domenica, Novembre 1, 2026
Home Blog Pagina 230

Inchingolo (Gruppo Fs): “Presentare lo spot Fs è motivo di grande orgoglio, racconta la nostra storia”

0

(Adnkronos) – “È un motivo di grande orgoglio per il Gruppo Ferrovie dello Stato presentare oggi alla Festa del Cinema di Roma questo spot che racconta un po’ della nostra storia, la storia di Fondazione”. Lo ha dichiarato Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate Gruppo FS nel corso della presentazione del nuovo spot di Ferrovie dello Stato presso la Festa del Cinema di Roma.  

“Una storia – ha affermato – che racconta i nostri primi passi, dalla ferrovia della Napoli-Portici fino ad arrivare ai meravigliosi treni iconici che abbiamo voluto mostrare in questo video per raccontare appunto da dove sono partite le ferrovie e dove sono arrivate. Un passaggio storico che si lega di fatto anche alla storia del Paese, perché le Ferrovie raccontano la storia di come i territori si sono uniti, di come si sono accorciate le distanze, di come si sono create nuove opportunità. A noi piace dire che abbiamo contribuito in modo importante a costruire l’Unità d’Italia e stiamo continuando a farlo anche oggi con l’alta velocità. Quindi rappresentare questo passato proiettato con il futuro fatto di innovazione, tecnologia e velocità ci sembra un’operazione importante”. 

—

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cantamessa (Fondazione Fs Italiane): “La storia delle Ferrovie dello Stato è la storia del Paese”

0

(Adnkronos) – “Tutta la commedia italiana si è svolta sui treni delle Ferrovie dello Stato. Oggi si celebra e si cementa qualcosa di davvero importante. La storia delle Ferrovie dello Stato è la storia del Paese, del vissuto degli italiani, del nostro costume, del nostro modo di essere, che si vede nello svolgersi di 60 anni dal dopoguerra”. Lo ha dichiarato Luigi Cantamessa, Direttore Generale Fondazione FS Italiane nel corso della presentazione del nuovo spot di Ferrovie dello Stato presso la Festa del Cinema di Roma. 

“Credo che i treni che vedremo nello spot – ha proseguito – debbano far pensare, con il loro comfort, con i loro velluti, con le loro sperimentazioni tecniche, che senza quei vecchi treni noi oggi non avremmo il TR1000 che va a 300 km orari. L’importanza del Gruppo Ferrovie dello Stato e della Fondazione FS di essere qui alla Mostra del Cinema, cementa quel legame tra il viaggio in treno, la commedia italiana, il cortometraggio che da sempre connota le nostre stazioni come set ideale. Possiamo pensare, e mi viene in mente Totò a destinazione Piovarolo. E non sono certo un esperto di cinema, o il Macchinista di Pietro Germi nel neorealismo. Andando indietro i fratelli Lumière, La Ciotat, la prima pellicola in bianco e nero che ritrae una locomotiva come nell’atto di uscire dallo schermo. Beh, se qua c’è veramente un filo che lega le ferrovie al cinema, oggi con lo spot che presentiamo viene definito perfettamente”, ha concluso. 

—

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ora solare 2026, quando si spostano le lancette? La data sempre più vicina e cosa cambia

0

(Adnkronos) –
Quando scatta l’ora solare? Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, le lancette verranno spostate indietro di un’ora, dalle 3 alle 2, e si cambierà di nuovo orario dopo i sette mesi di ora legale, che tornerà tra il 27 e 28 marzo 2027. Smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente con il cambio d’ora, mentre gli orologi analogici dovranno essere regolati manualmente. 

 

Con il passaggio all’ora solare le notti saranno più lunghe, che le giornate sembreranno più corte e ci saranno più ore di buio, con non pochi effetti sul nostro organismo. Il cambio d’ora può provocare anche temporanei disturbi come sonnolenza, irritabilità e lievi variazioni dell’umore. “Si tratta di una sorta di mini jet lag”, ha spiegato all’Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonnodell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’università Vita-Salute San Raffaele. Per ritrovare il giusto equilibrio si può ripartire anche dalla tavola. 

