle ‘coolcation’, ovvero vacanze alla ricerca di temperature più miti, non riguarda solo la scelta di mete più fresche, ma un adattamento complessivo dell’organizzazione del viaggio. Pensando a una futura vacanza durante la stagione calda, il 76% prenderebbe in considerazione almeno una misura specifica per adattare i propri piani, percentuale che in Italia sale all’81%. La soluzione più diffusa è cambiare mese o stagione di partenza (37%), mentre il 21% valuterebbe una destinazione più fresca o in quota oppure l’aggiunta di una tappa con un clima più mite. In Italia quest’ultima percentuale raggiunge il 26%. Il caldo incide anche sull’organizzazione della giornata: il 23% prenderebbe in considerazione di concentrare le attività nelle ore più fresche e il 29% adatterebbe orari, itinerari o mezzi di trasporto.
Viaggiare per partecipare a grandi eventi o coltivare le proprie passioni non è una novità, ma a sorprendere sono i sacrifici che gli appassionati sono disposti a fare pur di vivere queste esperienze. Tra chi lo ha già fatto, lo prenderebbe in considerazione o potrebbe valutarlo, il 71% (75% in Italia) sarebbe disposto a raggiungere una destinazione che altrimenti non avrebbe considerato, il 64% a spendere molto di più e il 61% ad affrontare un viaggio più lungo o meno confortevole. Le rinunce non si limitano al viaggio: il 60% prenderebbe in considerazione l’idea di dedicare gran parte delle proprie ferie a un viaggio legato a una passione, il 54% sarebbe disposto a rinunciare a un’altra vacanza o a rimandarla (59% in Italia) e il 51% persino a saltare o riprogrammare un impegno personale importante (57% in Italia).
Nonostante gli smartphone siano sempre più presenti nella nostra quotidianità, i viaggi continuano a offrire occasioni di incontro e conversazione. Durante gli spostamenti in treno, autobus, aereo o traghetto, il 78% dei rispondenti si dichiara aperto a interagire con persone che non conosce almeno in determinate circostanze, a fronte di un 14% che preferisce stare per conto proprio o limitare le interazioni ai propri compagni di viaggio. L’Italia si distingue come il Paese più aperto alla socialità durante gli spostamenti, con l’86% degli intervistati che si dichiara disponibile a interagire con sconosciuti, a determinate condizioni, e solo il 9% che preferisce non farlo. A livello globale, questa apertura assume varie forme: il 25% ama conoscere persone nuove (30% in Italia), il 24% apprezza le conversazioni sul viaggio o sulla destinazione (29% in Italia) e il 22% ama gli incontri inaspettati (26% in Italia).
Anche nel 2026, organizzare un viaggio può rivelarsi una sfida. Chi negli ultimi due anni ha effettuato una vacanza con più destinazioni, prenotazioni o coincidenze non ha dubbi: il 68% ha riscontrato almeno un ostacolo durante la pianificazione. Nello specifico, il 16% ha dichiarato che la maggior parte delle attività organizzative è ricaduta su un’unica persona, mentre il 14% si è ritrovato a tenere traccia di biglietti e conferme distribuiti tra e-mail, app e siti diversi.
Per affrontare gli imprevisti, i viaggiatori si preparano sempre meglio ad affrontare eventuali imprevisti scegliendo di organizzarsi in anticipo e di utilizzare la tecnologia: l’83% adotta regolarmente almeno una precauzione, quota che in Italia sale all’88%. Tra queste il controllo preventivo di eventuali disservizi programmati, scioperi o maltempo (36%), la scelta di prevedere più tempo tra una coincidenza e l’altra (30%) e l’uso di un’app di viaggio per monitorare l’itinerario e ricevere aggiornamenti in tempo reale (23%).
Naren Shaam, Ceo di Omio, dichiara: “I viaggiatori vogliono essere sempre più protagonisti delle proprie scelte, organizzando le vacanze in base alle proprie priorità: dagli itinerari a più tappe alle vacanze dai ritmi più lenti in luoghi familiari, dimostrando una grande capacità di adattamento in caso di imprevisti. Il nostro obiettivo è rendere più semplice gestire questa crescente complessità, offrendo ai consumatori un maggiore controllo e lasciando spazio agli incontri spontanei che rendono i viaggi davvero memorabili. In Omio stiamo sviluppando una piattaforma AI native basata sull’intelligenza artificiale, che aiuti i viaggiatori a scoprire, confrontare e prenotare la soluzione più adatta a loro, rendendo più fluido ogni passaggio, dall’ispirazione fino all’arrivo a destinazione”.
