sabato, Ottobre 31, 2026
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Carl Brave torna con il nuovo singolo “Morto a galla”

MILANO (ITALPRESS) – A quasi due anni dall’ultimo album “Migrazione”, Carl Brave apre il suo 2025 e pubblica il suo nuovo singolo “Morto a galla”, un racconto di una Roma inedita nelle canzoni dell’artista, che apre lo sguardo anche su altre realtà. La città in sé diventa una protagonista nascosta, che sempre più spesso mostra le sue ombre.

Roma, come anche Milano, sono tutto questo, città che respirano tra magnificenza e brutalità, tra speranza e sofferenza, e sembrano quasi fare da specchio per l’artista, che riesce a descriverle con una sincerità cruda e disarmante, rivelando così anche la sua storia. Non si tratta solo della meraviglia dei suoi tramonti ma anche degli angoli bui più nascosti. Come gli alti e bassi della vita.

Ad accompagnare il suo tanto atteso ritorno, si aggiunge oggi un altro speciale annuncio: da ottobre Carl Brave sarà di nuovo live sui palchi dei club delle principali città italiane con il “Notti brave amarcord tour 2025”. Queste le date, prodotte da OTR Live: 16 ottobre – Napoli – Casa della Musica, 17 ottobre – Molfetta (BA) – Eremo Club, 23 ottobre – Padova – Hall, 24 ottobre – Bologna – Estragon, 29 ottobre – Venaria Reale (TO) – Teatro Concordia, 30 ottobre – Milano – Fabrique, 12 novembre – Firenze – Teatro Cartiere Carrara, 27 novembre – Roma – Palazzo dello Sport.

– foto ufficio stampa Carl Brave –

(ITALPRESS).

Puglia, Emiliano “Con blocco Porsche abbiamo perso 450 posti lavoro”

Puglia, Emiliano

BARI (ITALPRESS) – “Se ci sono rimasto male per il fatto che Porsche abbia bloccato il progetto di ampliamento del Technical center di Nardò? Abbastanza. Abbiamo perso del tempo, perché il business è fatto come come l’amore, certe volte: ha i suoi tempi. Se tu, nel tempo in cui qualcuno ci sta, gli dici ‘va bene, ci vediamo domani’, c’è il rischio che quello cambi idea, come è accaduto in questa vicenda. Anche dal punto di vista ambientale, secondo me è stato un danno, perché avremmo quintuplicato l’area boschiva. Certo, nel tempo: mi rendo conto che non ci sia niente che non faccia dolore, non dispiaccia, non abbia impatto ambientale, ci mancherebbe. Il problema è che dobbiamo progettare il futuro con una strategia e in questo caso la strategia di dire sempre no non funziona. Lo abbiamo verificato, abbiamo perso 450 posti di lavoro molto innovativi”. Lo ha affermato questa mattina a Bari il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a margine della conferenza stampa del Gruppo OVS di presentazione del nuovo polo di innovazione tecnologica e del centro evoluto per il riutilizzo dei capi previsti dal progetto di investimento.

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Libro del ‘700 restituito alla scuola Teuliè di Milano

MILANO (ITALPRESS) – Il 24 marzo 2025, nella sede della Scuola Militare Teuliè di Milano, è stato restituito un bene librario risalente al 1731, sottratto in data imprecisata alla Biblioteca del rinomato Istituto. Le indagini del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scaturite dai costanti controlli del mercato antiquario che hanno portato al rinvenimento del volume messo in vendita da parte di una coppia di venditori hobbisti. Questi, accortisi che sull’opera apparivano timbri e diciture che lo riconducevano a una biblioteca pubblica, lo hanno immediatamente messo a disposizione del personale del Nucleo Carabinieri TPC che ha proceduto al sequestro, necessario per lo svolgimento delle propedeutiche attività investigative.

Le indagini, svoltesi su due direttrici, hanno permesso di risalire alla Catena del possesso sino ad un anziano torinese deceduto i cui eredi, dimostratisi subito collaborativi con gli inquirenti, avevano iniziato a disfarsi di alcuni beni dello scomparso parente. Contestualmente, la collaborazione con la Biblioteca della Scuola Militare Teuliè, della quale il volume riporta timbri e note di possesso, ha permesso di ricondurre l’opera, senza alcun dubbio, a quell’Ente. L’attuale Scuola Militare Teuliè, istituto di formazione dell’Esercito italiano, viene fondata nel 1802 durante il periodo bonapartista, quale orfanotrofio militare per i figli dei caduti dell’Armata napoleonica.