 

Un buon alleato per ritrovare il proprio equilibrio dopo il cambio d’ora può essere il cibo. Secondo l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’ “in questo scenario di transizione, la zucca e gli ortaggi a polpa arancione svolgono un ruolo fondamentale grazie al loro contenuto di beta-carotene, un prezioso alleato nell’attività di protezione delle mucose e nel rafforzamento delle barriere epiteliali, le prime a essere sollecitate dai primi sbalzi termici. Accanto a essi, il ritorno strutturato dei legumi e dei cereali integrali garantisce un apporto costante di energia a lento rilascio e di fibre prebiotiche”. 

 

Per alcune persone sono necessari alcuni giorni di adattamento al nuovo ritmo, dal momento che le giornate diventano più corte e le ore di buio più numerose. Il cambio d’ora può provocare anche temporanei disturbi come sonnolenza, irritabilità e lievi variazioni dell’umore. “Si tratta di una sorta di mini jet lag”, ha spiegato all’Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonnodell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’università Vita-Salute San Raffaele. Per ritrovare il giusto equilibrio si può ripartire anche dalla tavola. 

“In questo scenario di transizione, la zucca e gli ortaggi a polpa arancione svolgono un ruolo fondamentale grazie al loro contenuto di beta-carotene, un prezioso alleato nell’attività di protezione delle mucose e nel rafforzamento delle barriere epiteliali, le prime a essere sollecitate dai primi sbalzi termici. Accanto a essi, il ritorno strutturato dei legumi e dei cereali integrali garantisce un apporto costante di energia a lento rilascio e di fibre prebiotiche”, è il consiglio dell’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’. 

 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Champions League, da Roma e Napoli a Psg-Barcellona: tutte le partite di oggi e dove vederle in tv

0

(Adnkronos) – Torna in campo la Champions League. Oggi, martedì 20 ottobre, la massima competizione europea è di nuovo protagonista – in diretta tv e streaming – con la terza giornata. Occhi puntati sulla Roma, che all’Olimpico, dopo aver subito la rimonta del Real Madrid, ospita lo Slovan Bratislava per andare a caccia di punti pesanti per la classifica, visto che i giallorossi sono fermi a quota 1 dopo il pareggio dell’esordio contro il Fenerbahce. Ancora a zero invece il Napoli, che al Maradona sfida il Bodo/Glimt. In campo anche Liverpool, Manchester City e Atletico Madrid e il big match tra Paris Saint-Germain e Barcellona. 

 

Ecco tutte le partite in programma oggi, martedì 20 ottobre: 

Alle ore 18.45
 

Fenerbahce-Slavia Praga 

Sabah-Dortmund 

Alle ore 21
 

Psg-Barcellona 

Liverpool-Villarreal 

Manchester City-Aek Atene 

Roma-Slovan Bratislava 

Porto-Psv 

Napoli-Bodo/Glimt 

Stoccarda-Atletico Madrid 

 

Le partite di oggi di Champions League saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match saranno visibili anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

 

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dieci consigli contro il caro carburanti, ecco come risparmiare sui prezzi alle stelle di benzina e gasolio

0

(Adnkronos) –
Come sopravvivere al caro carburanti? A rispondere l’Unione nazionale consumatori. “Il price cap – spiega l’Unc – applicato dalle 4 compagnie petrolifere, dall’Eni il 28 settembre e a seguire anche da Ip, Q8 e Tamoil, è stato ritenuto per ora sufficiente dal Governo. Tuttavia è vero che dal 27 settembre i prezzi medi sono scesi, soprattutto in autostrada (gasolio in modalità self service costa in media 19 cent in meno al litro, la benzina -20,9 cent), ma i prezzi restano lunari, con il gasolio che si paga ancora sopra 2,2 euro (il 13 ottobre 2,269 euro al litro in autostrada e 2,252 nella rete stradale) e la benzina oltre 2 euro. Rispetto ai prezzi pre-crisi del 27 febbraio, per il gasolio si spendono oltre 44 cent al litro in più in autostrada e più di 52 cent nelle strade normali. Insomma, problema tutt’altro che risolto”. Per tutelarsi dal caro carburanti i consumatori possono seguire i dieci consigli suggeriti dall’Unc.  

 

1) Scaricate sul vostro smartphone l’App ‘Osservaprezzi carburanti’ del ministero delle Imprese e del Made in Italy o andate sul sito dell’Osservaprezzi carburanti https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/home per confrontare tutti i prezzi: punti vendita con bandiera, ossia i marchi noti delle compagnie petrolifere, e no logo, ossia pompe bianche e grande distribuzione. Potete fare una ricerca per zona (in un raggio fino a 10 km), per tratta autostradale o per area geografica (inserendo regione, provincia e comune), ordinando poi i prezzi in ordine crescente. 