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Disinformazione, Klingova (GLOBSEC): “Alle prossime elezioni non saremo mai pronti al 100%”
“Combattiamo una battaglia nuova con le armi di ieri”. Katarina Klingova, esperta di resilienza democratica di GLOBSEC, spiega ad Adnkronos perché le democrazie europee faticano a contrastare le interferenze straniere. Dalla sfiducia nelle istituzioni alla propaganda russa, fino ai deepfake prodotti con l’AI, la minaccia evolve più rapidamente delle risposte. La soluzione, avverte, è una cooperazione permanente tra governi, ricercatori, imprese e cittadini.
Disinformazione, Smith (ISD): “L’AI fa dire ai politici cose mai dette. L’Europa non è pronta”
Melanie Smith, senior director dell’Institute for Strategic Dialogue, spiega ad Adnkronos come le campagne di disinformazione filorusse stiano diventando sempre più sofisticate e adattate alle realtà politiche locali. Dalle elezioni tedesche ai prossimi appuntamenti elettorali europei, crescono i video falsi che utilizzano l’AI per impersonare politici e giornalisti. “Gli strumenti per difenderci esistono, ma non sono abbastanza coordinati”, avverte l’esperta.
Disinformazione, Lombardo: “L’Italia è il ventre molle delle ingerenze russe”
Il senatore di Azione Marco Lombardo, intervistato da Adnkronos a margine di un incontro europeo sulla disinformazione a Roma, lancia l’allarme sulle interferenze straniere nei processi democratici. “È la più grave minaccia per la sicurezza nazionale ed europea”, avverte, chiedendo uno scudo democratico italiano e denunciando le divisioni politiche che impediscono di affrontare il problema in vista delle elezioni del 2027
Verona, Confcommercio dopo i disordini: tutela dei negozi e prevenzione contro i vandalismi
Confcommercio Verona interviene dopo i disordini del fine settimana. Paolo Arena e Nicola Dal Dosso chiedono tutela per cittadini e attività economiche, responsabilità per chi danneggia e prevenzione. L’associazione affianca alla solidarietà per operatori e polizia un richiamo all’educazione civica.
Il presidente Paolo Arena e il direttore generale Nicola Dal Dosso esprimono preoccupazione per il rischio che episodi analoghi si ripetano nel capoluogo e in provincia. Nella posizione di Confcommercio Verona riportata da Verona News, il diritto di manifestare resta fondamentale, mentre violenze e vandalismi richiedono una risposta concreta delle istituzioni.
Confcommercio Verona: negozi e vita dei quartieri
L’associazione sottolinea le ricadute dei danneggiamenti su lavoratori, famiglie e imprese. Nella sua valutazione, gli esercizi di vicinato contribuiscono alla frequentazione delle strade e alla coesione sociale, oltre a offrire occupazione e servizi. Proteggere le attività economiche significa quindi preservare anche la vivibilità dei quartieri.
Arena e Dal Dosso chiedono che chi commette atti vandalici risponda delle proprie azioni, nel rispetto della legge. Accanto agli interventi delle autorità richiamano il ruolo educativo delle famiglie e della scuola: il rispetto delle persone e dei beni pubblici e privati è indicato come parte della prevenzione.
Il bilancio degli episodi del 17 ottobre
La presa di posizione segue i disordini in centro del 17 ottobre, con oltre sessanta identificazioni e sei denunce. Cinque denunciati sono minorenni. Gli episodi ricostruiti dalla polizia hanno interessato piazza San Nicolò, Gran Guardia e Pradaval; non sono stati segnalati feriti.
Il bilancio comprende sette accompagnamenti in Questura. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, tentato incendio, blocco stradale, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Gli accertamenti proseguono attraverso telecamere e filmati diffusi online: le responsabilità individuali restano oggetto di verifica.
Questi fatti sono distinti dagli episodi del giorno precedente davanti agli istituti Giorgi e Berti, per i quali erano state denunciate ventuno persone. I due bilanci riguardano giornate e ricostruzioni separate e non permettono di stabilire eventuali sovrapposizioni fra i soggetti coinvolti.