Nel corso del XIX secolo, durante il quale la Lombardia passa dall’influenza francese al ritorno degli Asburgo e, infine, alla costituzione del Regno d’Italia, l’attività dell’Istituto subisce alcune soluzioni di continuità dovute a esigenze di bilancio ovvero a decisioni di politica militare. Riaperto come Collegio militare di Milano nel 1935, l’attività della scuola fu nuovamente interrotta col precipitare degli eventi bellici conseguenti ai tragici fatti dell’8 settembre 1943.

La sua definitiva riapertura è stata disposta nel 1996. Inaugurata come distaccamento della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, raggiunge la piena autonomia nel 1998 assumendo l’attuale denominazione il 27 giugno 2000. La Teuliè custodisce un’importante Biblioteca che conserva circa 75.000 documenti librari provenienti da due distinti fondi originari: il fondo del Presidio militare di Milano, risalente all’Unità d’Italia, che include anche i volumi della Biblioteca di Chambery appartenuti a Casa Savoia e il fondo dell’industriale bibliofilo Adolfo Casanova, donato con testamento olografo, che consta di oltre 25.000 volumi rari e antichi. Durante il secondo conflitto mondiale, per salvaguardare il cospicuo patrimonio dai bombardamenti alleati su Milano, l’Autorità militare dispose il trasferimento cautelativo della biblioteca a Cremona dove tuttavia, per le vicissitudini di guerra e a causa dell’occupazione tedesca, subì devastazioni, sottrazioni e perdite di documenti e volumi.

Dal secondo dopoguerra i due distinti fondi sono confluiti presso la caserma Teuliè di Milano e dove sono da allora custoditi. È plausibile, pertanto, ritenere che la sparizione del volume ritrovato possa risalire a quel travagliato periodo storico. L’opera rinvenuta, restituita in una sobria cerimonia tenutasi presso l’Istituto militare, è un volume di storia romana del periodo antoniniano dello storico Marco Giuniano Giustino che compendia un’opera antecedente dello storico augusteo Pompeo Trogo. L‘Epitoma dei 44 libri del “Pompei Trogi Historis Externis” si configura come un riassunto dell’opera originaria: eliminati i discorsi diretti e le digressioni troppo ampie, l’epitoma di Giustino conserva lo scheletro della narrazione, comprensivo però di diversi aneddoti. L’opera ebbe importante fortuna letteraria già in epoca tardo imperiale, grazie allo stile e alla esaustività delle descrizioni. L’edizione dell’opera rinvenuta è stata stampata a Torino nel 1731.

– Foto Ufficio stampa Carabinieri TPC –

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Migranti, via libera del Consiglio dei Ministri al decreto Albania. Piantedosi “Ampliato l’uso del centro”

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dal Consiglio dei Ministri al decreto Albania. “Abbiamo approvato un decreto legge che interviene sulla legge di ratifica del protocollo Albania, non sul contenuto del protocollo – ha spiegato in conferenza stampa dopo il Cdm il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -: la struttura già esistente si potrà utilizzare anche per le persone trasferite dall’Italia. Questo ci consentirà di dare immediata riattivazione a quel centro che non perde le sue funzioni già previste. Non viene snaturato, tutt’altro”.

– Foto IPA Agency –

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A Reggio Emilia l’asino di Pantelleria al centro dell’offerta turistica

PANTELLERIA (ITALPRESS) – Prende sempre più forma, per Pantelleria, la creazione di una nuova offerta ecoturistica che, attraverso un sistema coordinato di servizi, possa rispondere ad una domanda esigente del turista.

L’elemento sostanziale di questa progettazione è l’asino pantesco, al centro delle future attività escursionistiche, didattiche, educative, ricreative e terapeutiche che saranno realizzate a conclusione del percorso formativo promosso dall’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, in collaborazione con il Dipartimento di Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana e con soggetti specializzati nel settore come ARIA APERTA SNC, Pet Therapy Doctor Dog APS e l’Asineria di Reggio Emilia.