2) Scegliete sempre il self-service e non il servito. Anche le 4 compagnie che hanno annunciato uno sconto (Eni, Ip, Q8 e Tamoil) lo praticano solitamente nei distributori self service, quindi attenti quando entrate nel distributore alla pompa che scegliete. 3) Verificate la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli visibili dalla carreggiata e quelli effettivamente praticati che trovate sulla colonnina. 

4) Se non avete l’App, non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, salvo il prezzo vi sembri conveniente.  

5) Anche per le 4 compagnie che hanno annunciato un tetto massimo, sappiate che in alcuni rari casi lo sconto non è applicato. Infatti, vanno distinti i distributori di proprietà della compagnia petrolifera (rete diretta), da quelli che, pur riportando la loro insegna, sono convenzionati privati, per i quali il tetto non può essere imposto ma solo consigliato.  

6) Non è vero che un distributore vale l’altro.  

7) Non accontentatevi di scegliere un distributore che ha prezzi inferiori alla media regionale che magari è invece il più caro della vostra città. 

8) Meglio fare il pieno prima di entrare in autostrada, anche se, per alcune compagnie che hanno annunciato il price cap, il prezzo scontato si applica anche nei distributori in autostrada (nelle corsie self service).  

9) Ricordatevi: chi va piano non solo va sano e va lontano ma consuma anche meno carburante.  

10) Segnalate l’esposizione di prezzi sbagliati. 

 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran, i falchi di Teheran invocano la bomba atomica: “E’ il momento giusto”

0

(Adnkronos) –
“E’ arrivato il momento” per l’Iran di dotarsi di armi nucleari. È quanto sostengono esponenti dell’ala più oltranzista del regime iraniano, riporta il Financial Times, secondo cui il dibattito sull’argomento ha subito un’accelerazione dopo la guerra con Stati Uniti e Israele e l’uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei. Tra le ipotesi, rilanciate dai ‘falchi’ di Teheran, c’è anche l’uscita dal Trattato di non proliferazione, considerato da alcuni ormai inutile per la Repubblica islamica. “Gli ultimi dati militari hanno dimostrato che dotarsi di armi nucleari per l’Iran non è un’ambizione, ma una necessità più importante del pane”, ha scritto questo mese Davoud Modarresian, commentatore politico vicino agli ambienti ultraconservatori iraniani. Il dibattito segna una svolta per la Repubblica islamica, dove sostenere apertamente la costruzione della bomba ha a lungo significato mettere in discussione l’autorità della defunta Guida suprema. Il successore e figlio, Mojtaba Khamenei, non ha chiarito pubblicamente se intenda mantenere la posizione del padre, che aveva emesso una fatwa contro le armi nucleari. Un silenzio che, secondo il Ft, ha lasciato spazio alle voci più intransigenti. 

 

La possibilità che la leadership iraniana riveda la dottrina nucleare è stata evocata anche da Hassan Ghashghavi, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, secondo cui la nuova Guida Suprema potrebbe emanare una diversa disposizione religiosa sulla questione: “Nessuno può fermarlo”, ha affermato il mese scorso. L’obiettivo indicato dai sostenitori della svolta è costruire un “ciclo completo di deterrenza” per impedire che si ripetano attacchi e negoziati, mentre alcuni guardano alla Corea del Nord come esempio di un arsenale atomico capace di scoraggiare interventi stranieri. 

La posizione non è però condivisa da tutti. Hossein Marashi, esponente riformista, ha dichiarato ai media che “più importante dell’arricchimento e della salvaguardia dei risultati nucleari è la salvaguardia dell’Iran e della Repubblica islamica”. Anche Ali Vaez, esperto di Iran dell’International Crisis Group, ha osservato che la guerra ha rafforzato quanti considerano l’arma atomica “la deterrenza definitiva” per un Paese esposto a un attacco esistenziale. Ma, ha aggiunto, Teheran potrebbe puntare a conservare le proprie infrastrutture nucleari e usarle come leva negoziale per ottenere concessioni economiche e di sicurezza, anziché avviare apertamente la corsa alla bomba. 