Paolini, fine della collaborazione con Marc Lopez? Il coach sarà capitano della Spagna dal 2027
(Adnkronos) – La Spagna di Carlos Alcaraz cercherà di vincere la Coppa Davis 2026. Intanto, la selezione iberica ha già scelto il nuovo capitano per la prossima stagione: Marc Lopez, attuale allenatore di Jasmine Paolini, prenderà il posto di David Ferrer, alla sua ultima annata da capitano.
Marc Lopez, che già fa parte dello staff della Spagna dall’anno scorso, sarà intanto presente in panchina anche nelle prossime Final 8 del torneo a Bologna, da assistente di David Ferrer. I tifosi si chiedono però ora quale sarà il futuro della sua collaborazione tecnica con Jasmine Paolini, con cui Lopez aveva già lavorato a metà 2025 (accompagnandola alla vittoria agli Internazionali d’Italia), ed è tornato a lavorare con l’azzurra dallo scorso agosto. Non è da escludere l’ipotesi che Marc Lopez possa tenere il doppio incarico, continuando a lavorare con la tennista toscana.
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Camilla Luddington (Jo in Grey’s Anatomy) e la tiroide di Hashimoto
Per molto tempo l’attrice classe ‘83, sentendosi sempre stanca e con sempre meno energia, ha scambiato la tiroidite di Hashimoto con la perimenopausa. 🔴🆕Aggiungi Demografica alle fonti preferite e non dimenticare di seguire il canale Youtube di Adnkronos per altre video notizie #demografica #perimenopausa #hashimoto
Giusina Battaglia, il messaggio dopo la morte del marito Sergio: “Straziata dal dolore”
(Adnkronos) – “Sono straziata dal dolore”. Così Giusina Battaglia torna sui social dopo l’annuncio della morte del marito Sergio. A renderlo pubblico è stata Antonella Clerici che ieri in apertura di ‘È sempre mezzogiorno’ ha rivolto un messaggio di affetto e vicinanza alla cuoca del programma di Rai1.
“Sono straziata dal dolore ma invasa dal vostro affetto oceanico, grazie a tutti”, scrive Battaglia in una Instagram stories a corredo di un cuore infranto. E poi conclude: “Torno presto, ho bisogno di tutti voi”.
“Vogliamo mandare un forte abbraccio alla nostra cuoca Giusina Battaglia, perché questo weekend ha avuto un grandissimo lutto, è venuto a mancare suo marito e il nostro pensiero va a lei e ai suoi figli che hanno dieci anni. Giusina ti vogliamo bene, cercheremo di starti più vicino possibile, noi e tutte le persone che ti vogliono bene”, queste le parole di Clerici in diretta.
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Malattie reumatologiche e osteoporosi, Ucb: “Trasformare la ricerca in cure accessibili”
(Adnkronos) – Riconoscere tempestivamente la malattia, garantire un accesso omogeneo alle cure, assicurare percorsi assistenziali appropriati e accompagnare le persone nel tempo. È su questi obiettivi che Ucb Pharma richiama l’attenzione – in occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi, che si celebra oggi, 20 ottobre, e della Giornata mondiale del malato reumatico, celebrata il 12 ottobre – confermando il proprio impegno nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative e nel sostegno a iniziative capaci di migliorare la qualità dell’assistenza. Le malattie reumatologiche – informa una nota – comprendono condizioni croniche, spesso infiammatorie e immunomediate, che possono compromettere la mobilità, l’autonomia e la partecipazione alla vita sociale e lavorativa. L’osteoporosi è una delle principali cause di fragilità scheletrica, con conseguenze che possono diventare particolarmente gravi quando si verifica una frattura. Pur nella diversità delle manifestazioni cliniche, “queste patologie condividono la necessità di intervenire precocemente, individuare il trattamento più appropriato e costruire percorsi di cura che tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze individuali”.
In questo scenario, l’innovazione terapeutica rappresenta una risorsa fondamentale, ma non può essere considerata indipendentemente dall’organizzazione dell’assistenza. La disponibilità di trattamenti sempre più mirati deve accompagnarsi alla capacità del sistema sanitario di intercettare i bisogni delle persone, ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire una collaborazione efficace tra specialisti, medicina del territorio e servizi sociosanitari. È un impegno che Ucb Pharma “porta avanti non soltanto attraverso gli investimenti in ricerca e sviluppo, ma anche sostenendo il confronto tra comunità scientifica, Istituzioni e Associazioni pazienti”. In questa prospettiva si inserisce il supporto non condizionante dell’azienda all’evento istituzionale promosso da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, che si è svolto lo scorso 15 ottobre al ministero della Salute. L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto sui progressi della reumatologia e sulle sfide ancora aperte per tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti, con particolare attenzione alla diagnosi tempestiva, all’equità di accesso, alla continuità assistenziale e alla necessità di una presa in carico multidisciplinare.