A seguito dell’importante lavoro svolto dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale Servizio 17 – Servizio per il Territorio di Trapani, che ha consentito di recuperare la razza di asinello pantesco, a rischio estinzione, è stato avviato il percorso per la preparazione di personale qualificato allo svolgimento di attività con gli asini e alla loro gestione.

Si sta svolgendo in questi giorni, presso la fattoria di animazione ambientale “L’asino di Ariosto” di Reggio Emilia, la seconda fase del corso “propedeutico – base coadiutore asino – avanzato” che coinvolgerà, fino al 30 marzo, i sette partecipanti sotto la guida degli esperti Massimo Montanari, Nicoletta Teso, Manuel Savioli, per approfondire la conoscenza delle potenzialità dell’utilizzo dell’asino in contesti naturalistici e ambientali.

Presente anche Milko Vitale, geologo dell’Ente Parco nonché referente del progetto, per poter maturare la giusta consapevolezza delle questioni da affrontare nell’implementazione del progetto su Pantelleria. Per il commissario straordinario dell’Ente Parco, Italo Cucci, questa esperienza, riportata sull’isola, rappresenta “una ventata di nuove possibilità in quanto sarà da stimolo alla comunità locale per costruire un’associazione d’impresa dedicata all’offerta esperienziale completa con gli asini”.

Durante questa settimana i corsisti sono impegnati, non solo in attività teoriche ma soprattutto pratiche e operative nell’ambiente all’aria aperta, per ampliare le competenze per la gestione degli asini, il loro accudimento e spaziare nelle varie attività di animazione, come i laboratori di relazione con il pubblico.

“Una partecipazione attiva e piena di entusiasmo quella dei panteschi – afferma Massimo Montanari – che rappresenta un ottimo segnale per sviluppare un’azione concreta sull’isola, potendo creare una realtà operante sul territorio dove l’asino è un conduttore e soprattutto l’elemento di legame tra guide operatori e le persone che vengono accompagnate”.

I progetti, con il coinvolgimento degli asini, avranno anche un ambito di azione nel sociale per la comunità pantesca creando sinergie con gli organismi che si occupano delle persone fragili. Inoltre, l’isola potrà occupare una posizione di rilievo nell’ambito dell’esperienza trekking anche di più giorni itinerante lungo la rete dei sentieri Cai.

– Foto Ufficio stampa Parco Nazionale Isola di Pantelleria –

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Scontri Cremonese-Brescia, 24 indagati e 14 Daspo

CREMONA (ITALPRESS) – La Questura di Cremona ha concluso una prima fase dell’attività investigativa relativa ai violenti scontri tra tifoserie verificatisi il 29 dicembre 2024, in occasione dell’incontro di calcio tra Cremonese e Brescia Calcio, valevole per il campionato di Serie B.

Grazie a un’articolata e tempestiva attività investigativa condotta dalla Digos della Questura di Cremona, con il supporto della Polizia Scientifica, della Digos di Brescia e delle unità specializzate in ordine pubblico, è stato possibile ricostruire l’intera dinamica dei disordini e identificare numerosi soggetti coinvolti. Due i momenti principali in cui si sono verificati gli episodi di violenza: il primo scontro si è registrato nella tarda mattinata, intorno alle ore 10:20, in Piazza Libertà, quando un gruppo di tifosi Bresciani ha raggiunto deliberatamente un bar cittadino, punto di ritrovo della tifoseria locale, provocando tafferugli con lancio di oggetti e scontri corpo a corpo, prontamente contenuti dalle Forze dell’Ordine.

Il secondo episodio si è verificato nel pomeriggio, al termine dell’incontro, lungo Via del Macello, dove un gruppo di tifosi bresciani ha tentato di forzare il cordone di sicurezza per affrontare la tifoseria cremonese. Solo l’intervento risolutivo del Reparto Mobile, mediante l’impiego di lacrimogeni, ha impedito il contatto tra le due fazioni.