Per ora, sottolinea il Financial Times, non risulta che l’Iran abbia deciso di dotarsi di armi nucleari. Due alti funzionari iraniani hanno inoltre riferito al quotidiano che un’uscita dal Tnp non è una priorità immediata. “La nostra politica sul Tnp non è ancora cambiata, ma questo non significa che non possa cambiare in futuro”, ha dichiarato uno dei due.  

 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo sull’Italia, in arrivo temporali intensi e nubifragi: scuole chiuse a Genova

0

(Adnkronos) – Una forte perturbazione atlantica è in arrivo sull’Italia, con piogge intense, temporali autorigeneranti e raffiche di Scirocco oltre i 50-60 km/h. La fase di maltempo coinvolgerà inizialmente il Nord, con particolare attenzione alla Liguria, dove sono previsti accumuli di pioggia fino a 200 millimetri in poche ore, per poi estendersi al Centro-Sud. A Genova, in vista dell’allerta meteo arancione, domani, martedì 20 ottobre, le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse. In Toscana, invece, è stata diramata un’allerta gialla per temporali forti. 

“L’autunno entra nel vivo. Nelle prossime ore un’intensa perturbazione di origine atlantica arriverà sull’Italia, aprendo una fase di spiccato maltempo che interesserà dapprima le regioni settentrionali e poi si estenderà al resto del Paese. A guidare il peggioramento sarà una vasta area depressionaria che, in approfondimento sui nostri mari già da domani, richiamerà a sé forti venti di Scirocco carichi di umidità dal Mediterraneo, innescando un’insidiosa linea di convergenza in particolare davanti alle coste liguri”, afferma all’Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, che avverte del rischio di fenomeni particolarmente intensi, soprattutto sui settori centro-occidentali della Liguria. 

“L’interazione tra masse d’aria diverse favorirà lo sviluppo di temporali autorigeneranti. Si tratta di strutture stazionarie e molto intense che continuano a scaricare pioggia incessante sugli stessi territori per ore. A causa di questa dinamica, i settori centro-occidentali della Liguria rischiano accumuli pluviometrici estremi, fino a 200 mm in pochissime ore. Per dare un’idea dell’eccezionalità del fenomeno, si tratta dell’equivalente della pioggia che normalmente cade nell’arco di circa due mesi”, spiega Gussoni. 

Il peggioramento non si fermerà alla Liguria. “Nella giornata di martedì le piogge abbondanti e persistenti si estenderanno rapidamente alle zone alpine, prealpine e di pianura del Nord, colpendo in particolare Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e la Toscana. Successivamente, nella giornata di mercoledì 21 ottobre, la perturbazione scivolerà verso il Centro-Sud, interessando soprattutto il versante tirrenico con forti temporali e rovesci intensi”. 

Attenzione anche ai venti, che accompagneranno il passaggio della perturbazione con raffiche sostenute soprattutto lungo le coste. “Lo Scirocco soffierà con raffiche sostenute lungo le coste, superando facilmente i 50-60 chilometri orari. Si raccomanda massima prudenza negli spostamenti e di seguire attentamente gli aggiornamenti della Protezione Civile”. 

Un primo miglioramento è atteso da giovedì 22 ottobre, quando sono previsti maggiori spazi soleggiati su buona parte della Penisola. La tregua potrebbe però durare poco: già da venerdì un nuovo fronte perturbato potrebbe interessare parte del Centro-Nord. “Insomma, fuori gli ombrelli, l’autunno entra nel vivo”, conclude Gussoni. 

 

A Genova è stata disposta la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di martedì 20 ottobre 2026, in vista dell’allerta meteo arancione prevista dalle 7 fino alla mezzanotte. “Dato lo scenario delineato da Arpal e alla luce del forte stato di stress del territorio a seguito delle intense precipitazioni di domenica, soprattutto nel levante cittadino, il Centro Operativo Comunale ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani, martedì 20 ottobre 2026. La chiusura è riferita alle sole attività didattiche. La decisione è definitiva e non sarà oggetto di ulteriori valutazioni da parte del Coc”. 

È quanto si legge in una comunicazione interna del Comune di Genova che anticipa il provvedimento adottato in vista del peggioramento delle condizioni meteorologiche. L’assessore alla Scuola Rita Bruzzone, contattata dall’Adnkronos, ha confermato la chiusura di tutte le scuole cittadine. 