“Il valore dell’innovazione si misura anche nella capacità di renderla concretamente accessibile alle persone che ne hanno bisogno – afferma Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb Italia – Negli ultimi anni la ricerca ha contribuito a modificare profondamente le prospettive di trattamento di numerose patologie croniche, ma sappiamo che il percorso di cura non si esaurisce nella disponibilità di una terapia. Occorre favorire diagnosi sempre più tempestive, accompagnare i pazienti nelle diverse fasi della malattia e contribuire a superare le disuguaglianze che ancora caratterizzano l’accesso all’assistenza. Come Ucb crediamo nel valore della collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute e nel ruolo fondamentale delle associazioni pazienti, la cui esperienza rappresenta un contributo essenziale per comprendere i bisogni ancora insoddisfatti e orientare le risposte future”.
Questa visione trova espressione anche nel sostegno a iniziative che promuovono una riflessione sull’evoluzione dei modelli assistenziali. Tra queste, il Manifesto futurista delle malattie reumatologiche, sviluppato nell’ambito della Rheuma Care Academy in collaborazione con MediArt – riferisce la nota – e con il contributo scientifico di Roberto Poli, professore di Sociologia e ricerca sociale all’università di Trento, che propone un approccio integrato alla gestione delle patologie reumatologiche. Al centro del documento, l’importanza di una maggiore tempestività diagnostica, della formazione dei professionisti sanitari, dell’impiego delle tecnologie digitali e della valorizzazione del percorso di cura, anche attraverso gli strumenti del fascicolo sanitario elettronico. Una prospettiva che riconosce alle Associazioni un ruolo attivo nel dialogo con le Istituzioni e nella definizione di modelli di assistenza più rispondenti alle necessità delle persone.
La Giornata mondiale dell’osteoporosi richiama l’attenzione su una patologia che rappresenta una sfida crescente per la salute pubblica, anche in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone convivano con l’osteoporosi, nell’80% dei casi donne in post-menopausa. Secondo i dati Istat relativi al 2023, il 7,7% della popolazione dichiara di esserne affetto, una percentuale che sale al 30,7% tra gli over 74, raggiungendo il 45,4% nella popolazione femminile di questa fascia d’età. I numeri restituiscono la dimensione di una patologia spesso silenziosa, che può manifestarsi per la prima volta attraverso una frattura da fragilità, con conseguenze importanti sull’autonomia e sulla qualità di vita. Secondo i dati riportati dal ministero della Salute, dopo una frattura del femore circa una persona su 5 perde definitivamente la capacità di camminare autonomamente. Diventa, quindi, fondamentale riconoscere precocemente la fragilità ossea e intervenire tempestivamente, soprattutto dopo una prima frattura, per ridurre il rischio di nuovi eventi.
L’evoluzione delle conoscenze scientifiche e la disponibilità di differenti opzioni terapeutiche consentono di definire strategie sempre più personalizzate, sulla base del rischio individuale di frattura. Ma altrettanto importante è garantire continuità assistenziale attraverso percorsi multidisciplinari, che coinvolgano specialisti e medicina del territorio, favorendo il monitoraggio e l’aderenza ai trattamenti. Una prospettiva che trova espressione anche nei modelli organizzativi dedicati, come i Fracture Liaison Services, finalizzati a migliorare la prevenzione secondaria e la presa in carico delle persone che hanno già subito una frattura da fragilità. Accanto alla ricerca scientifica la farmaceutica promuove una maggiore consapevolezza della salute ossea con iniziative come la campagna ‘Fai la tua mossa’, dedicata alla conoscenza dell’osteoporosi e alla prevenzione delle fratture da fragilità, e il progetto digitale ‘Genere donna’ che si affianca a realtà come Off Italia – Osservatorio fratture da fragilità, con analisi dei bisogni e nella promozione di politiche sanitarie più efficaci.
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