Un elemento di rilievo emerso nel corso delle indagini è la presenza, tra i partecipanti agli scontri, di due cittadini francesi, noti per la loro appartenenza alla frangia più radicale della tifoseria dell’Olympique Marsiglia e da tempo legati al tifo organizzato cremonese. L’identificazione di uno dei due ha richiesto un’attività investigativa transfrontaliera, condotta in collaborazione con la Polizia francese tramite il Centro di Cooperazione di Polizia Italo-Francese di Ventimiglia.

L’attività della Digos si è sviluppata su più fronti, tra cui: l’analisi delle immagini della videosorveglianza urbana e delle riprese della Polizia Scientifica; incrocio dei dati di accesso allo stadio con le schede identificative dei tifosi; monitoraggio di social network e piattaforme di messaggistica; individuazioni fotografiche e accertamenti nelle banche dati di polizia; cooperazione internazionale per l’identificazione di soggetti stranieri.

Ad oggi, 24 persone sono state denunciate per reati quali violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e possesso di oggetti atti ad offendere. A seguito della trasmissione degli atti da parte della Digos, la Divisione Anticrimine della Questura di Cremona ha attivato le procedure per l’emissione dei provvedimenti di Daspo. Dopo aver analizzato le singole condotte individuali, sono stati emessi a firma del Questore della Provincia di Cremona 14 Daspo. Nel complesso sono stati irrogati 32 anni di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, di cui 15 con obbligo di comparizione.

Tra questi, tre provvedimenti aggravati e convalidati dall’autorità giudiziaria per i soggetti recidivi) prevedono anche prescrizioni accessorie, ossia l’obbligo di presentazione presso un Ufficio di polizia durante lo svolgimento delle gare calcistiche. Sono attualmente in corso ulteriori accertamenti info-investigativi su altre posizioni ritenute meritevoli di approfondimento, finalizzati all’adozione di ulteriori provvedimenti Daspo nei confronti di altri numerosi soggetti che hanno preso parte attiva ai disordini.

-Foto questura Cremona-
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Como, sequestrata villa di pregio a membro Ndrangheta

COMO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Como, ieri mattina, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro finalizzato alla successiva confisca, emesso dalla Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano.

La proposta di sequestro a firma del Questore di Como, accolta dal predetto Tribunale, ha attinto un soggetto di 46 anni di origine calabrese residente nel comasco, già noto alla cronaca giudiziaria per reati contro la persona, detenzione di armi, associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività d’indagine scaturisce da una puntuale mappatura del territorio comasco riguardante i soggetti appartenenti o contigui alla criminalità organizzata ed ha consentito di ricostruire sia la pericolosità sociale qualificata del proposto, sia l’assoluta sproporzione fra il patrimonio detenuto e i redditi dichiarati al Fisco.

Gli investigatori della Divisione Anticrimine lariana hanno ricostruito l’excursus criminale del pluripregiudicato, che dalla fine degli anni 90 si è reso responsabile di reati in materia di stupefacenti e, nel 2008 è stato condannato a 20 anni di reclusione per omicidio. Da ultimo, come emerso nell’operazione “Ossessione” della DDA di Catanzaro, l’uomo è risultato parte attiva in un ingente traffico di sostanze stupefacenti, perpetrato approfittando di permessi all’esterno del carcere per svolgere attività lavorativa.

Nell’ambito di tale investigazione, i finanzieri di Erba, a seguito di una perquisizione di iniziativa con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno rinvenuto, all’interno dei locali aziendali dove il 46enne stava svolgendo attività lavorativa, un ingente quantitativo di cocaina e hashish nella sua disponibilità.

I militari della Compagnia GdF di Erba, inoltre, hanno eseguito mirati accertamenti patrimoniali condotti sulle sue disponibilità economiche e finanziarie e dei suoi familiari che hanno consentito di rilevare la sproporzione fra il patrimonio detenuto e i redditi dichiarati al Fisco.