Allerta gialla per temporali forti sulla Toscana centro-occidentale e sull’Arcipelago. L’avviso è stato emesso dalla sala operativa della Protezione civile regionale e sarà in vigore dalle ore 15 fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. 

A comunicarlo sui social è il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che segnala la possibilità di fenomeni intensi soprattutto nella seconda parte della giornata. 

“Dal pomeriggio di domani e con maggiore frequenza dalla sera sono possibili temporali, localmente di forte intensità e associati a nubifragi e forti colpi di vento sull’Arcipelago, sulla costa e sulle zone occidentali della regione”. 

L’evoluzione del quadro meteorologico richiede dunque attenzione in diverse aree del Paese, con particolare cautela in Liguria per il rischio di precipitazioni eccezionali e in Toscana per la possibilità di temporali intensi, nubifragi e forti raffiche di vento. 

 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump apre a super vertice con Putin e Xi: “E’ ora che qualcuno negozi al posto di Zelensky”

0

(Adnkronos) –
Il negoziato sull’Ucraina con Vladimir Putin ma senza l’Ucraina. E in particolare senza Volodymyr Zelensky. Donald Trump è pronto ad un super meeting con il presidente russo e con il presidente cinese Xi Jinping. L’occasione arriverà il 18 e il 19 novembre a Shenzhen, in Cina, dove è in programma il vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) fissato per il 18 e 19 novembre 2026. 

“Se Putin e Xi volessero un trilaterale, lo farei. A novembre sarò in Cina per discutere della denuclearizzazione. E se riuscissimo a ottenerla, farei al mondo un favore enorme, davvero enorme”, dice Trump rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. Al tavolo con Putin e Xi, l’agenda comprenderebbe anche il conflitto in Ucraina. “Stiamo negoziando con Putin sull’Ucraina, non ho intenzione di interrompere il dialogo. Il presidente Xi è stato molto corretto sull’Ucraina finora, lo stesso nei confronti della Russia”, dice. 

 

Il presidente degli Stati Uniti continua a puntare il dito contro Zelensky: il presidente ucraino è considerato dalla Casa Bianca il principale ostacolo alla conclusione della guerra. “Io sostengo la fine della guerra tra Russia e Ucraina. È il mio lavoro. E, francamente, Zelensky non sta aiutando molto. Credo che lui non voglia porre fine al conflitto, mentre io voglio evitare che la gente muoia”, dice Trump. “Abbiamo dato moltissimo all’Ucraina”, dice riferendosi alla fornitura di armi e alla condivisione di intelligence, che secondo il presidente americano non si è mai fermata. Trump respinge anche le accuse relative ad ordini espliciti per rallentare il funzionamento della rete satellitare Starlink, essenziale per le operazioni militari dell’Ucraina: “Non so chi sia stato, vorrei scoprirlo”, glissa. 

“Zelensky è un uomo che avrebbe dovuto risolvere questa guerra molto tempo fa. Se mi avesse ascoltato, avrebbe concluso un accordo molto migliore molto tempo fa e ora avrebbe un milione di persone in vita…”, dice prima di sferrare l’ennesimo fendente: “Penso che sia ora che qualcun altro negozi per conto dell’Ucraina. Credo sia giunto il momento che qualcun altro tratti per conto dell’Ucraina”, dice Trump, che nelle ultime settimane ha ripetutamente invocato elezioni in Ucraina per favorire un avvicendamento al vertice del paese. Quindi, la parziale frenata: “Farei qualsiasi cosa in mio potere per porre fine alla guerra, a prescindere da chi sia presente o meno”, dice ancora.  

 

L’ipotesi di un super vertice ristretto a 3 big piace al Cremlino, a giudicare dalle dichiarazioni del portavoce Dmitry Peskov. “Il tema di un ipotetico incontro tra Putin, Xi Jinping e Trump è stato menzionato tenendo conto del fatto che potrebbero partecipare al vertice in Cina. Nonn sono state formulate proposte concrete né intese riguardo all’incontro trilaterale né sul suo contenuto. La parte americana continua i propri sforzi di mediazione per la pace per la risoluzione della situazione in Ucraina, Mosca li apprezza molto”, dice il portavoce di Putin. 

Il dialogo Washington-Mosca procede ormai su un binario indipendente dalla guerra. Trump e Putin hanno raggiunto l’intesa per la fornitura di gas russo agli Usa, la Casa Bianca ha congelato le sanzioni nei confronti di Mosca. “Zelensky dice che sono dalla parte sbagliata della storia? Non sa di cosa parla…”, taglia corto Trump, impegnato a cercare una nuova intesa con Putin: “Sto provando di ottenere il rilascio di un ostaggio” americano dalla Russia “e staremo a vedere cosa succederà. Sarà una questione che si risolverà a breve”, dice Trump. “Naturalmente stiamo negoziando con lui anche sull’Ucraina, quindi non ho intenzione di interrompere le trattative proprio ora. Peraltro, ho il diritto di farlo in qualsiasi momento, con effetto immediato. Perciò, se le cose non dovessero andare come previsto, posso sempre farlo”. 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guerriglia a Milano, oggi il Consiglio dei Ministri: atteso decreto con misure per fermare le violenze

0

(Adnkronos) – Resta alta la tensione in Italia dopo gli scontri dei giorni scorsi tra manifestanti e forze dell’ordine, in primis a Milano, dove si è parlato di vera e propria guerriglia e dove anche nelle scorse ore non sono mancati schiaffi e petardi nelle vie centrali della città, con la pm Giovanna Cavalleri che aveva richiesto il carcere come “unica risposta” contro chi sabato 17 e domenica 18 ottobre ha dato prova “di una assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza” contro le forze dell’ordine e tali, comunque, “da creare pericolo per l’incolumità di più persone”.  

A quanto si apprende una riunione del Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi questo pomeriggio alle 17.30. All’ordine del giorno ci dovrebbe essere un decreto legge con nuove misure per fermare violenze, devastazioni e illegalità nelle città dopo i disordini degli ultimi giorni. Tra queste, l’invio a Milano di 500 militari in più per “difendere la città”. “Dalle parole ai fatti!”, è stato il commento del vicepremier e segretario uscente della Lega, Matteo Salvini, definendo la decisione di cui si discuterà nelle prossime ore una “vittoria Lega”. 

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X si è augurato che oggi “il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito”, in riferimento all’annuncio dell’aumento della presenza di militari in città.  

Polemico invece Giuseppe Conte sui social. “Vertice a Palazzo Chigi. Per le misure economiche contro i rincari su cui stanno alzando la voce autotrasportatori, agricoltori, lavoratori, studenti? Macché, zero. Annunciano altre misure sulla sicurezza, dopo aver fatto tanti decreti inutili e aver fallito sull’ordine pubblico di fronte a violenze inaccettabili”, ha scritto. “Vogliono ancora oscurare le proteste legittime e pacifiche di tantissimi contro il carovita nascondendosi dietro alcuni episodi che tutti condanniamo? Hanno provato a nasconderli anche sui media, ma sono ancora in protesta: autotrasportatori, agricoltori, pescatori, lavoratori. Sono in tilt strade, autostrade e aeroporti. Al Sud ci sono supermercati vuoti, distributori a secco”, ha continuato.  

“Li ho incontrati nei presidi in questi giorni, così come gli studenti travolti da caro-affitti e rincari. Persone lasciate sole. Queste le risposte del Governo in questi mesi: legge elettorale, 14 miliardi in più in armi e difesa, annunci di nuovi possibili invii militari in Ucraina invece di un negoziatore di pace per l’Europa. Servono risposte economiche immediate: il tempo è scaduto da un pezzo. Le nostre proposte sono sul tavolo da mesi”, ha concluso il leader M5S. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia, iniziano coprifuochi ‘parziali’ e ‘localizzati’: le misure per contrastare le violenze

0

(Adnkronos) – Sono ufficialmente in vigore i coprifuochi “parziali” e “localizzati” annunciati dalle autorità francesi dopo gli episodi di violenza, i saccheggi e le scene di caos emersi a margine delle manifestazioni contro il costo della vita. Il presidente Emmanuel Macron ha riconosciuto alcune “carenze” nella gestione delle proteste di sabato, che hanno riunito in tutta la Francia centinaia di migliaia di persone. Un segnale della portata dell’emergenza – testimoniata dalle immagini di scontri e di edifici pubblici incendiati o vandalizzati che hanno fatto il giro del mondo – è arrivato dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha rassegnato le dimissioni al capo dello Stato. Macron le ha respinte, “tenuto conto della necessità di una continuità di comando delle forze dell’ordine”.  