In particolare, dagli approfondimenti dei movimenti bancari della società per la quale il 46enne e i suoi familiari risultavano ufficialmente assunti quali lavoratori dipendenti, è emerso che la stessa era gestita occultamente dall’uomo, il quale ha distratto ingenti somme di denaro utilizzate per l’acquisto di un immobile del valore nominale di circa € 330.000,00, fittiziamente intestato a suo figlio, appena maggiorenne. All’esito del complesso iter appena delineato, personale della Questura di Como e della Guardia di Finanza di Como hanno proceduto all’immissione in possesso dell’amministratore giudiziario nominato dal tribunale di una villa di pregio sita nel comune di Cermenate (CO).

-Foto Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Protesta al ristorante “Cracco” di Milano, 20 misure di prevenzione

MILANO (ITALPRESS) – Il Questore di Milano Bruno Megale ha emesso 7 avvisi di avvio del Foglio di Via Obbligatorio dalla città di Milano, 2 Fogli di via Obbligatori e 11 DACUR (divieto di accesso nei locali pubblici) nei confronti di 12 persone, che hanno posto delle azioni di protesta presso l’esercizio di ristorazione “Cracco”.

Nei giorni 19, 23 e 26 marzo, presso il ristorante “Cracco”, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, appartenenti al movimento ambientalista “Ultima Generazione” dopo aver effettuato una consumazione all’interno del locale, hanno esposto uno striscione recante la scritta “Ultima generazione – il giusto prezzo” per poi sedersi per terra e occupare la sala del ristorante, opponendo resistenza passiva. Inoltre, nella data del 23 marzo hanno anche imbrattato gli arredi del locale.

I provvedimenti dell’avvio del Foglio di via Obbligatorio sono per 4 cittadini italiani di 71, 52, 42 e 29 anni e per 3 cittadine italiane di 32, 26 e 21 anni. I due Fogli di via Obbligatori, della durata di due anni, sono stati notificati a due cittadine italiane di 30 e 29 anni. Invece, i DACUR sono stati emessi nei confronti di 11 cittadini italiani.

Con il Foglio di via Obbligatorio, è vietato al destinatario di ritornare nel comune interessato; ha il divieto di ritornare nel comune, salvo per comprovate esigenze di salute, studio o lavoro previa istanza motivata alla Questura del comune dove è stata inibita. Con i DACUR, invece, è stato vietato ai destinatari di accedere e stazionare nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici presenti nell’area del centro della città di Milano. Si tratta di una misura di prevenzione di esclusiva competenza del Questore, a tutela dell’ordine e sicurezza pubblica, al fine di garantire la fruibilità da parte della cittadinanza di determinate aree urbane.

-Foto ufficio stampa ultima generazione-
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Libano e Siria firmano un accordo di demarcazione dei confini

DAMASCO (SIRIA) (ITALPRESS) – Libano e Siria hanno firmato un accordo sulla demarcazione dei confini e sul rafforzamento del coordinamento tra i due Paesi per quanto riguarda la sicurezza lungo la loro tesa frontiera, riferisce la Saudi Press Agency.

L’accordo firmato dai ministri della difesa libanese e siriano in Arabia Saudita nella tarda giornata di ieri è arrivato dopo che gli scontri nelle zone di confine all’inizio di questo mese hanno causato la morte di diverse persone e decine di feriti da entrambe le parti. Il piano per la demarcazione dei confini arriva anche dopo la cacciata all’inizio di dicembre del governo della famiglia Assad in Siria, durato 54 anni, che ha portato a tensioni lungo la frontiera dove il gruppo terroristico libanese Hezbollah era attivo su entrambi i lati del confine durante la guerra civile siriana durata 14 anni.

Il ministro della difesa libanese Michel Menassa avrebbe dovuto visitare la capitale siriana, Damasco, mercoledì, ma la visita è stata annullata. Menassa e la sua controparte siriana, Murhaf Abu Qasra, sono poi volati ieri a Jiddah in Arabia Saudita, dove hanno tenuto dei colloqui a cui ha partecipato il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman e hanno firmato l’accordo.

L’agenzia saudita afferma che i ministri libanese e siriano hanno firmato un accordo in cui entrambe le parti hanno concordato sull’”importanza strategica di demarcare i loro confini” e sulla formazione di comitati legali e specializzati in diversi campi. Aggiunge che entrambi i paesi hanno concordato di “attivare meccanismi di coordinamento” per affrontare eventuali sfide alla sicurezza lungo il confine. Afferma che l‘Arabia Saudita sostiene la sicurezza e la stabilità in entrambi i paesi, il che rafforza la sicurezza regionale.