Il primo ministro Sébastien Lecornu non ha intanto escluso di dichiarare lo stato di emergenza “se necessario”, ma ha ritenuto che i coprifuochi “sembrano più adeguati”. “I francesi pensano che ci sia il caos ovunque. Fortunatamente non è così, abbiamo un caos molto circoscritto ai centri urbani. Pertanto, ho chiesto ai prefetti di disporre una serie di coprifuochi, coprifuochi parziali” che sono “molto circoscritti”, ha affermato, “non si tratta affatto di imporre il coprifuoco a tutta Parigi, non avrebbe senso”. 

Un coprifuoco è stato introdotto a Parigi dalle 22 alle 6 in Place de la République e nelle vie circostanti Les Halles. Il provvedimento riguarda tutti i cittadini, non solo i minorenni. Lo rende noto Bfmtv, nel centro di Nizza dalle 21 alle 6 del mattino e dalle 21 alle 6 in una parte della Presqu’île – la penisola – di Lione.  

La crisi arriva a soli sei mesi dalle elezioni presidenziali, con la candidata di estrema destra Marine Le Pen in testa ai sondaggi, e in un momento in cui la Francia, seconda economia dell’Eurozona, è sotto la stretta sorveglianza dei mercati finanziari a causa del peso del proprio debito. Le cifre relative alla mobilitazione sono vertiginose: almeno 550mila manifestanti sabato, 2.331 persone in stato di fermo, decine di custodie cautelari, quasi un migliaio di membri delle forze dell’ordine e manifestanti feriti, secondo le autorità. “Almeno 3mila negozi” sono stati colpiti da atti di vandalismo o saccheggi questo fine settimana, secondo il governo.  

E sono già previste altre manifestazioni. Il coordinamento del movimento dei gilet gialli ha annunciato un ‘Atto II’ per sabato, prima delle mobilitazioni del 31 ottobre e del 5 novembre. Inoltre alcuni studenti hanno bloccato l’accesso al Museo del Louvre di Parigi, uno dei più visitati al mondo. “Rafforzeremo ulteriormente gli effettivi di polizia e gendarmeria sul campo, in particolare questo fine settimana”, ha affermato il ministro dell’Interno, che ha escluso di rimettere in discussione lo svolgimento delle partite di calcio, in particolare quella tra Psg e Barcellona. 

A sei mesi dalle presidenziali, la crisi ha assunto una connotazione politica. La sinistra rimprovera al capo dello Stato di rimanere sordo alle rivendicazioni dei manifestanti, mentre la destra gli chiede maggiore fermezza. Sebbene l’esecutivo riconosca alcune lacune, la portavoce del governo Maud Bregeon ha puntato il dito contro La France insoumise , alla quale attribuisce “una responsabilità morale e politica”. Sulla stessa linea, Sébastien Lecornu ha accusato il “movimento dell’estrema sinistra” di voler seminare “un profondo disordine” e “persino mettere in discussione il calendario delle elezioni presidenziali e il loro svolgimento”. In risposta, il candidato di La France Insoumise all’Eliseo, Jean-Luc Mélenchon, ha espresso il proprio “stupore” e ha affermato di “non aver sentito nessuno parlarne”. Raphaël Glucksmann, candidato socialdemocratico alle presidenziali, ha invece dichiarato che il caos andrà a vantaggio della candidata del RN alle elezioni presidenziali, Marine Le Pen. 

La crisi francese non è passata inosservata all’estero: “Gli immigrati hanno preso il controllo della Francia. Devono chiudere i confini immediatamente!”, ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump. “Come possiamo vedere, dopo la loro eruzione nelle città francesi più grandi, i disordini si sono diffusi in Italia e in altri Paesi europei. E’ il genere di situazione che di fatto sta già precipitando nel caos”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “E’ una palese espressione di crisi. Ma è una questione interna ai Paesi dell’Unione europea”, ha aggiunto. E mentre Pechino mette in guardia i cinesi che si trovano in Francia, esortandoli ad adottare misure di sicurezza aggiuntive, l’Ue denuncia i saccheggi e gli incendi dolosi invitando la Francia a “proteggere” il diritto alla protesta pacifica. 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)