-Foto IPA Agency-
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Il progetto del nuovo interoporto di Orte, Angelilli “Asset strategico”

ORTE (VITERBO) (ITALPRESS) – Presentati gli interventi per il progetto del nuovo Interporto di Orte, che permetteranno il completamento del terminal ferroviario intermodale, trasformando l’infrastruttura in un hub innovativo, in grado di accogliere convogli europei, fornire servizi di logistica integrata e favorire la distribuzione delle merci in tutta Italia. L’Interporto diventerà, così, un asset strategico per tutto il Lazio e non solo.

Alla conferenza stampa, oltre al vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, erano presenti il vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna; il presidente della VIII commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, Mauro Rotelli; il presidente di Interporto Centro Italia Orte spa, Lorenzo Cardo; il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Pino Musolino; il commissario straordinario S.S. 675 “Umbro – Laziale“, Ilaria Coppa; il responsabile Sviluppo Infrastrutture Area Centro Sud Tirrenica Rete Ferroviaria Italiana spa, Michele Volpicella.

Sono inoltre intervenuti l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione economica, Giancarlo Righini; l’assessore regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Fabrizio Ghera; il presidente del gruppo FDI del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Sabatini.

Il progetto, che si svilupperà grazie al finanziamento di oltre 8 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (previsto nell’ambito dell’Accordo fra Governo e Regione Lazio), permetterà il completamento intermodale dell’hub, portandolo a una estensione di 55 mila metri quadrati di superficie pavimentata, con la creazione di 1.200 metri di asta ferroviaria elettrificata, 4 binari da 750 metri lineari, conformi agli standard europei, e un binario raccordato direttamente con i magazzini. Si tratta, è stato sottolineato, di un importante intervento strutturale che inciderà profondamente sulla performance dell’Interporto di Orte, aumentando il suo potenziale di traffico giornaliero fino a 4.000 tonnellate.

Per la sua collocazione geografica, posta al crocevia delle infrastrutture stradali e ferroviarie che attraversano la penisola italiana in direzione Est-Ovest e Nord-Sud, l’Interporto di Orte è, infatti, uno snodo nevralgico per il trasporto e la logistica di tutto il Paese. Il valore strategico dell’infrastruttura è rappresentato anche dall’intermodalità che si crea attraverso gli assi viari stradali della E45 con l’autostrada A1, dove la traccia ferroviaria Orte-Falconara incrocia la rete italiana dell’Alta Velocità e dell’Alta Capacità.

Gli interventi presentati oggi, attesi da più di dieci anni, mirano a favorire il rilancio dell‘intero comparto industriale e produttivo del Lazio, favorendo una maggiore connessione e collaborazione tra le industrie del territorio e le altre italiane ed europee, aumentandone la competitività, è stato spiegato.

“L’interporto di Orte diventerà una piattaforma logistica avanzata, strategica per il sistema Lazio che ha tutte le caratteristiche per diventare un hub logistico di primo livello nazionale, centrale all’interno delle reti europee dell’asse scandinavo mediterraneo. Ci sono tutte le condizioni e tutte le piattaforme: i porti di Civitavecchia e Gaeta, gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, e anche Pomezia con il terminal merci in fase di realizzazione. E ora l’investimento sul centro intermodale di Orte. Oltre agli otto milioni del fondo di sviluppo e coesione, Orte potrà usufruire delle opportunità della ZLS (Zona Logistica Semplifica) a breve operativa, un grande valore aggiunto in termini di semplificazione amministrativa e di agevolazioni fiscali. La piattaforma di Orte rappresenterà uno snodo deciso come fattore abilitante dello sviluppo economico, produttivo e commerciale. La Regione Lazio rivolgerà inoltre particolare attenzione attraverso i fondi europei al potenziamento delle infrastrutture digitali, alle misure e opportunità di efficientamento energetico, alla formazione allineata con le esigenze di competenze innovative decisive nella logistica”. Così Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione e della Regione Lazio.

– Foto Ufficio stampa Lazio Innova –

(ITALPRESS)